«Un cambiamento epocale che apre le porte a un futuro importante per la Pallacanestro Varese». Così il presidente uscente Claudio Castiglioni ha commentato la svolta societaria annunciata ieri a Villa Recalcati, sede della presentazione ufficiale del consorzio "Varese nel cuore" (foto Blitz in alto) che rileverà l’intero pacchetto azionario del club biancorosso. Una novità assoluta nella storia ultrasessantennale del sodalizio le cui fortune sono state sempre legate a filo doppio agli apporti economici di grandi famiglie cittadine (basti pensare ai Borghi e ai Bulgheroni, predecessori ricchi di gloria dell’attuale proprietà). Ora ad amministrare la società ci sarà un pool di soci (si parte con 17 "consorzisti", tra cui gli stessi Castiglioni) che attraverso un contributo triennale tra acquisto delle quote e sponsorizzazione garantiranno una base di partenza solida per dare un futuro garantito alla società.
«La mia famiglia da sola non poteva più reggere il peso dei conti del basket: il consorzio è la strada giusta che ci consentirà di percorrere un cammino comune con persone che come noi si riconoscono e credono nella squadra della propria città», conferma Castiglioni. Si passa dunque a una nuova proprietà condivisa da parte di soci-tifosi, espressione diretta del territorio come sostiene Dario Galli, il presidente della Provincia che assieme al Comune ha garantito il patrocinio all’operazione: «Oggi basarsi sull’apporto di un solo grande sponsor è sempre più difficile; tale progetto innovativo sfrutta invece le potenzialità di una città e una provincia in cui piccola e media impresa recitano un ruolo sempre più importante».
I profili della sponsorizzazione nel contesto del consorzio vanno dal taglio minimo di 10mila euro (Silver) all’intermedio da 30mila (Gold) al massimo da 50mila (Platinum): quote comunque alla portata di aziende, liberi professionisti e persino privati (tra i soci fondatori c’è un tifoso "singolo", G.F., che ha chiesto l’anonimato), con la garanzia che il budget "blindato" non richiederà interventi di copertura del debito a fine esercizio. Le porte di "Varese nel Cuore" resteranno aperte in qualsiasi momento: quello di ieri è stato solo il punto di partenza di un progetto che guarda verso obiettivi più ambiziosi. I professionisti della Fim Credit puntano infatti a raddoppiare il numero degli azionisti per l’inizio del campionato 2010/’11, ed a portare a 250 il numero dei "consorzisti" entro la scadenza del mandato triennale ricevuto dalla società.
Anche perchè nel medio e lungo termine il futuro della Pallacanestro Varese è legato a filo doppio all’esito positivo dell’operazione presentata a Villa Recalcati: «Il tempo delle scuse è finito. Non ci sarà più un soggetto unico a farsi carico della Pallacanestro Varese cui tirare la giacca quando servono soldi. Ora sarà tutta la città a dover rispondere a questa "chiamata alle armi" per difendere e lustrare il suo gioiello sportivo - spiega Cecco Vescovi, vero "motore" del progetto -. Abbiamo creato una struttura cui si accede facilmente e garantisce visibilità: le risposte dei soci fondatori sono state già positive ma a noi non basta la sopravvivenza, attraverso il consorzio vogliamo crescere. Per andare avanti c’è bisogno di tutti: una base societaria più ampia ci consentirebbe di programmare con maggiori ambizioni l’attività del club. Ma se in tre anni non si riuscirà a raggiungere la quota prestabilita, ci sarà da chiedersi se Varese merita una squadra di serie A».
Giuseppe Sciascia