Tante ali di altissimo-alto livello in queste finali nazionali juniores.
Partiamo per questioni di anzianità con i senesi Datome e Bruttini, rispettivamente di Mens Sana e Virtus, entrambi classe '87.
Luigi Datome, che ricorda un po' Mancinelli pur essendo dotato di più talento e tiro, è un giocatore che tende a non strafare, e questo può essere interpretato in maniera duplice: in senso positivo, vuol dire che non è uno che si monterà la testa e che può decidere le partite anche senza farsi notare troppo (come ad esempio ieri). Dal punto di vista negativo, non vorremmo che due anni di panca in serie A e in Eurolega l'avessero fatto diventare un gregario: certo, se non trovasse posto nella prossima stagione (magari in qualche squadra minore) non è detto che diventerà quel fenomeno di cui si parla.
Davide Bruttini
Bruttini invece è un giocatore già pronto, che in B1 ha già fatto un'ottima figura. Più 3 che 4, ottimo palleggio-arresto e tiro, fisico scolpito , non disdegna, al contrario di Da Tome, le legnate vicino a canestro. A chi scrive piace molto per la sua duttilità e per la sua capacità di elevare il livello dei compagni.
Il più futuribile resta comunque Danilo Gallinari, '88 di Casalpusterlengo, figlio d'arte. Il ragazzo ci sa fare e i paragoni si sprecano. Molti gli danno del ''Nowitzki'', anche se del tedesco non ha l'agilità nel correre: è proprio lo stile nella corsa e la velocità il limite del più grande talento italiano (di sempre?) a livello giovanile. Mettiamo però subito in chiaro una cosa: non è e non sarà un play, nè una guardia, anche se all'occorrenza può portar su palla. E' un'ala nel senso classico del termine, con tiro, capacità di palleggio, propensione a rimbalzo offensivo, capace sia sulla linea di fondo sia vicino a canestro. Il fatto di crescere ancora (c'è chi dice possa superare abbondantemente i 210 centimetri) potrebbe essere o un limite o un vantaggio devastante. A noi più che Nowitzki ricorda moltissimo l'ultimo Bodiroga pur senza la visione di gioco di uno dei migliori giocatori europei di sempre.
Danilo Gallinari
Gli altri, paragonati ai ''tres caballeros'' sono ancora da rivedere.
Un gradino sotto troviamo il romano Bonessio, che nella sua Lottomatica è costretto a giocare in tutti i cinque ruoli: buon penetratore, specie verso destra, sa giostrare con eleganza anche vicino a canestro, il che non guasta affatto per un giocatore di due metri dotato di un buonissimo jump-shot. In difesa tuttavia siamo ancora all'Abc.
Atletico, con un buon tiro, ma giocatore già fatto e finito il bolognese sponda Fortitudo Chiumenti, rapido, atletico e spettacolare. Manca un po' di concentrazione, ma sarà interessante vedere cosa sceglierà Repesa (a cui piace molto) per lui. Non diverso il discorso per il biellese Vetrone.
In queste finali è piaciuto molto il duttile Guffanti ala dell'Armani Jeans nominato miglior difensore del torneo, giocatore che tuttavia non fa la differenza e faticherà nel breve periodo a trovare posto in B1; discorso analogo per il senese Donato Cutolo, giocatore verticale con un'innata propensione al rimbalzo offensivo.
Tra i futuribili l'elegante Andrea Colli (MPS) ha fatto vedere enormi passi avanti in difesa (è stato l'unico a tenere Bruttini); il triestino gode di una visione di gioco e di una corsa fuori dalla norma per un 2.04 anche se non è ancora pericoloso con la palla in mano.
Ancora molto acerbo il polacco della Benetton Jarmacowicz, 208 centimetri che promettono benino, così come i lombardi della Snaidero Trapella e Aschedamini.
Sorpende e non poco lo slavo di salerno Dusan Stijepovic, ala compatta di 196 centimetri abile nelle partenze così come vicino a canestro: il fatto di essere dell'88 lo mette immediatamente sul mercato, con la Fortitudo in pole position.
Solo 3 i minuti in campo invece per il nazionale Rosignoli, messo k.o. all'esordio della sua Varese da una distorsione alla caviglia. Sembra che andrà a Siena, che, con lui, sostituirà Da Tome.