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simon89
Kristjan Kangur ha detto sì. L'Openjobmetis strappa la conferma più importante dal punto di vista della solidità del gruppo tra i giocatori del 2015/'16: l'ala estone ha siglato il contratto biennale che la società di piazza Monte Grappa gli aveva proposto subito dopo la fine della stagione passata.
Quello che sembrava un matrimonio annunciato è stato più sofferto del previsto: l'agenzia del giocatore del 1982 aveva detto no al primo tentativo del club biancorosso ed anche il secondo sforzo (con un leggero ritocco alla proposta valida fino al 2018) non era stato giudicato sufficiente. Alla fine, però, ha pagato il lavoro di cesello che la società ha comunque portato avanti dopo la fumata grigia di 10 giorni fa, quando il giocatore era tornato in città per qualche giorno: di fatto l'offerta non era mai stata ritirata e, come più volte ribadito su queste colonne, la decisione era completamente nelle mani di Kangur. E mentre la società sondava il mercato anche nel ruolo dell'ala estone, è stata portata avanti una sottile ma costante operazione diplomatica direttamente con l'atleta per convincerlo a restare in maglia biancorossa, assecondando i desideri di tutto l'ambiente - coach Moretti in primis - che avrebbe voluto rivedere nella Varese 2016/'17 la vera anima caratteriale della Varese 2015/'16. «Siamo contenti per il valore del giocatore e della persona, molto apprezzato da tutto l'ambiente per quel che sa portare dentro e fuori dal campo - afferma il d.g. Claudio Coldebella -. La permanenza di Kristjan era un desiderio condiviso da tutte le persone che ho incontrato; a me spettava trovare le condizioni perché avvenisse. Se ai primi di giugno avevamo fatto un passo verso di lui, stavolta è stato il giocatore a farne uno verso di noi, con reciproca soddisfazione».
Dunque, Kangur vestirà la maglia di Varese fino all'età di 36 anni, eguagliando figure indimenticabili come Manuel Raga e Corny Thompson nella classifica di fedeltà degli stranieri di Varese (sei stagioni per il messicano dell'Ignis e lo statunitense della DiVarese), l'ala estone li raggiungerà nel 2017/'18. «Sono assolutamente felice di tornare a giocare a Varese, che considero la mia seconda casa. Io e la mia famiglia qui ci troviamo bene e ci sentiamo parte della città. Ci sono molte cose belle che accadono in Pallacanestro Varese e prometto di contribuire a portare nuovi successi e gioia ai tifosi biancorossi»: questa la prima dichiarazione a caldo dell'ala del 1982, che manterrà quel ruolo extratecnico di collante dentro e fuori dal campo già evidenziato nel 2015/'16, con la possibilità di contributo più qualitativo che quantitativo nel reparto lunghi con quattro giocatori in rotazione (arriveranno un'altra ala forte europea e un centro Cotonou, oltre a Campani) rispetto ai tre del finale della stagione passata. E la convocazione con l'Estonia per le qualificazioni ad Eurobasket 2017? A quanto pare non sarebbe più un ostacolo, col giocatore che ha comunque garantito piena disponibilità sin dall'inizio della stagione. Ora si attendono notizie sul conto di David Moss: sia Brescia che Varese hanno messo sul piatto un biennale per l'ala di Chicago, che dovrebbe sciogliere la riserva entro domani.
Giuseppe Sciascia
simon89

Si chiamerà PalaOpenjobmetis

By simon89, in News,

Tempistiche imminenti per campagna abbonamenti 2016/'17 e ufficialità del rinnovo della sponsorizzazione Openjobmetis in casa Pallacanestro Varese.
 
L'accordo di massima per la versione 3.0 della partnership tra la società di piazza Monte Grappa e la società di Gallarate era stato già raggiunto a fine aprile, nell'incontro tra il vicepresidente biancorosso Monica Salvestrin e l'a.d. Rosario Rasizza. I passaggi formali per la ratifica del contratto annuale da parte dei rispettivi CdA hanno fatto slittare la comunicazione ufficiale. Ma allo stesso tempo si sta avvicinando a grandi passi la scadenza naturale del 30 giugno per quanto riguarda il contratto con Whirlpool per il "naming" del palasport di Masnago. L'a.d. della SpA gallaratese aveva confermato più volte di essere interessato a subentrare se la multinazionale statunitense non avesse rinnovato l'accordo e siccome da Comerio non sono arrivati più segnali di sorta, sembra scontata l'accoppiata del marchio Openjobmetis sia sulle maglie biancorosse sia sulla facciata del "Lino Oldrini".
 
Il sogno di Rasizza sarebbe quello di "rinfrescare" il volto della gloriosa ma datata casa del basket varesino. Ma tutti i progetti per arricchire l'impianto con quelle commodities (da un punto vendita per il merchandising ad uno spazio permanente per il museo allestito in occasione del 70° anniversario della società, ad un vero e proprio ristorante in... salsa biancorossa") necessarie per portare la struttura al livello degli impianti del terzo millennio si scontrano con una logistica ormai sfruttata quasi al 100 per cento con i lavori svolti dal 2011 ad oggi. In ogni caso, che Pallacanestro Varese e Openjobmetis proseguiranno a braccetto per il terzo anno consecutivo lo conferma anche il marchio della società di lavoro interinale nel "coming soon" della campagna abbonamenti twittato dalla società varesina nei giorni scorsi.
 
La vendita delle tessere stagionali è ormai prossima al lancio ufficiale: in attesa dei dettagli operativi, il semaforo verde è previsto per il pomeriggio di giovedì 7 luglio nella sala "Giancarlo Gualco" di Masnago: per tre settimane - fino a domenica 28 - solita prelazione a prezzi ridotti per i 2.680 vecchi abbonati. Si partirà comunque con qualche certezza in più rispetto agli zero giocatori firmati all'apertura della campagna abbonamenti dell'estate 2014 ed ai soli Molinaro e Ferrero del 2015; per gli scettici si potrà attendere la vendita libera del mese di settembre, quando il roster sarà al gran completo. Ancora da stabilire, invece, le modalità degli abbonamenti per le coppe europee: domani o al più tardi giovedì sono attese comunicazioni da Monaco di Baviera relativamente alle ammissioni a Champions League e FIBA Europe Cup. Una volta ottenuto il pass di accesso all'Europa si definiranno le questioni sponsor e tessere stagionali per il secondo fronte della stagione biancorossa.
 
Giuseppe Sciascia
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Varese e David Moss, questo matrimonio si ha da fare? Esaurito l'impegno agonistico con Brescia, l'ala di Chicago dovrà confermare il suo gradimento per la proposta che la società di piazza Monte Grappa gli ha recapitato nelle scorse settimane. L'Openjobmetis punta su Moss - con pieno appoggio da parte di Paolo Moretti e Claudio Coldebella - per il suo mix di leadership, animus pugnandi e professionalità in palestra che hanno contribuito fattivamente alla promozione in serie A della Leonessa. E Moss desidera Varese, oltre alla posizione geografica vantaggiosa per chi è stato benissimo a Milano per due anni, grazie alla vetrina internazionale che il club biancorosso è in grado di proporgli come stimolo ulteriore rispetto alla matricola Brescia: le coppe FIBA non sono l'Eurolega, ma è altrettanto vero che il 33enne giocatore non è più quello dei 4 scudetti consecutivi a Siena e Milano. Di conseguenza però il costo è accesssibile per le possibiltà dell'Openjobmetis, che ha evidentemente gradito quel che Moss ha saputo portare in dote a Brescia.
Col giocatore del 1983 ci sarebbe un'intesa di massima da formalizzare a bocce ferme dopo i lunghissimi playoff della serie A2; ora c'è da capire se l'impatto emotivo della vittoria del campionato con la Leonessa possa indurre Moss a cambiare idea e riprendere in considerazione la matricola bresciana. Che giustamente ha giocato le sue carte proprio nel weekend, proponendo il rinnovo del contratto al giocatore di Chicago proprio nel pieno delle celebrazioni per lo storico ritorno in serie A dopo 28 anni. Varese confida di dover soltanto formalizzare una situazione che inaugurerebbe il mercato extracomunitario con quell'elemento di grande esperienza sul quale costruire le fondamenta del gruppo dal punto di vista caratteriale. 
Vedremo nei prossimi giorni se sarà effettivamente così, oppure se la promozione con la Centrale del Latte avrà cambiato le carte in tavola. Di certo Moss, che dal giugno 2015 al marzo 2016 aveva avuto abboccamenti senza esito in Turchia (Turk Telekom Ankara) e Sassari, ha dimostrato nelle 24 partite in due mesi e mezzo disputate a Brescia di avere ancora benzina nel motore. Proprio per questo motivo Varese ha deciso di puntare su di lui come giocatore di sostanza come punto di riferimento in un roster al momento in divenire; con un jollv difensivo abituato a lottare per vincere come Moss, il club biancorosso si tutelerebbe su eventuali scommesse su altri fronti stranieri. Resta comunque chiaro che un giocatore di squadra come l'ex Siena e Milano andrà affiancato ad elementi con spiccate doti offensive, partendo dal concetto che playmaker e guardia extracomunitarie e pivot (si scandaglia il mercato dei Cotonou, la pista aperta con Levon Kendall riguarda comunque un giocatore duttile che uscirebbe dalla panchina) saranno i pezzi forti del roster in termini tecnici ed economici. Però una casa si costruisce dalle fondamenta, e al di là dello zoccolo duro italiano Cavaliero, Ferrero e Campani, l'aggiunta di Moss al puzzle in divenire darebbe garanzie assolute a coach Moretti. 
Giuseppe Sciascia 
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C'è Levon Kendall tra i lunghi europei seguiti dalla Pallacanestro Varese per costruire il nuovo reparto interni con 3 giocatori di sostanza a fianco del confermato Luca Campani. Il 32enne centro canadese, che giocherebbe da comunitario in virtù del passaporto irlandese, sarà sotto gli occhi di Claudio Coldebella e Paolo Moretti nel torneo Imperial Basketball che domani e domenica li vedrà tra gli spettatori al PalaDozza di Bologna.
 
Il giocatore del 1984, lungo di 209 centimetri per 109 chili, è in tournèe con la nazionale canadese che prepara l'avventura al Preolimpico di Manila. Si tratta di un giocatore di grande esperienza internazionale, che con la maglia del Canada ha disputato i Mondiali del 2010 e 5 edizioni dei campionati panamericani (spesso compagno dell'ex varesino Andy Rautins). Si tratta di un lungo agile e con buone doti frontali, che ha nella mobilità e nell'intensità difensiva le due caratteristiche principali di un bagaglio tecnico piuttosto completo; Kendall è un giocatore duro e votato al gioco di squadra, i cui numeri individuali (nelle ultime 5 stagioni in doppia cifra a 12,3 punti di media solo nel 2012-13 in Spagna all'Obradoiro) non danno la misura della capacità di farsi valere all'interno di un collettivo in stile Kristjan Kangur. E soprattutto un giocatore già esperto di coppe internazionali, con esperienze in Eurolega con il Maroussi Atene e più recentemente in Eurocup con Alba Berlino (finalista della Bundesliga tedesca nel 2013-14) e Gran Canaria (finale della seconda coppa ECA disputata con gli spagnoli nel 2014-15, fatturando 8.6 punti e 4.8 rimbalzi di media). 
 
Nell'estate dello scorso anno Kendall aveva dovuto interrompere temporaneamente l'attività agonistica causa di un serio problema di salute accusato dal figlio Skylar. Superate le difficoltà che lo avevano costretto a saltare i Panamericani 2015, l'atleta del 1984 è tornato in campo all'inizio del 2016, ripartendo dal campionato portoricano con i Brujos di Guayama (7,7 punti e 6,6 rimbalzi) e chiudendo poi la stagione in Spagna con la maglia dell'Estudiantes Madrid (4,0 punti e 3.3 rimbalzi nelle ultime 5 gare della Liga ACB). Giusto in tempo per prepararsi all'estate con il Canada, in qualità di veterano di supporto ad un gruppo di giovani stelle NBA che si giocherà il sogno dei giochi di Rio de Janeiro 2016. Per Varese sarebbe un'aggiunta in grado di dare sostanza e leadership, un altro veterano di caratura internazionale da affiancare a David Moss, per il quale si attende solo la conclusione della serie playoff di Brescia - stasera la gara 5 che assegnerà la promozione in serie A tra Centrale del Latte ed Eternedile Bologna - per affondare definitivamente il colpo.
Kendall sarebbe il centro moderno - per doti frontali e dinamismo - al quale coach Moretti vorrebbe abbinare un'ala forte con buone doti balistiche e un giocatore atletico in grado di occupare tutti e due i ruoli interni. L'idea del tecnico aretino è quella di costruire un reparto con 4 giocatori intercambiabili, con caratteristiche diverse ma valori simili sul piano tecnico ed economico. E ad aiutare Varese in tal senso ci saranno le nuove regole ventilate per le coppe FIBA 2016-17, senza più vincolo del 50 per cento di giocatori italiani ma adeguandosi alle eleggibilità di ogni nazione senza necessità di mandare in tribuna uno dei 7 stranieri.

Giuseppe Sciascia
simon89
Un ragazzo con tanta voglia di sfondare, con un volto ben più giovane dei suoi 21 anni, e che vuole mettersi alla prova nell'occasione propostagli da Varese. Aleksa Avramovic è un vero e proprio basketball addicted, sia per la conoscenza della storia biancorossa («Sono orgoglioso di giocare per uno dei club più gloriosi d'Europa che ha vinto 5 Coppe dei Campioni») che per l'interesse a 360 gradi per la pallacanestro («Guardo tanta NBA per provare ad imparare qualcosa»). Sogna di imitare i suoi idoli di gioventù («Mi piaceva moltissimo Dejan Bodiroga, un giocatore che in Italia è stato grande protagonista, ma tutti i grandi della Nazionale della Serbia sono modelli per gli atleti della mia generazione»). 

Al suo primo impatto con Masnago nei suoi 3 giorni in città per fare conoscenza con il suo nuovo club ha chiesto di allenarsi al termine della prima uscita davanti alla stampa. «Fa piacere avere a che fare con un ragazzo con queste motivazioni, che ha manifestato da subito il desiderio di confrontarsi con un campionato più impegnativo rispetto a quello serbo di cui è stato MVP» - racconta il direttore generale Claudio Coldebella, che lo seguiva da un mese e mezzo prima della firma "anticipata" per evitare l'asta con Ostenda, Obradoiro e Partizan Belgrado dopo la sua positiva esibizione all'Eurocamp di Treviso. «Sono molto contento di quel che ho visto in questi giorni - aggiunge il giocatore serbo - so benissimo che mi aspetta un campionato più impegnativo rispetto a quello serbo, di certo non sarò MVP nel 2016-17, ma darò il massimo per ogni secondo che coach Moretti mi concederà». 
 
Di certo ad Avramovic non mancano gli stimoli per provare ad emergere ad un livello superiore dopo la promettente stagione disputata con la sua alma mater Cacak: «La lega italiana è una delle migliori d'Europa, dovrò adeguarmi in termini di velocità di esecuzione in attacco e in difesa, ma non vedo l'ora di misurarmi ad un livello superiore. Difendo forte sui 28 metri e non mi abbatto in caso di errori, per me ogni situazione in campo è una sfida». Avramovic ha le idee chiare sulle sue possibilità di cavalcare l'opportunità dell'Openjobmetis per sfondare nell'arco dei 3 anni (con varie escape per NBA ed Eurolega) dell'accordo stipulato con il club biancorosso, che d'altra parte gli vuole creare le condizioni ideali per emergere affiancandolo con un regista d'esperienza: «La sfida è interessante anche per la società: per far crescere un giocatore futuribile come Aleksa serve costruire un percorso corretto che preveda il giusto inserimento a livello tecnico e comportamentale - spiega Coldebella -Dovremo alzare l'asticella anche noi, ma presentare un ragazzo che ha sposato il nostro progetto con questo entusiasmo è emozionante. Nell'ottica di costruire un mix corretto tra giocatori giovani e già rodati, per aiutarlo gli affiancheremo un atleta più esperto, che abbia già vissuto il nostro campionato e che permetterà ad Aleksa di crescere e maturare con i suoi tempi». 
 
Giuseppe Sciascia
simon89
Varese chiede il placet della FIP per mettere il timbro sul passaporto per l'Europa. Entra nel vivo la corsa alla wild-card della Champions League FIBA che la società di piazza Monte Grappa ha richiesto agli uffici di Monaco di Baviera dopo il secondo posto nella FIBA Cup 2015/'16. La federazione internazionale ha comunicato al club che la richiesta andrà inoltrata tramite la FIP: ogni nazione avrà a disposizione una wild-card, che verrà assegnata tramite i risultati del campo della stagione appena conclusa, e sulla base delle richieste pervenute verrà stilato un ranking per assegnare i posti residui in Champions League (tra le 24 ammesse direttamente alla regular season e le 32 ammesse ai preliminari per gli ultimi 8 posti dovrebbero essercene liberi circa una ventina) e i successivi 24 per la FIBA Cup a 48 squadre (vi parteciperanno le 24 eliminate dai due turni di qualificazione per la Champions).
La comunicazione dei club ammessi ai preliminari della nuova competizione internazionale dovrebbe arrivare già al 29 giugno; al momento Varese sarebbe comunque l'unica pretendente per la wild-card italiana al di là del diritto acquisito sul campo da Reggio Emilia (che sarebbe iscritta all'Eurocup, vietata però dalla FIP ai club tricolori), Avellino e Venezia. Delle società che si sono piazzate davanti all'Openjobmetis in campionato, Cremona sembra orientata al no, Pistoia non sembra interessata mentre Sassari e Trento sono nella stessa situazione di Reggio Emilia, attendendo eventualmente lo "sblocco" dell'impasse attraverso le decisioni della Commissione Europea. Anche Cantù, interessata alla vetrina internazionale, chiederà eventualmente una wild-card di Eurocup, mentre alle coppe FIBA potrebbe pensarci Torino che però è arrivata molto dietro alla squadra di Moretti.
E nell'eventualità - al momento improbabile - in cui il ranking internazionale non garantisca un posto a Varese tra le 32 partecipanti alle qualificazioni della Champions League? L'intenzione della società di piazza Monte Grappa è comunque quella di accettare anche l'eventuale iscrizione alla FIBA Cup, pur senza comunicazioni ufficiali riguardo alla premialità (la Champions garantisce invece un bonus di ingresso da l00mila euro per chi disputerà la regular season). Se dunque la massima disponibilità garantita da Varese nei confronti della FIBA garantisce che la squadra di Paolo Moretti disputerà in ogni caso una competizione internazionale anche nel 2016/'17, i prossimi giorni saranno decisivi per delineare meglio gli scenari per quanto riguarda la portata e i tempi tecnici degli impegni. Le qualificazioni della Champions League, al via il 27 settembre con due turni eliminatori entro il 6 ottobre, imporrebbero un raduno anticipato a prima di metà agosto, mentre la FIBA Cup scatterebbe a fine ottobre. E il differente numero di partite contemplate dalle due manifestazioni - la Champions ha due turni preliminari e un'eventuale regular season da 14 partite dal 20 ottobre al 26 gennaio - rende impossibile avere certezze in vista della campagna abbonamenti che partirà a luglio. Intanto ieri Aleksa Avramovic è sbarcato a Varese: il primo acquisto della stagione 2016-17 svolgerà visite mediche e test atletici, e domani sarà presentato ufficialmente alla stampa e ai tifosi.
Giuseppe Sciascia
simon89
È Aleksa Avramovic il primo acquisto dell'era Claudio Coldebella. Il 21enne playmaker serbo ha firmato un contratto pluriennale (2 stagioni con opzione per il 2018-19) con la Pallacanestro Varese, che ha chiuso in fretta un accordo già in fase di elaborazione da qualche settimana. Il giocatore del 1994 arriva dal Borac Cacak, formazione del campionato serbo dove ha totalizzato 20.1 punti (con un high score stagionale di 47 punti) e 5.9 assist di media. 
 
Un prospetto emergente che il nuovo d.g. biancorosso stava seguendo da più di un mese ed ha convinto anche Paolo Moretti in occasione del viaggio dello scorso weekend all'Eurocamp di Treviso (6.0 punti in 3 partite). E le sue esibizioni positive sotto gli occhi di tutta Europa e degli scout NBA hanno convinto Varese ad affondare il colpo, precedendo Ostenda, Obradoiro e Partizan Belgrado grazie al lavoro "preparatorio" compiuto da Coldebella prima ancora che fosse firmato il suo contratto con la società di piazza Monte Grappa.
 
L'arrivo di Avramovic - europeo non cittadino UE, servirà il visto per il tesseramento - certifica ufficialmente la scelta dello schema 3+4+5 per l'Openjobmetis nel giorno in cui Valerio Mazzola ha scelto Torino. Un investimento futuribile su un giocatore con un intrigante potenziale di crescita, che sarà il cambio del play nel 2016-17 con la speranza che possa esplodere nell'arco dei prossimi tre anni. "Si tratta di un playmaker moderno, con punti nelle mani e visione di gioco che ha stazza per giocare anche da guardia - così lo descrive Coldebella - Lo seguivo da un oltre un mese, mi piace il suo talento ma soprattutto le sue motivazioni: l'interesse che ha manifestato nei nostri confronti dimostra che in una certa parte del mondo il nome di Varese ha ancora il suo fascino. Dovrà adattarsi a un livello superiore a quello del campionato serbo, per il prossimo anno partirà da cambio dietro a un playmaker esperto che dovrà aiutarlo a crescere, ma l'accordo pluriennale è stato concordato confidando nella sua esplosione".
 
Giuseppe Sciascia
simon89
Tra passato, presente e un domani ancora da leggere, prima che da scrivere, reincontrare Paolo Moretti con un taccuino in mano ha il sapore di un ritorno a casa, quella lasciata in un inizio di maggio agrodolce vissuto tra Chalon e playoff sfumati. Davanti agli occhi c'è il solito condottiero, c'è l'uomo concentrato di sempre, metà affabile-metà tagliente, innamorato folle della sua professione, preciso, ironico, sentimentale. C'è l'uomo che ha imparato ad amare Varese. Ricambiato, eccome se ricambiato.
 
È passato un mese e mezzo dalla fine della stagione, coach. Le valutazioni sul cammino fatto sono cambiate a freddo? No, la penso ancora allo stesso modo. Mi piacerebbe trarre indicazioni, riuscire a gestire mercato, stagione, tempi, ansie, preoccupazioni ed eventuali dubbi in modo diverso dal passato, facendo tesoro dell'esperienza e non commettendo gli stessi errori dello scorso anno. 
 
Quali errori? La scelta degli stranieri, per esempio. In quelli che firmeremo - indipendentemente dal fatto che siano 5 o 7 - cercheremo qualche ora in più di navigazione nel nostro campionato. L'occhio è rivolto quindi all'Italia e agli altri tornei europei: voglio atleti con un certo background e una capacità di adattamento più veloce. 
 
Dica la verità: c'è stato un momento nei mesi scorsi in cui ha pensato «chi me lo ha fatto fare di venire qui»? No, nessun momento di ripensamento. Mi sono messo molto in discussione e confrontato tante volte con la società: ci siamo guardati negli occhi, anche per capire se la fiducia tra di noi stesse scricchiolando. Ma non ho mai pensato che fosse stato un errore sposare la causa di Varese.
 
Quando, invece, si è sentito tutt'uno con questo ambiente? Durante il weekend di Chalon, giorni in cui ho percepito una forza incredibile dietro di noi, una spinta che arrivava da tutte le parti. È stato un momento di grande coesione, di interscambio: ho provato una sensazione di appartenenza unica. 
 
Veniamo a oggi. Lei, insieme al suo staff e a Max Ferraiuolo, è al vertice di un triangolo tecnico che alla base ha Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni. Come sono andati i primi giorni di lavoro con loro? Prima di parlarne vorrei fare ancora un passo indietro.
 
Prego. Lo faccio per ringraziare pubblicamente Stefano Coppa e Bruno Arrigoni. Dopo la fine del campionato gli eventi hanno portato l'attenzione in altre direzioni, ma loro sono stati compagni di viaggio seri e capaci di aiutarmi e proteggermi nei momenti difficili. Mando loro un grande abbraccio, soprattutto a Bruno che non sta attraversando un bel momento a livello personale: gli sono vicino. 
 
Giusto e legittimo. E il presente? Sono estremamente orgoglioso e riconoscente al direttivo per aver preso la decisione di reinserire nell'organico tecnico Toto Bulgheroni, uomo di sport, imprenditore serio e riconosciuto in tutto il mondo: ci darà il giusto supporto, forza emotiva e suggerimenti tangibili. Claudio è un professionista preparato e molto motivato: credo che porterà grandissimo entusiasmo, preparazione e spirito per la prossima stagione. 
 
Che idee ha per la squadra che verrà. Paolo? È un qualcosa che si sta ancora formando, salvo alcuni capisaldi:ripartiremo dai tre italiani e ne stiamo valutando altri, o un altro, che possano arricchire il nostro roster. Il desiderio di fare la coppa ci sta spingendo a monitorare a ruota anche lunghi e playmaker comunitari, o comunque giocatori che vorremmo avere aldilà del partecipare o meno a una competizione europea.
 
Quindi non avete ancora deciso se seguire la formula del 5+5 o del 3+4+5? Non in modo definitivo, posto che la seconda ti dà dodici contratti contro i dieci dell'altra. Non è escluso che se non dovessimo arrivare ad un italiano importante non si possa davvero seguire la formula dell'anno scorso. Oppure andremo sul 5+5 in Italia, con un comunitario dietro per fare il 6+6 in Europa.
 
Coldebella è stato chiaro: serve calma e raziocinio, perché a giugno i giocatori fanno richieste economiche troppo alte. Concorda? Sì, le pretese ora sono molto alte. Gli agenti hanno richieste fuori mercato, anche perché tutte le squadre sono ancora da fare. Noi stiamo valutando e ascoltando, dando la precedenza a italiani ed europei rispetto agli americani, che consideriamo jolly nei buchi e quindi da scegliere solo in un secondo momento. Tutto, però, può succedere... 
 
In che senso? Se seguendo altre piste calde si incrociassero volontà e desideri comuni di atleti americani, non è escluso che non si possano firmare subito. 
 
Con Wright e Kangur, auspicabili conferme, niente da fare... Abbiamo un budget che è un buon budget, ma i soldi vanno spesi bene e con attenzione.Sono davvero dispiaciuto che non siamo riusciti a trovare un punto di incontro con Wright prima e con Kangur poi: erano due punti fermi da cui ripartire, ma la distanza con loro in questo momento è incolmabile. 
 
Si sono fatti i nomi di Valerio Mazzola e di David Moss. Che ci dice in merito? Mazzola è uno di quei giocatori italiani che potrebbero farmi cambiare idea sul 3+4+5. Però non piace solo a noi: vedremo se la pista può rimanere calda o se si raffredderà a breve. David Moss risponde all'identikit di americano fatto dal sottoscritto a Coldebella, insieme ad altri cinque o sei navigati del nostro campionato.
 
Lo sa che il solo aver accostato il nome dell'ex Siena alla canotta biancorossa ha mandato in subbuglio parte dei tifosi? Che ne pensa? Vi dico questo: io i giocatori di Siena e di Milano li "odio" tutti, perché sono bravi, cattivi, sanno giocare e sanno vincere. E vi faccio un altro esempio: da avversario odiavo anche Kangur. l'avrei messo sotto con la macchina. Poi, quando è arrivato a Varese, in quattro mesi ho imparato ad amarlo e l'avrei rifirmato subito. La morale è che certi avversari -mi vengono in mente anche Ress e Gentile - sono detestati semplicemente perchè vincono e sanno come si sta in campo. 
 
Si sta esaurendo la sessione supplementare di allenamenti al Palawhirlpool: che bilancio ne fa? Sono entusiasta di queste tre settimane: la nostra palestra non aveva palloni che rimbalzavano da maggio e mi mancavano il movimento e la vita degli allenamenti. L'intenzione di mettere assieme Robur e Pallacanestro Varese è un seme che può dare frutti straordinari: in queste settimane ho trovato ragazzi senior interessanti che forse oggi non hanno caratteristiche per stare nella nostra prima squadra, ma quella di coinvolgerli è una bella idea che deve andare avanti, a prescindere da quanto resterò qui. È un'iniziativa da studiare un pochino meglio, ma ci potrebbe dare risponde interessanti. E lo stesso vale per i giovani.
 
L'ultima domanda riguarda suo figlio Davide. Da papà, e da uomo di basket, è contento della stagione che ha disputato? Sono molto contento. Davide è un ragazzo che vive solo di basket e anche se ha solo 18 anni è stato protagonista di un campionato straordinario sia a livello individuale che di squadra, perché a Treviso si è ricreato e un ambiente eccellente. Credo che vivere emozioni così da giovani non sia comune e sono molto felice per lui. 
 
Quale il suo futuro? Al 99% rimarrà dov'è. Oggi c'è un accordo biennale da rispettare con la società, poi si vedrà. Ma non è il caso di guardare troppo avanti.
 
Alberto Coriele e Fabio Gandini
simon89
La Pallacanestro Varese è pronta a passare alla fase operativa del mercato dopo aver chiuso il primo step della "battaglia del grano". L'uomo dei numeri Fabrizio Fiorini (non più vicepresidente di "Varese nel Cuore" - sostituito da Massimo Carta - vista la nomina al ruolo di a.d. della Pallacanestro Varese) sta ultimando le operazioni per mettere nero su bianco le varie situazioni in divenire sul fronte sponsor: un lavoro certosino per avere firme e relative coperture definitive - indispensabili per non avere sorprese in corsa - già al 20 giugno, nel rispetto del criterio di sostenibilità più volte sottolineato dal presidente Vittorelli e dal d.g. Coldebella in occasione della presentazione della nuova governance. Entro fine settimana si dovrebbe arrivare alle cifre precise, rispettando sostanzialmente le scadenze previste per affidare a Claudio Coldebella e Paolo Moretti il monte-spese per il mercato estivo entro l'ultima decade del mese corrente.
Con l'unica variabile legata eventualmente al discorso Champions League FIBA: la ricerca degli sponsor per la campagna d'Europa (partendo da Openjobmetis e Cimberio che erano già sulle maglie lo scorso anno) partirà quando da Monaco di Baviera ci saranno comunicazioni ufficiali in merito alla richiesta di Wild Card di Varese. Ma ricordando che nel 2015 la presentazione della coppia Moretti-Arrigoni fu effettuata il 24 giugno, è evidente che le tempistiche sono quelle giuste per iniziare a muoversi sulla base delle informazioni raccolte dal nuovo d.g. nei suoi primi 20 giorni di "setaccio" del mercato di italiani e stranieri. Il budget iniziale sarà sostanzialmente analogo a quello del 2015-16, con la volontà chiara di farlo fruttare al meglio evitando gli errori dell'estate scorsa poi corretti in corsa con i vari Kuksiks, Kangur e Wright.
Ma difficilmente Varese porterà a termine operazioni di mercato in tempi rapidi, a meno di non trovare il giusto mix nel rapporto costi-aspettative-rendimento; in questa categoria rientrerebbero al momento solo l'operazione David Moss e l'eventuale conferma di Kristjan Kangur alle cifre proposte dalla società di piazza Monte Grappa. Ma la maggior parte del mercato sarà impostata sulla base di una tattica "attendista": da una parte serve far "sgonfiare" prezzi di giocatori stranieri (principalmente americani) che fra 30-40 giorni saranno decisamente più accessibili rispetto ad oggi. Dall'altra c'è l'auspicio che la raccolta risorse possa garantire ulteriori flussi per aumentare un budget che resterà comunque nella media (ottavo o nono monte stipendi della serie A). Non significa che entro il raduno di metà agosto sono attesi salti di qualità "milionari"; ma è evidente che tra i contatti garantiti dalla nuova governance con personaggi di spicco dell'imprenditoria come Marco Vittorelli e Toto Bulgheroni, quelli portati in dote da Claudio Coldebella e il lavoro capillare di Alberto Castelli per ingrandire il consorzio, possano aggiungersi in corsa nuovi capitali freschi per aiutale a costruire una Openjobmetis più competitiva.
Di sicuro il mercato langue anche altrove: in totale soltanto 4 (Johnson-Odom e Savanovic a Sassari, Aglebese e Spanghero a Brindisi) i nuovi acquisti annunciati finora in tutta la serie A, anche se sono numerosi gli affari in chiusura (Abass, Pascolo e Fontecchio a Milano e Zerini ad Avellino). Ma se Varese ha scelto di non partecipare alla corsa per i pochi italiani disponibili, puntando nuovamente sul 3+4+5 per essere più competitiva in ottica Champions League, allora il mercato non può né deve avere fretta. Moss sarebbe un'occasione, ma gli affari veri sul mercato degli stranieri si faranno come sempre dopo le Summer Leagues di metà luglio.
Giuseppe Sciascia
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