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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese cala il colpo Isaiah Roby per lo spot di ala forte titolare. Il 27enne giocatore statunitense che nella stagione 2024/25 ha disputato l’Eurocup con la maglia del Ratiopharm Ulm è il primo rinforzo straniero interno dell’OJM.
    Il giocatore del 1998 ha all’attivo 151 gare in NBA disputate tra il 2019 e il 2023 (7,7 punti e 4,4 rimbalzi di media); prima apparizione in Europa due anni fa in Germania (8,5 punti e 4,5 rimbalzi nella finalista della Bundesliga), nel 2025/26 è tornato in G-League producendo 12,7 punti e 6,2 rimbalzi con i Westchester Knicks, la squadra satellite di New York.
    Giocatore di 203 centimetri per 102 chili, è un difensore versatile dotato di grande vigore atletico che potrà dare una mano a rimbalzo e raccordare i reparti. Elemento esplosivo che gioca spesso sopra il ferro, dovrà garantire energia e vigore alla squadra di Kastritis.
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Quanti appunti di viaggio resteranno nella valigia di Zach Sogolow, Maxsim Horowitz e Ioannis Kastritis? Nella vetrina di Las Vegas sono relativamente pochi i profili raggiungibili da una Openjobmetis pur ambiziosa per andare lontano in Italia e in Europa. Questione di volontà nel mettere da parte il sogno americano ed aprirsi al “Vecchio Continente” per quei numerosi giocatori in sospeso tra le formule contrattuali del sottobosco NBA. Tre giorni fa San Antonio ha tagliato Harrison Ingram, massiccia ala da 16,2 punti e 12,3 rimbalzi di media nell’ultima stagione di G-League, dopo due stagioni consecutive con l’accordo “two-way” (solo 13 gare NBA). Ma anche offrendo cifre importanti, il giocatore uscito nel 2024 dall’università di North Carolina potrebbe dare ancora priorità alla NBA cercando altri “amatori” interessati a dargli una chance per i camp di ottobre.
    Il prospetto
    Discorso simile per il prospetto Igor Milicic Jr., 23enne ala forte figlio dell’ex coach di Napoli in predicato di accasarsi sulla panchina della SPQR Roma. Il giocatore del 2002 sta lavorando da due settimane con coach Kastritis nel gruppo dei San Antonio Spurs tra la precedente Summer League California Classic e Las Vegas (4,7 punti e 5,0 rimbalzi di media). Ma il polacco di scuola NCAA, ala con taglia e tiro perimetrale che nel 2025/26 ha giocato in G-League con la squadra satellite di Milwaukee, pare intenzionato a inseguire ancora il sogno NBA. Tra chi non ha già contratti in essere c’è anche Gabe McGlothan, ala forte attualmente aggregato agli Indiana Pacers dove ha avuto un two-way contract per qualche mese del 2025/26. O Eric Dixon, ala-centro sulla falsariga di Olivier Nkamhoua, miglior realizzatore di tutti i tempi a Villanova University che dopo un anno di G-League sta giocando a Las Vegas con gli Utah Jazz. Sono tutti profili che potrebbero dare disponibilità per l’Europa entro la fine della prossima settimana, se non dovessero ricevere le proposte contrattuali desiderate da parte di franchigie professionistiche.
    Il veterano NBA
    Poi c’è chi a Las Vegas non sta giocando e potrebbe aprirsi all’Europa: dal veterano NBA Kevin Knox l’anno scorso solo in G-League (21,6 punti e 7,7 rimbalzi a Chicago) ad altri free agent freschi di taglio (l’ex Brooklyn Jalen Wilson o l’ex 76Ers Trendon Watford) che potrebbero però guardare più Eurolega o alta Eurocup. Ovviamente sono tutti profili da valutare al cambio del fatto che dovranno adattarsi al basket FIBA – salvo Milicic, cresciuto all’accademia giovanile di Ulm e già nazionale polacco col padre – in una squadra come la nuova OJM che avrà bisogno di rodarsi in fretta. Se la Basketball Champions League FIBA rappresenta un piano B per entrare in NBA Europe qualunque esito dovesse avere la corsa al posto “perpetuo” in atto attraverso il ticket con Redbird, il 7 ottobre a Murcia la squadra di Kastritis dovrà essere in grado di essere subito protagonista. Il parco esterni è una certezza assoluta con giocatori di provata affidabilità “ispirativa” (McDowell-White) e realizzativa (Hale, Della Valle e lo stesso Alviti).
    L’usato sicuro
    Dall’ala forte in fase di individuazione c’è bisogno di tiro, atletismo e vigore a rimbalzo: giusto verificare se dal “supermarket americano” può uscire qualche jolly imprevisto da provare a sviluppare, non perdendo le buone abitudini di puntare su giovani emergenti anche in ottica pluriennale. L’alternativa è rivolgersi ancora al mercato dell’usato sicuro degli altri campionati europei da cui sono stati scelti McDowell-White e Hale: verosimilmente si farà il punto la prossima settimana “pesando” cosa sarà preferibile tra i volti nuovi disponibili a lasciare gli Stati Uniti, e le vecchie conoscenze del Vecchio Continente che possono fare al caso dell’OJM.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Prima le trattative con nomi altisonanti del campionato italiano, tra cui quella con Ousmane Diop, arrivata davvero a un passo da una conclusione felice. Quindi le firme, da far girare la testa: Hunter Hale e Amedeo Della Valle, messe nero su bianco dopo aver peraltro “sistemato” le rotazioni con rincalzi affidabili come Iris Ikangi e Stefan Nikolic e aver "blindato" Davide Alviti.
    Prima gli indizi, poi le prove.
    Di un salto in avanti in termini di competitività economica sul mercato dei giocatori tale da lasciare stupefatti se confrontato con il recente passato di Pallacanestro Varese. Chi ha rotto il salvadanaio? Se lo chiedono in molti mentre assaporano il gusto lungo dei mirabolanti colpi messi a segno dagli uomini mercato, contando i giorni che li separano da quello in cui potranno ammirare le gesta dei nuovi arrivati. La curiosità è più che comprensibile se riferita a una società che per lustri si è identificata nel vessillo della morigeratezza, da esibire come realtà di fatto e come strada maestra per restare in vita: è insomma normale, è lecito, domandarsi come si possa passare in soli due mesi dall’«abbiamo il penultimo budget della Serie A» all’assicurarsi i servigi del miglior giocatore italiano del campionato.
    Proviamo a spiegarlo.
    Scrivendo, innanzitutto, che in realtà di mesi ne sono trascorsi ben più di due: se ne contano circa 48 dal momento in cui Luis Scola si è messo al volante dell’auto prealpina. Per comprendere il qui e ora è innanzitutto al percorso che bisogna guardare: quattro anni in cui la Varese di Luis ha impegnato anima e corpo per superare un pregresso finanziario su cui gravavano debiti e squilibrio, stabilizzando prima e rafforzando poi strutture e asset. Sono stati quattro anni di inevitabili sacrifici, apparentemente senza cesure evidenti rispetto all’epoca della sopravvivenza assicurata dal Consorzio, durante i quali si è badato più al futuro che al presente.
    È il 18 dicembre 2025 quando El General, in una delle sue rare uscite pubbliche, annuncia l’incipit della "fase due": i soci di Pallacanestro Varese hanno appena sottoscritto un corposo aumento di capitale e nella compagine sono entrati Paolo Orrigoni e nuovi investitori stranieri. È il momento giusto per comunicare la fine di un’era e l’inizio di un’altra, anche perché dietro le quinte, nel silenzio di una riservatezza inscalfibile, sono da tempo iniziate le interlocuzioni per la messa a terra di un progetto destinato ad accelerare i tempi.
    Con NBA Europe, infatti, il lavoro impostato da Scola e dall’apporto silenzioso ma continuo del vicepresidente Paolo Perego e del presidente Toto Bulgheroni trova un orizzonte compiuto, desiderabile, futuribile. L’ambizione di partecipare alla versione europea della Lega americana attraverso la partnership con Red Bird incanala allora ogni successiva mossa del club, rendendo chiari i passaggi da compiere e il modo in cui gestire le riserve presenti e future. La ciliegina sulla torta risponde all’ammissione ai gironi della Basketball Champions League 2026/2027: è la conferma che si può osare.
    Resta il quesito principale: quali risorse stanno permettendo a Varese il salto in avanti? Andiamo prima per esclusione: non si tratta né di un extra budget dei soci, né di apporti che arrivano dal possibile, futuro, alleato Red Bird. L’idea che siano gli attuali investitori - da Scola in giù, passando per Orrigoni e per coloro che compongono le partecipanti societarie Varese Sport & Entertainment e PV Ignis - ad aver messo mano al portafoglio va contro un principio cardine della filosofia del CEO argentino, che mai chiederebbe ai soci di investire centinaia di migliaia di euro in più “solo” per rubare alla concorrenza uno o più assi del parquet: quattro anni di gestione da bonus pater familias, unico vero modo non solo per salvare la società, ma anche per risultare affidabile agli occhi di potenziali nuovi partner, non si possono mettere in discussione in questo modo. I soci attuali, piuttosto, vanno considerati come dei garanti (lo sono per definizione, del resto) delle operazioni in essere.
    E non è nemmeno il fondo capitanato da Gerry Cardinale la chiave della soluzione, perché la fusione tra le due entità - Pallacanestro Varese e Red Bird - è tutt’altro che compiuta e non prevede al momento alcun supporto della seconda entità alla causa del campo. L’upgrade economico a oggi apprezzabile nasce, invece, da questi sette elementi.
    1) I buyout
    Pallacanestro Varese, solo in questa prima parte d’estate, ha incassato alcune centinaia di migliaia di dollari complessivi dalle clausole rescissorie contenute nei contratti che la legavano a Elisee Assui, Carlos Stewart e Tazé Moore (in attesa dell’uscita anche di Ike Iroegbu). E li sta reinvestendo. Ecco allora pienamente provata l’utilità dei legami pluriennali fatti sottoscrivere nella scorsa stagione nonché l’autentica “magata” di Scola nel gestire i rapporti con il “collegiale” Elisee: quasi nessuno in Europa è riuscito a ottenere una remunerazione per il sacrificio di un proprio giovane gioiello sull’altare della NCAA…
    2) Gli aumenti di capitale
    Se proprio di apporti dei soci si vuole discernere, bisogna allora tornare esclusivamente all’aumento di capitale di dicembre 2025. Nella disponibilità societaria sono entrati circa 4,8 milioni di euro, andati in parte (minima) ad alzare nominalmente il capitale, in parte (massima) a essere utilizzati in investimenti strutturali (Campus ma non solo) e nel residuo disponibili oggi per corroborare la potenza di fuoco sul mercato.
    3) Gli sponsor
    La società biancorossa è pronta ad annunciare nuovi, importanti, sponsor. I nomi sono ancora coperti da riserbo, anche se uno continua insistentemente a circolare ed è di altissimo rilievo. Sponsor nuovi ma anche sponsor vecchi: il tasso di rinnovo è molto alto e la partecipazione alla BCL sta portando a una chiara e inevitabile ridiscussione al rialzo dei contratti già in dote.
    4) Il palazzetto
    Dopo le prove di fede ottenute nelle ultime stagioni (leggi i sold out fatti segnare senza sosta nonostante i risultati sportivi altalenanti), il club ha deciso di scommettere ancora sull’amore dei propri adepti. Ci si aspetta allora di ricavare mezzi extra da una campagna abbonamenti in cui sono aumentati i posti vip (più costosi e quindi più remunerativi) in un Lino Oldrini che, oltretutto, si appresta ad aumentare la propria capienza. Tra interventi in corso e interventi a breve e medio termine, l’Itelyum Arena raggiungerà presto la capienza di 5.700 persone.
    5) La trattativa con Red Bird
    È l’aspetto meno facilmente comprensibile, ma è decisivo. L’accordo con il fondo americano, nell’ottica della partecipazione a NBA Europe, è una partita a scacchi ancora nel vivo, nella quale avrà un peso specifico determinante il valore di mercato attribuibile al club: più alto questo sarà, più peso e voce in capitolo la parte varesina avrà nella futura joint venture. Che cos’è oggi Varese in questa partita? È storia, strutture, titolo sportivo e affidabilità, tangibles and intangibles direbbero dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. A tali asset si vuole aggiungere una squadra già competitiva prima ancora di qualsivoglia closing: ecco allora un altro buon motivo per usare sul mercato le disponibilità sopravvenute.
    6) I capitali NBA
    Le disponibilità sopravvenute e quelle che sopravverranno. Forse non è ancora chiaro a tutti, ma se a fine luglio NBA Europe dovesse proclamare Varese-Red Bird come una delle 12 fondatrici del nuovo campionato europeo sovranazionale, inizierebbe un processo di “integrazione” nel quale sarebbe la stessa Lega americana a garantire che la neonata franchigia possa avere le risorse per competere. Significa, in termini pratici, che su Varese potrebbero piovere milioni di dollari già dai prossimi mesi, da dividere in base agli accordi con gli americani.
    7) Il piano B
    E se ciò non avvenisse? Il piano B è già disegnato e passa dalla conquista della Basketball Champions League o dello scudetto. I colpi Hale e Della Valle e il roster “chilometrico”, almeno rispetto agli standard a cui i tifosi biancorossi sono abituati, servono proprio per provare a vincere la BCL e quindi a rientrare in NBA Europe attraverso i posti che la nuova lega garantirà alle finaliste della massima coppa FIBA e, a rotazione, anche alle vincitrici dei campionati nazionali. La Federazione Internazionale ha dato una consistente prova di fiducia nei confronti del potenziale prealpino: tale prova non può essere sprecata presentando ai nastri di partenza una formazione non in grado di competere…
    Quel che accadrà in concreto sul fronte NBA Europe e come cambierà il mondo Pallacanestro Varese sarà più chiaro nei prossimi mesi: a oggi ogni risposta non potrebbe che essere parziale, compresi i tentativi di svelare quelle incognite “esistenziali” che turbano alcuni supporter a lungo termine (nomi, sedi, proprietà, campi di gioco e via dicendo…). Scritto ciò, otto milioni di euro (mal contati) investiti in quattro anni nelle strutture (il Campus del futuro, ancora lo citiamo, è solo l'ultimo esempio), coinvolgendo peraltro solo imprese e fornitori locali, non farebbe propendere per l'intenzione di arrivare a una semplice "Milano 2", sventrando completamente la centralità di Varese nei piani...
    Per il momento si vede solo una società che ha deciso di farsi trovare pronta, investendo su se stessa, al tavolo che rivoluzionerà senza ritorno il basket europeo.
    Fabio Gandini

  • simon89
    L’Openjobmetis cala il tris. Dopo Hunter Hale ed Amedeo Della Valle, il club biancorosso mette le mani anche su William McDowell-White. La trattativa anticipata da Prealpina sull’edizione cartacea di lunedì 29 giugno si è conclusa felicemente nella notte di oggi, martedì 7 luglio.
    Il 28enne playmaker australiano, fresco vincitore dell’Eurocup con la maglia dei francesi del Bourg, ha firmato un accordo pluriennale (2+1?) con la società del presidente Toto Bulgheroni. Il giocatore di 196 centimetri e 86 chili, figlio di una leggenda del football australiano, sembra il perfetto complemento per due fucilieri come il mancino del Michigan e il bomber di Alba.
    Playmaker purissimo che pensa prima di tutto al passaggio, visto in Europa al Bamberg quando c’era la coppia italiana Trinchieri-Baiesi, è un giocatore dalla grande intelligenza cestistica che sa mettersi al servizio dei compagni. Le statistiche di Bourg (7,5 punti e 3,8 assist in Eurocup) dicono poco del valore di un giocatore con la rara capacità di aumentare il livello di gioco dei compagni, che farà felici non solo i due nuovi acquisti ma anche Davide Alviti e capitan Librizzi con le sue capacità da attivatore.
    Ed è un altro segnale di quanto sia aumentato il volume di fuoco dell’OJM su un mercato affrontato con la chiara prospettiva di un concreto sbarco nella nuova NBA Europe, e con l’evidente appoggio esterno del fondo RedBird, partner del team biancorosso nella joint-venture che si è candidata per accedere alla nascitura competizione.
    Con McDowell-White si completa il reparto esterni, alla chiusura del mercato mancano solo ala forte e centro titolari che saranno stranieri.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Amedeo Della Valle e Varese, questo matrimonio s'ha da fare. Come anticipato questa mattina – lunedì 6 luglio – dalla Prealpina, il capocannoniere italiano delle ultime quattro stagioni di Serie A, votato come "Best ITA" del campionato 2025/26, ha firmato un contratto pluriennale con il club biancorosso.

    L'annuncio della società
    «Pallacanestro Varese è orgogliosa di annunciare l'ingaggio pluriennale di Amedeo Della Valle – questa la nota ufficiale del club –. Uno dei protagonisti assoluti della pallacanestro italiana vestirà la maglia biancorossa nelle prossime stagioni, rafforzando il progetto sportivo del club con il suo talento, la sua esperienza e la sua leadership. Amedeo Della Valle è un giocatore che non ha bisogno di presentazioni: nel corso della sua carriera ha saputo affermarsi ai massimi livelli del basket nazionale, distinguendosi per qualità tecniche, personalità e mentalità vincente. L'arrivo di un atleta del suo calibro rappresenta un motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutta Pallacanestro Varese e testimonia la volontà della società di continuare a crescere con ambizione e determinazione».
    «Siamo estremamente orgogliosi di poter accogliere Amedeo nella famiglia biancorossa – ha detto Zachary Sogolow, General Manager of Basketball Operations Pallacanestro Varese –. Parliamo di un giocatore straordinario, uno dei migliori interpreti del basket italiano degli ultimi anni, capace di incidere in ogni partita e di trasmettere la propria mentalità vincente a tutto l'ambiente. La scelta reciproca di intraprendere un percorso pluriennale rappresenta un segnale importante per il presente e per il futuro del nostro club. Non vediamo l'ora di iniziare questo cammino insieme».
    I retroscena
    Il 33enne esterno ex bandiera di Brescia ha chiuso il residuo rapporto biennale con la società recentemente stabilitasi a Roma, con l’obiettivo di tornare in Lombardia. E giocare da protagonista in Italia ed Europa con la maglia di Varese, portando in dote il suo talento da grande attaccante (16,8 punti e 4,9 assist nell’ultimo campionato) alla causa dell’Openjobmetis.
    Un vero e proprio blitz di mercato che Varese ha portato a termine grazie alla carta NBA Europe: la prospettiva concreta di affacciarsi nella nuova competizione ha allettato Della Valle, che è il grande acquisto italiano dell’estate biancorossa. L'ufficialità è arrivata nella serata di lunedì una volta sbrogliata la matassa burocratica con la sua precedente situazione contrattuale.
    La carriera
    Nato ad Alba l’11 aprile 1993, Amedeo Della Valle cresce in una famiglia profondamente legata alla pallacanestro (anche il padre Carlo è stato un giocatore), passione che, dopo il percorso giovanile nella Junior Casale Monferrato, decide di cavalcare trasferendosi negli Stati Uniti, dove completa la propria formazione tra la Findlay Prep High School e la Ohio State University, disputando due Tornei NCAA. Nel 2014 torna in Italia e approda a Reggio Emilia, diventando rapidamente uno dei protagonisti della squadra che conquista l'EuroChallenge, raggiunge due finali scudetto consecutive e vince la Supercoppa Italiana del 2015, competizione nella quale viene nominato MVP. Nel 2018 passa all'Olimpia Milano, dove conquista un'altra Supercoppa Italiana e disputa due stagioni in Eurolega, prima di vivere esperienze internazionali con Gran Canaria e Buducnost Podgorica. Con il club montenegrino vince il campionato e la Coppa del Montenegro, oltre a raggiungere la finale di ABA League. Dal 2021 veste la maglia della Germani Brescia, squadra di cui diventa rapidamente leader e simbolo. Già nella prima stagione conquista il premio di MVP della Serie A e quello di Miglior Giocatore Italiano della LBA nel 2022. Con il club lombardo guida poi la squadra alla storica vittoria della Coppa Italia 2023, venendo eletto MVP della manifestazione, e assume successivamente il ruolo di capitano della formazione biancoblù. Negli anni successivi riceve nuovamente il riconoscimento di Miglior Giocatore Italiano della LBA nel 2025 e nel 2026, confermandosi tra i principali protagonisti del basket italiano.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese si prepara a lanciare un altro talento verso l’Eurolega. Carlos Stewart non resterà in biancorosso nella stagione 2026/27: anche l’inserimento diretto dell’OJM nella fase a gironi della Basketball Champions League non è bastato a trattenere il 23enne play-guardia della Louisiana. L’esterno statunitense si libererà dal contratto in essere versando una clausola rescissoria da 100mila dollari.

    Destinazione da definire
    L’agenzia è stata chiara: entro il 30 giugno, quando scadrà l’uscita, il giocatore si libererà sfruttando l’opzione in suo favore. Chi eserciterà l’escape prevista dall’accordo 1+1 stipulato a fine novembre 2025, quando Varese ingaggiò Stewart dopo il suo taglio dagli Hamburg Towers? Sull’esterno sono attive Valencia e Asvel Villeurbanne. Il club campione di Spagna ragiona sull’ipotesi di metterlo sotto contratto pluriennale e trovargli eventualmente collocazione in prestito. Discorso analogo per la nuova potenza francese che ha appena ingaggiato due pezzi grossi del mercato di Eurolega come Sylvain Francisco e Armoni Brooks. Anche se nella squadra che sarà allenata dalla leggenda NBA Tony Parker resta da riempire la casella del terzo playmaker e non è detto che possa anche rientrare nei piani della prossima annata.
    Fuori tutti e quattro
    La decisione di Stewart, che aveva rifiutato una proposta di estensione da parte dell’OJM (quattro stagioni con varie uscite e step successivi legati all’NBA Europe), porterà a quattro i contratti con opzione che si chiuderanno nelle prossime settimane. Varese saluterà Allerik Freeman versando la clausola rescissoria al 30 giugno; la incasserà per liberare Tazé Moore, vicinissimo a un accordo con una squadra della massima lega cinese CBA. Per Ike Iroegbu, vincolato all’OJM per effetto dell’ammissione diretta alla BCL, ci sono invece tempi più lunghi (scadenza 15 luglio per l’uscita per l’Eurocup e 31 luglio per l’Eurolega). Ma il play nigeriano ha tanto mercato: aveva detto no a Brescia (senza coppa) e ha detto no anche a Venezia (offerta troppo bassa) e Buducnost. Ora si parla di proposta da 500mila dollari dalla Turchia; Varese ha scelto Hunter Hale e non faceva più affidamento sul suo miglior realizzatore del 2025/26.

    Si conferma squadra di sviluppo
    Se Stewart giocherà in Eurolega, significa che l’OJM si confermerà squadra di sviluppo proettando due giocatori nella massima competizione europea. L’altro è Olivier Nkamhoua, da tempo al Barcellona che ora provvederà con gli annunci ufficiali. Peccato per Varese che avrebbe voluto confermarlo, ma il richiamo dell’Eurolega è più forte delle prospettive a medio termine offerte da NBA Europe. Di fatto l’unico straniero confermato sarà Nate Renfro, ma per la partenza di Stewart e di Iroegbu l’OJM si farà almeno pagare il disturbo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Hunter Hale è il primo acquisto straniero del mercato estivo della Pallacanestro Varese. Nella notte fra giovedì 25 e venerdì 26 giugno è arrivata la firma del 29enne bomber del Michigan in calce al contratto biennale che lo legherà fino al 2028 all’Openjobmetis.
    Un colpo di valore assoluto per un giocatore dal pédigrèe importante (e dal costo parametrato: si parla di un milione di dollari netti in due stagioni) che conferma l’asticella alzata su livelli impensabili solo 12 mesi fa per un club che vuole onorare al meglio il ritorno dalla porta principale in Europa, dimostrando le sue rinnovate ambizioni con un massiccio sforzo degli attuali soci in attesa di capire gli sviluppi del progetto NBA Europe (Varese è in primissima fila nel ticket col fondo Redbird).
    Hale, combo guard mancina da 191 centimetri e 84 chili, è un bomber di provato valore sul quale l’OJM ha investito la fiche più grossa del suo mercato estivo. Già protagonista in BCL nel 2024/25 con l’Aek Atene portato alle Final Four, l’esterno di classe 1997 è un realizzatore di vaglia (è stato capocannoniere dei campionati di Nuova Zelanda, Lega Adriatica e Grecia, dove è stato avversario di Ioannis Kastritis) che sa farsi valere anche in difesa e a rimbalzo. Sarà la guardia titolare e il punto di riferimento tecnico ed emotivo della squadra biancorossa, da costruire attorno alle sue doti da creatore con la palla in mano (punti ma anche assist).
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Notti intere ad aspettare, pregando per due sì. Gli ultimi giorni in casa Pallacanestro Varese sono state una parafrasi di Max Pezzali, perché tutto l’ambiente biancorosso ha atteso con ansia due notizie: l’ammissione alla Basketball Champions League e la firma del primo rinforzo straniero individuato in Hunter Hale. Due situazioni correlate perché il bomber americano punta a giocare in quella competizione e attende il via libera per accettare l’offerta biancorossa.
    Il primo “sì” si è concretizzato intorno alle 17,30 di oggi – giovedì 25 giugno ed è quello della coppa: Varese sarà ammessa insieme a Reggio Emilia direttamente alla fase a gironi della competizione europea (la terza per importanza, la maggiore in alveo FIBA). La notizia è divenuta ufficiale sia da parte dell’ente con sede a Mies, in Svizzera, sia per bocca della stessa Pallacanestro Varese che dopo un pomeriggio guardingo ha potuto festeggiare la bella novità. I biancorossi tornano quindi in un torneo già disputato nel 2016-17.
    La FIBA del resto aveva già da tempo il dossier-Varese sul tavolo e aveva dovuto rimandare le decisioni a causa delle mosse in extremis tentate dal gruppo Matiasic (l’ex proprietario di Trieste che avrebbe acquisito Brescia – mossa ancora da ufficializzare per spostarla a Roma) e dalla stessa Trieste che ha trovato la via per proseguire l’attività con gli ex soci di Matiasic rientrati in Venezia Giulia. Entrambe si sono proposte per partecipare alla Champions ma gli organizzatori hanno preferito la solidità (e la serietà) del club di Luis Scola.
    Questo potrebbe aprire giocoforza al “secondo sì”, quello di Hunter Hale (foto FIBA). Il 29enne del Michigan è considerato giocatore perfetto per il basket di Kastritis che lo ha già incrociato in Grecia: forte – molto – in attacco, Hale garantirebbe anche la solidità difensiva richiesta dal tecnico ellenico. L’attesa resta viva, ma questa volta potrebbe davvero essere premiata a breve giro di posta. E, a cascata, anche Carlos Stewart sarebbe destinato a una conferma con la coppa da giocare.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Si chiude con la firma definitiva – arrivata nel pomeriggio di martedì 23 giugno – la seconda trattativa andata a buon fine per il mercato della Openjobmetis. Dopo Iris Ikangi, anche Stefan Nikolic si unisce al gruppo biancorosso e da agosto sarà a disposizione di coach Ioannis Kastritis, allargando così il reparto ali varesino.
    Serbo di Belgrado, con svezzamento in casa Stella Rossa, Nikolic è nato nel 1997 ma si è trasferito in Italia da adolescente per giocare nei settori giovanili del nostro paese (Virtus, Stella Azzurra, Orlandina, Napoli) completando così una formazione italiana preziosa con gli attuali regolamenti (in soldoni: gioca in campionato come fosse italiano a tutti gli effetti). A livello senior il neo varesino vanta uno scudetto vinto con la Virtus e con Djordjevic in panchina ed esperienze in LBA con Cremona e Venezia.
    Prima di andare alla Vanoli però Nikolic ha trascorso tre campionati in A2 con Cantù e ha incrociato il suo percorso con coach Ugo Ducarello, ex viceallenatore in biancorosso e assistente per un anno in Brianza sotto la guida di Meo Sacchetti. Al “Duca” – che è reduce da una stagione a Piazza Armerina e ora cerca panchina – abbiamo quindi chiesto di raccontarci il nuovo acquisto della OJM.
    «Stefan è un ragazzo dal grande potenziale – spiega il tecnico siciliano – e porta in dote una fisicità e un atletismo davvero importanti. Grazie a queste qualità può giocare in due ruoli in attacco, sia da ala piccola sia da ala forte, mentre in difesa riesce letteralmente a difendere in quattro posizioni, dal play all’ala forte, grazie a piedi più che discreti. Se devo incasellarlo in un ruolo dico che è un “4-3” anche se a Cantù lo usavamo soprattutto da ala piccola accanto a Baldi Rossi».
    La formazione tecnica di Nikolic si riflette nel giocatore che vedremo in campo a Masnago: «Stefan è serbo e ha la mentalità tipica di chi proviene da lì – prosegue Ducarello – nel senso che ha affinato il suo talento tecnico anche grazie a doti di grande lavoratore in palestra. Poi si è ben integrato in Italia dove si trova da tanti anni ritagliandosi ruoli in squadre sempre più importanti. Quando era con me a Cantù era già seguito da squadre di LBA tant’è vero che poi è andato a Cremona e da lì a una realtà di altissimo livello come l’Umana Reyer con cui ha giocato la finale scudetto quest’anno».
    Dal punto di vista umano Nikolic «è un ragazzo molto riservato, educato, rispettoso dell’ambiente in cui si trova e delle persone che ha intorno. Forse un po’ umorale e introverso a differenza del ragazzo con cui suddividerà i minuti, ovvero Ikangi. Ecco: Stefan è solido in difesa ma Iris è un vero specialista in questo senso. L’ho conosciuto quando ero a Pavia: lui è cresciuto in zona e ai tempi era infortunato e si stava curando. Se posso dare un soprannome a Ikangi, legato a Varese, lo chiamerei “Piccolo Eyenga”. E sono sicuro che tra loro due e Alviti la Openjobmetis ha allestito un gran bel reparto ali all’italiana».
    LE PAROLE DI HOROWITZ
    Con l’ufficialità dell’arrivo dell’ala italo-serba (2,03 per 100 chili, 29 anni compiuti a fine maggio) sono arrivate anche le parole del gm biancorosso Max Horowitz: «La firma di Stefan rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione della squadra per la prossima stagione. È un giocatore che seguiamo con interesse da diversi anni e che ha sempre dimostrato un bagaglio di competenze tecniche di grande valore. Dal punto di vista difensivo, porta fisicità, energia e versatilità, mentre in attacco, è un giocatore capace di spingere il ritmo in transizione e di garantire un contributo importante a rimbalzo grazie alla sua determinazione e concentrazione. Siamo molto felici di poterlo accogliere a Varese».
    Damiano Franzetti

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