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Versione completa: Allarme clima.......
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ROOSTERS99
CITAZIONE (Virgus @ Nov 4 2011, 16:44 ) *
Certamente .

Ma storicamente le alluvioni avvengono in questa stagione , dopo un periodo di siccità e caldo anomalo , con vento di scirocco ( caldo ) e limite delle precipitazioni nevose alto per il periodo .

Fu così , ad esempio , per l'alluvione che colpì il basso piemonte nel 92 . Normalmente dopo la metà di ottobre le precipitazioni sono nevose al di sopra dei 1800 / 2000 metri e questo abbatte di molto il rischio .

Non sto dicendo che stanotte il mondo finirà , solo che ci sono una serie di concomitanze atmosferiche che non mi piacciono per nulla per n-mila motivi .

Per quello che riguarda la stagione ludico-sciistica ti posso dire che , paradossalmente , il fatto di avere un limite così alto è un bene , per me che amo il fuoripista . Avesse messo realmente uno strato importante di neve su fondo non ancora ghiacciato sarebbe stato pericolosissimo per la stabilità del manto nevoso , leggi pericolo valanghe che invece in condizioni " normali " non sono così imprevedibili come i telegiornali vogliono far credere .

Todo claro.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Ponchiaz @ Nov 4 2011, 16:46 ) *
Rimane da capire come cazzo a Genova possano essere morte e disperse tutte quelle persone. Parliamo di un evento tra i più previsti, non raccontiamoci palle.


In effetti........sta succedendo un gran casino........
Ponchiaz
E non è che EmaZ possa scopare tutto lui!
Mangusta
CITAZIONE (Ponchiaz @ Nov 4 2011, 16:46 ) *
Rimane da capire come cazzo a Genova possano essere morte e disperse tutte quelle persone. Parliamo di un evento tra i più previsti, non raccontiamoci palle.


Purtroppo non sempre la gente ascolta equindi continua a circolare x le strade e di botto si ritrova in una situazione che non è più in grado di risolvere...

Mangusta
CITAZIONE (Ponchiaz @ Nov 4 2011, 16:46 ) *
Rimane da capire come cazzo a Genova possano essere morte e disperse tutte quelle persone. Parliamo di un evento tra i più previsti, non raccontiamoci palle.


Aggiungerei un osservazione...come è possibile che ad esempio NON ABBIANO CHIUSO LE SCUOLE OGGI ?
Luna Argentata
Pensando ......chi sta passando una notte terribile.

http://youtu.be/2g4NJA-3dHs


Luna

tatanka
CITAZIONE (Virgus @ Nov 4 2011, 17:44 ) *
Certamente .

Ma storicamente le alluvioni avvengono in questa stagione , dopo un periodo di siccità e caldo anomalo , con vento di scirocco ( caldo ) e limite delle precipitazioni nevose alto per il periodo .

Fu così , ad esempio , per l'alluvione che colpì il basso piemonte nel 92 . Normalmente dopo la metà di ottobre le precipitazioni sono nevose al di sopra dei 1800 / 2000 metri e questo abbatte di molto il rischio

Non sto dicendo che stanotte il mondo finirà , solo che ci sono una serie di concomitanze atmosferiche che non mi piacciono per nulla per n-mila motivi .

Per quello che riguarda la stagione ludico-sciistica ti posso dire che , paradossalmente , il fatto di avere un limite così alto è un bene , per me che amo il fuoripista . Avesse messo realmente uno strato importante di neve su fondo non ancora ghiacciato sarebbe stato pericolosissimo per la stabilità del manto nevoso , leggi pericolo valanghe che invece in condizioni " normali " non sono così imprevedibili come i telegiornali vogliono far credere .


Aggiungerei che i torrenti (e a Genova sono torrenti) hanno la caratteristiva di passare da secco a pieno in poco tempo.

Mentre per il Po fanno i calcoli su quando l'onda di piena che è a Cremona arriverà a Ferrara, su quei cosi stretti, scoscesi e cementati sui lati che hanno a Genova non ci puoi fare alcun calcolo.

Se sono veri i numeri dell'acqua caduta in un'ora che ho sentito dobbiamo solo sperare che non capiti più.

Virgus
CITAZIONE (tatanka @ Nov 5 2011, 09:37 ) *
Aggiungerei che i torrenti (e a Genova sono torrenti) hanno la caratteristiva di passare da secco a pieno in poco tempo.

Mentre per il Po fanno i calcoli su quando l'onda di piena che è a Cremona arriverà a Ferrara, su quei cosi stretti, scoscesi e cementati sui lati che hanno a Genova non ci puoi fare alcun calcolo.

Se sono veri i numeri dell'acqua caduta in un'ora che ho sentito dobbiamo solo sperare che non capiti più.





Chiaro , sulla Liguria tutto il mio discorso della quota neve conta una cippa o poco più .
Li i problemi sono altri .
Franz#12
CITAZIONE (Mangusta @ Nov 4 2011, 20:59 ) *
Aggiungerei un osservazione...come è possibile che ad esempio NON ABBIANO CHIUSO LE SCUOLE OGGI ?


È la cosa che mi sono chiesto anche io. Poi stanotte ho visto una rassegna stampa e il sindaco in un'intervista parlava della confusione che avrebbe creato una decisione simile, presa il giorno prima. Lì per lì volevo mandarla a cagare, poi ho ripensato alle proteste di mezza Varese quando, con mesi di anticipo, era stata annunciata la chiusura scuole durante alcuni giorni del Mondiale, e allora ho capito cosa voleva dire il sindaco.
Detto questo, non vorrei proprio trovarmi nei suoi panni...
ROOSTERS99
CITAZIONE (Luna Argentata @ Nov 5 2011, 00:05 ) *
Pensando ......chi sta passando una notte terribile.

http://youtu.be/2g4NJA-3dHs


Luna


....eppur parenti siamo un po' di quelle gente che c'è là
che come noi è forse un po' selvatica....




Forza Genova !!
ROOSTERS99
CITAZIONE (Franz#12 @ Nov 5 2011, 11:01 ) *
È la cosa che mi sono chiesto anche io. Poi stanotte ho visto una rassegna stampa e il sindaco in un'intervista parlava della confusione che avrebbe creato una decisione simile, presa il giorno prima. Lì per lì volevo mandarla a cagare, poi ho ripensato alle proteste di mezza Varese quando, con mesi di anticipo, era stata annunciata la chiusura scuole durante alcuni giorni del Mondiale, e allora ho capito cosa voleva dire il sindaco.
Detto questo, non vorrei proprio trovarmi nei suoi panni...


Io avrei chiuso tutto senza esitare,
rimandando al mittente con relativa assunzione di responsabilità
in caso di catstrofe (che poi c'è stata...), qualunque inopportuna lagnanza !!

Non si scherza un cazzo con le forze della Natura.....

Che poi, stamattina il sindaci se li è baccati comunque gli insulti.....
....hai proprio ragione Franz, non piacevole la sua posizione.....
Ponchiaz
Le precipitazioni genovesi hanno caratteristiche simili ai monsoni. E quando il tifone arriva, le scuole si chiudono, si sta in casa e si va ai piani alti. Con i mezzi di comunicazione che abbiamo, le scuse stanno a zero i morti a sei. Non invidio il sindaco, ma si e' eletti nel bene e nel male. Detto questo, spiace per i morti ma "parente" dei liguri...proprio no.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Ponchiaz @ Nov 5 2011, 15:24 ) *
Le precipitazioni genovesi hanno caratteristiche simili ai monsoni. E quando il tifone arriva, le scuole si chiudono, si sta in casa e si va ai piani alti. Con i mezzi di comunicazione che abbiamo, le scuse stanno a zero i morti a sei. Non invidio il sindaco, ma si e' eletti nel bene e nel male. Detto questo, spiace per i morti ma "parente" dei liguri...proprio no.


I liguri...fanno di tutto per essere odiati....ma io, in tanti, tanti anni, ho imparato che
se riesci a farti voler bene , dimostrando che ami la loro terra come loro fanno, il punto di vista cambia.

E poi ....sai bene che io son molto, molto più "selvatico" di te..... wink.gif wink.gif
Mangusta
CITAZIONE (Franz#12 @ Nov 5 2011, 11:01 ) *
È la cosa che mi sono chiesto anche io. Poi stanotte ho visto una rassegna stampa e il sindaco in un'intervista parlava della confusione che avrebbe creato una decisione simile, presa il giorno prima. Lì per lì volevo mandarla a cagare, poi ho ripensato alle proteste di mezza Varese quando, con mesi di anticipo, era stata annunciata la chiusura scuole durante alcuni giorni del Mondiale, e allora ho capito cosa voleva dire il sindaco.
Detto questo, non vorrei proprio trovarmi nei suoi panni...


LE VITTIME - I corpi delle sei vittime sono stati recuperati tutte in via Fereggiano, nel quartiere Quezzi, e sono state identificati. Si tratta di Shpresa Djala, albanese di 28 anni, e delle figlie Janissa Diann di un anno e Gioia di 8 anni. Le altre donne sono Angela Chiaramonte, un'infermiera di 40 anni, travolta dopo essere andata prendere il figlio a scuola; Maria Costa, detta Serena, di 19 anni, morta anche lei dopo essere andata a prendere a scuola il fratello di 14 anni


NO...non vorrei essere l'autorità preposta ( Sindaco ? - Prefetto ? )
Mangusta

Prevenire è meglio che curare...
A Torino scuole chiuse lunedì. Stato di allerta in tutto il Piemonte. Sgombero delle zone golenali in provincia di Novara, Alessandria e Vercelli. E il grande osservato speciale: il Po che secondo la Coldiretti è salito di 4,5 metri in un giorno. È allarme maltempo in tutta Italia. Anche perché le previsioni meteo danno possibili rovesci in molte zone del Paese. Dal Veneto alla Sardegna.
alberto
CITAZIONE (Mangusta @ Nov 6 2011, 09:35 ) *
il Po che secondo la Coldiretti è salito di 4,5 metri in un giorno.


la coldiretti misura il po?

e il magistrato del po che fa? cura l'orto?
Ponchiaz
Comunque, l'osservatorio scientifico del Wild West ha emesso la sentenza.

La protezione civile ha il compito di decretare lo stato d'allerta numerandolo. A seconda del numero, un protocollo dirà ami vari amminstratori cosa devono OBBLIGATORIAMENTE FARE. Non ci può essere arbitrarietà, a meno che non sia per introdurre misure più conservative.
Long Leg
CITAZIONE (Mangusta @ Nov 4 2011, 22:59 ) *
Aggiungerei un osservazione...come è possibile che ad esempio NON ABBIANO CHIUSO LE SCUOLE OGGI ?


scusate ma abbiamo ancora la facoltà di decidere per noi stessi, se non sbaglio...bastava seguire i tg nei giorni precedenti per capire che stava per abbattersi sulla Liguria un diluvio da Arca di Noè..."allerta 2" in Liguria è il massimo livello di emergenza. Tenere a casa i bambini, no? Ho sentito addirittura su PrimoCanale (tv ligure) interviste a maestre che hanno detto ai genitori di tenersi reperibili qualora ci fosse stata necessità urgente di recuperare in bambini in giornata e si sono sentite rispondere "m a perchè? c'è qualche emergenza"? ohmy.gif

La verità è che, come sempre, è più comodo rischiare per poi dare la colpa agli altri perchè non hanno deciso per noi!
ROOSTERS99
Ecco il ponte «tappo»
che ha sommerso Genova


Il perito del pm: colpa del Bisagno. Progetti da 41 anni
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
GENOVA - Le fatalità hanno sempre nome e cognome. C'è poco da tirare in ballo l'ineluttabile, perché poi va sempre a finire che piove, e una volta finiti di piangere i morti dell'alluvione, si torna a una storia molto italiana. Alla nostra incommensurabile capacità di farci male da soli.

E così, scendendo dal rio Fereggiano, si arriva al Bisagno, il torrente che divide il Levante di Genova dal Ponente. Lo vedi, e poi non lo vedi più. Entra nei quattro archi scavati sotto alla massicciata della stazione Brignole e scompare fino alla foce.

L'imbuto è sempre quello. Nell'ottobre 1970 il Bisagno uscì dagli argini al ponte ferroviario, strozzato da un ingresso che limitava la sua portata a 500 metri cubi al secondo, contro i 1.200 trascinati dalla piena. Quel che non ci stava divenne una valanga d'acqua che si portò via la vita di 24 persone e sommerse Genova. Venerdì scorso quella massicciata ha respinto l'acqua di troppo, alzando il livello del torrente al limite degli argini, e creando un muro liquido che ha impedito lo sfogo al rio Fereggiano, che si getta nel Bisagno appena un chilometro prima del ponte. Ha fatto da tappo, gonfiando l'affluente, che ha rotto gli argini più in alto, trasformando la palazzina al civico 2B in un pozzo che ha inghiottito cinque persone.

È andata così, dice il professore Alfonso Bellini, il geologo incaricato dalla Procura di cercare le cause del nuovo disastro. Non c'è voluto molto per arrivarci, giusto un paio di sopralluoghi, il problema che è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere. «C'è una eterna spada di Damocle che pende sulle nostre teste» chiosa l'esperto.

L'inchiesta dei magistrati genovesi guarda a valle, verso l'interratura del Bisagno, per ricostruire omissioni ed eventuali responsabilità sulla mancata realizzazione di un'opera che 41 anni fa venne giudicata «prioritaria» per la sicurezza del territorio nazionale. Il governo dell'epoca, presidente del Consiglio Emilio Colombo, chiede a una commissione guidata dal ministro senza portafoglio per le Regioni Eugenio Gatto di stilare un elenco delle cinque più grandi emergenze nazionali. Al primo posto c'è la messa in sicurezza dell'Arno, esondato quattro anni prima. Al secondo c'è il Bisagno. L'interratura del torrente viene giudicata «insufficiente». È stata progettata nel 1928 e realizzata in dieci anni dal governo fascista, che sull'alveo originario, largo 90 metri, costruisce una strada che nel 1945 diventa l'attuale viale delle Brigate partigiane, e lo circonda di palazzi, stringendo lo spazio del torrente ormai sotterraneo di una trentina di metri.

Nel 1971 Colombo dà alle amministrazioni locali il compito di risolvere il problema. Con calma, che non c'è fretta: passano solo 18 anni, consumati in sfinenti dibattiti. C'è chi vuole deviare il torrente in cima, chi si accontenta di una via di fuga laterale per l'acqua, chi vuole grattare sul fondo, e chi invece si accontenterebbe di allargare la copertura esistente e portarla almeno a 800 metri cubi. Per ingannare il tempo e alleggerire il Bisagno, nel 1989 viene deciso di fare lo scolmatore del rio Fereggiano, che porta ancora il nome di «progetto pilota». I lavori si interrompono con la Tangentopoli genovese. Cade la giunta, il Comune paga 9 miliardi di lire in penali alle ditte appaltatrici. Resta un canale abbandonato lungo 900 metri, a futura memoria.
Nel 1998 tutti d'accordo. Allargamento più scavo del fondo, si parte cominciando dal mare e all'indietro verso la massicciata, dividendo l'opera in tre parti. Con il primo lotto tutto bene. Un po' meno con il secondo, che doveva essere completato nel 2009, ma è ancora un cantiere aperto. La Pamoter, unica azienda titolare, subisce una serie di rivolgimenti societari, i lavori vengono divisi in subappalti, due ditte subentranti falliscono. E i costi si impennano, passano da 50 a 70 milioni di euro, con la Guardia di Finanza che indaga sulle cause del salasso, mentre un'altra inchiesta viene aperta sulla girandola di società.

L'ultimo capitolo della saga porta una firma destinata da lì a poco ad avere una certa notorietà. Il progetto esecutivo del terzo lotto, quello che arriva fino alla massicciata, mestamente ferma a 500 metri cubi di portata, viene approvato nel giugno 2008 dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici presieduto da Angelo Balducci, attuale imputato principe nel processo sulla presunta «cricca». Grandi strette di mano, complimenti a mezzo stampa. Ma c'è un dettaglio. Il costo previsto è di 250 milioni di euro, oggi lievitato a 270. Dal ministero dell'Economia fanno sapere che manca la copertura finanziaria, tanti cari saluti al nuovo alveo. E un benvenuto al liberatorio coro sulla fatalità. Le colpe dell'ultima alluvione, quelle sono come il Bisagno. Le vedi, e poi non le vedi più.


Marco Imarisio
corriere.it
07 novembre 2011 09:59
alberto
CITAZIONE (Long Leg @ Nov 7 2011, 09:41 ) *
scusate ma abbiamo ancora la facoltà di decidere per noi stessi, se non sbaglio...bastava seguire i tg nei giorni precedenti per capire che stava per abbattersi sulla Liguria un diluvio da Arca di Noè..."allerta 2" in Liguria è il massimo livello di emergenza. Tenere a casa i bambini, no? Ho sentito addirittura su PrimoCanale (tv ligure) interviste a maestre che hanno detto ai genitori di tenersi reperibili qualora ci fosse stata necessità urgente di recuperare in bambini in giornata e si sono sentite rispondere "m a perchè? c'è qualche emergenza"? ohmy.gif

La verità è che, come sempre, è più comodo rischiare per poi dare la colpa agli altri perchè non hanno deciso per noi!



BRAVA!!!!!


in questa società traviata dal tutto pubblico, non c'è più nessuno che pensi con la sua testa.

e, soprattutto, che si prenda la responsabilità delle sue azioni.
Franz#12
CITAZIONE (Long Leg @ Nov 7 2011, 09:41 ) *
scusate ma abbiamo ancora la facoltà di decidere per noi stessi, se non sbaglio...bastava seguire i tg nei giorni precedenti per capire che stava per abbattersi sulla Liguria un diluvio da Arca di Noè..."allerta 2" in Liguria è il massimo livello di emergenza. Tenere a casa i bambini, no? Ho sentito addirittura su PrimoCanale (tv ligure) interviste a maestre che hanno detto ai genitori di tenersi reperibili qualora ci fosse stata necessità urgente di recuperare in bambini in giornata e si sono sentite rispondere "m a perchè? c'è qualche emergenza"? ohmy.gif

La verità è che, come sempre, è più comodo rischiare per poi dare la colpa agli altri perchè non hanno deciso per noi!


Lo abbiamo detto in modi diversi, ma il succo è quello.
EmaZ













Qualche foto dell'alluvione a Monterosso
EmaZ


I famosi "uomini talpa" ovvero noi bestie che siamo andati a pulire il canale interrato



Chi lavora e chi dirige il traffico









I ragazzi della Gradinata Nord che si son presentati a spalare con noi



Il vessilo ritrovato
Ponchiaz
Va là che ti stai anche divertendo!

Con un po' di culo sei pure capace di portarti a casa qualche spalatrice.

ROOSTERS99
....E TI MERITI ENTRAMBE LE COSE !!

BRAVO EMAZ !!!
homersimpson
Tanto di cappello ad Emaz.

Giù di vanga!!! (giorno e.... notte)

happy.png
ROOSTERS99
Liguria, il rischio-alluvione poteva essere ridotto con i soldi spesi per l'eolico

L'Italia ha investito 70 miliardi per pale e pannelli solari che dovevano servire a "governare il clima". Ma piove come sempre.
Era meglio destinare quelle risorse a dighe e opere idrauliche.

di Franco Battaglia - 09 novembre 2011, 09:00

I fatti occorsi in Liguria hanno precisi responsabili: i signori del fotovoltaico e dell'eolico. I loro impianti sono non solo una devastazione del paesaggio, come più volte, ma invano, hanno denunciato il professor Vittorio Sgarbi o l'ex ministro dell'Ambiente Carlo Ripa di Meana; gli impianti di quei signori sono non solo inutili come da oltre 10 anni, ma invano, denunciamo su queste pagine.
Portano quegli impianti - e i signori che si sono arricchiti con essi - il peso della responsabilità morale di ciò che è successo in Liguria quest'anno, o nel Vicentino lo scorso anno, o altrove in ciascuno degli anni precedenti.
Vediamo perché.
Come già detto, quegli impianti sono devastanti per il paesaggio e insignificanti alla produzione elettrica (che deve soddisfare la domanda quando essa si manifesta e non quando soffia il vento o brilla il sole).
E allora, perché esistono? In nome di cosa sono stati istallati? Sono stati istallati in nome del desiderio di governare il clima. Ricordate il protocollo di Kyoto?
O gli impegni del 20-20-20 che irresponsabili burocrati di Bruxells hanno imposto ai Paesi membri dell'Ue?
Orbene, sono nati col preciso e dichiarato scopo di voler governare i capricci del clima. Càpita che piove più di quanto gradiremmo, con conseguenti rischi di inondazione?
Càpita che piove meno di quanto gradiremmo, con conseguenti rischi di siccità? Comunque la mettiate, dobbiamo - ci si dice da almeno 20 anni - promuovere parchi eolici e tetti fotovoltaici. E lo abbiamo fatto.
Abbiamo dato retta a quelli di Legambiente, Greenpeace, Wwf, ai Verdi, ai Kyoto-club, ai Pecoraro-Scani e ai Prodi.
Nel 2007 il governo Prodi fece approvare una legge-truffa - si chiama Conto-energia - che consente di remunerare fino a sei volte la quota di mercato il kWh elettrico a chi lo produce col fotovoltaico.
Ne è scaturito un circolo vizioso di interessi, non dissimile da quello dei racket della mafia, che ha consentito l'abbondanza di impianti solari che potete ammirare (si fa per dire) se viaggiate per questo disgraziato Paese.
Negli ultimi quattro anni, grazie a Prodi e Pecoraro-Scanio, sono stati istallati dieci gigawatt fotovoltaici.
I quali producono meno di quanto produrrebbe un singolo reattore nucleare, ma che ci sono costati quasi 70 miliardi (per la cronaca: un reattore nucleare ci sarebbe costato 3 miliardi).
Perché lo abbiamo fatto? Perché così avremmo governato il clima, ci è stato assicurato.

Il sindaco di Genova avrebbe dichiarato che gli eventi recenti erano inattesi.
Inattesi? Se anziché Beppe Grillo o Adriano Celentano avesse avuto come referenti scientifici non dico me, che sono nessuno, ma il professor Fausto Guzzetti, direttore dell'Istituto di Protezione idrogeologica del Cnr, la signora Sindaco avrebbe appreso che negli ultimi 50 sono stati 27 gli anni in cui si è registrato in Liguria almeno un evento di frana o di inondazione che ha causato vittime (morti, feriti, dispersi).
Più precisamente, il Comune di Genova è quello che storicamente ha subito il maggior numero di eventi (cinque frane e sei inondazioni) e di vittime (78, di cui 31 causate da frane e 47 per inondazioni).
Il 7-8 ottobre 1970 si registrarono piogge localizzate ma molto intense, con più di 900 mm di pioggia in 24 ore, pari al 90% della media annua, che causarono, allora come ora, inondazioni e numerose frane.
Quando il 22 ottobre 2000 m'intervistò in seguito ad una serie di articoli (i miei primi) ove denunciavo le panzane dell'ambientalismo, Giancarlo Perna mi chiese se v'era almeno un rischio ambientale che consideravo emergenza.
Risposi - è ancora lì, messo nero su bianco - di sì: il dissesto idrogeologico.
Non me lo inventavo: erano i geologi che ci avvertivano, i geologi veri, quelli che studiano e ricercano, non quelli che vanno in televisione disposti a raccontare le più improbabili panzane pur di svendere la propria scienza per due tozzi di pane ai mercanti dell'eolico e del fotovoltaico.
È possibile affrontare i problemi di quel dissesto? Certo che sì. Sono gli stessi geologi e gli ingegneri idraulici ad assicurarcelo.
Ma sistemi di dighe, casse di espansione, opere mirate e studiate per il governo delle acque richiedono un impegno economico.
Detto in metafora, dobbiamo decidere se per proteggere dal peso della neve le case che costruiamo in montagna vogliamo spendere il denaro per fare i tetti spioventi o per evitare che in montagna nevichi.
È da alcuni anni che stiamo facendo la seconda che ho detto.

____________________________________


Semprepiuttosto radicale il Prof. Battaglia, ma come dargli torto ????
Ricordàtevelo ogni volta che vi capita di vedere un impianto eolico o fotovoltaico.
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Nov 9 2011, 14:55 ) *
Liguria, il rischio-alluvione poteva essere ridotto con i soldi spesi per l'eolico

L'Italia ha investito 70 miliardi per pale e pannelli solari che dovevano servire a "governare il clima". Ma piove come sempre.
Era meglio destinare quelle risorse a dighe e opere idrauliche.

di Franco Battaglia - 09 novembre 2011, 09:00

I fatti occorsi in Liguria hanno precisi responsabili: i signori del fotovoltaico e dell'eolico. I loro impianti sono non solo una devastazione del paesaggio, come più volte, ma invano, hanno denunciato il professor Vittorio Sgarbi o l'ex ministro dell'Ambiente Carlo Ripa di Meana; gli impianti di quei signori sono non solo inutili come da oltre 10 anni, ma invano, denunciamo su queste pagine.
Portano quegli impianti - e i signori che si sono arricchiti con essi - il peso della responsabilità morale di ciò che è successo in Liguria quest'anno, o nel Vicentino lo scorso anno, o altrove in ciascuno degli anni precedenti.
Vediamo perché.
Come già detto, quegli impianti sono devastanti per il paesaggio e insignificanti alla produzione elettrica (che deve soddisfare la domanda quando essa si manifesta e non quando soffia il vento o brilla il sole).
E allora, perché esistono? In nome di cosa sono stati istallati? Sono stati istallati in nome del desiderio di governare il clima. Ricordate il protocollo di Kyoto?
O gli impegni del 20-20-20 che irresponsabili burocrati di Bruxells hanno imposto ai Paesi membri dell'Ue?
Orbene, sono nati col preciso e dichiarato scopo di voler governare i capricci del clima. Càpita che piove più di quanto gradiremmo, con conseguenti rischi di inondazione?
Càpita che piove meno di quanto gradiremmo, con conseguenti rischi di siccità? Comunque la mettiate, dobbiamo - ci si dice da almeno 20 anni - promuovere parchi eolici e tetti fotovoltaici. E lo abbiamo fatto.
Abbiamo dato retta a quelli di Legambiente, Greenpeace, Wwf, ai Verdi, ai Kyoto-club, ai Pecoraro-Scani e ai Prodi.
Nel 2007 il governo Prodi fece approvare una legge-truffa - si chiama Conto-energia - che consente di remunerare fino a sei volte la quota di mercato il kWh elettrico a chi lo produce col fotovoltaico.
Ne è scaturito un circolo vizioso di interessi, non dissimile da quello dei racket della mafia, che ha consentito l'abbondanza di impianti solari che potete ammirare (si fa per dire) se viaggiate per questo disgraziato Paese.
Negli ultimi quattro anni, grazie a Prodi e Pecoraro-Scanio, sono stati istallati dieci gigawatt fotovoltaici.
I quali producono meno di quanto produrrebbe un singolo reattore nucleare, ma che ci sono costati quasi 70 miliardi (per la cronaca: un reattore nucleare ci sarebbe costato 3 miliardi).
Perché lo abbiamo fatto? Perché così avremmo governato il clima, ci è stato assicurato.

Il sindaco di Genova avrebbe dichiarato che gli eventi recenti erano inattesi.
Inattesi? Se anziché Beppe Grillo o Adriano Celentano avesse avuto come referenti scientifici non dico me, che sono nessuno, ma il professor Fausto Guzzetti, direttore dell'Istituto di Protezione idrogeologica del Cnr, la signora Sindaco avrebbe appreso che negli ultimi 50 sono stati 27 gli anni in cui si è registrato in Liguria almeno un evento di frana o di inondazione che ha causato vittime (morti, feriti, dispersi).
Più precisamente, il Comune di Genova è quello che storicamente ha subito il maggior numero di eventi (cinque frane e sei inondazioni) e di vittime (78, di cui 31 causate da frane e 47 per inondazioni).
Il 7-8 ottobre 1970 si registrarono piogge localizzate ma molto intense, con più di 900 mm di pioggia in 24 ore, pari al 90% della media annua, che causarono, allora come ora, inondazioni e numerose frane.
Quando il 22 ottobre 2000 m'intervistò in seguito ad una serie di articoli (i miei primi) ove denunciavo le panzane dell'ambientalismo, Giancarlo Perna mi chiese se v'era almeno un rischio ambientale che consideravo emergenza.
Risposi - è ancora lì, messo nero su bianco - di sì: il dissesto idrogeologico.
Non me lo inventavo: erano i geologi che ci avvertivano, i geologi veri, quelli che studiano e ricercano, non quelli che vanno in televisione disposti a raccontare le più improbabili panzane pur di svendere la propria scienza per due tozzi di pane ai mercanti dell'eolico e del fotovoltaico.
È possibile affrontare i problemi di quel dissesto? Certo che sì. Sono gli stessi geologi e gli ingegneri idraulici ad assicurarcelo.
Ma sistemi di dighe, casse di espansione, opere mirate e studiate per il governo delle acque richiedono un impegno economico.
Detto in metafora, dobbiamo decidere se per proteggere dal peso della neve le case che costruiamo in montagna vogliamo spendere il denaro per fare i tetti spioventi o per evitare che in montagna nevichi.
È da alcuni anni che stiamo facendo la seconda che ho detto.

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Semprepiuttosto radicale il Prof. Battaglia, ma come dargli torto ????
Ricordàtevelo ogni volta che vi capita di vedere un impianto eolico o fotovoltaico.


Fammi capire, nonsi sono fatte dighe, argini e l'allargamento del torrente di Genova perchè hanno messo le pale eoliche in Sardegna?

Chiedo l'interventodi Totò
ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Nov 9 2011, 15:47 ) *
Fammi capire, nonsi sono fatte dighe, argini e l'allargamento del torrente di Genova perchè hanno messo le pale eoliche in Sardegna?

Chiedo l'interventodi Totò


Sbaglio o fingi di non capire ???
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Nov 9 2011, 16:02 ) *
Sbaglio o fingi di non capire ???


Sta sostenendo che si sono messe le pale eoliche per far piovere meno, magari in 5 anni.

Se queste sonole basi non inizio neanche la discussione.
ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Nov 9 2011, 16:08 ) *
Sta sostenendo che si sono messe le pale eoliche per far piovere meno, magari in 5 anni.

Se queste sonole basi non inizio neanche la discussione.


Sta dicendo che "...per proteggere dal peso della neve le case che costruiamo in montagna , spendiamo il denaro per evitare che nevichi invece che per fare i tetti spioventi ."

Questo sta dicendo !
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Nov 10 2011, 13:05 ) *
Sta dicendo che "...per proteggere dal peso della neve le case che costruiamo in montagna vogliamo spendere il denaro per fare i tetti spioventi o per evitare che in montagna nevichi."

Questo sta dicendo !


Esatto, con quella metafora dice che in passato abbiamo speso soldi per non far piovere invece che mettere in sicurezza i torrenti di Genova. Quindi le pale eoliche sono state messe per non far piovere.
ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Nov 10 2011, 13:10 ) *
Esatto, con quella metafora dice che in passato abbiamo speso soldi per non far piovere invece che mettere in sicurezza i torrenti di Genova. Quindi le pale eoliche sono state messe per non far piovere.


L' "accento" va su "abbiamo speso soldi", buttandoli nel cesso (e regalandonaun po' anche a te.....), BUTTANDOLI NEL CESSO !

Non sul "per non far piovere"...................
ROOSTERS99
24 novembre 2011

Climategate 2.0, i guru del riscaldamento globale si fanno beccare ancora




Ci risiamo.
E questa volta il colpo potrebbe essere quello definitivo: almeno da un paio d'anni il partito di chi sostiene scientificamente fondata la teoria secondo cui il pianeta si sta scaldando per colpa dell'uomo aveva scelto toni meno catastrofisti, ma la nuova ondata di email di climatologi pubblicate sul Web due giorni fa potrebbe portare all'abbandono definitivo della vulgata catastrofista in favore di maggiore realismo. "Che si fa se il climate change si rivela essere essenzialmente una oscillazione multidecadale? Probabilmente ci uccideranno", si chiede con schiettezza uno scienziato in una della email hackerate e finite in rete. Andiamo con ordine: due anni fa, alla vigilia del summit sul clima di Copenaghen che avrebbe dovuto salvare il mondo da distruzione certa, vennero pubblicati su Internet dati e scambi di email appartenenti agli scienziati del Centro ricerche sul clima dell'Università dell'East Anglia (tra i più attivi a sostenere l'origine antropica dei cambiamenti climatici). Da questi documenti emergeva un sistema di gestione dei dati e degli studi sul clima volto a far emergere soltanto una certa linea. Una apposita commissione di inchiesta ha stabilito che non risultavano manipolazioni dei dati, ma lo scandalo ha fatto aprire gli occhi a molti: la comunità scientifica non era affatto compattamente concorde sull'origine del riscaldamento globale, ma le voci non allineate venivano censurate in modo quasi sistematico.

La storia i lettori del Foglio la conoscono bene: Copenaghen fu un fallimento, così come i successivi summit, il "riscaldamento globale" diventò "cambiamenti climatici", poi "sconvolgimenti climatici". Il vaso era stato aperto, e sempre meno gente credeva alla storia di un pianeta surriscaldato, soprattutto di fronte a inverni rigidi (la spiegazione "se fa freddo è colpa del global warming" ha retto poco); gli studi pubblicati dall'Ipcc (il panel delle Nazioni Unite creato apposta per studiare il clima che cambia) sono diventati più controllati: dopo alcune magre figure (come la previsione smentita dello scioglimento dei ghiacciai dell'Himalaya entro il 2020), i portavoce del catastrofismo climatico hanno dovuto abbandonare la ribalta del palcoscenico accanto ad Al Gore.

Una settimana fa, nel silenzio generale, l'Ipcc ha pubblicato un report rivoluzionario, dati i toni a cui ci aveva abituato. Per la prima volta, infatti, ammette che i cambiamenti climatici hanno origine naturale e non per forza antropica, e che non ci sono evidenze del fatto che gli eventi climatici estremi siano causati dal riscaldamento globale. Inutile dire che la notizia non è stata data quasi da nessuno.

Due giorni fa, infine, lo scoppio del Climategate 2.0, con la pubblicazione di nuove email (la cui autenticità non è stata smentita dagli autori) già ripresa dai media britannici e americani e in Italia dal blog Climatemonitor: è vero che a una prima analisi non sembra ci sia nulla di nuovo, le lettere sono datate qualche anno fa. Ma tutte confermano il sistema usato da parte della comunità scientifica: tra noi si discute e ci si scanna, ma all'opinione pubblica e ai politici bisogna dare una sola versione, quella catastrofista. "Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature lungo la troposfera tropicale, a meno che non si prendano in considerazione un singolo studio e un singolo approccio, trascurandone un mucchio di altri. Questo è davvero pericoloso. Dobbiamo comunicare l'incertezza ed essere onesti", scriveva qualche anno fa in una email lo scienziato Peter Thorne. Erano però ancora i tempi in cui bisognava raccontare che tutta la comunità scientifica era d'accordo, che ormai si era giunti alla certezza delle cause del global warming, e chi osava affermare il contrario era un "nazista", come detto da Al Gore.

Lunedì prossimo a Durban comincia la diciassettesima conferenza sul clima, e c'è chi grida al complotto, ché pubblicare queste email pochi giorni prima è volere influenzare i negoziati. Curioso, perché è la stessa tattica usata dai "catastrofisti" fino a che il loro gioco non è stato scoperto. Ora dopo ora, dal malloppo di nuove email escono particolari che non sorprendono chi ha sempre denunciato il problema innanzitutto culturale alla base della frode ideologica sul clima che cambia per colpa nostra. In una email si legge: "Avendone stabilito l'urgenza, la sfida politica è ora di trasfomarla da un argomento che riguarda i costi dei tagli alle emissioni – cattiva politica – a uno concernente il valore di un clima stabile – politica molto migliore […] la cosa migliore da fare è raccontare la storia delle brusche variazioni in modo più vivido possibile". Poca scienza, insomma. Ora che anche le priorità economiche e politiche globali sono cambiate, la speranza è che si cominci a parlare di "adattamento" al clima che cambia e non più di "mitigazione". La realtà è più forte: lo dimostrano gli inglesi, che da anni strepitano di riscaldamento globale e hanno appena acquistato tonnellate di sale per affrontare un altro inverno che si annuncia freddissimo.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Piero Vietti




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Actarus
Roo, the day after tomorrow...

Cupola d'acqua dolce sull'Artico minaccia il clima: può fermare la corrente del Golfo
ROOSTERS99
CITAZIONE (Actarus @ Feb 2 2012, 10:08 ) *


laugh.gif laugh.gif laugh.gif ......ma non ce l' hanno un minimo di vegogna ??

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Virgus
Minxia , la Cupola .... adesso salta fuori Bangusta che da la colpa a Moggi ...
ROOSTERS99
CITAZIONE (Virgus @ Feb 2 2012, 11:10 ) *
Minxia , la Cupola .... adesso salta fuori Bangusta che da la colpa a Moggi ...


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Mangusta
CITAZIONE (Actarus @ Feb 2 2012, 10:08 ) *


Guarda cosa ti combina Moggi pur di far vincere la Juve, vedrai che faranno arrivare l'acqua quando la Juve stara' perdendo così da interrompere e rinviare la partita....
tricky
CITAZIONE (Mangusta @ Feb 2 2012, 19:36 ) *
Guarda cosa ti combina Moggi pur di far vincere la Juve, vedrai che faranno arrivare l'acqua quando la Juve stara' perdendo così da interrompere e rinviare la partita....


Oppure giocare il secondo tempo dopo due ore..... Magari all'ultima giornata in trasferta.... mad.gif
ROOSTERS99
Ma non dovevamo morire di caldo?
L'appello di 16 scienziati contro il panico da global warming


Questo appello, firmato da 16 scienziati, è stato pubblicato dal Wall Street Journal venerdì 27 gennaio.

A un candidato a un incarico pubblico in una qualunque democrazia contemporanea può capitare di dover esprimere una posizione sul "global warming". Sappia che l'affermazione, spesso ripetuta, secondo la quale gli scienziati chiedono decisioni nette e risolute per fermare il riscaldamento globale, non è vera. Di fatto, c'è un numero sempre più largo di ingegneri e autorevoli scienziati che non credono alla necessità di azioni drastiche contro il riscaldamento globale. A settembre, il premio nobel per la Fisica Ivar Giaever, sostenitore del presidente Obama alle ultime elezioni, è uscito dall'American Physical Society (Aps) con una lettera pubblica che inizia così: "Non rinnovo (la mia iscrizione) perché non posso rassegnarmi a convivere con il vostro manifesto: 'Le prove sono incontrovertibili: il riscaldamento globale è in atto. Se non si prendono decisioni per mitigarne gli effetti, si assisterà con ogni probabilità a sconvolgimenti nei sistemi ecologico e fisico della Terra, nei sistemi sociali, nella sicurezza e nella salute degli uomini. Dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica a partire da ora'. Com'è che l'Aps è disponibile a discutere se la massa del protone cambi col passare del tempo o come si comporta un multi-universo ma ritiene le prove del riscaldamento globale incontrovertibili?". Nonostante una campagna più che decennale per far passare il messaggio che l'aumento dell'"inquinante" anidride carbonica distruggerà la nostra civiltà, un largo numero di scienziati, tra cui molti studiosi illustri, sono d'accordo con il professor Giaever. E il numero degli "eretici" scientifici sta aumentando ogni anno che passa. La ragione è presto detta: l'accumularsi di testardissimi fatti scientifici.

Forse il fatto più inopportuno è l'effettiva assenza di riscaldamento globale nell'ultima decina d'anni abbondante. Questo è noto anche all'establishment degli allarmisti, come si può vedere in una email del 2009 dello scienziato del clima Kevin Trenberth, all'origine del "Climategate": "Il fatto è che non riusciamo a spiegare l'attuale assenza di riscaldamento, è una farsa che non possiamo reggere". Ma il riscaldamento è assente soltanto se uno crede ai modelli computerizzati dove i cosiddetti feedback che considerano vapore acqueo e nubi esagerano ampiamente l'effetto minimo della CO2. La mancanza di riscaldamento per oltre un decennio, o meglio il riscaldamento inferiore rispetto alle previsioni sull'arco di quei 22 anni da quando la Commissione intergovernativa dell'Onu per il cambiamento climatico sta facendo le sue previsioni, suggeriscono che i modelli computerizzati hanno largamente esagerato l'effetto che la C02 può avere sul surriscaldamento. Di fronte a questi motivi di imbarazzo, i promotori dell'allarme hanno spostato il loro martellamento sugli estremi del clima, cercando di ascrivere alla CO2 qualunque fenomeno inusuale accada nel nostro caotico sistema climatico. Il fatto è che l'anidride carbonica non è inquinante. E' un gas incolore e inodore, esalato in alte concentrazioni da ognuno di noi e componente chiave del ciclo di vita della biosfera. Le piante ricevono talmente tanti benefici dalla presenza della CO2 che nei vivai, spesso, si aumentano le concentrazioni di anidride carbonica di tre o quattro volte, per farle crescere più in fretta. Non è certo una sorpresa, visto che piante e animali si sono sviluppati quando le concentrazioni di CO2 erano almeno dieci volte quelle odierne. Migliori varietà di piante, i fertilizzanti chimici e una sapiente gestione dell'agricoltura hanno permesso il grande incremento dei prodotti agricoli nell'ultimo secolo, ma parte di quell'incremento è certamente dovuto anche alla presenza di maggiore anidride carbonica nell'atmosfera.

Anche se il numero degli scienziati che criticano apertamente gli allarmisti sta crescendo, molti giovani scienziati dicono sottovoce che, per quanto abbiano seri dubbi sul messaggio del "global warming", temono di criticarlo in pubblico per paura di non essere promossi (o peggio ancora). Non hanno tutti i torti a preoccuparsi: nel 2003, il professor Chris de Freitas, direttore della rivista Climate Research, osò pubblicare un articolo che arrivava alla conclusione politicamente scorretta (ma fattualmente ineccepibile) che il recente aumento delle temperature non fosse inusuale, nel contesto dei cambiamenti climatici dell'ultimo millennio. L'establishment mondiale del "global warming" organizzò molto rapidamente una campagna per far rimuovere il professor De Freitas dalla direzione della sua rivista e per farlo licenziare dalla sua università. Fortunatamente, il professore è riuscito a mantenere il suo ruolo accademico.

Non è così che la scienza dovrebbe funzionare, ma sono dinamiche a cui abbiamo già assistito, per esempio, nel periodo terrificante in cui Trofim Lysenko dirottò lo studio della biologia nell'Unione Sovietica. I biologi sovietici che ammettevano di credere nei geni, che per Lysenko erano un'invenzione borghese, venivano prontamente licenziati. Molti di questi scienziati sono stati destinati ai gulag e alcuni di loro sono stati condannati a morte. Perché c'è così tanta animosità attorno al riscaldamento globale e perché la questione è stata esasperata al punto da portare l'Aps, dalla quale il professor Giaever è uscito pochi mesi fa, a respingere la richiesta apparentemente ragionevole di molti suoi membri, che volevano togliere la parola "incontrovertibile" dalla sua descrizione scientifica? Ci sono molte ragioni, ma un buon modo per cominciare ad affrontarle è la vecchia domanda "cui bono?". O, nella sua riedizione moderna: "Follow the money".

L'allarmismo climatico dà grandi benefici a molti, garantisce fondi governativi alla ricerca accademica e offre alla burocrazia statale un pretesto per espandersi ulteriormente. Gli allarmisti offrono anche una scusa per alzare le tasse – per dare sussidi alle aziende che capiscono come lavorarsi il sistema politico – e attirare donazioni sostanziose a fondazioni caritatevoli che promettono di salvare il pianeta. Lysenko e la sua équipe conducevano una vita agiata. Difendevano strenuamente i loro dogmi e i privilegi che gli avevano garantito. Parlando a nome di molti scienziati e ingegneri che hanno affrontato senza costrizioni, con attenzione e dedizione, alla scienza del clima, abbiamo un messaggio per tutti i candidati a cariche pubbliche: non c'è alcun argomento inoppugnabile che motivi la necessità di "decarbonizzare" l'economia mondiale. Anche se si accettassero le previsioni climatiche della Commissione Onu per il cambiamento climatico, le politiche aggressive di controllo delle emissioni non troverebbero alcuna giustificazione economica.

Un recente studio di William Nordhaus, economista di Yale, su una larga varietà di politiche, ha dimostrato che il miglior rapporto costi-benefici viene raggiunto dalle strategie che consentono altri 50 anni di sviluppo senza l'impedimento del controllo delle emissioni. Scelte del genere darebbero particolari benefici ai paesi meno sviluppati, che avrebbero la possibilità di partecipare degli stessi vantaggi (in termini di benessere, salute e aspettativa di vita) di cui le regioni più industrializzate godono ora. Molte altre risposte politiche sarebbero destinate a dare un ritorno negativo sugli investimenti. Ed è probabile che un aumento dell'anidride carbonica, con conseguente modesto aumento delle temperature, possano essere di beneficio per tutto il pianeta. Qualora i rappresentanti eletti sentano la necessità di "fare qualcosa" per il clima, raccomandiamo di dare sostegno agli scienziati eccellenti che ci stanno permettendo di capire di più del clima, con strumenti ben progettati a bordo dei satelliti, negli oceani o sulla terraferma, o con l'analisi dei dati raccolti. Più capiremo il clima, più potremo affrontare la natura e i suoi cambiamenti costanti, che hanno complicato la vita dell'uomo nel corso della storia. A ogni modo, buona parte del cospicuo finanziamento privato e statale agli studi climatici necessita quantomeno di una revisione critica.

Claude Allegre, former director of the Institute for the Study of the Earth, University of Paris; J. Scott Armstrong, cofounder of the Journal of Forecasting and the International Journal of Forecasting; Jan Breslow, head of the Laboratory of Biochemical Genetics and Metabolism, Rockefeller University; Roger Cohen, fellow, American Physical Society; Edward David, member, National Academy of Engineering and National Academy of Sciences; William Happer, professor of physics, Princeton; Michael Kelly, professor of technology, University of Cambridge, U.K.; William Kininmonth, former head of climate research at the Australian Bureau of Meteorology; Richard Lindzen, professor of atmospheric sciences, MIT; James McGrath, professor of chemistry, Virginia Technical University; Rodney Nichols, former president and CEO of the New York Academy of Sciences; Burt Rutan, aerospace engineer, designer of Voyager and SpaceShipOne; Harrison H. Schmitt, Apollo 17 astronaut and former U.S. senator; Nir Shaviv, professor of astrophysics, Hebrew University, Jerusalem; Henk Tennekes, former director, Royal Dutch Meteorological Service; Antonio Zichichi, president of the World Federation of Scientists, Geneva.

© Wall Street Journal
Per gentile concessione di Milano Finanza
(traduzione di Marco Pedersini)
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