di GIANCARLO PIGIONATTI
C'è chi sale e c'è chi scende, la ribalta è cambiata. Se nella storia, per più decenni, è stata la Pallacanestro a far da padrona, per consensi e presenze sugli spalti, da indiscussa "regina di cuori" tra gli sportivi di Varese, adesso è il calcio biancorosso a comandare con un largo ed entusiastico seguito. La squadra di Sannino piace e diverte, soprattutto attrae le nuove generazioni avendo colmato una fame di buon calcio, durata ben venticinque anni: i suoi 5.600 spettatori di media a gara, sin qui registrati, non lasciano scampo ai confronti. Effetto serie B e non solo, il colpo d'occhio scalda il cuore di chi cavalca la propria passione di calcio attraverso la squadra della propria città. Diversamente Cimberio - Scavolini, con i suoi 3237 spettatori, contabilizzati ufficialmente, ha occupato l'ultimo posto delle prime otto gare giocate in serie A non senza alcuni interrogativi sul terreno degli stupiti. In realtà questo dato può essere spiegato dai tagli di tessere a invito (cioè a sbafo) e, soprattutto, di quelle scontate (cioè a prezzi di favore), solitamente, sottoscritte da Gianfranco Castiglioni con un po' di vanità, tipo mecenate d'altri tempi, a beneficio di dipendenti e amici a centinaia.

Siamo di fronte a strategie nuove, accolte con gaudio da chi, per esempio, pretende uguaglianza assoluta davanti alla legge, anzi ai botteghini. Risultato: tanti vuoti in un palasport, liberato da tanti privilegiati, per una Pall. Varese non più "assediata" nel proprio guscio di cemento. Nel frattempo bisogna chiedersi dove sia finito il famoso amore per la squadra di basket se basta un taglio di favori a limarne ogni espressione? Qual è, oggi, la vera partecipazione della città sotto i canestri quando altri biancorossi spopolano o quasi nel vicino stadio? Probabilmente se lo chiedono gli stessi dirigenti, quelli del consorzio, alzando, con preoccupazione, lo sguardo oltre il proprio naso che, evidentemente, non fiuta più certezze che si credevano scolpite nella roccia. In settimana, non a caso, la società ha aperto di nuovo ai tifosi attraverso iniziative, come quelle a favore di bambini e famiglie, non nuove, anzi vecchie, magari improntate a maggior sollecitudine e forza, più convincenti e simpatiche, ma siamo già agli appelli per un'avventura appena cominciata.

Affetto chiama affetto, chi comincia per primo? La società o i suoi tifosi? È un vecchio tema, sempre dibattuto ma mai chiarito, come chiedersi se sia nato prima l'uovo o se sia nata prima la gallina. Chi ama, non chiede. Segue e basta, quindi aiuta come può, importandogli poco qualsiasi "distinguo" critico, che fa parte della natura dell'uomo, intenti tutti, ed emozionalmente, a sostenere la propria squadra. Altra domanda: deve esistere un progetto ambizioso per incentivare grande partecipazione o, al contrario, è la mobilitazione di una piazza a stimolare un fine così prestigioso? A rigor di profitto, anche sportivo, non c'è alcun dubbio sulla risposta ma se il tifo è amore infinito per la propria squadra, allora e innegabilmente, prevale la seconda ipotesi.

A interrogativi così importanti nessuno sfugga come fossero ustioni per la pelle, in gioco c'è il futuro d'un club cui tutta la città tiene, memore di tanta fama e gloria ricevuta. Di questi tempi, da basket che, talvolta, fa venire il latte alle ginocchia, quindi al di fuori di ogni considerazione sociologica e romantica, gli spot più convincenti sono i buoni risultati che, si sa, danno quell'idea vincente cui lo sportivo più titubante è molto sensibile. Già, un incredibile colpaccio ad Avellino propizierebbe, a campagna abbonamenti riaperta, qualche tessera in più, buona per ampliare la fiera squadra che sta fuori campo. Certo, quella di oggi non sembra la gara giusta per fare cassetta, sempre che l'operazione dipenda da un'impresa: la squadra campana, nonostante la batosta subita da una super Benetton, riscuote elevate considerazioni (anche da parte di Recalcati, foto Blitz) per la qualità delle sue risorse fisiche e tecniche. È davvero insormontabile l'ostacolo per questa Cimberio? La risposta verrà dal campo in una gara-verità, curiosi di scoprirla nelle sue pieghe, anzi nel suo esito.