LE DOMANDE
• 1) Sono stati diversi gli addetti ai lavori che, parlando della crisi della Nazionale e dei suoi recenti risultati negativi, hanno tirato in ballo la presenza di italiani nel campionato, il loro limitato ruolo tecnico e lo scarso spazio che hanno a disposizione. Secondo lei è vero? E, ancora, quali i suoi consigli, suggerimenti, ricette per migliorare la situazione?
• 2) Chi ha vinto la scudetto del mercato estivo?
• 3) Quali, a suo avviso, i colpi più importanti, i nomi da seguire?
• 4) Squadra favorita, rivelazione e quali le possibili candidate a una stagione di sofferenza?
• 5) Per quale obiettivo partite?
• 6) Quale il suo giudizio su Varese?

Stefano Pillastrini, coach di una Cimberio Varese molto italiana, e allenatore del Settore Squadre Nazionali, come affronta i temi proposti dal nostro dibattito? Che cosa pensa e come vorrebbe si affrontasse la “crisi”? E, infine, quali le sue previsioni-analisi-speranze sul derby che domenica alzerà il sipario del campionato?
1) Esiste una chiara relazione tra presenza, spazio e responsabilità dei giocatori italiani e i risultati negativi inanellati sia dalla Nazionale, sia a livello di club. Una relazione che rimanda all’ormai scarsa produzione di giocatori nostrani a tutti i livelli. Non mi riferisco solo alla serie A ma anche alle serie minori, campionati sempre più infarciti di comunitari. Ma la mia considerazione cerca di andare oltre un dato numerico per abbracciare anche un discorso sul futuro del movimento. Pochi giocatori prodotti, uguale a pochi risultati, limitatissimo ricambio generazionale e massiccia diminuzione degli appassionati di questo sport, destinato così a diventare una disciplina di nicchia. Dunque, tornare a lavorare insieme per incrementare il numero di giocatori è un dovere, una necessità e chi lavora bene nei settori giovanili dovrebbe veder riconosciuto il prezzo dello sforzo. Tutto ciò si concatena con l’annosa questione degli italiani-privilegiati. E’ vero, i giocatori di casa nostra sfruttano i regolamenti ma, secondo un’elementare legge di mercato, quella della richiesta-offerta, essendo in pochi chiedono e ottengono contratti lucrosi.
2) Credo che Siena sia uscita dal mercato ancora più forte e completa dello scorso anno.
3) In precampionato ho apprezzato la coppia Jeffers-Markoishvili di Cantù, Jackson di Ferrara, entrambi i lituani di Milano, Brown di Avellino, senza dimenticare Acker, sempre di Milano, il più forte di tutti.
4) Favoritissima Siena, mentre nell’equilibrio che, dietro le quattro-cinque formazioni di prima fascia, probabilmente regnerà sovrano, fatico a scegliere una possibile outsider perché tutte le nostre avversarie sembrano forti e ben costruite. Per le sofferenze, e per ovvi motivi, si sente dire Napoli, ma non sono convinto che alla fine la Martos fungerà da squadra materasso.
5) L’obiettivo è arcinoto: Varese parte per conquistare la salvezza, anche all’ultimo secondo dell’ultimo turno. Il sogno sarebbe quello di regalarci un pizzico di tranquillità in più.
6) Milano è una squadra fortissima, senza punti deboli in un organico che può vantare due giocatori buonissimi in ogni ruolo. L’Armani, avendo cambiato poco e avendo potuto lavorare insieme da venti giorni, non ci concederà nemmeno l’effetto sorpresa che aveva caratterizzato gli anni scorsi. Insomma, toccherà a noi il compito di produrre una buona partita, consapevoli che i milanesi, molto preparati in difesa, ci faranno soffrire. Dobbiamo essere preparati ad accogliere una squadra che, potendo mettere grande pressione fisica, atletica e tattica, può togliere efficacia al nostro attacco. Ma anche noi pensiamo di essere pronti per l’appuntamento e l’atmosfera del derby ci darà una mano».



IL RIVALE «Masnago bollente, meglio così»

Piero Bucchi spinge Milano: «Il clima torrido e l’entusiasmo di Varese ci gioveranno»

1) No, la scarsa presenza di giocatori italiani in campionato per giustificare i cattivi risultati della Nazionale costituisce un falso problema. La mia sensazione è che, a conti fatti, la qualità dei nostri giocatori non sia poi così elevata. Le mie idee in proposito sono: liberare totalmente la serie A, campionato in cui deve giocare solo chi merita, senza canali preferenziali. Eventualmente pensare a una LegAdue solo per italiani, con al massimo uno straniero mettendo al bando passaportati, comunitari o soluzioni del genere. Infine, aspetto che conta di più, ricominciare a lavorare seriamente, tutti insieme, sui settori giovanili riconoscendo forti premi economici a chi produce giocatori.
2) Siena, Pesaro, Roma e Treviso si sono mosse bene.
3) Rowland di Cremoma può essere un elemento in grado di spostare gli equilibri.
4) Favorita Siena, mentre le rivelazioni potrebbero essere diverse. In questo momento, coinvolta in una stagione difficile vedo solo Napoli, ma solo perché è partita tardi nel costruire la squadra. Di fatto, credo che tra la zona bassa dei playoff e la zona retrocessione ci saranno pochissime differenze.
5) Siamo al via per riconfermare quanto di buono abbiamo fatto lo scorso anno. So bene che ripetersi a certi livelli è più difficoltoso che arrivarci, ma la mia squadra è buona, mi piace e penso che abbia le qualità per competere in tutte le manifestazioni.
6) Varese mi sembra un buon gruppo, messo insieme col senso pratico che contraddistingue Pillastrini. Poi a Varese non mancano gli uomini di talento ed esperienza. Penso a Childress, Thomas, Morandais: tutti ragazzi che ho avuto il piacere di allenare e per i quali nutro grande rispetto. In tal senso applaudo l’acquisto del francese perchè considero Michel un giocatore vero, uno che, quando la partita sale di tono, è tra i primi a mettere gli attributi. Con tutto ciò, è ovvio che incontrare Varese alla prima giornata, in un derby che, come sempre, esalterà le qualità caratteriali dei varesini, non mi rende esattamente felice. Oltretutto la Cimberio, che lavora insieme da molto più tempo di noi e ha inserito pochi giocatori, partirà con l’indubbio vantaggio di possedere una maggior coesione. Sotto il profilo tecnico mi aspetto un derby giocato da Varese con le armi preferite: un importante atteggiamento difensivo e, in attacco, grazie a Thomas, Slay, Galanda, Morandais e Childress, un sapiente uso del tiro da 3 punti. Una soluzione che conosciamo e che dovremo essere pronti a controbattere. Infine, non voglio trascurare l’aspetto mentale del match, ovvero l’atmosfera del derby e il clima di entusiasmo che a Masnago accompagnerà sicuramente la Cimberio al suo ritorno in serie A. Questi elementi costituiranno altri fattori positivi per i nostri avversari, ma sono dell’idea che contribuiranno a galvanizzare anche i miei uomini. Insomma, sotto questo profilo, tifo, calore e ambiente “bollente” potrebbero giovarci e aiutarci a entrare con la testa giusta nel clima del campionato e di una gara che sarà dura e molto equilibrata.