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VareseFansBasketNews

  • simon89

    Il volto della Openjobmetis

    By simon89, in News,

    L’Openjobmetis ha ufficialmente esaurito le operazioni di mercato con l’annuncio del ritorno in biancorosso di John Egbunu. Di fatto il club è riuscito, un rilancino dopo l’altro, a raggiungere la richiesta iniziale del centro nigeriano, attraverso i risparmi massicci operati con le operazioni Wilson e Sorokas negli spot complementari di cecchino perimetrale e cambio dei lunghi.
    Sul piano strettamente numerico il mercato 2021 si è chiuso con cinque conferme – in ordine di ruolo De Nicolao, Beane, Ferrero, Jones ed Egbunu – e cinque volti nuovi – mantenendo lo stesso principio Kell, Wilson, Gentile, Sorokas e Caruso – per un puzzle nel quale in tutti gli spot ci sarà un volto vecchio ed una new entry.
    Sotto certi aspetti la squadra è cambiata più del previsto: nel caso di Ruzzier per volontà del giocatore, cavalcando la proposta last minute della Virtus Bologna. Nel caso di Strautins e De Vico, che avevano contratto garantito senza uscite a differenza del triestino, per volontà di Varese che ha ripercorso la via dei 6 stranieri per tutelarsi sul recupero di Jalen Jones (investimento postergato per non gravare il bilancio 2020/21 dopo l’infortunio all’esordio).
    Meglio o peggio della Varese 2020/21 che si è salvata col brivido pur con due giocatori di grande pédigrèe come Toney Douglas e Luis Scola? Come sempre ogni roster di una squadra del range economico dell’OJM ci sono imprevisti e probabilità in svariati aspetti. Il roster, con 10-giocatori-10 e un livello di fisicità diffusa in tutti i ruoli compreso il perimetro, con un regista massiccio come Kell e un all-around potente come Ale Gentile, soddisfa le richieste del coach Adriano Vertemati nel garantire atletismo e taglia in tutti gli spot.
    Il play pescato in Polonia e l’ex azzurro avranno il pallino del gioco in mano sia in termini realizzativi che di creazione per i compagni: la scommessa principale è quella sul ritorno ad alto livello di “AleGent”, che però sembra posto nel contesto tecnico ed ambientale ottimale per sfruttare le sue qualità con la palla in mano e nascondere i suoi limiti al tiro. Che non è la specialità della casa di Kell, più combo-guard moderna rispetto ad un regista più puro come Ruzzier: basterà il cecchino Wilson per evitare difese chiuse a protezione dell’area? Il campione di Polonia in carica avrà sufficiente playmaking per evitare di sovraccaricare di responsabilità l’unico regista di ruolo Giovanni De Nicolao? Sotto canestro, al di là della tenuta di Egbunu, dipenderà molto da Jones e dai tempi del suo completo recupero – trattandosi di giocatore che vive di prorompenza più che di tecnica – per non chiedere a Paulius Sorokas di avere subito impatto da protagonista in A in caso di difficoltà di messa a punto del titolare.
    Se le premesse troveranno tutte conferma sul campo, la squadra potrà praticare un basket aggressivo e coinvolgente; basta però un pezzo del puzzle fuori sintonia, o una scommessa non vinta secondo gli auspici, per mettere in difficoltà un sistema legato a filo doppio ad equilibri che debbono funzionare tutti insieme.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Quando sono iniziati i lavori per costruire la rosa della Openjobmetis, divenuta definitiva ieri mattina con la firma ufficiale di John Egbunu? E quali sono stati i (tanti) passaggi effettuati tra le varie componenti degli staff societari prima di arrivare a comporre un puzzle che ha solo dieci pezzi, ma che deve essere incastrato con grande attenzione?
    In tutto questo periodo, il braccio destro del gm Andrea Conti è stato Matteo Jemoli: 32 anni, di Gemonio, è stato per diverse stagioni assistente allenatore biancorosso (con un’esperienza anche a Trapani) e ora ricopre il ruolo di responsabile scouting della Pallacanestro Varese. Un lavoro dietro alle quinte rispetto a quello della triade Conti-Bulgheroni-Vertemati che però in questo periodo emerge in modo forte, specie in un mercato nel quale la Openjobmetis ha percorso strade differenti dall’usato sicuro prediletto negli anni di Attilio Caja.
    Matteo, prima di tutto: qual è il metodo di lavoro utilizzato per fare scouting in Pallacanestro Varese?
    «Si parte da lontano: a settembre io e Andrea ci siamo suddivisi i campionati da tenere sotto controllo. Grecia, Polonia, Belgio, Germania, Israele, Turchia, Lega Adriatica… poi le coppe e alcuni giocatori particolari per i quali avevamo segnalazioni, per esempio certi impegnati in G-League con aspirazioni europee. Da quel momento in poi, ogni settimana ho guardato una serie di partite e iniziato a “profilare” gli atleti più interessanti. Io li suddivido in quattro settori: fisico, gioco offensivo, difesa e una quarta parte che chiamo “extra” dove metto notizie di ogni tipo».
    Fino a quando prosegue questa selezione?
    «Fino a febbraio-marzo, perché a quel punto iniziamo a scremare gli elenchi, preparando diverse liste a seconda del ruolo. Liste a loro volta suddivise in fasce in base al gradimento e al costo che prevediamo possano avere. Questo permette di intervenire in corsa in caso di necessità: per esempio noi sino a fine giugno avevamo un playmaker, Ruzzier, che poi è andato via. Però i nomi erano già pronti e ci siamo mossi di conseguenza». 
    Oltre a voi, chi collabora alla stesura delle liste?
    «Le proposte passano al vaglio anche di Bulgheroni ma anche lo staff tecnico lavora a tutto il “progetto”. Sia coach Vertemati, sia i suoi assistenti Cavazzana e Seravalli hanno un database simile al mio: tutto è utile per un confronto quando si stringe su un nome».
    I due acquisti più curiosi sono quelli di Kell e Wilson, entrambi dalla Polonia? A che punto vi siete spinti nello scommettere su di loro?
    «Io non ritengo che Kell sia una scommessa. L’abbiamo osservato a lungo, credo di avere visto 10-12 partite della sua squadra: ha fatto un buon campionato, giocato in Fiba Cup e ha dimostrato leadership e impatto difensivo, al di là dei numeri d’attacco. Spesso ha marcato l’avversario più pericoloso. La scommessa maggiore è Wilson, ma in quel ruolo abbiamo una garanzia come Beane e la possibilità di variare assetti con anche De Nicolao e Kell. Elijah infine non è una guardia che chiede di avere la palla in mano: sa tirare sugli scarichi senza fermare l’attacco».
    La Openjobmetis sarà squadra molto fisica: una precisa richiesta del coach?
    «Sì: Vertemati ha voluto dare questa impronta. Gli piace avere forza fisica tra gli esterni: Kell sa attaccare spalle a canestro, Beane è atletico, Wilson ha stazza. E poi Gentile: un’operazione che non era preventivata a inizio mercato, ma che siamo felici che sia capitata e sia andata a buon fine. La fisicità accomuna tutti: De Nicolao e Caruso stanno lavorando per potenziare la muscolatura, Ferrero è abituato a giocare da ala forte, Jones e Sorokas hanno corpo ed energia. Poi è arrivata la conferma finale di Egbunu, che tutti conosciamo dal punto di vista atletico».
    Al di là dell’energia, ci sono altri tratti che contraddistinguono la rosa della Openjobmetis?
    «Abbiamo giocatori che vogliono dimostrare di poter salire di livello. Questo vale per i “polacchi” e per Sorokas che puntano ad affermarsi in un torneo più competitivo, per i giovani italiani che stanno facendo un percorso di crescita, per Jones che torna dall’infortunio. Senza parlare di Gentile che ha alle spalle una carriera super e vuole tornare a quei livelli, o di Egbunu che dopo i travagli fisici del passato cerca di confermarsi in una stagione completa». 
    Ultime due domande. La prima: c’è un giocatore che avete seguito a lungo e vi sarebbe piaciuto, ma che alla fine è andato altrove?
    «Qualcuno, come il canadese Bell-Hynes è rapidamente uscito dai radar per le sue prestazioni di altissimo livello con i tedeschi di Crailsheim (giocherà al Breogan, in Spagna ndr). Tra gli altri se devo dire un nome faccio quello di Kris Richards: lo seguiamo da tanto e se non fosse andato allo Zielona Gora lo avremmo preso per sostituire Jakovics. Lo sfiorammo prima che arrivasse Beane. Quest’anno al momento giusto non c’è stata l’occasione e lui è tornato in Romania, visto che ha il passaporto di quel Paese dove ha già vinto due titoli».
    Per concludere: non le manca la panchina?
    «Il mio attuale ruolo piace parecchio. Resto vicino alla squadra e durante le partite siedo ancora in panchina, cercando di avere sempre l’occhio da allenatore. Però ora voglio proseguire il lavoro che sto facendo: mi piacerebbe muovermi di più per osservare partite e giocatori dal vivo. Il Covid ha fermato questa possibilità, mi auguro di tornare presto “in missione”».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare il rinnovo contrattuale con l’atleta John Egbunu.
    Il centro nigeriano riparte dunque da Varese dopo le 12 partite disputate nella scorsa stagione con la divisa biancorossa in cui ha messo in mostra le sue doti atletiche e fisiche, la sua presenza difensiva nel pitturato e la sua dedizione al lavoro. La prima esperienza in LBA si è chiusa a 8.4 punti, 7.6 rimbalzi e 1.5 stoppate per gara con un high di 14 punti, 13 rimbalzi e 31 di valutazione nella sfida contro Trieste.
    John Egbunu, giocatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felice di tornare a Varese! Non vedo l’ora di riprendere a lavorare per preparare una grande stagione finalmente davanti al pubblico dell’Enerxenia Arena».

  • simon89
    E se l’ultimo tassello per la Openjobmetis fosse quello che era “già in casa”? La possibilità che il pivot titolare biancorosso sia di nuovo John Egbunu è in rapida risalita per una serie di ragioni che si sono accavallate nelle ultime ore.
    L’OFFERTA – La prima: Varese ha fatto un’offerta, buona per gli standard biancorossi, e in pratica non l’ha mai ritirata, nemmeno quando all’agente del giocatore era stato dato un ultimatum, giorni fa. Sul tavolo la Openjobmetis ha messo quei soldi e li garantisce.
    IL CASTING – La seconda: i sondaggi esplorativi effettuati dallo staff varesino non hanno portato risultati particolarmente interessanti. Tolti dal radar quei giocatori troppo cari (tipo Elegar, andato all’asta al rialzo tra Reggio, Napoli e la Corea), gli altri pivot visionati non hanno scaldato più di tanto il cuore. Certo, non dispiaceva un giocatore come Sims per via di alcune caratteristiche tecniche, ma nulla da far scoccare amore a prima vista.
    LA FRANCIA – Terzo, e forse più importante. I procuratori di Egbunu – che fanno il loro lavoro – pensavano di piazzare Long John in Francia, dove pare che il Limoges più di altri fosse interessato al nigeriano. Con uno stipendio superiore a quello proposto da Varese. Ma le squadre francesi fino a oggi non hanno affondato il colpo, e anche a livello fiscale non ci sarebbero grandi vantaggi rispetto all’Italia, anzi.
    Non stupisce quindi che l’entourage di Egbunu abbia riconsiderato quello che Varese ha messo sul piatto (tanto che un sito specializzato, Sportando, segnala il dietro-front in direzione Masnago). Viste le premesse quindi, le possibilità che il centrone nigeriano torni a vestire la maglia biancorossa sono di nuovo molto solide. La sua presenza difensiva è sicuramente molto considerata in casa varesina, così come il fatto di non essere un “mangia palloni” e di poter sfruttare i tagli in area quando in post basso va un bravo passatore come Gentile. E poi c’è quella durezza nei blocchi che ha dato una mano a brillare a Ruzzier nella seconda parte di stagione: aiutare il play – in questo caso Kell, esordiente in Italia – ad avere spazi larghi all’inizio dell’azione è un’altra qualità importante che Egbunu può mettere in campo. Nelle prossime ore, probabilmente, ne sapremo di più.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’accordo per la stagione sportiva 2021-2022 con l’ala grande Paulius Sorokas.
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo contenti di aggiungere al roster Paulius. Merita il passaggio in LBA dopo stagioni importanti in A2 dove ha giocato da protagonista per lungo tempo. È un giocatore che porta in dote il giusto mix di fisicità, energia ed atletismo nel settore lunghi così come risulterà preziosa la sua doppia dimensione tecnica».
    Cresciuto nel settore giovanile dello Zalgiris, dopo le prime esperienze in patria con Zalgiris-Sabonio mokykla Kaunas, KK Baltai e Pieno Zvaigzdes Pasvalys si trasferisce in Italia, raggiungendo così la sorella pallavolista della nazionale Indre Sorokaite, iniziando così la sua lunga permanenza nel nostro Paese. Nella stagione 2014-2015 si mette in luce alla Pallacanestro Piacentina in A2 Silver mettendo a referto 15.4 punti e 8.7 rimbalzi di media. Nell’estate del 2015 passa Treviglio con cui disputa due stagioni intervallate da un’esperienza a Jesi, prima di approdare al Derthona. Con i piemontesi conquista la Coppa Italia LNP 2018 chiudendo l’annata con una doppia-doppia di 15.1 punti e 10.1 rimbalzi per gara. Le prestazioni in costante crescita accendono su di lui gli occhi dei club esteri. Nella stagione 2018-2019 disputa 30 partite in Belgio allo Charleroi a 7.2 punti e 5.0 rimbalzi, prima di fare rientro in Italia con il ruolo di “straniero di coppa” per la Dinamo Sassari. Nel dicembre del 2019 esordisce in LBA con proprio contro l’Openjobmetis mettendo a segno 13 punti, mentre in Basketball Champions League disputa 16 gare a 3.9 punti e 2.4 rimbalzi di media fermandosi agli ottavi di finale contro i futuri campioni di Burgos. La scorsa stagione torna in A2 confermandosi protagonista di una stagione da 15.7 punti e 8.6 rimbalzi con Chieti.

  • simon89
    Continuano gli arrivi in casa Pallacanestro Varese: dopo la sorprendente “presa” di ieri – la guardia americana Elijah Wilson pescata dal campionato polacco – ecco l’ingaggio di Paulius Sorokas, ala lituana che ha già una buona esperienza nei campionati italiani e che (soprattutto) ha già giocato agli ordini di coach Adriano Vertemati a Treviglio per due anni, tra il 2015 e il 2017.
    Sorokas ha quasi 29 anni, è alto 2 metri ed è originario di Kaunas; nello scacchiere biancorosso andrà a ricoprire il ruolo di ala forte, alternandosi in quella posizione con Jalen Jones. Il giocatore baltico potrebbe essere in quintetto base, almeno fino a quando l’americano non sarà al 100% dopo l’infortunio al tendine d’achille (sta comunque recuperando). Il nuovo acquisto ha giocato nell’ultima stagione in Serie A2 a Chieti e sembrava diretto a Brescia, ma l’offerta della Openjobmetis è stata convincente: in passato ha calcato soprattutto i parquet della seconda categoria nazionale tra Piacenza, Treviglio, Jesi e Tortona anche se vanta una buona stagione (2018-19) in Belgio, allo Spirou Charleroi (7,2 punti e 5 rimbalzi).
    Senza grossi spunti invece l’unica esperienza in Serie A: nel 2019 venne preso da Sassari, allenata da Pozzecco, ma alla Dinamo fu utilizzato praticamente come “straniero di coppa” visto che disputò 16 partite in Champions League con due sole presenze in campionato (una delle due proprio contro Varese, un match “viziato” da un contestatissimo fallo antisportivo ai danni di Siim-Sander Vene). Nella passata stagione con la Lux Chieti il lituano ha messo a referto cifre interessanti, con 15,8 punti e 8,6 rimbalzi a partita anche se la sua percentuale nel tiro pesante non è stata particolarmente brillante (27,8%) e se fosse confermata a Varese, potrebbe essere un problema visto che in quintetto a parte Wilson (che andrà rivalutato al saldo del campionato italiano) non ci sono tiratori di spicco.
    Anche la scelta di Sorokas va comunque in direzione di quello che segnalavamo ieri in occasione dell’ingaggio di Wilson: Vertemati avrà a disposizione una squadra con giocatori che possono ricoprire più ruoli e quindi numerose soluzioni tattiche. L’arrivo del lituano, intanto, tende ad allontanare un ritorno all’agonismo di Luis Scola dopo le Olimpiadi, visto che il ruolo è proprio quello che sarebbe eventualmente stato assegnato al campionissimo argentino. Gli ingaggi degli ultimi giorni, tra l’altro, dovrebbero garantire un discreto margine di manovra a livello finanziario (parametrando sempre il giudizio a una squadra da budget basso…) per quanto riguarda l’acquisto del pivot titolare, che nelle intenzioni dello staff biancorosso dovrà essere un giocatore di grande importanza.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Openjobmetis Varese ha il piacere di annunciare l’accordo fino al termine della stagione sportiva 2021-2022 con il giocatore statunitense Elijah Wilson. Il classe ’94, ottimo tiratore da tre punti e difensore versatile grazie alle sue doti fisiche, occuperà la posizione di guardia nel roster di coach Vertemati.
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Crediamo che Elijah rappresenti il giusto incastro tra le caratteristiche degli altri componenti del reparto esterni grazie alla sua taglia fisica e alle sue ottime doti di tiratore».
    Originario del North Carolina, ha trascorso quattro stagioni NCAA con Coastal Carolina College chiudendo l’esperienza collegiale a 13.2 punti di media. Nel 2017 approda in Europa disputando due stagioni in Austria prima con Wels poi ai Kapfenberg Bulls con cui mette a segno il “triplete” conquistando campionato (18.6 punti di media), coppa e supercoppa nazionale risultando anche come MVP sia finali playoff, sia della supercoppa. Nella stagione 2019-2020 firma in Olanda con gli Heroes Den Bosch confermando le ottime doti realizzative e la precisione dall’arco con 16.6 punti e il 42.3% da tre. Nell’ultima stagione ha disputato 30 gare con il MKS Dąbrowa Górnicza a 14.8 punti tirando con l’ottima percentuale da tre punti di 42.1.

  • simon89
    Nel gioco dell’oca del mercato, l’Openjobmetis è costretta a tornare alla casella di partenza. Tutto da rifare per il club biancorosso nella caccia ai due lunghi mancanti da affiancare al confermato Jalen Jones e alla new-entry Guglielmo Caruso.
    Il tentativo di Varese con Kruize Pinkins è andato a vuoto: l’ala forte ex Casale Monferrato e Torino ha declinato la proposta del club biancorosso.
    Scelta puramente personale e non legata a discorsi economici: il giocatore del 1993 ha espresso il desiderio di «staccare la spina» per un paio di mesi - almeno fino a settembre - dopo aver concluso la stagione 2020/21 con la gara 5 dei playoff di A2 disputata lo scorso 29 giugno.
    Dunque, non volendo prendere impegni che prevedano raduni e pre-season da metà agosto, Pinkins ha passato la mano. E per Varese riprende la caccia senza profili caldissimi né per l’ala forte né per il pivot, dopo la definitiva rottura delle trattative con John Egbunu che ha detto no anche all’ultimo rilancio OJM nella serata di giovedì (e al momento sembra avere declinato anche le proposte dalla Francia).
    Tutto da rifare... quantomeno sotto il profilo degli incastri tecnici: l’accoppiata Pinkins-Egbunu convinceva per il suo assortimento anche in rapporto agli altri due giocatori già in organico. Ora Varese deve riaprire la caccia a 360 gradi, e senza l’ex Torino cambiare anche il profilo del centro. Il discorso è allo stesso tempo tecnico ed economico: l’OJM ha ancora in canna un «colpo» da titolare sotto canestro, e per provare a confermare Egbunu aveva individuato un profilo ad hoc come caratteristiche e costi (limitati) per alternarsi a Jones. Perché il ruolo di ala forte che possa dare qualche minuto anche da pivot offre pochi profili low-cost: se il colpo principale dovesse arrivare in quel ruolo, allora il pivot mancante sarà una scommessa, contrariamente alla precedente coppia messa nel mirino dall’area tecnica biancorossa. Ma proprio perché il «4 e mezzo» è il giocatore più difficile da reperire sul mercato, l’OJM prova a concentrare l’attenzione su quel tassello andando a scegliere di conseguenza il pivot titolare.
    A questo punto potrebbe tornare d’attualità l’ipotesi Henry Sims, il 31enne centro attaccante ex Cremona e Fortitudo Bologna (15,6 punti e 8,9 rimbalzi nel 2019/20), che però necessiterebbe di essere accoppiato con un altro lungo specialista nel settore difesa e rimbalzi per evitare un bis del 2020/21 con Luis Scola capocannoniere in attacco e la peggior difesa del campionato a penalizzare gli sforzi dell’OJM. Più che il valore del singolo giocatore conta la compatibilità con il progetto-squadra in fase di messa a punto; questo è il criterio con cui prosegue la ricerca dei profili ad hoc. Di sicuro non c’è l’intenzione di aspettare Luis Scola, a meno che non sia lo stesso «General» a comunicare la sua disponibilità a tornare in campo nel 2021/22: cosa che, a dispetto dei contatti tutto sommato frequenti in corso con la stella argentina, non è mai avvenuta, dunque resta il chiaro messaggio «Non fate affidamento su di me» trasmesso e più volte reiterato dal giocatore prima della partenza per Las Vegas.
    Mentre sulla guardia titolare, a meno di colpi di fulmine per giocatori dal rapporto costo-rendimento particolarmente appetitoso, si aspetterà fine mercato con i residui della caccia ai due lunghi mancanti. Il prezzo di Tyler Kalinoski è sceso su cifre più abbordabili rispetto alle richieste della scorsa settimana... ma è considerato ancora troppo alto per una Varese che non vuole distogliere risorse in un momento delicato della sua campagna acquisti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis aspetta il sì definitivo di Kruize Pinkins e apre la caccia al nuovo centro dopo il no - virtualmente definitivo - di John Egbunu. Lo stato dell’arte del mercato biancorosso si sostanzia nel differente esito delle due trattative per riempire le caselle vacanti del reparto lunghi.
    PINKINS, SI STRINGE
    La 28enne ala forte ex Torino e Casale Monferrato dovrebbe dare risposta in tempi rapidi alla proposta messa sul piatto da Varese per dividersi i minuti con Jalen Jones nello spot di numero 4. L’OJM gradisce il mix di energia e duttilità che il giocatore della Florida potrebbe portare in dote al puzzle dei 4 lunghi da alternare sul parquet: Pinkins, giocatore dinamico con buon impatto a rimbalzo e pericolosità frontale, sarebbe un efficace alter ego di Jones con la possibilità di giocare qualche minuto anche da centro se inizialmente Guglielmo Caruso dovesse dimostrare la necessità di un periodo di apprendistato al suo primo impatto con la serie A. Il club biancorosso vuole chiudere in fretta la trattativa per concentrarsi poi sulla scelta del pivot titolare.
    JOHN VERSO LA FRANCIA
    A proteggere l’area colorata dell’OJM 2021/22 non ci sarà però John Egbunu. L’ultimatum recapitato dall’area tecnica prealpina al centro nigeriano è scaduto 24 ore fa senza risposte positive da parte del giocatore e della sua agenzia. In realtà Il centro del 1994 si accaserà con ogni probabilità in Francia, dove il suo passaporto nigeriano vale doppio (le regole della Pro A prevedono ancora divisione tra extracomuintari ed europei come in Italia fino al 2018, ed Egbunu rientra fra i “Cotonou Players” che possono giocare in quota europei). Per Egbunu una possibile destinazione transalpina sarebbe Limoges, dove l’allenatore è l’italiano Massimo Cancellieri (due anni fa head coach in A2 a Ravenna con Massimo Bulleri come assistente). Ma per il lungo ex Florida ci sarebbero sirene anche dalla Turchia su cifre superiori a quelle che Varese può permettersi di spendere per il centro titolare: in ogni caso il giocatore è dato in firma altrove in tempi relativamente rapidi, dunque il club biancorosso ha voltato pagina.

    LE ALTERNATIVE OJM
    La lista dei giocatori al vaglio è ancora molto lunga, dato che i sondaggi sono stati avviati da poco: si spazia a 360 gradi tra profili già visti in Europa e giocatori emergenti che hanno militato nella G-League americana. L’idea è quella di cercare comunque un giocatore con caratteristiche simili a quelle di Egbunu: fisicità, vigore atletico e impatto difensivo dovranno essere le peculiarità principali del nuovo pivot biancorosso. Per questo l’ipotesi Henry Sims non è stata presa in considerazione: il 31enne centro portato in Italia nel 2017 da Andrea Conti a Cremona è un grande attaccante che però non fa al caso dell’OJM, in cerca di un rimbalzista-difensore-stoppatore come Egbunu, non volendo inserire un lungo troppo invasivo nel gioco spalle a canestro che sarà terreno di caccia di Alessandro Gentile.
    VALUTARE CON CALMA
    In ogni caso Varese valuterà con calma le disponibiltà del mercato, decisa a far fruttare il suo «gruzzoletto» per il pivot titolare: se è vero che Egbunu lo ha considerato insufficiente, sarebbe comnque superiore al primo contratto OJM con Tyler Cain nell’estate 2017, e all’ingaggio di due anni fa di Jeremy Simmons. Oggi intanto incontro decisivo per chiudere il discorso con Nicolò De Vico (servirà una transazione dell’anno residuo di contratto per consentirgli di accasarsi a Torino) mentre Anthony Morse è tornato in A2 accasandosi alla Bakery Piacenza dopo aver scartato l’ipotesi di un contratto nella massima lega ungherese all’Alba Fehervar.
    Giuseppe Sciascia

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