"E´ stato l´ultimo general manager di Varese. Una stagione sola,
bollata come fallimentare. <<Già, un fallimento. Ed è uno dei crucci
più grandi che mi porto dietro. Ci abbiamo messo tanto impegno, ma i
risultati non ci hanno dato ragione.
Cosa non è andato?
Abbiamo iniziato un´opera di rinnovamento, e i miei primi interventi
furono le cessioni di Vescovi e Conti. E il sospetto di avere fatto
una fesseria colossale me lo porto ancora dietro.
Andò tutto così male?
Senz´altro ci aspettavamo di più. Ma credo che alla fine la gente
abbia capito che abbiamo sempre agito in buona fede. E ci è sempre
stata vicino. Ho un ricordo indelebile: la partita interna con la
Fortitudo. Il campionato era ormai finito, ma giocammo una gara
generosissima. Fummo sconfitti, ma uno splendido pubblico ci incitò
dall´inizio alla fine e dopo la sirena ci applaudì per cinque minuti.
E a me venne la pelle d´oca. I tifosi di Varese sono unici: gli si
possono imputare tanti difetti, ma loro alla squadra vogliono bene
davvero.
Perché non è rimasto?
Non lo so. Ma sono successe delle cose che hanno portato la proprietà
e poi il sottoscritto a pensare che non era il caso di andare avanti.
Ma voglio dire che con i Castiglioni ho mantenuto un ottimo rapporto.
Mi hanno riportato nel mondo del basket, e non li ringrazierò mai
abbastanza. Quando mi telefonarono non ci dormii per due notti :
"Ragazzi... Varese!. La Juventus della pallacanestro!".
La sua partenza per Udine ha lasciato la sensazione di un lavoro
lasciato a metà. Non crede?
E´ vero. Ma Claudio Castiglioni e Mario Oioli stanno proseguendo
sulla struttura che avevamo costruito. Abbiamo impostato un
programma, e loro stanno andando avanti a lavorare su quella strada.
Manca a Varese una figura come Mario Ghiacci?
No, non credo. Claudio è un dirigente d´azienda che è abituato a
gestire grandi realtà. E poi è affiancato da un uomo come Oioli,
dalla grande cultura.
Già. Oioli. Potrebbe essere lui a ricoprire i compiti classici del
general manager a Varese?
Non si nasce professori. Bisogna imparare. E Mario ha fatto anni di
ottima scuola, prendendosi responsabilità sempre maggiori. E se
conosco Castiglioni, sono pronto a scommettere che il ruolo di Oioli
sarà sempre più importanti. Mario è serio, preparato, onesto (qualità
rara nel nostro ambiente). Prevedo un grande futuro per lui. Certo, a
Varese non è facile lavorare: la gente pretende e mette pressione. Ma
Oioli ormai ha le spalle abbastanza grosse.
Varese e il basket italiano dovranno ringraziare a vita Mario Ghiacci
per avere portato una persona come Ruben Magnano.
E´ il mio orgoglio. E devo ancora ringraziare i Castiglioni, perché
nelle trattative per portare Ruben a Varese loro mi hanno appoggiato
fin da subito. Loro volevano il migliore, e Magnano lo era.
Personalmente non lo conoscevo, ma ho apprezzato una persona
eccezionale. Unica. Un professionista esemplare. Se gli si può
trovare un difetto credo sia proprio questo: a volte eccede
nell´essere un professionista inappuntabile. Non credo ci sia bisogno
di dirlo: Varese deve continuare con lui."
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Scusate ma per caso si sono accorti di aver pagato Ghiacci più del previsto e anzichè chiedere indietro i soldi gli hanno chiesto di fare questa intervista?!!
Si assume ogni responsabilità delel cessioni di Vescovi e Conti quando Cadeo li aveva già in lista nera (con de pol, peraltri...) prima che lui arrivasse, dice praticamente che la separazione da Varese è stata di comune accordo, ci considera un club fra i migliori a livello europeo e poi... che favore doveva ad Oioli per spararle così grosse...?!!