di Massimo Turconi
La Cimberio sembra essere approdata sul famoso Mare della Tranquillità in attesa di avventure cruciali. Coach Stefano Pillastrini, dopo aver rivisto al video-tape la partita contro il Banco di Sardegna, sposa la tesi del “sembra” e mette in guardia la sua squadra da possibili pericoli contro Imola.
«La gara vinta abbastanza bene contro Sassari - dice Pillastrini -, non elimina del tutto i difetti che ancora attanagliano il mio gruppo. Problemi che, in buona sostanza, si riferiscono alla scarsa continuità della nostra azione sui due lati del campo, in particolare nella fase difensiva. Contro il Banco, se devo essere onesto, abbiamo difeso con intensità apprezzabile solo per una decina di minuti, quelli del terzo periodo che sono stati sufficienti per spaccare la partita e farci schizzare a + 22. Però, esaminando il campionato, non possiamo accontentarci del “minimo sindacale”, né andare subito in vacanza, appena si considera acquisito il risultato. Dal gruppo, pur mettendo in conto tutti gli alibi e l’indubbia capacità di gestione da parte dei giocatori più esperti, mi aspetto maggior continuità: nelle gare difficili, per portare a casa risultati positivi, sarà obbligatorio aggiungere minuti qualità».
- A proposito di qualità: per la prima volta Kaniel Dickens, davanti al suo pubblico, ha offerto un saggio delle sue capacità.
«Che sono davvero notevolissime. Noi che lo vediamo in azione tutti i giorni - osserva il Pilla - possiamo dire che una prestazione simile rientra nei canoni della normalità: Dickens può fare molto, molto di più. Tuttavia, discorso già affrontato in precedenza, Kaniel ha negli alti e bassi di rendimento l’unica macchia “grigia” del suo curriculum da giocatore. La sua storia racconta della fatica fatta per imporsi come figura importante all’interno di un gruppo ma noi siamo fiduciosi che un ambiente, come il nostro, che gli ha regalato considerazione fin dal primo giorno, possano aiutarlo a superare queste problematiche. Dal mio punto di vista siamo sulla strada giusta e, in allenamento, giorno dopo giorno, vedo un uomo sempre più sicuro, determinato e sereno. Sono convinto che prove superbe, come quella di sabato scorso, diventeranno sempre più frequenti».
- Imola arriva al PalaWhirlpool accompagnata dalla fama, ci passi i termini, di squadra scapigliata e “irrispettosa”.
«Una fama meritata, visto che l’Aget gioca meglio fuori casa e che, sinora, lontano da Imola, ha messo al muro team del calibro di Roseto o Pavia, più esperti e rodati. Ci vorrà estrema attenzione nel condurre la partita sui nostri binari preferiti fin dal salto a due. Il rischio più grosso, da evitare come il fuoco, sarà quello di far entrare in ritmo un gruppo di giocatori giovani e di talento come Sorrentino, Pugi Swann o Matteo Canavesi. Imola, in altre circostanze, ha già messo a referto partite chiuse col 60% da 3 punti, un dato sul quale i miei giocatori dovranno riflettere e che rivela il suo ottimo potenziale offensivo».
- Un potenziale perimetrale sostenuto egregiamente, dentro l’area, da Jo Bunn.
«Bunn è una sorta di Charles Barkely di LegaDue: è dotato di fisicità, atletismo, raffinati fondamentali da centro e mentalità. Bunn, dovunque sia andato, ha dominato la classifica marcatori, da noi sta primeggiando anche in quella dei rimbalzisti. Noi, però, lo seguiremo con l’attenzione dovuta ma non ne faremo l’oggetto di ogni cura. Considero un errore concentrarsi su di lui, sapendo che Imola – conclude Pillastrini -, quando ha vinto, ha spremuto il meglio dalla sua batteria di esterni».