DI Massimo Turconi
Jobey Thomas è stato l’ultimo che, in casa della Cimberio, ha affrontato Siena in una partita vera. Anzi, in una serie di sfide, quelle della finale scudetto 2009. Thomas sperava, nel giugno scorso, di raccogliere almeno qualche briciola dall’imbandita, ricca e appetitosa tavola senese. Sperava, come si dice nel calcio, di mettere a segno il classico “gol della bandiera”. Invece, con l’ormai proverbiale ingordigia, la formazione toscana ingoiò per intero Mordente e compagni battendo l’Armani Jeans con un secco 4-0.
Sei mesi dopo quell’evento, con addosso un’altra maglia, Thomas torna sul luogo del... delitto accompagnato da prospettive diverse.

«Sarà, ce lo auguriamo tutti, una partita bella e da giocare sino in fondo. Sono consapevole che tutte le formazioni del campionato italiano, di fronte a una squadrone imbattibile come la MPS, si accostano piene di speranze e fiducia, salvo poi essere scaraventate lontanissimo. E’ successo di recente a Roma e ad Avellino, triturate dalla tremenda forza dei biancoverdi, ma anche se i risultati possono annichilire, lo stesso dico che scendere in campo col giusto atteggiamento, la voglia di provarci e di creare difficoltà a Mc Intyre e soci è doveroso».

Visto che il “tema-MPS” è già sul banco: quale potrebbe essere il suo componimento?
«Penso che tutti gli appassionati di pallacanestro abbiano guardato con interesse ciò che è successo la settimana scorsa in Eurolega tra Siena e Barcellona. Gli spagnoli, oltre a produrre una grandissima partita con gli esterni, hanno messo in seria difficoltà Siena dentro l’area, con Ndong, Vazquez, Lorbeck e Mickeal. Ecco, riuscire ad avvicinarsi all’area piccola, provare ad arrivare sino al ferro potrebbe essere una buona chiave di lettura tattica per la partita contro la MPS. Ovvio, più facile dirlo che farlo: prima occorrerà giocare bene di squadra, vincere i duelli individuali, muovere tanto la palla e costringerli a sbilanciarsi sulle rotazioni. Insomma, servirà un’impresa e una partita “piùccheperfetta”, ma noi andremo carichi, con la testa sgombra e curiosi di vedere come andrà a finire».

Potrebbe finire come da un centinaio di partite a questa parte: un ventello facile per Siena e tutti a casa...
«Come ha detto il coach Pillastrini, si partirà da zero e zero e noi dovremo semplicemente giocare con l’orgoglio e la volontà di chi si sta misurando con i primi della classe».
E, aggiungiamo noi, anche le certezze di una squadra che appare in crescita.

«Due successi di fila ci hanno regalato tranquillità, ma ancor più importante è il fatto che la Cimberio, con i nuovi assetti, sta migliorando. Il gruppo è in ascesa ed è in grado di trovare protagonisti diversi per ogni gara: segnali di una squadra capace di trovare risorse ed energie, ma anche dei progressi che coinvolgono Tusek, il quale, allenamento dopo allenamento, mette in mostra tutte la sua esperienza e le qualità di giocatore che è capace di offrire un buonissimo rendimento vicino e lontano dall’area piccola. Lo stesso ragionamento vale per Reynolds che ci dà una mano sostanziosa a centrocampo e per tutti i giovani che, sentendo la fiducia di allenatori e compagni, scendono in campo con la faccia giusta».

Se parliamo di volti, anche il suo, dopo gli affanni delle scorse settimane, pare più rilassato...
«In effetti lo sono, perché il dolore al piede mi tormenta un po’ meno e riesco ad allenarmi con una certa continuità. Chiaro, non sono ancora al top e la speranza, a meno di malaugurate ricadute, è quella di raggiungere presto il massimo della forma. Ne ho bisogno io, ma soprattutto ne ha bisogno Varese».