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Virgus
Chiunque abbia avuto a che fare con il Kompagno prima del presunto lavaggio del cervello sa che è un voltagabbana .

Il problema è capire se ci è o ci fa ... secondo me ci è e per lui vale la peggiore accezione del termine " arrivista " .
Leasir
mi fa sorridere l'dea che gente pensi che un politico scafato e furbo come Fini non sia perfettamente conscio del fatto che un commento "a microfono spento" venga registrato rolleyes.gif
Virgus
CITAZIONE (Leasir @ Dec 2 2009, 15:00 ) *
mi fa sorridere l'dea che gente pensi che un politico scafato e furbo come Fini non sia perfettamente conscio del fatto che un commento "a microfono spento" venga registrato rolleyes.gif

thumbsup.png

brr.gif
Dragonheart
CITAZIONE (Leasir @ Dec 2 2009, 15:00 ) *
mi fa sorridere l'dea che gente pensi che un politico scafato e furbo come Fini non sia perfettamente conscio del fatto che un commento "a microfono spento" venga registrato rolleyes.gif


Il commento non è stato fatto in uno studio televisivo ma ad un convegno, mentre parlava un altro oratore.
corny
Comunque Fini queste cose è da diverso tempo che le sta dicendo.

Nel "fuori onda" è solo stato più esplicito........

ROOSTERS99
CITAZIONE (corny @ Dec 2 2009, 15:41 ) *
Comunque Fini queste cose è da diverso tempo che le sta dicendo.

Nel "fuori onda" è solo stato più esplicito........

Peccato che lui stesso fosse parte del direttivo del PDL che pochi giorni prima aveva votato all' unanimità un documento politico
che non diceva quanto sopra.....

Fini è morto.
corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 2 2009, 16:15 ) *
Fini è morto.


Magari venisse espulso dal PDL ........ rolleyes.gif rolleyes.gif

Virgus
CITAZIONE (corny @ Dec 2 2009, 16:24 ) *
Magari venisse espulso A CALCI IN CULO dal PDL ........ rolleyes.gif rolleyes.gif



Ma magara !
Roberto
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 2 2009, 16:15 ) *
Fini è morto.


Morissero tutti (politicamente parlando), sarebbe il piu' bel regalo di Natale.
Long Leg
CITAZIONE (Roberto @ Dec 2 2009, 18:53 ) *
Morissero tutti (politicamente parlando), sarebbe il piu' bel regalo di Natale.

laugh.gif laugh.gif laugh.gif clap[1].gif
Dragonheart
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 2 2009, 16:15 ) *
Fini è morto è vivo, e lotta insieme a noi! -cit.

Ponchiaz
Scatenato il subcomandante Gianfry, da quando poi legge i libri su Giolitti...chi lo ferma piu'.

ARIDATECE ER PUZZONE cit.
ROOSTERS99
Tornando alla lettera del Dott. Celli al figlio, qui di seguito un' altra lettera da Varese, piuttosto interessante :


La notizia dei lettori

"Ve lo racconto io quanto è sensibile il direttore generale della Luiss"

Filippo De Sanctis, direttore del Teatro di Varese, racconta la storia di suo fratello Cristiano, disabile con due lauree e mezzo, prima assunto e poi "liquidato" dalla celebre università guidata da Pier Luigi Celli. «Questo può far riflettere da chi, o da cosa, i giovani dovrebbero fuggire oggi»

Gentile Direttore,
leggo lo scambio di opinioni tra la Tobagi e Celli. Chi ha ragione? Non lo so. Ma posso, attraverso una mia stretta esperienza personale, raccontarle l'incontro con Celli, e con il suo stile. Questo forse può far riflettere da chi, o da cosa, i giovani dovrebbero fuggire oggi.
Cordiali saluti.

16 maggio 2008 muore improvvisamente, a pochi passi dal portone di casa, nostro padre Vincenzo.
Chissà forse il suo ultimo pensiero è andato noi due fratelli. E forse è stato un pensiero che lo confortava. Io sebbene lontano avevo ormai trovato la mia strada a Varese e mio fratello Cristiano, sebbene gravemente disabile, era riuscito, dopo tanto, a trovare il lavoro che sempre desiderava come bibliotecario. Alla Luiss di Roma.
Sì, eravamo entusiasti quando dalla Luiss arrivò la notizia dell'assunzione di Cristiano come bibliotecario. Certo era un contratto di solo 12 mesi, ma era un inizio. E poi dopo quasi 8 anni di studi, due lauree, e tanti anni di sacrifici e di incoraggiamenti, ci sembrava che finalmente si fosse aperta una speranza verso il futuro anche per Cristiano.

La Luiss di Roma. Imponente, importante, un luogo di formazione e di cultura, in cui trovare persone dal volto umano anche nel lavoro, insomma un ambiente ideale per una persona con delle disabilità. E poi tutti , li dentro, continuavano a dirlo: il Direttore Generale il Dott. Celli è una persona particolarmente sensibile all'inserimento lavorativo di ragazzi disabili, vedrete che tutto andrà bene.

Sì, 12 mesi solo, ma era valsa la pena tentare. Mio padre lo diceva sempre. Era il luogo adatto per Cristiano, li avrebbe potuto esprimere le sue migliori capacità senza aver paura di discriminazioni. Eravamo felici. I mesi passano, ma le attenzioni verso mio fratello no. Colleghi, Dirigenti, e alte cariche della Luiss a dargli sostegno e a complimentarsi con lui per la sua preparazione.
Confortante sì, però i mesi passano e il contratto attiva a metà del tempo.
Ma in noi nessuna preoccupazione, il D.G. Dott. Celli, ce lo dicevano tutti li dentro, è particolarmente sensibile all'inserimento di ragazzi disabili, sopratutto se cosi ben preparati come Cristiano.

16 maggio 2008, io sono nel foyer del Teatro, rispondo ad una telefonata insolita di mia madre. Così mi cambia la vita, ma sopratutto cambia a Cristiano. Nostro padre muore, mi viene da dire senza avvisarci prima.
Cristiano perde un punto di riferimento e un sostegno fondamentale per la sua vita, e non solo un padre.

Al funerale una grande corona di fiori, forse la più grande e costosa, e un signore in giacca e cravatta che nessuno conosce arriva in taxi. Chi è? E' Un delegato della Luiss, in rappresentanza di tutta l'università. Per Cristiano.
Non ce lo aspettavamo. E si mi convinsi, il Dott. Celli è davvero particolarmente sensibile.
Mancavano pochi mesi, 2, allo scadere del contratto di Cristiano. Eravamo sereni dopo quell'attestato di stima e affetto. Si, sapevano quanto era importante quell'impegno per Cristiano.
Io dopo quel 16 maggio mi presi tre settimane di ferie, Cristiano quattro giorni. Voleva tornare al lavoro. Ma il tempo passava.
Ormai diventava essenziale per Cristiano mantenere quel posto. Mio padre credeva in suo figlio, Cristiano lo sapeva, e non voleva deluderlo, anche se non c'era più.

Cristiano non vuole strappare promesse, ma qualche domanda sul suo futuro alla Luiss la fa. Nessuna risposta. Be, ci diciamo, nessuna nuova, buone nuove.
Ci convinciamo che stessero per rinnovare il contratto, in fondo ci erano stati cosi vicini in un momento di grande dolore.
E poi la Luiss, figuriamoci !
Impensabile che non potessero rinnovare il contratto a Cristiano, ce lo dicevano tutti, li dentro: il Dott. Celli è particolarmente sensibile all'inserimento dei ragazzi disabili!

Ci fidiamo, non abbiamo motivo per non farlo, altrimenti ci avrebbero avvertiti prima dello scadere del contratto. Succede cosi ovunque. Con un congruo anticipo almeno.
Arriva agosto. Ferie.
Arriva settembre, il 10 scade il contratto di Cristiano, ma non temiamo nulla.
Arriva l'8 settembre: “Ci spiace Cristiano ma la Luiss purtroppo deve razionalizzare il personale della bilbioteca e non possiamo confermarti, ti ringraziamo di aver collaborato con noi. Buona fortuna.”

10 settembre 2008 : Pier Luigi Celli non era più particolarmente sensibile.

3/12/2009 FILIPPO DE SANCTIS redazione@varesenews.it
corny
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 4 2009, 08:10 ) *
Arriva l'8 settembre: “Ci spiace Cristiano ma la Luiss purtroppo deve razionalizzare il personale della bilbioteca e non possiamo confermarti, ti ringraziamo di aver collaborato con noi. Buona fortuna.”



Lettere come questa nell'ultimo anno ne sono arrivate a iosa, specie per i lavoratori a tempo determinato.

Criticabile certamente, ma una delle tante....

corny

Bettini nei guai col fisco
«Evasione da 11 milioni»
Avrebbe trasferito fittiziamente la residenza a Montecarlo per sottrarre a tassazione i redditi percepiti

MILANO - Paolo Bettini nei guai col fisco. Il due volte campione del mondo di ciclismo e medaglia d'oro olimpica, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, avrebbe evaso il fisco per quasi 11 milioni di euro. Secondo quanto si è appreso dalla stessa Guardia di Finanza, il ciclista avrebbe trasferito fittiziamente la residenza nel Principato di Monaco allo scopo di sottrarre a tassazione i redditi percepiti. Bettini ha vinto i Mondiali di ciclismo dei professionisti su strada nel 2006 e 2007 e l'oro olimpico ad Atene 2004.



Io gli ritirerei anche l'oro olimpico ......








tricky
CITAZIONE (corny @ Dec 4 2009, 10:50 ) *
Bettini nei guai col fisco
«Evasione da 11 milioni»
Avrebbe trasferito fittiziamente la residenza a Montecarlo per sottrarre a tassazione i redditi percepiti

MILANO - Paolo Bettini nei guai col fisco. Il due volte campione del mondo di ciclismo e medaglia d'oro olimpica, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, avrebbe evaso il fisco per quasi 11 milioni di euro. Secondo quanto si è appreso dalla stessa Guardia di Finanza, il ciclista avrebbe trasferito fittiziamente la residenza nel Principato di Monaco allo scopo di sottrarre a tassazione i redditi percepiti. Bettini ha vinto i Mondiali di ciclismo dei professionisti su strada nel 2006 e 2007 e l'oro olimpico ad Atene 2004.



Io gli ritirerei anche l'oro olimpico ......

Valentino Rossi se per questo ha frodato per molto più e alla fine l'hanno fatto diventare perfino il "testimonial" del bravo cittadino che chiede scusa e restituisce (non tutto naturalmente) il maltolto...
Vorrei solo capire perché Bettini alla gogna e Valentino no.
Non c'è dubbio che il primo è un fenomeno paranormale del motociclismo e l'altro un campione del ciclismo su cui aleggiano ombre. Però davanti alla frode fiscale io me ne sbatto le palle delle imprese sportive dell'uno e dell'altro
Ponchiaz
La mia posizione e' nota. Più' evadi, più se ti becco paghi. E sopra una certa cifra vai pure dentro. Valentino sarebbe stato un testimonial ancora migliore dietro le sbarre.
Virgus
CITAZIONE (Ponchiaz @ Dec 4 2009, 11:37 ) *
La mia posizione e' nota. Più' evadi, più se ti becco paghi. E sopra una certa cifra vai pure dentro. Valentino sarebbe stato un testimonial ancora migliore dietro le sbarre.


QCQ.
ROOSTERS99
Secondo me , invece, le imprese sportive non c' entrano nulla con le questioni fiscali.

tricky
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 4 2009, 11:56 ) *
Secondo me , invece, le imprese sportive non c' entrano nulla con le questioni fiscali.

Se non sono connesse allora non capisco perché Valentino sia stato presentato come il bravo cittadino che si pente invece di essere messo al lastrico come meritava
ROOSTERS99
CITAZIONE (tricky @ Dec 4 2009, 11:58 ) *
Se non sono connesse allora non capisco perché Valentino sia stato presentato come il bravo cittadino che si pente invece di essere messo al lastrico come meritava

Oh la miseria....."al lastrico" addirittura....

Non mi pare che Rossi sia stato presentato in alcun modo; ha pagato quanto concordato con l' agenzia delle entrate, chiudendo il contenzioso.

E ha vinto l' ennesimo nmondiale.
Leasir
CITAZIONE (tricky @ Dec 4 2009, 11:24 ) *
Valentino Rossi se per questo ha frodato per molto più e alla fine l'hanno fatto diventare perfino il "testimonial" del bravo cittadino che chiede scusa e restituisce (non tutto naturalmente) il maltolto...



ebbasta con 'sta disinformazione, sei pure giornalista!

Rossi ha pagato tutte le tasse arretrate che doveva allo stato PIU' la multa comminatagli.

Ha chiuso il contenzioso con una cifra molto inferiore rispetto alla prima "sparata" di oltre 100 milioni di euro (ma si parla comunque di svariate decine di milioni) perchè è riuscito a dimostrare che una ventina di quei milioni non erano in realtà dovuti al fisco italiano e soprattutto perchè l'astronomica multa si è ridotta a un ottavo della cifra originale (come prevede la legge per chi collabora con il fisco).
corny
Bettini ad Atene ci è stato mandato dalla federazione ciclistica italiana in rappresentanza dell'ITALIA .....
Magari si è pure preso il premio per l'oro olimpico....

La sola differenza con Rossi è questa.

alberto
CITAZIONE (corny @ Dec 4 2009, 12:40 ) *
Bettini ad Atene ci è stato mandato dalla federazione ciclistica italiana in rappresentanza dell'ITALIA .....
Magari si è pure preso il premio per l'oro olimpico....

La sola differenza con Rossi è questa.



non vedo alcuna incoerenza con il fare il furbo...
tricky
CITAZIONE (Leasir @ Dec 4 2009, 12:27 ) *
ebbasta con 'sta disinformazione, sei pure giornalista!

Rossi ha pagato tutte le tasse arretrate che doveva allo stato PIU' la multa comminatagli.

Ha chiuso il contenzioso con una cifra molto inferiore rispetto alla prima "sparata" di oltre 100 milioni di euro (ma si parla comunque di svariate decine di milioni) perchè è riuscito a dimostrare che una ventina di quei milioni non erano in realtà dovuti al fisco italiano e soprattutto perchè l'astronomica multa si è ridotta a un ottavo della cifra originale (come prevede la legge per chi collabora con il fisco).


Chi collabora con il fisco paga le tasse....
Chi cerca di frodare il fisco, a casa mia, non collabora
Se ti beccano è troppo facile dire: ok collaboro.
Ma evidentemente basta vincere sulle due ruote per essere considerato super partes.
Peraltro a me non sta neppure antipatico, anzi. E sicuramente qualcuno ha fatto gabole per lui che forse nemmeno sapeva fino in fondo. Ma gli eroi sono altri.
Comunque se per voi va bene così, no problem. Poi però non scandalizziamoci troppo per derubricazioni di falsi in bilancio, di scudi fiscali etc...
I furbi, per come la vedo io, non sono solo quelli che si fanno le legge ad personam, ma anche chi froda, froda, froda e poi.... Ok, ho sbagliato restituisco tutto e chiudiamola qui.
Personalmente l'uomo mi ha perso 100 punti. Il campione nemmeno uno. tanto per essere esplicito
tricky
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 4 2009, 12:08 ) *
Oh la miseria....."al lastrico" addirittura....

Non mi pare che Rossi sia stato presentato in alcun modo; ha pagato quanto concordato con l' agenzia delle entrate, chiudendo il contenzioso.

E ha vinto l' ennesimo nmondiale.


Tanto per sottolineare che le imprese sportive non sono connesse con il giudizio (di benevolenza) che diamo a quanto ha fatto?
Leasir
CITAZIONE (tricky @ Dec 4 2009, 14:09 ) *
Chi collabora con il fisco paga le tasse....
Chi cerca di frodare il fisco, a casa mia, non collabora
Se ti beccano è troppo facile dire: ok collaboro.
Ma evidentemente basta vincere sulle due ruote per essere considerato super partes.
Peraltro a me non sta neppure antipatico, anzi. E sicuramente qualcuno ha fatto gabole per lui che forse nemmeno sapeva fino in fondo. Ma gli eroi sono altri.
Comunque se per voi va bene così, no problem. Poi però non scandalizziamoci troppo per derubricazioni di falsi in bilancio, di scudi fiscali etc...
I furbi, per come la vedo io, non sono solo quelli che si fanno le legge ad personam, ma anche chi froda, froda, froda e poi.... Ok, ho sbagliato restituisco tutto e chiudiamola qui.
Personalmente l'uomo mi ha perso 100 punti. Il campione nemmeno uno. tanto per essere esplicito


tu qui stai dando un giudizio morale, rispettabile e pure condivisibile.

il che è diversissimo dal dire:

CITAZIONE
Valentino Rossi se per questo ha frodato per molto più e alla fine l'hanno fatto diventare perfino il "testimonial" del bravo cittadino che chiede scusa e restituisce (non tutto naturalmente) il maltolto...


che è una informazione falsa che insinua che il fisco abbia fatto uno "sconto" a Rossi perchè è una celebrità.
Cosa che - una volta tanto - non è successa.
tricky
CITAZIONE (Leasir @ Dec 4 2009, 14:35 ) *
che è una informazione falsa che insinua che il fisco abbia fatto uno "sconto" a Rossi perchè è una celebrità.
Cosa che - una volta tanto - non è successa.


Il 3 agosto 2007 l’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate contesta a Rossi compensi non dichiarati per 58.950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004. Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro. Il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi, per un totale complessivo di 112 milioni di euro. Per tutti e 5 gli anni in questione, Rossi avrebbe presentato una dichiarazione Irpef con un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso avrebbe fatto per l’Irap e l’Iva del 2000, mentre per il quadriennio 2001-2004 non ha presentato alcuna dichiarazione Irap e Iva.
Il pilota si è difeso affermando di aver rispettato la legge e di aver pagato tutte le imposte dovute nel Regno Unito, paese UE, dove risulta residente.
Nel febbraio del 2008 è stata resa nota la notizia che Rossi ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate patteggiando il pagamento di 19 milioni di euro per il periodo 2000-2004 e 16 milioni per il periodo 2005-2006: trenta milioni legati ai guadagni del periodo e 4,8 milioni legati alla mancata dichiarazione.[4] Per eliminare le sue pendenze anche nei confronti della magistratura, nel maggio del 2009 Rossi chiede alla Procura di Pesaro un patteggiamento a sei mesi di reclusione, anche se non sconterà mai tale pena né il suo nome verrà menzionato nel casellario giudiziario.[5]


Per me Leasir la cosa si chiude qui, non voglio sembrare il paladino della giustizia perenne. Non mi si addice questa etichetta e neppure la voglio. Però se ha raggiunto un ACCORDO vuol dire che qualcosa ha ottenuto. Se parliamo di 43,7 milioni e un totale di 112 per gli interessi e ne paga 34,8 qualcosa non torna. Per non parlare delle ultime due righe. Sempre che Wikipedia non abbia preso un abbaglio clamoroso. O l'abbia preso io non riuscendo a leggere correttamente quanto sopra riportato
ROOSTERS99
Incredibile..... sono "in linea" col pagellista !!

Un altro miracolo del Dottore !! rolleyes.gif wink.gif laugh.gif
tricky
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 4 2009, 15:08 ) *
Incredibile..... sono "in linea" col pagellista !!

Un altro miracolo del Dottore !! rolleyes.gif wink.gif laugh.gif

C'è sempre una prima volta thumbsup.png
Vedrai che capiterà che saremo in linea pure tu ed io prima o poi wink.gif

Ps Non dare i meriti al Dottore, riconoscili a me per questa vostra stessa lunghezza d'onda biggrin.gif
alberto
CITAZIONE (tricky @ Dec 4 2009, 15:05 ) *
Il 3 agosto 2007 l’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate contesta a Rossi compensi non dichiarati per 58.950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004. Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro.


solo a me pare un po' sproporzionato pagare 44M di tasse su 59M di reddito?
il primo che mi dice che 15M sono comunque tanti, ed è vero, mi convinca che sarebbe felice di pagare tasse per il 75% del reddito prodotto, quale che sia l'ammontare finale, sapendo come verranno poi gestiti tali soldi.
Roberto
CITAZIONE (alberto @ Dec 4 2009, 15:18 ) *
solo a me pare un po' sproporzionato pagare 44M di tasse su 59M di reddito?
il primo che mi dice che 15M sono comunque tanti, ed è vero, mi convinca che sarebbe felice di pagare tasse per il 75% del reddito prodotto, quale che sia l'ammontare finale, sapendo come verranno poi gestiti tali soldi.


Vorrai mica scherzare.

E' giustissimo, visto quello che lo Stato fa' per i suoi cittadini.

Personalmente aumenterei ancora un po' le aliquote, visto il buon lavoro di gossip che stanno facendo gli addetti ai lavori.
Virgus
CITAZIONE (alberto @ Dec 4 2009, 15:18 ) *
solo a me pare un po' sproporzionato pagare 44M di tasse su 59M di reddito?
il primo che mi dice che 15M sono comunque tanti, ed è vero, mi convinca che sarebbe felice di pagare tasse per il 75% del reddito prodotto, quale che sia l'ammontare finale, sapendo come verranno poi gestiti tali soldi.



Non serve mica guadagnare 59 M per pagare il 75% di tasse ..... bye.gif
Virgus
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 4 2009, 15:08 ) *
Incredibile..... sono "in linea" col pagellista !!

Un altro miracolo del Dottore !! rolleyes.gif wink.gif laugh.gif



Pensa che io son d'accordo con Tricki , questo si che è un miracolo ! biggrin.gif
tricky
CITAZIONE (Virgus @ Dec 4 2009, 15:32 ) *
Pensa che io son d'accordo con Tricki , questo si che è un miracolo ! biggrin.gif



Ora però mi fai arrossire blush.gif
ROOSTERS99
CITAZIONE (Virgus @ Dec 4 2009, 15:32 ) *
Pensa che io son d'accordo con Tricki , questo si che è un miracolo ! biggrin.gif



CITAZIONE (tricky @ Dec 4 2009, 15:36 ) *
Ora però mi fai arrossire blush.gif

.... è Natale !!!! rolleyes.gif rolleyes.gif laugh.gif laugh.gif
Dragonheart
CITAZIONE (tricky @ Dec 4 2009, 15:05 ) *
Per me Leasir la cosa si chiude qui, non voglio sembrare il paladino della giustizia perenne. Non mi si addice questa etichetta e neppure la voglio. Però se ha raggiunto un ACCORDO vuol dire che qualcosa ha ottenuto. Se parliamo di 43,7 milioni e un totale di 112 per gli interessi e ne paga 34,8 qualcosa non torna. Per non parlare delle ultime due righe. Sempre che Wikipedia non abbia preso un abbaglio clamoroso. O l'abbia preso io non riuscendo a leggere correttamente quanto sopra riportato


tricky, per la mia esperienza di contenzioso tributario, se c'è una cosa che riesce bene all'Agenzia delle Entrate è sparare alto!
quindi, una cosa è quello che pensano d'aver accertato, e un'altra cosa è la vera evasione
per quello, poi, si fanno gli accordi: perchè non è detto che si riesca a dimostrare che tutto quel che si pretende sia davvero dovuto
non ti preoccupare che nessun funzionario pubblico si prenderà mai la responsabilità di transigere una posizione plurimilionaria senza sapere che quello a cui sta rinunciando era il "superfluo"
Leasir
Peraltro Rossi sarà parecchio felice del fatto che mentre lui ha (giustamente) pagato salato ciò che ha imboscato, in questo periodo una marea di gente lo sta pagando solo al 5%...
Franz#12
http://www.corriere.it/politica/09_dicembr...44f02aabc.shtml

Tutto normale? È uno scherzo?

ohmy.gif ohmy.gif ohmy.gif

«Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione». Lo dice Vittorio Feltri, rispondendo su Il Giornale,....
Leasir
La cosa anormale è che Feltri non sia ancora stato radiato dall'Albo dei giorn.. ops!
Ponchiaz
La cosa anormale e' che esista un ordine dei giornalisti.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Leasir @ Dec 4 2009, 22:07 ) *
La cosa anormale è che Feltri non sia ancora stato radiato dall'Albo dei giorn.. ops!

Ma, se è per quello credo che sia proprio fuori...se si può essre fuori da qualcosa che non esiste...

Comunque, Feltri non bene..... sleep.gif
Franz#12
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Dec 6 2009, 20:57 ) *
Ma, se è per quello credo che sia proprio fuori...se si può essre fuori da qualcosa che non esiste...

Comunque, Feltri non bene..... sleep.gif


Per legge, il direttore di un giornale dev'essere iscritto all'Albo. Feltri è iscritto all'elenco Professionisti dal 16/12/71. Io da 9 giorni biggrin.gif
corny
CITAZIONE (Franz#12 @ Dec 7 2009, 10:42 ) *
....Feltri è iscritto all'elenco Professionisti dal 16/12/71. ....



Ecco è giunta l'ora di andare in pensione.

Il bergamasco meno stimato dai bergamaschi.....

corny
Milano - E' scontro istituzionale tra l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, e la Lega Nord. Onorevole Tettamanzi titolava a tutta pagina la Padania che, nell'edizione di ieri, ha lanciato un durissimo attacco: "Cardinale o imam? Se lo chiedono in molti. Tettamanzi la città la vive poco". L'affondo del quotidiano del Carroccio arriva all'indomani dell'annuale omelia in occasione della festa patronale di Sant'Ambrogio.

Bossi smorza i toni Ieri, in visita a Palazzo Marino per vedere l'allestimento del presepe, il ministro delle Riforme Umberto Bossi ha cercato di smorzare un po' i toni ribadendo, tuttavia, che "la gentedà molto peso alla tradizione. "Io leggo poco la Padania - ha ammesso il Senatùr - però il problema è che sicuramente la gente, oltre che alla cristianità, dà molto peso alla tradizione, si sente sicura quando vede che la sua tradizione viene rispettata". "Se arriva troppa gente - ha poi concluso il ministro leghista - la tradizione sparisce". Ha, invece, colpito duramente il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, dalle colonne della Repubblica: "La grande capacità della Chiesa territoriale dovrebbe essere la vicinanza con il territorio. Tettamanzi con il suo territorio non c’entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia". "Negare che persone di una certa etnia facciano un tipo di attività è disconoscere la realtà. Seguendo la logica dei poverini non si va da nessuna parte, si trasformano solo i nostri poverini in agnelli sacrificali", ha concluso l'esponente del Carroccio.

Il discorso di Tettamanzi Il crocifisso non è solo un segno di identità, ma un simbolo da vivere "con umile, forte e gioiosa coerenza". Nella ettera alla metropoli, intitolata Milano torni grande con la sobrietà e la solidarietà, Tettamanzi ha invitato a guardare all’esempio di Cristo e a una "presenza che ha i segni del Crocifisso, che sa attraversare le situazioni umane di fatica e di sofferenza assumendole, facendosene carico. Conserviamo la presenza del crocifisso - ha argomentato il cardinale - simbolo cristiano ma anche simbolo profondamente umano". In tema di immigrazione "la risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei rom non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive". Per questo, ha osservato il porporato, "la chiesa di Milano, il volontariato e altre forze positive della città hanno dimostrato, e rinnovano, la propria disponibilità per costruire un percorso di integrazione. Non possiamo, per il bene di tutta la città, assumerci la responsabilità di distruggere ogni volta la tela del dialogo e dell’accoglienza nella legalità che pazientemente alcuni vogliono tessere".

Farefuturo: "Bestemmiatori contro Tettamanzi" "I fustigatori, i tronisti e i Torquemada sono arrivati come un orologio (e un referendum) svizzero. Non sono piaciute le critiche del cardinale Tettamanzi alla recente raffica di sgomberi che ha messo sulla strada 250 rom di un accampamento abusivo alla periferia di Milano. Il quotidiano leghista, come poteva essere altrimenti, è andato giù duro". E' quanto scrive il periodico online di Farefuturo, fondazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, commentando gli attacchi contro l’arcivescovo. "Questo succede - scrive il direttore Filippo Rossi - quando la politica si arroga il diritto di utilizzare la religione come carta d identità, come facile strumento per riempire la propria vuotezza. Questo succede quando la politica prende in prestito la fede per farne uno strumento di odio e di divisione. Quando si confonde la croce con un simbolo di partito". Secondo la fondazione finiana, "si arriva a pretendere che la religione si adegui alle regole perverse della politica, perda l ’universalità per occuparsi del contingente, perde l’altruismo per rifugiarsi nel più bieco individualismo. È la politica che diventa giudice della buona e della cattiva religione in funzione degli interessi di un partito. E così i demagoghi mandano via il prete dall’altare, ne prendono il posto, fanno un comizio e la chiamano predica". "Li definiscono cristianisti - conclude Ffwebmagazine - ma, in fondo, sono semplici bestemmiatori, mercanti di paura che cacciano Gesù dal tempio, svuotando la fede di qualsiasi senso religioso. Il loro evidente antenato è quel Charles Maurras che fondò il movimento di estrema destra Action Francaise. Maurras si definiva athèe catholique, e per questo fu scomunicato da Pio XI. Il paradosso è tutto qui: difendono il cristianesimo ma, di certo, non sono buoni cristiani".


Il giornale 07/12/09.
corny
La religione senza Dio
di ILVO DIAMANTI

È impossibile separare la religione dalla politica, in Italia. Tanto più dopo la fine della Dc, quando la Chiesa è tornata a rappresentare i valori, i principi, ma anche gli interessi dei cattolici in Italia, in modo autonomo e diretto. Il fatto è che oggi altri soggetti, oltre alla Chiesa, svolgono lo stesso ruolo. Talora in competizione, perfino in disaccordo con essa. Come dimostra la pesante polemica lanciata, ieri, dalla Lega contro il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano.

Ma gli esempi sono molti. Basta pensare alla proposta di inserire la croce nel tricolore. La bandiera nazionale. Avanzata (ancora) dalla Lega e apprezzata dal ministro Frattini, dopo il referendum che, in Svizzera, ha bloccato la costruzione dei minareti. D'altronde, la Lega si oppone alla costruzione delle moschee in molte realtà locali, insieme ad altri gruppi e partiti politici della destra (non solo) estrema. Xenofobia e islamofobia si mischiano e si richiamano reciprocamente, in nome delle radici cristiane dell'Europa e, soprattutto, dell'Italia. Come dimostrano le polemiche suscitate dalla decisione della Corte europea contro l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici. Criticata, in Italia, da gran parte delle forze politiche, di destra e di sinistra. Tutte impegnate a difendere l'identità cattolica. Anche a costo di entrare in contrasto con la Chiesa. Di assumere posizioni più clericali della Chiesa. Non nel caso del crocifisso, ovviamente, ma nelle altre vicende citate. Le moschee, i minareti. In generale: le politiche sull'immigrazione e i rapporti con gli stranieri. Su cui la Chiesa, attraverso le sue organizzazioni e i suoi media, ma anche attraverso la gerarchia (non solo il cardinale Tettamanzi, ma tutta), ha assunto posizioni molto lontane dalla Lega e dal centrodestra. Schierandosi a favore del diritto di culto e di fede religiosa, anche per gli islamici. E, dunque, in disaccordo con le guerre di religione lanciate contro i minareti e le moschee. E contro gli immigrati.

Da ciò il singolare (ricorrente) contrasto, fra la Chiesa e la Lega - spesso affiancata dagli alleati di centrodestra - nella rappresentanza dei valori religiosi e della "comunità cattolica". Il fatto è che il valore della religione va ben oltre i confini della fede e della comunità dei credenti. D'altronde (Demos, 2007), l'insegnamento della religione nella scuola pubblica, in Italia, è approvato da 9 persone su 10. E dalla maggioranza degli stessi elettori di sinistra. Lo stesso per l'esposizione del crocifisso. Perché, come ha rammentato il sociologo Jean-Paul Willaime su Le Monde: "Tutte le società europee, per quanto secolarizzate, non sono mai uscite del tutto da una concezione territoriale di appartenenza religiosa; gli stessi immaginari nazionali non sono completamente neutri dal punto di vista religioso".

Così, anche in presenza di un declino sensibile della pratica rituale, ai partiti populisti diviene possibile riattivare - e sfruttare - le componenti religiose dell'identità nazionale e territoriale. Non solo: la religione viene usata come strumento di consenso partigiano ed elettorale. Lo ha fatto la Lega fin dagli anni Novanta, in polemica aperta e dura contro la Chiesa nazionale, nemica della secessione. Lo scontro è proseguito in seguito, sui temi della solidarietà sociale, soprattutto verso gli immigrati. Sulla questione dell'integrazione. La Lega, in altri termini, si è proposta essa stessa alla guida di una religione senza Chiesa - e senza Dio. I cui valori, simboli, luoghi vengono fatti rientrare dentro i confini dell'identità territoriale. Ne diventano riferimenti fondamentali. D'altronde, il ruolo della religione nella costruzione dell'immaginario locale e nello stesso mondo intorno a noi - per riprendere la suggestione di Willaime - è innegabile e molto visibile. Un santo al giorno, scandisce il calendario. Le festività. Gli atti che accompagnano la biografia di molte persone: dal battesimo al matrimonio fino al funerale. E ancora, ogni giorno: le ore battute dai campanili. I quali, insieme alle chiese e alle cattedrali, fanno parte del nostro paesaggio quotidiano. Il che spiega, in parte, la reazione sollevata dalla possibile costruzione di luoghi di culto di altre religioni. Le moschee. Figuriamoci i minareti. Capaci di produrre una rottura rispetto al passato, resa visibile - anzi: appariscente - da uno skyline urbano inedito. Il che genera incertezza e inquietudine, soprattutto quando, come in questa fase, le appartenenze territoriali - nazionali e locali - sono scosse violentemente dalla globalizzazione, ma anche dai mille muri sorti dopo la caduta del Muro.

In Italia questo problema appare particolarmente rilevante, perché si tratta di un paese diviso, con un'identità nazionale debole e incompiuta. La Lega offre, al proposito, risposte semplici e rassicuranti a problemi complessi. Reinventa la tradizione per rispondere al mutamento. Recupera le radici cristiane di una società secolarizzata, le impianta sul territorio. Ricorre a simboli antichi per affrontare problemi nuovi. Lo spaesamento, l'inquietudine suscitata dai flussi migratori. Gli stranieri diventano, anzi, una risorsa importante per rafforzare l'appartenenza locale. Per chiarire chi siamo Noi attraverso il distacco dagli Altri.
Lo stesso crocifisso si trasforma in simbolo unificante, avulso dal suo significato. È la croce da associare al tricolore. Dove la croce è più importante del tricolore. Una bandiera che, secondo la Lega, evoca una nazione inesistente. Mentre la croce evoca lo "scontro fra civiltà". La crociata contro l'Islam, che ha l'epicentro nel Nord, dove l'immigrazione è più ampia. D'altra parte, su questi temi gli italiani e gli stessi cattolici si trovano spesso d'accordo con la Lega e con gli alleati di governo (a cui essa detta la linea). Molto meno con le posizioni solidali e tolleranti espresse dalla Chiesa (Demos per liMes, 2008).

La sfida della Lega è, dunque, insidiosa. Perché etnicizza la religione. Costruisce, al tempo stesso, una patria e un'identità. Ma anche una religione alternativa. In tempi segnati da una domanda di appartenenza e di senso acuta e diffusa.
Di fronte a questa sfida, le scomuniche e l'indignazione rischiano di risultare risposte insufficienti. Inadeguate. Per gli attori politici. (Tutti, non solo quelli di sinistra. Anche per gli alleati di centrodestra). Ma soprattutto per la Chiesa.

ROOSTERS99
A me Tettamanzi (un buonuomo più che un uomo buono) ha rotto da tempo.
ROOSTERS99
10 dicembre 2009

Così Maurizio Turco spiega perché non bisogna arrestare Cosentino
La relazione del deputato radicale eletto nelle liste del Pd

Onorevoli colleghi, in un Parlamento normale e in un Paese normale, cioè democratici, questa relazione non sarebbe necessaria. Noi non ci troveremmo dinanzi alla paradossale situazione di dover discutere dell’arresto di un membro del Governo, colpito da gravissime accuse, che tuttavia non è oggetto di critiche per come fa il sottosegretario ma perché intende candidarsi alla guida di una regione che ha più di 5 milioni di abitanti. Chi scrive - inoltre - potrebbe serenamente aderire a una delle relazioni che già sono state preannunziate ed evitarsi lo scrupolo e il fastidio di redigerne un’altra. Purtroppo la situazione non lo consente e mi vedo costretto a lasciare agli atti dell’Assemblea un mio scritto per mettere in luce l’assurdo di questa vicenda. Do per noti i contenuti della domanda di autorizzazione e le considerazioni della relazione di maggioranza.

1. I rifiuti: un settore di interesse della camorra . Che quello del ciclo dei rifiuti sia un settore merceologico d’interesse per la criminalità non è un segreto per nessuno. E’ dalla XII legislatura che le Camere costituiscono puntualmente apposite inchieste parlamentari e rintracciano interessi, descrivono condotte e profitti malavitosi nel sistema dei rifiuti (nelle legislature XIV e XV i presidenti della commissione d’inchiesta sono stati proprio parlamentari della Campania, Paolo Russo e Roberto Barbieri). Si sono scritti fiumi d’inchiostro e sono innumerevoli le inchieste giudiziarie, i servizi giornalistici e - con la magistrale penna di Roberto Saviano - capitoli di “romanzi”. E’ altresì noto che l’intreccio tra camorra e rifiuti è strategico per la prima: pochi servizi pubblici incidono sul quotidiano delle famiglie e del territorio come la nettezza urbana. Se la mafia s’infiltra nel traffico della droga, la grande maggioranza di cittadini che non si drogano non se ne accorge; se si infila nel riciclaggio del danaro, proprio perché il danaro non puzza, i frequentatori dei supermercati non necessariamente se ne accorgono. Ma se la camorra brucia o ruba i camion della raccolta e impedisce la nettezza di strade e quartieri; se i cassonetti non possono essere svuotati perché le scelte amministrative sull’ubicazione di discariche e inceneritori sono di fatto ostacolate, l’impatto sulla popolazione è immediato. Nel settore dei rifiuti, quindi, si combinano molti aspetti dell’ingordigia camorristica: la voglia di acquisire e di gestire finanziamenti per gli impianti; la necessità di controllare il territorio; la possibilità di interloquire con il potere pubblico e di condizionare le scelte della politica sia con il voto di scambio sia con l’aggressione a chi non vuole scendere a patti. 




2. Una politica malata . In questo senso non è discutibile che il deputato Cosentino sia immerso nella realtà territoriale della Campania e che se ne nutra. Non è discutibile perché egli stesso lo rivendica. Che egli sia il referente politico di quell’ humus è dunque assodato. Egli non ha smentito le accuse dei magistrati circa la sua influenza sulla vita della ECO4: ha solo detto che il consorzio di Caserta non era gestito diversamente da altri, condotti sotto l’egida del centro-sinistra. Non ha detto di essere contrario ai metodi e ai sistemi in vigore: ha sottolineato che tutte le forze politiche della Campania sono coinvolte. Per noi non è certo un’attenuante, ma è vero esattamente il contrario: trattasi di aggravante per Cosentino e per il centro-sinistra. Cosentino è certamente insensibile alle ragioni della buona amministrazione e a quelle di un mercato concorrenziale ed efficiente, ma non avrebbe potuto fare tutta la strada che ha fatto senza l’incredibile inerzia della gestione commissariale (vale a dire di Antonio Bassolino) e l’interessato strabismo di consistenti pezzi dei partiti di centro-sinistra. Nella situazione di cui s’interessa l’inchiesta all’attenzione della Camera, si staglia non solo la figura di Nicola Cosentino ma anche quella del consigliere regionale Angelo Brancaccio, eletto nel 2005 con i Democratici di sinistra. Costui viene arrestato nella primavera del 2007 per gravissime accuse di connivenza con la camorra e in particolare proprio con quei fratelli Michele e Sergio Orsi, che l’inchiesta vuole soci di fatto di Cosentino. Costoro addirittura si tesserano per qualche tempo con i DS, senza che in quel partito nessuno si scandalizzi, si ribelli al fatto che due presunti camorristi casalesi sono stati ammessi al laticlavio della politica militante. Appena arrestato Angelo Brancaccio viene espulso dai DS, passa al gruppo regionale dei Popolari-UDEUR ne diviene il Segretario provinciale di Caserta, in Regione è attualmente membro della “Commissione speciale 2. Commissione speciale trasparenza : Commissione consiliare speciale di controllo delle attività della Regione e degli enti collegati e dell’utilizzo di tutti i fondi.”. Dopo le elezioni regionali del 2005 Bassolino aveva un potere quasi incontrastato: era già commissario straordinario, poteva ripulire la Campania nel volgere di poche settimane. Cosentino a Casal di Principe e Landolfi a Mondragone erano suoi nemici e a Casal di Principe e Mondragone si facevano blocchi stradali e si incendiavano i rifiuti, ma Bassolino aveva la forza ed i poteri dalla sua: che bisogno c’era di servirsi dei metodi e degli ammiccamenti alla malavita di uno come Brancaccio? Non sarebbe stato meglio andare dalla magistratura e chiedere un’inchiesta vera, senza sconti per nessuno? E dal punto di vista amministrativo, non era meglio scegliersi persone di fiducia e non l’ambiguo Facchi da Milano? E sul caso della discarica di Pianura e dell’assessore Nugnes - suicidatosi poco più di anno fa - che cosa si deve concludere? Che il voto di scambio di cui si è avvalso Cosentino giovasse anche a qualcuno nel centro-sinistra? Perché un galantuomo come Lorenzo Diana da San Cipriano d’Aversa (spesso minacciato e oggetto di tutela di pubblica sicurezza) invece non è stato ricandidato? Perché la politica campana si rigira sempre nei miasmi che la rendono irrespirabile da decenni con i suoi De Mita, Di Donato, Mastella - la cui consorte è stata onorata proprio da Bassolino della presidenza del consiglio regionale? Come mai le nuove leve sono forse peggiori delle vecchie? E tuttavia la politica campana ha i suoi epigoni e cantori nel Parlamento nazionale: ho letto incredulo gli interventi dei senatori del Popolo della libertà nell’aula dell’altro ramo del Parlamento del 25 novembre 2009, in ordine alle mozioni su Cosentino: non una parola sui rifiuti; non un cenno all’inchiesta, alla situazione di grave dissesto civico e istituzionale di quella zona, tra il confine con il Lazio e la periferia nord-orientale di Napoli; non un mea culpa sui morti, che non sono solo morti ammazzati con armi da fuoco ma anche da neoplasie cagionate dall’irrimediabile insalubrità dell’ambiente. 



3. Il caso Cosentino, emblematico del corto circuito del sistema partitocratico e correntizio. A fronte della politica malata, della politica localmente contigua alla criminalità, la politica nazionale cosa fa? Nulla. Io voglio che questo rimanga agli atti di questa legislatura, di quanto il sistema abbia già fatto corto circuito ed il caso del sottosegretario Cosentino sta qui a dimostrarlo. Le mafie, le camorre, le associazioni criminali che dominano il Sud e non solo, nel corso degli anni, dei decenni, hanno mutato il loro essere, si sono evolute, sociologicamente intendo dire e hanno assunto forme diverse e maggiore dinamismo. In un altro paese questo mutamento della fisionomia, essendo già esso stesso storia, sarebbe stato da tempo oggetto di analisi e di iniziative adeguate da parte del legislatore; un legislatore che da tempo, per contrastare efficacemente il fenomeno mafioso, avrebbe dovuto adeguare le fattispecie penali tipiche - nel rigoroso rispetto dei principi costituzionali di legalità e di tassatività delle fattispecie penali - alla mutata realtà. E invece no, niente da fare, così legittimando interventi ‘creativi’ della giurisprudenza e della magistratura che, senza alcuna investitura popolare, si è sentita necessitata a far argine alla nuova dinamica fisionomia delle mafie attraverso l’individuazione della strada del “concorso esterno in associazione mafiosa”, attraverso, cioè l’utilizzazione del ‘moltiplicatore’ di reati, il 110 cp, anche per una fattispecie già di per sé, necessariamente plurisoggettiva. Strada bizzarra, all’origine di un animato dibattito dottrinario circa l’ammissibilità del concorso eventuale in fattispecie plurisoggettive o reati a concorso necessario. Per il vero la stessa Corte di cassazione, investita più volte del problema, si è pronunciata, nel tempo, in modo difforme, ora escludendo ora ammettendo la configurabilità del concorso eventuale nel reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, fino ad arrivare ai decisivi, ma irresponsabili, pronunciamenti delle Sezioni Unite. Pronunciamenti irresponsabili, non perché non vi sia il bisogno di contrastare le mafie anche o soprattutto su questo terreno, che è proprio quello che sosteniamo, ma perché il prodotto dell’inerzia del legislatore, è stato quello di conferire, volenti o nolenti, il potere legislativo, il potere di individuare una nuova fattispecie a dei magistrati che per quanto di elevatissimo spessore, sono pur sempre sforniti del mandato politico dei cittadini e ad essi non rispondono. E l’individuazione di questa nuova figura di reato, essendosi verificata attraverso gli strumenti del tecnicismo giurisprudenziale, gli unici di cui può legittimamente disporre la magistratura, ha finito per conferire al concorso esterno confini labili ed incerti; il che significa rimandare la determinazione del fatto punibile alla mera discrezionalità dei giudici. Il corto circuito, dicevo: da un lato la partitocrazia sul punto immobile perché essa stessa corrotta e corruttrice, che priva i cittadini degli strumenti di conoscenza necessari per poter esprimere una condanna politica dell’inerzia legislativa finalizzata a contrastare le mafie nelle sue nuove forme; dall’altro una magistratura che sul punto fattasi legislatore si tiene ben stretto il fortino conquistato del ‘concorso esterno in associazione mafiosa’, lasciando le dispute teoriche, sul non senso logico giuridico del concorso esterno nei reati associativi e sulla non conformità a Costituzione di un diritto penale siffatto, ai libri universitari. In un altro paese un legislatore inerte per almeno quindici anni sul punto del contrasto alle mafie sarebbe, per ciò solo, stato mandato a casa; in un altro paese un tema del genere avrebbe monopolizzato le campagne elettorali, la magistratura sarebbe stata al proprio posto ed il legislatore sarebbe stato costretto, dal corpo elettorale non dalle richieste di arresto, ad intervenire. Noi non ci stiamo più a questo gioco al massacro condotto da bande, sempre e solo basato, come in una giungla, sulla legge del più forte. Noi vogliamo reati disegnati da un legislatore politicamente responsabile, vogliamo che i cittadini informati come la legge prevede, siano messi in grado di mandare a casa democraticamente un legislatore colluso, corrotto e corruttore, vogliamo una magistratura professionalmente responsabile, credibile ed indipendente che si muove nell’ambito dei confini per essa disegnata dai costituenti; siamo stufi di inchieste ad orologeria e siamo stufi che questa magistratura, quella romana in particolare, non faccia nulla per riportare alla legalità lo scempio, civile prima ancora che penale, della lottizzazione della concessionaria del servizio pubblico dell’informazione radiotelevisiva che, in mano ai partiti corrotti e corruttori, almeno quanto la ECO4 è in mano a Cosentino, tutto questo impedisce. 



4. L’inchiesta. Di Cosentino si parla da molti anni nel contesto delle inchieste campane. La procura (e di conseguenza il GIP) non dice però perché per almeno 10 anni non si è voluto andare a fondo sulle ipotesi che riguardano il deputato Cosentino. Le prime deposizioni dei pentiti sono di Carmine Schiavone, a metà anni 90, mentre Domenico Bidognetti, Emilio Di Caterina e Michele Orsi parlano già da due o più anni del deputato Cosentino. E’ dunque la credibilità dell’inchiesta, in ordine al coinvolgimento del deputato Cosentino, che viene irrimediabilmente messa in discussione dai tempi e dai modi relativi all’iscrizione del deputato nel registro degli indagati e dai tempi della domanda di arresto. Perché solo ora? Troppo lavoro da dieci anni a questa parte per la Procura di Napoli? Occorreva vedere quanto cresceva politicamente il politico Cosentino, prima di intervenire? I riscontri sulle dichiarazioni dei pentiti, in ordine al coinvolgimento di Cosentino e nonostante l’amplissimo arco di tempo a disposizione degli inquirenti sono sempre e solo riscontri indiretti e totalmente insoddisfacenti, non arrivano mai a fatti connotati dall’attualità, tutto pare improvvisamente fermarsi all’anno 2004. Pur con i limiti investigativi di cui all’art. 68 Costituzione, potevano ben essere condotte indagini patrimoniali, potevano ben essere intercettati gli interlocutori più vicini al deputato Cosentino, potevano essere effettuati servizi di osservazione e controllo. Nulla è stato fatto e la Procura che non ha voluto neanche sentire Cosentino presunto innocente e tacciato di essere un potenziale criminale che pure si era reso disponibile, ci chiede oggi di fidarci dei pentiti, sicuri criminali, e di riscontri indiretti. Riscontri che però, oltre ad essere flebili ed indiretti, non arrivano - come detto e come scrive lo stesso GIP nell’ordinanza - al di là dell’anno 2004. La Procura di Napoli sul sottosegretario Cosentino negli ultimi cinque anni nulla ha trovato, tanto che, con la consapevolezza della debolezza degli elementi posti a base della richiesta di arresto, il Procuratore della Repubblica di Napoli, appresa della decisione della Giunta delle autorizzazioni di questa Camera, ha dichiarato all’ANSA il 25 Novembre “ la richiesta d’arresto respinta non è un blocco alle indagini. Se troveremo elementi bene, se non ne troveremo allora ci fermeremo. Intanto le indagini continuano”. Ma allora, posto che lo stesso Procuratore afferma che se non verranno trovati elementi l’indagine si fermerà, su che cosa è realmente basata la richiesta di arresto? Si chiede di arrestare un sottosegretario con la consapevolezza che l’indagine, se non viene fuori nulla di nuovo, è destinata all’archiviazione? Succedono cose strane alla Procura di Napoli. Procura nella quale accade che il Procuratore Generale della Corte d’Appello, Vincenzo Galgano, istituzionalmente deputato al controllo delle iniziative e delle inerzie degli uffici dei PM, afferma, dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno in un’intervista del 15 ottobre che vi sono a Napoli PM fanatici che danneggiano le persone e provocano sofferenze, che su Cosentino non gli risulta sussistano elementi e che a quanto gli consta è una persona per bene; che la qualità professionale in Procura è scadente e che la dotazione organica non è di “cento cavallucci , ma di dieci stalloni e 90 asini. In Procura a Napoli succede però che 72 PM ed un Aggiunto firmino un documento contro il pg Galgano per quell’intervista, e richiedano l’apertura di una pratica a tutela presso il CSM e succede ancora che il Presidente della I Commissione, Dr. Fiorella Pilato, guarda caso di Magistratura Democratica, non escluda il trasferimento di Galgano da Napoli per incompatibilità ambientale. Succede così, che audito in una velocissima pre istruttoria il PG Vincenzo Galgano, evidentemente memore delle limpide decisioni di questo CSM sui magistrati De Magistris e Forleo, faccia rapida marcia indietro e dica che, no, non si riferiva alla situazione di Napoli, ma alla situazione in generale della giustizia in questo nostro disgraziato paese. Personalmente posso anche nutrire seri dubbi sulla tesi della persecuzione giudiziaria, motivo per il quale non condivido la proposta della maggioranza della Giunta, ma il contesto appena descritto, il metodo ed il merito, che in quel contesto diventano testo della richiesta di arresto, non giustificano comunque, a mio avviso, la richiesta di arresto di una persona, anche se si chiama Nicola Cosentino, nato a Casal di Principe.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Nota di Roosters ........... e la Iervolino e Bassolino, governano tranquillamente...... blink.gif
Ponchiaz
Un filo prolisso come articolo.

Diciamo che da persona da sempre abbastanza garantista, al di la' delle mie provocazioni spesso buzzurre, trovo il reato di concorso esterno poco oggettivo e facilmente manipolabile.

Adesso, io non so se questo Cosentino abbia o non abbia commesso dei crimini. Quello che e' facile rilevare, pero', e' che tutti noi ne abbiamo appreso l'esistenza quando si e' candidato per le regionali la qualcosa ha coinciso con la deposizione dell'avviso di garanzia PRIMA IN EDICOLA e poi ovviamente in tribunale.

E questo, valga per chiunque, e' una vergogna senza fine. Un altro bell'esempio e' l'avviso di garanzia a Formigoni e alla Moratti per la questione inquinamento a Milano. Giusto, ineccepibile. Ovviamente quale momento migliore se non l'avvio della campagna elettorale fra i mille possibili? La cosa per fortuna e' talmente una roba da caciottari che nessun giornale l'ha tenuta piu' di un giorno, ma la cosa fa riflettere.

Io credo che il nostro presidente operaio e anche un po' mignottaro faccia male ad attaccare l'istituzione magistratura, altrettantamente penso che riconoscere che ci sono dei rappresentanti della stessa che sono completamente allo sbando aiuterebbe questo paesucolo a venir giu' dalla pianta.

tatanka
CITAZIONE (Ponchiaz @ Dec 11 2009, 07:38 ) *
Un filo prolisso come articolo.

Diciamo che da persona da sempre abbastanza garantista, al di la' delle mie provocazioni spesso buzzurre, trovo il reato di concorso esterno poco oggettivo e facilmente manipolabile.

Adesso, io non so se questo Cosentino abbia o non abbia commesso dei crimini. Quello che e' facile rilevare, pero', e' che tutti noi ne abbiamo appreso l'esistenza quando si e' candidato per le regionali la qualcosa ha coinciso con la deposizione dell'avviso di garanzia PRIMA IN EDICOLA e poi ovviamente in tribunale.

E questo, valga per chiunque, e' una vergogna senza fine. Un altro bell'esempio e' l'avviso di garanzia a Formigoni e alla Moratti per la questione inquinamento a Milano. Giusto, ineccepibile. Ovviamente quale momento migliore se non l'avvio della campagna elettorale fra i mille possibili? La cosa per fortuna e' talmente una roba da caciottari che nessun giornale l'ha tenuta piu' di un giorno, ma la cosa fa riflettere.

Io credo che il nostro presidente operaio e anche un po' mignottaro faccia male ad attaccare l'istituzione magistratura, altrettantamente penso che riconoscere che ci sono dei rappresentanti della stessa che sono completamente allo sbando aiuterebbe questo paesucolo a venir giu' dalla pianta.


Condivisibile.

Però per Cosentino non si tratta di avviso di garanzia ma di richiesta di arresto. E c'è una bella differenza.
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