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  • simon89

    L'OJM vince facile col Rilski

    By simon89, in News,

    L'Openjobmetis inaugura nel migliore dei modi la sua campagna d'Europa. La compagine di Attilio Caja imprime il marchio della sua solidità sui due lati del campo e pianta il vessillo biancorosso in Bulgaria. Nettissimo il primo successo esterno stagionale di Varese sul parquet del Rilski Sportist Samokov, a dispetto dell'assenza pesante di Aleksa Avramovic che tornerà in gruppo domani. Il livello degli avversari - paragonabili ad una A2 italiana di bassa classifica, pur se con 5 stranieri - non era certo trascendentale, ma Ferrero e compagni hanno approcciato il match con il giusto mix di applicazione ed intensità, una partita in cui l'OJM ha messo subito in chiaro le cose.
    Buone esecuzioni e tanta fisicità dentro l'area, dove i biancorossi hanno dominato con un eloquente 44-23 sotto le plance, hanno permesso a Varese di costruire un vantaggio ampio in avvio (più 13 al primo intervallo, più 19 al 13' e più 21 a metà gara) e poi amministrare le forze anche in vista dell'impegno casalingo di domenica contro Trento. La differenza principale rispetto al campionato è stata la capacità di coinvolgere i lunghi nella manovra offensiva: tanti servizi nel pitturato per Tyler Cain (statisticamente il migliore per bottino e rimbalzi) e palloni giocabili anche per Iannuzzi hanno consentito all'OJM di ritrovare quel bilanciamento offensivo così importante in precampionato.
    Contro avversari meno stazzati e meno preparati tatticamente, la truppa di Caja ha servito puntualmente il suo centrone ( 14 tiri in una gara contro i 7 in due partite contro Brescia e Sassari) trovando alternative al consueto martellamento dal perimetro. Bene in blocco il reparto ali, a partire da Dominique Archie che ha riscattato la "magra" del PalaSerradimigni con un avvio a tutto gas; ma molto incisivo è stato anche l'impatto di Scrubb e nel complesso è stato importante anche il fatturato sui due lati del campo di Nicola Natali (per la prima volta in doppia cifra in 14 mesi in maglia OJM). Varese doveva vincere e lo ha fatto in modo convincente, pur dando la tara allo spessore degli avversari, comunque ben contenuti dal sistema difensivo biancorosso nei 25 minuti di partita "vera". Un successo utile per aumentare fiducia ed autostima anche di Bertone e Iannuzzi, parsi comunque in crescita - anche se ad entrambi si può chiedere di più - nel progressivo processo di "digestione" del sistema Caja.
    Oggi la squadra farà ritorno in città e domani sarà in palestra per preparare la sfida con Trento, prima di un trittico di impegni casalinghi (mercoledì prossimo esordio europeo in casa contro il Porto, domenica 28 arriva Trieste degli ex Wright e Cavaliero). La tavola è apparecchiata per provare ad alimentare la classifica in campionato e FIBA Europe Cup, la curiosità è verificare l'impatto del doppio impegno sui livelli di energie fisiche e mentati di Varese nel match casalingo contro un'avversaria avvezza a correre su due fronti come la Dolomiti Energia.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis resta a digiuno nel lunch match del PalaSerradimigni. La compagine di Attilio Caja si arrende contro un Banco Sardegna deciso a inaugurare al meglio la stagione davanti al suo pubblico: costa caro un primo tempo offensivamente tragico (18 punti con 7/31 al tiro e 2 soli assist), e non basta una fiammata di Avramovic ( 13 dei suoi 19 nei primi 4'40" del terzo quarto) per accendere la scintilla in casa biancorossa.
    A Varese non è sufficiente un'applicazione difensiva diligente, che però scopre troppi varchi sul perimetro per l'MVP Bamforth e il mortifero Gentile: troppi gli elementi sottotono contro un'avversaria più agile nei duelli sotto i cristalli, col 48-30 totale del computo a rimbalzo che penalizza ulteriormente gli spuntati "prealpini". L'esito del primo viaggio sul campo di una big è ampiamente rivedibile alla luce del fatturato offensivo davvero troppo modesto prodotto da un attacco sterile e prevedibile per quasi 30 minuti.
    Il terzo quarto da 27 punti e 8/14 al tiro è l'eccezione e non la regola, visto che l'OJM non riesce mai a coinvolgere i lunghi nel pitturato e non trova soluzioni in avvicinamento a canestro (spesso anche in campo aperto, almeno 5 errori banali in velocità particolarmente pesanti nella fase iniziale del quarto periodo). La trama offensiva biancorossa produce spesso tiri aperti dall'arco, ma se le percentuali non supportano la costruzione della manovra come accaduto nei primi 20', Varese non sembra avere armi alternative a disposizione per dare volume al suo gioco.
    Preoccupa la giornata no di Archie, in affanno contro il vigore di Thomas prima e Polonara poi: se il secondo violino produce 0/5 al tiro e 5 perse è impossibile sperare di vincere a Sassari, mentre i 18 punti di Moore (con 19 tiri, record assoluto in 5 stagioni italiane) pesano molto meno di quel che dice il tabellino. Che invece fotografa un'altra gara senza ritmo balistico per Tambone (0/10 da 3 in due gare) e un contributo ancora inespressivo per Iannuzzi e Bertone (4 minuti in 2 gare per l'italo-argentino, scavalcato nelle rotazioni da Nicola Natali).
    A dispetto della rimonta del terzo quarto, vanificata dalle troppe frenesia offensive dei primi 5' del quarto periodo, ne esce una sconfitta netta che rimanda agli interrogativi sulla capacità di trovare nelle pieghe dell'organico alternative stabili all'unica punta dell'attacco, indispensabile in trasferta per non rischiare di incartarsi quando le percentuali non premiano la circolazione di palla. Ora l'esordio europeo in Bulgaria - mercoledì trasferta a Samaden - servirà per dare risposte sul campo di un'avversaria dal livello inferiore rispetto alla Dinamo; poi trittico Trento, Porto e Trieste all'Enerxenia Arena, dove la spinta dei tifosi sembra dare più brio ad un attacco ieri neppure lontano parente rispetto a quello da 81 punti con 15/34 del match con Brescia...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Una tripla di Ronald Moore manda in paradiso l'Openjobmetis. Il canestro a 3 secondi e 3 decimi del play ex Pistoia regala alla compagine di Attilio Caja la prima impresa casalinga della stagione, esaltando i 4200 spettatori dell'Enerxenia Arena al termine di una partita mozzafiato. Varese rende la pariglia a Brescia dopo tante beffe in volata - in particolare negli ultimi playoff - con un Avramovic stellare e capace di strappare applausi pure al mito Bob Morse, ma anche con la solidità caratteriale di un gruppo mai domo anche nei momenti peggiori di un match stracarico di capovolgimenti di fronte.
    La guardia serba recita un copione da star (10/19 al tiro, 5/6 ai liberi e 6 assist) facendo reparto da solo in un primo tempo da 21 punti in 16'; l'attacco di Varese però fatica a funzionare con continuità perchè il gioco interno non produce (40% da 2 e solo 5 tiri in due tra Cain e Iannuzzi). E allora le folate biancorosse portano la firma della difesa e delle triple in transizione (44% da 3 su 34 tentativi), capitalizzando una energia in retroguardia che alza il volume soprattutto nel palpitante rush finale (leggi gli sfondamenti subiti da Cain e Avramovic negli ultimi 2').
    Vittoria soffertissima ma complessivamente meritata contro una Germani comunque capace di esprimere un basket sostanzioso, soprattutto dall'arco (13/33 da 3 dopo il 7/41 delle due precedenti gare con Milano e Monaco) e mettere in difficoltà Varese con tanti secondi tiri (30-41 a rimbalzo il computo totale). Nonostante il mancato presidio dei cristalli, Ferrero e soci sono riusciti egualmente a trovare ripartenze efficaci quando la difesa è riuscita a "graffiare" (15 perse per la Germani contro le 9 dell' OJM).
    Chiaro che la necessità di trovare alternative ad un Avramovic in modalità one man show è la priorità assoluta per ridurre gli sbalzi di tensione; apporto quantitativamente sostanzioso da parte di Scrubb (9 rimbalzi e 2 assist) mentre Archie ha avuto una fiammata nel terzo quarto in un duello che Varese ha però perso ai punti contro la "pattuglia acrobatica" Abass-Hamilton. E in attesa che Bertone e Iannuzzi digeriscano al meglio il sistema Caja, dalla panchina sono stati i veterani Ferrero e Tambone a dare una scossa positiva per Varese. Il capitano è tornato quello dei primi due terzi del 2017/18, il play romano - pur senza centrare il bersaglio dall'arco - è stato prezioso in difesa e in fase di tessitura del gioco.
    Insomma una vittoria corroborante per svariati motivi che alimenta l'entusiasmo di un pubblico caliente come si conveniva ad una sfida ormai sentita visti i ricordi degli ultimi playoff. Ora l'ultima settimana "piena" per preparare la prima trasferta dell'anno sul difficile campo di Sassari, poi via al tour de force del doppio impegno campionato-FIBA Europe Cup. Ma con questo spirito difensivo e questo Avramovic, l'OJM promette di divertire anche quest'anno...
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    Finalmente si ritorna a giocare e caso vuole si riparte proprio da dove avevamo malinconicamente finito l’anno scorso ma questa volta il risultato sorride a Varese che parte subito col botto, perché questa squadra ha dimostrato, se fosse ancora necessario, che ha nel DNA la mentalità e la grinta per non mollare mai e questa sera, tenendo testa ad una tostissima Brescia, è riuscita ad aver la meglio di misura dopo un’altalena di emozioni fortissime. Ma veniamo alle valutazioni :
    Archie 7 : ha sempre un’espressione imbronciata e difficilmente regala un sorriso ma se poi, quando c’è da far sul serio lui prima mette 2 triple fondamentali e poi causa lo sfondamento di Hamilton che equivale anche al suo quinto fallo, beh Dom resta pure scuro in volto, ci penseranno i tifosi a gioire. ARCIGNO
    Avramovic 9 : è in assoluto il protagonista indiscusso della gara; apre la stagione con un trentello altisonante e oltre a tenersi in gas lui, regala scariche di adrenalina pura ai quasi 5000 tifosi biancorossi che non vedevano l’ora di urlare il suo nome a squarciagola. IDOLO
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 5 : leggendo lo scout spiccano 6 rimbalzi totali di cui 5 offensivi ma per il resto sembra lento e impacciato infatti non riesce mai a prendere conclusioni vincenti. In difesa commette errori per scarsa attenzione e Caja lo panchina senza rimorsi. GATTO DI MARMO
    Natali 6 : gioca pochi scampoli di partita visto che il coach legge la necessità di mantenere Scrubb sul campo il maggior tempo possibile ma non demerita. UTILE
    Scrubb 6,5 : non sarà certo il giocatore più bello del mondo esteticamente parlando ma compensa a questo “difetto” non certo capitale con una concretezza ed efficacia che ha pochi eguali. 2 triple vengono letteralmente sputate dal ferro e altre conclusioni da 2 sono altrettante sfortunate ma sporca se non recupera tutte le palle che può ed è il miglior rimbalzista dei suoi. MONEY IN THE BANK
    Verri N.E.
    Tambone 6 : rispetto al precampionato Matteo sembra avere la mano più fredda e infatti non riesce mai a colpire con la specialità della casa ma tiene il campo con maggior consapevolezza dei suoi mezzi e sicuramente avrà modo di far vedere i suoi progressi molto presto. MATURO
    Cain 7 : questa sera Tyler non si mette in evidenza ne per i punti segnati ne per i rimbalzi catturati (suo vero marchio di fabbrica) ma per tante cose eccellenti in primis difensivamente con recuperi, cambi e chiusure da manuale confermando che, come ampiamente dichiarato, sarebbe stato lui il pilastro su cui poggiare gli equilibri dei biancorossi ma poi sul tabellino, guardando bene, risaltano ben 5 assist. PLAY OCCULTO
    Ferrero 6,5 : buona prestazione del capitano che sembra completamente recuperato dopo l’infortunio dell’anno scorso che ne aveva visibilmente condizionato il rendimento per tutta la seconda parte. Buona applicazione difensiva sul top player Hamilton e 2 triple importanti infilate in momenti importanti dicono che Giancarlo è pronto ad esultare insieme ai suoi tifosi. ULTRA’
    Moore 7 : Primo tempo per il nuovo play americano scelto da Caja per dettare i ritmi della sua squadra assolutamente insufficiente. Confusione, palle perse banali e poca intraprendenza non sono certo il miglior biglietto da visita con cui presentarsi ai suoi nuovi tifosi. Poi nella ripresa si trasforma, prende coraggio e oltre che difensivamente dove graffia costantemente trova la bomba a 3 secondi dalla fine che regala i 2 punti ai padroni di casa. MATCH WINNER
    Bertone 5 : comparsata incolore all’esordio per l’argentino ex Pesaro che resta in campo 2 minuti nei quali non riesce a farsi apprezzare per quelle che sono le sue caratteristiche. FLOP

  • simon89
    Bilanci individuali di fine precampionato per l'Openjobmetis. A sei giorni dall'esordio contro Brescia, ecco il borsino dei singoli in funzione di presenze, punti segnati e media punti nelle 13 amichevoli disputate dal team di Caja, in ordine di ruolo e dividendo quintetto e panchina. Spicca la suddivisione stabile dei carichi offensivi, con 5 giocatori in doppia cifra media ma Avramovic capocannoniere.
    IL QUINTETTO
    MOORE 6 (13 g, 93 pts, 7,2 ppg) Precisione balistica intermittente (bene al "Lombardia" e contro Pistoia a Cividale) al di là del normale adeguamento ad un sistema e ad un coach diverso dopo i 4 anni con Esposito. Affidabilità e linearità come da aspettative, pochi acuti ma anche poche sbandate.
    AVRAMOVIC 6.5 (7 g, 85 pts, 12,1 ppg) Ancora in rodaggio e centellinato da Caja dopo i 15 giorni saltati per la chiamata della Serbia, conferma lo status di prima punta (non in doppia cifra soltanto nel -34 contro Milano) e la capacità unica nel roster di dare adrenalina e brio alla manovra.
    SCRUBB 7 (13 g, 130 pts, 10,0 ppg) Duttilità, dinamisimo, fiuto del pallone in difesa ed a rimbalzo: lontanissimo dall'esplosività e dalle doti balistiche di Okoye (finora il tiro non è entrato, ma può sbloccarsi visto il 53 per cento della stagione passata), ma il suo moto perpetuo lo rende ad oggi il più inserito nel sistema tra i nuovi acquisti.
    ARCHIE 6 (13 g, 134 pts, 10,1 ppg) L'acuto finale contro la Virtus Bologna è un segnale forte e chiaro della sua integrazione nel sistema e della capacità di alzare il livello in funzione di quello delle avversarie. Il titolo di MVP a Cividale chiude in crescendo il suo precampionato: se apre il campo in attacco e chiude gli spazi in difesa come al "Pajetta"...
    CAIN 6,5 (13 g, 132 pts, 10,0 ppg) Era e resta la pietra angolare attorno alla quale coach Caja ha edificato il sistema: presenza fisica nel pitturato, chiusure difensive, buoni blocchi, capacità di occupare gli spazi sono qualità innate che non vanno nelle statistiche ma che migliorano la qualità del gioco di squadra e dei compagni.
    LA PANCHINA
    TAMBONE 7 (13g, 130 pts, 10,0 ppg) Crescita esponenziale rispetto a 12 mesi fa per impatto tecnico e presenza mentale: nella scorsa annata ha dimostrato d'essere giocatore di serie A, l'estate con la Nazionale Sperimentale lo ha restituito più sicuro dei suoi mezzi e con una fiducia assoluta nel suo tiro.
    BERTONE 6 (13 g, 71 pts, 5,5 ppg) Impatto alterno legato prima di tutto alle percentuali dal perimetro: la capacità di rendersi utile in tanti aspetti del gioco non manca, deve migliorare la capacità di incidere tanto in poco tempo e digerire al meglio il sistema Caja.
    NATALI 6 (13 g, 62 pts, 4,8 ppg) Uomo sicurezza per la capacità di giocare all'interno dei suoi limiti: difesa forte, intensità, qualche tripla (due volte anche in doppia cifra) e massima disponibilità a dare il massimo nei minuti che Artiglio gli mette a disposizione.
    FERRERO 6,5 (13 g, 96 pts, 7,4 ppg) Il capitano ha lustrato il cannone in vista del campionato crescendo alla distanza con gli ultimi picchi contro Legnano e Virtus Bologna. Il lavoro estivo gli ha ridato freschezza dopo il problema alla caviglia dello scorso mese di febbraio e il tiro da fuori sembra più affidabile.
    IANNUZZI 6 (13 g, 84 pts, 6,5 ppg) Già efficace alter ego di Cain, rispetto al quale dà meno sostanza difensiva ma più profondità offensiva alla manovra. L'attacco a metà campo che coinvolge molto i centri saprà sfruttarne il suo mix di tecnica e tocco, per rubare minuti al titolare dovrà aumentare la sua fisicità nel pitturato.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis presenta un biglietto da visita divertente ai suoi tifosi. I presenti all'Enerxenia Arena - in verità pochini, poco più di 700 contando anche l'ingresso gratis per gli abbonati - in occasione del vernissage casalingo contro l'Axpo si godono un test piacevole pur considerando la differenza di categoria e le condizioni precarie con cui Legnano si è presentata a Masnago. L'assenza dell'ultima ora di Tony Raffa (risentimento muscolare accusato in mattinata) che si aggiunge alle defezioni di Bianchi e Benetti (notizie tutt'altro che confortanti sul conto del lungo ex Virtus Roma, possibile un nuovo assalto per Nikolic?) non ha però tolto all'Axpo la voglia di onorare il palcoscenico di lusso.
    I 99 punti segnati hanno costituito il massimo bottino delle 11 uscite prestagionali, frutto di una prova che ha abbinato fluidità a precisione dall'arco (11/24 da 3) nella serata da inedito top-scorer per un caldissimo Giancarlo Ferrero (7/11 al tiro). Il pubblico presente si è divertito per le accelerazioni di un Avramovic già pronto a scaldare la platea per l'esordio del 7 otatobre contro la Germani (tanti applausi per la schiacciata a una mano in coast-to-coa-st dopo una rubata) apprezzando la versione più "gasata" del solito dell'OJM. Per Legnano il passivo finale ha punito eccessivamente la compagine di Sacco alla luce delle tante assenze; gli Knights hanno sfoggiato la mano educata del 18enne azzurrino Bortolani, ma soprattutto il poliedrico talento di Makinde London, giocatore da seguire con interesse in ottica futura per il mix di qualità balistiche 3-4 da 3 nel primo quarto) e dinamismo (schiacciata in faccia ad Archie sulla linea di fondo) che gli sono valsi l'applauso di Masnago all'uscita per 5 falli.
    Varese ha ritrovato un Avramovic tirato a lucido, che ha mostrato il solito feeling con Cain e Tambone; e contro un'avversaria costretta fisiologicamente a rallentare il ritmo alla distanza, l'attacco OJM ha colpito puntualmente dalI'arco con un tonico Ferrero e un ispirato Natati. Le prove generali della stagione al via per entrambe fra 10 giorni saranno quelle in programma nel weekend, con Varese che sfiderà Pistoia a Cividale già domani e gli Knights impegnati nell'appuntamento casalingo di sabato al Memorial Morelli.
    Pur senza la sua mente, l'Axpo onora l'impegno con le risorse disponibili, con un primo quarto da 7/10 da 3 che permette alla squadra di Sacco di tenere testa ad una Openjobmetis più frizzante che concreta. II 29-27 della prima frazione è punteggio inusitato per i canoni del precampionato biancorosso; i presenti apprezzano comunque l'energia di Avramovic e la precisione balistica di Natali (24-17 al 8' con dardo di tabella quasi dall'angolo). Poi alla distanza Varese fa valere la maggior profondità della panchina e il vantaggio in termini di stazza: prima Iannuzzi e poi Cain costruiscono un gap sostanzioso (35-27 al 13', 46-34 al 18') acuito da due fiondate di capitan Ferrero. Dopo l'intervallo il vantaggio OJM cresce con Avramovic e Tambone che aprono il fuoco dall'arco (63-46 al 25'); ancora raffiche con Natati in evidenza per l'81-58 del 30', poi il quinto fallo di London con oltre 5' da giocare toglie il principale riferimento all'attacco Expo. Fra 10 giorni contro Brescia si farà sul serio, per il 7 ottobre ci saranno la vera Varese e il vero calore dell'Enerxenia Arena.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Dopo un mese di lavori in corso, pagano le scelte di coach Caja anche se l'opera di costruzione va completata Appunti di viaggio dopo un mese per una Openjobmetis che prepara gli ultimi tre test per completare il rodaggio in vista del via della stagione il 7 ottobre.
    COSA VA
    DIFESA BUNKER - Era la peculiarità della stagione 2017/18, lo sarà ancor di più nel 2018/19 con un mix di applicazione e intensità in grado di soddisfare le richieste di Attilio Caja. Concentrazione in retroguardia e presenza a rimbalzo restano le due pietre angolari del sistema Va- rese: sotto il profilo dell' atteggiamento Ferrerò e soci sono stati in "clima campionato" sin dalla prima uscita.
    CAIN E AVRA SÌ -Il pilastro della difesa e la prima punta sono pronti a ripartire da dove avevano chiuso la stagione passata: il centro statunitense si è confermato insostituibile perno del sistema in mezzo all'area, sfruttando il maggior numero di possessi garantitigli da una manovra che usa molto i centri. La guardia serba a Brescia non ha tirato benissimo ma si è confermato innesco per i compagni e terminale imprescindibile a difesa schierata.
    TAMBONE CRESCE - Percentuali altissime dall'arco ma anche personalità ed efficacia in regia per il regista romano: con Moore ancora alle prese con i meccanismi del sistema Caja da digerire, il play del 1994 è "quasi titolare"...
    ROTAZIONI PROFONDISSIME - Se la panchina ridotta all'osso visto l'impatto limitatissimo di Delas e Dimsa è stata la causa prima dello 0-3 con Brescia nonostante 105 minuti al comando, quest'anno le rotazioni profonde (oltre a Tambone, Ferrero e Natali anche Iannuzzi e Bertone sanno rendersi utili) dovranno essere un'arma dell'OJM anche alla luce del doppio impegno. In precampionato Caja ha ruotato tantissimo, anche nell'ottica di verificare e dare opportunità a tutti.
    COSA NON VA
    ATTACCO DA REGISTRARE - Varese mette in campo tonnellate di energia in difesa ma ancora fatica a monetizzarle sul tabellone: se la retroguardia è atteggiamento e mentalità e la fase offensiva è legata a sincronismi da migliorare il tempo è la miglior medicina, auspicando che non servano 4 mesi come nel 2017/18. Per ora è questione di percentuali (su tutti Scrubb che pure sa rendersi utile in tanti modi) ma non di qualità dei tiri, che è mediamente elevata; per ora non si vede uno stoccatore da 39% da 3 su 6 triple a partita come l'Okoye dello scorso anno.
    MOORE E ARCHIE DA INSERIRE - Nelle pieghe delle valutazioni sui singoli sono i due giocatori che devono ancora elevare il rendimento su standard più costanti. Il play è stato MVP al Trofeo Lombardia, ma non è ancora del tutto padrone dei sincronismi della manovra. L'ala forte è parso il più appesantito dai carichi, la crescita rispetto alle prime uscite è stata lenta ma costante, ma finora ha inciso più da sotto che da fuori e c'è bisogno di produttività perimetrale per capitalizzare il volume di gioco di una OIM che deve distillare più qualità dalla enorme quantità di impegno profuso.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis cede a fil di sirena nella finale del Memorial Ferrari. Un guizzo di Jordan Hamilton (MVP della manifestazione) costa la terza sconfitta del precampionato biancorosso; a due settimane dal match a campi invertiti contro Brescia che inaugurerà la stagione, le indicazioni della due giorni di Brescia restano comunque positive per il team di Caja.
    Tante conferme sul piano della coesione e della tenuta difensiva, che rappresentano le fondamenta del sistema di gioco su cui Varese costruirà ancora le sue fortune. Si può fare meglio sul piano della conversione in punti del volume d'intensità profusa nell'arco dei 40 minuti, evitando di sprecare ghiotte oppor- tunità in campo aperto prodotte da una retroguardia già in forma campionato. E ciò al di là del 9/30 finale dall'arco. L'OJM graffia in retroguardia e corre in campo aperto per il 2-9 iniziale, ma capitalizza solo in parte i suoi massicci sforzi difensivi col 34% al tiro di metà gara che impedisce di raccogliere le fatiche nella propria metà campo. Così i tentativi di allungo firmati da qualche sporadica tripla (9-16 al 7' con "gol" di Tambone e 20-26 al 15' con l'unico guizzo di Avramovic) non concretizzano appieno gli sforzi di Varese, che vira sul 26-31 del 20' a dispetto di un sostanzioso predominio a rimbalzo.
    Dopo l'intervallo la truppa di Caja alza ulteriormente il volume in campo aperto con Scrubb e Avramovic che siglano il 34-43 del 24'; il motore dell'attacco però va a strappi e Brescia impone l'atletismo di Alien e Abass per il primo sorpasso (46-44 al 28'). L'OJM non perde la targa e riannoda i fili del gioco (59-61 al 35'); nella sagra degli errori dall'arco il guizzo di Avramovic vale il 63-65 del 38', ma Varese gestisce male un paio di possessi e Brescia sorpassa con un dardo dall'angolo di Abass (68-65 a meno 13"). Replica frontale di Tambone per la parità a quota 68 a 3 secondi e 6 decimi dal termine; un errore difensivo di Archie concede però una scorribanda al ferro dello sgusciante Hamiliton e la Germani esulta sul suono della sirena.
    Fra due settimane all'Enerxenia Arena sarà partita vera. Brescia si preparerà con la Supercoppa del prossimo weekend e l'esordio in Eurocup contro Monaco del 3 ottobre; l'Openjobmetis dovrà mettere a frutto gli ultimi tre test (mercoledì vernissage casalingo con Legnano, venerdì e sabato a Cividale del Friuli) per "pulire" il suo attacco.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis supera il test Zielona Gora e vola in finale al Memorial Ferrari. Nella giornata dell'inaugurazione ufficiale del modernissimo PalaLeonessa da 5.175 posti che nel prossimo weekend ospiterà la Supercoppa, la formazione di Attilo Caja regolal a quotata squadra polacca con un mix di intensità difensiva e ritmo elevato.
    Varese non incanta ma convince proponendo un basket non frizzante (7/26 da 3 e 12/22 in lunetta) ma oltremodo sostanzioso, sorprendendo a suon di ripartenze lo stazzato Stelmet in un anticipo dei temi futuri dell'avventura europea in FIBA Cup. Il rientro di Avramovic (5/11 al tiro e 6 assist in 22') aggiunge all'attacco biancorosso una fondamentale dimensione "verticale" che si aggiunge al volume intemo garantito dal MVP Cain (anche 6/8 ai liberi). E nella serata in cui gli esterni titolari litigano col ferro sono gli uomini della panchina a dare la scossa vincente: Moore tesse la tela (5 assist) ma gira a vuoto al tiro, e allora un Tambone infuocato (4/5 di cui 3/3 dall'arco) spinge i primi allunghi biancorossi ( 15-9 al 6', 34-27 al 16'e 51-44 al 25') puntualmente ricuciti però dai polacchi.
    Nei primi tre quarti l'OJM macina gioco faticando però a trovare continuità offensiva dal perimetro; lo strappo decisivo arriva in avvio del quarto periodo, con le triple di capitan Ferrero e Bertone a dare supporto ad una difesa graffiante (70-59 al 33' ). I margini di crescita sono da cercare nel rendimento dei singoli - Archie e Scrubb su tutti - più che nel sistema, che ancor più della stagione passata funziona sul modello "pari opportunità". E se in una serata avara di triple contro un'avversaria superiore in termini di centimetri il secondo quintetto produce 34 punti e garantisce 40 minuti di energia costante in retroguardia, significa che Varese è sulla strada buona al di là della vittoria numero 7 in 9 test precampionato. Stasera alle 20.45 la finalissima contro la Germani che ha sconfitto Pesaro 74-53 in un bel antipasto della prima giornata. Finora il bilancio per i biancorossi sono le vittorie contro "mezza" Trento e Cantù e le sconfitte contro la corazzata Milano e Torino nell'unica "stecca" del Memorial Di Bella.
    Giuseppe Sciascia 

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