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Versione completa: Marchionne... Fiat, Chrysler, Lancia, Alfa Romeo
Varesefansbasket_forum > Gruppo Vfb.it > Divertiti col gruppo di Vfb.it
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ROOSTERS99
Paolo, thumbsup.png !!
corny
CITAZIONE (Ponchiaz @ Feb 25 2010, 06:40 ) *
Integro, perche' seguendo per forza di cose la CNN non posso fare a meno di interessarmi di due cose che vengono bombardate ad ogni ora: Tiger Woods ed il suo pisello irrefrenabile e la Toyota.

Tralasciando il piccolo satiro abbronzato (patetico e in malafede, comunque), veniamo a Toyota.
Siamo in presenza veramente di una autentica operazione di deicidio. Toyota, per anni modello di qualsiasi cosa vogliate adesso e' totalmente carne di porco. Presa per il culo in ogni show possibile e immaginabile (Letterman, che mi piace seguire, la sputtana ogni sera), sottoposta ad un linciaggio a colpi di interviste strappalacrime a ex clienti spatasciatisi sui platani degli States (non tutti per la verita'), oramai e' sinonimo di incompetenza e soprattutto di pericolosita'.
Toyota ed il suo presidente sono ad un passo dalla distruzione mediatica.

Ora due considerazioni

a. Gli USA sono in PESSIMA FEDE. Loro ovviamente non hanno MAI amato le case giapponesi, se le sono sempre e solo fatte andare bene perche' incontrovertibilmente meglio delle americane. Ora siamo al redde rationem e pestano come fabbri, non essendo un popolo che ha "uso di mondi" o capacita' di discriminare le sfumature di grigio . Questo "Daje ar giapponese" infatti non fara' di GM, Chrysler o Ford aziende migliori o piu' competitive....ma questo non e' per loro cosi' chiaro.

b. Vedremo tutto questo tentativo, anche del guerrafondaio uomo immagine che siede alla casa bianca, di far secca Toyota quanto filtrera' nei numeri di vendita. Perche' se e' vero che hanno fatto molteplici cazzate, ogni giorno ne esce una nuova, non e' mica detto che non rimangano una delle piu' serie ed affidabili aziende da cui comprare un'auto. Soprattutto in un contesto competitivo non esattamente di eccellenza come quello automotive.




Quoto.
Gli americani nel denigrare gli "altri" sono sempre stati dei maestri.

Toyota rimane una delle piu' serie ed affidabili aziende da cui comprare un'auto. General Motors, Chrysler e Ford sono già fallite da un pezzo.....



ROOSTERS99
Richiami NISSAN

Richiami GM

Richiami HONDA

mellow.gif
Silver Surfer
E' fatta.
La Volvo passa al colosso cinese Geely.
Nulla sarà più come prima.
rolleyes.gif
ROOSTERS99
doh[1].gif doh[1].gif doh[1].gif doh[1].gif
Ponchiaz
Lutto nazionale in Svezia. Comunque, male quando un marchio storico e forte finisce in mano cinesi.
Paul The Rock
Il passaggio della Volvo ai cinesi mi mette addosso una tristezza assoluta... sad.gif cry.png
Ponchiaz
In realtà sulla pelle degli svedesi possiamo osservare con attenzione un fenomeno che sarà determinante per capire il nostro futuro, ovvero: quando un cinese compra un brand occidentale, cosa succede alla immagine del brand? E alle capacità produttive?

Se le risposte sono "Nulla" e "Niente" siamo fatti. Ma io confido nel fatto che qualcosa succederà.
davide
CITAZIONE (Ponchiaz @ Mar 29 2010, 14:23 ) *
In realtà sulla pelle degli svedesi possiamo osservare con attenzione un fenomeno che sarà determinante per capire il nostro futuro, ovvero: quando un cinese compra un brand occidentale, cosa succede alla immagine del brand? E alle capacità produttive?

Se le risposte sono "Nulla" e "Niente" siamo fatti. Ma io confido nel fatto che qualcosa succederà.

Speriamo. Se no siamo fottuti veramente.
Virgus
CITAZIONE (Ponchiaz @ Mar 29 2010, 14:23 ) *
siamo fatti.



CITAZIONE (davide @ Mar 29 2010, 15:54 ) *
siamo fottuti veramente.
Silver Surfer
Fiat-Chrysler
INDISCREZIONI SUI PIANI STRATEGICI
Pubblicata il 14/04/2010-Quattroruote


La nostra ricostruzione della futura monovolume compatta di Fiat.
Mancano solo sette giorni alla presentazione del piano strategico quinquennale della nuova Fiat. Il 21 aprile, al Lingotto, Sergio Marchionne illustrerà le sue strategie per riuscire a raggiungere l'ambizioso obiettivo di produrre, insieme al Gruppo Chrysler, fra i 5,5 e i 6 milioni di veicoli nel 2014. Nel 2009, Fiat Group ne ha venduti 2,3, Chrysler 1,3. Via via che la data fatidica si avvicina si moltiplicano le indiscrezioni. "Automotive News" ha provato a mettere insieme quel che si sa fino a oggi e noi lo integriamo con le nostre informazioni.

Obiettivo mondo. Un'espansione di questa portata non può certo passare solo per l'Europa e gli Usa. Negli ultimi tempi, Marchionne ha stretto alleanze in tutto il mondo: oltre che con Chrysler, con Sollers in Russia, Guangzhou in Cina e Zastava in Serbia. Inoltre il Gruppo Fiat punta a incrementare ulteriormente la sua quota di mercato in Brasile - dal 2009 primo mercato per il Lingotto - e pensa anche a un'utilitaria low cost per l'India.

La 500ona. Per quanto riguarda i modelli, sono in arrivo novità succose anche per l'Italia, quasi tutte frutto dell'allenza con Chrysler. Innanzitutto arriverà quella che noi abbiamo svelato in anteprima sul numero di "Quattroruote" in edicola, chiamandola 500ona, vale a dire una piccola monovolume con le sembianze della 500: nella versione a cinque posti sostituirà l'Idea e in quella a sette prenderà il posto della Multipla. Quella a cinque posti sarà probabilmente venduta anche in America, con il marchio Fiat.

Gamma Alfa. Per l'Alfa Romeo, Marchionne ha in serbo un piano di rilancio piuttosto ampio, che dovrebbe portare alla costituzione di una gamma quasi completa, la cui componente medio alta sarà basata sui modelli Chrysler. Infatti, ad eccezione di una crossover compatta, che dovrebbe nascere su base Giulietta, le altre Alfa - l'erede della 159, sia in versione berlina sia station wagon, una crossover grande, nonché la sostituta della 169 - nasceranno in cooperazione con Chrysler in America e da lì saranno importate in Europa e in altri mercati.

Piccole Lancia, grandi Chrysler. Cambiamenti, invece, sui piani Lancia. Stando ad "Automotive News", il 21 aprile Olivier François, responsabile di Lancia e Chrysler, annuncerà una nuova distrubuzione dei due marchi sui vari mercati. Sembrava che il logo Lancia dovesse sopravvivere praticamente soltanto in Italia, mentre nel resto dell'Europa sui modelli congiunti Lancia-Chrysler lo scudetto italiano avrebbe lasciato il passo allo stemma alato americano. Invece, pare che ora il badge Lancia apparirà ovunque sui modelli più piccoli - Ypsilon, Musa, Delta - mentre quello Chrysler sarà riservato alle vetture derivate dalla Sebring e dalla grande 300C, nonché alla monovolume Voyager. L'Italia e il Regno Unito costituiranno le eccezioni alla regola: da noi saranno tutte Lancia, Oltremanica tutte Chrysler.

MultiAir diesel. All'assemblea del 21 aprile, il Gruppo Fiat farà anche un altro annuncio, probabilmente il più importante a livello tecnico da parte di un'azienda che ha scritto diverse pagine della storia dei motori diesel: la tecnologia MultiAir sarà applicata anche ai motori a gasolio. Grazie al sistema di attuazione elettroidraulica delle valvole, Fiat dovrebbe riuscire ad abbassare le emissioni di NOx e dunque a raggiungere l'omologazione Euro 6 senza fare ricorso ad additivi, come fanno alcune Case tedesche, per esempio la Mercedes con il BlueTec.
Fonte

Silver Surfer
Fiat Group Automobiles
LE FIAT (E NON SOLO) DEL FUTURO
Pubblicata il 21/04/2010



I nuovi modelli del Gruppo Fiat saranno ben 34, dei quali 13 prodotti nell'area Stati Uniti, Messico e Canada; diciassette i restyling previsti da qui al 2014. Ecco, anno per anno, che cosa ci prospetta il piano di Sergio Marchionne per il prossimo quinquennio.

2010. Quest'anno, oltre al lancio della Giulietta e della Doblò, vedrà il debutto della nuova Jeep Grand Cherokee. Usciranno di scena la Fiat Seicento, la Punto, la Croma, la Multipla, l'Ulysse, la Lancia Phedra, l'Alfa Romeo 147 e la GT. Escono di scena anche Albea e Siena (non commercializzate in Italia).

2011. Il prossimo anno arriverà la nuova Fiat Panda (ed è previsto il restyling della Linea, commercializzata nel Sud America). In questo periodo è previsto anche il lancio della nuova Lancia Ypsilon. Dagli States, arriverà una Suv inedita su base Dodge Journey commercializzata con il marchio Fiat, più le Chrysler 300 C e Grand Voyager completamente rinnovate, vendute da noi con lo scudetto Lancia; saranno rinfrescate le Jeep Wrangler, Patriot e Compass. In Italia, termina la produzione delle Alfa Romeo Brera e Spider.

2012. È l'anno del primo restyling delle Fiat 500 berlina e cabriolet (e delle corrispondenti sorelle Abarth) e della Qubo. La Fiat andrà negli Stati Uniti con una compatta della stessa categoria della Grande Punto, una entry level del segmento B - cioè la nuova Palio, costruita in Serbia e destinata al mercato sudamericano - e con la Cinquecentona a cinque posti. La versione a sette posti, che debutterà sempre nel corso del 2012, invece, sarà solo per gli automobilisti europei. Sulla piattaforma Compact nascerà una berlina con il marchio Fiat che sarà distribuita anche sui mercati nordamericano, messicano e canadese. Nel 2012 esce di scena la Lancia Musa e debuttano due modelli inediti con i marchi Lancia e Chrysler: una berlina a due volumi, declinata anche in versione station wagon, e una berlina a tre volumi. Previste sempre nel corso di quest'anno le Alfa Romeo Giulia berlina e Sportwagon (destinate anche agli automobilisti americani), insieme a un'inedita sport utility compatta. La MiTo beneficerà di un aggiornamento.

2013. Nei piani di Marchionne, il 2013 dovrebbe essere l'anno buono per il lancio di una citycar compatta completamente nuova. Esce di scena la Grande Punto e arriva la nuova Punto Evo (anche col marchio Abarth) insieme alla nuova Fiat Bravo, che prende il posto dell'attuale berlina media torinese. La Lancia-Chrysler arriva con una berlina a tre volumi del segmento D e una crossover di analoghe dimensioni. In Casa Alfa Romeo, è la volta della MiTo a cinque porte e della nuova Spider. Le novità del marchio Jeep, infine, comprendono una sport utility compatta e la nuova Cherokee.

2014. La nuova Fiat Panda, quella del 2011, sarà sottoposta al primo restyling, insieme alla sport utility e alla Doblò Panorama. Aggiornamento pure per la nuova Ypsilon e per la Grand Voyager/Phedra. Durante il 2014 sono previste una rinfrescata alle linee dell'Alfa Romeo Giulietta (e a quel punto sarà pronta per debuttare negli Usa) e la presentazione di una grande Suv "americana" con il marchio del Biscione. C.D.G.
Fonte
Silver Surfer
Beijing C-71
LA SAAB CINESE
Pubblicata il 20/04/2010



Hanno modificato leggermente la calandra e il taglio dei fari, ma dalla linea laterale e dal tetto si riconosce immediatamente che la vettura nella foto a lato è una Saab. O meglio era una Saab, perché adesso sarà prodotta in Cina dalla Beijing Automotive che ha acquistato dagli svedesi i diritti di produzione di alcuni modelli. La C-71 sarà una delle novità più importanti (per i cinesi) del Salone di Pechino che aprirà i battenti il 23 aprile.

Da Trollhättan a Pechino. Per chi si fosse perso qualche passaggio in questa intricata vicenda va ricordato che la Saab è da poco stata ceduta dalla General Motors agli olandesi della Spyker, che producono supercar artigianali. I cinesi della Baic, invece, si sono inseriti nella trattativa alcuni mesi prima portandosi a casa solo quello che gli serviva, ovvero pianali, motori e tecnologie delle precedenti generazioni della 9-3 e della 9-5. E ci hanno messo davvero poco a utilizzarli. D.S.
Fonte
Silver Surfer
Land Rover e Jaguar acquisite completamente da parte della indiana Tata.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Silver Surfer @ Apr 23 2010, 01:26 ) *
Fiat Group Automobiles
LE FIAT (E NON SOLO) DEL FUTURO
Pubblicata il 21/04/2010



I nuovi modelli del Gruppo Fiat saranno ben 34, dei quali 13 prodotti nell'area Stati Uniti, Messico e Canada; diciassette i restyling previsti da qui al 2014. Ecco, anno per anno, che cosa ci prospetta il piano di Sergio Marchionne per il prossimo quinquennio.

2010. Quest'anno, oltre al lancio della Giulietta e della Doblò, vedrà il debutto della nuova Jeep Grand Cherokee. Usciranno di scena la Fiat Seicento, la Punto, la Croma, la Multipla, l'Ulysse, la Lancia Phedra, l'Alfa Romeo 147 e la GT. Escono di scena anche Albea e Siena (non commercializzate in Italia).

2011. Il prossimo anno arriverà la nuova Fiat Panda (ed è previsto il restyling della Linea, commercializzata nel Sud America). In questo periodo è previsto anche il lancio della nuova Lancia Ypsilon. Dagli States, arriverà una Suv inedita su base Dodge Journey commercializzata con il marchio Fiat, più le Chrysler 300 C e Grand Voyager completamente rinnovate, vendute da noi con lo scudetto Lancia; saranno rinfrescate le Jeep Wrangler, Patriot e Compass. In Italia, termina la produzione delle Alfa Romeo Brera e Spider.

2012. È l'anno del primo restyling delle Fiat 500 berlina e cabriolet (e delle corrispondenti sorelle Abarth) e della Qubo. La Fiat andrà negli Stati Uniti con una compatta della stessa categoria della Grande Punto, una entry level del segmento B - cioè la nuova Palio, costruita in Serbia e destinata al mercato sudamericano - e con la Cinquecentona a cinque posti. La versione a sette posti, che debutterà sempre nel corso del 2012, invece, sarà solo per gli automobilisti europei. Sulla piattaforma Compact nascerà una berlina con il marchio Fiat che sarà distribuita anche sui mercati nordamericano, messicano e canadese. Nel 2012 esce di scena la Lancia Musa e debuttano due modelli inediti con i marchi Lancia e Chrysler: una berlina a due volumi, declinata anche in versione station wagon, e una berlina a tre volumi. Previste sempre nel corso di quest'anno le Alfa Romeo Giulia berlina e Sportwagon (destinate anche agli automobilisti americani), insieme a un'inedita sport utility compatta. La MiTo beneficerà di un aggiornamento.

2013. Nei piani di Marchionne, il 2013 dovrebbe essere l'anno buono per il lancio di una citycar compatta completamente nuova. Esce di scena la Grande Punto e arriva la nuova Punto Evo (anche col marchio Abarth) insieme alla nuova Fiat Bravo, che prende il posto dell'attuale berlina media torinese. La Lancia-Chrysler arriva con una berlina a tre volumi del segmento D e una crossover di analoghe dimensioni. In Casa Alfa Romeo, è la volta della MiTo a cinque porte e della nuova Spider. Le novità del marchio Jeep, infine, comprendono una sport utility compatta e la nuova Cherokee.

2014. La nuova Fiat Panda, quella del 2011, sarà sottoposta al primo restyling, insieme alla sport utility e alla Doblò Panorama. Aggiornamento pure per la nuova Ypsilon e per la Grand Voyager/Phedra. Durante il 2014 sono previste una rinfrescata alle linee dell'Alfa Romeo Giulietta (e a quel punto sarà pronta per debuttare negli Usa) e la presentazione di una grande Suv "americana" con il marchio del Biscione. C.D.G.
Fonte


Un buon piano, IMHO.

Vediamo ora che combinano i rimbambiti dell Fiom-Cgil.........
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Apr 23 2010, 12:28 ) *
Un buon piano, IMHO.

Vediamo ora che combinano i rimbambiti dell Fiom-Cgil.........


Non ho letto nulla oltre a questo.

Ritengo che la risposta dei sindacati dipenda, direi ovviamente, dai numeri sull'occupazione, che non conosco.



ROOSTERS99
CITAZIONE (tatanka @ Apr 23 2010, 11:53 ) *
Non ho letto nulla oltre a questo.

Ritengo che la risposta dei sindacati dipenda, direi ovviamente, dai numeri sull'occupazione, che non conosco.


A seconda delle sigle, hanno già posizioni molto diverse....

Fiat offre numeri di produzione in Italia molto elevati, quindi occupazione.
tatanka
CITAZIONE (ROOSTERS99 @ Apr 23 2010, 13:05 ) *
A seconda delle sigle, hanno già posizioni molto diverse....

Fiat offre numeri di produzione in Italia molto elevati, quindi occupazione.


Le posizioni diverse sono inevitabili.

Penso qualcuno aspetti una certificazione al tuo "quindi occupazione" che io ovviamente spero.
ROOSTERS99
Marchionne: «Ora accordo su Pomigliano»
di Giorgio Pogliotti
Venerdí 23 Aprile 2010


Senza l'accordo con i sindacati non si possono fare gli investimenti: lo ha ribadito l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne che insieme al neopresidente John Elkann è stato ricevuto ieri mattina dal ministro dello Sviluppo economico. Claudio Scajola ha manifestato «apprezzamento» per il piano che «conferma la centralità dell'Italia» sottolineando che «l'impegno è di aumentare la produzione di auto per garantire la stabilità dell'occupazione e la crescita dei posti di lavoro».

Marchionne si è poi recato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, per illustrare il piano che prevede il raddoppio della produzione auto in Italia (dalle 650mila unità attuali a 1,4 milioni al 2014) e lo spin-off dell'auto, confermando l'ingente impegno finanziario del Lingotto con la richiesta ai sindacati di fare la propria parte: «Faremo più o meno 20 miliardi di euro di investimenti in Italia – ha detto –. Ci vorranno cinque anni per spenderli. Direi che i sindacati si possono accontentare». La prima partita si gioca sullo stabilimento di Pomigliano d'Arco dove, ha aggiunto Marchionne, «ci sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d'accordo». Senza un accordo con il sindacato sulla flessibilità «l'investimento non parte». Mentre per Termini Imerese è confermata la chiusura entro il 2011.

Per Guglielmo Epifani, quello illustrato da Marchionne «è sicuramente un piano di svolta», si tratta di «una sfida nella quale il sindacato deve provare a stare, ma non mi piacciono i ricatti». Il segretario generale della Cgil sottolinea che «il problema vero è trovare una mediazione tra il bisogno dell'impresa, di fronte ad un investimento, di rendere gli impianti più flessibili, e la salvaguardia delle condizioni dei lavoratori, rispetto a turni massacranti, perché il lavoratore è innanzitutto una persona».

Il piano incassa il pieno sostegno di Raffaele Bonanni: «In una situazione di crisi come questa, fino a qualche giorno fa si parlava di pericoli di delocalizzazione della Fiat e invece la produzione viene più che raddoppiata. Con questi investimenti condiziona la produzione di auto in Italia per almeno i prossimi 20 anni». Sulla stessa lunghezza d'onda Luigi Angeletti: «Per noi non c'è né un ricatto, né un atto di arroganza – afferma il segretario generale della Uil –, la richiesta di più flessibilità è logica e normale. Siamo pronti ad aprire un confronto e sono certo che sarà breve e si concluderà positivamente».

Dal versante politico il leader del Pd
, Pier Luigi Bersani, giudica «coraggioso e ambizioso» il piano con «novità importanti», anche se presenta «problemi e qualche zona d'ombra come Termini Imerese», dove «bisogna che la Fiat accompagni la soluzione».

Ma torniamo alla prima sfida, la vertenza di Pomigliano. È necessaria una maggiore flessibilità per assicurare la saturazione degli impianti, secondo l'a.d. di Fiat che ha già annunciato la disdetta delle intese sull'organizzazione del lavoro raggiunte con i sindacati.
Per aumentare la produzione nello stabilimento campano secondo l'azienda servono 3 turni di lavoro su 6 giorni lavorativi.
Oltreché sui 18 turni, lo spostamento della produzione della "nuova Panda" a Pomigliano nei piani aziendali è legato anche all'introduzione di 80 ore l'anno di straordinario, alla riduzione della durata delle pause da 40 a 30 minuti ed allo slittamento dello stop per la mensa a fine turno. Sono questi i principali punti oggetto del confronto con il sindacato che si aprirà la prossima settimana.

Finora Fim, Uilm e Fismic hanno mostrato maggiori aperture, mentre la Fiom ha avanzato forti critiche. «Ci sono diverse criticità – spiega Enzo Masini (Fiom) –. L'organizzazione della produzione su 18 turni coinvolge il sabato e parte della domenica, sia che si concluda la mattina o si inizi la sera, una situazione peggiore rispetto a quella della Polonia dove il week-end si lavorava solo con lo straordinario. Inoltre spostando la pausa a fine turno si dovrà lavorare per 7 ore e mezzo prima di fermarsi per mangiare, nonostante il contratto preveda una pausa dopo 6 ore e 30».

Se la Fiom dice «no ad accordi sotto dettatura», la Fim-Cisl per voce del segretario Giuseppe Farina considera «legittimo che l'azienda chieda più flessibilità a fronte di un sensibile aumento dei volumi di produzione», dichiarandosi «disponibile a ragionare sui nuovi regimi di orario senza pregiudiziali sui 18 turni». Per Farina l'a.d. di Fiat ha usato nei confronti del sindacato «toni anche aspri, un linguaggio sopra le righe, anche se i comportamenti dei sindacati non sono tutti uguali». Simile la posizione di Rocco Palombella (Uilm): «L'organizzazione su 18 turni non mi spaventa – spiega – mi preoccupa piuttosto la dismissione di Termini Imerese. Di fronte ad un piano orientato allo sviluppo il nostro compito è contrattare la flessibilità in cambio di retribuzioni dignitose».


Mangusta
Finora Fim, Uilm e Fismic hanno mostrato maggiori aperture, mentre la Fiom ha avanzato forti critiche. «Ci sono diverse criticità – spiega Enzo Masini (Fiom) –. L'organizzazione della produzione su 18 turni coinvolge il sabato e parte della domenica, sia che si concluda la mattina o si inizi la sera, una situazione peggiore rispetto a quella della Polonia dove il week-end si lavorava solo con lo straordinario. Inoltre spostando la pausa a fine turno si dovrà lavorare per 7 ore e mezzo prima di fermarsi per mangiare, nonostante il contratto preveda una pausa dopo 6 ore e 30».

A me sembra veramente incredibilie che in Italia rappresenti un ostacolo lavorare il sabato e la Domenica nel settore metalmeccanico, se la proposta di turni il sabato e la domenica è dovuta al fatto che bisogna produrre un xxx numero di automobili perchè il mercato richiede tali numeri allora vuol dire che il lavoro c'è e quindi di conseguenza l'occupazione.
Questo argomento NON dovrebbe essere frutto di contrattazione ma solamente di "informazione" da parte dell'azienda alle OO SS.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Mangusta @ Apr 24 2010, 08:48 ) *
Finora Fim, Uilm e Fismic hanno mostrato maggiori aperture, mentre la Fiom ha avanzato forti critiche. «Ci sono diverse criticità – spiega Enzo Masini (Fiom) –. L'organizzazione della produzione su 18 turni coinvolge il sabato e parte della domenica, sia che si concluda la mattina o si inizi la sera, una situazione peggiore rispetto a quella della Polonia dove il week-end si lavorava solo con lo straordinario. Inoltre spostando la pausa a fine turno si dovrà lavorare per 7 ore e mezzo prima di fermarsi per mangiare, nonostante il contratto preveda una pausa dopo 6 ore e 30».

A me sembra veramente incredibilie che in Italia rappresenti un ostacolo lavorare il sabato e la Domenica nel settore metalmeccanico, se la proposta di turni il sabato e la domenica è dovuta al fatto che bisogna produrre un xxx numero di automobili perchè il mercato richiede tali numeri allora vuol dire che il lavoro c'è e quindi di conseguenza l'occupazione.
Questo argomento NON dovrebbe essere frutto di contrattazione ma solamente di "informazione" da parte dell'azienda alle OO SS.


Anche perchè ci sono PICCOLE AZIENDE METALMECCANICHE che sono ben felici di avere di che lavorare il sabato e, se necessario, la domenica...

mad.gif mad.gif

le diverse "velocità" di questo paese si misurano anche a questo livello.

Ad onor del vero bisoga dire che anche il sindacato ha un atteggiamento ben diverso.
tatanka
CITAZIONE (Mangusta @ Apr 24 2010, 09:48 ) *
Finora Fim, Uilm e Fismic hanno mostrato maggiori aperture, mentre la Fiom ha avanzato forti critiche. «Ci sono diverse criticità – spiega Enzo Masini (Fiom) –. L'organizzazione della produzione su 18 turni coinvolge il sabato e parte della domenica, sia che si concluda la mattina o si inizi la sera, una situazione peggiore rispetto a quella della Polonia dove il week-end si lavorava solo con lo straordinario. Inoltre spostando la pausa a fine turno si dovrà lavorare per 7 ore e mezzo prima di fermarsi per mangiare, nonostante il contratto preveda una pausa dopo 6 ore e 30».

A me sembra veramente incredibilie che in Italia rappresenti un ostacolo lavorare il sabato e la Domenica nel settore metalmeccanico, se la proposta di turni il sabato e la domenica è dovuta al fatto che bisogna produrre un xxx numero di automobili perchè il mercato richiede tali numeri allora vuol dire che il lavoro c'è e quindi di conseguenza l'occupazione.
Questo argomento NON dovrebbe essere frutto di contrattazione ma solamente di "informazione" da parte dell'azienda alle OO SS.


Mi pare si discuta se deve essere straordinario o meno.

Altrimenti si arriva a dire: "Hai già il lavoro, non vorrai pure lo stipendio"
Ponchiaz
Quoto il bisonte.

Non esageriamo con il qualunquismo al contrario. FIAT ha la massima fiducia, ma i loro piani senza l'opportuno coinvolgimento dei lavoratori sara' fallimentare.

Trovare un accordo si puo' e si deve.
Mangusta
CITAZIONE (tatanka @ Apr 26 2010, 11:52 ) *
Mi pare si discuta se deve essere straordinario o meno.

Altrimenti si arriva a dire: "Hai già il lavoro, non vorrai pure lo stipendio"


Che vuol dire "vuoi pure lo stipendio"? Si possono tranquillamente organizzare i turni di lavoro con riposi in settimana a scalare senza pagare gli straordinari...
Ponchiaz
Normalissime schermaglie negoziali. L'accordo e' indispensabile per entrambi, quindi si trovera'.
ROOSTERS99
CITAZIONE (Ponchiaz @ Apr 27 2010, 00:49 ) *
Normalissime schermaglie negoziali. L'accordo e' indispensabile per entrambi, quindi si trovera'.


L' accordo è INTERESSE per entrambi, quindi si troverà.
Ponchiaz
Pomigliano, Fiat verso rinuncia trasferimento Panda
Dopo il risultato del referendum tra i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, dove una maggioranza di poco più del 60 per cento ha detto sì all'intesa con l'azienda, la Fiat starebbe ripensando al piano di trasferimento della produzione della Panda dalla Polonia. Secondo alcune indiscrezioni il Lingotto si aspettava una percentuale di favorevoli più vicina all'80 per cento. In queste ore la Fiat sta valutando tutte le opzioni, non escludendo la rinuncia agli investimenti sullo stabilimento campano. A questo punto il futuro dell'impianto di Pomigliano diventerebbe molto incerto.

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www.corriere.it

E che Polonia sia, se piu' di due terzi del personale non vuole firmare.
Leasir
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jun 23 2010, 10:02 ) *
Pomigliano, Fiat verso rinuncia trasferimento Panda
Dopo il risultato del referendum tra i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, dove una maggioranza di poco più del 60 per cento ha detto sì all'intesa con l'azienda, la Fiat starebbe ripensando al piano di trasferimento della produzione della Panda dalla Polonia. Secondo alcune indiscrezioni il Lingotto si aspettava una percentuale di favorevoli più vicina all'80 per cento. In queste ore la Fiat sta valutando tutte le opzioni, non escludendo la rinuncia agli investimenti sullo stabilimento campano. A questo punto il futuro dell'impianto di Pomigliano diventerebbe molto incerto.

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www.corriere.it

E che Polonia sia, se piu' di due terzi del personale non vuole firmare.



un terzo
Ale Div.
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jun 23 2010, 11:02 ) *
Pomigliano, Fiat verso rinuncia trasferimento Panda
Dopo il risultato del referendum tra i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, dove una maggioranza di poco più del 60 per cento ha detto sì all'intesa con l'azienda, la Fiat starebbe ripensando al piano di trasferimento della produzione della Panda dalla Polonia. Secondo alcune indiscrezioni il Lingotto si aspettava una percentuale di favorevoli più vicina all'80 per cento. In queste ore la Fiat sta valutando tutte le opzioni, non escludendo la rinuncia agli investimenti sullo stabilimento campano. A questo punto il futuro dell'impianto di Pomigliano diventerebbe molto incerto.

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www.corriere.it

E che Polonia sia, se piu' di due terzi del personale non vuole firmare.

Io non sono un esperto di democrazia, ma credo che il 60% o poco più significhi la maggioranza.
Quindi, credo, l'accordo è passato, no?

Non sono esperto di democrazia ma di sindacalismo ho una certa esperienza diretta ...
Se CGIL/FIOM non firma e FIAT dice che il 60% non basta, vuol dire che sta votazione è stata tutta una presa per il culo.
FIAT aveva già deciso di andare in polonia.
FIOM fa il figurone dei "duri e puri" che non cedono ai padroni.
Gli OPERAI passano per quelli che non hanno voluto l'accordo e quindi vanno a casa.
E vissero tutti felici e contenti.............
sick.png
Lucaweb
x Ale Div : Fiat E' GIA' in Polonia....quindi stiamo parlando del percorso inverso....

comunque non ho mai capito perchè Fiat dovrebbe diminuire/spostare la produzione dalla Polonia, visto che quella risulta la loro migliore fabbrica....

....forse mi sono perso qualcosa....

....o forse è tutta una commedia con un finale già scritto....
ROOSTERS99
CITAZIONE (Ale Div. @ Jun 23 2010, 12:13 ) *
Io non sono un esperto di democrazia, ma credo che il 60% o poco più significhi la maggioranza.
Quindi, credo, l'accordo è passato, no?

Non sono esperto di democrazia ma di sindacalismo ho una certa esperienza diretta ...
Se CGIL/FIOM non firma e FIAT dice che il 60% non basta, vuol dire che sta votazione è stata tutta una presa per il culo.
FIAT aveva già deciso di andare in polonia.
FIOM fa il figurone dei "duri e puri" che non cedono ai padroni.
Gli OPERAI passano per quelli che non hanno voluto l'accordo e quindi vanno a casa.
E vissero tutti felici e contenti.............
sick.png


In questi giorni di (breve) vacanza, mi sono documentato un poco : la produttività di FIAT negli impianti italiani e in particolare
a Pomigliano (Termini è morto...), è ridicola, folle se paragonata ad altri impianti come quelli in Polonia.

Assenteismo selvaggio, malattie ad orologeria, scioperi ad minchiam le cause : Fiat deve produrre tante, ma proprio tante
Panda a Pomigliano , (investendo 700 milioni, occupando direttamente e con indotto 15000 persone...) deve perciò garantirsi la
"collaborazione" e l' appoggio di tutti, dei lavoratori in primis.

Il 60% è un risultato deludente, IMHO (alla faccia del referendum/ricatto....) e temo per il peggio...

Complimentoni !!!
Ponchiaz
Io in effetti sono sconvolto dalla percentuale del no. E secondo me lo e' anche Marchionne, il quale sperava di circondare Fiom ed invece si ritrova con un terzo di potenziali casini per il futuro. Evidentamente a Pomigliano i lavoratori mostrano i muscoli e cosi' fa nche Fiat. Per Lucaweb, la competitivita' polacca e' ampiamente sfidabile su lavorazioni ad alto valore aggiunto e con condizioni di lavoro dure. A Pomigliano pero' non si farebbero tali lavorazioni ed ora sono a rischio anche i contratti. La cosa non sta in piedi.
Ale Div.
CITAZIONE (Lucaweb @ Jun 23 2010, 11:41 ) *
x Ale Div : Fiat E' GIA' in Polonia....quindi stiamo parlando del percorso inverso....

Sì corretto, intendevo dire che sarebbe rimasta in polonia, nella fretta mi son mangiato le parole ....

CITAZIONE (Lucaweb @ Jun 23 2010, 11:41 ) *
....o forse è tutta una commedia con un finale già scritto....

Ecco, il concetto di fondo era questo. wink.gif wink.gif
Ale Div.
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jun 23 2010, 12:13 ) *
Io in effetti sono sconvolto dalla percentuale del no. E secondo me lo e' anche Marchionne, il quale sperava di circondare Fiom ed invece si ritrova con un terzo di potenziali casini per il futuro. Evidentamente a Pomigliano i lavoratori mostrano i muscoli e cosi' fa nche Fiat. Per Lucaweb, la competitivita' polacca e' ampiamente sfidabile su lavorazioni ad alto valore aggiunto e con condizioni di lavoro dure. A Pomigliano pero' non si farebbero tali lavorazioni ed ora sono a rischio anche i contratti. La cosa non sta in piedi.

Io vorrei leggere l'accordo, comunque.
Prima di allora non mi faccio nessuna opinione.
Le due parti in causa, FIAT e CGIL, sono come il gatto e la volpe.
Che mi si venga a dire che CGIL difende i lavoratori o che FIAT fa un gesto samaritano per il bene degli operai e della nazione.. scusate, mi viene da cappottarmi dalle risate e prima di dire bianco o nero o rosso, vorrei documentarmi direttamente.
ROOSTERS99
Gli eroi dell'indipendenza guidano il riscatto dell'auto Usa

di Christian Rocca 07 luglio 2010

Anno 1776. Una vedetta della fanteria inglese corre verso le retrovie. Il capitano l'attende. Le giubbe rosse sono armate di tutto punto. Lo scout arriva affaticato e terrorizzato. Quasi non riesce a parlare. Le notizie non sono buone. Nel bosco ha visto qualcosa che si muove nella loro direzione. Il capitano dà l'ordine. I soldati si mettono in posizione. Armano i moschetti. Il vento gonfia le bandiere di Sua Maestà britannica. Un violino solitario suona una musica malinconica. Siamo nel pieno della guerra per l'indipendenza delle colonie americane. L'attesa è snervante.

Poi il colpo di scena. Dal bosco escono a tutta velocità tre automobili super sportive di casa Chrysler. Quella al centro sventola dal finestrino una gigantesca bandiera a stelle e strisce. L'auto è guidata da un generale in parrucca bianca, George Washington. Dietro le Dodge ci sono le truppe rivoluzionarie, i ribelli delle colonie, le milizie, i minutemen, i membri dei Tea Party. L'America che risorge, che conquista la libertà, che sconfigge il tiranno.

Il nuovo spot televisivo della Dodge Challenger, vettura sportiva e muscolosa di lungo corso, interpreta lo spirito politico del tempo, intercetta il sentimento antistatalista e sintonizza le antenne del marketing americano sul movimento di protesta liberista dei Tea Party, ovvero sulla grande novità politica, culturale e sociale degli ultimi tempi, nata nel pieno dell'era Obama per contrastare l'intervento dello stato e le politiche economiche di spesa.

L'America sa fare molto bene due cose, recita lo spot: cars and freedom, macchine e libertà. Sulla prima qualche dubbio c'è, visto che l'intera industria automobilistica americana si è sciolta come il burro, è stata rilevata dal governo federale e nel caso della Chrysler, il gruppo di cui fa parte il marchio Dodge, si è dovuta affidare a una società italiana che fino a qualche decennio fa era nota perché lasciava spesso in panne i suoi clienti (Fiat: Fix It Again, Tony, riparala ancora, Tony).

Fiat e Chrysler hanno abbandonato Obama, con questo omaggio ai suoi detrattori più arrabbiati? Sergio Marchionne ovviamente non commenta. Consapevoli che lo spot è stato pagato dai contribuenti, i suoi uomini precisano in pieno spirito da Tea Party di aver risparmiato per girare la pubblicità, grazie al riciclo dei costumi di un vecchio film di Mel Gibson.

La Chrysler deve far dimenticare ai contribuenti i quindici miliardi di dollari sborsati da Washington per salvare il gruppo e, forse, anche a nascondere la proprietà italiana del gruppo, in un momento in cui il fascino dello straniero non è politicamente di moda.
Il colpo sembra essere riuscito. I siti conservatori sostengono che il "Dodge Challenger - Freedom" sia lo spot pubblicitario dell'anno. I giornali ne parlano. Le tv via cavo lo trasmettono più volte.

I piani di rilancio della Chrysler elaborati dalla Fiat di Marchionne avevano convinto il presidente Obama. In cambio di tecnologia e know how, e senza sborsare un euro, il gruppo di Torino ha ricevuto il 20 per cento della società di Detroit e la gestione operativa del più piccolo dei tre colossi dell'auto made in Usa.

Un anno e mezzo dopo, i tempi sono cambiati. I giornali americani elogiano lo stile Marchionne, i primi risultati cominciano a dargli ragione, a breve sul mercato statunitense sbarcheranno le prime auto italiane, ma il sentimento antistatalista, liberista e spesso autarchico che ha preso piede negli Stati Uniti del secondo anno dell'era Obama ha convinto la Chrysler a un'operazione di marketing senza precedenti.

Il movimento antistatalista dei Tea Party ha scatenato la sua rabbia libertaria contro il presidente, contro gli aiuti alle banche di Wall Street, contro il salvataggio dell'industria automobilistica a spese di chi paga le tasse. Lo spot Dodge farà tendenza, scrive il Washington Post. È solo il primo di una serie. Altre grandi corporation cercheranno di interpretare l'umore anti-establishment che in questi mesi influenza l'America. Buone notizie per il business, meno per Obama.

Spot Challenger

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Tra l' altro, la vettura fa parecchio cagare......
alberto
invece, è piuttosto interessante la faccenda dei tea party...
ROOSTERS99
CITAZIONE (alberto @ Jul 7 2010, 14:02 ) *
invece, è piuttosto interessante la faccenda dei tea party...

laugh.gif laugh.gif

sapevo saresti stato il primo "interessato" !!

laugh.gif
Ponchiaz
Alby, se puoi guarda un po' di siti americani. Io guardo CNN e CNBC tutti i giorni.

Questi del Tea Party sono degli zotici da far rabbrividire, non capisco come tu potr...ah no, ora vedo il nesso.
alberto
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jul 7 2010, 14:20 ) *
Alby, se puoi guarda un po' di siti americani. Io guardo CNN e CNBC tutti i giorni.

Questi del Tea Party sono degli zotici da far rabbrividire, non capisco come tu potr...ah no, ora vedo il nesso.



se non sapessi che sei un bravo ragazzo e che fai riferimento al mio sostegno alle tesi liberali in economia, penserei che mi stai dando dello zotico... biggrin.gif
Ponchiaz
Si era poco chiaro: io penso veramente che tu sia un finissimo pensatore, senza scherzi.

Pero' sei attratto da un certo genere di buzzurrame per motivi che non capisco a pieno.

alberto
CITAZIONE (Ponchiaz @ Jul 7 2010, 15:27 ) *
Si era poco chiaro: io penso veramente che tu sia un finissimo pensatore, senza scherzi.

Pero' sei attratto da un certo genere di buzzurrame per motivi che non capisco a pieno.



il fascino della wilderness... laugh.gif laugh.gif
ROOSTERS99
CITAZIONE (alberto @ Jul 7 2010, 16:58 ) *
il fascino della wilderness... laugh.gif laugh.gif

E' quell' odor di selvatico che spesso piace..... laugh.gif
Silver Surfer
Fiat 500 TwinAir bicilindrica
ROOSTERS99
CITAZIONE (Silver Surfer @ Jul 9 2010, 14:26 ) *

Molto ,molto interessante...

Ed anche :

Elkann: vogliamo fare la nostra parte. Sacconi: decisione significativa per tutti

C’è l’accordo, la Panda va a Pomigliano

Vertice Fiat con Cisl e Uil, poi l’annuncio: il nostro piano andrà avanti



ROMA—Fiat produrrà la futura Panda a Pomigliano. Il gruppo torinese ieri, dopo il referendum sull’intesa che ha realizzato il 62% dei consensi tra i lavoratori, ha rotto gli indugi confermando l’accordo del 15 giugno scorso con Fim, Uil, Fismic e Ugl. Alla riunione attuativa dell’intesa, a Torino, erano presenti l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e i segretari di categoria. Non c’era invece il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani (né tantomeno la Fiom che l’accordo non l’ha firmato), che ha giudicato «sbagliato» da parte della Fiat «scegliersi gli interlocutori al semplice scopo di farsi dare ragione». E ha affermato che tale atteggiamento «apre un problema formale nei rapporti fra Cgil e Fiat». «La decisione di procedere con gli investimenti programmati (700 milioni per Pomigliano, ndr) — ha detto il presidente Fiat, John Elkann — è un importante segnale di fiducia. Significa che crediamo nell’Italia e intendiamo fare fino in fondo la nostra parte. Molte cose stanno cambiando intorno a noi—ha proseguito — e oggi può essere l’inizio di una fase completamente diversa: il successo dipenderà da quanto ciascuno saprà essere protagonista di questo cambiamento».

Proprio a questo proposito Marchionne ha inviato a tutti i dipendenti dell’azienda una lettera in cui chiede a tutti di «accettare la sfida con il resto del mondo». Marchionne avrebbe esordito nell’incontro con i sindacati lamentando «un vuoto» della politica e descrivendo maggioranza e opposizione perse dietro a tutt’altri temi. Ma per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, l’intesa di ieri è «decisione altamente significativa per l’interesse nazionale e per quello in particolare del Mezzogiorno» anche perché «per la prima volta frutto dell’autonoma capacità delle parti sociali». Secondo Luigi Angeletti, «la Fiom ha sbagliato a non firmare perché l’intesa per la prima volta riporta una produzione in Italia, al Sud». Riferisce Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, che «Marchionne ha confessato durante l'incontro di essere stato molto combattuto in questi giorni» circa la decisione da prendere su Pomigliano. Da questo momento in poi, recita il comunicato Fiat sull’intesa, le parti «s’impegneranno per la sua applicazione con modalità che possano assicurare tutte le condizioni d i governabilità dello stabilimento ». Un riferimento forse rivolto all’ipotesi di costituire una newco, una nuova società che riassuma i lavoratori disposti a attuare l’intesa. Ipotesi che dovrebbe realizzarsi già nei prossimi 15 giorni.

Antonella Baccaro
10 luglio 2010

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Direi che i giochi sono fatti.

Ed anche che se pure 'sta volta si ricominciasse con fancazzismo, assenteismo e tutti i mali endemici di laggiù, sarebbe davero la fine...
Ponchiaz
Anche per quest'anno il "Premio CEO simpatico" sfuggira' a Marchionne.

Del resto lui ha sempre qualche sopresa in Serbo.
Silver Surfer
Vero, purtroppo...
La 500ona...
Ponchiaz
Giorgio Bocca sull'Espresso

Questo Marchionne pare Silvio
di Giorgio Bocca


Come Berlusconi, il capo del Lingotto è convinto che il potere debba avere mano libera. Ed entrambi sembrano stupiti quando scoprono che i sottoposti non gradiscano
(22 luglio 2010) MarchionneL'idea che il potere, in un'impresa come in uno Stato, debba avere mano libera sui dipendenti e sui cittadini è di quelle dure a morire. Il manager della Fiat Marchionne in questo è simile al capo del governo Berlusconi, entrambi stupiti e quasi delusi che i lavoratori sottoposti non capiscano, non gradiscano il ricatto del capitalismo globale: o mangiate questa minestra o saltate dalla finestra.
Appartiene alla filosofia del potere la convinzione che la legge del più forte, nel caso del mercato globale, sia anche la più giusta. Ma è un'idea di comodo, cara a chi sta al potere, smentita dalla storia, cioè dalla lotta di classe e dal progresso produttivo e sociale: se l'automazione è arrivata nelle fabbriche rivoluzionando e migliorando il modo di produrre lo si deve anche alla lotta di classe, alle rivendicazioni operaie. Marchionne è certamente un manager intelligente come lo fu prima di lui Cesare Romiti, e magari i toni ricattatori e autoritari possono servire nel tempo breve, ma non alla creazione di una durevole crescita civile.

Non sembra il caso di ricorrere di continuo nei rapporti di lavoro alle superiori, indiscutibili esigenze del mercato globale, cioè della facoltà che il capitale scambia per un suo inalienabile diritto: trasferire la produzione dove più gli comoda.

È una pretesa inaccettabile da un paese civile: non si può compiere la prima accumulazione del capitale, la prima crescita produttiva e tecnica usando le risorse umane locali e poi trasferirsi dove al capitale conviene.

Soprattutto in paesi come il nostro dove la formazione di una società industriale è avvenuta anche grazie ai privilegi e alle discipline autoritarie, anche grazie ai riarmi e ai bagni di sangue delle guerre mondiali.
Come Cesare Romiti, come altri manager e imprenditori, Marchionne è convinto che la crescita economica di un paese sia la stessa cosa della sua crescita civile e che essa sia possibile solo se si rispettano le regole fondamentali che legano il lavoro al salario e che rifiutano come utopie suicide quelle sessantottesche del più salario e meno lavoro. Ma questo rispetto delle regole non può essere una prerogativa dell'imprenditore razionale da imporre ai dipendenti immaturi che preferiscono la partita della Nazionale di calcio al lavoro, non può essere la richiesta di rinunciare nel nome della produzione ai diritti conquistati con duri sacrifici.

Anche il capitale, anche il potere capitalistico inseguono utopie come quella che sia possibile e augurabile abolire la lotta di classe. Non è così, sia che i padroni siano liberali, sia che siano comunisti come la Cina, dove i grandi balzi produttivi maoisti stanno finendo secondo logica nella ripresa degli scioperi e nelle lotte per i diritti umani.
Ha detto Marchionne: "Stiamo facendo discussioni su principi e ideologie che ormai non hanno più corrispondenza nella realtà. Parliamo di storie vecchie di trenta o quarant'anni, stiamo a parlare del padrone contro il lavoratore. Sono cose che non esistono più".
Davvero? Forse il Ceo della Fiat si sbaglia o si illude. I padroni esistono ancora, come i lavoratori che dai padroni dipendono. E per governarli occorre anche modestia, pazienza e sapersi mettere, come usa dire, nei loro panni.

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A parte qualche chiaro scivolamento nella demagogia che e' del personaggio, qualche concetto ben espresso c'e' a mio avviso. Soprattutto nella parte relativa al trasferimento degli impianti.

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