- Il Messaggero -
Scavolini in alto mare. Per la prima volta nella storia della Vuelle, ci si trova ad affrontare un’estate contrassegnata da intoppi relativi a problemi con tasse e probabilmente con qualche giocatore, soprattutto con un grosso punto interrogativo sull’iscrizione al prossimo campionato. La Scavolini ha consegnato tutte le carte, ma è ormai chiaro che c’è ancora qualcosa da completare. E se il presidente non lo farà, il 6 luglio la società biancorossa sarà giudicata non idonea dalla Comtec.
Un momento decisamente brutto, con il proprietario che non parla e non agisce, che si muove seguendo una linea personalissima e difficile da decifrare. Servono fatti concreti e da quel che si riesce a capire quella di martedì prossimo sarà la giornata chiave per chiudere in un senso o nell’altro le questioni societarie. Dovrebbe presumibilmente anche essere il giorno in cui il general manager Andrea Luchi deciderà se restare a Pesaro o no. Al momento le sirene di Varese suonano forte ed è ovvio che col passare del tempo si debbano prendere delle decisioni e le scadenze sono tutt’altro che lontane. In Via Paterni c’è parecchia preoccupazione sul futuro, che oggi appare nebuloso, e anche in città lo scetticismo assale appassionati e non. Persino il sindaco non nasconde che ci sono dei lati oscuri nella faccenda: «Non si può dire che sia tutto tranquillo – attacca il primo cittadino Luca Ceriscioli – Se ho visto e sentito Amadio? Non ci siamo cercati e l’ultima volta che l’ho incontrato è stato più o meno una settimana fa, a Bologna, per un passaggio importante relativo all’iscrizione alla Lega. Se Amadio se ne dovesse andare? Che lo faccia almeno con la squadra iscritta. E se così fosse non penso la lascerebbe. Si tratta di riprendere i fili. Valter Scavolini dice che la città deve essere informata se ci sono dei problemi? Giustissimo». Cosa stia effettivamente succedendo lo si capirà presto, perché i nodi – grossi o piccoli che siano – stanno venendo al pettine. In questo clima di poca chiarezza (in ogni caso la costruzione della squadra partirà parecchio in ritardo rispetto alle altre) e di apprensione c’è comunque più di un barlume di speranza. Le persone che si stanno prodigando alla causa non mancano e le sensazioni di più d’uno sono che alla fine in un modo o nell’altro la Scavolini sarà tratta fuori dall’impaccio. Pesaro ha una tradizione troppo importante e la promessa fatta solo poche settimane fa dal duo Amadio-Scavolini – salvo forse qualche ripensamento in corsa o decisione presa per chissà quali motivi incomprensibili – dovrebbe realmente essere mantenuta. Ci si augura che Amadio sistemi in fretta i documenti restanti e ponga mano al portafoglio, per sistemare ogni cosa e ripartire. Forse da solo, dopo l’addìo di Lucio Zanca e quello sempre più di vicino (?) di Andrea Luchi.
Intanto, mentre a Pesaro è per le ragioni di cui sopra troppo presto per l’individuazione della squadra, praticamente in tutte le altre piazze c’è grande fermento. Le ultime danno coach Giuliani ad Avellino per due anni (Mazzon ha detto no ed è ancora libero), Spahjia (ora negli States quale referente per l’Europa degli Spurs) su una panca estera, Melillo a un passo da un biennale alla Viola (c’è un accordo sulla parola che deve essere formalizzato, non prima di mercoledì) con Zorzi coordinatore tecnico. In cerca di una panchina c’è anche Nando Gentile.
CAMILLA CATALDO
L'impressione è che Pesaro sia in un casino difficilmente risolvibile...
E non è l'unica, secondo me, anche la situazione di Treviso, per quanto diversissima da quella di Ps, mi sembra abbastanza strana. Perdono Messina e Bulleri, sono in dubbio con Garnett, hanno mezza squadra che si è rivelata non all'altezza delle aspettative... mah... e, a parte Blatt, sembra che non si staino muovendo ancora da nessuna parte...
E noi? Aspettiamo fiduciosi...