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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Varese piega in rimonta la Virtus Bologna e conferma la sua vocazione da "ammazzagrandi" del suo precampionato. La truppa di Attilio Caja subisce solo in avvio il mix di talento e fisicità della Segafredo: lo choccante 8-23 iniziale sotto la pioggia di triple di Umeh costringe i biancorossi ad adeguare rapidamente il livello di applicazione ed energia per reggere l'urto di un'avversaria con più talento e muscoli. Ma dopo i 53 punti concessi nei primi 20', frutto del superlativo 8/13 da 3 metà gara delle "Vu" nere, la difesa di Varese prende il sopravvento in maniera lenta ma inesorabile (solo 29 punti col 38% al tiro dopo il 66% della pausa lunga). E l'oliatissimo collettivo biancorosso produce soluzioni efficaci per tutti gli effettivi - 5 in doppia cifra e 10 a referto - con menzioni particolari per il sostanzioso Okoye (6/13 dal campo, 6 rimbalzi e un gran lavoro su Ale Gentile) e un Wells in glande ascesa (6/9 e 5 assist in 22'). Anche se il protagonista finale di rimonta e sorpasso negli ultimi 2'30" è Matteo Tambone, in campo nel finale dopo il cambio chiesto da Wells e decisivo con i suoi 10 punti negli ultimi 4'.
    Stasera alle 20.45 la finalissima contro i polacchi dello Zielona Gora, che ieri hanno sconfitto Brescia, per chiudere un precampionato attualmente da stropicciarsi gli occhi (8-2 il record biancorosso). Dopo l'avvio incerto, la scossa difensiva viene dalla panchina: Varese apre il gas in campo aperto e rientra sul 17-23 dell'8'. La spinta di Wells e le sospensioni di Waller lasciano il segno e i biancorossi limano fino al 25-29 del 13'; la Virtus riprende l'abbrivio con i balzi di Slaughter (31-40 al 16'), ma la zona match up proposta da Caja dà un'altra scossa con capitan Ferrerò che graffia dall'arco per il 40-44 del 17 '. Una doppietta perimetrale di Umeh scardina l'arrocco e la Segafredo rilancia la fuga (42-53 al 18').
    Dopo l'intervallo Varese torna in scia con le accelerazioni di Wells e i guizzi di Okoye. Una super schiacciata di Pelle e una tripla di Waller valgono il 56-57 del 24', anche se gli sforzi difensivi costano cari in termini di falli (4 per Okoye e Ferrero). La doppietta dall' arco Umeh-Lafayette fa saltare la zona e dilata nuovamente il gap; i biancorossi calano nuovamente la saracinesca (bene Cain e Hollis dentro l'area) ma 1 ' attacco produce 3 soli punti negli ultimi 5'30" e la Virtus tiene il comando (59-66 al 30'). A sbloccare l'impasse ci pensa Wells, le cui incursioni nel traffico danno gas alla manovra: un 2+1 dell'ex Giessen e una rubata con di Tambone siglano il riaggancio sul 70 pari. Una tripla di tabella di Ndoja e una magia da 8 metri di Umeh riportano al comando Bologna (74-78 al 37'), ma Varese chiude l'area e trova un ispirato Tambone che piazza la doppietta dall'arco della nuova parità (80-80 al 38'). Sorpasso fallito quattro volte con Avramovic, Okoye, Hollis e Tambone, ma Cain "raccatta" altrettanti palloni dalla spazzatura e regala ad "Avra" i 2 liberi del sorpasso; ancora area blindata col ferro che dice no alla tripla di Ndoja, e Okoye allunga sull'84-80 a meno 25". E dopo Torino, anche la Virtus Bologna deve inchinarsi alla Varese operaia.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    È grande Varese al Trofeo Ferrari. Esagerati? È solo precampionato, dite? Vero, ma a Montichiari è stata partita vera, fisica, difficile da interpretare, giocata contro un avversario forte, talentuoso, deciso a non mettere in mostra solo le beltà innate e derivanti dalla classe dei propri singoli ma anche una grinta e una difesa da campionato (a tratti da playoff).
    L’89-85 che sbatte al tappeto la Virtus Bologna è dunque da celebrare, perché avvalora - al cospetto di una formazione che sulla carta non dovrebbe avere problemi a classificarsi in una delle prime otto posizioni del prossimo campionato - l’ottimo lavoro dell’estate varesina, dando speranza e ottimismo a una settimana dall’incipit autentico della stagione.
    La sporca dozzina di Attilio Caja ci mette 5-10 minuti a trovare la quadra, spiazzata non solo dalle giocate dei vari Gentile (Alessandro), Slaughter e Umeh, ma soprattutto dall’approccio tosto e concreto della difesa di Ramagli.
    Dalle difficoltà emerge la Varese migliore del precampionato, vista la contendente con cui ha incrociato le armi: paziente anche sotto di 15, capace di crescere difensivamente e offensivamente con il passare dei minuti, solida mentalmente e tecnicamente preparata. Emerge una Varese rognosa, antipatica da affrontare: la difesa fatica a prendere le misure per 20 minuti (53 punti concessi), poi chiude la saracinesca (32 quelli lasciati nel secondo tempo) nonostante le percentuali dei bolognesi restino abbastanza mostruose (53% da 2 e 52% da 3 al 40’); l’attacco - dal canto suo - abbina alla già citata pazienza (nel cercare la conclusione più appropriata), anche alcuni acuti dei singoli in grado di togliere le castagne dal fuoco alla bisogna, su tutti quelli di un Wells sempre più consapevole della propria importanza offensiva e quelli di un Hollis bravo a concentrare i lampi di classe nei frangenti decisivi. Restiamo sotto il canestro avversario, perché sono altri due i giocatori che meritano menzione: scriviamo di Okoye, macinatore sicuro di canestri per tutti i 40 minuti e freddo nel finale dalla lunetta, e Tambone, ancora una volta sicuro, maturo e nella fattispecie pure “puntero” con le triple che agganciano la Segafredo nell’ultimo quarto. Varese generosa? Lo sapevamo, lo avevamo già visto. Ma segnare 89 punti contro una retroguardia come quella orchestrata da coach Ramagli è suonata come una bella scoperta. Domani (nella fattispecie oggi, quando la Openjobmetis affronterà i polacchi della Stelmet Zielona Gora nella finale delle 20.45) è un altro giorno e così sarà finché una vittoria non varrà due punti. È però sinceramente piacevole veleggiare verso l’inizio di campionato senza le paturnie degli anni scorsi, consapevoli - stavolta tutti - dei limiti (ci mancherebbe…) di una nuova Varese, ma per una volta anche delle sue belle qualità. Poi vada come vada.
    Torniamo al solo match, la cui cronaca spiccia è presto scritta. Le bombe di Lafayette (iradiddio) e le giocate di Alessandro Gentile sorprendono Wells e compagni (8-23 al 7’) che tuttavia non si scompongono, riuscendo a chiudere il quarto con un accettabile -9 (19-27). Si riparte con le giocate di sostanza di Ferrero e Waller, vanificate da uno strabordante Slaughter sotto le plance e da un Umeh che continua a vedere il canestro grande come una vasca da bagno. 44-53 al 20’ e Virtus sempre avanti anche nel terzo periodo, anche se i biancorossi decidono di dare la prima scossa al match con il marchio di fabbrica della difesa. Il recupero - lento ma con lo zampino di tutti: 10 uomini a segno, 5 in doppia cifra - si compie nell’ultima frazione e diventa vittoria con 2 minuti finali granitici, sia davanti che dietro.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Ultima tappa a Montichiari per il lungo percorso precampionato di Varese. Stasera la truppa di Attilio Caja sfiderà la Segafredo Bologna (palla a due alle 18.30) nel match inaugurale del Trofeo Roberto Ferrari, quadrangolare organizzato dalla Leonessa Brescia che scenderà in campo nella seconda semifinale delle 20.45 contro i campioni di Polonia dello Stelmet Zielona Gora. Test oltremodo significativo per Ferrero e soci, che si confronteranno con una delle grandi protagoniste del mercato estivo, per la prima volta al gran completo dopo l'arrivo di Pietro Aradori (aggregatosi mercoledì ai compagni dopo l'avventura azzurra ad Eurobasket 2017). La Virtus è una vera e propria matricola d'assalto, che ha ingaggiato italiani di alto livello-oltre ad Aradori anche Ale Gentile, che ripartirà dal team di Ramagli dopo la conclusione traumatica del rapporto con Milano- e stranieri dal pedigree internazionale di primo livello come il play Lafayette (campione d'Italia 2015-16 con l'Olimpia) e il lungo Slaughter (due volte campione di Spagna con il Real Madrid dove ha vinto l'edizione 2014-15 dell'Eurolega).
    Insomma una delle big annunciate del campionato alle porte, su un livello sostanzialmente analogo alla Fiat Torino che la settimana scorsa è stata travolta dalla truppa di Caja nel Memorial Di Bella di Pavia. Per questo sarà interessante capire se il sistema corale approntato da Artiglio" saprà aggiungere una ulteriore vittima illustre, aumentando la fiducia nell'impianto di gioco già rodato dal lavoro delle ultime settimane. Il debutto casalingo di mercoledì contro Lugano non è stata una delle prove migliori di una presea-son che in meri termini numerici è stata sinora decisamente positiva: 7 vittorie su 9 gare - pur con due partite contro squadre svizzere e due contro avversarie di A2 - rappresentano il miglior ruolino di marcia dal percorso netto operato 5 anni fa dagli "Indimenticabili" di FrankVitucci.
    Il Trofeo Ferrari, tra una Virtus Bologna per la prima volta al gran completo e il secondo atto di domani contro i padroni di casa di Brescia o una squadra di Champions League FIBA come Zielona Gora, rappresenta con ogni probabilità il test più impegnativo del mese di settembre, dal quale coach Caja si attende ulteriori riscontri per entrare poi in "clima-campionato". Intanto si rinforza Cantù, che attende lo sbarco nel weekend dell'ala statunitense Michael Qualls (lo scorso anno in Israele all'Hapoel).
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un’amichevole ricca di spunti interessanti quella in programma oggi a Montichiari (palla a due ore 18.30: non ci sarà diretta Facebook da parte della società e nemmeno da parte dell’organizzazione del torneo...), a partire da quelli forniti dalla Storia.
    Dopo due anni torna un Varese-Virtus Bologna, classica patinata del basket italiano “scomparsa” due anni fa con la discesa delle Vu Nere in seconda serie. E torna con gli squilli di tromba che accompagnano un avversaria autentica regina del mercato estivo: gli esterni Pietro Aradori e Alessandro Gentile, il lungo Marcus Slaughter, il regista Oliver Lafayette sono la parte più lucente di una campagna acquisti che ha candidato la squadra di Ramagli come possibile sorpresa nella parte alta della classifica.
    La prima semifinale del Trofeo Roberto Ferrari (la seconda, ore 20.30, sarà tra i padroni di casa di Brescia e i tre volte campioni di Polonia dello Stelmet Zielona Gora) sarà dunque un test impegnativo e significativo per la Openjobmetis in costruzione di Attilio Caja, reduce dalla vittoria casalinga contro i Lugano Tigers, una partita che - tra bassi (iniziali) e alti (terzo quarto) - ha comunque confermato il buon andamento del lavoro in casa biancorossa e le peculiarità del nascente gruppo.
    Varese-Virtus, però, oltre a dare conferma o meno della qualità della difesa e della pazienza di un attacco che finora si è pedissequamente attenuto a regole e disciplina schematica, servirà a capire le risultanze dell’impatto contro una formazione di caratura sulla carta superiore, genere contro il quale può essere talvolta necessario anche uscire dai canovacci ed essere presi per mano da un leader. Chi può esserlo in questa Varese? Chi sarà in grado di togliere le castagne dal fuoco quando la palla scotterà? Al di là dell’esercito compatto che costruirà ogni sua fortuna partendo da dietro, si accettano candidati.
    Fabio Gandini

  • simon89

    Ecco i primi applausi di Masnago

    By simon89, in News,

    Termina con un successo l’esordio stagionale casalingo della Openjobmetis Varese 2017/2018. Davanti a una cornice di pubblico non certo da poster (968 paganti: può anche non interessare, ma se si vuole il palazzetto pieno per un saluto come si deve bisognerebbe ripensare il come, il quando, il “con chi” e anche il quanto…) la squadra di Caja batte i Lugano Tigers 84-74, in un canovaccio tecnico che a grandi linee ha rispecchiato le amichevoli precedenti.
    Se c’è (quando c’è…) la difesa c’è Varese. Se c’è (quando c’è…) il ritmo c’è Varese. Se c’è (quando c’è…) grinta, c’è Varese. Se c’è (quando c’è…) pazienza di appoggiare il gioco sotto canestro con ordine e disciplina (70% da 2 ieri), c’è Varese. La prima in casa segna anche il miglior frangente precampionato di Cameron Wells: insieme alle conferme di Hollis e Cain (ma anche di Tambone e Natali e Avramovic), il secondo tempo del play ex Giessen è la conferma di quanto serva un leader a questa formazione. Lui può esserlo.
    Carey e le belle statuine biancorosse: potrebbe essere questo il titolo del film dei primi 10’ del match. L’esterno degli svizzeri, americano confermato dai Tigers con un passato in Bulgaria, “jordaneggia” contro una difesa di casa meno pugnante del solito e ne scrive 11, trascinando i suoi a un avvio fulminante: 4-10 al 3’, 6-17 al 5’.
    L’attacco di Varese risponde dapprima con pazienza, cercando (ma spesso non trovando) il tiro migliore, poi si inquina in palle perse e conclusioni sbagliate. Solo Avramovic riesce a dare un minimo di verve, fissando - insieme a Natali e Tambone - il quasi generoso -5 (20-25) del 10’.
    La strada del secondo quintetto è quella giusta per recuperare. Aleksa il serbo si dimostra più funzionale di Waller con la sua doppia dimensione, Pelle il salterino dà sostanza (ma si fa male: Cain lo “sostituisce” egregiamente…), Natali trova un passaggio alla John Stockton: nonostante Carey prosegua nello show, il 36-35 del 16’ certifica che la Openjobmetis si è registrata.
    Tanto da chiudere, dopo un altro paio di belle giocate del suo generoso pivot titolare, avanti di 1 alla seconda sirena (40-39).
    La notizia del terzo quarto è senza alcun dubbio il risveglio di Wells e Waller: il primo, oltre a prendere le misure dei diretti avversari in retroguardia, dà presenza di sé anche davanti, con un paio di entrate al fulmicotone; il secondo, dopo le due frazioni iniziali di magra balistica, aggiusta la mira e ricomincia a vedere il canestro.
    Al duo americano si aggiungono Okoye e il concentrato di classe di “Sir” Hollis: va da sé che Varese prenda finalmente il controllo del match, chiudendo la terza frazione con 30 punti segnati e 20 subiti (70-59 il punteggio sul tabellone).
    Tambone, con Hollis in post alto a smistare la palla, buca la zona dei Tigers, Pelle (rientrato: non si era fatto male…) dà spettacolo con uno schiaccione, Wells - sempre più in confidenza - penetra con la moto e segna diversi bei canestri: i padroni di casa restano avanti, anche perché si rivede una difesa fatta bene.
    Nessuna esagerazione nel margine (il massimo vantaggio è un +13, 77-64) perché i tiri sbagliati (anche aperti) continuano a essere tanti: il tutto, però, basta a strappare i primi applausi del PalA2A.
    Fabio Gandini

  • simon89

    Varese s'accende in ritardo

    By simon89, in News,

    Varese vince ma convince solo a metà nell'antipasto casalingo della stagione 2017-18. La truppa di Attilio Caja regola Lugano intascando il successo numero 7 in 9 gare di precampionato, ma impiega un quarto abbondante per interpretare il match con la difesa graffiante richiesta da Artìglio. Alla fine i 1100 presenti (con tutti gli atleti del vivaio e lo staff del settore giovanile - a partire da Gianfranco Ponti - in prima fila del parterre) applaudono il cambio di ritmo operato da Ferrero e compagni dopo i 35 punti concessi nei primi 15'. Un avvio incerto, forse per l'emozione dell'esordio davanti al pubblico di casa, ha costretto Varese ad inseguire per buona parte del primo tempo dopo il 6-17 iniziale prodotto dalle triple a pioggia di Lugano. La scossa è arrivata dalla panchina, con Avramovic tonico in attacco e un solido Tambone (5 assist) ad alzare la pressione per accendere il motore del contropiede. Nella serata in cui Waller ha litigato col ferro (0/7 a metà gara), Varese ha ribadito la necessità assoluta di tenere "alta" la difesa per creare soluzioni in campo aperto. Poi nel terzo quarto si è sciolto anche l'attacco (30 punti con 12/18 dal campo nella frazione), cavalcando la vena balistica del frizzante Wells. Così il match ha preso la piega che si aspettava coach Caja.
    Il dato saliente sono i 7 recuperi dei secondi 20' contro le zero rubate all'intervallo: evidente come il sistema corale, nelle giornate in cui il ferro respinge le numerose soluzioni aperte create dalla circolazione di palla, sia basato su una costante pressione difensiva di tutti e 10 gli effettivi. Motivo per il quale le rotazioni sono così frequenti (10 giocatori a referto con 37 punti dal secondo quintetto) e i minutaggi sono così distribuiti dai 24' di Cain ai 16' di Pelle (come sempre il più adrenalinico con le sue giocate esplosive). Nel progetto-squadra plasmato da Attilio Caja il concetto di titolari e riserve è abbastanza relativo: le gerarchie sono precise con Wells e Waller chiamati a dare un quid maggiore rispetto al primo tempo (ma quando nel terzo periodo la trazione posteriore USA ha funzionato l'attacco ha prodotto con efficacia).
    In questa Varese egualitaria però non c'è un primo e non c'è un decimo uomo: la difesa feroce è fisiologicamente dispendiosa, e il test con Lugano ha confermato che il coach pavese avrà bisogno dell'apporto costante di tutti gli effettivi. Una squadra che di certo non giocherà mai un basket scintillante, ma starà sempre sul pezzo in termini di concentrazione e intensità, pragmatica e combattiva come vuole Artìglio che l'ha plasmata a sua immagine e somiglianza. Il biglietto da visita mostrato ai tifosi del PalA2A è stato meno scintillante rispetto ad altre precedenti tappe del precampionato (in particolare al rombante più 29 contro Pavia). Ma la Varese versione 2017-18 sarà sostanzialmente quella di ieri sera, auspicando che sia più simile a quella degli ultimi 25' rispetto ai primi 15' dall'atteggiamento difensivo troppo passivo. Domani e sabato l'ultimo rodaggio a Montichiari nel Memorial Ferrari organizzato dalla Germani Brescia: il test contro la Virtus Bologna, che dovrebbe sfoggiare la supercoppia Gentile-Aradori, sarà certamente più indicativo rispetto a quello contro Lugano.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89

    Sponsor e partner, c'è fermento

    By simon89, in News,

    Fatta la squadra, adesso tocca alla società. Se i riscontri positivi del precampionato sembrano indicare che la Varese plasmata da Attilio Caja attorno all'identità operaia pare godere di buona salute, gli aspetti extracampo fanno registrare un pressing serrato nelle trattative in corso per aggiungere compagni di viaggio ai due soli sponsor di maglia Openjobmetis e Cimberio. Dei vari contatti aperti da mesi, ce ne sarebbero alcuni (ragionevolmente due o tre) che promettono bene: ossia quel che servirebbe per rimpiazzare Teva, che dopo cinque stagioni di partnership con la società di piazza Monte Grappa ha deciso di non proseguire un rapporto comunque importante (tra il ruolo di secondo sponsor della serie A e quello di partner principale delle giovanili le casse biancorosse sono più vuote di 325mila euro).
    Il taglio generale dei costi tra il 10 e il 15% operato durante l'estate - "dimagrimento" che ha riguardato anche il monte stipendi netti della serie A, di poco superiore ai 700mila euro con un tesoretto a cui attingere in caso di necessità rispetto ai 950mila di inizio 2016/'17 - era stato messo in preventivo sulla base di numeri non troppo diversi dalla stagione passata in termini di ricavi da sponsorizzazioni. Perciò è importante che le trattative in corso vengano portate a termine con esiti positivi, permettendo la copertura praticamente totale del budget per l'annata sportiva alle porte. Ad oggi la variabile sponsor è l'unica in grado di mutare in maniera sostanziale le voci del bilancio biancorosso: l'apporto del consorzio "Varese nel Cuore" sarà sostanzialmente quello della stagione passata (a regime attorno ai 700mila euro), con il presidente Alberto Castelli già in caccia di nuovi soci dopo la decina di uscite al 30 giugno (nel 2016/'17 gli ingressi sono stati 14, il numero dei multiproprietari oscilla tra 50 e 55). La campagna abbonamenti ha fatto registrare anche nel 2017/'18 numeri importanti: pur con 142 tessere in meno e gli sconti della prima fase in maggio, gli introiti garantiti dalla vendita delle tessere stagionali superano abbondantemente i 500mila euro; dal 2014/'15 ad oggi nessuna voce attiva del bilancio ha numeri superiori a quella garantita dai fedelissimi.
    Insomma il bilancio sembra più sostenibile rispetto al passato, contando anche i maggiori ricavi dai diritti TV (tra introiti e costi sgravati si parla di 80-85mila euro) e l'operazione Gianfranco Ponti (il nuovo membro del CdA con poteri assoluti sulla gestione del vivaio ha liberato circa 200mila euro di risorse con il suo apporto personale a copertura dell'attività di base). L'auspicio è che l'imprenditore di Angera, almeno fino a Natale interamente concentrato sul settore giovanile, possa essere contagiato dalla passione per il basket "a tutto campo" ed eserciti prima della scadenza del giugno 2019 l'opzione di acquisto del 20 per cento delle quote della società di piazza Monte Grappa, entrando a tutti gli effetti nell'azionariato a fianco di "Varese nel Cuore". E che Ponti sia solo il primo dei potenziali soci forti interessati ad affiancare il consorzio nel sostenere le sorti del club biancorosso.
    Quel che è certo è il ribaltamento dei ruoli rispetto agli ultimi quattro anni: dal 2013 allo scorso maggio la società ha sempre dovuto aiutare la squadra, attraverso addizioni di denari necessarie per mantenere il posto in serie A. Ora è la squadra chiamata ad aiutare la società nel tenere alto l'entusiasmo di un ambiente votatosi al pragmatismo dopo troppi anni di voli pindarici: i risultati della "sporca dozzina" di Attilio Caja dovranno stimolare nuovi partner - siano essi sponsor oppure soci piccoli o forti - ad entrare a far parte della famiglia biancorossa. Che, per evitare di navigare a vista verso traguardi non superiori ad una salvezza tranquilla, ha assoluto bisogno di forze nuove per allargare gli orizzonti a medio-lungo termine.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un prospetto bosniaco alla corte del settore giovanile biancorosso. Arriva in città Milos Prodanovic, classe 2002, 2 metri circa di altezza, nativo della città di Bosanska Gradiška.
    Il giovane sosterrà degli allenamenti di prova - sia nella giornata di oggi che in quella di domani - davanti ai tecnici e ai nuovi responsabili del vivaio: si tratta di sedute organizzate con l’obiettivo di valutare le qualità del giocatore e sondare la possibilità di una sua permanenza a Varese.
    Se segnato, quello di Prodanovic sarebbe il secondo “colpo” in ottica reclutamento segnato dal nuovo corso del settore giovanile, passato nel luglio scorso sotto l’egida del neo consigliere d’amministrazione Gianfranco Ponti: il primo era stato Lorenzo Naldini, prelevato due mesi dalla Dynamica Vimodrone e destinato alla selezione Under 18 della Pallacanestro Varese, quest’anno “l’ultima” squadra del settore giovanile vista la decisione di rinunciare all’Under 20 e alla partecipazione al campionato di C Silver.
    Capitolo prima squadra. Dopo le luci del Torneo Internazionale Città di Caorle (una vittoria - contro Treviso - e una sconfitta - contro Saratov - ma nel complesso la sensazione di un gruppo che lavora bene e che ha già sviluppato delle valide peculiarità soprattutto difensive...) per gli uomini di Attilio Caja ieri pomeriggio sono ripresi gli allenamenti al PalA2A. In programma un’unica sessione, andata in archivio senza defezioni: tutti presenti agli ordini dello staff tecnico. Oggi si raddoppierà la fatica, con pesi al mattino e campo al pomeriggio, in attesa che la nuova Openjobmetis si sveli - domani - per la prima volta sul parquet di Masnago. Alle 20.30 palla a due contro i Lugano Tigers: i biglietti per l’amichevole sono disponibili online fino alle 23.59 di oggi, oppure presso le biglietterie del PALA2A oggi dalle 16 alle 19, oppure ancora domani ai botteghini dalle 19.30.
    Sempre ieri, intanto, Wells e compagni sono stati presentati a consorziati e istituzioni presso la sede Nau! di Castiglione Olona. All’evento, oltre ai “padroni di casa” Monica Salvestrin, hanno parlato il presidente di Varese nel Cuore Alberto Castelli, i consiglieri d’amministrazione Toto Bulgheroni e Gianfranco Ponti, il presidente del Trust”Il Basket siamo Noi” Luca Thomas Villa e il sindaco di Varese Davide Galimberti.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Una sconfitta non scevra da aspetti positivi: la Openjobmetis di Attilio Caja è una squadra capace di difendere sopra la media, tanto da condizionare le partite tramite questo fondamentale. Cantù, Torino, Treviso, Saratov: più indizi fanno ormai una prova, anche se siamo ancora a settembre. Peccato che all’abnegazione – fisica ma soprattutto mentale – dietro, nell’occasione non sia corrisposto un attacco all’altezza, almeno nelle percentuali di tiro: 5/24 da 3 (21%), 15/22 ai liberi e la finalissima del Torneo Internazionale di Caorle va all’Avtodor Saratov di Andrea Mazzon. In Veneto finisce 66-71 per un avversario (che farà il preliminare di Champions League in settimana) fisico, lungo e sicuramente assai più esperto dei tanti incontrati finora dalla compagine biancorossa: va da sé che l’aver giocato ad armi pari sia comunque un’ottima notizia per Wells e compagni.
    Subito difficile l’impatto con il match per i biancorossi. Le polveri dell’attacco sono fradice e la sofferenza a rimbalzo è una costante dei primi 10 minuti: con queste premesse, nonostante la pressione difensiva non manchi, Saratov scappa via (4-11 al 4’, 9-18 all’8’, 12-22 al 10’), anche se Caja prova a fermare la gara e a parlare con i suoi giocatori. Perseverare è la virtù dei forti: il principio si applica alla retroguardia varesina, che a furia di insistere riesce a sbloccare anche l’attacco e a raddrizzare la contesa. Varese recupera più volte palla e prova ad attaccare di più il canestro, nella perdurante carestia dai 6,75 m: prima con Okoye, che apre la strada, poi con Hollis, che forse per la prima volta nel precampionato prova a vestire i panni da leader offensivo (17 punti alla fine), un parziale di 11-2 riduce il gap fino al -1 del 15’ (23-24). La Openjobmetis già in bonus concede diversi viaggi in lunetta all’ex Caserta Downs (25-31), poi di nuovo Hollis e una penetrazione di Wells firmano il 30-33 del 20’.
    Il sentiero è ormai tracciato: la si recupera dietro. Così, continuando a piegare le ginocchia con intelligenza, un passo dopo l’altro (in mostra ancora la strana coppia Hollis-Okoye) Varese riprende e addirittura sorpassa (canestro di Pelle dopo recupero: 39-38), in un lampo che segna l’inizio di un perdurante equilibrio. Ferrero spegne l’astinenza da oltre l’arco, Justin Robinson risponde più volte, Tambone e Pelle lucrano dalla linea della carità: al 30’ è 50-52. Qui i russi sono bravi a prendersi un piccolo vantaggio (un +5) che a conti fatti non verrà più recuperato, perché nella metà campo altrui i lombardi trovano due jolly di Waller allo scadere dei 24” ma anche tante, troppe difficoltà. I personali di Clarke stampano sul copione del match un 59-68 che sa di definitivo: la zona di Caja e ancora una volta Waller riaccendono una fiammella con il -2 (66-68) dell’ultimo minuto, ma è davvero troppo tardi. Vince Saratov: 71-66.
    Fabio Gandini

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