Il Palababele di Cantù impianto della vergogna
17/07/2005 09:48
Palazzetto senza sport
- Il Giorno -
Da palazzo dello sport a Palababele: il palazzo delle chiacchiere, delle promesse non mantenute. Il palazzetto dello scandalo e della vergogna. Un'opera pubblica dimenticata. Un rebus senza soluzione. Quattro amministrazioni comunali si sono succedute a Cantù dalla posa della prima pietra nel 1989 e finora la gigantesca "piramide" di corso Europa è rimasta incompiuta. Gli ultimi tre sindaci - Armando Selva, Edgardo Arosio e Tiziana Sala - si sono assunti ufficialmente l'impegno davanti agli elettori di completare il nuovo palazzetto per la squadra di basket di serie A, ma nessuno è riuscito nell'impresa. Le divisioni politiche, i costi da capogiro, la mancanza di idee, una gestione tutta da inventare e dal prezzo salatissimo, la burocrazia, i bandi d'appalto andati deserti: una telenovela che si trascina da più di 15 anni e la cui parola fine appare lontana.
Il palasport è abbandonato. I lavori sono fermi dalla metà di giugno del 1996. Nove anni fa sono infatti stati eseguiti gli ultimi interventi per la messa in sicurezza del cantiere. Da allora il cancello è chiuso. Eccezion fatta per i ladri, che si sono portati via tutto quello che era possibile rubare: lavandini, water, piatti doccia, cavi elettrici, tubature dell'acqua e del riscaldamento. Un saccheggio che ha aggravato lo stato di salute del Palababele. Il palazzo dello sport è diventato una struttura mangiasoldi. Alle tasche dei canturini è già costato 20 miliardi di vecchie lire. In futuro costerà altri 16 milioni di euro se il Comune vorrà ultimarlo. Il parlamentare locale, Antonio Palmieri di Forza Italia assicura che da Roma dovrebbe arrivare un milione e 400 mila euro. La Regione aveva promesso altri 4 milioni, una somma avanzata dagli stanziamenti della legge per i Mondiali di calcio del 1990. Ma poi dal Pirellone hanno fatto marcia indietro. Senza progetti, senza tempi certi, senza garanzie: i quattrini disponibili sono stati destinati altrove. Il sindaco Tiziana Sala è in un vicolo cieco. Per far uscire il Palababele dalle sabbie mobili conta sul sostegno economico dei privati. La parola magica è project financing. Il primo cittadino e la giunta di centrodestra ritengono che il salvagente per quest'opera pubblica sia la vendita di alcune parti della struttura sportiva, le cosiddette aree "ancillari". Cioè spazi nei quali i privati realizzerebbero centri benessere, palestre per il fitness, ristoranti, bowling. Questa la proposta sul tavolo. Ma finora è tutto fermo. Il sindaco Sala parla malvolentieri del nuovo palasport. Glissa e prende tempo. Ad alzare la voce è invece Francesco Corrado, presidente della Pallacanestro Cantù. Il patron del basket taglia corto: «C'è un immobilismo ingiustificabile del Comune». Corrado non si dà pace. Ma assieme all'azienda Vertical Vision, sponsor della squadra di basket, sta pensando di costruire un nuovo palasport da 6mila posti per conto proprio. La gigantesca "piramide" d'acciaio, progettata dal noto architetto Vittorio Gregotti, doveva diventare la "casa" dei canestri sulla collina brianzola. La capienza prevista è di 7mila posti. Un nuovo palasport che doveva mandare in pensione il vecchio tempio del basket del "Pianella" di Cucciago. Ma il palasport di corso Europa per ora è soltanto l'abitazione principale di persone senza tetto e writers che hanno trovato tanto spazio per esprimere la loro creatività artistica. Se si osserva la struttura del palasport canturino la vergogna cede il passo allo scandalo. Qualche esempio. Basti dire che le uscite di sicurezza del Palababele si aprono sul vuoto, 6 metri di caduta libera, le scale sulle carte del progetto non risultano. Di più: in Comune non c'è un progetto per i posteggi, né per vie d'accesso. Nuovo palasport e viabilità sono separati alla nascita. L'ipotesi di demolirlo? Da scartare. L'abbattimento costerebbe 5 milioni di euro. Ma non solo. Il Comune dovrebbe anche restituire al Coni i 7 miliardi di vecchie lire che ha ricevuto per la costruzione del nuovo impianto. Se l'opera non fosse portata a termine, la Corte dei conti chiederebbe il rimborso della somma. Che fare? Il sindaco Sala promette: «Porteremo a termine il palasport». Spiega che l'amministrazione sta mettendo a punto un nuovo bando di gara internazionale per far ripartire i lavori. Dovrebbe essere pronto per l'autunno. Se tutto dovesse filare liscio il cantiere nella migliore delle ipotesi potrebbe riaprire a fine 2006. Ma poi ci vorrebbero tre anni per concludere i lavori. E saremmo nel 2009, vent'anni dopo la posa della prima pietra.
Paolo Marelli
