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tatanka
Indeterminato.

Iniziato anni fa con il contratto di formazione lavoro. Altra cosa di cui si dovrebbe parlare, apprendistato e formazione.
Ponchiaz
CITAZIONE (uzzo @ Oct 21 2009, 10:38 ) *
il dipendente può essere sgradito per una molteplicità di motivi... perché è un fancazzista, un incompetente, un assenteista ingiustificato, un violesnto, un ubriaco perenne... e chi più ne ha, più ne metta... e in questi casi è sacrosanto che il datore di lavoro, sussistendo una giusta causa, receda dal rapporto.

Meno lo è quanto il dipendente risulta sgradito perché puzzolente, comunista, fascista, berlusconiano, finocchio, sindacalista o, più semplicemente, perché un rompicoglioni come ce ne sono a milioni.


In grassetto le giuste cause secondo me.

Il lavoro e' un diritto, ma bisogna meritarselo.
corny
Tremonti non ha solo parlato di posto fisso, ma ha espresso un concetto che condivido (per la prima volta biggrin.gif ).

Tremonti dice che il mercato e la globalizzazione hanno prodotto storture e tocca alla politica trovare le soluzione per eliminare queste storture.

E' un concetto che và oltre l'attuale crisi.

Ci sono aziende che producono profitti ma licenziano. Esempio la Dalmine (Tenaris) che malgrado utili consistenti ha giustamente investito in questi anni in innovazione.
Anziche 4 altiforni solo uno tecnologicamente avanzatissimo con produzione pressochè parificata ma con meno della metà del personale.

Queste sono le storture che la legge di mercato non contempla. E' vero che per realizzare, gestire, manutenere certi impianti c'è bisogno di nuovo lavoro altamente
qualificato, ma questo spostamento verso un lavoro sempre più tecnicamente sofisticato, inesorabilmente creerà delle vittime tra coloro che non riusciranno a riciclarsi.
E in un'Italia dalla bassa scolarizzazione, specie in età tra i 40 e i 60 anni questo non è un problema di poco conto.

Ponchiaz
Indeterminato.

Iniziato in CFL, cambiato tre aziende e tre nazioni.
tricky
CITAZIONE (Ponchiaz @ Oct 21 2009, 11:26 ) *
Indeterminato.

Iniziato in CFL, cambiato tre aziende e tre nazioni.

Apolide biggrin.gif
alberto
iniziato con cfl, poi passato a indeterminato, cambiato due aziende, attualmente in cgs a zero ore, andrò a firmare il licenziamento e passerò in mobilità entro fine novembre.
per il futuro amerei andarmene lontanissimo da qui.
Dragonheart
Io ho un contratto di lavoro con me stesso, a tempo determinato.
Nel senso che, se la giustizia e il mercato vanno avanti di questo passo, a un determinato momento mi romperò i coglioni di fare l'avvocato.

ROOSTERS99
Libero professionista dal 1993 al 2008...caduto sotto i colpi di Prodi-Visco-Bersani......... mad.gif mad.gif

Attualmente, assunto a tempo indeterminato.
uzzo
CITAZIONE (Dragonheart @ Oct 21 2009, 14:22 ) *
Io ho un contratto di lavoro con me stesso, a tempo determinato.
Nel senso che, se la giustizia e il mercato vanno avanti di questo passo, a un determinato momento mi romperò i coglioni di fare l'avvocato.



com'è che stai tracciando il mio profilo? wink.gif
Dragonheart
CITAZIONE (uzzo @ Oct 21 2009, 16:01 ) *
com'è che stai tracciando il mio profilo? wink.gif


Forse perchè facciamo lo stesso mestiere, siamo della stessa generazione e, magari pensandola diversamente su tante altre cose, siamo entrambi privi di quel certo "pelo sullo stomaco"? sad.gif ph34r.gif happy.png
Maurizio
Assunto a tempo indeterminato , iniziato con l'apprendistato , cambiato diverse aziende ma sempre a tempo indeterminato.
corny
IL SUD TRAVOLTO DALLE INCHIESTE
L'emergenza meridionale
L’inchiesta che coinvolge l’ex ministro della giustizia Cle­mente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell’Udeur è l’ultimo tassel­lo che si aggiunge alle affol­latissime cronache politi­co- giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c’è stata la sconsolata intervi­sta ( Corriere , 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Mo­rando, commissario straor­dinario del Partito demo­cratico in Campania. Men­tre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si di­scute se sospenderle o no in Campania, date le condi­zioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesse­ramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nel­la quale la sinistra è domi­nante da decenni. Si ag­giunga, per completare il quadro campano, che an­che a destra, nelle fila del­l’opposizione, non se la passano bene. Come mo­stra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosenti­no, a sua volta coinvolto in un’indagine per presunte relazioni con la camorra.

Premesso che l’unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è te­nersi abbarbicati alla pre­sunzione di non colpevo­lezza per qualunque inda­gato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continua­re a guardare il dito anzi­ché la luna e raccontarsi che il problema sono le «in­filtrazioni » criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa pren­dersi in giro. I partiti, orga­nizzati o no, pesanti o leg­geri, sono strutture che si adattano all’ambiente. L’ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L’ambiente è l’in­ferno? Prevarranno i diavo­li. L’ambiente chiede soste­gno al mercato? E’ ciò che i partiti daranno. L’ambien­te chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti sod­disferanno la richiesta.

Non è dai partiti ma dal­la società che dovrebbe partire la bonifica. Il pro­blema (che sta mettendo a rischio l’unità stessa del Pa­ese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c’è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogior­no. Non ce l’ha la destra co­me non ce l’ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mez­zogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l’effetto catartico del fede­ralismo fiscale su Castel­lammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slo­gan fosse «mettiamoci a fa­re denaro», ossia impegna­moci per lo sviluppo, anzi­ché «dateci i denari»).

Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zo­ne del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmen­te le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comu­nale, provinciale, forse an­che regionale) e che un commissariamento centra­le si rende, per quelle zo­ne, e per molti anni, indi­spensabile. In modo da co­ordinare interamente dal centro sia la guerra alle or­ganizzazioni criminali sia l’imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti lo­cali) di progetti di svilup­po. Occorrerebbe un accor­do di ferro fra maggioran­za e opposizione. Siccome quell’accordo non si può fa­re, continueremo ad ascol­tare impotenti le notizie che arrivano dalla Campa­nia e da altre zone del Sud lamentando le solite infil­trazioni, la solita corruzio­ne, il solito clientelismo.


Angelo Panebianco
22 ottobre 2009


Condivisibile


Ponchiaz
Panebianco: bene.
corny
Tremonti, telefonata con Berlusconi: chiarire o sono pronto a lasciare
Il ministro dopo le critiche: no alla linea della spesa pubblica

ROMA — È stato un collo­quio tesissimo. Durante il qua­le Giulio Tremonti ha chiesto a Silvio Berlusconi una scelta di campo netta e definitiva. O la linea europea, quella del rigore e della ragionevolezza sui con­ti pubblici, o quella della spe­sa. Ben interpretata, secondo il ministro dell’Economia, dai concetti espressi da Gianfran­co Fini ieri sul Corriere della Sera. È stato quasi superfluo aggiungere che lui, Giulio Tre­monti, non rimarrebbe un mi­nuto di più al suo posto nel go­verno se il premier dovesse scegliere la via facile della spe­sa pubblica. Doveva essere una telefona­ta distensiva, quella fatta ieri a tarda sera al ministro dell’Eco­nomia dal presidente del Con­siglio, che dalla Russia tornerà solo questa mattina. Il tentati­vo di rassicurarlo dopo l’an­nuncio improvviso, affidato a Gianni Letta, di una «graduale riduzione dell’Irap fino alla sua soppressione». Che dire sia sta­to accolto con sorpresa dal tito­lare dell’Economia è forse un eufemismo.

Dopo il ritorno in campo di Fini sulla politica economica e il documento dei dieci punti che chiede un cambio di pas­so, smentito da tutti ma segno evidente del clima che si respi­ra nella maggioranza, la sortita sull’Irap è stata la classica goc­cia di troppo nel bicchiere. Va bene che la riduzione «gradua­le e progressiva» dell’Irap è prevista dal programma eletto­rale del Popolo della Libertà. Ed è pure vero che lo stesso Tremonti, non più di una setti­mana fa a Milano, parlava del­­l’Irap come di «una delle critici­tà del sistema». A differenza della Francia, che ha finito con il mettere tre nuove tasse, dice­va il ministro dell’Economia, «se noi eliminiamo l’Irap la eli­miniamo e basta». Il problema sta in quel «se», pronunciato dal titolare del Tesoro. Perché una discussione sui tempi, la quantità e le modalità tecniche dell’operazione non c’è mai sta­ta all’interno del governo o del­la coalizione di maggioranza. E abbattere l’Irap non è un’operazione semplice. Ogni anno quella tassa, per quanto odiata, porta nelle casse dello Stato una quarantina di miliar­di di euro. Perché il taglio sia sensibile, ed avvertibile dalle imprese che ieri si sono subito lanciate in grandi apprezza­menti al premier, servono ri­sorse che oggi è impossibile trovare nel bilancio. A disposizione ci sarebbe­ro pure il gettito dello scudo fiscale, che potrebbe anche arrivare a oltre 5 miliardi di euro, ed una parte dei fondi per i Tremonti Bond alle ban­che, che avanzano.

Ma nono­stante quel che dice qualche ministro, con le «una tantum» non è proprio possibile finan­ziare una riduzione strutturale delle tasse, come sarebbe in ogni caso il taglio dell’Irap. Si potrebbe fare in deficit, ma la tenuta del bilancio per Tre­monti è la condizione indi­spensabile per il rilancio del­l’economia, ma anche per con­tinuare a collocare tutti i mesi gli enormi quantitativi di ti­toli di Stato che servono per finanziare il debito pubbli­co. Non a caso, ieri, le agen­zie di rating hanno soppe­sato la proposta del pre­mier con grande perples­sità, parlando di «un cambio di rotta sorpren­dente ». «Finora l’Italia non ha preso misure di­screzionali di taglio delle tasse — sottolineano gli analisti dell’agenzia di ra­ting Fitch — tenendo un comportamento responsabile dato l’elevato debito pubbli­co ». Per il taglio dell’Irap servi­rebbero altrettanti tagli di spe­sa pubblica. Una scelta va fatta. Oggi Berlusconi e Tremonti, at­teso in serata a Lecce per la due giorni a porte chiuse del­l’Aspen, si parleranno. Gianni Letta, che ieri sera ha vestito di nuovo i panni del mediatore, dopo una giornata di forte ten­sione, fa intendere un certo ot­timismo. Il colloquio avverrà subito prima del Consiglio dei ministri durante il quale, sem­mai il faccia a faccia tra il pre­mier e il ministro avesse esito positivo, tutto dovrà esser mes­so ben in chiaro sul tavolo.

Mario Sensini
23 ottobre 2009


Ma qualcuno crede ancora al B.?
Le spara sempre più grosse. Cominciamo prima con una seria riforma sulla spesa pubblica a cominciare da costo della politica e del suo carrozzone di trombati che devono essere mantenuti, creando enti su enti, commissioni su commissioni, che con servono assolutamente a niente.

Virgus
Lavoro a tempo determinato: finchè c'è lavoro ,lavoro , quando do non ci sarà più lavoro , vedremo .

Il paradosso è che sono dipendente a tempo indeterminato di me stesso perchè , e questo risulterà strano a molti di voi , per lo stato italiano è meglio essere dipendenti di se stessi che piccoli imprenditori ...
corny
Inizio duro, con contratto stagionale e poi contratto per prestazione occasioanale, cioè l'antesignano dell'attuale contratto a progetto, poi 2 anni di CFL per arrivare ad essere assunto a tempo indeterminato. Cambiato poi posto di lavoro sempre a tempo indeterminato per poi mettermi nella situazione di Virgus, cioè sono dipendente a tempo indeterminato di me stesso.

Ponchiaz
Capisco che il B. possa sembrare demagogico, ma il suo lavoro NON E' risanare i conti (contrariamente a quello che credeva Prodi).

Il suo lavoro e' cercare di dare al paese un futuro migliore.

Io capisco Tremonti, ma capisco anche Berlusconi. Con un controllo ossessivo della spesa pubblica rischiamo come si suol dire di "morire sani".

tricky
CITAZIONE (Ponchiaz @ Oct 23 2009, 11:11 ) *
Capisco che il B. possa sembrare demagogico, ma il suo lavoro NON E' risanare i conti (contrariamente a quello che credeva Prodi).

Il suo lavoro e' cercare di dare al paese un futuro migliore.

Io capisco Tremonti, ma capisco anche Berlusconi. Con un controllo ossessivo della spesa pubblica rischiamo come si suol dire di "morire sani".

Ricordati fratello che devi morire (cit.)
tatanka
CITAZIONE (Ponchiaz @ Oct 23 2009, 11:11 ) *
Capisco che il B. possa sembrare demagogico, ma il suo lavoro NON E' risanare i conti (contrariamente a quello che credeva Prodi).

Il suo lavoro e' cercare di dare al paese un futuro migliore.

Io capisco Tremonti, ma capisco anche Berlusconi. Con un controllo ossessivo della spesa pubblica rischiamo come si suol dire di "morire sani".


Mah.

Io penso che cercare di dare ai miei figli un futuro migliore passi dal lasciargli una situazione economica gestibile.

Perchè comprargli di tutto e di più e lasciarli poi senza niente in tasca non è dare un futuro migliore, ma un presente sperperoso.

Chiaro che un futuro migliore passa anche da spese attuali, che però si classificano come "investimenti" e devono essere sopportabili negli anni.

Se il B. mi dice che spende in infrastrutture io lo plaudo. Se però le infrastrutture poi sono finte e/o inutili lo plaudo meno.

Tornando alla metafora dei figli, è come se io dicessi a mio figlio, "Ti lascio un pochino di debiti, però ci compriamo la casa, lo snowboard per te e gli sci per me". E poi prendo gli sci nuovi per me, lo snowboard usato e non funzionante per lui e la casa....ehm, la casa niente perchè i soldi li abbiamo spesi in settimana bianca.
Virgus
Se tuo figlio è snowborder non ha diritto ad un futuro .
Virgus
E comunque vanno bene ( quasi ) tutte le infrastrutture di questa terra , BUT il ponte sullo stretto .....
Ponchiaz
Che noia dover spiegare tutto.

In primo luogo governare una nazione non è uguale a gestire una famiglia, ma neanche un po'.

In secondo luogo quello che intendevo dire è che il compito di Tremonti quello di rendere disponibili le risorse per le iniziative del governo, mentre il compito del B. è quello di promuovere le iniziative di cui si ritiene il paese abbia bisogno.

Abdicare a questo equivale far gestire l'azienda dal ragioniere. Ripeto, si fallisce...ma coi conti tutti a posto.
tatanka
CITAZIONE (Ponchiaz @ Oct 23 2009, 16:15 ) *
Che noia dover spiegare tutto.

In primo luogo governare una nazione non è uguale a gestire una famiglia, ma neanche un po'.

In secondo luogo quello che intendevo dire è che il compito di Tremonti quello di rendere disponibili le risorse per le iniziative del governo, mentre il compito del B. è quello di promuovere le iniziative di cui si ritiene il paese abbia bisogno.

Abdicare a questo equivale far gestire l'azienda dal ragioniere. Ripeto, si fallisce...ma coi conti tutti a posto.


Rimah,

ci ho capito un pochino di più ma dovrai annoiarti a rispiegare qualcosina.

Qui pare che il CEO stia proponendo cose per cui il CFO se ne va dicendo "tu sei pazzo, non hai soldi per farlo e io non so da dove cacchio tirarli fuori".

Ora il CEO è capo del CFO e quindi lo terrà buono o lo licenzierà, però non è che sia una cosa così normale.

Ricordo anche che Tremonti già nel precedente quinquennio Berlusconiano diede le dimissioni a fronte di un assalto alla diligenza.

corny
CITAZIONE (tatanka @ Oct 23 2009, 16:25 ) *
Ricordo anche che Tremonti già nel precedente quinquennio Berlusconiano diede le dimissioni a fronte di un assalto alla diligenza.



E Tremonti non è propriamente un tirchio.....


ROOSTERS99
E' tempo si ridurre la pressione fiscale sul mondo del lavoro. Tempissimo !!

Benissimo ha fatto il Cav a dare il la alla questione ! Applausi !

E l' IRAP è certamente la più odiosa, ingiusta tassa che grava sul mondo del lavoro (grazie Visco !! mad.gif mad.gif )

Capisco Tremonti e la sua condotta per la spesa pubblica.

Avrei una proprosta : se è vero che l' IRAP vale 38 G di Euro, si calcoli di quanto aumentare la tassazione
sulle rendite finanziarie e facciamola finita.

Non è più accettabile, in alcun modo, in questa fine 2009, che il lavoro sia tassato ben oltre il 40 %, e il "girare" i soldi
circa 1/4. Basta.

Confido in positivi sviluppi.....
Mangusta
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 23 2009, 22:49 ) *
E' tempo si ridurre la pressione fiscale sul mondo del lavoro. Tempissimo !!

Benissimo ha fatto il Cav a dare il la alla questione ! Applausi !

E l' IRAP è certamente la più odiosa ingiusta tassa che grava sul mondo del lavoro (grazie Visco !! mad.gif mad.gif )

Capisco Tremonti e la sua condotta per la spesa pubblica.

Avrei una proprosta : se è vero che l' IRAP vale 38 G di Euro, si calcoli di quanto aumentare la tasazione
sulle redite finanziarie e faccimola finita.

Non è più accettabile in alcun modo, in questa fine 2009, che il lavoro sia tassato ben oltre il 40 %, e il "girare" i soldi
circa 1/4. Basta.

Concordo, certo è chese si toglie l'IRAP non bisogna creare altro...

Confido in positivi sviluppi.....
Ponchiaz
Il fatto che il CEO di un'azienda discuta animatamente con il suo CFO credo sia assolutamente nella logica delle cose.

Il punto è che Tremonti sarà un genio, ma non può dettare l'agenda politica agli altri ministri.

Vuoi un esempio di chi ha seguito ESATTAMENTE i dettami di Trem? La Gelmini.

Ecco.
Lucaweb
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 23 2009, 22:49 ) *
Avrei una proprosta : se è vero che l' IRAP vale 38 G di Euro, si calcoli di quanto aumentare la tasazione
sulle redite finanziarie e faccimola finita.

Andiamoci piano col dire aumentiamo la tassazione sulle rendite finanziarie: dentro li ci sono anche i semplici risparmi di molte famiglie italiane, molto spesso in titoli di stato, peraltro soldi già tassati alla fonte.

Io pur condividendo il pensiero di chi sostiene che su tutto il lavoro la tassazione è elevatissima, non vedo la tassazione del BOT come la soluzione.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Lucaweb @ Oct 24 2009, 09:12 ) *
Andiamoci piano col dire aumentiamo la tassazione sulle rendite finanziarie: dentro li ci sono anche i semplici risparmi di molte famiglie italiane, molto spesso in titoli di stato, peraltro soldi già tassati alla fonte.

Io pur condividendo il pensiero di chi sostiene che su tutto il lavoro la tassazione è elevatissima, non vedo la tassazione del BOT come la soluzione.


No Luca, no davvero, consentimi.....

Non conosco il dettaglio dei numeri, ma parlare di "semplici risparmi" degli italiani, o dei BOT mi pare 'na bufala.....

Per come la vedo io essi costituiscono una minima pate delle ENORMI rendite finanziarie in questo paese,
ma COMUNQUE, se un operaio come un architetto o un pizzaiolo versano circa il 45-50% del loro utile da lavoro,
perchè mai l' utile generato dal denaro deve"costare" infinitamente meno ??
E questo a prescindere che i soldi siano di un magnate dell' industria, di uno speculatore, di un notaio di un falegname o di mia nonna....

Ripeto OGGI non si può più tollerare tale disparità.

L' alternativa non pò che essere la rivolta dl mondo produttivo, con la totale sospensione del versamento delle tasse (che solo un coglione conme TPS
poteva definire belle....) e la fine di una società dove metà lavora e metà fa il parassita...
corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 24 2009, 09:59 ) *
No Luca, no davvero, consentimi.....

Non conosco il dettaglio dei numeri, ma parlare di "semplici risparmi" degli italiani, o dei BOT mi pare 'na bufala.....

Per come la vedo io essi costituiscono una minima pate delle ENORMI rendite finanziarie in questo paese,
ma COMUNQUE, se un operaio come un architetto o un pizzaiolo versano circa il 45-50% del loro utile da lavoro,
perchè mai l' utile generato dal denaro deve"costare" infinitamente meno ??
E questo a prescindere che i soldi siano di un magnate dell' industria, di uno speculatore, di un notaio di un falegname o di mia nonna....

Ripeto OGGI non si può più tollerare tale disparità.

L' alternativa non pò che essere la rivolta dl mondo produttivo, con la totale sospensione del versamento delle tasse (che solo un coglione conme TPS
poteva definire belle....) e la fine di una società dove metà lavora e metà fa il parassita...



Ti quoto, strano ma vero biggrin.gif biggrin.gif

Però se nel 2006 il centro sinistra non ha vinto con un certo vantaggio le elezioni è perchè qualche suo esponente, Bertinotti in primis, ha parlato di tassazione delle rendite finanziarie...

Vediamo se questo governo ha le palle per farlo ..... anche escludendo i BOT dalla tassazione.



ROOSTERS99
CITAZIONE (corny @ Oct 24 2009, 12:37 ) *
Ti quoto, strano ma vero biggrin.gif biggrin.gif

Però se nel 2006 il centro sinistra non ha vinto con un certo vantaggio le elezioni è perchè qualche suo esponente, Bertinotti in primis, ha parlato di tassazione delle rendite finanziarie...

Vediamo se questo governo ha le palle per farlo ..... anche escludendo i BOT dalla tassazione.


Corny, il 2006 è molto ma molto lontano....

Se hanno davvero le palle, lo faranno, altrimenti....
Ponchiaz
Allora, io trovo disdicevole l'andare con le donnacce...ma almeno sono donne cribbio. A sinistra son solo dei gran travestiti che girano. Più che M'arrazzo...s'arrazzano altri.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Ponchiaz @ Oct 24 2009, 13:15 ) *
Allora, io trovo disdicevole l'andare con le donnacce...ma almeno sono donne cribbio. A sinistra son solo dei gran travestiti che girano. Più che M'arrazzo...s'arrazzano altri.


Ormai sei in Cina da troppo, troppo tempo, hai perso il contatto con la raltà del Bel Paese....

Ti comunico che ,da noi, è normalissimo, giustissimo andare a filmare il cesso della casa privata del Primo Ministro,
o fotografare i suoi ospiti nella sua residenza privata in Sardegna, anche se costoro stanno col pipino al vento....
E nessuno tocchi le zoccole e i papp....eeeehm...le escort e i paparazzi che danno cotanto servizio alla pubblica
opinione ed alla libertà di stampa !

Però, sempre nel Bel Paes, nessuno osi riprendere un giudicie su di una PUBBLICA panchina, o parlare di un ex
giornlista che ha fatto carriera politica stando in TV e che, pare, abbia a che fare (pure lui...) con delle traveste..
...eeehm, dei diversamente agghindati !!

Dai Paolo, tieniti meglio informato.....


doh[1].gif
Franz#12
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 24 2009, 13:55 ) *
Però, sempre nel Bel Paes, nessuno osi riprendere un giudicie su di una PUBBLICA panchina


Per favore. Se riesci a difendere anche questo ho finito le parole.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Franz#12 @ Oct 24 2009, 14:17 ) *
Per favore. Se riesci a difendere anche questo ho finito le parole.


Non difendo nulla, mi fa ,anzi, tutto molto, molto schifo....

Rilevo, tuttavia, due pesi e due misure, poche balle...
Lucaweb
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 24 2009, 09:59 ) *
No Luca, no davvero, consentimi.....

Non conosco il dettaglio dei numeri, ma parlare di "semplici risparmi" degli italiani, o dei BOT mi pare 'na bufala.....

Per come la vedo io essi costituiscono una minima pate delle ENORMI rendite finanziarie in questo paese,
ma COMUNQUE, se un operaio come un architetto o un pizzaiolo versano circa il 45-50% del loro utile da lavoro,
perchè mai l' utile generato dal denaro deve"costare" infinitamente meno ??
E questo a prescindere che i soldi siano di un magnate dell' industria, di uno speculatore, di un notaio di un falegname o di mia nonna....

Ripeto OGGI non si può più tollerare tale disparità.

L' alternativa non pò che essere la rivolta dl mondo produttivo, con la totale sospensione del versamento delle tasse (che solo un coglione conme TPS
poteva definire belle....) e la fine di una società dove metà lavora e metà fa il parassita...

Io non credo che tu Stato Italiano, possa ragionevolmente pensare di sostituire - anche in minima percentuale - le entrate tributarie CERTE di un reddito da lavoro dipendente e d'impresa, con la tassazione molto ALEATORIA di queste rendite finanziare che son sempre capaci di farti sparire sotto il naso ....

...alla fine a prenderla in quel posto sarà , guarda caso, il "semplice risparmiatore" che quei magheggi non li farà mai, mentre lo stato avrà risolto ben poco "nell'impresa" di redistribuire equamente la tassazione...
ROOSTERS99
CITAZIONE (Lucaweb @ Oct 24 2009, 14:59 ) *
Io non credo che tu Stato Italiano, possa ragionevolmente pensare di sostituire - anche in minima percentuale - le entrate tributarie CERTE di un reddito da lavoro dipendente e d'impresa, con la tassazione molto ALEATORIA di queste rendite finanziare che son sempre capaci di farti sparire sotto il naso ....

...alla fine a prenderla in quel posto sarà , guarda caso, il "semplice risparmiatore" che quei magheggi non li farà mai, mentre lo stato avrà risolto ben poco "nell'impresa" di redistribuire equamente la tassazione...


Può darsi.. si vedrà...spero non sia così...

Intanto si fissino le nuove aliquote e si facciano i conti.
Franz#12
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 24 2009, 14:20 ) *
Non difendo nulla, mi fa ,anzi, tutto molto, molto schifo....

Rilevo, tuttavia, due pesi e due misure, poche balle...


La prima frase mi fa piacere

La seconda la condivido... infatti M'arrapo si è dimesso...
ROOSTERS99
CITAZIONE (Franz#12 @ Oct 24 2009, 17:36 ) *
La prima frase mi fa piacere

La seconda la condivido... infatti M'arrapo si è dimesso...


Na....non è quella una delle misure/pesi a cui mi riferivo.....

Oh, poi... Franz.. M'arrapo come lo hai chiamato tu... un' altra "chicca" della categorie eh..... rolleyes.gif huh.gif huh.gif
Ponchiaz
E..se posso dirlo Marrazzo correttamente si è dimesso.

MA il motivo giusto non è quello che fa o non fa nel suo tempo libero, ma il fatto di aver soggiaciuto ad un ricatto senza averlo denunciato.

Vedersi Letterman per capire come andava fatto, in quel caso io Marrazzo lo avrei anche difeso: mi avrebbe sempre fatto un po' schifo, ma lo avrei difeso.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Ponchiaz @ Oct 25 2009, 02:27 ) *
E..se posso dirlo Marrazzo correttamente si è dimesso.

MA il motivo giusto non è quello che fa o non fa nel suo tempo libero, ma il fatto di aver soggiaciuto ad un ricatto senza averlo denunciato.

Vedersi Letterman per capire come andava fatto, in quel caso io Marrazzo lo avrei anche difeso: mi avrebbe sempre fatto un po' schifo, ma lo avrei difeso.


No, non si è dimesso....si è autosospeso (cosa non prevista dallo statuto....)

E poi, vi doco la mia.... a parte i grossi cazzi (in tutti i sensi ph34r.gif !!!) per rendere conto alla moglie del "fattaccio",
ma perchè se ne deve andare ??

Non era molto ma molto più grave, politicamente ed eticamente, la pessima gestione di una sanità da bancarotta ???

Mah...io son molto perplesso.......
ROOSTERS99
domenica 25 ottobre 2009, 08:57

"Vergogna. Noi inglesi sorpassati dall’Italia"
di Gaia Cesare


La festa è finita. «The party is over». Ma anche il Labour «party», il partito del premier Gordon Brown, è ormai moribondo, come suggerisce il gioco di parole sempre più in voga a Londra. Se gli inglesi aspettavano una risposta rassicurante alla domanda che qualche tempo fa, quando la recessione era appena cominciata, veniva posta da commentatori politici e analisti economici - «il nostro Paese sta cadendo a pezzi?» - la replica peggiore, a sorpresa, è arrivata dall’Istituto nazionale di Statistica. L’economia del Regno Unito è in calo per il sesto trimestre consecutivo, ha subìto un’ultima contrazione dello 0,4% fra luglio e settembre: la più lunga dal secondo dopoguerra. Da quando la recessione è iniziata la Gran Bretagna ha lasciato sul piatto 5,9 punti percentuali di Pil. Ma quel che è peggio - sottolineava ieri il Telegraph - è che è stata battuta dall’Italia. È la prima volta in oltre dieci anni. Uno choc per i cittadini d’Oltremanica. Una débâcle per il governo di Gordon Brown che ha sborsato oltre mille miliardi per la banche, che porterà entro il prossimo anno il deficit pubblico alla cifra record di 175 miliardi ma che non riesce a limitare i danni di una recessione a causa della quale sono andati persi 600mila posti di lavoro dall’inizio della crisi.

«L’economia inglese continua a contrarsi e fa assomigliare sempre più questa recessione a una depressione», dice il presidente del Cipd britannico, il principale istituto europeo per lo Sviluppo. Una «depressione» anche in senso psicologico, si direbbe. Le bottiglie di champagne sono rimaste chiuse ieri nella City. Un doppia beffa per gli inglesi, a cui nel 2001 l’allora cancelliere dello Scacchiere - responsabile dell’Economia - e attuale primo ministro vantava orgoglioso il sorpasso del Regno Unito su Italia e Francia e a cui ha ripetuto senza sosta negli ultimi mesi che Londra avrebbe superato la tempesta meglio di altri Paesi.

È lo choc del «sorpasso» per i sudditi di Sua maestà dopo quella prima volta nell’87, quando l’economia italiana batté quella inglese fra lo stupore generale. Ora ci risiamo. Un durissimo colpo all’orgoglio British, ferito anche dal crollo della sterlina - simbolo per eccellenza dei fasti dell’ex impero - sia sull’euro che sul dollaro, ancora una volta a un passo dalla parità. Per il premier Gordon Brown potrebbe essere il de profundis.
Artefice delle glorie della Cool Britannia, padre insieme con l’ex premier Tony Blair dei fasti e degli eccessi del decennio di crescita sotto il New Labour, Gordon Brown è ormai un «dead man walking», un premier con le ore contate. Non è un caso che George Osborne, rampollo della più snob aristocrazia britannica, sia ora il cavallo su cui puntano gli uomini d’affari, in attesa che i conservatori di David Cameron conquistino Downing street e lui - che per le politiche del prossimo anno avrà 39 anni - prenda in mano le redini dell’Economia dopo aver promesso il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e la cancellazione dei benefici fiscali alle famiglie con redditi oltre i 55mila euro.
Sì, la festa è proprio finita.

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Eccola qui la Nazione le cui "autorevoli" testate hanno passato gli ultimi 6 mesi a farsi i cazzi italici e a sparare sentenze !

Complimentoni..... alle "testate" soprattutto !!

God save the Queen !!!
Ponchiaz
Qualche dubbio sulla possibilita' di convertire una nazione esclusivamente al terziario io l'ho sempre avuto e sempre l'ho quando sento qualcuno che parla della stessa ricetta per il nostro paesino.

La scelta di restare con la sterlina poi mi pare si commenti da se'.

La cosa buffa di questa europa pseudo unita e' che riesce comunque ad essere protagonista in termini relativi pur avendo due mani e i piedi legati, un bavaglio e una benda sugli occhi.
Non oso pensare cosa potrebbe succedere se il vecchio continente decidesse di essere solo un po' piu' coeso e soprattutto celere in certi ambiti.
Io credo che un pochino potremmo impensierire i miei vicini di casa qui, che per contro temono gli Stati Uniti come Mike Tyson teme Woody Allen.
Silver Surfer
Elezioni Pd: passa Bersani con un plebiscito superiore al 50%.
http://www.tgcom.mediaset.it/politica/arti...olo464034.shtml
Però molti osservatori (Piroso de La7 incluso) affermano di essere riusciti a votare 3 volte...
Dragonheart
[Marrazzo mode on]

CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 25 2009, 16:37 ) *
God save the dragQueen !!!


[Marrazzo mode off]
Ponchiaz
CITAZIONE (Dragonheart @ Oct 26 2009, 10:26 ) *
[Marrazzo mode on]

Mi manda Rai Trans.

[Marrazzo mode off]


Franz#12
[Elio mode on]

Sono Marrazzo m'arrapo col c@2zo.

[Elio mode off]
ROOSTERS99
Non ci sono obiezioni serie al taglio delle tasse
di Guido Tabellini
25 ottobre 2009

Dopo che il presidente del consiglio ha annunciato l'intenzione di abbassare l'Irap, si è aperto un vivace di dibattito sui pro e contro dell'operazione.
Le obiezioni più ricorrenti sono tre.

La prima obiezione è che l'Irap, in fondo, è poco distorsiva perché è abbastanza neutrale rispetto ai diversi fattori di produzione e perché avendo un'ampia base imponibile può permettersi un'aliquota bassa. L'obiezione tuttavia non coglie il punto cruciale: proprio per la sua ampia base imponibile, l'Irap alza in modo rilevante il costo di produzione, e toglie competitività alle merci italiane. È questo il problema urgente da affrontare, per aiutare le imprese strozzate tra il crollo della domanda internazionale, l'apprezzamento dell'euro e la stretta creditizia. Se potessimo farlo e se non ci fossero ripercussioni internazionali, sarebbe il momento di sussidiare la produzione nazionale e tassare le importazioni. Abbattere l'Irap è un modo per avvicinarci all'obiettivo. Se poi, per contribuire a finanziare la perdita di gettito, fossimo costretti ad alzare alcune aliquote Iva (un'imposta sui consumi e quindi anche sulle importazioni) non sarebbe così grave.

La seconda obiezione è che l'Irap è un'imposta regionale che serve a finanziare la spesa sanitaria. Sarebbe paradossale abbassare o eliminare l'unica grande imposta regionale proprio quando si vuole realizzare il federalismo fiscale. Questa obiezione è ancora meno convincente della prima. Sia perché le regioni possono essere finanziate con compartecipazioni al gettito di altre imposte. Ma soprattutto perché l'Irap è un'imposta sbagliata per servire da pilastro al federalismo fiscale. Proprio perché alza i costi delle imprese, non è pensabile che vi sia forte differenzazione delle aliquote sul territorio, quindi l'Irap regionale è difficilmente compatibile con una forte autonomia nella fissazione delle aliquote. Inoltre l'Irap, pagata dalle imprese, è troppo lontana dai beneficiari del servizio sanitario nazionale. Da questo punto di vista, sarebbe molto meglio dare alle regioni una parte ben più rilevante della base imponibile Irpef, con ampia autonomia nella fissazione delle aliquote.

Vi è infine l'obiezione che, con il nostro debito pubblico, non possiamo correre il rischio di perdere la fiducia dei mercati finanziari e delle agenzie di rating. Questa è l'unica vera obiezione, ed è la ragione per cui finora non si è fatto nulla. Ma fare nulla in queste circostanze è controproducente: lo shock internazionale è troppo grande e la ripresa sarà troppo lenta per poter aspettare che tutto torni come prima. Non possiamo pensare di essere credibili nel rientro dal debito se proseguiamo nella stagnazione economica. Per non correre rischi sul fronte del debito pubblico, i provvedimenti sull'Irap vanno accompagnati da interventi credibili e ben identificati sul fronte della spesa pubblica, anche con effetti differiti nel tempo. Il primo fra tutti è un più rapido innalzamento dell'età pensionabile. Non è facile, lo sappiamo, il controllo della spesa richiede tempo e riforme. Proprio per questo, prima si comincia meglio è.

25 ottobre 2009



Quanto al problema "debito pubblico" il la mia proposta l' ho fatta......

Leasir
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Oct 26 2009, 16:24 ) *
Quanto al problema "debito pubblico" il la mia proposta l' ho fatta......





io chiederei a Bono Vox di intercedere a nostro favore per la cancellazione del debito estero come per gli altri stati del quarto mondo...
Ale Div.
silvio va in giro con la ford ESCORT, piero m. con il ford TRANSit....
Un saluto al peggior presidente di regione degli ultimi 20 anni............
Ti ringraziano la sanità laziale, l'emergenza casa, il debito epocale accumulato e che il tuo vice ora, per stare attaccati alla seggiola, pretende di ripianare da qui a marzo.
E una dedica particolare ti giunga dallo stabile di via capo d'africa a roma, edificio, di proprietà della Regione Lazio, abbandonato dagli anni 50 che versava in condizione di degrado ed abbandono e che il FORO 753 te l'ha ristrutturato quasi per intero e agggratis.
"Il cambio della giunta regionale avvenuto con le elezioni del 2005, portò il neo presidente Marrazzo a richiedere lo sgombero dell’edificio, avvenuto, dopo un primo tentativo fallito, il 7 giugno 2005. "

Avevi detto che l'avresti ridato alla cittadinanza, è ancora lì chiuso da 4 anni.... grazie, da tutta la popolazione del quartiere che lì aveva trovato uno spazio sociale aperto a tutti.

Chissà, magari a breve ti rivedremo sugli spalti del forum milanese a consolarti di questo complotto....

http://www.753.it/index.php
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