CITAZIONE (sertar @ Jun 16 2010, 09:44 )

Totalmente dalla parte di Nelson & c.
Noi ce ne dimentichiamo, ma si tratta di professionisti laddove norme discriminatorie tendono a ridurre il loro potere contrattuale...
Giochi chi merita a prescindere dal passaporto.
Capisco il tuo punto di vista, ma non lo condivido.
E' vero che le norme sono ingiuste, e anche io sarei per eliminare qualsiasi barriera. Giochi chi merita, senza giocatori "panda" protetti che comunque non giocano (perchè scarsi), ma prosciugano le finanze della società.
Però se le regole ci sono, si rispettano.
Quella di Nelson (e di Stonerook e tutti i suoi emuli) è una furbata e, spesso, passa per pratiche illegali (perchè i normali extracomunitari che sposano la babbiona per il passaporto se non giocano a Siena vengono presi e processati per falso in atto pubblico e un passaporto comprato è un passaporto falso, sempre per i comuni mortali).
Così lui si avvantaggia e gente che non ha fatto la furbata (perchè è troppo onesta o poco furba) invece resta svantaggiata.
Posso capire il passaporto a gente come Dan Gay, che è diventato Italiano per matrimonio (vero), ha deciso di restare a vivere in Italia, parla Italiano e ha indossato la maglia della nazionale felice di farlo e non cercando ogni scusa per evitarla (cosa che, per altro, fanno pure parecchi Italiani di nascita).
In questo credo che abbiano delle responsabilità anche le società che forse preferiscono tenere le regole così come sono e ingaggiare i furbi (avvantaggiandosi sulle concorrenti), invece che sollevare il problema.
Il professionismo mi sembra un altra cosa. Lo sport professionistico mi piace, questa roba qui degli Azeri nati a Brooklin mi fa abbastanza schifo (per Nelson come per tutti gli altri, ovviamente).