E’ sempre bello sentir parlare di concetti elevati come democrazia, condivisione, partecipazione. Anche quando tali fondamentali valori del vivere civile sono applicati a un argomento particolare come lo sport. Invece Giacomo Galanda, capitano della Cimberio (in alto con Slay - foto Blitz), dopo il match vinto abbastanza bene contro l’Enel Brindisi, butta al centro della discussione questi temi partendo dall’ultimo: la partecipazione.
«La vittoria conquistata contro il team pugliese - dice Galanda - è il vero segnale dell’alto livello partecipativo che caratterizza il nostro gruppo. Siamo arrivati al match con l’Enel dopo aver vissuto una decina di giorni di grande difficoltà a causa degli acciacchi che hanno colpito Fajardo, Cotani e Kangur. Senza di loro abbiamo svolto allenamenti a ranghi e ritmo ridotto e, in simili condizioni, la partita di domenica poteva rappresentare un test rischioso. Invece, da capitano della squadra, mi sento di ringraziare tutto il nucleo che ha lavorato tantissimo per nascondere la assenze e, in seconda battuta, anche i ragazzi citati perché, seppur in condizioni fisiche non perfette, hanno risposto “presente” e, con ammirevole spirito di sacrificio, hanno offerto il loro contributo. Infine, vanno attribuiti i giusti meriti allo staff medico perché il lavoro di specialisti, fisioterapista e preparatore atletico è stato ancora una volta fondamentale per rimettere in sesto la squadra».
Il vostro inizio di partita, con il vantaggio brindisino (13-20 all’8’) sapeva di brutto presagio.
«In effetti siamo partiti un po’ “leggeri” di testa, vedi i 25 punti, un’enormità, subiti nel primo quarto. Una leggerezza cui ha fatto da contrasto la rigidità dei nostri movimenti, tant’è vero che nei primi dieci minuti, un po’ per disattenzione, un po’ per qualche disagio fisico, abbiamo sofferto qualcosa di troppo dai loro esterni e da Tourè. Poi, trovati i giusti assetti, abbiamo sistemato l’inerzia della gara, che è tornata nelle nostre mani, e il punteggio. Tutto ciò grazie alla condivisione della fatica - ecco il secondo concetto che affiora - che anima positivamente la Cimberio. Questa è una squadra che, al di là del valore individuale, finora è sempre riuscita a compattarsi nei momenti difficili delle partite. Se ci pensate, tranne che ad Avellino, è successo contro Pesaro, Siena, Treviso e ora Brindisi. In tutti gli episodi precedenti abbiamo capito come per invertire la tendenza negativa del match occorresse alzare l’asticella della prestazione difensiva, o di qualche specifica fase del gioco. Contro Brindisi abbiamo individuato in fretta i punti deboli: rimbalzi, difesa sul perimetro e necessità di aumentare la fisicità generale. Così, con grande carica nelle gambe, abbiamo riconquistato il dominio sotto i cristalli grazie a un grande Slay (16 rimbalzi per Ron, 41-38 per Varese il totale - ndr), mentre con l’eccellente dinamismo dei nostri esterni e l’uso efficace delle zona siamo stati capaci di cambiare senso tattico alla partita mettendo in crisi tiratori potenzialmente devastanti come Dixon e Roberson».
Ecco, infine, il concetto di democrazia applicato allo “stanzone”.
«In spogliatoio sta crescendo la consapevolezza di una squadra che, gara dopo gara, sta aumentando i segnali positivi e alzando la mentalità. Là dentro tutti hanno un ruolo importante e riconosciuto: si va dall’esuberanza di Ron Slay alla grandissima professionalità di Thomas, alla riservatezza di Kangur e così via, giovani compresi. Ognuno ha voce in capitolo e sa di esser parte attiva in questo processo che speriamo possa portarci lontano».
Intanto, vicino vicino c’è Cremona: previsioni?
«Ci aspetta una partita durissima contro una delle squadre più “slave” del campionato, che rispecchia in pieno la filosofia dell’allenatore Mahoric. Giocano bene, in modo aggressivo, spregiudicato e, da quel che ho visto, portano sempre dentro il senso della sfida. Ma - conclude Galanda - anche noi, sotto questo profilo, non siamo da meno».
Massimo Turconi