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Versione completa: Bonolis e i fratelli.
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ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Apr 16 2010, 12:57 ) *
Anch'io se mi dicono di pagare 167 euri rispondo: "167 euri, tua sorella" tongue.gif


...e questa pure !! laugh.gif laugh.gif laugh.gif
ROOSTERS99
Eyjafjallajökull

huh.gif ohmy.gif wacko.gif wacko.gif
Ponchiaz
Vuol dire "vaffanculo" in islandese, si capisce benissimo!
ROOSTERS99
Mettiamolo qua.

Siamo quasi al collasso da aerei a terra, e avanza qualche dubbio....


20 aprile 2010

Primi dubbi sull’allarmismo post eruzione
La nube vulcanica c’è, ma a bloccare gli aerei è più che altro un modello fatto al computer

La nube di cenere fuoriuscita dal vulcano islandese Eyjafjallajökull ha tenuto a piedi l’Europa per cinque giorni e ha fatto bruciare miliardi di euro portando le compagnie aeree del Vecchio continente a un passo dal collasso economico. Ma davvero la chiusura quasi totale dei cieli europei era l’unica soluzione per affrontare l’emergenza? In questi giorni abbiamo imparato a memoria lo schema della nube nera che piano piano copre la cartina dell’Europa e ci siamo messi il cuore in pace: se è così, volare non ha senso. Effettivamente – lo spiegano da giorni gli esperti – la cenere vulcanica è pericolosa per i motori degli aerei, ma a qualcuno è venuto il dubbio che quella del vulcano islandese non sia così diffusa come ci raccontano. “La chiusura dello spazio aereo è stata decisa sulla base di dati prodotti da una simulazione al computer del Volcanic Ash Advisory Centre di Londra”, ha detto Joachim Hunold di Air Berlin al domenicale tedesco Bild. “Neanche un pallone meteorologico è stato usato per misurare se e quanta cenere si trovi nei cieli”. Così sia Air Berlin che Lufthansa sabato hanno fatto volare aerei senza passeggeri. A Francoforte i tecnici hanno esaminato i velivoli: “Non c’era il minimo graffio sui vetri della cabina di pilotaggio, la carlinga o i motori”.

Le perdite per le compagnie aeree ora raggiungono i 250 milioni di dollari al giorno, con un impatto economico superiore a quello dell’11 settembre del 2001. Per questo ieri la Iata, l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, ha chiesto di riaprire almeno alcuni corridoi di transito sopra l’Europa criticando il modo in cui i governi stanno rispondendo alla crisi provocata dalla nube di cenere vulcanica. Stesso concetto ribadito ieri da Assaereo, l’Associazione nazionale vettori e operatori del trasporto aereo di Confindustria, che ha definito “devastante” lo stop imposto ai voli: “A seguito dei test svolti in diversi paesi comunitari e dalle ispezioni condotte dalle Compagnie associate dopo i voli operati questa mattina tra le 8.00 e le 9.00 – ha scritto in un comunicato – non è emerso alcun danno da abrasione o altro problema originariamente temuto”. Come sempre più spesso succede quando si parla di meteo, clima e condizioni dei cieli, il metodo scientifico empirico viene completamente dimenticato: lo stop ai voli, per quanto precauzionale, non è basato su dati oggettivi, ma – continua Assaereo – “sulla base di teoriche previsioni di modelli matematici”.

Nemmeno la notizia di un aereo della Nato “danneggiato” dalle ceneri vulcaniche ha tolto il dubbio che l’Europa abbia scelto una soluzione troppo prudente per rispondere a un problema che non si pone certo per la prima volta: che cosa è successo di diverso dal 2004, quando l’eruzione del vulcano Grímsvötn causò l’interruzione dei voli ma in un’area limitata, e qualche cautela sul Mare del nord? D’altronde in Islanda ci sono 130 vulcani attivi che eruttano senza soluzione di continuità. Perché solo questa volta la “controffensiva” è stata così drastica? Queste sono le domande che le compagnie aeree hanno fatto in questi giorni ai governi europei senza ottenere risposte.

La nube prodotta dall’eruzione del vulcano filippino Pinatubo, per esempio, nel 1991 viaggiò per 8 mila chilometri fino all’Africa, arrecando danni non gravi a soli 20 aereoplani. Come spiega anche il portale Climatemonitor, il pericolo esiste, ma basarsi soltanto su modelli matematici per seguire lo spostamento di una cosa reale come una nube può portare a ingigantire il problema. Intanto l’isteria ha cominciato a farla da padrona: un piccolo aereo in Norvegia ha rotto il motore: “Forse è colpa della nube”. Ma qualcuno faceva notare che i computer su cui girano questi modelli sono quelli del Met Office inglese, noto per avere sballare spesso le previsioni.



© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Piero Vietti
ROOSTERS99
A mali decisamente non estremi, estremi rimedi???

Scritto da Maurizio Morabito il 19 - aprile - 2010

E se dietro lo stop ai voli si nascondesse il naufragio della politica a livello europeo, con la sua eccessiva fissazione riguardo l’uso di modelli al calcolatore?

E se passata la paura di origine antropogenica sulla influenza suina che uccide milioni di persone o forse no, passata la paura di origine antropogenica sulla nube vulcanica che fa cadere gli aerei come mosche o forse no, finalmente qualcuno aprisse gli occhi riguardo le limitazioni estreme della modellistica al calcolatore?

Chissa’. Per intanto premetto di essere perfettamente consapevole del rischio potenziale per un aeroplano che si trovi nelle condizioni e momento sbagliati a volare in una nube di origine vulcanica. Ma ci sono abbastanza indicazioni per mettere in dubbio la necessita’ anche remota di una reazione cosi’ scomposta come la chiusura del traffico aereo a livello quasi continentale.

Per esempio il famoso volo BA9 della British Airways che nel 1982 precipito’ quasi fino al suolo e fu miracolosamente riportato a Giakarta dai piloti, non era certo l’unico a passare di li’ in quei giorni. Riporta Wikipedia che lo spazio aereo intorno il vulcano Galunggung fu chiuso temporaneamente dopo l’incidente, riaperto giorni dopo e vietato permanentemente solo dopo un incidente simile a un volo Singapore Airlines ben 19 giorni dopo, il 13 luglio. Anzi, ci sono indicazioni che il primo “incontro” con le ceneri del Galunggung fosse avvenuto il 5 aprile.

In tre mesi insomma, solo due volte ci furono le “condizioni sbagliate” per il volo. Anche considerando la famosa eruzione del Pinatubo nel 1991, nonostante la nube risultante abbia viaggiato per 8mila chilometri fino alla costa orientale africana, comunque arreco’ danni a 20 aereoplani e nessuno di quelli grave come per il BA9.

Il pericolo esiste dunque, ma e’ insensato ingigantirlo. Anche a un recentissimo studio NASA, secondo il quale nubi vulcaniche praticamente invisibili e inavvertibili possono arrecare danni gravi a un aereomobile, si puo’ rispondere che se cosi’ davvero fosse, l’effetto delle ceneri si sarebbe notato da tempo nella manutenzione di migliaia di aereoplani.

Dove non puo’ la ragione, possono i soldi (perduti), e quindi adesso c’e’ molto scontento fra le linee aeree riguardo la decisione di tenere tutti a terra. La Lufthansa e associata Air Berlin hanno protestato ai giornali, e finanche Niki Lauda e’ passato dalla cautela al gridare allo scandalo dopo aver constatato che non e’ che la nube dello Eyjafjallajokull sia ovunque e dovunque in Europa.

D’altronde una volta scoperto che la base della chiusura e’ un modello al calcolatore fatto girare dal Met Office, il servizio meteo (privato) britannico protagonista recente di colossali gaffe ed errori di previsione, non e’ umanamente possibile evitare una buona dose di scetticismo.

Fra l’altro esiste un chiaro problema con le procedure. Cosa e’ successo nel 2010 di diverso p.es. dal 2004, quando il vulcano islandese Grímsvötn causo’ l’interruzione dei voli ma in un’area limitata, e solo qualche cautela sul Mare del Nord?

Le associazioni europee degli aereoporti e delle linee aeree hanno nel corso di domenica 18 aprile emesso un comunicato dove, appunto, si chiedono come mai un evento decisamente non fuori dal comune ( di vulcani l’Islanda e’ piena e le eruzioni si susseguono senza molto riposo) e che altrove nel mondo avrebbe suscitato reazioni diverse, in Europa veda le restrizioni ingigantite oltre ogni limite.

======

Concludendo con una nota di rammarico, c’e’ da segnalare (ma non linkare) vari siti che si compiacciono di quanto accaduto, perche’ per qualche giorno viene emessa un po’ meno CO2, e inoltre l’umanita’ si trova a soffrire invece di volare allegramente. Ai quali siti c’e’ da rispondere parafrasando il mitico Rambaldo Melandri, da Amici Miei Atto II: “per far compiacere uno come te, si fermano tutti i voli???”

climatemonitor.it
Ponchiaz
Oramai il re e' nudo.

Si e' fatta una gran figura di merda come europei.
ROOSTERS99
I poveretti che fanno il tifo per il vulcano

di Filippo Facci

Poi uno dice la depressione. Si comincia da Il Fatto: «Perché tifo nuvola», articolo di Massimo Fini.
Spiega subito: «È bene che ogni tanto la natura ricordi all’uomo che sta diventando la bestia più stupida del creato». L’articolo di Fini è volto a dimostrarlo: prosegue a pagina 4 e il titolo diventa «Perché tifo per il vulcano» con un grande occhiello in evidenza: «EYJAFJALLAJOKULL», il nome del vulcano islandese. Un paio di frasi: «La Grecia è in crisi? Fino a una cinquantina di anni fa la cosa avrebbe riguardato solo i greci, avremmo potuto fregarcene». Infine l’auspicio: «Verrà il giorno, non più tanto lontano, in cui questo sistema imploderà su se stesso». Nell’attesa, conclude Fini, «Forza Eyjafjallajokull».

Bene. La giornata prosegue con un’intera pagina scritta sul Corriere della Sera da Bernard-Henri Lévi: «La lezione delle polveri vagabonde», «Sia benedetto il vulcano, felice il caos da lui scatenato», «La sua gola ardente ci invita alla pazienza delle cose». Lezione. Benedetto. Felice.

La «Lezione del vulcano» fa capolino anche su l’Unità: Marco Simoni, membro della London school of economics, si chiede tutto eccitato «cosa potrebbe succedere nel caso in cui questa eruzione durasse mesi, o anni». Risposta possibile: «La natura troverebbe una soluzione ai nostri problemi di surriscaldamento globale». Figata. Tuttavia «la cenere si poserà presto, speriamo che ci lasci il desiderio di trovare nuove strade laddove tendiamo a vedere sempre le solite rotte». Sì. Marco Simoni, che scrive da Montreal, potrebbe provare a tornare in Italia a bordo di una chiatta, per cominciare.

Poi i portasfiga si fanno professionali. Sul Messaggero c’è un questionario: «Quanto è alto il rischio di eruzioni vulcaniche nel mondo, e in particolare in Italia?». Risponde il vulcanologo Giuseppe De Natale: «Il rischio è molto alto». Ecco. «Nel mondo ci sono 1511 vulcani attivi». E noi come siamo messi? «L’Italia è uno dei paesi con più elevato rischio vulcanico». Naturalmente. Sulla Stampa interviene il vulcanologo Reynir Bodvarsson che parla dell’Eyjafjallajokull (a scrivere questa frase ci abbiamo messo un quarto d’ora) il quale rassicura tutti: «C’è anche il Katla pronto a risvegliarsi». Allegria. Prima spiega che l’Eyjafjallajokull potrebbe eruttare per anni (accadde in passato) e poi specifica che in genere, alla sua esplosione, segue regolarmente «una lunga eruzione del Katla», un vulcano molto più grande.

La cordiale lettura dei giornali non può non soffermarsi poi sul manifesto, secondo il quale, in sostanza, un vulcano si aggira per l’Europa: direttamente nell’editoriale parla del «vulcano anti inquinamento» e si spiega che «non tutto il male viene per nuocere», giacché «ci vogliono venti vulcani per causare i danni degli aerei in Europa, a ranghi completi». Si passa poi alla lotta di classe (economica) e ci si compiace che tutti i passeggeri - dai plebei sui charter alle «classi opulente» coi loro jet privati - siano rimasti a piedi e magari «stesi per terra, senza conforti, a fare i profughi... si impara di nuovo a vivere... questo vuole dire che il vulcano islandese è un vero democratico?».

Aspettando l’ambulanza, il ricercatore francese Pascal Acot, su Repubblica di lunedì, incoraggia tutti e ricorda l’eruzione del Tambora nel 1815, in Indonesia: l’effetto oscurante delle ceneri fu così radicale che il 1816 venne chiamato l’anno senza estate: si creò un atmosfera surreale - racconta il ricercatore - che spinse Lord Byron a ritirarsi a Ginevra per scrivere storie di fantasmi: «Frankestein», precisa, «nacque lì».
Poi uno dice: i giornali non vendono più.

21/04/2010

Nota personale : i catastrofisti "han rotto il cazzo" !!
mad.gif mad.gif
Ponchiaz
Quoto leasir: a chi è in mano il giornalismo in Italia.
ROOSTERS99

Direttamente da EYJAFJALLAJOKULL :

Immagini spettacolari !
Roberto
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Apr 21 2010, 15:13 ) *
Direttamente da EYJAFJALLAJOKULL :

Immagini spettacolari !


Veramente belle...

La vacanza in Islanda e' stata quella che piu' mi ha emozionato... ( Dopo Cracovia, Tallin, S Pietroburgo, Mosca, Praga, Budapest, Varsavia....ma qui per altri e validi motivi! biggrin.gif ), e la consiglio a chi vuol far pace con il mondo e con se stesso. thumbsup.png

Paesaggi lunari con crateri fumanti intervallati dal niente.

In alcuni punti dell'isola viaggi in compagnia del silenzio.

Te ne accorgi perche' non ne sei abituato, coccolando la sensazione di aver perso l'udito....
tatanka
Qualcuno mi può prestare (o noleggiare al prezzo di una birra) una tagliapiastrelle grande abbastanza da tagliare in diagonale piastrelle 33x33?

Grazie

Virgus
CITAZIONE (tatanka @ May 5 2010, 13:01 ) *
Qualcuno mi può prestare (o noleggiare al prezzo di una birra) una tagliapiastrelle grande abbastanza da tagliare in diagonale piastrelle 33x33?

Grazie


Se vuoi ti posso prestare una clipper , però la birra la scelgo io !

Dragonheart
And it's hard to hold a candle in the cold May rain
Leasir
:lode:
ROOSTERS99
Ho bisogno di 15 giorni ai caraibi !!

sleep.gif sleep.gif
carambita
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ May 5 2010, 15:42 ) *
Ho bisogno di 15 giorni ai caraibi !!

sleep.gif sleep.gif

7 giorni a Cinisello Balsamo,prendere o lasciare.....
ROOSTERS99
A FIL DI RETE

Le «balle spaziali» di Giacobbo

L’ultima puntata di «Voyager» e la favola sulla morte di Paul McCartney


Contane un’altra, Bob. Roberto Giacobbo ci delizia con le sue «balle spaziali». L’ultima puntata di «Voyager» era dedicata a una leggenda metropolitana vecchia di quasi cinquant’anni: la fola sulla morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock (Raidue, lunedì, ore 21,10). La storia inizia a circolare nel 1969; la tesi era che Paul fosse deceduto nel 1966 in un incidente stradale (nello schianto sarebbe rimasto decapitato), e fosse stato sostituito da un sosia, da un doppio. La leggenda, che ovviamente non è stata mai provata, troverebbe le sue conferme proprio in alcuni messaggi in codice disseminati dai Fab Four per alimentare la chiacchiera, da copertine allusive come quelle di «Abbey Road» e di «Sgt. Pepper» a messaggi incisi al contrario nei dischi. Internet è zeppo di siti che raccontano nei minimi dettagli, con prove spacciate per inoppugnabili, la morte di Paul; ma questa è solo la prova lampante che il Web è anche pieno di panzane e che se un maniaco ha la possibilità di esprimersi, si esprime da maniaco. Giacobbo sa come camminare sull’orlo del burrone. Spara la balla ma la avvolge con mille cautele: «teoria apparentemente incredibile», «forse solo una leggenda metropolitana », «qualcosa non torna».

Per creare l’effetto veridittivo
, Giacobbo è andato in Inghilterra, sui luoghi del presunto incidente e si è appoggiato a una recente inchiesta della versione italiana di «Wired» (per «cambiare il mondo» «Wired» si occupa di queste cose?). William Campbell, questo sarebbe il nome del Paul Mc Cartney che conosciamo dal 1966 a oggi, dovrebbe avere due doti uniche e inconfutabili: assomigliare come una goccia d’acqua al bassista dei Beatles (e fin qui ci siamo, pur fra mille difficoltà) ma, soprattutto, essere bravo come Paul dal punto di vista musicale e scrivere canzoni come Penny Lane, Hey Jude, Let it Be. Finora l’unico doppio dei Beatles è il «Doppio Bianco».

Aldo Grasso
05 maggio 2010

Ho visto una parte della trasmissione: non potevo crederci !! ohmy.gif blink.gif blink.gif

Basta spazzatura coi soldi pubblici !!!! mad.gif mad.gif mad.gif
joe
a riguardo: I Maya e i Pooh laugh.gif laugh.gif laugh.gif
tatanka
CITAZIONE (Virgus @ May 5 2010, 14:45 ) *
Se vuoi ti posso prestare una clipper , però la birra la scelgo io !



OK, quando posso venire a prenderla.
tatanka
CITAZIONE (joe @ May 5 2010, 21:19 ) *
a riguardo: I Maya e i Pooh laugh.gif laugh.gif laugh.gif


Maurinho è fenomenale
Virgus
CITAZIONE (tatanka @ May 6 2010, 08:09 ) *
OK, quando posso venire a prenderla.

Quando vuoi , basta che mi chiami.

Ovviamente devi presentarti con una cassa di :



wink.gif
tatanka
CITAZIONE (Virgus @ May 6 2010, 09:25 ) *
Quando vuoi , basta che mi chiami.

Ovviamente devi presentarti con una cassa bottiglia di :



wink.gif

Virgus
CITAZIONE (tatanka @ May 6 2010, 09:37 ) *


Guarda che una cassa son solo 6 bottiglie .... wink.gif
Vabbè dai , portane 2 e siamo a posto .

biggrin.gif
ROOSTERS99
Vacca che braccino !!!!!!
Dragonheart
Bello il concerto della Mannoia.
Peccato la butti in politica...
Ponchiaz
Dopo che ha devastato "Sally" di Vasco non riesco piu' nemmeno a guardarla in foto.
tricky
CITAZIONE (Dragonheart @ May 11 2010, 21:12 ) *
Bello il concerto della Mannoia.
Peccato la butti in politica...

Mercoledì prossimo è a Bergamo. Volevo andare a vederlo. Ora ho un motivo in più biggrin.gif
ROOSTERS99
CITAZIONE (tricky @ May 12 2010, 07:18 ) *
Mercoledì prossimo è a Bergamo. Volevo andare a vederlo. Ora ho un motivo in più biggrin.gif

Perchè ha "devastato Sally " ?? ohmy.gif rolleyes.gif
tricky
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ May 12 2010, 11:06 ) *
Perchè ha "devastato Sally " ?? ohmy.gif rolleyes.gif

Sagace biggrin.gif
Ponchiaz
Sally nella versione Mannoiana perde l'accento struggente, malinconico e perdente che sono tipici di Vasco. La Mannoia la canta come se fosse un coro degli alpini. "Perche' la vita e' un brivido che vola via...Tapum!"
tatanka
CITAZIONE (Ponchiaz @ May 12 2010, 16:24 ) *
Sally nella versione Mannoiana perde l'accento struggente, malinconico e perdente che sono tipici di Vasco. La Mannoia la canta come se fosse un coro degli alpini. "Perche' la vita e' un brivido che vola via...Tapum!"


eagerato...

"siamo (sono) così, è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare"
Ponchiaz
....che vien dalla montaaaaaaagnaaaa
ROOSTERS99
Austerity
Virgus
Vado a Bruxelles .

Ci si ri-scrive mercoledi , ciao a tutti .
marko
CITAZIONE (Virgus @ May 24 2010, 18:36 ) *
Vado a Bruxelles .

Ci si ri-scrive mercoledi , ciao a tutti .


cavoletti! ohmy.gif



rolleyes.gif

ROOSTERS99
CITAZIONE (Virgus @ May 24 2010, 17:36 ) *
Vado a Bruxelles .

Ci si ri-scrive mercoledi , ciao a tutti .

Vai, che il vulcano é quieto..... biggrin.gif
Virgus
Vado al mare.

Ciao a tutti .
Ponchiaz
Battute ispirate da mattatori americani
Luttazzi, gag copiate: ma così fan tutti
Non è il solo esempio però il comico si è difeso davvero male
Battute ispirate da mattatori americani

Luttazzi, gag copiate: ma così fan tutti

Non è il solo esempio però il comico si è difeso davvero male


Daniele Luttazzi
Scagli la prima pietra chi non ha mai copiato: una frase, una battuta, un pensiero. Impressiona quindi il clamoroso processo che in questi giorni il web ha istruito nei confronti di Daniele Luttazzi, reo di aver attinto a piene mani dai comici americani: girano filmati che con precisione chirurgica mostrano prima l’originale e poi la traduzione di Luttazzi, abbondano le comparazioni filologiche e il blog MyVoice riporta un elenco completo di tutte le battute «imitate» (circa 500), quasi un terzo dell’intero repertorio del comico. Come se il delitto più grande commesso da Luttazzi non fosse il plagio, ma la presunzione di farla franca, nonostante il satellite, i libri, i dvd e soprattutto internet.

Per dire: George Carlin (morto nel 2008) è un’icona della comicità americana, il suo atteggiamento irriverente, la sua comicità sfrontata sono oggetto di studio in tutte le università. Bisogna proprio pensare che gli italiani siano degli inguaribili provinciali per «rubare» a Carlin non solo il tipo di comicità ma anche il suo più celebre monologo, quello sulla bontà di Dio. O saccheggiare i repertori di star come Chris Rock, Eddie Izzard, Bill Hicks, Dan Savage, Emo Philips, Mitch Hedberg e Lewis Black, ma anche David Letterman, Woody Allen e Steve Martin. Alzi la mano chi non ha mai copiato: questa nostra società variamente descritta, e giustificata, come postmoderna, neobarocca, «copia e incolla», virtuale, vive sostanzialmente sulla citazione. Buona parte della cultura pop, dai libri alle canzoni, è tutta un blob. La citazione è insieme lo strumento e la nota dominante della società della sostituzione: in un’epoca dove tutto è già stato detto e visto non ci resta che procedere nella combinazione di nuove figure, assemblando spezzoni di frasi e sequenze. Trasformando la citazione in stornamento. Uno degli aspetti più seducenti della moderna storia delle idee è la loro perenne mobilità, la loro incessante trasformazione. Temi, figure, pulsioni migrano da un territorio all’altro cambiando, nel passaggio, se stessi e lo scenario che li accoglie. Alcuni «plagiano» con talento, i più in modo goffo, a solo scopo commerciale.


Ma è curioso che sia proprio il web, dove domina l’ideologia dell’informazione free e dove il copyright è visto come il diavolo, a emettere una così dura condanna nei confronti di Luttazzi. Motori di ricerca tipo Google, portali, provider, tutti gli aggregatori di notizie vivono sul lavoro degli altri, approfittano di una sorta di libertà di plagio, utilizzano in modo abusivo contenuti di altri.

Questo, ovviamente, non assolve Luttazzi, che si sta difendendo in maniera patetica. Sul suo blog, dopo aver tentato in tutti i modi di bloccare i filmati di YouTube che lo inchiodano, sostiene di aver sempre ammesso il debito: «Non (si) scopre nulla che io non abbia già detto da anni». Ha copiato, ma a fin di bene. Ha messo in atto lo «stratagemma Lenny Bruce» per respingere le querele (mi accusate di essere volgare ma non vi accorgete che ho usato satira d’autore) e sbugiardare così i suoi detrattori: «Quando riportano i miei monologhi "pieni di insulti e volgarità", però, inevitabilmente citano anche i brani di Bruce, Carlin, Hicks, Rock, Schimmel ecc… In questo modo, semplice ma geniale, si dimostra che non sanno distinguere la volgarità dalla satira». Già, peccato che lui su quei brani presi a prestito pretenda i diritti Siae senza esplicitare le fonti.

Ho sempre sostenuto, nonostante recenti insulti, l’intelligenza e l’acutezza di Luttazzi. Francamente, mi sarei aspettato una difesa più spiritosa. Questa assomiglia a quella di Claudio Scajola sull’acquisto della casa a Roma. Altro plagio?


Aldo Grasso corriere.it
12 giugno 2010

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Nonostante la difesa di Grasso: Luttazzi R.I.P.
ROOSTERS99
Ma non é che sia impegnato molto nella difesa......
Mi associo al RIP
ROOSTERS99

Notizie > Asia e Oceania
Scoperto in Afghanistan un tesoro sotto terra. Minerali per miliardi di dollari. Cosa succede ora?
di Gianandrea Gaiani
14 giugno 2010


Le ricchezze minerarie per un valore stimato mille miliardi di dollari scoperte nel sottosuolo dell'Afghanistan potrebbero determinare profondi cambiamenti negli equilibri geopolitici afghani e influire direttamente sull'andamento del conflitto. Lo sfruttamento dei giacimenti di litio e di altri minerali preziosi richiederà massicci investimenti nelle attività estrattive ma anche nelle infrastrutture (soprattutto strade) che determinerebbero un rapido sviluppo dell'Afghanistan, possibile però solo in condizioni di pace.

Lo scenario più ottimistico potrebbe vedere accelerato il processo di negoziato tra il governo afghano e gli insorti sulla base della necessità e dell'interesse comune a sfruttare le risorse del sottosuolo. Il coinvolgimento dei Paesi vicini e soprattutto di India e Pakistan, che garantirebbe lo sbocco al mare dei minerali estratti in Afghanistan, offrirebbe l'opportunità di coagulare interessi diversi accomunati dal profitti garantiti dai giacimenti.

Un secondo scenario, al contrario, potrebbe veder accentuata la conflittualità specie nelle aree più ricche di giacimenti dove gli insorti punterebbero a mostrare l'inefficienza e l'incapacità delle forze alleate e governative a mantenere la sicurezza. In questo contesto potrebbe tornare a essere rilevante il ruolo dei signori della guerra locali dei quali il debole governo di Kabul avrebbe bisogno per garantire la stabilità nelle regioni minerarie.

Una carta in più. L'interesse suscitato dalle ricchezze minerarie richiamerà molte compagnie e potrebbe indurre Stati Uniti e alleati europei a rivedere i piani per l'inizio del ritiro delle truppe a partire dal 2011. L'attribuzione dei diritti di sfruttamento a compagnie diversificate e provenienti da tutto il mondo (come è accaduto col petrolio iracheno) garantirebbe l'interesse di tutte le maggiori potenze globali e regionali nella stabilizzazione afghana. Del resto la scoperta delle ricchezze minerarie garantisce al presidente afghano Hamid Karzai una carta in più da giocare sui tavoli internazionali.

Come il Congo? La presenza di enormi ricchezze potrebbe però determinare anche un aumento dell'instabilità o addirittura peggiorare lo stato di feudalizzazione dell'Afghanistan come è accaduto negli ultimi anni in Congo, con la guerra civile nella regione dei Grandi Laghi e le multinazionali occidentali che acquistano coltan di contrabbando dai ribelli. Uno scenario africano che impedirebbe il controllo delle risorse e una ricaduta positiva sull'intera economia nazionale favorendo il contrabbando, il consolidamento di milizie locali e la corruzione già endemica nel Paese asiatico.


ilsole24ore.com


ohmy.gif ohmy.gif ohmy.gif
Ponchiaz
E' molto semplice, si scanneranno fino alla morte. E se non lo faranno lo zio Sam dara' una mano.

By the way, ma nessuno vuole parlare di Obama presidentoviunaitedsteiz che fa la checca isterica con gli inglesi per la perdita del petrolio invece di tirar fuori da tutta la strapotenza militaretennologica ammaricana una soluzione da fatturarsi poi a (quei grandissimi incapaci e cialtroni de) gli Inglesi della BP?
Virgus
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jun 14 2010, 14:48 ) *
E' molto semplice, si scanneranno fino alla morte. E se non lo faranno lo zio Sam dara' una mano.

By the way, ma nessuno vuole parlare di Obama presidentoviunaitedsteiz che fa la checca isterica con gli inglesi per la perdita del petrolio invece di tirar fuori da tutta la strapotenza militaretennologica ammaricana una soluzione da fatturarsi poi a (quei grandissimi incapaci e cialtroni de) gli Inglesi della BP?



Mi sa che mettere una cazzo di turacciolo in quel buco non è mica facile come sparare 4 missili sui beduini ...
tatanka
E se il razzo lo sparassero nel buco? Magari senza la punta che esplode?

Ponchiaz
Ma con tutta la minchia di NASA?
tatanka
si potrebbe fare una app per iPad che lo chiude ....
Dragonheart
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jun 14 2010, 14:48 ) *
By the way, ma nessuno vuole parlare di Obama presidentoviunaitedsteiz che fa la checca isterica con gli inglesi per la perdita del petrolio invece di tirar fuori da tutta la strapotenza militaretennologica ammaricana una soluzione da fatturarsi poi a (quei grandissimi incapaci e cialtroni de) gli Inglesi della BP?


C'è di mezzo un'assicurazione.
Anzi, probabilmente, 2-3-4-n assicurazioni.
L'intervento di un terzo, tanto più se il terzo è il soggetto - statuale - danneggiato dalla perdita, potrebbe influire sulla risarcibilità dei pregiudizi.
IMHO
Ginfre
http://www3.varesenews.it/casa/articolo_co...i.php?id=176310

Ecco il nostro caro Ezio in polemica anche con il piano anti-zanzare:

CITAZIONE
3. Scritto da: ezio masserizzi 16/06/2010
domanda: quante compresse antilarvali hanno posto i tecnici del comune di varese all’interno dei tombini e dei pozzetti? e se l'hanno fatto, quanto è stato speso e SOPRATTUTTO è stata rispettata la norma che vuole che tali compresse vengano sistemate nelle acque stagnanti ogni 15 gg. nei mesi di aprile, maggio, giugno e ottobre e ogni 10 gg. a luglio, agosto e settembre? quanto alla prevenzione, va fatta con sei mesi d'anticipo e non a puntura di zanzara tigre già stampata sulla pelle. alégar!


biggrin.gif
ROOSTERS99
Idolo ezio !! laugh.gif
Ponchiaz
Beh in questo caso, ineccepibile.
ROOSTERS99
Vado al mare fino a martedì, cercando un' idea d' estate......
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