CITAZIONE (Tiratore di striscia @ May 12 2010, 13:02 )

Leggo sull'home page le due (pressoché identiche) interviste a Castiglioni.
Alcune considerazioni volanti.
1. Si lamenta per non aver raggiunto obiettivi più alti, ma la società che lui rappresenta è l'unica ad aver subito due punti di penalizzazione per omissioni e ritardi burocratici (che per poco non ci costavano anche la retrocessione). Con che coraggio fa la predica a allenatore e giocatori?
2. Rimpiange i tempi d'oro di Magnano. Chi giubilò l'entrenador?
3. Invoca un intervento "delle istituzioni". Non credo che il Comune di Varese abbia soldi per sponsorizzare la pallacanestro, in nessuna forma (neppure indiretta). La speranza è quella di un do ut des trasversale, mediante scelte amministrative favorevoli al Casti Group che possano "ricompensare" l'impegno cestistico (leggasi destinazione urbanistica dell'area ex-Aer Macchi)? Perché se questa bieca e gratuita illazione non ha minimo fondamento, mi chiedo cosa "le istituzioni" dovrebbero fare (Fontana playmaker mi pare peggio di Passera).
4. Se voleva raggiungere i playoff, visto che il livello era così mediocre, perché dopo l'infortunio di Slay non ha comprato Sharrod Ford (per fare un nome), invece che un McGrath, un Reynolds, un Tusek?
5. Minaccia un ridimensionamento: si è accorto che siamo arrivati penultimi? E verosimilmente con uno dei budget più stitici della LegaA? Dica chiaro e tondo che non iscrive la squadra al campionato, allora, e non ventili una stagione "SimilNapoRieti" con dieci ragazzini a buscare cinquantelli.
6. Invoca collaborazione da parte di altri: non si domanda perché nessuno vuol partecipare con lui a questa iniziativa?
Che amarezza...
Giusto per correttezza di informazione.... e per dimostrare come al peggio non ci sia mai fine...
da La Provincia del 29.09.2007
di Francesco Caielli
VARESE Negli ultimi giorni se lo saranno chiesto in tanti: «Ma dov'è il presidente?». Claudio Castiglioni, che soprattutto nella scorsa stagione aveva abituato tutti alla sua costante e preziosa presenza, da un po' di tempo non si faceva vedere. Qualcuno si è preoccupato, qualche maligno disinformato ha colto l'occasione per ipotizzare un progressivo allontanamento di Castiglioni dalla società. A questi ultimi gioverà ricordare che Claudio è alla guida (con il padre e il fratello) di uno dei gruppi industriali più grandi e importanti d'Italia: imprese da mandare avanti e da gestire, e la pallacanestro deve necessariamente passare, ogni tanto, in secondo piano. Claudio Castiglioni c'è, e ogni giorno tempesta di telefonate il fido Gianni Chiapparo per farsi raccontare tutto della squadra che lui ha voluto costruire. Tornerà anche al palazzetto, al suo solito posto dietro il rotore pubblicitario che porta i segni di qualche sua pedata tirata nei momenti di nervosismo, seduto a fianco della panchina nelle trasferte più importanti. Tornerà, perché è convinto che questo gruppo lo farà divertire per davvero.
«Sono stato fagocitato da mille impegni di lavoro, riunioni su riunioni, ogni sera a casa a orari impossibili. Ma questo non significa che io mi sia allontanato dalla pallacanestro, anzi:
tutt'altro. Mi sento vicino a questa squadra più di quanto mi sia capitato con quelle che l'hanno preceduta».
E perché?
Semplicemente perché ci sono le persone che ho scelto e voluto: dalla panchina, al campo, fino alla dirigenza. E' la mia squadra.
Quali sono i sentimenti alla vigilia del debutto di Roma?
Curiosità: ci sono tanti elementi nuovi che non vedo l'ora di ammirare all'opera. Preoccupazione: ci mancano tre elementi del quintetto base, e non sarà facile andare a vincere senza tanti giocatori importanti. Certezza: anche se non ho visto tutti gli allenamenti so che lo spirito con cui si affronta questo campionato è quello giusto.
Si può già dare qualche giudizio?
No, è presto. Però posso già dire che questa squadra non è affatto più debole rispetto a quella dell'anno scorso: magari siamo più
forti, e questo lo vedremo a partire da domani.
Quindi l'obiettivo è quello di migliorare il risultato dell'ultima stagione?
No, freniamo gli entusiasmi: ho detto che noi non siamo più deboli, ma non ho idea di come siano le altre squadre. Probabilmente si sono rinforzate anche loro, staremo a vedere.
Allora con che obiettivi si parte?
Nessun obiettivo in particolare, ma due certezze: non retrocederemo, e non vinceremo lo scudetto. Eliminati i due estremi, restano un sacco di ipotesi e possibilità che sarà bello costruire e scoprire giorno dopo giorno.
Intanto ci siamo ancora, con una struttura societaria sempre più solida e tanti nuovi amici che ci danno una grossa mano.
Riparte la sfida ai colossi del basket italiano, quelli che possono investire miliardi su miliardi?
Riparte, con l'entusiasmo di sempre e con la stessa pazzia. Il nostro è un budget importante, ma non è paragonabile a quello delle tre o quattro società che partono per vincere lo scudetto e ben figurare in Eurolega.
E allora come dar fiato ai sogni di una città intera?
Loro mettono i soldoni. Noi rispondiamo con la fantasia. Fantasia che non arriverà solo dai nostri giocatori, ma soprattutto da chi li gestirà e li metterà in campo.
Dalla panchina?
Esattamente: negli ultimi anni questa cosa ci è proprio mancata. Noi avevamo un gioco molto schematico, organizzatissimo in ogni dettaglio, minuzioso: probabilmente buono per gli squadroni, ma non adatto a una squadra come la nostra, fatta di giocatori che avevano solo bisogno di essere lasciati liberi.È quello che si aspetta da Mrsic?
Da lui mi aspetto tanta elasticità mentale e una grande capacità di adattarsi alle situazioni: voglio un allenatore in grado di intervenire durante la partita e capace di inventare qualche soluzione vincente.
Verrà domani a Roma?
Non farò in tempo: ho una gara importante a Monza e non riuscirò ad arrivare per la partita. Ci sarò sabato prossimo contro Udine come a tutte le partite in casa, e farò tutte le trasferte possibili.
Automobilismo e motori occupano sempre i suoi pensieri?
Volete scherzare? A fine novembre sono atteso dai campionati mondiali di kart a Dubai: andrò là per vincere, e mi devo preparare.