VARESE - E alla fine Szymon Szewczyk resterà ad Avellino: nel pomeriggio di ieri il suo agente ha comunicato la decisione del suo giocatore di rinunciare al ricco contratto biennale propostogli da Varese e di rimanere in Irpinia. Probabilmente convinto da un bonifico arrivato all'ultimo momento per sistemare pendenze e avanzi passati. Se non credessimo alla famosa favola della volpe e dell'uva diremmo: meglio così. Non ci toccherà più la fatica di andare a controllare ogni volta l'esatta ortografia del suo nome impronunciabile e inscrivibile. E invece diciamo: peccato.
Il lungo polacco avrebbe cambiato, e parecchio, le carte in tavola e fatto compiere a Varese un salto di qualità impressionante. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, e allora il fatto che Varese abbia formulato un'offerta così importante per un giocatore così forte significa che da qui in avanti ci sarà spazio (quattrini) per intervenire in caso di bisogno. E che i dirigenti biancorossi hanno individuato l'area alla quale mettere eventualmente mano: sotto canestro, con buona pace di chi (dentro e fuori la società) mugugna davanti a Hurtt dimenticando che il reparto esterni della Cimberio - Stipcevic, Rannikko, Hurtt, Ganeto, Reati - è tra i più forniti dell'intero campionato. Su di loro, chi di dovere dovrà lavorare per tirare fuori le potenzialità enormi di questi giocatori.
Ma la giornata di ieri ha portato altre brutte notizie. L'Alta Corte del Coni ha infatti accolto il ricorso di Venezia che si era opposta alla salvezza ottenuta da Teramo pagando (in ritardo rispetto ai termini) la ''wild card'' riservata alla squadra classificatasi penultima nello scorso campionato. Quindi, Venezia è stata ammessa alla prossima serie A.
Ora la Federazione si trova a gestire un problema mica da ridere: a meno di tre settimane dall'inizio del campionato (Varese esordirà a Milano il 9 ottobre alle 20.30 con diretta su RaiSport 1), dovrà decidere come venirne fuori. Esclusa la possibilità di retrocedere Teramo è praticamente certo che la prossima stagione sarà a diciassette squadre. Certo, andranno rifatti i calendari e bisognerà decidere quante squadre retrocederanno a fine stagione: una (con due promozioni dalla LegaDue per arrivare al prossimo campionato a diciotto squadre), oppure tre, cosa che cambierebbe gli obiettivi per molte squadre (Varese compresa).
Un bel disastro, l'ennesima brutta figura di un basket italico sempre più preso a raschiare il fondo del barile. Ma chissenefrega: tanto arrivano Gallinari, Bargnani e Kobe Bryant.
Francesco Caielli