Interventi interessanti.
E l'autorevole Sun cosa scrive ?
ROOSTERS99
Jul 7 2009, 15:40
martedì 07 luglio 2009
QUELLI CHE TIFANO PER IL TERREMOTOdi Mario Giordano
Tra un po’, vedrete, arriveranno a gridare «forza terremoto». Arriveranno a compiacersi nel vedere le tendopoli riempirsi di nuova paura. Arriveranno a sperare in una vera scossa, tanto per far contento D’Alema, sebben che sia fuor di metafora. Che ci volete fare? Si sono messi in testa che questo G8 deve fallire. Si sono messi in testa che l’Italia deve far brutta figura. Proprio non va giù alla sinistra repubblicona che, nonostante il loro impegno, al vertice internazionale possa filar tutto via liscio come la testa di Minzolini. Così si aggrappano ai sismografi, ultima speranza di disgrazia prossima ventura. E finiscono per tradire l’attesa del crollo. Se non di Berlusconi, almeno dell’Abruzzo.
Da due mesi non si fa altro che indicare la data dell’8 luglio come quella dello showdown. Si attende che scatti la Grande Trappola. Tutti parlano della Grande Trappola. Tanti si danno da fare per preparare la Grande Trappola. Prima ci hanno provato con Noemi, ma non sono arrivati da nessuna parte. Poi ci hanno provato con i voli di Stato, ed è finita con l’archiviazione. Quindi hanno tirato fuori un po’ di foto con Topolanek al vento, ma non hanno convinto nessuno. E anche la D’Addario ha mostrato di essere quella che è: teste non proprio attendibile e comunque assai ricattabile (da chi? Come?). Risultato: da due mesi stiamo parlando del nulla. Ne parliamo molto, si capisce. Ma resta quel che è: il nulla.
Infatti, nonostante i grandi sforzi messi in campo da Repubblica e dai suoi fratelli, siamo arrivati al G8 senza nessuna scossa, dalemianamente parlando. Il paventato avviso di garanzia formato juke box (insert coin) non è saltato fuori, almeno fino al momento in cui scriviamo (non si sa mai). E i Grandi della Terra, che qualcuno aveva ipotizzato potessero disertare il vertice, si presenteranno tutti con puntualità brianzola (o cinese), con tanto di first lady al seguito. Altro che febbre diplomatica scatenata dal virus Villa Certosa...
Ma a voi non pare una situazione surreale? Prima Repubblica getta fango sul premier italiano, poi dice che i Grandi della Terra sarebbero in imbarazzo perché il premier italiano è infangato... Mah. Dev’essere lo stesso criterio per cui il quotidiano fondato da Scalfari ieri, dopo l’ennesimo attacco della stampa estera a Berlusconi, titolava: «Berlusconi attacca la stampa estera». Che è un po’ come dire che il punching ball ha tirato un uppercut a un pugile... Che ci volete fare? C’è una parte di Paese che sta sperando in tutti i modi che il suo Paese faccia una figuraccia internazionale. Non stanno più nella pelle, non si tengono, come sedicenni al loro primo incontro amoroso, perdono la testa nell’attesa un po’ masochista di perdere la faccia.
È proprio così: se leggete i giornali e se ascoltate certi discorsi alla D’Alema, vi accorgerete che gira per l’Italia questa attesa spasmodica della catastrofe, questo desiderio dell’incidente, una spirale di incomprensibile masochismo autodistruttivo. I quotidiani stranieri, specialmente quelli manovrati da Murdoch, ci sguazzano. E annunciano costantemente l’uscita di nuove foto o nuove bombe o nuovi scoop. Sarà. Aspettiamo di vedere quel che finora non abbiamo ancora visto. Con un dubbio: se gli scoop ci sono da quando in qua la stampa li annuncia, anziché farli? E perché organizzare uno stillicidio di notizie, un crescendo rossiniano di spazzatura, che culmina proprio nel G8? I grandi maestri del giornalismo anglosassone sono ancora interessati alle notizie (che si pubblicano quando ci sono) o preferiscono partecipare ai complotti (con foto o presunte foto a orologeria)?
«Gli scandali, anche se non ci sono, si fabbricano», mi ha detto uno che la sa lunga. Può essere. Tutto può ancora succedere. Ma potrebbe anche succedere, come è successo finora, che il grande sforzo non produca nulla. Potrebbe anche succedere che la Grande Trappola faccia cilecca un’altra volta, come su Noemi, come sui voli di Stato. E allora che resterà ai sognatori di sventura? L’assalto dei no global, che stanno caricando le loro polveri un po’ bagnate per creare una nuova Genova. E, se falliranno anche loro? Eccola lì, l’ultima drammatica spiaggia: il terremoto. Avanti popolo, alla scossa: forza sisma. Ma come sono caduti in basso: una volta sognavano la felicità per tutti, ora si limitano a sognare l’infelicità degli altri. Addio Marx, non restano loro che Zappadu e il quarto grado della scala Richter.
Mangusta
Jul 7 2009, 20:56
E poi l'ipotesi: «Spagna nel club dei Grandi al posto di Roma».
Ecco dove ci sta portando la nostra politichetta...destra - sinistra - centro che sia una manica di stolti, senza idee senza cuore senza orgoglio senza volontà di fare per il bene comuine ma solo per se stessi...bottegai !!!
ROOSTERS99
Jul 8 2009, 12:40
TRA ECCELLENZE E POLEMICHE
La vera immagine di un Paese
Nelle battaglie italiane anche la politica estera finisce spesso, malauguratamente, nell’arena dove il governo e l’opposizione, per la maggiore gioia dei loro tifosi, preferiscono lanciarsi accuse reciproche piuttosto che accordarsi su linee comuni. Non vorrei che accadesse anche in occasione del G8 dell’Aquila dove i giudici di gara e i segnalinee non sono italiani e potrebbero avere interesse, soprattutto in questo momento, a fischiare i nostri falli. Questa è l’occasione in cui gli italiani hanno interesse a ricordare che nei grandi incontri internazionali il governo, al di là di polemiche e vicende personali, piaccia o no, rappresenta l’intero Paese. Se ne esce a testa alta è una vittoria per tutti, se ne esce male siamo tutti sconfitti.
Non credo d’altro canto che l’Italia, in questo momento, debba vergognarsi della sua politica internazionale. Abbiamo alcune debolezze che sono il risultato di vecchi errori e di obiettive condizioni di bilancio. Spendiamo poco per le forze armate. Non siamo riusciti a mantenere gli impegni assunti verso i Paesi in via di sviluppo. Siamo più bravi a declamare i protocolli di Kyoto che a rispettarne gli obblighi. Ma abbiamo sempre avuto, anche quando l’espressione non esisteva, un certo soft power che giova al nostro ruolo internazionale. Nelle zone di crisi dell’ultimo decennio, dalla Jugoslavia all’Afghanistan, siamo stati presenti con uomini e donne che hanno fatto scrupolosamente il loro dovere e creato sentimenti di simpatia per il loro Paese.
In Libano, durante la guerra del 2006, il governo è riuscito a creare una forza internazionale che ha giovato, se giudichiamo dal risultato delle ultime elezioni, alla stabilità della regione. E’ facile ironizzare sull’Italia che gioca contemporaneamente su molti tavoli e riesce a essere amica di tutti. Ma chiunque abbia occasione di andare in giro per il Mediterraneo e il Medio Oriente si accorge che abbiamo un credito e una simpatia che possono servire sia all’Unione mediterranea di Nicolas Sarkozy, sia alla nuova politica di Barack Obama verso l’Islam. Gli accordi con la Libia, anche se momentaneamente appannati dallo stile operettistico di Gheddafi, sono utili per tutti, non soltanto per noi.
Chi scrive ha molti dubbi sulla utilità della personalizzazione delle relazioni internazionali, ma deve riconoscere che i rapporti di Berlusconi con Putin e con Erdogan, negli anni in cui George W. Bush era poco amato in Russia e in Turchia, sono serviti a tenere aperti i canali di comunicazione e a raffreddare alcuni momenti di tensione. Vi è poi un’altra carta che l’Italia può giocare sul tavolo della politica internazionale. Abbiamo un alto debito pubblico e facciamo fatica ad adottare le riforme di cui abbiamo bisogno. Ma nei momenti più gravi della crisi del credito abbiamo dimostrato di avere una società parsimoniosa e flessibile, un decoroso sistema bancario e un buon senso finanziario di cui altri Paesi sono stati privi.
Dopo una fase, nella prima metà del decennio, in cui il governo sembrava voltare le spalle all’Europa, siamo stati più europeisti di alcuni nostri partner. Al vertice dell’Aquila l’Italia e la Germania portano idee che meritano di essere ascoltate e discusse. Non sono sicuro che il G8 sia l’organizzazione più adatta ad affrontare i problemi dei prossimi anni. Ma se mi guardo attorno e confronto la politica italiana con quella di altri Paesi, non credo che siano soltanto sette quelli che hanno il diritto di farne parte.
Sergio Romano
08 luglio 2009
Virgus
Jul 13 2009, 07:57
Non ho comprato il Guardian questo WE , e nemmeno il Telegraph , com'è andato il G 7,5 ?
Ponchiaz
Jul 13 2009, 10:58
In una intervista rilasciata al mensile di approfondimento Lando, Napolitano ne ha detto bene.
ROOSTERS99
Jul 13 2009, 12:20
lunedì 13 luglio 2009, 07:00
CARI INGLESI, ORMAI VI ABBIAMO BATTUTI IN TUTTO
di Maria Giovanna Maglie
Adesso che il G8 è proprio finito, che i presidenti e i primi ministri con tutte le signore al seguito sono tornati a casa, adesso che i cori di elogi mondiali durante e al termine dell’incontro sono arrivati al punto da compensare abbondantemente su una virtuale bilancia del giusto e dell’ingiusto le calunnie e i boicottaggi, badate bene sputati addosso a noi, non solo al presidente del Consiglio eletto dal popolo, perché la forza dei fatti e del successo li hanno sgonfiati; adesso che il Financial Times bontà sua ammette che uno statista è uno statista anche se è italiano e miliardario e gli piacciono le donne, adesso che non solo l’organizzazione è sembrata ottima, ma anche i contenuti, la capacità di gestire i problemi e le persone; adesso che le soluzioni italiane per affrontare la crisi economica e riformare il sistema finanziario vengono portate ad esempio europeo; adesso che la scelta del luogo simbolico dove la calamità naturale ha colpito uomini e donne è riuscita perfino a farli sembrare umani e fragili questi politici che vivono tra un bunker e l’altro; adesso che D’Alema e Franceschini hanno sia pur in ritardo convenuto di tacere, Veltroni ha fatto pallidamente Uolter a rimorchio di George nespresso Clooney, ed è rimasto a sgambettare solo quel Tonino Di Pietro la cui vocazione eversiva è stata chiarita anche per i più duri di comprendonio; adesso forse è anche il momento che le operazioni di confronto le faccia l’Italia, che ci diciamo «chi so’ io e chi si tu», non per calcolo meschino, solo per ristabilire le giuste proporzioni e un po’ di verità.
Una decina di anni fa, tredici per l’esattezza, una famosa copertina del settimanale americano Newsweek recitava «London rules», è Londra, è l’Inghilterra che detta le regole del mondo, quelle economiche, politiche, sociali, la qualità della vita, il friccico dell’arte, il vecchio rispettoso di tradizione vetusta, il nuovo che non ha un solo timore di misurarsi e di esporsi. Forse non era solo un’esagerazione giornalistica, anche se decretava con una certa stolta leggerezza la decadenza di New York, che è una moda ciclica e sempre smentita. Era grande Londra nel 1996, forte di un leader laburista giovane, riformista e brillante, pronto a ereditare il meglio di quindici anni di rivoluzione thatcheriana. Tony Blair si godeva le fatiche e il coraggio della lady di ferro, fatto di esaltazione del libero mercato, sgravi fiscali, risposte a muso duro allo strapotere dei sindacati. Non aveva ancora fatto gli sbagli che lo hanno logorato. Ne cito uno solo che a me pare tremendo: la micidiale sottovalutazione del pericolo di cedimento all’islam, reso possibile da un concetto liberal di integrazione. Ma allora, una decina di anni fa, l’Inghilterra ci guardava come sempre ha fatto come pezzenti, gli europei tutti, rifiutava sdegnosamente il giogo dell’euro, si teneva la sua tronfia sterlina.
Oggi London does'nt rule anymore, non domina più, e se di spocchia sui giornali e nelle tv, ah la mitica Bbc, ne è rimasta tanta, altrettanto non si può dire della realtà. Oggi, e non è una provocazione, l’Inghilterra che chiedesse di usare la moneta comune europea, si sentirebbe rispondere che non obbedisce agli standard minimi richiesti. Oggi, questa è una pro ovazione, sarebbe più facile, se proprio qualcuno dovesse nel G8 o 14 che sarà lasciare il posto alla Spagna, è più facile immaginare che tocchi all’Inghilterra e non all’Italia di guadagnare l’uscita.Naturalmente solo al Guardian poteva venire in mente una simile sciocchezza, data addirittura per probabile alla vigilia del vertice dell’Aquila, la usiamo su un quotidiano italiano solo per paradosso.
In Inghilterra lo scandalo dell’abuso di rimborsi pubblici da parte dei parlamentari britannici ha incrinato la credibilità del «modello Westminster» tanto vantato all’estero. Rimborsi spese utilizzati per scopi personali completamente estranei alla funzione pubblica svolta, spese false per ottenere più soldi dallo Stato, affitti o mutui per seconde case, due Lord laburisti accusati di aver chiesto denaro in cambio del sì ad alcuni emendamenti a una legge in discussione. Non sono bastate le pubbliche scuse di Gordon Brown, né la promessa di punizioni severe una volta che le colpe saranno accertate, né sono bastate la sospensione dalla carica di un deputato laburista sotto accusa e perfino le dimissioni del ministro della Giustizia coinvolto. L’opinione pubblica ha reagito duramente, e il voto lo ha confermato, alla corruzione e alla grave recessione che ha colpito la Gran Bretagna nell’ultimo anno. La crisi non investe solo il partito laburista che essendo al governo porta le più grosse responsabilità, colpisce l’intera classe politica inglese.
Dal marzo 2008 al marzo 2009 la disoccupazione in Italia è aumentata di duecentomila persone, in Inghilterra di seicentoquarantasettemila, per tacere della Spagna, un milione e novecentomila. I consumi delle famiglie italiane calano quest’anno dell’uno e sette, per riprendersi già nel 2010; in Inghilterra tre e quattro quest’anno, due e dieci il prossimo. I numeri sono sempre noiosi, ma qualcuno valeva la pena citarlo.
Non solo Londra non domina più, ma bene farebbero i suoi coraggiosi e spietati giornali ad abbassare le penne, smettere i panni anti italiani, misurarsi con la dura realtà.
Franz#12
Jul 13 2009, 17:36
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jul 13 2009, 11:58 )

In una intervista rilasciata al mensile di approfondimento Lando, Napolitano ne ha detto bene.
Lando è ritornato alla luce?
Ponchiaz
Jul 14 2009, 02:16
Certo, dopo un'era di arbitrario oscuramento.
Franz#12
Jul 14 2009, 08:29
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jul 14 2009, 03:16 )

Certo, dopo un'era di arbitrario oscuramento.
Ci deve essere stato un provvido intervento, operato da qualche sacramento...
PARIGI - Operai francesi in rivolta. I lavoratori della New Fabris di Chatellerault, nell'ovest della Francia, una fabbrica italiana di componenti automobilistici in fallimento, sono pronti ad un gesto estremo: se i gruppi Psa Peugeot Citroen e Renault - ex clienti dell'azienda - non verseranno 30mila euro di indennità ad ogni dipendente licenziato, faranno esplodere l'impianto. L'ultimatum scade il 31 luglio.
I 366 operai affermano di aver già posizionato delle bombole di gas collegate tra di loro in varie parti della fabbrica e di essere pronti a far saltare tutto se non si arriverà ad un accordo entro la fine del mese.
L'azienda, proprietà della veneta Zen, di Florindo Garro, da giugno è in liquidazione. Un centinaio di operai, in gran parte cinquantenni, resteranno senza lavoro e difficilmente ne troveranno un altro. Il valore dell'indennità richiesta è la stessa cifra che Renault e Psa avrebbero già versato a circa 200 dipendenti licenziati del gruppo Rencast, anche questo specializzato in componentistica auto.
"Non lasceremo che Psa e Renault aspettino agosto o settembre per recuperare i pezzi in stock e i macchinari. Se non avremo nulla noi, non avranno nulla nemmeno loro", ha detto Guy Eyermann, responsabile sindacale. Le richieste sono state respinte dalla Psa e dalla Renault, proprietari di componenti e macchinari che si trovano all'interno della fabbrica per un valore complessivo di quasi 4 milioni di euro. "Non sta a noi sostituirci agli azionisti", è stata la risposta della direzione di Psa Peugeot-Citroen. I rappresentanti degli operai della New Fabris, che hanno già incontrato i responsabili del gruppo Psa la settimana scorsa, saranno ricevuti giovedì dalla Renault. I lavoratori a rischio licenziamento hanno ottenuto inoltre un incontro con il ministro dell'Industria e dell'Economia Christian Estrosi il prossimo 20 luglio.
La scorsa primavera, sotto le minacce di licenziamento, centinaia di operai avevano sequestrato i dirigenti di alcune fabbriche come la Caterpillar di Grenoble (al sud), la 3M di Pithiviers (nel centro) e l'impianto Sony nelle Landes (sulla costa atlantica).
(13 luglio 2009)
Ponchiaz
Jul 14 2009, 13:48
Mi sembra un atteggiamento sindacale pacato ed efficace.
Leasir
Jul 14 2009, 14:07
Un paio di articoli sull'homepage di VareseNews mi fanno pensare che il sole estivo picchi duro soprattutto sui crani dei leghisti.
Virgus
Jul 14 2009, 14:25
Aspetto con ansia il commento degli autorevoli giornali inglesi .
Il G 7,5 com'è andato?
tricky
Jul 14 2009, 14:30
CITAZIONE (Virgus @ Jul 14 2009, 15:25 )

Aspetto con ansia il commento degli autorevoli giornali inglesi .
Il G 7,5 com'è andato?
Se dico: "A puttane" si apre un'inchiesta?
CITAZIONE (tricky @ Jul 14 2009, 15:30 )

Se dico: "A puttane" si apre un'inchiesta?

Escort è meglio. E' più naif
Virgus
Jul 14 2009, 15:28
CITAZIONE (tricky @ Jul 14 2009, 15:30 )

Se dico: "A puttane" si apre un'inchiesta?

CITAZIONE (corny @ Jul 14 2009, 15:46 )

Escort è meglio. E' più naif

ok la presenza di Carlà , però io non generalizzerei...
Virgus
Jul 14 2009, 15:59
CITAZIONE (Leasir @ Jul 14 2009, 15:07 )

Un paio di articoli sull'homepage di VareseNews mi fanno pensare che il sole estivo picchi duro soprattutto sui crani dei leghisti.
Qui trovate il link dell'articolo che ha causato la reazione del Comune di Varese :
michele serraIo non sono di Varese , nonostante questo mi sento di dire una cosa all'autore dell'articolo :
MA VAI A CAGARE !
Leasir
Jul 14 2009, 17:22
CITAZIONE (Virgus @ Jul 14 2009, 16:59 )

Io non sono di Varese , nonostante questo mi sento di dire una cosa all'autore dell'articolo :
MA VAI A CAGARE !
il che è una reazione perfettamente plausibile, commisurata ed adeguata.
se tu invece lo avessi denunciato saresti scaduto nel totale ridicolo.
ROOSTERS99
Jul 15 2009, 07:03
Stralcio dell' artciolo del "bravissimo" Michele Serra, pubblicato sull' "ottimo" L' Espresso :
....
Valorizzazione di Varese È la città più vicina a Malpensa, ma inspiegabilmente il suo enorme potenziale turistico è sottovalutato. Soprannominata 'la Firenze del Nord' dall'assessore leghista Walter Garlusio, detto 'il Casciabàl', Varese dispone di centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo e altalena, una sala biliardi e un coiffeur per cani.
"Non avere valorizzato questo immenso giacimento culturale", sostiene la Lega, "è stato un grave errore. Chiederemo all'Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell'umanità". I funzionari dell'Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere, al massimo, lo status di gruzzolo dell'umanità......
L' articolo, in genere mi pare molto più offensivo che non satirico, in particolare nel passaggio sopra citato.
Mi aguro che un giudice decida poi per una condanna con ammenda di un milioncino che il sindaco devolverà protamente alla Pallacenestro Varese.....
Personalmete mi associo al commento di Virgus : Serra........... ma vai a cagare !
tricky
Jul 15 2009, 07:23
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Jul 15 2009, 08:03 )

Stralcio dell' artciolo del "bravissimo" Michele Serra, pubblicato sull' "ottimo" L' Espresso :
....
Valorizzazione di Varese È la città più vicina a Malpensa, ma inspiegabilmente il suo enorme potenziale turistico è sottovalutato. Soprannominata 'la Firenze del Nord' dall'assessore leghista Walter Garlusio, detto 'il Casciabàl', Varese dispone di centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo e altalena, una sala biliardi e un coiffeur per cani.
"Non avere valorizzato questo immenso giacimento culturale", sostiene la Lega, "è stato un grave errore. Chiederemo all'Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell'umanità". I funzionari dell'Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere, al massimo, lo status di gruzzolo dell'umanità......
L' articolo, in genere mi pare molto più offensivo che non satirico, in particolare nel passaggio sopra citato.
Mi aguro che un giudice decida poi per una condanna con ammenda di un milioncino che il sindaco devolverà protamente alla Pallacenestro Varese.....
Personalmete mi associo al commento di Virgus : Serra........... ma vai a cagare !
Concordo sul milione di euro da devolvere alla Pallacanestro Varese.
Virgus
Jul 15 2009, 07:34
CITAZIONE (Leasir @ Jul 14 2009, 18:22 )

il che è una reazione perfettamente plausibile, commisurata ed adeguata.
se tu invece lo avessi denunciato saresti scaduto nel totale ridicolo.

Ma , sai , se io avessi speso qualche milioncino di euro per promuovere la
Varese land of tourism , probabilmente non mi sarei limitato a mandarlo a cagare .
Anche a costo di farTi ridere .
tatanka
Jul 15 2009, 08:25
CITAZIONE (Leasir @ Jul 14 2009, 18:22 )

il che è una reazione perfettamente plausibile, commisurata ed adeguata.
se tu invece lo avessi denunciato saresti scaduto nel totale ridicolo.

Per me Michele l'ha fatta fuori dal vaso.
Contrariamente a Roosters trovo l'articolo molto satirico e poco offensivo.
La parte sulla città di Varese però no. E non perchè è la mia città e la posso sputtanare solo io, ma perchè gli è venuta proprio male.
tatanka
Jul 15 2009, 08:28
CITAZIONE (Virgus @ Jul 15 2009, 08:34 )

Ma , sai , se io avessi speso qualche milioncino di euro per promuovere la Varese land of tourism , .....
Hanno potenziato la funicolare?
Adesso parte direttamente dal ciulodromo?
Non lo sapevo.
ROOSTERS99
Jul 15 2009, 12:43
CITAZIONE (tatanka @ Jul 15 2009, 09:25 )

Per me Michele l'ha fatta fuori dal vaso.
Contrariamente a Roosters trovo l'articolo molto satirico e poco offensivo.
La parte sulla città di Varese però no. E non perchè è la mia città e la posso sputtanare solo io, ma perchè gli è venuta proprio male.
Un articolo che contenga quella parte (su Varese) è DI FATTO, un articlo offensivo, qualunque altra "cosa" esso contenga.
Ponchiaz
Jul 15 2009, 16:01
Nessuno vuole ricordare il Michele Serra di Cuore? Quello per capire che faceva ridere.
Offensivo è questo suo penoso clone.
Comunque, se riusciamo a scucirgli qualche soldo godrò.
alberto
Jul 15 2009, 16:11
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jul 15 2009, 17:01 )

Nessuno vuole ricordare il Michele Serra di Cuore? Quello per capire che faceva ridere.
Offensivo è questo suo penoso clone.
Comunque, se riusciamo a scucirgli qualche soldo godrò.
pensa che ce n'era anche uno, ancora precedente a quello di cuore, che istigava la sinistra a farsi baluardo delle tradizioni locali...
tricky
Jul 22 2009, 13:52
presidente del Consiglio dice: "Per fortuna quando mi guardo allo specchio mi rassicuro, perché vedo la faccia di una persona perbene. Se non fosse così, a sentire quel che dicono dall'altra parte, dovrei avere paura di stare con me stesso". "E' per questo - aggiunge - che
se c'è un imprenditore-santo in questo Paese beh, quello sono io".
15 novembre 2005
Berlusconi e le registrazioni
«Lo avete capito, non sono un santo»
Il premier e il caso D'Addario: «In giro ci sono un sacco di belle figliole. Non sono un santo, lo avete capito tutti»
22 agosto 2009
Ponchiaz
Jul 23 2009, 04:25
Certo che se non ci fosse lui, voi giornalisti dovreste veramente cominciare a trovarvi un lavoro....
tricky
Jul 23 2009, 07:22
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jul 23 2009, 05:25 )

Certo che se non ci fosse lui, voi giornalisti dovreste veramente cominciare a trovarvi un lavoro....
Dici? Ti sono così simpatico?
uno spettro si aggira per l'Italia: la SCHEDA DI TRASPORTO!
Come direbbe don Abbondio: CARNEADE, CHI ERA COSTUI?
Insomma, dallo scorso lunedì 5 luglio c'è una nuova legge in vigore, in Italia, che riguarda la SCHEDA DI TRASPORTO, ma il bello è che non ne sa niente (quasi!) nessuno!
Il primo problema è il completo scollamento tra chi promulga le leggi e chi deve "obbedirle".
Chi "fa" le leggi non ha idea di come si operi nella realtà e così chi deve "subire" le imposizioni dall'alto si trova a non sapere proprio come fare per eseguire gli ordini.
Così lo Stato può "multare" (le multe vanno da 800 a 1.800 euro per ogni SCHEDA DI TRASPORTO sbagliata o incompleta!) e risanare le sue finanze.
E, come se non bastasse, se una SCHEDA non è ritenuta valida, il camion può anche subire un fermo di 15 giorni.
In un momento di crisi, ci si aspetterebbe un "aiuto" dal mondo della politica, invece l'unico ufficio che funzioni è il classico: U.C.C.S (Ufficio Complicazioni Cose Semplici).
Dicevano i latini: IMPOSSIBILIA NEMO TENETUR. Almeno, non obbligateci a fare cose impossibili ...!
Dovremmo proporre uno scambio: noi occupiamo le poltrone della politica e mandiamo i politici a lavorare (nel senso di provare loro a gestire le nostre aziende, dovendo sottostare a tutti quei balzelli, cavilli, peduncoli legali che si inventano ogni giorno).
La legge adesso c'è, ma è piena di incertezze interpretative.
Si stanno facendo incontri, meetings, interrogazioni ... (quindi enormi perdite di tempo) solo per capire cosa mai avranno voluto dire i signori della politica.
Il problema basilare è semplicissimo: i nostri ministeri (a questa legge ci hanno lavorato in tre, il Ministero dei Trasporti, quello dell'Interno e quello delle Finanze) non hanno ancora capito che il TRASPORTO non è solo quello che si fa con i camion.
Il TRASPORTO avviene in quattro modalità: su STRADA (ecco i camion), su ROTAIA (ed ecco dunque la ferrovia), per vie d'ACQUA (per tutto quello che si muove con le navi) e per via d'ARIA (ed ecco gli aeroplani).
E - altra differenziazione - il trasporto NON è solo quello che riguarda merci che si muovono "interno" Italia, ma anche quello che riguarda il settore dell'ESPORTAZIONE e quello dell'IMPORTAZIONE.
Poi c'è un'alteriore differenziazione: ci sono i carichi "completi" ed i carichi a collettame. Un container che si muove da Milano a Genova è un carico "completo"? E se si tratta di un container "groupage", cioè caricato con molteplici partite di merce di diversi clienti, come di fa ad identificare il PROPRIETARIO della merce (che, ovviamente, non è uno solo ... pur trattandosi di un solo container).
E poi chi è il caricatore?
La legge dice: "l'impresa che cura la sistemazione del carico".
Dunque vediamo: se io mando un camioncino a ritirare una piccola partita di merce, la ditta produttrice "appoggia" i cartoni sul bordo del camion e poi è l'autista che se li sistema "dentro" al camion. Quindi ... qual è l'impresa che cura la sistemazione del carico?
E se la merce è destinata all'esportazione, venduta a condizioni "franco fabbrica", chi è il PROPRIETARIO della merce durante il trasporto dall'indirizzo della ditta produttrice al mio magazzino di consolidamento?
Mi sembra di poter dire che l'unica capacità che hanno i nostri politici, quando si tratta di trasporto SU RUOTE, è quello di saperci infilare i classici bastoni!
Ponchiaz
Jul 24 2009, 02:27
Corny, non so cosa dirti: chiedi a sto cazzo di Franco Fabbrica come fa lui e piantala di rompere le palle alla gente che lavora come noi.
Grazie.
Virgus
Jul 24 2009, 07:47
Franco Fabbrica non lo conosco , io sono amico di Franco Destino ( almeno quando compro ... ).
Dragonheart
Jul 24 2009, 08:05
Se debbo essere sincero, letta la normativa mi pare che il carissimo Corny possa starsene tranquillo.
Ci sono talmente tante eccezioni alla regola che la scheda di trasporto finiranno per chiederla solo a me quando giro con Matteo in macchina e a tatanka quando si porta appresso i temporali.
CITAZIONE (Dragonheart @ Jul 24 2009, 09:05 )

Se debbo essere sincero, letta la normativa mi pare che il carissimo Corny possa starsene tranquillo.
Ci sono talmente tante eccezioni alla regola che la scheda di trasporto finiranno per chiederla solo a me quando giro con Matteo in macchina e a tatanka quando si porta appresso i temporali.
Appunto, non se ne sentiva proprio la necessità.
Bisognerebbe spiegarlo anche ai miei clienti che stanno scassando i maroni per modificare i DDT con i dati previsti dalla scheda trasporto.
Dragonheart
Jul 24 2009, 08:13
CITAZIONE (corny @ Jul 24 2009, 09:11 )

Bisognerebbe spiegarlo anche ai miei clienti che stanno scassando i maroni per modificare i DDT con i dati previsti dalla scheda trasporto.
Però la norma dice che il DDT è già equivalente: forse il problema è dei tuoi clienti...
CITAZIONE (Dragonheart @ Jul 24 2009, 09:13 )

Però la norma dice che il DDT è già equivalente: forse il problema è dei tuoi clienti...
Qui il punto è controverso, sembra che il DDT debba essere integrato con i dati richiesti dalla scheda trasporto, qualora non fossero espressamente indicati.
Io la penso come te.
Però da dei paladini della semplificazione aziendale una cazzata del genere non me la sarei mai aspettata......
tatanka
Jul 24 2009, 09:22
CITAZIONE (corny @ Jul 24 2009, 09:23 )

Però da dei paladini della semplificazione aziendale una cazzata del genere non me la sarei mai aspettata......
Corny rlascia stare; "Sempre e comunque"
Dragonheart
Jul 24 2009, 10:41
CITAZIONE (tatanka @ Jul 24 2009, 10:22 )

Corny rlascia stare; "Sempre e comunque"

Io di dirritto non capiscio un kaiser e di itagliano ancora menno, perà "equipollente" ha un sinificato sollo.
"Sembre e gomungue".
CITAZIONE (Dragonheart @ Jul 24 2009, 11:41 )

Io di dirritto non capiscio un kaiser e di itagliano ancora menno, perà "equipollente" ha un sinificato sollo.
"Sembre e gomungue".
Se vuoi ti riempio di fax che Confindustria ha inviato ai loro associati ......
Comunque ti ho già detto che la penso come te, equipollente ha un solo significato.
Virgus
Jul 24 2009, 14:04
CITAZIONE (corny @ Jul 24 2009, 15:01 )

Se vuoi ti riempio di fax che Confindustria ha inviato ai loro associati ......
alberto
Jul 24 2009, 14:38
CITAZIONE (Virgus @ Jul 24 2009, 15:04 )

ma come? a te niente fax?? povero tato...
Ponchiaz
Aug 5 2009, 08:50
la gara dei 100 e lode
Maturità, ecco i ragazzi più bravi
Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia
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Il ministro Gelmini: «Università gratis ai primi mille»
L'elenco completo: i ragazzi da 100 e lode
Quattro storie da lode
MILANO — L’Italia dei cento e lode, l’eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente ridimensionata dall’ultimo esame di maturità. Quest’anno i quadri affissi all’esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529 studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto all’ormai consueto premio ministeriale. L’anno scorso le lodi erano state 4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po’ più alto. Quest’anno il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9% del totale.
In ogni caso su questi dati esercita un certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell’anno scorso al 3,1 di quest’anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99.
La nuova valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007 dall’allora ministro di centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento gli studenti devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell’ultimo triennio, ottenere il massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi tutto si gioca all’esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari, che da quest’anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si riservano 5 punti di bonus.
Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su 143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha preso soltanto 100, l’impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni viene confermato dai numeri.
Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è appena sotto l’asticella, con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con il 3,2.
La regione delle lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta anche più impressionante se si considera che nel tacco d’Italia i diplomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315.I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che anche in Campania si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429 esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati 219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598 candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369 su 39.770.
«Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia — afferma la direttrice dell’ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci — e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per l’attribuzione dei voti di maturità».
Antonio Castaldo
05 agosto 2009
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www.corriere.it
Studenti lombardi.....VERGOGNA!!!
alberto
Aug 5 2009, 09:05
basta con il valore legale dei titoli!!
ROOSTERS99
Aug 5 2009, 09:50
Basta regalare voti e lodi !!
CITAZIONE (alberto @ Aug 5 2009, 10:05 )

basta con il valore legale dei titoli!!
Infatti la Gelmini lo dovrebbe sapere molto bene .......
ROOSTERS99
Aug 6 2009, 08:27
giovedì 06 agosto 2009, 07:00
Favoritismi Maturità, al Sud i voti più alti. Ma è possibile?
di Marcello D'Orta
No, c’è qualcosa che non mi convince in questa «bella notizia», c’è qualcosa che non quadra. La bella notizia (la bella notizia per quanti vivono a sud della Capitale) è (sarebbe) questa: la maggior parte dei 100 e lode assegnati all’ultima maturità, è andata alle regioni del Mezzogiorno: Campania, Calabria, Basilicata, e soprattutto Puglia, che ha distanziato di molto le regioni del Nord, «doppiando» addirittura la Lombardia.
Questi i dati: degli oltre 3.500 cento e lode, distribuiti a studenti meritevoli, la parte del leone l’hanno fatta le scuole del Sud. La Puglia detiene il record di promossi a pieni voti: 523, contro i 210 della Lombardia. E c’è di più: mentre nel tacco d’Italia i diplomati erano 31.000, nella regione padana erano oltre 51.000. In Piemonte, a fronte di circa 24.000 candidati, i promossi a pieni voti sono stati 190, mentre in Sicilia 369 su 39.000.
Uno direbbe: che bravi questi studenti meridionali, e che fannulloni questi studenti settentrionali. Ma non è (non può essere) così. C’è appunto qualcosa che non quadra. E vediamo cosa.
Il rapporto Ocse-Pisa del 2006 dice che, mentre gli studenti veneti e lombardi sono al di sopra della media internazionale, e quelli friulani addirittura secondi al mondo in scienze dopo quelli finlandesi, e terzi in matematica dopo i (soliti) finlandesi e i canadesi, i quindicenni siciliani sono i peggiori del pianeta, dietro i serbi, i turchi e gli uruguaiani. Peggiori anche di quelli dell’Azerbaigian.
Tutte queste sconfortanti notizie, si possono apprendere - tra l’altro - nel libro «5 in condotta», scritto dal nostro direttore, platealmente contestato dagli asini in una libreria di Milano, e costretto a rinunciare alla presentazione del volume.
In tale rapporto e in tale libro si scopre anche che la percentuale dei liceali del Sud che hanno un livello di preparazione elevato è solo del 3 per cento, contro il 13,4 del Nordest.
La somma - come diceva Totò - fa il totale. E invece no. La somma degli asini non fa tanti asini, ma tanti sapienti. E infatti ieri come oggi «la maggiore concentrazione di 100 e lode all’esame di maturità si registra proprio in Calabria e Puglia. E le più alte percentuali di punteggi massimi si verificano nelle scuole di Crotone (ben 34 «100 e lode»), Reggio Calabria (28) e Cosenza (21)» (cito ancora Giordano).
Allora com’è che stanno le cose? Scartando l’ipotesi che tutti i professori siano stati minacciati di lupara se non promuovevano a pieni voti gli studenti, restano due ipotesi. Che gli studenti del Sud siano davvero più intelligenti e preparati di quelli del Nord (ma questo dobbiamo escluderlo, tenendo appunto presenti i dati Ocse) o che gli insegnanti dell’ex Regno delle Due Sicilie siano di maniche (molto) più larghe degli omologhi del Nord.
Ho già espresso questo concetto mesi fa, suscitando le ire di molti professori famosi come Vecchioni, Rossi Doria, Starnone. L’epiteto «traditore della patria» non è stato pronunciato, ma siamo andati vicini («traditore della pa...»).
Si dica del sottoscritto ciò che si vuole. Io la penso così. E penso pure che a non fare un serio esame di coscienza e premiare oltre misura gli studenti (al Nord come al Sud) sia fare un ulteriore passo verso il baratro. Il baratro della cultura.
Qualche genio si è accorto che al sud la vita costa meno .
Gli stessi geni però si scandalizzano quando sentono parlare di gabbie salariali .
Io li metterei in gabbia.
ROOSTERS99
Aug 6 2009, 08:42
CITAZIONE (Virgus @ Aug 6 2009, 09:34 )

Qualche genio si è accorto che al sud la vita costa meno .
Gli stessi geni però si scandalizzano quando sentono parlare di gabbie salariali .
Io li metterei in gabbia.
Ti dico la mia (poi ne parliamo oggi a pranzo ??

).
I salari differenziati per regioni sono una strada pericolosa, molto diffcile da percorrere, anche se hanno un loro perchè...
Io farei confluire tutto in una riforma fiscale seria, per la quale, come in USA, si dà la possibilità di detrazione al cittadino di molte spese.
Ad esempio le spese per gas/gasolio per riscaldamento (onerose per le famiglie e cariche di accise....), sono una di quelle voci di bilancio famigliare che fanno molta diffrenza tra Aosta e Agrigento.....
Senza contare che , quando chiami l' idraulico per un guasto alla caldaia, gli farai certamente fare la fattura......
Ponchiaz
Aug 6 2009, 08:49
Spiegatemi come funzionano le gabbie salariali per favore.
Perche' a me interessa guadagnare di piu', non che uno a Napoli guadagni di meno.
Seriamente, non so come funzionano.