CITAZIONE (Mangusta @ Apr 22 2010, 22:09 )

Maldini e moglie indagati per corruzionePer ottenere benefici fiscali. Tra le accuse c'è anche lo spionaggio informatico. Il pm: «Consapevoli del dolo»
Paolo Maldini e la moglie, Adriana Fossa MILANO - L'ex calciatore del Milan, Paolo Maldini, è indagato dalla procura di Milano per corruzione e
accesso abusivo al sistema informatico dell'anagrafe tributaria, nell'ambito di un'inchiesta, chiusa oggi e che nei mesi scorsi ha portato in carcere un funzionario dell'agenzia delle entrate. L'inchiesta della procura milanese coinvolge 43 persone a vario titolo accusate di aver messo in atto pratiche illecite per ottenere trattamenti fiscali più favorevoli. Accusa, quest'ultima, contestata a Luciano Bressi, il funzionario dell'agenzia delle entrate di Milano, arrestato nel giugno dell'anno scorso, che si era «riciclato» commercialista per i vip. A quanto si è appreso, assieme all'ex capitano rossonero, è indagata anche la moglie, Adriana Fossa.
L'INCHIESTA - Il nome dell'ex capitano del Milan era già comparso nei mesi scorsi nell'ambito dell'inchiesta, di cui è titolare il pm di Milano Paola Pirotta. L'ex calciatore rossonero si sarebbe rivolto a Luciano Bressi, che avrebbe effettuato accessi abusivi al sistema informatico dell'Anagrafe Tributaria, con finalità diverse da quelle istituzionali, come risulta da una telefonata intercettata dagli investigatori, nella quale Maldini chiede al funzionario di fare «una verifica» nell'ambito di un'operazione immobiliare che voleva portare a termine in Toscana. Il particolare era emerso dall'ordinanza del gip di Milano Gloria Gambitta a carico del funzionario. Il giudice inserisce l'iniziativa dell'ex capitano del Milan nella «costituzione di una nuova società operante nel settore edile-immobiliare» di cui l'ex calciatore voleva entrare a far parte con la moglie.
LA TELEFONATA - In una telefonata, agli atti dell'inchiesta, Maldini parla con Bressi dell'impegno economico importante che deve affrontare e gli chiede: «Volevo fare una piccola ... verifica su, su, su Alessandro eh ... Come si può fare (...) Su di lui si può fare una verifica eh ... fiscale su di lui... Nel senso se ha avuto problemi con la giustizia ad esempio eh .. Oppure se ha avuto problemi con il fisco ...». Maldini, scrive il gip, «chiede a Bressi di compiere un'indagine sulla posizione fiscale» del predetto Alessandro «perchè risulta tra i soci della nuova società». L'ex capitano, stando al gip, spiega inoltre, nella telefonata, che intende svolgere «accertamenti di giustizia» («giustizia posso chiederla a qualcun altro», dice l'ex capitano rossonero nell'intercettazione). Nell'inchiesta sono indagate una quarantina di persone a cui è stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini.
«CONSAPEVOLI DEL DOLO» - «Paolo Maldini e la moglie Adriana Fossa erano consapevoli del dolo», scrive il pm nell’atto di conclusione delle indagini, depositato a disposizione delle parti e che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio che arriverà tra una ventina di giorni. Corruzione e accesso abusivo a sistema informatico al fine di ottenere un trattamento fiscale favorevole, sono le accuse della procura. Adriana Fossa, moglie dell’ex capitano del Milan, viene descritta come legale rappresentante della società Valvet Sas, Paolo Maldini come il gestore di fatto e azionista di maggioranza della stessa società. Entrambi agivano «nella consapevolezza della qualifica di pubblico ufficiale ricoperta da Luciano Bressi, diventando clienti dello studio professionale Cm Servizi amministrativi gestito da Bressi al fine di ottenere trattamenti fiscali più favorevoli offrendogli non solo l’onorario per lo studio, 40 mila euro, ma anche la procura speciale di Valvet Sas dal maggio 2003 da cui scaturativano ingenti somme in nero, almeno 185 mila euro». Maldini si rivolgeva a Bressi chiamandolo presso l’ufficio dell’agenzia delle entrate in via Manin a Milano. Bressi, in violazione dei suoi doveri di imparzialità, «si interessava e curava personalmente tutte le più svariate pratiche fiscali di Valvet Sas. Bressi garantiva l’esenzione di controlli fiscali da parte dell’agenzia delle entrate... Provvedeva ad eseguire personalmente interrogazioni a banche dati di interesse pubblico». In particolare, dice sempre l’atto di chiusura delle indagini, Bressi e Maldini accedevano abusivamente nel sistema informativo dell’agenzia delle entrate per svolgere indagini ed estrapolare dati su Paolo Alessandro Baresi. Il pm cita numerosi accessi tra il 27 gennaio e il 29 gernnaio del 2009.
«SONO SERENO» - Paolo Maldini, attraverso il suo legale Danilo Buongiorno, fa sapere di essere «tranquillo e sereno» per la vicenda che riguarda lui e la moglie. «Nel contestare le accuse che sono del tutto infondate - spiega l'avvocato Buongiorno - è certo di potere dimostrare l'assoluta estraneità sua e di sua moglie, le cui posizioni dovevano essere quelle di parti lese e non certo di indagati». L'avvocato Buongiorno precisa che alcuni organi di stampa hanno diffuso la notizia «con più dati imprecisi, tra cui il riferimento ad un soggetto presunto parente dell'ex calciatore Franco Baresi, che tale non è».
visto che siamo alle barzellette... :
Calciopoli, ci sono chiamate agli arbitri
www.tuttosport.com
© Foto Liverani
Spuntano telefonate tra dirigenti di club di A e direttori di gara. Un'altra novità può scuotere il processo di Napoli. Intanto la Procura Figc si divide in due squadre per interrogare più velocemente i testimoniAscolta le intercettazioni «La Juve faccia qualcosa» Petizione Tuttosport TORINO, 23 aprile - Un altro colpo di scena è in arrivo dalle 171.000 telefonate intercettate fra il 2004 e il 2005 e per la stragrande maggioranza ignorate dagli inquirenti. Ma non dai legali di Luciano Moggi, che con l’aiuto dei loro consulenti, stanno continuando a scandagliarle. E le sorprese non mancano.
INCROCI PERICOLOSI - La prossima potrebbe essere legata a chiamate che da numeri fissi di importanti dirigenti di club di serie A arrivano sui cellulari di altrettanto importanti arbitri. Anche in prossimità di partite di campionato. Se fosse vero, sarebbe un fatto piuttosto grave, visto che i contatti diretti fra dirigenti e arbitri sono sconvenienti a prescindere dai contenuti. E dai primissimi incroci delle utenze, qualcosa sta emergendo. Qualcosa che potrebbe essere acquisito nel processo di Napoli in un secondo momento, con un’altra richiesta da parte dei legali di Moggi, che già hanno ottenuto l’acquisizione di un centinaio di telefonate, trascurate dagli inquirenti, ma ripescate dal lavoro dei consulenti Nicola Penta e Roberto Porta.
A CACCIA - L’esplorazione delle 171.000 telefonate, quindi, continua. E se le eventuali chiamate fra dirigenti ed arbitri possono terremotare ulteriormente il processo, pare che possano essere di sicuro interesse ai fini della ricostruzione di alcuni eventi, anche le chiamate fra gli arbitri e i designatori, in continuo contatto per questioni strettamente tecniche. Calciopoli 2, insomma, è appena iniziata e ancora molto si può scoprire su quei mesi che hanno sconvolto il calcio italiano per sempre.
NAPOLI-ROMA - Anche perché le eventuali novità napoletane avrebbero una sicura ripercussione anche in sede sportiva. La richiesta, ufficializzata mercoledì dalla Procura federale, delle nuove telefonate ha aperto un canale di collaborazione lungo il quale arriveranno in Figc tutte le nuove prove prodotte in sede di giustizia ordinaria. All’inchiesta di Stefano Palazzi non mancheranno, dunque, eventuali altre telefonate, scovate dagli avvocati di Luciano Moggi.