
Questi sono argomenti su cui discutere e sulle quali è giusto porre delle domande...sperando che diano risposte.
Il Varese 1910 ha convocato per dopodomani, giovedì, una conferenza stampa per illustrare alcuni aspetti relativi alle «tematiche di comunicazione» per la stagione calcistica in corso. L'appuntamento,
voluto dall'amministratore delegato Enzo Montemurro, sarà però soprattutto l'occasione per fare il punto sui diversi problemi sorti nell'organizzazione interna alla società biancorossa. Se infatti, sul terreno verde,
la squadra disegnata da Luca Sogliano e diretta da Giuseppe Sannino sta riscuotendo apprezzamenti unanimi dopo le prime uscite ufficiali, lo stesso non si può dire della società che ha mostrato la corda quando si è trattato di organizzare un evento di massa come Varese-Atalanta. Certo, la
corsa contro il tempo per adeguare lo stadio ha messo il club biancorosso nelle condizioni di dover prima di tutto "tappare" alcuni buchi fondamentali per permettere la disputa della partita al Franco Ossola. I lavori sono stati eseguiti per tempo - come vi abbiamo mostrato settimana scorsa
anche attraverso una galleria fotografica - e questo è certamente un dato positivo, ma ciò non ha evitato una lunga lista di problemi.
FAR WEST BOTTEGHINO - Ha infatti dell'incredibile quel che è avvenuto ai botteghini: chi non aveva preso il biglietto in prevendita (scelta sempre consigliata, ma non sempre percorribile per tutti i tifosi) è stato prima sballottato tra i diversi sportelli e poi si è visto chiudere in faccia gli sportelli. Il motivo sarebbe un black out, ma molti
botteghini non sono ancora attrezzati (leggi cablati) per la vendita dei tagliandi online: attrezzarsi con le chiavette per la connessione è stato un azzardo troppo grande e non a caso ha fatto flop. Anche
la gestione degli ingressi è stata difficoltosa: i cancelli sono stati aperti con un'ora di ritardo rispetto al previsto (tempo che sarebbe servito a smaltire le code e a permettere un afflusso in totale sicurezza) e ai tornelli gli steward hanno dovuto compiere un lavoro supplementare, azionando spesso a mano i nuovi girelli d'ingresso.
E ancora, diversi nostri lettori si sono lamentati di
spalti sporchi e polverosi: il vento, in questo senso, non ha certo aiutato, ma (anche in assenza dei seggiolini, problema senz'altro rimandabile) una maggior attenzione non sarebbe guastata.
AREA STAMPA DA MUSEO - A proposito di approssimazione, siamo costretti a lamentarci in prima persona per le strutture relative alla stampa, cosa che magari (e giustamente)
interessa poco la massa dei tifosi ma che non mette certo nelle condizioni migliori chi allo stadio deve lavorare. Se la
sala stampa, tutto sommato, ha retto (ma installare una connessione aperta sarebbe davvero cosa da poco), lo stesso non si può dire della tribuna: gli spazi sono pochi, ma nulla si è fatto né per ampliarli né per renderli vivibili. Un segno, soprattutto verso gli ospiti, davvero poco incoraggiante, per un
campionato che richiede ben altri standard di qualità. Piaccia o no, la Serie B deve proporre ben altro anche sotto questo punto di vista, anche se le avvisaglie (leggi, la totale
disorganizzazione del giorno del raduno, l'assenza di qualsiasi presentazione dei giocatori e via dicendo...) erano già state poco incoraggianti.
SE QUESTO È UN SITO - Che dire inoltre del sito internet, altra pecca
segnalata spesso dai nostri lettori-tifosi attraverso i commenti? Lo spazio web del Varese, dopo due turni, non ha ancora l'elenco dei giocatori
(immagine a lato: la foto di squadra è dell'anno scorso...), i tabellini delle prime partite, la squadra primavera e a livello di informazioni è davvero scarno. Una
mancanza imperdonabile nell'era di internet e soprattutto un pessimo biglietto da visita cui basterebbero poche ore di lavoro (permetteteci, lo diciamo per esperienza) per dare almeno una rassettata. E anche
a livello di marketing e merchandising, aspetti obbligatori per una società di questo livello, siamo purtroppo all'età della pietra.
VIABILITA' E SICUREZZA - Restano altre problematiche, relative alla gestione della viabilità e dell'ordine pubblico, ma naturalmente queste vanno gestite in collaborazione con le forze di polizia. A tal proposito, pur considerando
comprensibile la soddisfazione della Questura per come è trascorso un pomeriggio a rischio come quello di sabato, va anche sottolineato che
la "blindatura totale" dell'area di Masnago non è certo la migliore delle soluzioni possibili. Prova ne è che tanta gente, uscita dalla tribuna centrale, sia stata costretta a percorsi letteralmente chilometrici per raggiungere le proprie macchine, parcheggiate a poche decine di metri di distanza (per esempio al palazzetto).
Una maggiore elasticità in corso d'opera, soprattutto in virtù dell'assenza totale di scaramucce tra le tifoserie (e la partita ha dato una mano, restando sui canali della correttezza), sarebbe decisamente apprezzabile.