CITAZIONE (Ale Div. @ Jul 16 2008, 15:57 )

Continuate a suonare ...
Mutui: tassi al 5,85% Mai così alti dal 2002 –
Roma - Un nuovo record. I tassi di interesse sui mutui per l’acquisto di abitazioni, sono saliti ulteriormente. A giugno, secondo quanto emerge dal bollettino mensile dell’Abi, sono arrivati al 5,85%, facendo segnare il valore più alto dall’agosto del 2002. Il valore, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile, si confronta con il 5,75% registrato a maggio. Un anno fa lo stesso tasso, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile, era stato del 5,49%.
Inflazione record a giugno è al 4%
Bruxelles - Non si ferma la corsa dell'inflazione in Europa e in Italia. A giugno sale al 4% nella zona dell'euro, con una impennata rispetto al 3,7% di maggio, quanso era stato raggiunto un livello record. Che è stato subito superato, toccando così il livello più alto da quando è entrata in vigore la moneta unica. L'Eurostat, l’ufficio statistico delle comunità europee, conferma quindi l'andamento preoccupante emerso dalle prime stime del 30 giugno. Un anno fa, nel giugno 2007, l’inflazione era all’1,9%, ossia meno della metà del livello attuale. L’aumento mensile del mese scorso è stato dello 0,4%.
Italia al 4% Lo Stato della zona euro con l’inflazione più bassa è l’Olanda, con il 2,3%, seguita dalla Germania, con il 3,4%. L’Italia ha registrato un 4% e la Slovenia, maglia nera, un 6,8%.
In netto aumento anche l’inflazione dei Ventisette, passata dal 4% di maggio al 4,3% di giugno. L’anno scorso era del 2,1%. Il dato mensile si è attestato allo 0,4%. La corsa dei prezzi è iniziata con il balzo dal 2,6% di ottobre al 3% del novembre 2007. A dicembre i prezzi di Eurolandia erano infatti al 3,1%, a gennaio al 3,2%, a febbraio al 3,3%, a marzo al 3,6% e ad aprile al 3,3%.
Pesano trasporti, cibo e casa Le principali ragioni all’origine dell’aumento dell’inflazione sono i trasporti, saliti del 7,1%, i generi alimentari, del 6,4%, e le case, del 6,1%, mentre i settori in cui non ci sono stati rialzi eccessivi sono stati le comunicazioni, in calo dell’1,6%, la cultura e i divertimenti (+0,1%) e l’abbigliamento (+0,7%).
I carburanti per i trasporti sono aumentati di 0,69 punti percentuali, l’olio per il riscaldamento di 0,40 punti e il latte, il formaggio e le uova di 0,21 punti. Su base mensile, sono i trasporti ad aver inciso di più, con un aumento dell’1,4%, seguiti dalle case, dagli alberghi e dai ristoranti, in aumento dello 0,6%.
Borse europee in rosso: bruciati 140 miliardi Usa, crolla il petrolio
Milano - Nuovo sprofondo per le Borse europee. I 600 maggiori titoli quotati sui listini del Vecchio continente hanno bruciato 140 miliardi di euro di capitalizzazione. Il Ftse-100 di Londra ha chiuso la seduta in ribasso del 2,42%. Chiusura negativa anche per il Dax di Francoforte, che ha archiviato la seduta in calo dell’1,91%. A Parigi il Cac-40 ha registrato -1,96%. E anche Piazza Affari paga pesantemente con un -2,5%.
Piazza Affari male - Seduta da dimenticare per Piazza Affari che arriva al giro di boa in profondo rosso oppressa dai rinnovati timori legati ai problemi creditizi. Ad accrescere ulteriormente il nervosismo sui titoli finanziari, le notizie provenienti dall’Olanda, dove Afm, l’organo di vigilanza sui mercati, ha avviato indagini sul piano di risanamento del gruppo Fortis. Il titolo della banca belga-olandese cede oltre il 14% ad Amsterdam. Pesano anche le preoccupazioni legate all’inflazione, dopo che in giugno l’indice italiano è salito del 3,8% su base tendenziale. Nel frattempo proseguono la corsa dei prezzi del greggio e la contemporanea discesa del dollaro.
Torna la paura sui mercati - Tornano a tremare i mercati finanziari travolti da una nuova ondata di paura. Il piano messo a punto dalla Fed e dal Tesoro Usa per salvare i due colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac non è riuscito a esorcizzare i timori per la tenuta del sistema finanziario americano. E a distanza di quasi un anno si torna ad assistere alle corse agli sportelli dei risparmiatori. Così come era accaduto lo scorso agosto per la britannica Northern Rock, oggi in California anche le filiali della Indymac sono state prese d’assalto dopo l’annuncio del fallimento della banca e il passaggio sotto il controllo delle autorità federali americane.
Bernanke: "Rischi per la crescita" - Il presidente della Fed, Ben Bernanke, in audizione al Congresso ha sottolineato che i mercati finanziari restano sotto pressione e che la priorità della banca centrale americana è riportare la stabilità. Bernanke ha anche messo in guardia sull’aumento dei rischi per la crescita e per l’inflazione. Dal canto suo il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha chiesto al Congresso di approvare velocemente il piano di salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac che non hanno superato il test dei mercati. Secondo Bush le due agenzie parastatali devono continuare ad avere azionisti privati.
Euro alle stelle, greggio in picchiata - La moneta unica del Vecchio Continente ha toccato un record contro un dollaro ampiamente in calo. Dopo aver toccato sugli schermi il nuovo record storico a 1,6038 con il dollaro l’euro ha limato leggermete e quota alle 11,47 italiane attorno a 1,599. Dopo un primo, forte rialzo del barile che ha segnato in mattinata i 146,55 dollari, l'oro nero è arrivato a perdere 9,23 dollari al mercato di New York. Così il greggio con consegna ad agosto è scambiato a 138,83 dollari al barile.
Nuovo picco del diesel - Benzina e gasolio toccano oggi un nuovo prezzo record, spingendosi fino a quota 1,560 euro al litro. A rialzare fino a questo livello i listini dei prezzi consigliati ai propri gestori è stata Shell, secondo quanto riferisce Quotidiano Energia. Ma un’ondata di rincari si registra anche per altri marchi: verde e diesel sono a ridosso del nuovo picco per tutte le compagnie, con prezzi compresi tra 1,554 e 1,559 euro. Gli aumenti messi a segno oggi superano, in alcuni casi, il centesimo di euro al litro rispetto ai prezzi consigliati di ieri. Benzina e diesel hanno ripreso a correre la scorsa settimana, risentendo del rialzo delle quotazioni petrolifere, schizzate ai nuovi massimi. Dopo essere rimasti fermi per diverse settimane, l’8 luglio il listini si sono portati oltre la soglia di 1,55, toccando quota 1,551. Il giorno dopo si sono registrati altri rincari che hanno portato i prezzi a 1,553 euro al litro. Sabato scorso ancora rialzi, fino a 1,558 euro. I listini, quindi, si avvicinano sempre di più alla soglia degli 1,60 euro al litro. E la spesa per un pieno di un’auto di media cilindrata è intorno ai 78 euro.
Sembra la fine del mondo...ottimismo uomini della terra !!!