Senza pretese, senza prosopopea.
Cosa vorremmo dalla prossima Pall.VA? Come vorremmo che fosse?
Ovviamente alcune affermazioni potrebbero essere semplici sottolineature di ciò che già esiste e sussiste.
Meglio così.
In caso avverso, invece, sarebbero piccoli propositi positivi.
Potremmo chiamarli...che ne so...
Auspìci, semplici auspìci.
Comincio io, sperando che seguano in coda tanti tanti messaggi sicuramente interessanti e forieri di possibili nuove idee per il Futuro.
-1- Una Società stabile economicamente (anche nel piccolo...), presente e viva, pur senza strabordare: presente sul territorio con iniziative giovanili e non solo, ed a livello nazionale. Impegnata nell'ambito cestistico, senza subire imbrigliature da sovrastrutture non inerenti la palla-al-cesto. Con uomini che abbiano (possano avere?) idee chiare a partire dall'anno precedente al riguardo di budget, prerogative, allenatore, staff, tipologia di giocatori.
-2- Un allenatore ed uno staff a livello giovanile coordinati, con il chiaro intento di far migliorare il materiale umano, soprattutto quello giovane e da costruire*, a disposizione in modo da ricreare attenzione intorno a Varese, come sembrava stesse succedendo già dopo l'annata passata.
Varese deve scordarsi le grandi imprese del Passato, probabilmente impossibili da replicare. Però potrebbe ritagliarsi una porzione importante a livello non solo nazionale proprio tramite quanto appena detto sopra. Ricordiamoci quanto ad esempio stia facendo Biella, proprio a proprosito di qs. ...
-3- Una squadra creata certamente in sintonia con l'allenatore e la Società (vedi punti -1- e -2-), ma senza eccessive paure, e senza sentirsi vincolati in modo castrante al mero Sistema.
-4- Una tipologia di squadra che (e qui spero tanto di NON suscitare vespai di polemiche, bensì un discorso costruttivo o almeno semplicemente di confronto tranquillo!) sia dotata di voglia di apprendere e migliorare, impegnarsi in palestra ed in miglioramenti in difesa durante l'anno, comunque dotata di un play in grado di dirigere la squadra, ma anche di avere un rapporto assists/palle perse positivo, ben superiore all'unità...preferendo magari x un ruolo da battitore libero/solista la futura guardia prescelta; una ala atletica, in grado di prendere rimbalzi e saltare, oltre che di passare la palla con abilità e vedere il gioco; un lungo/semi-lungo a Sua volta atletico e con buona propensione al rimbalzo, oltre che tecnicamente almeno sufficientemente capace.
My two cents.
A Voi la palla, anche perchè ho aperto qs.post alle 8 del mattino senza mai riuscire a finirlo ed aggiungendo qualcosina di tanto in tanto...
*A proposito del discorso: cito da altro Forum quanto scritto al riguardo di 2 giocatori arrivati in Italia senza aver prima mai calcato i parquet italici ed europei, ovvero Jamont Gordon e Alan Anderson.
Penso che le parole citate potrebbero essere tranquillamente sottoscritte...no?
CITAZIONE
...
Forse però il discorso è un altro. Forse si potrebbe cominciare a notare come il tipo di giocatore che viene schifato a bologna e si scopre poi non così cesso altrove sia sempre della stessa tipologia. Giovane, alle prime o alla prima esperienza in europa, americano. Sono sempre i primi a prendere fischi. Per varie ragioni credo.
- Perché abituati a un altro basket impiegano tempo ad abituarsi al nostro. Noi non diamo loro tempo.
- Perché nessuno spiega loro che il trucco in un paese è far girare voci positive sul proprio conto o, in alternativa, negative su altri. Non parlano con i tifosi, raramente si battono il petto e se ne fottono di fare facce serie e contrite dopo le sconfitte.
- Perché il pubblico è formato da vecchie vedove alla neo, sempre in attesa di danilovic e djordjevic che tornino a predicare basket tennico alla europea.
- Perché due società di merda non li proteggono a dovere.
- Perché siamo un po' razzisti (prima che saltiate come tappi di krugg, lo considero un elemento, non il principale).
Forse però il discorso è un altro. Forse si potrebbe cominciare a notare come il tipo di giocatore che viene schifato a bologna e si scopre poi non così cesso altrove sia sempre della stessa tipologia. Giovane, alle prime o alla prima esperienza in europa, americano. Sono sempre i primi a prendere fischi. Per varie ragioni credo.
- Perché abituati a un altro basket impiegano tempo ad abituarsi al nostro. Noi non diamo loro tempo.
- Perché nessuno spiega loro che il trucco in un paese è far girare voci positive sul proprio conto o, in alternativa, negative su altri. Non parlano con i tifosi, raramente si battono il petto e se ne fottono di fare facce serie e contrite dopo le sconfitte.
- Perché il pubblico è formato da vecchie vedove alla neo, sempre in attesa di danilovic e djordjevic che tornino a predicare basket tennico alla europea.
- Perché due società di merda non li proteggono a dovere.
- Perché siamo un po' razzisti (prima che saltiate come tappi di krugg, lo considero un elemento, non il principale).
CITAZIONE
Sono sostanzialmente d'accordo.
Aggiungo la poca pazienza dei tifosi che in Estate vogliono la scommessa giovane a buon mercato che incuriosisce, prendono sempre ad esempio Biella e Cantù e il loro modo di operare, etc...poi però se il negretto sbaglia le prime 2 partite apriti cielo, "torna a casa, qui non siamo nel Bronx", "vogliamo gli slavi con le palle", "l'hanno visto ubriaco alle 5 alla Ca' del Liscio con 2 troie accanto e la siringa piantata nel braccio", ....
Aggiungo la poca pazienza dei tifosi che in Estate vogliono la scommessa giovane a buon mercato che incuriosisce, prendono sempre ad esempio Biella e Cantù e il loro modo di operare, etc...poi però se il negretto sbaglia le prime 2 partite apriti cielo, "torna a casa, qui non siamo nel Bronx", "vogliamo gli slavi con le palle", "l'hanno visto ubriaco alle 5 alla Ca' del Liscio con 2 troie accanto e la siringa piantata nel braccio", ....
