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simon89
Varese scommette sul potenziale atletico di Norvel Pelle per completare il reparto lunghi. Il 23enne centro di 211 centimetri, nativo di Antigua - dunque utiizzabile con status da Cotonou - ma di scuola statunitense, si alternerà con O.D. Anosike nel ruolo di centro. L'atleta del 1993 è un prospetto atleticamente molto interessante ma tutto da scoprire al cambio del basket italiano dopo qualche comparsata in D-League e avventure in campionati non di prima fascia come Taiwan e Libano (dove nel 2015/'16 ha totalizzato 11.7 punti, 12.9 rimbalzi e 2.9 stoppate).
L'Openjobmetis proverà a lavorarci per le prossime due stagioni sperando di aver scovato una gemma nascosta sulla falsariga di quanto accaduto con Johndre Jefferson, esaltato nella seconda metà del 2014-15 dai passaggi smarcanti di Eric Ma-ynor, che potrà davvero esaltare le doti esplosive di Pelle. «Abbiamo puntato sul talento di un ragazzo con grandi qualità potenziali, sul quale lavorare in ottica futura con un accordo biennale sulla falsariga di quanto già accaduto con Avramovic - spiega il d.g. biancorosso Claudio Coldebella - Norvel è un atleta esplosivo che potrà sfruttare al meglio le doti di passatore di Maynor per esaltare le sue qualità acrobatiche come accadeva due anni fa con Jefferson, mentre in difesa è un fattore davvero notevole per le sue capacità di indimidatore. Ho parlato con Slobodan Subotic (ex coach di Jesi, nel 2015/' 16 in Libano, ndr) e mi ha confermato che può stoppare non solo sugli aiuti contro i piccoli ma anche sui pari ruolo».
Pelle è un centro puro e non un'ala forte come Olek Czyz, il precedente obiettivo della società di piazza Monte Grappa che firmerà oggi con Caserta (offerta più alta di 20mila euro rispetto a quella di Varese, e posto da titolare anziché da primo cambio dei lunghi come a Valladolid). Ma l'aspetto chiave per la scelta del lungo del 1993 è stata la sua complementarietà rispetto al trio Anosike, Campani e Kangur: «Ci sono piaciuti l'atletismo e l'energia di un giocatore che possiede qualità totalmente diverse rispetto agli altri tre giocatori interni del roster. In Italia giocherà da centro, mentre in coppa, dove si gioca un basket molto più stazzato, Paolo Moretti proverà a utilizzarlo anche in coppia con Anosike. È una scommessa che può pagare molto se lavorerà secondo i dettami del coach per completare il suo percorso di crescita tecnica».
Ora all'appello manca solo l'ala piccola titolare straniera - oltre a un giovane italiano che sarà l'undicesimo, mentre Manuel Rossi sarà il dodicesimo - che completerà il mosaico: l'identikit di Coldebella esclude l'ipotesi Blackshear (che potrebbe finire in A2 a Forlì). Si cerca un giocatore importante che garantisca fisicità, personalità e punti nelle mani, il risparmio sugli altri due USA permetterà di puntare in alto per mettere la ciliegina sulla torta ad una squadra che ha bisogno di un altro giocatore rodato oltre a Maynor, Kangur ed Anosike, avendo esaurito con Avramovic, Pelle e Johnson la sua dose di scommesse estive: «Cerchiamo un giocatore con almeno 3-4 anni di esperienza fuori dal college, preferibilmente italiana ma eventualmente anche europea, che ci dia punti, personalità e impatto fisico, e possa giocare qualche minuto da ala forte nel nostro campionato. Non vogliamo avere troppa fretta nel momento in cui i prezzi stanno scendendo, anche se l'esigenza di essere al completo il 12 agosto in vista dei preliminari di Champions League ci induce a muoverci in tempi non troppo lunghi. L'auspicio è che entro una settimana si chiuda il discorso».
Giuseppe Sciascia 
simon89
II lungo corteggiamento ha avuto esito positivo: Eric Maynor ha scelto Varese per rilanciare per la seconda volta in due anni la sua carriera. Il minuetto durato quasi un mese, con la missione a Las Vegas di Max Ferraiuolo per vedere all'opera il play della salvezza 2014-15 che aveva ufficialmente aperto la trattativa, si è concluso felicemente nella mattinata di ieri con la firma del contratto. Tra avvicinamenti - a metà della settimana scorsa l'affare sembrava in dirittura d'arrivo - e allontanamenti - l'agenzia statunitense ha sondato a 360 gradi il mercato in cerca della miglior offerta - la trattativa alquanto laboriosa ha avuto una brusca accelerazione nella serata di martedì. Ossia quando, in mancanza di alternative concrete dall'Italia - Torino e Trento si erano informate, senza però formulare mai una proposta ufficiale - Maynor ha rotto gli indugi accettando l'offerta "pendente" ormai da un paio di settimane da parte di Varese. Ossia il club italiano che lo aveva già riattivato dopo i 10 mesi di inattività successivi alla chiusura della carriera NBA: la società di piazza Monte Grappa aveva sfruttato il talento del 29enne playmaker per salvarsi rapidamente nel 2014-15 (13.4 punti e 7.6 assist di media in 15 gare), e Maynor aveva capitalizzato la mezza stagione biancorossa per firmare a 280mila dollari con i russi del Niznhy Novgorod. Ma l'infortunio al ginocchio sinistro (quello non rotto nel 2011) nella prima partita della stagione di VTB League lo ha costretto a dover ripartire daccapo.
Alla fine solo Varese gli ha dato credito fino in fondo scommettendo sul completo recupero dall'infortunio dopo le buone esibizioni in "The Tournament", la kermesse estiva che mette in campo formazioni di giocatori della stessa università ora professionisti in Europa in un tabellone nazionale con un montepremi da 2 milioni di dollari (la VCU di Manyor è stata eliminata agli ottavi da una selezione in cui e' è l'ex varesino Johndre Jefferson). Vincente dunque la tattica di Varese di lavorare "ai fianchi" Maynor così come era già accaduto con Kangur; e a un ingaggio stimato poco sopra i 100mila dollari - ovviamente se le ginocchia reggono - l'ex NBA è davvero un affarone per il mix di leadership e visione di gioco che può mettere a disposizione di coach Moretti.
Ora è in arrivo l'annuncio del lungo di riserva (a meno di sorprese sarà il filiforme ma esplosivo antiguano Norvel Pelle, specialista della stoppata da 2.07 metri e 98 chili) che era atteso per oggi e poi è slittato per la svolta sul fronte Maynor. Poi l'ultimo tassello del puzzle sarà un'ala piccola potente che possa dare minuti anche da 4 tattico: fallito il tris ex Virginia Commonwealth dato che Trevon Graham ha firmato un semigarantito con Orlando, si sonda il mercato a tutto campo valutando tra gli altri anche l'ex pistoiese Wayne Blackshear (10.1 punti e 3.3 rimbalzi nel 2015-16 in Toscana), brillante alla Summer League di Las Vegas con gli Charlotte Hornets.
Giuseppe Sciascia
simon89
Lavori al via al palasport di Masnago per la creazione di un nuovo punto vendita per il merchandising biancorosso. Nei prossimi giorni partiranno le opere di allestimento per un Red Corner più fruibile e accogliente rispetto a quello attualmente situato nell'angolo sinistro dell'ingresso parterre e aperto soltanto in occasione delle gare casalinghe dell'Openjobmetis. L'intervento, che prevede un costo relativamente basso (stimato al di sotto dei 50mila euro), sfrutterà gli spazi attualmente adibiti ad uso uffici per il settore giovanile: la zona è sempre quella dell'ingresso parterre, con la possibilità di allestire un negozio molto più ampio e visibile rispetto a quello attuale.
È il primo passo di un restyling che porterà la Pallacanestro Varese sulle orme del modello Bamberg, il case history più interessante del basket europeo per la capacità del club tedesco allenato da Andrea Trinchieri di capitalizzare in termini di sponsorizzazioni (5 milioni di raccolta pubblicitaria al netto del main sponsor) le commodities logistiche all'interno della Brose Arena, tra ristorante da 500 coperti, Vip Lounge, SkyBox per sponsor e tifosi di alto profilo e punto vendita del merchandising sempre aperto all'interno della struttura. L'attività edilizia in quello che sta per diventare il PalaOpenjobmetis partirà in settimana con l'obiettivo di mettere a disposizione il nuovo Red Corner per il debutto casalingo in campionato ai primi d'ottobre.
E intanto proseguono le trattative per l'acquisto del maxi-tabellone a cubo sul quale la società vorrebbe investire per rendere più appetitoso lo spettacolo per il pubblico (la posizione a soffitto sopra il centrocampo renderebbe visibile la struttura da ogni lato del campo) e avere maggiori disponibilità di spazi commerciali con un impianto tecnologicamente all'avanguardia. In questo caso l'investimento sarebbe molto più cospicuo (almeno 250mila euro), ma non è ancora certo che l'acquisto verrà perfezionato durante l'estate: c'è la possibilità che se ne parli eventualmente nel 2017, facendo slittare la seconda tranche dei lavori interni che prevedono l'allestimento di un ristorante (laddove sorge l'attuale bar) e un museo permanente con le memorabilia dei 70 anni della Pallacanestro Varese. Il tutto nell'ottica di vivacizzare Masnago, non più aperto e attivo solo per le partite casalinghe (il punto vendita del merchandising dovrebbe aprire anche negli orari degli allenamenti della serie A); creare movimento - e almeno in parte reddito - attorno alla casa del basket varesino, dando un punto di riferimento ai tifosi non legato a filo doppio all'evento domenicale, è la ragione per cui la società ha deciso l'ulteriore restyting dell'ultracinquantennale struttura di piazzale Gramsci.
Giuseppe Sciascia
simon89
Non decolla l'operazione Eric Maynor 2.0: l'offerta di Varese non sembra aver convinto il playmaker statunitense, che sta cercando soluzioni alternative a quella del club di piazza Monte Grappa, con l'interessamento di Trento - dove tornerebbe a far coppia con Johndre Jefferson - che sembra concreto sia sul piano tecnico che su quello economico. Dunque a meno di colpi di scena, dopo il nulla di fatto con Mike Green, anche l'altro grande ex biancorosso avvicinato per un eventuale ritorno sembra orientato verso altre destinazioni.
Scelte comunque legittime, considerando il regime salariale della passata stagione (per entrambi ingaggi a 280mila dollari a Venezia e Nizhny Nov-gorod) a fronte del tetto massimo di poco superiore alla metà a disposizione di Varese per il playmaker titolare: se il 31 enne Green cerca l'ultimo contratto importante della carriera mettendo in prima fila l'aspetto economico, il 29enne Maynor - pur reduce da un anno di inattività dopo l'infortunio al ginocchio dell'ottobre 2015 - non vuole evidentemente scegliere sotto una certa soglia economica. E Varese, con altri due giocatori ancora da ingaggiare - l'ala piccola titolare e il cambio dei lunghi - non può comunque svenarsi per una operazione-amarcord che avrebbe senso soltanto a cifre compatibili col budget biancorosso. Soprattutto alla luce della volontà di rispettare in maniera rigorosa i vincoli di bilancio: il concetto di sostenibilità, ribadito più volte in occasione della presentazione di Marco Vittorelli e Claudio Coldebella, si declina anche attraverso una campagna acquisti nella quale le coperture sono alla base di ogni operazione. Specie dopo un 2015-16 dove per la prima volta nell'era consorzio la proprietà ha dovuto ripianare un deficit sostanzioso figlio di gestioni passate (partendo da qualche residuo del 2012-13...).
Dunque la caccia continua in tutti e tre gli spot mancanti: Varese ha ancora a disposizione un discreto "gruzzoletto" per due stranieri titolari e un cambio europeo, ma evidentemente è ancora troppo presto per arrivare a quel giocatore con curriculum importante in termini di esperienza e qualità al quale Paolo Moretti vorrebbe affidare le chiavi della squadra. Con le risorse ancora a disposizione dell'Openjobmetis si può pescare bene, ma difficilmente si riuscirà a puntare su quel "usato sicuro" della qualità auspicata dal coach, a meno di non utilizzare una tattica "attendista" che mal si concilia però col raduno anticipato giocoforza al 12 agosto e la necessità di avere la squadra pronta e rodata in vista di un avvio di stagione scoppiettante col doppio preliminare di Champions League che prevedere 4 partite in 12 giorni più il campionato al via il 2 ottobre. La caccia è apertissima, aprendo il ventaglio anche al di fuori degli ex italiani sondati con priorità fino al momento attuale, arrivando fino in fondo con il solo O.D. Anosike. L'auspicio è che entro 10 giorni il puzzle trovi gli incastri giusti.
Giuseppe Sciascia
simon89
Passa dal Portogallo e dall'Ungheria la strada dell'Openjobmetis verso l'accesso alla Basketball Champions League. L'urna di Monaco di Baviera disegna un percorso insidioso ma non impossibile alla squadra di Paolo Moretti nel suo assalto a un posto tra le 32 protagoniste della nuova manifestazione lanciata dalla FIBA. Il primo ostacolo da superare sarà il Benfica, sezione cestistica della gloriosa polisportiva di Lisbona ben più nota per il calcio che nel 2015-16 ha disputato la FIBA Cup venendo eliminata al primo turno. Andata il 27 settembre in Portogallo e ritorno il 30 a Masnago per un turno comunque non scontato, visto che i lusitani - nelle cui file avevano recentemente militato gli ex biancorossi Ron Slay e Jobey Thomas - schierano abitualmente stranieri di buon livello (appena rinnovato il contratto con la guardia La-cedarius Dunn, arrivati l'ala svizzera Dos Santos e il centro Barber).
Apparentemente più insidioso l'ostacolo del secondo turno preliminare, anche se sulla carta gli ungheresi dello Szolnoki Okaj - campioni nazionali nel 2015-16 dopo aver raggiunto il secondo turno di Eurocup nel quale hanno battuto Sassari - erano l'avversaria più abbordabile tra le otto in ballottaggio. A sostituire il neopesarese Jarrod Jones ci sarà sotto i tabelloni Kyan Wright (già incontrato nel 2015-16 con il Falco), già firmati il play Kinney e l'ala Barnies. Nell'occasione l'eventuale andata si disputerà a Masnago il 4 ottobre con il ritorno in Ungheria venerdì 7 nella piccola Tiszaligeti Sports Hall da poco più di 2mila posti. Nonostante il cammino più lungo del previsto - originalmente Varese era inserita al secondo turno dei preliminari, il ripescaggio in extremis di Sassari l'ha fatta slittare indietro nel ranking - col giallo last-minute del cambio di status, il d.g. biancorosso Claudio Coldebella evita polemiche di sorta: «Visto quanto accaduto a livello europeo nell'ultimo periodo, ci riteniamo onorati deUa fiducia e dell'apprezzamento che la FIBA ha avuto nei nostri confronti mettendoci a disposizone una wild card per questa startup -ha sottolineato il dirigente di Varese - Fare un turno in più ci permetterà di rompere il ghiaccio prima, anche se trattandosi della prima partita della stagione non avremo modo di conoscere bene i nostri avversari».
Se Varese supererà gli step Benfica e Okaj, accederà al girone C della Champions League con i francesi ell'Asvel Villeurbanne, i tedeschi dell'Ewe Oldenburg, i greci del Paok Salonicco, i lituani del Neptunas Klaipeda, i polacchi del Rosa Radom, i lettoni del Ventspils e la vincente del preliminare che coinvolgerà Usak Sportiv, Ael Larnaca e Cluj Napoca. La regular season della Champions League partirà il 18 e 19 ottobre e si articolerà su 14 partite (andata e ritorno) fino al 26 gennaio; ammesse ai playoff le prime 4 di ogni girone con ottavi e quarti al meglio delle tre partite e Final Four stile Chalon 2016 per assegnare il titolo. Le squadre piazzate al quinto e sesto posto giocheranno invece gli ottavi di finale della FIBA Europe Cup, la competizione disputata l'anno passato da Varese che raccoglierà le squadre eliminate dai preliminari (compresa la squadra di Moretti se dovesse inciampare negli ostacoli Benfica e Okaj). Dunque l'avventura europea 2016-17 va da un minimo di 8 a un massimo di 18 partite garantite nella prima metà della stagione. La campagna d'Europa potrebbe diventare un vero tour de force: per questo occorre una squadra attrezzata per la lunga distanza.
Giuseppe Sciascia
simon89
Cambiano in corsa le regole d’ingaggio per i preliminari della Champions League FIBA. L’inserimento in extremis di Sassari nella lista delle partecipanti alla nuova competizione ha fatto slittare indietro Varese nel tabellone dei turni preliminari.
Sia il Banco Sardegna che l’Openjobmetis dovranno infatti superare due step per accedere alla regular season a 32 squadre della Champions League: la squadra di Paolo Moretti scala dunque dal secondo al primo turno preliminare, con la necessità di rivoluzionare anche il programma della preparazione precampionato, visto che il tabellone preliminare partirà il 27 e il 30 settembre. Dunque, raduno anticipato al 12 agosto per avere la garanzia di sei settimane piene di preparazione e programma stravolto - quanto meno nell’ultimo weekend prima del campionato - per arrivare pronti al primo appuntamento chiave della stagione.
La formula esatta del preliminare con l’aggiunta di due squadre in extremis sarà svelata solamente oggi a Monaco di Baviera, quando Claudio Coldebella e Luna Tovaglieri rappresenteranno Varese al sorteggio (diretta alle ore 14 sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Champions League). L’Openjobmetis dovrebbe comunque essere testa di serie del primo turno della zona Nord dell’Europa: l’avversaria dei biancorossi uscirà dal lotto tra i finlandesi del Kataja, i portoghesi di Porto e Benfica, gli estoni del Tartu Rock (tra i quali milita l’ex biancorosso Talts), i danesi del Bakken Bears, i lituani di Utenos e gli olandesi del Groningen.
La formula è quella della differenza canestri su due gare: andata in trasferta il 27 settembre e ritorno a Masnago venerdì 30, con un più che probabile rinvio dell’esordio in campionato di domenica 2 ottobre in vista del secondo step. In caso di superamento del primo turno, Varese scenderà in campo il 4 ottobre a Masnago e il 7 in trasferta contro una delle teste di serie (i belgi dello Charleroi, gli ungheresi dello Szolnoki Okay, i turchi del Besiktas e dell’Usak Sportiv, gli israeliani del Nahariya, i bulgari del Lukoil Sofia e i tedeschi del Ludwigsburg). Un compito ben più impegnativo rispetto al turno inaugurale, che mette però in palio un premio alquanto allettante come i 100mila euro di bonus di ingresso alle società che disputeranno la regular season della FIBA Champions League. 
Oltre al tabellone dei preliminari, oggi saranno sorteggiati anche i 4 gironi da 8 squadre della regular season (previste 14 partite dal 20 ottobre al 26 gennaio; le prime 4 ammesse agli ottavi di finale).Se Varese non dovesse superare l’ostacolo dei preliminari, tornerà comunque in corsa nella FIBA Europe Cup disputata nel 2015/’16, che riciclerà le eliminate dai preliminari dalla Champions League più un lotto di altre squadre che sarà annunciato oggi (formula analoga alla scorsa annata con prima e seconda fase con gironi da 4 squadre e 6 partite).
Giuseppe Sciascia
simon89
Melvin Johnson c'è, Eric Maynor quasi. L'ufficialità della firma della guardia titolare dell'Openjobmetis versione 2016/'17 suona come il preludio del ritorno a Varese del 29enne playmaker già visto in maglia biancorossa nella seconda metà del 2014/'15. La certezza acquisita è la firma del 23enne esterno rookie, che ha scelto la società di piazza Monte Grappa per iniziare la carriera professionistica dopo quattro anni in costante crescita a Virginia Commonwealth University (17.8 punti, 2.8 rimbalzi e 2.2 assist nella stagione passata).
Johnson arriva con la fama del fuciliere, detenendo il record assoluto di triple segnate della sua università; un giocatore troppo specialista e troppo poco atletico per la NBA, che però sembra potersi adattare facilmente al basket europeo, più tattico e smaliziato rispetto a quello tutto corsa e salti dei professionisti americani. A Las Vegas non ha avuto grande spazio (3 punti in 8' in una sola gara, con Max Ferraiuolo in tribuna che poi ha avuto modo di confrontarsi con Johnson), ma lo scorso aprile a Portsmouth - manifestazione da cui negli ultimi tre anni sono passati i futuri varesini Chris Wright, Brandon Davies (MVP nel 2013) e Stan Òkoye - ha impressionato diversi dirigenti italiani, tra i quali il d.s. di Imola, Gabriele Foschi, che lo racconta così: «È uno dei giocatori che ha impressionato di più al PIT: gran tiratore naturale con raggio NBA che segna soprattutto piedi per terra su scarichi o in campo aperto, ma può anche mettere la palla per terra e costruire dal pick&roll. Non è molto esplosivo e non crea molto da situazioni statiche, ma è aggressivo e ha trattamento di palla di buona qualità anche se non attacca tantissimo il ferro; in difesa se la cava meglio sulle ali piccole o sulle guardie non razzenti. In assoluto è un giocatore molto solido e ben rifinito, in serie A non dovrebbe avere particolari problemi di adattamento dal mondo del college».
Acquisito il sì di Johnson, ora si attende quello di Maynor, secondo diverse fonti molto vicino all'accordo con la società di piazza Monte Grappa, che si sposerebbe a perfezione col tiratore rookie per tre motivi. Il primo è quello economico, visto che il risparmio sull'ingaggio di un giocatore fresco di laurea consentirà a Varese di essere economicamente competitiva per convincere Eric al di là del suo gradimento per una città e un ambiente che gli ha permesso già una volta di rilanciare la sua carriera. Il secondo è quello tecnico: un play attivatore come l'ex Oklahoma City sarebbe un perfetto complemento per mettere in ritmo un terminale come Johnson (ma anche un pivot bravo a "rollare" verso il ferro come Anosike). Il terzo è legato alla comune provenienza universitaria di Johnson e Maynor: anche l'ex NBA, così come il nuovo acquisto di Varese, è un prodotto della Virginia Commonwealth University: carriera NCAA dal 2005 al 2009 nelle file dei Rams, mentre Johnson ha completato il suo corso di studi dal 2012 al 2016.
Giuseppe Sciascia
simon89
Una scommessa su un bombardiere rookie per provare ad arrivare ad Eric Maynor. Strategia di mercato ad incastri per l'Openjobmetis, che segue con attenzione la guardia Melvin Johnson: la 23enne guardia, fresco di laurea in criminologia alla Virginia Commonwealth University, potrebbe essere il giovane sul quale puntare nei tre ruoli perimetrali mancanti, per investire poi le fiches "pesanti" negli spot di playmaker ed ala piccola.
Johnson è principalmente un tiratore, leader di tutti i tempi per canestri da 3 punti segnati a VCU (285 in 4 anni di carriera); nella sua stagione da senior ha totalizzato 17.8 punti, 2.8 rimbalzi e 2.2 assist col 38% dall'' arco su oltre 8 tentativi a partita. Ma la guardia del 1993 ha anche buone qualità con la palla in mano, messe in mostra all'edizione 2016 del Portsmouth Invitational Tournament (la vetrina ai primi di aprile dove i 64 migliori senior della NCAA giocano sotto gli occhi degli scout di tutto il mondo) chiuso a 12.7 punti e 2.3 assist di media e dove è stato uno dei giocatori più convincenti per la folta pattuglia dei dirigenti italiani. Alla Summer League di Las Vegas l'esterno nativo di New York non ha trovato grande spazio, totalizzando solo 3 punti in 8 minuti in una comparsata con gli Houston Rockets. Ma il giocatore piace per il suo mix di doti balistiche, forza mentale ed etica del lavoro: sarebbe una scommessa ragionata vista la costante parabola in ascesa vissuta dall'atleta del Bronx in 4 anni di college. E puntare su un rookie in un roster dove già abbondano i giocatori di sostanza e garanzia avrebbe un valore aggiunto particolarmente importante nelle economie di scala per il completamento della squadra.
Scegliere un giocatore all'esordio nel mondo senior permetterebbe di avere più risorse da investire sugli altri due extracomunitari: un playmaker creativo sugli scarichi come Maynor - sul quale Varese spinge ancora fortissimo - sarebbe perfettamente compatibile con un terminale come Johnson, e il risparmio sul rookie permetterebbe di avere più risorse da investire per convincere l'ex biancorosso, puntando poi su un'ala piccola capace di attaccare il ferro per completare il puzzle. Anche perché l'usato sicuro che dà garanzie ha costi logicamente supplementari a quelli di un rookie: per convincere Anosike è stato necessario fare un sacrificio (si parla di una cifra appena inferiore ai 135mila dollari percepiti lo scorso anno da Brandon Davies). Intanto Mouhamniad Faye ripartirà da Patrasso (matricola in serie A greca): l'ala forte senegalese, scontata la squalifica per positività alla cannabis che ha chiuso l'I marzo la sua avventura a Varese, tornerà in Grecia dove il club biancorosso lo aveva pescato all'Agor Retymnho.
Giuseppe Sciascia
simon89
Tre settimane decisive per costruire l'Openjobmetis versione 2016-17 con scelte ed incastri "ad hoc" per non dover correre ai ripari durante l'inverno come accaduto nelle ultime tre stagioni. La sfida della troika Coldebella, Moretti e Ferraiuolo parte da oggi fino ai primi di agosto, quando Varese dovrà aver riempito le ultime quattro "X" - playmaker, guardia ed ala piccola extracomunitarie e cambio dei lunghi europeo - in vista del raduno anticipato prima di Ferragosto vista la necessità di rodarsi per i preliminari di Champions League, che mettono in palio quei 100mila euro di bonus di risultato in grado di compensare l'esborso supplementare della conferma della scelta del 3+4+5. Da Las Vegas non sono arrivati input risolutivi, al di là dell'affare Maynor che dovrà essere approfondito nei prossimi giorni; il 29enne playmaker statunitense cerca però la miglior proposta possibile per la sua carriera, ed a quanto sembra quella di Varese non sarebbe al momento quella ritenuta tale dall'atleta del 1987, sebbene l'appeal della città-Giardino e il richiamo della coppa europea possano essere carte importanti da giocare.
Dopo la scelta di Anosike, quella del playmaker titolare sarà ancora più strategica per dare un'identità marcata alla squadra di Moretti, e soprattutto indirizzare le scelte per gli altri due americani del quintetto. Finora l'Openjobmetis ha messo in cassaforte sostanza e affidabilità, ora servono almeno un paio di terminali offensivi di sicuro valore sui quali investire la maggior parte del "gruzzoletto" rimasto a disposizione. Cosa che finora non è avvenuta perché i prezzi dei "big" sono ancora fuori portata; d'altronde gli operatori di mercato in fase di rientro dalle Summer Leagues sottolineano che mai come quest'anno le società italiane si sono viste respingere un numero così elevato di offerte ( tolta la fuori categoria Milano e il gruppo Sassari, Reggio Emilia, Avellino e Venezia, difficilmente un club tricolore può permettersi più di un giocatore sopra i 150mila dollari di ingaggio). Mentre molti giocatori freschi di laurea al termine della carriera NCAA preferiscono inseguire il sogno NBA parcheggiandosi in D-League (dove i contratti minimi valgono 19.500 e 26.500 dollari, ma quando la lega arriverà a 30 squadre - oggi sono 22 - gli importi dovrebbero triplicare).
Insomma muoversi nell'ambito di una concorrenza mondiale sempre più agguerrita, dove oltre allo strapotere economico di Russia, Cina e Turchia e alle big di Spagna, Grecia, Israele, Serbia, Croazia e Lituania, anche Germania e Francia sono più competitive delle italiane "medie" e le emergenti Corea del Sud, Giappone e Filippine offrono tanti soldi e poca fatica. Per questo rivolgersi sul mercato dell'usato sicuro - vedi il caso Anosike - è spesso una scelta obbligata che con ogni probabilità sarà percorsa di nuovo per i prossimi acquisti; anche perché le troppe scommesse dell'estate 2015 erano già state corrette in tal senso sul mercato di riparazione, e quest'anno Paolo Moretti ha assoluta necessità di avere una squadra già pronta ad ottobre visto il doppio impegno campionato-FIBA Champions League...
Giuseppe Sciascia
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