E’ pronta per il ritorno di Carlo Recalcati la Pallacanestro Varese che sta per rompere gli indugi sul fronte-allenatore puntando tutte le sue fiches sulla versione "2.0" del rapporto con l’ex Cittì azzurro. Undici anni dopo il memorabile scudetto della Stella con i Roosters dei quali Cecco Vescovi era un importantissimo "uomo d’impatto" della panchina, le parti sembrano vicinissime ad un clamoroso bis dopo che ieri mattina il g.m. biancorosso e il coach degli azzurri d’argento ad Atene 2004 si sono incontrati in uno stimolante "faccia a faccia".
D’altra parte il giro d’orizzonti sul mercato-allenatori, dopo il "no" del candidato "naturale" Meo Sacchetti, non sembrava aver dato grandi riscontri alla dirigenza biancorossa che aveva individuato un paio di profili interessanti sui quali riflettere con attenzione. Valutazioni effettuate su Fabrizio Frates e Luca Bechi, due tra i molti allenatori "di categoria" proposti da un mercato ricco di nomi disponibili, che tra "pro" e "contro" sono considerati allettanti ma non del tutto convincenti nell’ottica della società. Così col passare dei giorni è tornato in auge il grande ex biancorosso, reduce da un "anno sabbatico" dopo la chiusura anticipata del rapporto con la Fip, trascorso a girare in lungo e in largo i campi di tutta Italia e a ragionare a 360 gradi sul "sistema-basket" con tante idee intriganti su tutti i temi dello scibile cestistico.
Ma ovviamente il richiamo della panchina è ancora fortissimo per il coach tricampione d’Italia tra Varese, Fortitudo Bologna e Siena; nei giorni scorsi il suo ex play di Reggio Calabria Sandro Santoro lo aveva stimolato con la proposta di un progetto biennale a Barcellona Pozzo di Gotto, pur con l’esigenza di doversi spostare nuovamente come ai tempi d’oro della Viola. E Recalcati aveva chiesto qualche giorno di riflessione per valutare la situazione con la famiglia.
Una frenata provvidenziale sul piano della tempistica, visto che la società biancorossa ha fatto le sue mosse nel weekend: «Il progetto di Varese mi sembra stimolante e lo diventa ancor di più considerando l’affetto che ho nei confronti di questa città che ha rappresentato un momento importante della mia vita cestistica» spiegava Recalcati nella mattinata di sabato, quando la possibilità di tornare sulla panchina biancorossa era ancora nell’aria e non c’era ancora una proposta concreta, tanto che il tecnico residente a Cantù parlava già di prospettive di mercato con Barcellona Pozzo di Gotto.
Poi la situazione si è sviluppata con il passare delle ore, fino all’appuntamento di ieri mattina che ha evidenziato una forte comunione di intenti nello scambio di idee su programmi e prospettive future della squadra.
L’ufficialità dell’accordo ancora non c’è, perchè Vescovi si è riservato qualche giorno di tempo per decidere se chiudere definitivamente il discorso-Recalcati oppure organizzare qualche altro incontro al suo rientro da un viaggio d’affari all’estero (missione fuori Europa per cercare di dare seguito ad un’interessante prospettiva "sponsorile").
«Nella nostra testa la scelta era orientata su Sacchetti; per motivi ampiamente condivisibili non abbiamo potuto concretizzare questa opzione, dunque stiamo valutando con la massima attenzione quale sarebbe il profilo migliore per una scelta che consideriamo fondamentale per i nostri programmi», conferma Max Ferraiuolo.
Le prossime 72 ore serviranno al g.m. biancorosso per chiarirsi le idee, ma sono molti gli indizi che fanno pensare ad una "fumata bianca" con Recalcati, non ultimo il fatto che sia stato comunque l’unico contattato e incontrato di persona dalla dirigenza biancorossa:
«Il rapporto con Varese e la vicinanza geografica sono tali che con Charly abbiamo preferito fare una chiaccherata - conferma Ferraiuolo - L’incontro è stato fruttuoso: ci siamo scambiati tante idee, noi abbiamo spiegato i nostri programmi a livello tecnico e lui ci ha illustrato le sue opinioni. Fino a mercoledì o giovedì non ci saranno decisioni, ma l’ultima parola spetta comunque a Vescovi, cui toccherà valutare tutte le opzioni nel modo più opportuno: già due anni fa ci volle del tempo per arrivare alla scelta di Pillastrini che si rivelò assolutamente giusta; allo stesso modo per proseguire su un certo tipo di percorso vogliamo capire chi più si avvicina alle nostre idee...».
Giuseppe Sciascia