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Versione completa: Pannelli solari
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corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 28 2010, 12:26 ) *
Cazzate, ma grosse come case !!!



Il costo dello smaltimento delle scorie prodotte dal nucleare è una variabile difficilmente valutabile .......

Poi lo sfruttamento dell'energia solare è ancora praticamente agli albori. Non considero una cazzata il fatto che la produzione di energia solare possa costare meno di quella nucleare. E' senz'altro una cazzata pensare che con l'attuale tecnologia il solare possa sostituire le centrali elettriche esistenti ....

ROOSTERS99
CITAZIONE (corny @ Jul 28 2010, 14:32 ) *
Il costo dello smaltimento delle scorie prodotte dal nucleare è una variabile difficilmente valutabile .......

Poi lo sfruttamento dell'energia solare è ancora praticamente agli albori. Non considero una cazzata il fatto che la produzione di energia solare possa costare meno di quella nucleare. E' senz'altro una cazzata pensare che con l'attuale tecnologia il solare possa sostituire le centrali elettriche esistenti ....


In Svezia gestiscono l' energia nucleare e lo smaltimento scorie egregiamente.

Bisogna dire che non manca loro spazio deserto.....
corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 28 2010, 14:37 ) *
In Svezia gestiscono l' energia nucleare e lo smaltimento scorie egregiamente.

Bisogna dire che non manca loro spazio deserto.....



Scorie che hanno una vita radioattiva di migliaia di anni ..... è impensabile quantificare i costi dello smaltimento.


tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 28 2010, 14:37 ) *
In Svezia gestiscono l' energia nucleare e lo smaltimento scorie egregiamente.

Bisogna dire che non manca loro spazio deserto.....


Fondamentalmente di quello che fanno in Svezia dovrebbe interessarti poco.

La domanda è: quanto costerà un KWh di energia prodotta da una centrale nucleare progettata adesso e installata in Italia.

Costo, tutto compreso, anche il fatto che inizierà a produrre, se tutto va bene, fra 15 anni.
ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Jul 29 2010, 12:39 ) *
Fondamentalmente di quello che fanno in Svezia dovrebbe interessarti poco.

La domanda è: quanto costerà un KWh di energia prodotta da una centrale nucleare progettata adesso e installata in Italia.

Costo, tutto compreso, anche il fatto che inizierà a produrre, se tutto va bene, fra 15 anni.


Ma va là......

E comunque la gestione nucleare svedes va pres eccome a esempio !!

O tu speri che tra 10 anni, con 4 pannelli cataclismici abbiam risolto il problema energia italiano ??
ROOSTERS99
Comunque, oh...

è bastato "riattivare" un attimo 'sto 3d, ed eccoti subito 2 schede di rete e 2 porte del router seccate da un fulmine !!



.....maledetto Tat !!
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 29 2010, 13:04 ) *
Ma va là......

E comunque la gestione nucleare svedes va pres eccome a esempio !!

O tu speri che tra 10 anni, con 4 pannelli cataclismici abbiam risolto il problema energia italiano ??



L'ho già detto molte volte e l'ha scritto Corny pochi post fa.

pensare che il fotovoltaico risolva completamente il problema energetico sostituendo le attuali centrali è una cazzata.

Questo non vuol dire che il nucleare sia la soluzione, anzi.
Tu scarti l'ipotesi che il nucleare fosse una scelta buona 30 anni fa e che adessimo sia pessima.
Il fatto che abbiamo perso l'occasione quando era da prendere non è che ci costringa a mettere un paio di centrali adesso.

La quota di solare/eolico deve però aumentare.
ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Jul 29 2010, 13:28 ) *
L'ho già detto molte volte e l'ha scritto Corny pochi post fa.

pensare che il fotovoltaico risolva completamente il problema energetico sostituendo le attuali centrali è una cazzata.

Questo non vuol dire che il nucleare sia la soluzione, anzi.
Tu scarti l'ipotesi che il nucleare fosse una scelta buona 30 anni fa e che adessimo sia pessima.
Il fatto che abbiamo perso l'occasione quando era da prendere non è che ci costringa a mettere un paio di centrali adesso.

La quota di solare/eolico deve però aumentare.


EOLICO ???

laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif

Quindi, se oggi il nuccleare è pessima scelta, continuiamo abruciare petrolio/carbone fino a d esaurimento scorte ????
corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 29 2010, 13:33 ) *
EOLICO ???

laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif

Quindi, se oggi il nuccleare è pessima scelta, continuiamo abruciare petrolio/carbone fino a d esaurimento scorte ????



Non so quanto il nucleare in percentuale influirà sul fabbisogno energetico nazionale. Molto probabile invece che nel 2020 l'energia solare possa arrivare a coprirne il 25%, almeno questa è la stima per la Lombardia .... e questo è tutto consumo petrolio/carbone risparmiato.
E con un minimo di ricerca in più è facile che il solare possa incrementare queste percentuali.

Certo che se a Rubbia non viene permesso di fare il suo lavoro di ricerca e debba emigrare in Spagna per continuarlo .....

Purtroppo il tutto è come al solito governato da interessi economici, le grandi compagnie petrolifere che hanno tutto l'interesse per mantenere l'attuale situazione e
i soldi da spartire tra i politici per investimenti importanti come il nucleare richiede.



ROOSTERS99
Urge qui citare un recente articolo (con dati ASSAI eloquenti..) dell' ottimo Prof. Battaglia :


lunedì 22 marzo 2010

Il grande flop del fotovoltaico
di Franco Battaglia

Molto denaro pubblico e poca energia. Gli impianti sono costati ai cittadini tedeschi 10 miliardi di euro


Tutte le classi del liceo che frequenta mia figlia - e che sarebbe quello più rinomato di Modena, quanto a serietà di studi e professionalità del corpo docente - al momento del corso di educazione fisica prendono un apposito autobus e vengono portati in adatta palestra: quella della scuola pare sia inagibile. Non ho idea di cosa succeda nelle scuole meno rinomate. A Modena hanno grane non solo le scuole, ma anche il Comune: è di pochi giorni fa la lamentela pubblica del sindaco, che piangeva miseria perché, a suo dire, il governo centrale gli sarebbe debitore di 20 milioni di euro. Se fosse vero, e se avessi voce in capitolo, inviterei il governo a non dargli un centesimo, visto come li sperpera: Comune (ma anche Provincia di Modena, nonché Regione Emilia-Romagna) stanno allegramente bruciando denaro dei contribuenti per decine di milioni di euro per installare impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole. Magari le stesse che hanno le palestre inagibili. È proprio di questi giorni la notizia che la Provincia di Modena intende devolvere, per quegli impianti, proprio 20 milioni. Ho provato a far loro presente che anche un solo euro sarebbe denaro pubblico sperperato. Sono stati cortesi e mi hanno risposto: non gliene importa nulla, dicono. E poi, incalzano, se lo fanno in Germania, perché non dobbiamo imitarli?

Ora, a parte il fatto che la produzione elettrica tedesca è per il 55% da carbone e per il 30% da nucleare, per cui ce ne sarebbe di strada da fare prima di pretendere di imitare la Germania, proprio il fotovoltaico tedesco è la prova provata - se mai ci fosse stato bisogno di tale prova - del fallimento di questa tecnologia.
Pensate, la metà della potenza fotovoltaica mondiale è installata in Germania, ma dal fotovoltaico quel Paese ci ricava meno dello 0.5% dell'energia elettrica che consuma.
Molti miliardi per nulla è il titolo di un recente articolo ove il quotidiano Die Zeit, riportando la notizia di uno studio del Rhineland-Westphalia Institute for Economic Research di Essen, così scrive: «Le installazioni di nuovi moduli fotovoltaici nel solo anno 2009 sono costati ai consumatori oltre 10 miliardi di euro. E questo per immettere sulla rete elettrica all'incirca lo 0.3% della domanda nazionale, praticamente nulla».
Quello studio ha sottolineato come
1) l'indotto industriale legato al fotovoltaico svanisce non appena si esaurisce il meccanismo degli incentivi;
2) la tecnologia non mitiga, ma aggrava, il problema della sicurezza degli approvvigionamenti, visto che il back up di questi impianti intermittenti viene assicurato da centrali a gas, cosa che ha comportato un aumento delle importazioni di gas dalla Russia;
e, 3) coi 77 miliardi che si vorrebbero impegnare in questo settore, si potrebbero costruire impianti nucleari che assicurerebbero un output 35 volte maggiore.

Le cose che il prestigioso istituto di ricerca economica tedesca ha ora scoperto noi, in verità, le ripetiamo da dieci anni. E siccome, a quanto pare, repetita iuvant..., non possiamo che insistere.
La specialissima modalità con cui l'umanità si serve dell'energia rende assolutamente inutile quella erogata dal vento e dal sole.
Noi abbiamo bisogno di energia qui, ora, e con la potenza desiderata: per soddisfare questo nostro bisogno decidiamo noi dove, quando e quanto carbone o gas o uranio bruciare.
Invece, il sole brilla a proprio piacimento.
Tecnicamente, il concetto si esprime dicendo che l'umanità ha bisogno di potenza, mentre invece si insiste, sbagliando, a voler dare importanza alla parola «energia».
Né bisogna confondere potenza con possanza, e sbagliare dicendo: il sole forse non andrà bene per muovere un eurostar, ma magari va bene per i bisogni domestici.
No: il sole non va - né mai andrà - bene neanche per accendere una lampadina dell'albero di Natale. Il fatto è tecnico. Dovremmo smetterla di installare impianti fotovoltaici, anche se fossero gratis: sono inutili. Ma gratis non sono.

Qualche buontempone ama ripetere che il nucleare è economicamente non conveniente.
Facciamo i conti della serva (assumendo, per comodità di calcolo, che il kWh sia quotato 10 centesimi alla Borsa elettrica): un reattore nucleare Epr (del tipo di quelli che stanno costruendo in Francia o Finlandia) richiede un impegno economico di 5 miliardi di euro, ma alla fine della sua vita certificata avrà prodotto 1000 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 100 miliardi di euro.
Gli stessi 5 miliardi, impegnati in impianti fotovoltaici, produrranno, nell'arco di vita di questi impianti, 30 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 3 miliardi di euro, cioè con una perdita secca di 2 miliardi di euro.
Solo così si spiega come mai il kWh elettrico, che alla Borsa elettrica è quotato meno di 10 centesimi, è remunerato 48 centesimi a chi lo produce da impianti fotovoltaici.
A me sorge spontanea questa domanda: ma alla Corte dei Conti c'è qualcuno che li fa i conti?
corny
Scusa Roo ma non hai scritto che non c'è certezza sul fatto che il rendimento stimato dei pannelli solari dopo vent'anni sia reale?

Come puoi quotare Battaglia quando dice:

... Qualche buontempone ama ripetere che il nucleare è economicamente non conveniente.
Facciamo i conti della serva (assumendo, per comodità di calcolo, che il kWh sia quotato 10 centesimi alla Borsa elettrica): un reattore nucleare Epr (del tipo di quelli che stanno costruendo in Francia o Finlandia) richiede un impegno economico di 5 miliardi di euro, ma alla fine della sua vita certificata avrà prodotto 1000 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 100 miliardi di euro.....

Quante scorie radioattive produce un reattore nucleare Epr nel suo intero ciclo di vita? Quanto mi costa il loro smaltimento, tenendo presente che parliamo di vita radioattiva di migliaia di anni?
Chissà perchè questi dati non vengono mai quantificati dai sostenitori del nucleare.




ROOSTERS99
CITAZIONE (corny @ Jul 29 2010, 14:21 ) *
Scusa Roo ma non hai scritto che non c'è certezza sul fatto che il rendimento stimato dei pannelli solari dopo vent'anni sia reale?

Come puoi quotare Battaglia quando dice:

... Qualche buontempone ama ripetere che il nucleare è economicamente non conveniente.
Facciamo i conti della serva (assumendo, per comodità di calcolo, che il kWh sia quotato 10 centesimi alla Borsa elettrica): un reattore nucleare Epr (del tipo di quelli che stanno costruendo in Francia o Finlandia) richiede un impegno economico di 5 miliardi di euro, ma alla fine della sua vita certificata avrà prodotto 1000 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 100 miliardi di euro.....

Quante scorie radioattive produce un reattore nucleare Epr nel suo intero ciclo di vita? Quanto mi costa il loro smaltimento, tenendo presente che parliamo di vita radioattiva di migliaia di anni?
Chissà perchè questi dati non vengono mai quantificati dai sostenitori del nucleare.


La mancanza di certezze sulla vita dei panneli è un fatto reale.

Io non quoto Battaglia, leggo i dati che cita. E quelli di cui sopra dimostrano che ECONOMICAMENTE il solare è una ciofeca certa.

Tutta da valutare, in effetti, la questione dello smaltimento scorie e loro costi.
Urge una raccolta dati adeguata, ma, qui è proprio la Svezia che insegna che si può fare e bene !!

Ricoderei anche che dovremmo parlare dei costi di smaltimento ( e il loro impatto ambientale) dei pannelli di Tatanka quando
tra 8-10 anni rolleyes.gif rolleyes.gif dovrà buttarli via.....
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 29 2010, 14:33 ) *
La mancanza di certezze sulla vita dei panneli è un fatto reale.

Io non quoto Battaglia, leggo i dati che cita. E quelli di cui sopra dimostrano che ECONOMICAMENTE il solare è una ciofeca certa.

Tutta da valutare, in effetti, la questione dello smaltimento scorie e loro costi.
Urge una raccolta dati adeguata, ma, qui è proprio la Svezia che insegna che si può fare e bene !!

Ricoderei anche che dovremmo parlare dei costi di smaltimento ( e il loro impatto ambientale) dei pannelli di Tatanka quando
tra 8-10 anni rolleyes.gif rolleyes.gif dovrà buttarli via.....


Discorso duro quello dei costi.

Tu prendi per buoni i dati di Battaglia.
Studi diversi valutano come molto inferiore il rapporto costi fra nucleare e fotovoltaico.

Il prezzo del nucleare sale
Il prezzo del fotovoltaico scende.

Il costo di smaltimento di una centrale nucleare è, di fatto, sconosciuto. nessuno ha ancora fatto uno smaltimento completo di un reattore.

ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Jul 29 2010, 14:44 ) *
Discorso duro quello dei costi.

Tu prendi per buoni i dati di Battaglia.
Studi diversi valutano come molto inferiore il rapporto costi fra nucleare e fotovoltaico.

Il prezzo del nucleare sale
Il prezzo del fotovoltaico scende.

Il costo di smaltimento di una centrale nucleare è, di fatto, sconosciuto. nessuno ha ancora fatto uno smaltimento completo di un reattore.


Quando capirai che i tuoi pannelli son stati un buon investimento solo grazie ai denari pubblici sarà sempre tardi....

Poi, tra qualche anno whistle.png , ci racconterai del loro smaltimento....
ROOSTERS99
Tornando alle scorie.............


.............
Ma è una delle tante leggende metropolitane, perché l’allocazione sicura dei rifiuti radioattivi è invece un problema di ingegneria semplicissimo e facilmente risolvibile.
Innanzitutto, senza sapere né leggere né scrivere, basta guardare i fatti.
Avete mai visto qualche cittadino francese o giapponese additare il problema da cui la Francia o il Giappone - che pure hanno quasi 60 reattori nucleari ciascuno - dovrebbero essere assillati, nel caso fosse, quello delle cosiddette scorie, come un problema veramente irrisolto?
Per capirne meglio la portata, dovete poi sapere che per produrre 1 gigawatt-anno elettronucleare è necessaria 1 t (tonnellata) di uranio fissile.
I consumi elettrici italiani si attestano, oggi, a 40 GW, quindi se tutto il fabbisogno elettrico italiano fosse soddisfatto dal nucleare, gli elementi di combustibile (che contengono il 99% della radioattività) conterrebbero 40 t di scorie radioattive, di volume nominale di circa 4 metri cubi.
I volumi reali sarebbero molto maggiori, anche perché l'uranio fissile (U-235) è solo il 5% dell'uranio nell'elemento di combustibile, essendo il 95% U-238, che non è fissile.
Esso, però, sia chiaro, non è rifiuto prodotto dalla centrale, ma è presente in natura, e dalla natura è stato prelevato per essere poi utilizzato.
E non è neanche rifiuto in sé, perché, pur non essendo fissile, l'U-238 è però fertile, cioè è ottimo combustibile per i reattori cosiddetti «veloci», come lo sono alcuni reattori della ventura IV generazione.
A ogni modo: sarebbero questi volumi di rifiuti radioattivi - 5 o 5000 mc/anno che siano - un problema?

C'è un'altra cosa che dovete sapere: ogni anno l'Italia produce 50 milioni di mc di rifiuti solidi urbani e 5 milioni di mc di rifiuti tossici altamente pericolosi (cioè pericolosi come le scorie radioattive).
Come si vede, i volumi di rifiuti radioattivi in più - anche nell'ipotesi che tutto il fabbisogno elettrico italiano fosse soddisfatto dal nucleare - non sposterebbero la realtà attuale più di tanto.

Un'altra scemenza che viene detta e a pappagallo ripetuta è che le scorie radioattive sarebbero pericolose per migliaia di anni.
Chi la dice non capisce che è, questo, un pregio e non un difetto dei rifiuti radioattivi: la pericolosità dei rifiuti radioattivi diminuisce nel tempo, fino ad esaurirsi del tutto;
al contrario di ciò che accade per i (mille volte più voluminosi) rifiuti tossici altamente pericolosi che già produciamo, la cui pericolosità è, invece, per sempre.

L'allocazione sicura dei rifiuti radioattivi, lungi dall'essere un problema irrisolto, è invece, dicevo, un problema di ingegneria semplicissimo e facilmente risolvibile.
Ma esso diventa un problema risolto a una sola condizione: che si individui il sito per un deposito, anche solo di superficie, di questi rifiuti, e si metta in cantiere la sua rapida realizzazione.
Energia elettronucleare o no, il Paese produce rifiuti radioattivi, e allocarli in un appropriato deposito come fa tutto il resto del mondo non è un'opzione, ma un dovere, verso noi stessi e verso le generazioni future.

Il successo di quanto detto dipende solo dal successo con cui si veicola il seguente messaggio: un deposito di rifiuti radioattivi non è, come irresponsabilmente strillano gli ambientalisti, una discarica radioattiva, ma è un centro di radioprotezione a tecnologia avanzata, e gli abitanti vicini a esso - oltre a godere dei benefici per la presenza di tal centro e per gli inevitabili compensi da chi vi alloca i propri rifiuti radioattivi - potranno vantarsi di essere, senza alcun dubbio, i cittadini meglio radioprotetti del Paese.



mercoledì 23 dicembre 2009,
di Franco Battaglia

Virgus
Tempo addietro discutevo con un Esperto del settore che mi assicurava che i pannelli sono 100% riciclabili .
Non ho verificato di persona , ma non credo avesse motivi per dirmi una balla .
ROOSTERS99
CITAZIONE (Virgus @ Jul 29 2010, 14:56 ) *
Tempo addietro discutevo con un Esperto del settore che mi assicurava che i pannelli sono 100% riciclabili .
Non ho verificato di persona , ma non credo avesse motivi per dirmi una balla .


Sì, già me li vedo i pannelli fatti in Cina.............

Cazzo, riescono a fare anche i giocattoli tossici !!!
Carcarlo


Corriere della Sera > Scienze > Energia e Ambiente > Il solare costa meno del nucleare Un articolo del New York Times su uno studio americano
Il solare costa meno del nucleare
Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più
Un articolo del New York Times su uno studio americano

Il solare costa meno del nucleare

Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più


I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)
NEW YORK - Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», spiega Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs - The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA - Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti.

COSTI NUCLEARE IN CRESCITA - I costi dell'energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni. Mentre, al contrario, i nuovi problemi e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari pianificate negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell'Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell'Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati negli ultimi anni e le stime sono costantemente in crescita.

Redazione online
27 luglio 2010(ultima modifica: 28 luglio 2010)
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 29 2010, 14:46 ) *
Quando capirai che i tuoi pannelli son stati un buon investimento solo grazie ai denari pubblici sarà sempre tardi....


Questo lo so già. La questione è se i denari pubblici sono stati ben spesi.

CITAZIONE
Poi, tra qualche anno whistle.png , ci racconterai del loro smaltimento....


Penso semplicemente di portarli in via dell'ecologia.

corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 29 2010, 14:53 ) *
Tornando alle scorie.............


.............
Ma è una delle tante leggende metropolitane, perché l’allocazione sicura dei rifiuti radioattivi è invece un problema di ingegneria semplicissimo e facilmente risolvibile.
Innanzitutto, senza sapere né leggere né scrivere, basta guardare i fatti.
Avete mai visto qualche cittadino francese o giapponese additare il problema da cui la Francia o il Giappone - che pure hanno quasi 60 reattori nucleari ciascuno - dovrebbero essere assillati, nel caso fosse, quello delle cosiddette scorie, come un problema veramente irrisolto?
Per capirne meglio la portata, dovete poi sapere che per produrre 1 gigawatt-anno elettronucleare è necessaria 1 t (tonnellata) di uranio fissile.
I consumi elettrici italiani si attestano, oggi, a 40 GW, quindi se tutto il fabbisogno elettrico italiano fosse soddisfatto dal nucleare, gli elementi di combustibile (che contengono il 99% della radioattività) conterrebbero 40 t di scorie radioattive, di volume nominale di circa 4 metri cubi.
I volumi reali sarebbero molto maggiori, anche perché l'uranio fissile (U-235) è solo il 5% dell'uranio nell'elemento di combustibile, essendo il 95% U-238, che non è fissile.
Esso, però, sia chiaro, non è rifiuto prodotto dalla centrale, ma è presente in natura, e dalla natura è stato prelevato per essere poi utilizzato.
E non è neanche rifiuto in sé, perché, pur non essendo fissile, l'U-238 è però fertile, cioè è ottimo combustibile per i reattori cosiddetti «veloci», come lo sono alcuni reattori della ventura IV generazione.
A ogni modo: sarebbero questi volumi di rifiuti radioattivi - 5 o 5000 mc/anno che siano - un problema?

C'è un'altra cosa che dovete sapere: ogni anno l'Italia produce 50 milioni di mc di rifiuti solidi urbani e 5 milioni di mc di rifiuti tossici altamente pericolosi (cioè pericolosi come le scorie radioattive).
Come si vede, i volumi di rifiuti radioattivi in più - anche nell'ipotesi che tutto il fabbisogno elettrico italiano fosse soddisfatto dal nucleare - non sposterebbero la realtà attuale più di tanto.

Un'altra scemenza che viene detta e a pappagallo ripetuta è che le scorie radioattive sarebbero pericolose per migliaia di anni.
Chi la dice non capisce che è, questo, un pregio e non un difetto dei rifiuti radioattivi: la pericolosità dei rifiuti radioattivi diminuisce nel tempo, fino ad esaurirsi del tutto;
al contrario di ciò che accade per i (mille volte più voluminosi) rifiuti tossici altamente pericolosi che già produciamo, la cui pericolosità è, invece, per sempre.

L'allocazione sicura dei rifiuti radioattivi, lungi dall'essere un problema irrisolto, è invece, dicevo, un problema di ingegneria semplicissimo e facilmente risolvibile.
Ma esso diventa un problema risolto a una sola condizione: che si individui il sito per un deposito, anche solo di superficie, di questi rifiuti, e si metta in cantiere la sua rapida realizzazione.
Energia elettronucleare o no, il Paese produce rifiuti radioattivi, e allocarli in un appropriato deposito come fa tutto il resto del mondo non è un'opzione, ma un dovere, verso noi stessi e verso le generazioni future.

Il successo di quanto detto dipende solo dal successo con cui si veicola il seguente messaggio: un deposito di rifiuti radioattivi non è, come irresponsabilmente strillano gli ambientalisti, una discarica radioattiva, ma è un centro di radioprotezione a tecnologia avanzata, e gli abitanti vicini a esso - oltre a godere dei benefici per la presenza di tal centro e per gli inevitabili compensi da chi vi alloca i propri rifiuti radioattivi - potranno vantarsi di essere, senza alcun dubbio, i cittadini meglio radioprotetti del Paese.



mercoledì 23 dicembre 2009,
di Franco Battaglia




Ma sto Battaglia chi è ..... sembra che sia tutto così tremendamente facile e risolvibile.

Comunque se si sente così protetto ci vada lui a vivere vicino ai centri di radioprotezione a tecnologia avanzata.


Riporto sotto il pensiero di un Nobel per la fisica .....

Nel corso di una recente trasmissione televisiva, il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia ha spiegato la sua visione sul delicato tema dell’energia nucleare. A chi propone la tecnologia delle centrali nucleari come unica risposta al problema di approvvigionamento energetico per l’Italia, Rubbia ha risposto con queste parole.

«Dobbiamo tener conto che il nucleare è un’attività che si può fare soltanto in termini di tempo molto lunghi. Noi sappiamo che per costruire una centrale nucleare sono necessari da cinque o sei anni, in Italia anche dieci. Il banchiere che mette 4 – 5 miliardi di Euro per crearla riesce, se tutto va bene, a ripagare il proprio investimento in circa 40 – 50 anni.

«C’è un secondo problema: un errore che spesso la gente compie. Si pensa che il nucleare possa ridurre il costo dell’energia. Questo non è vero: un recente studio ha dimostrato, per esempio, che i costi per il nucleare in Svizzera continueranno ad aumentare.
I costi per il nucleare variano notevolmente da paese a paese: in Germania ha un prezzo di circa due volte e mezzo in più rispetto a quello francese. Ciò è dovuto al fatto che il nucleare in Francia è stato finanziato per anni dallo Stato, quindi dai cittadini. Ancora oggi, le 30.000 persone che lavorano per il nucleare francese sono pagate grazie agli investimenti massivi dello Stato. L’aumento del numero di centrali atomiche nel mondo in questi ultimi anni ha causato, inoltre, un considerevole aumento del costo dell’Uranio, che difficilmente tornerà a scendere. Il nucleare è dunque molto costoso, anche nel lungo periodo.
«Io penso che se davvero noi volessimo adottare il nucleare in Italia lo potremmo fare, ma dovremmo organizzare procedure di contorno per supportare questa iniziativa. La quantità di energia richiesta dall’Italia è paragonabile a quella francese. Se dunque volessimo produrre il 30% dell’energia elettrica con il nucleare, come succede anche in Spagna, Germania e Inghilterra, ci servirebbero 15 – 20 centrali nucleari. In pratica una per regione.
Ciascuna di queste centrali produrrà una certa quantità di scorie, un problema estremamente serio. In America la questione è di stretta attualità. Sia Obama che Clinton hanno affermato chiaramente che Yukka Mountain – il più grande deposito di scorie in USA – andrebbe eliminato per trovare un sito più adatto per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. La soluzione di isolarli e sotterrarli non è infatti efficace come si vorrebbe.

«Mi chiedo dunque: se non si riesce a risolvere il problema della costruzione di un inceneritore per riuscire a bruciare l’immondizia, come riusciremo a sistemare queste grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire?
Carcarlo
Tra le tante utilities che si trovano in rete questa e' la migliore per il calcolo del ritorno economico del fotovoltaico , la persona che ha sviluppato il software è un punto di riferimento del settore e del forum delle energie rinnovabili
calcolo convenienza fv

serve registrarsi ma è fantastico
ponchiaz : a me vengono circa 9 anni per il payback time , un tir del 10% , il tutto con un wacc a 2,5 % magari ho scazzato

Il forum di riferimento per le energie rinnovabili
Trovate le esperienze di chi ha effettivamente il fv anche da un po' di tempo , la gente sembra mediamente soddisfatta del proprio impianto
tatanka : 19000 euro ( circa eh ) sono il guadagno totale dei 20 anni sommato incentivo alla produzione e risparmio sull'energia ...dai che con i nostri impianti
possiamo pagare noi il pivot wink.gif
roo : guarda che l'economia funziona anche( e in alcuni casi solo) per gli incentivi .... però ... caxxo per una volta che sono spesi con un minimo di visione di futuro .... vorrei sentire una tua critica anche sugli incentivi all'eliminazione dell'uva da tavola o il contributo regionale (normato per legge in Veneto ) per organizzare le "fiere degli uccelli" , oppure ai già segnalati motori fuoribordo "ecologici" e al famigerato cip6 "assimilato "

azz... ma arriverà ottobre ? biggrin.gif

ROOSTERS99
CITAZIONE (Carcarlo @ Jul 29 2010, 17:08 ) *
Tra le tante utilities che si trovano in rete questa e' la migliore per il calcolo del ritorno economico del fotovoltaico , la persona che ha sviluppato il software è un punto di riferimento del settore e del forum delle energie rinnovabili
calcolo convenienza fv

serve registrarsi ma è fantastico
ponchiaz : a me vengono circa 9 anni per il payback time , un tir del 10% , il tutto con un wacc a 2,5 % magari ho scazzato

Il forum di riferimento per le energie rinnovabili
Trovate le esperienze di chi ha effettivamente il fv anche da un po' di tempo , la gente sembra mediamente soddisfatta del proprio impianto
tatanka : 19000 euro ( circa eh ) sono il guadagno totale dei 20 anni sommato incentivo alla produzione e risparmio sull'energia ...dai che con i nostri impianti
possiamo pagare noi il pivot wink.gif
roo : guarda che l'economia funziona anche( e in alcuni casi solo) per gli incentivi .... però ... caxxo per una volta che sono spesi con un minimo di visione di futuro .... vorrei sentire una tua critica anche sugli incentivi all'eliminazione dell'uva da tavola o il contributo regionale (normato per legge in Veneto ) per organizzare le "fiere degli uccelli" , oppure ai già segnalati motori fuoribordo "ecologici" e al famigerato cip6 "assimilato "

azz... ma arriverà ottobre ? biggrin.gif


Quoto in pieno l' ultima parte del tuo post !

Per il resto....benone così, teniamoci ben informati, sentendo tutte le campane: non voglio più essere fottuto come 25 anni fa da 4 ambientalisti di 'sta cippa !! wink.gif
ROOSTERS99
CITAZIONE (corny @ Jul 29 2010, 15:43 ) *
Ma sto Battaglia chi è ..... sembra che sia tutto così tremendamente facile e risolvibile.

Comunque se si sente così protetto ci vada lui a vivere vicino ai centri di radioprotezione a tecnologia avanzata.


Prof Franco Battaglia



Con tutta la stima per il Fisico Rubbia, il prof. Battaglia è persona più che qualificata !!
ROOSTERS99

Un' iniziativa Interessante .
ROOSTERS99
Oh, io ve lo avevo detto...

"quello" è andato a ravanare di brutto sui suoi "fortunatissimi" pannelli....

...... ed eccoci con un Ferragosto tra i peggiori di sempre.

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rolleyes.gif
ROOSTERS99
Speranze su articolo del Sole24 :


Il futuro dell'energia pulita secondo il Mit (celle bio-solari, onde termiche e...)
di Giuseppe CaravitaCronologia articolo16 settembre 2010


È molto probabile che per Michael Strano, docente di ingegneria chimica al Mit di Boston, quest'anno porti qualche premio per le sue ricerche. Lui e il suo gruppo, infatti, hanno annunciato in rapida sequenza (dal 5 settembre in poi) tre scoperte giudicate da altri ricercatori "entusiasmanti": celle bio-solari che si rigenerano, antenne fotovoltaiche che concentrano la luce solare cento volte sulle tecnologie tradizionali. E infine inattese onde termiche capaci di trasportare grandi quantità di energia elettrica.


Il team di Strano ha inanellato queste scoperte grazie a un denominatore comune: il nanotubo in carbonio. Una struttura sintetica di atomi, di pochi miliardesimi di metro (nanometri) di diametro, creata (e ormai industrializzata) da più di vent'anni. E di cui sono via via emerse straordinarie proprietà elettriche e fotoniche. Che oggi il team del Mit sta ulteriormente approfondendo, in vista di possibili, e rivoluzionarie, applicazioni.

Prendiamo la prima scoperta, il bio-fotovoltaico (ad alta efficienza) che si auto rigenera. Qui il gruppo di Boston ha provato ad "ancorare" a un nanotubo in carbonio (connotato da altissima conducibilità elettrica) delle molecole sintetiche, dei fosfolipidi (a forma di nano-dischi) combinate con delle proteine (di origine batterica) che reagiscono alla luce e emettono elettroni (centri reattivi). In pratica un sistema fotosintetico artificiale, che produce energia elettrica con efficienza del 40% (doppia delle celle in silicio) ma si degrada rapidamente, sotto i potenti e distruttivi raggi solari, con autonomia di poche ore.

Ma la scoperta è venuta quando i ricercatori hanno provato a sciogliere in un solvente separando lipidi, nanotubi e proteine (danneggiate) e poi rimuovere, filtrando, il solvente stesso. Come per magia proteine, fosfolipidi e nanotubi si sono spontaneamente riassemblati nella configurazione fotosintetica iniziale, e perfettamente auto-riparati. Il processo è stato ripetuto più volte (con l'aggiunta di piccole dosi di nuove proteine) e l'efficienza fotovoltaica si è sempre ricostituita. «In pratica - rileva Strano - abbiamo imitato un trucco che la natura pratica da milioni di anni: la reversibilità spontanea delle strutture di fotosintesi». Come le cellule vegetali che usano l'ossigeno (come solvente) per autorigenerarsi di continuo sotto lo stress dell'energia solare.

Celle fotovoltaiche organiche che si auto-ripareranno (contro quelle attuali che accusano pesantemente il problema)? La strada è ancora lunga, ammette Strano. Per ora i suoi complessi fotochimici instradano nei nanotubi ancora quantità di energia limitate. E l'efficienza di conversione di fotoni in elettroni può salire dal 40% a ben oltre. Ma la strada è aperta, su questa frontiera inattesa.

Così come per gli "imbuti" solari. Filamenti contenenti circa 30 milioni di nanotubi divisi in due tipi, caratterizzati da differenti proprietà elettriche (bandgaps). Qui la radiazione solare genera un eccitamento degli elettroni (eccitoni) che tendono a migrare nel nucleo interno dell'imbuto dove vi sono i nanotubi a minore bandgap (banda proibita) concentrandosi a intensità (in rapporto alla superficie) di oltre cento volte sulle normali celle fotovoltaiche. E qui il team di Strano prevede di realizzare una rete di "nano-imbuti" direttamente integrati a celle fotovoltaica, quindi capaci di incanalare flussi di fotoni concentrati sul semiconduttore che li converte in elettricità.

E magari spedirli in una batteria anch'essa a nanotubi che, terza scoperta, bruciando in modo controllato provocano un'onda di calore in grado di "sospingere" elettroni a un ritmo di corrente, in rapporto al peso dei nanotubi stessi, di circa cento volte rispetto a una batteria agli ioni di litio.

Risultato finale delle tre scoperte: bio-celle solari autorigeneranti ad alta efficienza, alimentate da antenne a concentrazione. E associate a batterie a nanotubi di nuova generazione. Forse. Di sicuro però, oggi, c'è l'inattesa produttività scientifica del team del Mit. Segno che Strano sta esplorando, via nanotubi, una frontiera potente.
ROOSTERS99
Ma quanto inquina l’energia pulita
di Franco Battaglia


«I pannelli fotovoltaici sono il simbolo dell’energia pulita alimentata da una sempre più crescente consapevolezza verde»: è così che recita il comunicato-stampa che, allo stesso tempo, informa di una inchiesta del Sunday Times da dove emerge che la produzione dei pannelli solari in Cina è tutto fuorché un’impresa ecologicamente virtuosa. Insomma, allo stato attuale, almeno la metà della produzione fotovoltaica mondiale sarebbe un grave danno all'ambiente.
Nei confronti di questa tecnologia non siamo stati mai teneri, ma quel che va detto va detto: se la politica industriale cinese non ha alcun rispetto dell'ambiente, è essa da stigmatizzare, non il prodotto in sé.
E anche i pannelli fotovoltaici - come tutte le altre cose, se si vuole - possono prodursi e smaltirsi senza inquinare. L’operazione di smaltimento sarà 10 volte più complessa e onerosa che lo smaltimento dei rifiuti radioattivi (detto diversamente: chiunque si preoccupa del problema dello smaltimento delle scorie nucleari, dovrebbe essere 10 volte più preoccupato dal problema dello smaltimento dei moduli fotovoltaici), ma pazienza.

Il problema del fotovoltaico - il vero problema del fotovoltaico - è un altro, ma per qualche misteriosa ragione nessuno sembra aver voglia di segnalarlo.
Ed è questo: il fotovoltaico è la frode del nuovo millennio. Stupendamente congegnata, sta ingannando cittadini e governanti di tutto il mondo, massimamente quelli europei e, tra questi, massimamente, nell’ordine, i tedeschi, gli spagnoli e gli italiani. La frode consiste in questo: innanzitutto, gli oggetti (i pannelli fotovoltaici, dico) costano un occhio della testa, per cui chi riesce a venderli diventa ricco, e fin qui nulla di male; senonché, questi preziosissimi oggetti sono inutili (fatemelo scandire: i-nu-ti-li), ma chi li vende è stato così bravo da convincere a comprarli si è meritevoli della patente del virtuoso ambientalista.
La patente è naturalmente farlocca, per la semplice ragione che gli oggetti sono, come detto, inutili. E che siano inutili lo prova il fatto che i loro pannelli fotovoltaici i cinesi non se li tengono in casa, ma li sbolognano ai gonzi del mondo: per produrre l’energia elettrica i cinesi si servono del carbone, ed è da 5 anni che, per i loro bisogni, si installano un grosso impianto a carbone ogni settimana (ogni settimana!). Se volete una prova più tecnica della inutilità del fotovoltaico, è facile fornirla, ma per altra misteriosa ragione non sembra ben compresa dai più. Noi abbiamo bisogno di disporre di energia elettrica nel momento stesso in cui la richiediamo, non quando brilla il sole.
Ciò significa che non possiamo permetterci di far affidamento al fotovoltaico neanche per un solo watt dei 40 miliardi di watt che l’Italia, in media, assorbe. Neanche per uno solo. Insomma, usare la tecnologia fotovoltaica è il modo più stupido per produrre elettricità.
Ora, alla patente del virtuoso ambientalista, ancorché farlocca, i politici, massimamente quelli europei, non hanno il fegato di rinunciare, tanto più che la pagano, quella patente, con denaro non proprio. Si sono infatti inventati il Conto-energia, che è la legge-frode che obbliga a remunerare al produttore di elettricità da fotovoltaico mezzo euro per ogni chilowattora prodotto (mentre il chilowattora è quotato meno di 8 centesimi alla Borsa elettrica).
Chi sono i beneficati? Innanzitutto, i produttori di pannelli, che sono per lo più cinesi, come visto (ma ci sono anche tedeschi e americani).
Poi le banche: gli impianti costano un occhio della testa (a parità di energia annua prodotta, 20 volte di più di un impianto nucleare) e nessuno se li può permettere, se non tramite mutui, che le banche sono ben felici di stipulare (vendere denaro è il loro lavoro), visto che incassano le rate del mutuo direttamente trattenendole dai proventi del conto-energia.
Chi sono i frodati? Tutti noi, sulla cui bolletta elettrica pesa quel fraudolento Conto.
L’entità del danno? Nel caso dell’Italia, sono 20 miliardi per i prossimi 20 anni sottratti agli utenti elettrici, a fronte di una produzione pari a meno dell’1% del fabbisogno nazionale. Peccato che con la stessa cifra si potrebbero installare 6 reattori nucleari che produrrebbero oltre il 20% del nostro fabbisogno elettrico.
ROOSTERS99
In Germania cresce il prezzo dell'elettricità, grazie alla frode delle rinnovabili

16 ottobre 2010 (MoviSol)
– I cittadini tedeschi pagano le loro bollette elettriche un 10% in più a causa della deriva ecologista. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung scompone la bolletta media in questo modo: il 35% è dovuto al costo di produzione; il 24% alla gestione della rete di distribuzione; il resto alle tasse. Tra queste, dopo l'IVA (al 19%) primeggia quella sancita da una legge sulle energie rinnovabili (la "EEG", in tedesco Ernëerbare Energien Gesetz), il cui peso è andato crescendo per sostenere lo sviluppo e l'estensione delle relative applicazioni: mulini a vento, pannelli fotovoltaici, ecc.

Il FAZ riporta che le bollette mensili sono cresciute del 5,6% nel 2009 e ora, nel 2010, stanno crescendo dell'8,6%. Questo vuol dire che con quella tassa lo Stato sta ora raccogliendo 8,2 miliardi di euro, contro i 5,3 miliardi del 2009.

Un nucleo famigliare medio paga ogni mese 6 euro per questa "rivoluzione" energetica, aspettandosi di pagarne di più in futuro. Per far posto ai numerosi impianti eolici e solari, infatti, è necessario espandere la rete di distribuzione. A questo scopo, con le privatizzazioni, le "società della rete" sono state poste sotto il controllo dall'Agenzia Federale della Rete. Quest'ente, ora, accusa le società incaricate di essere state pagate con un eccesso complessivo di 1,5 miliardi di euro, il che è un effetto delle privatizzazioni. D'altra parte, le associazioni di categoria interessate all'energia cominciano a lamentare che nell'ultimo anno vi sono stati pochi investimenti nella rete e che, poiché gli investimenti sono stati dirottati sulle "rinnovabili", la rete di distribuzione non è larga a sufficienza.
Dicono che per la sola Germania sarebbero richiesti altri 3500 km di "reti intelligenti", al fine di usufruire degli impianti eolici e dei parchi votati alla produzione fotovoltaica: indovinate a chi viene chiesto di pagare?
La legge EEG, inoltre, vincola la Germania ad assegnare la priorità alle centrali eoliche e solari per gli allacciamenti alla rete elettrica nazionale. Chi, dunque, dovrà pagare?

Il FAZ, tuttavia, garantisce che la Germania è pronta a pagare il prezzo per una simile rivoluzione energetica, che la gente deve pagare. A questo si aggiunga che i costi delle energie rinnovabili non faranno altro che crescere.

Paradossalmente, su un altro fronte, sono all'opera i machinenstürmer ecologisti, nuova forma di luddisti, impegnati a bloccare lo sviluppo in Germania delle reti di distribuzione, sviluppo necessario se si vuole sfruttare gli impianti eolici e solari.

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