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VareseFansBasketNews

  • simon89
    La Openjobmetis si scrolla di dosso la prova deludente di Trento e con due periodi giocati con le turbine aperte al massimo (il secondo e il terzo) affonda una Brescia arrivata a Masnago in un momento complicato della sua stagione. 80-72 il finale, punteggio “moderato” ma poco conta perché la partita del sabato sera ha confermato che quando Varese riesce a essere se stessa può imporre ritmi che gran parte delle avversarie non riescono a reggere.
    Non a caso, quando i biancorossi hanno trovato gloria nel tiro da 3 punti e hanno ricevuto la spinta che ci si aspetta dagli americani, su Brescia è calata la notte mentre tutto il pubblico si è alzato in piedi a festeggiare. Quando invece Varese è andata un po’ contronatura – l’avvio moscio, la gestione faticosa dell’ultimo periodo – sono riaffiorati vecchi timori e si sono sentiti brividi evitabili, con gli ospiti risaliti sino al -5. Poi però la OJM è stata brava a portare a termine anche il secondo obiettivo, quello di ribaltare la differenza canestri, situazione sempre utile guardando al futuro.
    Il decimo successo stagionale permette così alla Openjobmetis di prendere la rincorsa nel migliore dei modi verso la tremenda doppietta di partite che la separano dalla Coppa Italia, prima Tortona (trasferta) e poi Milano (in casa). Ma è affrontando i più forti che si diventa grandi: Varese lo sa e sa anche di avere poco da perdere e tanto da guadagnare nei prossimi confronti.
    Intanto può mettere in mostra un Tariq Owens finalmente “titolare” a tutti gli effetti ma anche continuo nel suo rendimento in attacco ma anche a rimbalzo, laddove cioé Varese sul lungo termine ha impattato il risultato contro una Brescia inizialmente ben più attiva sotto i tabelloni. Owens ha anche chiuso i conti schiacciando un’alzata di Ross e dando un senso al tandem creato in estate con il folletto di Pepperdine, giocatore sempre più amato dal pubblico di casa e sempre pronto alla sfida, pure in una serata in cui gli esterni avversari lo hanno “bussato” parecchio. Il tabellino non risplende come altre volte, il morale invece sì.
    Intanto Brase ha confermato la volontà – almeno in questo tratto di corsa – di asciugare le rotazioni tenendo in panchina Ferrero, Librizzi e Virginio e dando maggiori responsabilità a titolari e primi cambi. Con una partita a settimana lo si può fare, specie quando non ci si può permettere esperimenti. Ora, lo abbiamo detto, si va a Tortona e forse val la pena ricordare la beffarda sconfitta dell’andata (era il 2 gennaio). Come beffarda fu quella di Brescia, del resto…
    PALLA A DUE
    Tra i due allenatori è Magro a lamentare i problemi maggiori: se le assenze di Petrucelli e Caupain sono in conto da tempo, quella del pivot Cobbins (già out settimana scorsa) è la più recente. Il coach ospite parte con Della Valle e Gabriel in panchina, quintetto invece consueto per Brase con Reyes-Caruso nei secondi cinque. Consueto tutto esaurito a Masnago, il sesto consecutivo; tra gli ospiti di giornata anche Damjan Rudez, croato ed ex giocatore NBA con Indiana, Minnesota e Orlando. Ma è l’apparizione di Gianmarco Pozzecco a un minuto dalla contesa a infiammare il palazzetto che si esalta anche per la presenza di Charlie Recalcati.
    LA PARTITA
    Q1 – Il periodo di apertura della Openjobmetis è per 8′ con il freno a mano tirato. 4 punticini firmati Owens sono lo scarno bottino di oltre metà parziale con Brescia che per fortuna scappa, ma solo fino a un certo punto (bene Nikolic). Il finale è più incoraggiante (canestro Ross, tripla Wolde) con Owens che a fil di sirena infila il 15-16.
    Q2 – Come a Trento, Varese perde l’occasione del riaggancio e viene di nuovo punita dalla Germani tanto che Brase al 13′ ha già esaurito i timeout del primo tempo. Lo stop però funziona: la OJM ritrova il tiro da 3 e la coppia Brown-Johnson, nulla fino a quel punto: il motore biancorosso allora riparte e consente un sorpasso che dà un’onda lunga arrivata sino all’intervallo, quando Caruso imbuca il 44-38 su rimbalzo d’attacco.
    Q3 – Il galoppo mostrato prima dell’intervallo prosegue ancora più convinto al rientro in campo: ci sono momenti in cui Varese è sinfonia, con Brown pronto ad armare il braccio e incendiare la retina, con Owens attivo a rimbalzo e con tante altre buone cose. Col passare del tempo cresce anche il vantaggio perché Brescia si affida solo a qualche iniziativa personale ma senza continuità e con energie ridotte al minimo. E per la terza volta su tre arriva una prodezza all’ultimo secondo, questa volta di Reyes che ruba palla e schiaccia il 71-55.
    IL FINALE
    Tutto apparecchiato per dieci minuti di festa? Nemmeno per sogno: Reyes piazza un’altra tripla ma l’impatto offensivo di Varese è tutto lì e la squadra resta a lungo ancorata a quota 74 mentre Brescia quasi non si spiega come mai possa tornare a risalire. Il solito Owens aggiunge due liberi ma è poca roba e allora dall’altra parte ci credono davvero, con Gabriel a segno dall’arco e con canestri di Odiase e Cournooh. Brase, serafico (beato lui…) non chiama timeout a lungo e quando lo fa il margine è davvero minimo. La Leonessa però non capitalizza tutti gli omaggi biancorossi, e quando Ross fa decollare Owens per l’inchiodata che spazza via le nubi tutta Masnago torna a fare festa, 80-72.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Dopo la brutta sconfitta subita in quel di Trento, Varese affronta in casa un’altra squadra di taglia europea come Brescia che viene da un periodo non certo positivo e limitata da qualche infortunio. Inizio dell’incontro in cui i padroni di casa sembrano avere le polveri bagnate e una Brescia volitiva aver voglia di tornare alla vittoria dopo molto tempo. Ma questo è solo quello che succede nel primo periodo. Varese finalmente si sveglia dal suo torpore e prima mette la freccia nel secondo quarto per poi allungare fino a raggiungere il massimo vantaggio di 16 punti nel terzo quarto. Nell’ultimo periodo Ross e compagni abbassano il ritmo snaturando quelle che sono le loro caratteristiche ma alla fine portano a casa una vittoria meritata ribaltando anche la differenza canestri dell’andata. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Ross 7 : volenti o nolenti le fortune della OJM passano dal folletto del Colorado. Il suo è un moto perpetuo e le sue penetrazioni mandano in tilt le difese avversarie, che spesso usano le maniere forti nel tentativo di fermarlo. Questa sera non ci sono cifre eclatanti nel tabellino ma la sua prestazione è fondamentale per portare a casa i 2 punti. Una citazione particolare per il suo sacrificio sugli “sfondamenti” presi. METRONOMO
    Woldetensae 6,5 : serata in cui si prende i suoi tiri ma non ne abusa. Mette 3 tiri dalla lunga distanza nella prima parte dell’incontro e nel finale si spende maggiormente a rimbalzo e difensivamente. CONTROLLATO
    De Nicolao 7 : solo 2 punti a referto e uno zero su tre dalla lunga distanza. Ma la partita di Giovanni è raccontata dal suo impatto difensivo su un attaccante di razza come Della Valle(e non solo). E’ l’uomo a cui coach Brase si affida nei momenti di maggior difficoltà e ieri il numero 10 biancorosso è riuscito a invertire l’inerzia della partita e farla girare in direzione Masnago. CANTASTORIE
    Reyes 7 : partenza in sordina per Justin che inizialmente sembra pagare lo scotto dell’infortunio che lo ha tenuto ai box per 6 settimane. Poi la partita, lentamente ma inesorabile va verso di lui, ed ancora una volta, se fosse necessario, dimostra quanto sia centrale il ruolo del sesto uomo più esplosivo di tutta la LBA. C-4
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.
    Ferrero N.E.
    Brown 7,5 : è il leader di questa squadra e non c’è partita in cui non lo dimostri in mille maniere diverse. Nel terzo quarto è lui che con una striscia bollente fa segnare lo strappo decisivo per poter poi gestire il vantaggio fino allo striscione del traguardo. Menzione particolare per la bomba messa in faccia a Moss, fatto entrare in campo da Magro per cercare di limitarlo. ORGASMICO
    Caruso 6 : partita senza particolari acuti per Willy ma questa volta si può permettere di non incidere vista la prestazione di Owens. BACK UP
    Owens 8 : se una rondine non fa primavera, 4 prestazioni consecutive e convincenti di Tariq fanno molto di più di una prova. Vero è che le sue sono tutte conclusioni ad alta percentuale ma devi salire a certe altezze per chiudere delle giocate così spettacolari, anche in momenti delicati dell’incontro. Bravi sono chi lo mettono in condizione di farlo, bravo lui a sfruttare il suo atletismo. Da sottolineare quello che adesso è un fattore fondamentale e cioè il suo impatto difensivo. DANCE POWER
    Johnson 6,5 : per gli equilibri che si sono creati nelle rotazioni JJ si è trasformato da bomber designato a gregario di gran lusso. Questo giudizio non vuole sminuire l’importanza di Johnson bensì sottolinearne l’intelligenza che lo ha portato, nonostante qualche forzatura di troppo, a integrarsi perfettamente nell’impianto di gioco voluto da Brase. Fiammate improvvise e qualche errore ma Jaron e Varese vivono di questo. ADRENALINICO

  • simon89
    È forse la peggior Openjometis della stagione, o almeno la più deludente, quella che perde a Trento contro una diretta rivale di classifica (90-80) inaugurando tra troppi colpi di tosse il girone di ritorno. Per i biancorossi è la partita dei rimpianti: quello di essere entrati sul parquet con poco mordente, quello della marea di tiri liberi sbagliati (ben 13 sul ferro), quello dei palloni importanti gettati al vento anche nell’ultimo quarto, quando la Dolomiti Energia si è presa paura con Varese tornata a -5, incapace però – per errori propri – di arrivare al riaggancio.
    Una spinta plateale di Owens, un tiro fallito da sotto da Brown, l’ennesimo 0/2 ai liberi di Caruso, la forzatura di Johnson e via dicendo. L’elenco delle occasioni perse è lunghissimo mentre dalla parte opposta l’Aquila del volpone Molin gioca una partita lineare, attenta e per certi versi chirurgica. Nella sfida tra il miglior attacco (Varese) e la seconda miglior difesa, i trentini sfruttano le difficoltà della retroguardia biancorossa per segnare 90 punti, tenendo al contrario gli ospiti a bada, con percentuali sporcate e tante palle perse (15).
    Ci pensa poi Crawford, alterno ma certamente di talento, a far saltare il banco dall’arco guidando la Dolomiti al successo contro una Varese che – lo ripetiamo – non è quella solita. A partire da Ross: il play gonfia il tabellino e prova l’iniziativa ma sbaglia anche canestri banali e alla lunga accentra troppo il gioco, non sfruttando dalla lunetta quel che di buono (i falli subiti) guadagna con le sue accelerazioni. Con il leader d’attacco troppo alterno, pure Brown fatica a carburare così come Caruso; meglio, ma a sprazzi invece Johnson e a poco servono le prove solide di Reyes – davvero tirato a lucido dopo l’infortunio – e di Owens che tutto sommato produce una buona prova e rende a rimbalzo (12).
    Uno dei fondamentali in cui però Varese torna a soffrire: dopo aver battuto Brindisi e Napoli, sotto i tabelloni i biancorossi vanno in difficoltà e proprio sui troppi “secondi tiri” concessi a Trento c’è una delle chiavi del KO. Basti pensare alla carambola lunga, con Varese sotto di 5, regalata da un Brown troppo pigro e senza tagliafuori: pallone poi trasformato in canestro dalla Dolomiti che anche in quella occasione ha preso la rincorsa verso la vittoria.
    Peccato, perché il calendario della Openjobmetis da qui alle Finali di Coppa è durissimo e perché anche le grandi continuano a lasciare punti in classifica contro le squadre di pari livello dei biancorossi rendendo la classifica sempre molto corta. Un quadro in cui due punti in trasferta avrebbero fatto comodo: vedremo se Ferrero e soci riusciranno a riprenderli sabato prossimo contro Brescia.
    PALLA A DUE
    Varese al completo e quintetto classico per Matt Brase che al solito mette Wolde tra i suoi pretoriani Brown e Johnson lasciando Reyes nel secondo quintetto per sfruttare il suo cambio di passo. Molin va con l’accoppiata azzurra in guardia (Spagnolo e Flaccadori), usa Crawford di riserva e mette Atkins contro Owens. Spalti piuttosto vuoti alla BLM Group Arena dove spiccano diversi tifosi biancorossi.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio di gara è migliore per Varese ma la spinta si ferma subito, sui primi errori dall’arco e dalla lunetta. Trento prende coraggio quando il pivot Atkins (16% da 3 fino a oggi) infila due triple e crea il 10-0 di parziale con cui i bianconeri vanno a comandare saldamente. Ross naufraga più volte e senza le magie del suo play la OJM resta impantanata in attacco. Una tripla di Brown dà un minimo di vigore ma al 10′ è 28-16.
    Q2 – La Dolomiti ricomincia con un canestro ma per lo meno l’attacco Openjobmetis inizia a risvegliarsi (tripla De Nicolao). Dove però Trento continua a trovare vantaggio è a rimbalzo d’attacco: Grazulis e Lockett ringraziano e tengono avanti l’Aquila. Ross comincia a dribblare, va in lunetta con alterne fortune ma almeno permette a Varese di restare in scia nonostante un paio di fischi assassini firmati Paternicò (Owens colpito al volto: gioco fermo e rimessa. Canestro di Reyes: fallo in attacco in giusto perché Forray si muove). La OJM risale sino al -8 (49-41) ma Justin attacca male l’ultimo possesso e all’intervallo è 51-41.
    Q3 – La terza frazione è a elastico con Trento sempre ben attenta a non scendere sotto la doppia cifra di vantaggio. Ross da una parte ci prova, dall’altra è condizionante per i compagni e così Varese non riesce a ricucire anche perché Spagnolo ritrova le misure del canestro. E sì che basterebbe poco: la OJM risale con Johnson ma non tiene la posizione a sul finale di periodo la Dolomiti sembra dilagare, sfiorando il massimo vantaggio (74-60).
    IL FINALE
    Varese qualche volta ha concesso rimonte con questo divario e stavolta prova a essere protagonista nell’altro senso. Johnson segna tre liberi, Owens e Reyes pungono e si torna a -10 ma la lunetta continua a riservare intoppi. Brown, addirittura, spreca il libero del tecnico a Atkins innervositosi di colpo e autore poco dopo del quarto fallo. Ma quando Varese è a 2-3 tiri dal riaggancio non ne combina una giusta: Brown sbaglia un contropiede, Owens spinge a due mani Forray davanti all’arbitro e via discorrendo. Sussulto di Johnson, Trento trema ma Brown dorme sul tagliafuori e Crawford ringrazia: sul nuovo +10 la partita è finita e la sirena arriva sul 90-80.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Si conclude il girone di andata per una Varese che travolge Napoli reduce da una sorprendente vittoria conto Milano e con l’aggiunta del nuovo Joe Young che evidentemente non è ancora entrato a pieno nei meccanismi di coach Pancotto. Varese che come da abitudine, conduce l’incontro dall’inizio alla fine ma che nell’ultimo quarto da la spallata decisiva e raggiunge anche i 30 punti di vantaggio, regalando così per una volta un finale rilassato ai suoi supporter che si possono godere l’ingresso di tutti i componenti del roster che vanno tutti a referto completando la serata perfetta. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Ross 7,5 : la fisicità di Napoli rende la vita difficile a Colbey che infatti non mette a referto nemmeno una conclusione da 2 punti. In compenso viene spedito spesso in lunetta dove risponde con un ottimo 9 su 10. Anche dalla lunga riesce ad essere efficace con un 2 su 2. Il tutto contornato da 6 rimbalzi e 11 assist che fanno registrare ancora una volta una doppia doppia per un piatto decisamente ricco. MASTERCHEF
    Woldetensae 6,5 : la nota maggiormente positiva del numero 8 biancorosso è la capacita di accoppiarsi difensivamente con avversari notevolmente più stazzati e non andare mai particolarmente sotto con nessuno. Grinta e predisposizione al sacrificio non mancano mai, anche quando le polveri sono un po’ umide. CANNONCINO
    De Nicolao 7 : ronza attorno ai piccoli partenopei facendogli sentire il fiato sul collo per rompergli il ritmo. Oltre alle solite qualità difensive dimostra di avere un buon rapporto anche col canestro, fatta eccezione per il solito air ball al quale ci stiamo quasi affezionando. ABITUE’
    Reyes 8,5 : secondo qualcuno era in dubbio la sua presenza. Poi entra, spacca la partita contendendo il titolo di MVP a Owens pur essendo al 50% della condizione. E’ il raccordo perfetto tra piccoli e lunghi di questa squadra ed entrando come sesto uomo può davvero fare la differenza. EQUILIBRATORE
    Librizzi 7 : entra a risultato acquisito ed è tutto più semplice ma prima brucia il suo avversario e arriva facile al ferro e poi regala un assist per il suo amico Virginio che realizza la tripla dall’angolo. SPIRITATO
    Virginio 7 : il commento si potrebbe replicare paro paro con quello di Libro solo che Nick colpisce con la sua specialità, il tiro dalla grande distanza. ISPIRATO
    Ferrero 6,5 : entra anche lui solo nel finale e giustamente non si tira indietro dal poter partecipare alla festa. Alza la mano e scuote solo la retina. In quel quintetto tutto italiano certo è che potrebbe essere il padre anziché un compagno di squadra di almeno 2 elementi. MATUSALEMME
    Brown 7 : la sicurezza con cui scende in campo ogni volta è disarmante. Anche quando è meno ispirato verso la via del canestro, trova modo di essere determinante. Una palla recuperata, un rimbalzo, un blocco sa sempre cosa fare anche senza essere particolarmente appariscente. INVISIBLE MAN
    Caruso 7,5 : con un Tariq in grande spolvero, il minutaggio di Willy deve scendere ma i 17 minuti in campo sono di grande qualità. Presente e reattivo sotto le plance sia con buoni taglia fuori e quindi rimbalzi (per la seconda volta Varese vince la battaglia in questo fondamentale) e la perfezione al tiro dimostrano che merita di essere nei vertici della classifica dei migliori cannonieri da 2 punti come percentuale realizzativa. RAGIONIERE
    Owens 8,5 : conferma, dopo la bella prestazione di Brindisi, di essere in un periodo molto positivo. La speranza è che abbia fatto il definitivo click per diventare quel fattore sia nelle situazioni offensiva ma soprattutto come intimidatore. L’atteggiamento e la concentrazione mostrati ieri per tutto l’incontro sono incoraggianti. DOMINATOR
    Johnson 7 : forse non sarà saltato agli occhi per i molti punti segnati ma dal punto di vista energetico sembra in ripresa (come già visto anche a Brindisi). Deve limitare alcuni momenti dove fa scelte non lucidissime, dovute soprattutto dal ritmo indiavolato che tiene per tutti i minuti in cui gioca, ma il suo apporto sui 2 lati del campo è sempre fondamentale. Bello vedere quanto tiene alle buone prestazioni dei suoi compagni, dal primo all’ultimo. COINVOLTO

  • simon89
    Termina nel modo più convincente possibile un gran bel girone di andata per la Openjobmetis Varese. La nona vittoria della gestione Brase – su 15 partite – arriva davanti a un altro pienone di pubblico a Masnago e ha dimensioni roboanti: 106-79 per i biancorossi su una malcapitata Gevi Napoli, ma il risultato è soltanto uno dei parametri con cui giudicare la – probabilmente – migliore prestazione fino a questo punto della OJM.
    Innanzitutto un dato: Brase ha schierato 11 uomini e in 11 hanno fatto canestro compreso il trio Librizzi-Virginio-Ferrero inserito solo nel finale e abile a bucare la retina della difesa partenopea. E poi buttiamo un occhio ai rimbalzi: Varese ne arpiona 49 (!) e per la seconda volta consecutiva domina questa statistica dopo aver pagato dazio per tanti mesi. Sarà il segno di un cambio di rotta? Presto per dirlo, però ciò fa risaltare anche la serata delle “torri” di Brase perché sia Owens sia Caruso mettono sul parquet una prova maiuscola, coinvolti e coinvolgenti come mai era accaduto – in accoppiata – fino a questo momento.
    La squadra ha indubbiamente beneficiato del ritorno di Justin Reyes dopo sei partite: l’ala si è rimesso i panni a lui più adatti, quelli del jolly sui due lati del campo, del guastatore in avvicinamento a canestro, dell’uomo capace di fare un po’ di tutto e per questo più difficile da individuare per i radar della difesa avversaria. Inutile, ora, rimuginare sulla sua assenza (menisco), cose che capitano: la cosa più importante è pensare che “O’ Rey” da qui in avanti ci sarà per portare la sua imprevedibilità al servizio dei biancorossi.
    Con queste premesse anche i “big three” – Ross, Brown, Johnson – hanno vissuto una serata normale (o quasi: Colbey comunque in doppia-doppia!) alternandosi sul palcoscenico con gli altri compagni – Denik e Wolde compresi – per una di quelle feste collettive che ogni tanto capitano nell’arena di Masnago. Dove, per la quinta volta, il cassiere ha brindato con il “tutto esaurito” a ennesima conferma di come questo progetto piaccia alla gente e raccolga risultati. «Sono qui esattamente da un anno, ma se ci penso mi sembrano almeno cinque – sorride il gm Michael Arcieri che festaggiava il primo “compleanno biancorosso – Sono cambiate tante cose da allora e sono contento di come stia andando». Mike, come vedi, non sei l’unico: e adesso c’è una Coppa Italia da disputare seduti al tavolo delle grandi, come una volta.
    PALLA A DUE
    La notizia più importante è il reintegro “totale” di Justin Reyes in maglia biancorossa. L’ala è in campo regolarmente sotto gli occhi dell’ospite più illustre della serata, Carlos Arroyo, una decina di stagioni NBA in carriera. Arroyo è il gm della nazionale di Porto Rico ed è volato a Masnago per osservare proprio Reyes e il napoletano Howard, schierato al via da guardia accanto a Michineau. Coach Pancotto fa esordire il talento Joe Young (dalla panchina) e inizia con cinque stranieri: Owens-Williams è il primo duello d’area.
    LA PARTITA
    Q1 – Varese scatta benino (subito schiacciatona di Owens) ma non riesce a scappare e si porta appresso la Gevi per un bel pezzo di primo quarto con Williams che sorpassa in area. I lunghi di Brase comunque ci sono e aiutano gli esterni a disegnare il 9-0 (triplone Denik) che dà il primo allungo alla OJM. Pancotto, volpone, richiama i suoi che escono meglio dal timeout e riducono il divario prima della sirena sul 24-20.
    Q2 – Il secondo periodo assomiglia a quello precedente: la OJM trova punti e si tiene in vantaggio (tripla Johnson) poi tocca a Caruso fare la voce grossa in attacco e a rimbalzo. Il margine galleggia intorno ai 10 punti per i biancorossi con Pancotto che perde Davis per falli (già 4) anche se Howard e Young mostrano segni di classe. Nel momento migliore Varese tocca il +12, poi però ha un po’ di rammarico per qualche forzatura che dà a Napoli i punti per rientrare sino al 46-40 di metà partita. Poco, per quanto visto.
    Q3 – Il rientro sul parquet è un antipasto del gran finale varesino: 7-0 di parziale in 75” concluso da una tripla di Brown e nuovo +13 sul tabellone. Film già visto, timeout Pancotto e motori riaccesi per la Gevi che tuttavia mostra un poco la corda in questo continuo inseguire. Ross al solito migliora dopo l’intervallo e infila due triple consecutive rispondendo alle scorribande di Howard, ottimo in avvicinamento a canestro. Le speranze di Napoli di chiudere il quarto sotto i 10 di scarto vengono vanificate da due azioni notevoli: prima Johnson fa saltare il difensore e inchioda la schiacciata, poi Woldetensae centra una tripla non facile dall’angolo per il 73-60.
    IL FINALE
    Stavolta Napoli si arrende davvero con l’onda biancorossa che rompe ogni argine (33 punti nell’ultimo periodo) ed esalta il “Lino Oldrini”. Giusto per la cronaca, è Reyes a brillare, prima facendosi affiancare da Brown e poi da un Owens carico al punto giusto in attacco oltre che a difesa del ferro. Quando il divario indica quota 20 Varese può respirare, certa che stavolta non ci saranno brutte sorprese. E allora Brase inizia a concedere ovazioni ai suoi titolari dando infine spazio a un quintetto tutto italiano: Librizzi, De Nicolao, Ferrero, Virginio, Caruso. Quintetto che per inciso “vince” di 4 punti gli ultimi scampoli di partita con canestri da parte di tutti, vera ciliegina su una torta (106-79) davvero gustosa.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Serviva una scossa e scossa è stata. Un’ottima Openjobmetis sbanca Brindisi mettendo 104 punti in fondo al sacco della squadra di Vitucci (che si ferma a 90) tornando a esprimere un basket frizzante, piacevole ma anche produttivo. Ma se da un lato quella del PalaPentassuglia è la “solita” Varese, dall’altro la squadra di Brase è capace di mettere in campo anche lampi di novità. La gestione accorta del finale di partita, innanzitutto, ma pure un maggiore coinvolgimento di Owens, stavolta bravo e concreto con una doppia-doppia che ne rilancia le quotazioni.
    In questo modo, la OJM non esagera con il tiro pesante, trova tante soluzioni ad alta percentuale vicino a canestro e – udite udite – non solo vince la lotta a rimbalzo ma addirittura domina in questa statistica, chiudendo 45-36 a proprio favore e sorprendendo così i pugliesi in un fondamentale che sulla carta era dalla parte di Mascolo e soci. Con queste combinazioni positive, Varese si qualifica per la Coppa Italia di Torino: la sconfitta di Scafati toglie ogni rischio di classifiche avulse e i biancorossi centrano con un turno d’anticipo il primo, grande obiettivo stagionale: la Final Eight a quattro anni dall’ultima volta.
    Se Owens è stata la piacevole novità in riva all’Adriatico, le certezze di Brase sono state nuovamente Markel Brown e Colbey Ross: 28 punti per l’esterno che ha avuto un impatto devastante lungo tutti i 40′ (anche nel tenere a bada Bowman quando il brindisino ha preso quota) mentre il playmaker – che Brase ha fatto anche riposare nel primo tempo – è salito di tono con il passare dei minuti dominando la scena nel finale tra canestri (20 punti) e assist (11). Nel complesso però la Openjobmetis è stata brava a trovare risorse utili da tutto il quintetto, con Woldetensae spesso protagonista e Johnson tornato assai prolifico in fase offensiva.
    E così, a una partita dal termine del girone di andata, Varese torna ad affacciarsi ai piani medio alti della graduatoria con la possibilità concreta di fare ancora meglio nel match interno di domenica 15 con Napoli. Una Gevi che si presenterà “riformata” a Masnago con Pancotto in panchina e con un paio di nuovi giocatori: sarà un match da prendere con le pinze per provare a chiudere la prima parte di stagione il più in alto possibile. Per poi vestire il costume da mina vagante all’ombra della Mole.
    PALLA A DUE
    Matt Brase compila il solito quintetto base per affrontare il grande ex Vitucci in quella che da anni è la sua casa. Reyes è rimasto a Varese e le rotazioni biancorosse sono minime (non entrati Librizzi e Virginio) ma anche la Happy Casa non è al 100%: Harrison rimanda il rientro mentre il lungo Bayehe resta in tribuna per un problema fisico. Poco più di 3mila paganti al PalaPentassuglia dove c’è anche qualche trasfertista dalla Lombardia.
    LA PARTITA
    Q1 – La Openjobmetis ha le mani bollenti in avvio: un paio di triple, due magate di Ross in entrata e Vitucci è costretto a chiedere timeout sul 2-12 dopo una manciata di minuti. L’onda biancorossa prosegue sin quasi a metà periodo ma poi si blocca: da lì in poi Brindisi – con Reed e Bowman – imbastisce un parziale di 17-15 che capovolge il risultato. Il sorpasso arriva sulla sirena con tripla dall’angolo di Reed per il 27-26.
    Q2 – Varese però è brava a non perdersi d’animo: Woldetensae prosegue nella buona serata e dopo una interruzione causata da una pubblicità adesiva con il bordo sollevato la OJM dà una bella botta al punteggio. Merito di Brown soprattutto, mentre Johnson rifinisce e anche Caruso inizia a carburare. Brindisi è sorpresa e alla pausa lunga Varese comanda 44-55 con stoppata finale di Markel su Reed.
    Q3 – Dopo l’intervallo si va ad elastico: Brindisi prova subito a rientrare ma trova il primo “niet” di Brown che colpisce dall’arco. Le triple del 22 biancorosso sono una costante ogni volta che i padroni di casa si riavvicinano (massimo sforzo sul -5) ma Markel non è solo perché anche Wolde e Johnson trovano i colpi che permettono a Varese di tenere 10 punti di margine a 10′ dalla fine, 68-78.
    IL FINALE
    Un paio di canestri brindisini fanno venire qualche brivido ai fans biancorossi ma la OJM dimostra presto di non voler ripetere il brutto finale di settimana scorsa. Ross diventa il protagonista, infilando una tripla, spaccando in due la difesa e alzando gli assist per i compagni. Owens ne beneficia ma è anche bravo nel lavoro a rimbalzo sui due lati, e quando serve una prodezza si torna sempre da Brown. Nel finale Varese rallenta i ritmi (!) con grande attenzione, poi tocca a Johnson rifinire il punteggio per la festa biancorossa, 90-104 e ottavo successo in 14 partite.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Fare ordine: capita sempre con questa Varese, che si vinca o che si perda. È quasi un pegno che abbiamo noi che assistiamo da fuori a questo disordine. Emozionante, passionale, talvolta gioioso, talvolta, come oggi, crudele… ma sempre disordine.
    E allora la prima cosa che va scritta è probabilmente questa: avesse battuto Tortona, la Openjobmetis stasera sarebbe stata terza in classifica, la prima delle umane di un campionato che tra le stesse continua a non avere un padrone (una Pesaro decimata va a perdere di 20 contro Reggio Emilia, ultima in classifica. Venezia ne busca da Treviso, la medesima che sette giorni fa ha battuto la Bertram che oggi ha fatto faville a Masnago). Insomma: chi ci capisce è bravo.
    Dall’alto del terzo posto avremmo tessuto le lodi dell’impresa biancorossa, ottenuta contro un’avversaria più ricca, strutturata, solida, profonda. Avremmo messo il primo punto stagionale, guardandoci indietro con compiacimento ed orgoglio. Avremmo aggiunto un’altra tacca di prestigio, dopo quelle di Venezia e Sassari.
    Invece siamo qui, con la voglia di contare soprattutto gli errori.
    E allora, prima di farlo, aggiungiamo un altro grammo di oggettività: Reyes continua a mancare come il pane e la sua assenza è stata pagata tutta, senza sconti, fino all’ultimo centesimo, come la pena di un girone infernale. Pure nel caso di specie: vedere Daum fare esattamente tutto ciò che ha avuto in mente di fare e tutto ciò che era esattamente nel piano partita di coach Ramondino, senza alcuna opposizione valida, anzi possibile, con Johnson e Brown ad arrancargli dietro la targa e a rimbalzare contro il suo corpo, non può non suscitare rimpianti. Come a Pesaro.
    Scritto ciò, il confine tra il bene e il male è ormai troppo labile a queste latitudini per diventare religione. Un Brase più abbacchiato del solito ha parlato in sala stampa di cali di tensione e di troppi tiri presi fuori dal sistema di gioco: noi gli vorremmo rispondere che sia gli uni che gli altri ci sono sempre stati, anche nelle vittorie. In tribuna si mugugna per i timeout non chiamati durante i parziali ospiti: pure qui, sai che novità? C’è poi chi si lamenta - con ancor più sacrosanta ragione - delle disattenzioni difensive marchiane, altro sempre verde quando Ferrero e soci scendono in campo.
    La verità è che questa Varese è sempre più un'opinione: spreca partite che non riesce a chiudere, con la sua insostenibile leggerezza dell’essere, oppure arriva a sfiorare successi inimmaginabili - stante la sua dimensione -  grazie alla medesima leggerezza? 
    Anche stavolta andiamo a letto senza risposte e con gli occhi pieni delle prodezze in serie di Colbey Ross, i cui tre minuti finali contro la Bertram sono una delle prestazioni più incredibili degli ultimi vent’anni sotto al Sacro Monte. Ma anche qui non c’è verità, non c’è punto fermo, anche qui si balla sul confine e alla fine si cade: lo stesso Ross, nell’ultima scena, fa tutto ciò che un giocatore con un minimo di senno non dovrebbe fare.
    Dal quarto al penultimo posto ora ci sono solo sei punti. Inferno e paradiso, vicini vicini, esattamente come sono combinati nell’anima di questa squadra e in noi che continuiamo a guardarla e a capirla solo fino a un certo punto.
    Fabio Gandini

  • simon89
    La Openjobmetis sceglie il modo più crudele per iniziare il 2023 per sé e per i propri tifosi. La squadra di Brase perde in casa – è la terza volta quest’anno – contro la Bertram Tortona 88-89 e lo fa dopo aver gettato alle ortiche un vantaggio di 13 punti maturato sul finire del terzo periodo, con un palazzetto in visibilio – tutto esaurito: 4.700 persone – e i piemontesi accasciati nell’angolo del ring.
    Poi però, dopo l’ultimo intervallino, la partita è girata nel giro di poche azioni: 14-3 di parziale ospite (16-3 considerando l’ultimo canestro del terzo quarto) per apparecchiare una volata nella quale è successo di tutto. In cui la Bertram è andata anche a +5 per poi essere riassorbita da un eroico Colbey Ross, capace di dare anche il nuovo vantaggio (88-85) a 36” dalla fine. Ma questo sport, probabilmente, lo ha inventato il diavolo e così nel tempo residuo è stato proprio Ross a sbagliare le ultime due cose (penetrazione “murata” dalla difesa e fallo commesso a 1” dalla fine) mentre Filloy ha infilato la tripla dell’ultima parità e Christon – fino a lì con 4-18 al tiro – ha realizzato il libero che ha consegnato il successo.
    Varese, in fin dei conti, ha sprecato la possibilità di salire al terzo posto proprio al pari di Tortona ed è invece rimasta invischiata nel gruppone che ancora insegue le Final Eight. Già, perché Brindisi ha vinto – fuori pronostico – a Trento e ha così mantenuto vivo il discorso qualificazione: domenica 8, sul parquet della Happy Casa, ci sarà una sfida a questo punto decisiva per andare in Coppa Italia.
    Ma se l’obiettivo è sfumato, una parte della colpa ce l’ha (questa volta) chi guida la squadra dalla panchina, ovvero Matt Brase. Impassibile nel non chiamare timeout durante la rimonta di Tortona, impassibile nel lasciare in campo un Woldetensae stremato con l’ottimo De Nicolao scalpitante in panchina. Impassibile nel non assumersi neppure una minima responsabilità nel dopo partita quando, candido, spiega che lui sì il timeout lo ha chiamato (a vantaggio esaurito) e ne ha tenuto pure uno per l’ultimo tiro.
    Peccato che alla fine non sia stato possibile utilizzarlo e così la partita è andata in archivio con una cartuccia non sparata in casa biancorossa. Ma guai a farglielo notare: Brase preferisce dire che «abbiamo avuto vuoti mentali sia in attacco sia in difesa e preso tiri non caratteristici del nostro modo di giocare. Contro la terza del campionato queste cose la paghi». Un’arringa che non convince, priva di qualsiasi ammissione di colpa (magari ci sbagliamo noi a pensarla così, per carità) e anzi con frasi che in qualche modo colpevolizzano i giocatori.
    Giocatori che, chiaramente, hanno commesso i loro errori: sotto canestro questa volta la coppia Owens-Caruso ha ampiamente perso il confronto con quella formata da Radosevic e Cain. Anche qui, Brase dice che quel che conta è il punteggio finale e non la somma dei singoli (difendendo, qui, i suoi uomini), ma il 24-2 nei punti segnati dalle due batterie di pivot è emblematico dell’apporto dato alla squadra (al netto della differenza nel gioco delle due formazioni: sia chiaro). Varese nel momento cruciale si è aggrappata a un Ross mostruoso – 35 punti, 10 assist, 9 falli subiti, 46 di valutazione! – ma non va dimenticato l’apporto di Woldetensae (finché è stato lucido), di De Nicolao e in parte di Brown e Johnson, meno brillanti di altre volte ma comunque solidi. Senza però Reyes il numero 92 è stato costretto a sacrifici difensivi su Daum, spesso vanificati dalla classe dell’ala tortonese (17 punti, 7/8 al tiro). E in attacco Jaron ha avuto meno spunto dei giorni migliori, come accade – guardacaso – da quando O Rey è asssente.
    Ora dunque la OJM dovrà assorbire il colpo e rimettersi al lavoro per preparare la trasferta di Brindisi, cruciale per il discorso Coppa Italia ma in generale anche per la situazione di Varese in classifica. Dietro infatti tante squadre si sono messe a correre e quella zona alta in cui i biancorossi erano stati bravi a infilarsi è ormai assaltata da molte rivali. Il calendario non è dei migliori, per questo una riscossa in Salento sarebbe un vero toccasana. Timeout permettendo.
    PALLA A DUE
    Tutto pieno. Stavolta, più delle precedenti, la sensazione che il tutto esaurito a Masnago sia reale al 100%: soltanto la gabbia ospite resta vuota perché la trentina di tifosi piemontesi sono accomodati sulle tribune. E anche a decibel l’impatto dei 4.700 è notevole. Brase recupera Owens dopo lo stop di Milano e lo ripropone in quintetto tenendo Caruso di scorta, sempre out invece Reyes. Ramondino manda subito sul parquet l’ex Cain (applaudito con convinzione) in uno starting five tutto americano nel quale Daum è la prima opzione d’attacco.
    LA PARTITA
    Q1 – Si comincia un po’ contratti su ambo i lati: vantaggino ospite in avvio poi Macura sbaglia e viene messo a sedere mentre Varese sale di tono. Arriva un break biancorosso con qualche bel canestro ma quando l’attacco si inceppa è Tortona a risalire e a chiudere avanti al 20′ 17-18.
    Q2 – Una tendenza che prosegue a inizio secondo quarto, con Varese che finisce sotto di 8. Brase non ferma il gioco, Ramondino sì e il timeout gli si ritorce contro perché la OJM riparte con forza. Triple di Johnson e Woldetensae, energia di Ross e sorpasso firmato da Colbey: a metà gara è 44-42.
    Q3 – L’equilibrio fino a lì comunque continuo nonostante i break si rompe dopo l’intervallo perché Varese mette in campo minuti di grande qualità: Wolde mitraglia dall’arco, De Nicolao non fa rimpiangere Johnson fuori con quattro falli (l’ultimo è un tecnico dopo un fischio dubbio, non l’unico…) mentre la Bertram dà l’impressione di non sapere che pesci pigliare, sbagliando anche qualche tiro ravvicinato. Tutti in piedi a Masnago per il +13 solo corretto da Cain per il 73-62 della mezz’ora.
    IL FINALE
    Da post basso Mike Daum ci mette due azioni per confezionare uno 0-5 di parziale che mette i brividi a tutti tranne che a Brase che non chiama timeout. Si va avanti così: errori di Varese e cesti di Tortona con l’unica perla che arriva da Brown (tripla) ad allungare un po’ il brodo. A 5′ dalla fine però il riaggancio è realtà così come il tardivo timeout varesino. Radosevic, in area, è una sentenza molto ben servito da Candi; c’è pure Filloy che poi sarà decisivo. Quando mancano 2′ la Bertram è avanti di 5 ma a quel punto Ross dà il via a uno show pazzesco concluso con la tripla dell’88-85 con 36” da giocare. A quel punto gli ospiti hanno una sola soluzione per riaprirla e – ovviamente – la sfruttano: timeout, rimessa in attacco, passaggio per Filloy che esce dal blocco e spara il tiro del pareggio. Nuovo timeout e palla come previsto a Ross: previsto anche dalla difesa però che evita la penetrazione. E sul ribaltamento proprio Colbey con un fallo a 1” dalla fine manda Christon in lunetta: buono il primo, sbagliato apposta il secondo con sirena che suona sull’88-89 con un timeout in saccoccia a Brase.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    La prima partita del 2023 rischia di essere uno spartiacque importante per la stagione sportiva della OJM. La vittoria sarebbe valsa la terza posizione in classifica e una final 8 praticamente in tasca. Quel tiro libero messo a segno da Christon ad un secondo dalla fine ha invece fatto scendere dal paradiso al purgatorio i ragazzi allenati da coach Brase che adesso hanno bisogno di 2 vittorie nelle ultime 2 gare del girone d’andata per essere tranquilli di poter disputare le finali di Coppa Italia a Torino. Non è bastato un Ross in grande serata per portare a casa i 2 punti perché Derthona si è dimostrata più squadra di Varese, potendo anche disporre di più frecce per poter prima ferire e poi “matare” i biancorossi, in particolare con i vantaggi delle ali sotto canestro, che i padroni di casa hanno subito per larghi tratti. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Ross 8 : una prestazione incredibile che però si ferma sul più bello con una entrata che si stampa sul muro bianconero e nell’azione successiva abbocca alla finta di Christon commettendo il fallo che sancisce 2 liberi e la conseguente vittoria dei bianconeri. Giusta la scelta di fargli prendere l’ultimo tiro visto il suo delirio di onnipotenza, sicuramente rivedibile il modo in cui è stato preso. Non si è dedicato solo al suo tabellino personale ma ha messo a segno anche 10 assist segno tangibile che Colbey sta prendendo per mano quella che è a tutti gli effetti la sua squadra. SONTUOSO
    Woldetensae 6,5 : tre quarti in cui è il trascinatore dei suoi insieme a Ross, poi probabilmente finisce la benzina e avrebbe avuto bisogno di un pit stop anticipato perché in piena riserva spara a salve permettendo il rientro di Derthona. SVUOTATO
    De Nicolao 6,5 : dopo qualche prestazione sotto tono, Giovanni torna a graffiare in difesa e a guadagnarsi minuti in campo. Rimane sempre quel problema del tiro che è troppo altalenante per essere decisivo ma la sua grinta serve come l’acqua nel deserto. OASI
    Zhao N.E.
    Librizzi 5,5 : 7 minuti in campo dove non viene particolarmente attaccato ma alla fine non riesce a far scattare quella scintilla ne difensivamente e neppure in attacco. SMORZATO
    Virginio S.V.
    Ferrero 6 : il capitano cerca di sopperire al gap fisico delle ali avversarie con l’esperienza ma a volte sono semplicemente più bravi gli altri. Lui la sua bomba la manda a segno e forse avrebbe potuto avere qualche minuto in più visti anche i 4 falli di Johnson molto prematuri. INCHIODATO (ALLA PANCA)
    Brown 6,5 : quello visto questa sera è la versione meno brillante di Brown di tutta la stagione. Dalla lunga distanza sparacchia e anche difensivamente è meno reattivo che in altre occasioni. Sulla tripla di Filloy che porta le 2 squadre sul 88 pari è proprio Markel che si stampa sul blocco di Severini (probabilmente falloso) permettendo all’italo argentino di riaprire una partita che sembrava indirizzata. OPACIZZATO
    Caruso 5 : non è la serata di Willy tant’è che fa segnare una brutta virgola alla voce punti segnati. Meglio alla voce rimbalzi ma il mancato apporto suo e di Owens alla fine è un fattore determinante, soprattutto a confronto del fatturato dei lunghi avversari. SPUNTATO
    Owens 4,5 : non sono certo buoni i segnali che manda il centro americano dopo il forfait di Milano di una settimana fa; lo sguardo della mucca che vede passare il treno riassume in tono bucolico la prestazione di Tariq sui 2 lati del campo. E’ ora di dimostrare di valere i campi della serie A. SMARRITO
    Johnson 6 : partita che sarebbe potuta andare da lui e che invece gli scivola dalle mani dopo un fischio molto dubbio per la sua terza penalità e che dopo le sue proteste gli costa un prematuro quanto sanguinoso tecnico e quarto fallo. Stava vivendo un buon momento in attacco anche se ha sofferto pesantemente lo strapotere fisico di Daum. Dopo il panchinamento forzato è uscito completamente dalla partita. IRRITATO

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