VARESE Ci sarà ancora da sudare.
Quei playoff che a due minuti
dalla fine della partita di
Sassari sembravano ormai cosa
fatta sono un traguardo per il
quale occorreranno altri canestri,
altre battaglie, altra attesa.
Eppure la sconfitta con la quale
Recalcati e i suoi sono tornati
dalla Sardegna - e questa è una
consapevolezza nuova - lascia
addossa tanta serena tranquillità.
Andrà tutto bene: questa è
la consapevolezza con cui la gente
di Varese affronterà i dieci
giorni che li separeranno dalla
sfida con Montegranaro, quella
che servirà per colorare la stagione
della Cimberio con le tinte
del miracolo, quella che dirà che
Galanda e compagni non resteranno
a guardare gli altri giocare
ma saranno finalmente protagonisti
delle partite più belle.
Presidente Vescovi. Concorda?
Concordo. Intanto voglio tomare
sulla partita di Sassari e dire
una sola cosa: peccato, però.
Però?
Però bisogna essere realisti: non
è che adesso dobbiamo vincere
tutte le partite. La squadra ha dato
il massimo, e io sinceramente
non ho nulla da recriminare
e nessun appunto da fare ai ragazzi.
Peccato, abbiamo perso
un'occasione che avremmo potuto
sfruttare meglio, ma non ne
farei un dramma.
Certo che se Varese l'avesse
portata a casa...
A due minuti eravamo avanti di
sette: avremmo potuto sfruttare
meglio le ultime azioni per chiudere
la partita. Però abbiamo giocato
bene, e sinceramente non
mi sento di dire altro. Restiamo
con la testa sulle spalle e i piedi
per terra. Abbiamo davanti una
partita importante, da giocare a
casa nostra: dobbiamo sfruttarla.
Che partita sarà, quella con
Montegranaro?
Peccato che non ci sarà Pillastrini:
mi sarebbe piaciuto batterlo
qui a Masnago. Ma queste sono
le regole del gioco: andiamo oltre
le motivazioni personali e
pensiamo a vincere. Per noi sarà
troppo importante: abbiamo dieci
giorni per rimetterci in sesto,
fare le nostre cose, e preparare
con calma e serenità la sfida con
Montegranaro.
Loro sono salvi e non hanno
velleità di playoff: verranno
a Varese in gita?
Scordiamocelo. Hanno un allenatore
nuovo e i giocatori vorranno
mettersi in mostra perché
si giocheranno tutti la riconferma:
sarà pericolosissimo, e noi
dovremo stare più che attenti.
Poi si andrà a Cantù: anche
loro già certi del secondo posto,
anche loro senza particolari
ambizioni di vittoria. Sarà
semplice portarla a casa?
Ma voi ve li immaginate quelli
di Cantù che davanti ai loro tifosi,
dopo aver perso all'andata,
giocheranno per perdere?
No.
Nemmeno io: sarà un derby, sarà
una partita vera. Iniziamo a fare
i due punti con Montegranaro,
poi penseremo a Cantù.
Le possiamo chiedere chi preferirebbe
trovare ai playoff?
Ovviamente, no.
Non se ne parla finché non c'è
l'aritmetica: scaramanzia?
Macché scaramanzia: siamo a
un passo dal centrare un traguardo
incredibile e meraviglioso.
Vogliamo i playoff, li vogliamo
con tutte le forze: ora che ci siamo
sarebbe davvero stupido non
provare a prenderceli.
Intanto, dopo avere archiviato
la salvezza, la sua Varese è
a un passo dai playoff: mica
male, per una società al primo
anno di vita.
Vero: tante parole, tanti complimenti.
Ma adesso come adesso
abbiamo il dovere di non accontentarci.
E questo, «non accontentiamoci
», dovrà restare il nostro
motto anche nel caso dovessimo
qualificarci ai playoff: ci
proveremo, contro chiunque.
Novità sul contratto di Kangur?
Nessuna: fino alla fine della stagione
non ne voglio parlare. Restiamo
concentrati sui nostri
obiettivi, poi parleremo del resto.
Varese ai playoff per?
Per dedicarli a Renzo Cimberio:
se li meriterebbe davvero, dopo
tante delusioni e dopo tanti sforzi.
Sarebbe il primo a festeggiare,
dovessimo riuscire a centrarli.
Francesco Caielli