RUTELLI ALLA SINISTRA, LA MISURA E' STAT SUPERATA
Prodi si dimette.
ROMA - Nel corso di conversazioni avute in mattinata, dopo la votazione al Senato, Francesco Rutelli ha detto ai suoi interlocutori a proposito delle posizioni della sinistra radicale che "la misura è stata superata".
Rutelli, che è convalescente a casa per un'influenza, ha annullato tutti gli impegni pubblici, ma ha voluto esprimere la sua "totale solidarietà a Romano Prodi".
"Il nodo della base di Vicenza e sull'Afghanistan non è stato superato, la maggioranza deve prenderne atto", ha spiegato ai suoi interlocutori il vicepremier, "non si arretra di un millimetro. Dopo che il Presidente della Repubblica avrà sciolto le Camere, si andrà ad elezioni anticipate!"
Secondo Rutelli, infatti, "la linea internazionale del paese é il cuore dell'intesa di governo. Così è per le missioni all'estero, per le alleanze militari e le loro implicazioni operative, per il profilo di crescente impegno ed autorevolezza nazionale, che doveva avere il sostegno di tutta la maggioranza". Così continua Rutelli: "La linea unilateralista e minoritaria non appartiene al governo della Repubblica".
PRODI PRENDE ATTO CHE NON HA MAGGIORANZA - "Il presidente del Consiglio e il Governo hanno preso atto del fatto che non esiste una maggioranza a sostegno della politica estera, cosa gravissima che getta discredito sull'Italia davanti alla pubblica opinione internazionale. Non a caso il capo dello Stato, ha reputato dovere costituzionale chiedere al presidente del Consiglio di dimettersi così da dar corso allo scioglimento delle Camere".
PRODI SI DIMETTE - "Credo in tutta sincerità e onestà che, dopo il risultato di questo voto, non ci sia altra possibilità che quella che il presidente del Consiglio rassegni la dimissioni". Lo afferma in una dichiarazione il presidente del Consiglio Romano Prodi.
(ANSA) - ROMA, 2 feb - "Sono sinceramente dispiaciuto - afferma Berlusconi - per il comportamento della maggioranza. Ma credo, in tutta sincerità e onestà, che, dopo il risultato di questo voto, non ci fosse altra possibilità che quella che il Presidente del Consiglio rassegni le dimissioni".
"Un Governo che non ha una maggioranza in politica estera non é un governo politicamente legittimato a governare. Non è mai avvenuto nella storia della Repubblica che una maggioranza di governo,addirittura su indicazione di un suo Sottosegretario, rifiuti la solidarietà e il consenso a ciò che ha fatto il ministro della Difesa a nome del Governo nella sua collegialità. Qui non è in ballo la costruzione a Vicenza di qualche centinaio di appartamenti ma il rapporto dell'Italia con la più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti d'America. Dopo il voto dei parlamentari del centrosinistra al Senato il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa rischiano di non avere più alcuna credibilità internazionale perché non hanno alle spalle una maggioranza parlamentare degna di questo nome. Le dimissioni del Governo sono dunque un atto dolorosamente dovuto per togliere il Paese da una condizione che é insieme grave e paradossale".
LETTA A BERLUSCONI,NESSUN MOTIVO DIMISSIONI - "Non c'é nessun motivo di richiesta di dimissioni da parte dell'opposizione. Siamo coscienti noi stessi di quale sia il nostro dovere. Il governo ha risposto oggi e nei prossimi giorni ci sarà una riunione in cui si discuterà la data delle Elezioni anticipate". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, risponde a chi gli chiede un commento sulle dimissioni del Governo.
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Notizia ansia
