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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Ci sono prestazioni che ti fanno passare la voglia. Quella offerta dalla Openjobmetis a Pesaro è l’esempio calzante: la squadra di Vertemati non solo va a sbattere pesantemente in una delle partite chiave della lotta salvezza. Lo fa senza lottare, sbranata sul piano della voglia e dell’energia, ovvero quelle caratteristiche che avevano risollevato Varese prima della pausa di campionato, facendo sperare in una svolta positiva di una stagione che invece, a questo punto, proseguirà “con gli oli santi in tasca” per dirla con un vecchi detto.
    Il tabellino finale è una sentenza di condanna, 94-75, e a differenza di altre occasioni non è neppure bugiardo: i 19 punti di distacco ci stanno tutti e sono lo specchio fedele di un match scivolato subito dalle mani dei biancorossi, completamente incapaci di risalire la corrente dopo il break del secondo quarto che ha lanciato la Carpegna Prosciutto verso i due punti. Qualche scossa qua e là, qualche lampo di luce a livello individuale e nulla più, perché nelle poche circostanze in cui Varese avrebbe potuto costruire qualcosa è arrivato, puntuale l’errore. E i marchigiani (con l’ex Larson scatenato: 23 punti e 5 triple) non ci hanno pensato due volte a punire Ferrero e compagni.
    La corsa per restare in Serie A quindi, dice che la Openjobmetis in due scontri diretti che potrebbero risultare decisivi (speriamo di no) hanno disputato due gare fotocopia: Pesaro infatti ricalca per mollezza, scarsità di idee e incapacità di reagire, la “recita” già offerta sul parquet di Cremona. E a nulla è servito, stasera, l’innesto del folletto Marcus Keene che non è neppure stato tra i peggiori: la presenza del play tascabile sembra però aver annullato quelle di Beane (completamente impalpabile) e di Gentile, con il solo Kell a brillare con un po’ di continuità. E il rientro di Egbunu ha tolto anche quella compattezza difensiva che la OJM aveva mostrato nelle ultime uscite, con il pivot nigeriano completamente incapace di trovare una posizione in difesa, mentre l’avversario diretto Tyrique Jones lo ha sculacciato a più riprese.
    Ciò nonostante, Vertemati – che non è un gran sponsor di Long John – ha tenuto fuori a lungo Sorokas, almeno volenteroso, pagando un dazio pesantissimo a rimbalzo, perché Pesaro ha letteralmente banchettato sotto i tabelloni varesini (ben 20 quelli per la Carpegna) in un fondamentale che ha permesso alla squadra di Banchi di guadagnare margine fin dalla prima metà di gara. Tra sette giorni a Masnago ci sarà Napoli, neopromossa che finora ha fatto molto bene; se però l’energia che Varese sa mettere in campo rimarrà questa, non ci sarà tanto da preoccuparsi degli avversari, quanto di se stessi. E la preoccupazione, nel vedere una prestazione simile, si allarga a tutti coloro che hanno nel cuore questi colori.
    PALLA A DUE
    Vertemati schiera lo stesso quintetto base messo in campo con Tortona due settimane fa, preferendo usare “di rincorsa” sia il nuovo arrivato Keene sia il rientrante Egbunu. Anche Banchi sceglie di tenere fuori in avvio l’ultimo acquisto Lamb ma anche i due ex, Larson e Tambone. In regia quindi è Kell contro Moretti mentre Sorokas affronta il temuto Tyrique Jones.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio varesino è abbastanza buono: Sorokas segna i primi punti, Kell infila la tripla e Gentile aggiunge un canestro dei suoi. Il secondo fallo del lituano però è un piccolo momento chiave: entra Egbunu che non trova i giusti riferimenti e così Pesaro ne approfitta. Una tripla con fallo (dubbio) di Delfino gira l’inerzia e nel finale di quarto la Carpegna avanza sino al +9, 25-16.
    Q2 – Sembra una situazione gestibile per Varese che nella prima parte del secondo quarto risale, con Keene che festeggia i primi punti con la OJM grazie a un triplone da lontano. C’è anche la zona e gli ospiti risalgono a -2 (29-27) ma proprio quando sembrano in controllo finiscono per crollare. Parzialone adriatico di 13-0 con i lungi Jones e Demetrio protagonisti e parziale di metà partita devastante, 53-37 con magia di Larson sulla sirena dopo l’ennesimo rimbalzo concesso a Pesaro nel pitturato varesino.
    Q3 – Banchi, che aveva già trovato cose egregie e inattese dal brasiliano Demetrio, scopre anche le qualità del neoassunto Doron Lamb. Partito male, l’americano comincia a prendere le misure ed è determinante in un terzo periodo aperto da un fallo tecnico al coach pesarese; è Kell il più ispirato tra le fila della OJM che continua ad avere poco-niente dalla coppia Gentile-Beane. L’unica fiammata di quest’ultimo, seguita a una tripla di Keene, ridà un minimo di speranza per il -11 ma è il solito fuoco di paglia: alla mezz’ora è 76-59.
    IL FINALE
    L’ex di turno Tyler Larson si prende allora la scena: il play che aiutò la Varese di Caja ad acciuffare i playoff 2018, stavolta bombarda senza pietà i suoi vecchi colori. Vertemati trova qualcosa di buono dalle parti del solito Kell e di Jones mentre anche Keene smette di bucare la retina. La OJM non dà mai l’impressione di poter risalire e così Banchi, vecchia volpe, ne approfitta mai alzando il piede dall’acceleratore. Finisce di 19, con tanto di cesto pesarese allo scadere, punto esclamativo per una prova che dal lato varesino assume i contorni del deprimente.
    Damiano Franzetti
     

  • banksanity6
    Seconda vittoria consecutiva ma soprattutto convincente per una Varese ancora con rotazioni limitate e con ancora ai box sia Wilson che Egbunu e con il nuovo acquisto Marcus Keene non ancora sbarcato a Malpensa. Partita autoritaria per i padroni di casa che, fatta eccezione per un piccolo frangente del primo quarto, comandano nel punteggio dall’inizio alla fine raggiungendo a 5 minuti dalla fine un vantaggio massimo di 24 punti che poi scema, sia per aver finito la benzina dopo aver dato tutto, sia perché i direttori di gara decidono di ingoiare il fischietto in più di una occasione. Ma alla fine i 2 punti restano meritatamente sotto le Prealpi anche se il vantaggio di 9 punti non racconta tutta la verità sull’andamento della gara  . Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Kell 7 : ulteriore dimostrazione della solidità di Trey; sta trovando la condizione migliore e anche il modo di rendersi utile in qualsiasi posizione si decida di schierarlo. Può e sa fare tutto in diversi ruoli e questo ne fanno spesso un enigma per le difese avversarie. DUTTILE
    Gentile 7 : si prende i suoi tiri, come è giusto che sia, ma riesce a bilanciare i suoi isolamenti con i ribaltamenti sul lato debole nel momento in cui i raddoppi difensivi di Tortona lo chiudono, riuscendo a creare spesso tiri aperti puntualmente convertiti in canestri. C’è in lui la convinzione di poter determinare l’andamento dell’incontro coinvolgendo anche i suoi compagni e il gioco risulta armonico e redditizio. GENEROSO
    Amato 6 : buttato nella mischia per soli 3 minuti per poter spendere qualche fallo considerando il fatto di non essere in bonus, trova anche un canestro da 5 metri allo scadere. OPPORTUNISTA
    Beane 8,5 : si gioca il titolo di migliore in campo con Jones e alla fine lo vince meritandolo. Caldo come una stufa subito dalle prime battute, trova una buona continuità dalla lunga distanza e ubriaca chi tenta di fermarlo con il suo funambolico palleggio. Tutto qua? Proprio no, è anche determinante a livello difensivo. Peccato per le 2 schiacciate andate fuori bersaglio, una perché si schianta sul secondo ferro e l’altra dove cade anche male, perché fermato da un intervento poco ortodosso di Macura. Peccato perché quella sarebbe stata la giocata dell’anno. INARRESTABILE
    Sorokas 7 : Paolino ci sta prendendo gusto a fare partite gagliarde e a colpire dall’arco. Ma la sua specialità è nel lavoro sporco e nella lotta sotto i tabelloni, e poi che bello vederlo esultare insieme ai suoi compagni. ENTUSIASTA
    De Nicolao 6,5 : i suoi numeri, fatta eccezione per il plus/minus che è un eclatante +18, non raccontano l’ottima prova di Giovanni. Davvero efficace difensivamente, con lui in campo si è vista la Varese migliore di serata per spaziature e aggressività difensiva. INSTANCABILE
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.
    Ferrero 6,5 : altra partita in cui il capitano prova la conclusione in maniera sporadica ma si fa valere a rimbalzo e anche lui da il suo apporto per portare a casa la vittoria. UMILE
    Jones 8 : partita generosissima giocata con energia e efficacia da vendere, sicuramente la migliore di questa stagione. Anche lui lentamente sta trovando condizione, convinzione ed esplosività. Quando c’è da battersi sia in attacco che in difesa lui risponde sempre presente. LOTTATORE

  • simon89
    Il rinforzo della Openjobmetis si chiama Marcus Keene ed è un playmaker di 26 anni che andrà giocoforza a variare gli equilibri su cui Varese aveva costruito la squadra nella scorsa estate. Americano, appena 1,75 di altezza su un fisico comunque abbastanza massiccio in relazione ai centimetri, Keene arriva dal Cedevita Olimpija Lubiana con cui ha rescisso il contratto che aveva firmato a inizio luglio.
    Un innesto che, presumibilmente, causerà l’addio di Elijah Wilson – la guardia è anche ferma per Covid da tre partite – e che ridisegnerà l’assetto tattico biancorosso. Keene infatti è un folletto tiratore dotato di grandi doti realizzative, tanto da essere stato capocannoniere nella scorsa stagione della VTB League (il torneo sovranazionale che ricalca quello dell’ex Urss) disputata con la maglia del Kalev Cramo di Tallin a 20 punti netti di media.
    Se la sua vena da bomber è indubbia, qualche perplessità desta il modo di stare in campo di Keene, giocatore che ama gestire la palla in prima persona e che guarda più il canestro dei compagni. Nulla di male in generale, perché la Openjobmetis ha bisogno sia di punti sia di pericolosità dall’arco (41% complessivo a Tallin, 41,2% nell’esperienza al Cedevita Olimpija), ma il suo basket andrà valutato alla luce anche dei compagni.
    Ovvero di un Alessandro Gentile indiscusso leader della squadra, attorno al quale è stato costruito tutto l’impianto di gioco biancorosso e di un Trey Kell preso per fare il playmaker ma impiegato già ora da guardia, anche se il finale di partita (vincente) di Trieste ci ha permesso di ammirare quelle qualità – nella gestione dei possessi chiave – per cui era stato scelto. Insomma, toccherà ad Adriano Vertemati mettere al posto giusto i tasselli per evitare di dover “giocare con due palloni”, come si suol dire quando tanti giocatori amano tenere la sfera in mano. L’allenatore avrà comunque tempo di lavorare alle “varianti del progetto” durante la pausa per la nazionale: pare infatti molto difficile che Keene possa già esordire sabato sera con Tortona.
    EGBUNU ANCORA AI BOX
    Chi prosegue nella sua assenza a causa del contagio da covid è invece John Egbunu: ennesimo tampone positivo per il lungo nigeriano che quindi resta in quarantena a casa e va verso il quarto match saltato consecutivo. Il margine per vederlo in campo tra quattro giorni sembra davvero ridotto.
    EUROLEGA GIOVANILE: VOLATA FINALE
    Ore di attesa in casa Academy per l’assegnazione di un girone dell’Eurolega giovanile che il club biancorosso ha richiesto qualche settimana fa. Il verdetto doveva arrivare venerdì scorso ma è slittato di qualche giorno: a questo punto dovrebbe arrivare a ore, e comunque mercoledì dovrebbe parlare il patron Gianfranco Ponti.
    BUCCHI A SASSARI
    Cambio di panchina in Serie A: è già terminata l’esperienza di Demis Cavina alla guida del Banco Sardegna Sassari. L’avvio deludente di campionato (la Dinamo ha solo 6 punti) è costato l’esonero all’allenatore bolognese che sarà rimpiazzato da un uomo di grande esperienza come Piero Bucchi.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    Senza tra uomini e con le spalle al muro, la Openjobmetis rompe la serie nera (arrivata a sei partite perse) e si risolleva in maniera sorprendente nella trasferta di Trieste. Un ruggito nella notte giuliana, quello che arriva dal parquet dell’Allianz Dome, dove la squadra tornata nelle mani di Vertemati riesce a stringersi a coorte, a radunare tutte le forze a disposizione e a mandare al tappeto i padroni di casa, fino a ora imbattuti sul proprio campo.
    Un successo netto, 70-86, strameritato, costruito fin dal principio: Varese è infatti rimasta in vantaggio per gran parte della gara, trovando anche la forza per reagire quando (era il terzo periodo) l’Allianz aveva forzato i tempi, bucato la zona con Fernandez e si era spinta in avanti nel punteggio. Ma se in quel momento la reazione è stata immediata, nell’ultimo quarto i biancorossi hanno rotto gli argini, andando a segno a ripetizione mentre dall’altra parte gli uomini di Ciani avevano esaurito la propria spinta. Con gli occhi sorpresi di chi non si aspettava tanta energia dagli avversari, né tanta imprecisione da se stessa.
    Già l’energia, perché prima di celebrare i singoli va sottolineato quel che tutti gli effettivi di Varese (appena 7, con Virginio a fare l’ottavo per un minuto sul campo) hanno offerto alla causa comune. Contro una Trieste solidissima sotto canestro, la OJM ha strappato ben dieci rimbalzi in più; e dove non è arrivato il tagliafuori, ecco le mani rapide e le gambe reattive per rubare 10 palloni, contro i soli 3 recuperati dai giuliani. Indici di un impatto completamente diverso tra le due compagini (un applauso se lo merita anche Vertemati che ha scelto senza remore la zona a oltranza), a legittimare un risultato che riaccende le speranze dei tifosi varesini, con la squadra che lascia Pesaro da sola all’ultimo posto e che va a riacciuffare almeno la Fortitudo.
    I singoli dicevamo, vanno citati eccome: Ale Gentile prima di tutto, ai limiti del perfetto nello sfruttare il fisico e ricavare due punti a ogni possesso. 11-14 da 2 punti e 5 assist, con Mian e Campogrande sistematicamente messi in croce. E poi Trey Kell, che ha colpito due volte nello scatto iniziale ma che ha tenuto il meglio per la fine, quando ha (finalmente) fatto il “capo” gestendo al meglio i possessi che hanno allargato il divario. Sotto canestro, con Varese priva dei pivot Egbunu e Caruso, ci ha pensato invece un monumentale Sorokas autore di una doppia doppia da applausi, mentre Beane ha disputato una gara rovinosa per mezz’ora, salvo decollare fino in cielo nell’ultimo periodo di gioco. E forse proprio il suo sblocco, ha dato alla OJM quello sprint in più per staccare i rivali, rimettendosi così in carreggiata per la corsa salvezza che passerà anche dalla sfida interna a Tortona di sabato prossimo. Con l’augurio che i vari ex (Cain e Wright) seguano la stessa strada di Banks e Cavaliero a Trieste, quella di non fare male ai vecchi amici varesini.
    PALLA A DUE
    C’è Vertemati che ha smaltito il covid, non Wilson, Egbunu né Caruso tanto che a completare la squadra vengono chiamati Virginio e due giovanissimi, Frangos e Bottelli. Kell inizia da play titolare affiancato da Beane, Sorokas va a fare il pivot di fronte a Konate ma gli abbinamenti di fatto non contano, perché Varese è fin da subito a zona per proteggere l’area. Banks e Mian, ex di turno, sono i due esterni che affiancano il play Sanders nell’Allianz, mentre Cavaliero inizia di rincorsa.
    LA PARTITA
    Q1 – La zona ospite funziona: Trieste sparacchia da lontano e viene subito colpita da un Gentile implacabile in avvicinamento: 3-11 e timeout Ciani. L’Allianz prova allora a fornire palla in area e risale, respinta però da una doppietta dall’arco di Kell. Infine, dopo il -5 giuliano, una palla rubata è convertita da De Nicolao sulla sirena nel contropiede del 15-22.
    Q2 – L’uomo giusto per Ciani è Juan Fernandez che da lontano non sbaglia un colpo: Trieste si avvicina ma viene colpita dall’unica cosa buona di Beane (rubata e contropiede) in mezzo a una serie di errori infinita. Varese tiene quindi il vantaggio, anche perché Gentile continua a infilare canestri mentre Sorokas, pur con qualche amnesia clamorosa, regge l’urto sotto i tabelloni. Trieste con Sanders tocca anche il -2 ma un canestro di Jones e un’altra gestione ottima di Gentile mandano le squadre al riposo sul 36-43.
    Q3 – L’Allianz comunque è pronta a rientrare e ci riesce a inizio ripresa, quando Varese – tolto l’ennesimo duepunti di Alegent – pasticcia in diverse occasioni. Sulla spinta della rimonta, Trieste passa anche davanti con il solito Fernandez e tocca pure il +4, subito riassorbito dalla fiammata di Kell che rimette subito il match in parità. E parità sarà anche alla mezz’ora, 59-59, con Lever che impatta sulla sirena dopo i primi tentativi andati a buon fine di Beane.
    IL FINALE
    Ma proprio Beane, pur con percentuali disastrose al tiro, è quel che serviva a Varese per decollare in attacco. Dopo l’ultimo vantaggio interno (1 su 3 di Campogrande ai liberi), la guardia americana e Sorokas mettono la freccia, col lituano che infila anche un triplone centrale. Qui Trieste barcolla di brutto e allora Beane replica la prodezza dall’arco mentre Gentile e Jones reggono anche a guardia del canestro. Ciani riprova con Banks che finalmente dà un paio di segni di vita ma è troppo poco, perchè l’Allianz è preda della paura e non segna più, concedendo invece a Kell di apparecchiare il gran finale. Tocca a lui chiudere i conti con un paio di triple e una schiacciata in entrata che spazza via gli ultimi dubbi. La Openjobmetis torna a vincere (70-86) e a sperare: ora però si continui così.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Qualcuno potrebbe leggere nella partita di questa sera un buon segnale per quanto riguarda l'orgoglio di chi ha potuto scendere in campo. Mi sento di andare contro corrente e di segnalare che sono molto più preoccupanti i segnali negativi che si sono evidenziati contro una Brindisi che non è sembrata irresistibile ma che ha sempre dato l’idea di controllare il match. Gentile ha giocato una partita pessima, volendo e forzando tante conclusioni ma andando sistematicamente a schiantarsi contro la difesa preparata alla perfezione da Vitucci. Questa Varese non ha bisogno del One Man Show, ha bisogno di coralità, di unione tre i giocatori e staff, di giochi che mettano in ritmo a rotazione tutti e non di un salvatore della patria che oltre tutto non salva nemmeno se stesso. Le assenze non sono un alibi sostenibile, serve un cambiamento radicale e l’immobilismo che si respira non è la ricetta per guarire questo malato grave. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:

    kell 5 : se dal punto di vista fisico è comprensibile che non sia ancora al top la parte più preoccupate è l’aspetto mentale perché, se nel giorno in cui Gentile deraglia, quello che dovrebbe essere il secondo leader di questa squadra, sbaglia quasi sempre le letture e fatica a trattare in modo accettabile il pallone. A questa Varese serve ben altro. CONFUSO

    Gentile 4 : partita orrenda da tutti i punti di vista, dalle forzature continue, dal body language sia nei versi della panchina che nel confronto dei suoi compagni, segno chiaro che qualche problema all’interno dello spogliatoio c’è e come. Serve una inversione di tendenza immediato altrimenti si va a fondo come il piombo. ANCORA

    Amato S.V. :

    Beane 6,5 : l’unico insieme a Jones che riesce a trovare soluzioni in attacco vista l’assenza assoluta di giochi che possano rendere pericolosi i biancorossi in attacco. Certo, qualche volta commette errori banali, ma nel vuoto assoluto o quasi proposto dai compagni , è l’unica luce che ogni tanto si accende. LAMPADINA

    Sorokas 5,5 : partenza in quintetto dove sembra voler ricalcare le orme della bella prestazione (sua personale) fatta a Treviso una settimana fa. Ma il sacro fuoco si esaurisce molto, troppo in fretta e si fa sentire solo a rimbalzo. FUOCO DI PAGLIA

    De Nicolao 5 : in 26 minuti davvero un impatto inconsistente. Il fatto di partire dall’inizio avrebbe dovuto motivare e suscitare un qualcosa in lui ma nella partita di ieri si è adattato alla mediocrità generale dei sui compagni quando ci saremmo aspettati tutt’altra partita. SPENTO

    Librizzi N.E.

    Virginio N.E.

    Ferrero 6,5 : gioca diversi minuti anche per sopperire alle mancanze di Gentile e si fa apprezzare sia difensivamente che al tiro dalla lunga distanza dove chiude con un ottimo 3 su 5. Peccato per l’ultima bomba che non tocca nemmeno il ferro, sarebbe stata importante fosse entrata. DUTTILE

    Jones 6,5 : JJ ha sicuramente un impatto molto importante in attacco anche se dovrebbe cercare di limitare le forzature in entrata; caricare a testa bassa spesso non è produttivo. E’ sicuramente in serata anche col tiro dall’arco e infatti riesce ad aprire l’area maggiormente rispetto alle altre partite. In difesa però fatica ad imporsi e così ne risente tutto il sistema. ARIETE


  • simon89
    Chiude con una sconfitta – la quinta consecutiva in sei gare di campionato – una settimana tremenda per la Pallacanestro Varese, cui non riesce un miracolo in terra trevigiana. Al PalaVerde fa festa la Nutribullet padrona di casa con un punteggio, 96-78, che non racconta nel modo giusto l’accaduto, anche se il successo dei veneti è meritato sull’arco dei 40′ di gioco.
    La Openjobmetis, questa volta, ha più di un sussulto anche se per il momento non sappiamo se quanto visto sia una vera reazione al momento nero o, soltanto, uno scatto di nervi fine a se stesso. E di certo la prossima partita (in casa contro una Brindisi lanciatissima) non è il miglior banco di prova per stabilire a che punto è Varese. Tuttavia da questa serata si può provare a trarre indicazioni positive: i biancorossi, affidati al duo Cavazzana-Seravalli per l’assenza del contagiato Vertemati, comandano il match per 20′ e, a inizio quarto periodo, trovano anche la forza di risalire sino al -5. Poi però il blackout definitivo, il crollo che concede a Treviso una serie di canestri mentre dall’altra parte arrivano quasi solo palle perse a polverizzare ogni speranza di fare l’impresa.
    Difficile, obiettivamente, portare a casa la pelle dala PalaVerde viste le condizioni: Varese si è presentata senza pivot (Egbunu con il virus, Caruso dito rotto) e senza l’impalpabile Wilson (anch’egli Covid) che purtroppo pare aver passato il testimone a Kell. Se infatti ogni giocatore della Openjobmetis ha provato a dare il proprio contributo, il play pescato in Polonia è stato insufficiente lungo tutto l’arco del match, dando forse lo strattone decisivo nell’affossare la OJM che forse, con lui in bolla, avrebbe potuto prolungare il testa a testa e togliere qualche certezza alla Nutribullet. Tre punti, 1-6 al tiro, giusto 4 assist per non affondare del tutto: non può essere questo il tabellino di uno che dovrebbe bilanciare la presenza di un giocatore come Gentile nella rosa della squadra.
    L’ex azzurro ha vissuto una serata a due volti: ottimo nella prima parte quando ha affettato Bortolani ma poi in calo verticale dopo l’intervallo, specie nel terzo periodo, quando Sokolowski lo ha contenuto bene mettendolo anche in croce nella metà campo biancorossa. Perso il suo apporto e sceso anche quello di Jones, Varese si è affidata a un pimpante Beane e a un coraggioso Sorokas ma la varietà di soluzioni trevigiane (dove ha brillato l’ex Dimsa) si è fatta via via incontenibile per una OJM che per un buon periodo si è affidata alla zona cavandone anche diversi risultati positivi, checché ne dica il comandante in capo Vertemati, contrario a questo genere di tattiche. Cavazzana – non impeccabile nella gestione di Gentile e nelle tempistiche dei timeout – non ha invece avuto remore a mixare le difese rallentando a più riprese il gioco di Treviso. Ma alla lunga le trappole si sono esaurite e per i veneti il finale si è messo in discesa.
    PALLA A DUE
    De Nicolao in quintetto, Beane dalla panchina e Sorokas pivot: questo il bouquet di scelte iniziali di Vincenzo Cavazzana che in difesa comincia subito a zona 2-3 per rallentare l’impatto di Treviso. Menetti lancia Bortolani e Akele in quintetto con quest’ultimo che affianca Sims, temuto viste le assenze nel pitturato di Varese. Comincia da seduto invece l’ex Dimsa che si dimostrerà decisivo.
    LA PARTITA
    Q1 – Buon piglio iniziale della OJM che scatta sul 5-12 (due stoppate di Gentile a Bortolani) vincendo la scommessa sull’arco, da dove i tiratori veneti hanno ancora le mani fredde. Il timeout di Menetti risveglia i suoi ma i balzi di Jones vicino a canestro e una raffica da 3 punti di Beane danno a Varese il vantaggio alla prima boa, 24-30.
    Q2 – La OJM riparte bene, ancora con Jones, e tocca il +11 ma poco dopo una schiacciata fallita di Beane apre il campo per la tripla di Sokolowski e Treviso è alle spalle. La replica è di Gentile e De Nicolao però per i veneti cresce Akele, una sentenza dalla media distanza; è proprio lui a impattare sul 44-44 poco prima della seconda sirena, con Kell e Gentile che sbagliano gli ultimi due attacchi.
    Q3 – Il solito tallone d’Achille – l’impatto nella seconda metà di gara – è di nuovo fatale alla OJM che ricomincia la gara con due triple sul groppone per il primo break trevigiano. Stavolta su Gentile c’è Sokolowski e l’ala varesina ne risente, inizia a forzare e fatica anche in difesa. Il periodo si tinge di biancoazzurro con l’accoppiata Akele-Russell a colpire; la OJM va sotto ma riesce almeno a non sbragare: 67-59.
    IL FINALE
    La squadra di Menetti prova quindi a dare l’ultima spallata, trovando finalmente maggiore continuità da Sims. Sembra la strada giusta ma intorno al 34′ Varese mette i brividi ai tifosi locali perché Ferrero infila la bomba, Sorokas segna su assist di Gentile e poi ne offre uno a Jones. A 5′ dalla fine Treviso si deve rifugiare in timeout con la Openjobmetis alle costole, ma nel giro di 2′ i biancorossi perdono tre palloni: i veneti ringraziano e non hanno pietà nel colpire a ripetizione. In pochi istanti, il divario si allarga sino alla sirena, con i ragazzini in campo, suonata sul -18, 96-78. Troppo, per quel che si è visto, ma la realtà è questa.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il CdA della Pallacanestro Varese ratifica il ruolo da timoniere di Luis Scola. “El General” sarà il nuovo plenipotenziario dell’area tecnica biancorossa, acquisendo le competenze decisionali del dimissionario Andrea Conti. L’a.d. nominato il mese scorso avrà la gestione strategica del club, avvalendosi di figure già presenti nell’organigramma societario per la gestione dell’ordinaria amministrazione.
    Al team manager Max Ferraiuolo toccheranno i compiti da “ufficiale di collegamento” tra la squadra e Scola, mentre Mario Oioli si occuperà dei rapporti con gli agenti e degli aspetti burocratici. Come previsto non ci saranno nuovi ingressi nell’organigramma biancorosso al posto di Conti, limitandosi ad anticipare il ruolo centrale di Scola nella fase embrionale del suo impegno progressivo nelle quote della società biancorossa (in tempi relativamente brevi l’acquisizione del 10%, ma a culmine del progetto quinquennale la stella argentina dovrebbe arrivare al 51%).
    Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, confermata la fiducia ad Adriano Vertemati al quale è stato chiesto un cambio nelle strategie tecniche funzionale alle idee del “General”, al momento non sembrano in vista operazioni di mercato imminenti in attesa di verificare il personale tecnico attuale nel contesto della nuova identità.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il disastro tecnico, la disfatta tattica e, infine, la spaccatura interna alla società. La Pallacanestro Varese non si fa mancare niente in una serata da tregenda, un anticipo di Halloween dove di arancione non c’è una zucca ma un pallone che si ostina a entrare nel canestro difeso (parola grossa…) dalla Openjobmetis mentre non infila mai il cerchio dall’altra parte del campo.
    A Masnago, suo vecchio feudo, torna a fare festa Attilio Caja che conduce senza incertezze una Reggio Emilia già bella di suo e resa scintillante dalla mancata opposizione di quella che sarebbe dovuta essere l’avversaria di turno. Per l’ennesima volta infatti, Varese neppure ci prova a evitare di farsi travolgere e il cattivo approccio alla gara si trasforma in resa incondizionata con il passare dei minuti fino al disastroso -39 della sirena, 67-106, una delle maggiori umiliazioni ricordate da queste parti in tanti anni. Un crollo completo, imbarazzante, difficile anche da commentare e che – è la cosa peggiore – fa scopa con il -41 di Bologna e il -16 di settimana scorsa a Cremona, proporzione differente ma stessa identica matrice.
    E la rumba prosegue nel dopo gara, quando Caja – che prova a lungo a parlare solo dei suoi – non rinuncia a sganciare un siluro verso Andrea Conti («il rapporto con lui è stato pessimo fin dal primo giorno») e con lo stesso Conti che pochi minuti dopo, commosso, spiega come da domani non sarà più direttore generale. Una decisione covata da tempo per «scarsa chiarezza» e il riferimento (lo dice lui stesso) è al ruolo assunto da Luis Scola in società, di fatto sovrapponibile a quello del dirigente nato a Rho. Una situazione su cui in molti si erano interrogati che, però, probabilmente non avrebbe creato problemi nel breve se la squadra avesse avuto un cammino normale. «Non sono qui a rubare lo stipendio e non sono un codardo – chiude Conti – La scelta non viene dalla partita di stasera, reputo Vertemati un grande allenatore che va sostenuto e credo che l’instabilità in società si sia riflessa anche sulla squadra».
    Nel mezzo tra Caja e Conti ha invece parlato Vertemati che ha potuto fare poco per difendere l’indifendibile Openjobmetis di oggi e non solo, ma che ha anche detto a chiare lettere di non avere paura di perdere il posto. «Non sono abituato a vivere così il mio mestiere, non posso allenare se ho paura, poi sta ad altri prendere decisioni». “Altri” che però da questa sera sono soltanto Toto Bulgheroni e lo stesso Luis Scola, visto l’addio del dg: a prima vista è difficile pensare a una sterzata anche in panchina (un inattivo ci sarebbe, ha i baffi e si chiama Romeo) ma è chiaro che questa squadra debba trovare immediatamente una scossa. A oggi è per distacco la peggiore della Serie A, con il lato “mentale” preoccupante tanto quanto quello sportivo, atletico e tecnico. Vertemati stesso spiega che in queste situazioni, talvolta, la soluzione sia più vicina a quello che si creda e vorremmo credergli. Ma in questo momento – con ancora le immagini di 3-4-5 rimesse sbagliate dai suoi giocatori – non ce la facciamo proprio.
    PALLA A DUE
    Tanti applausi e qualche sporadico fischio per Attilio Caja alla “prima volta” a Masnago dopo il burrascoso divorzio di 13 mesi fa. Troppo profondo il segno lasciato dall’Artiglio a Varese per raccogliere zizzania al suo ritorno. Applausi anche per l’altro ex Arturs Strautins che in avvio resta in panchina perché nel ruolo Caja schiera il temuto Olisevicius, opposto a Gentile. Vertemati deve rinunciare a Beane che non si è allnenato per via di un doloroso problema dentale: in quintetto torna quindi Wilson.
    LA PARTITA
    Q1 – Caja mette Reggio a zona per la primissima azione della gara. Poi torna a uomo ma lancia subito un avvertimento: possiamo provare con ogni modo a rompervi gli schemi. Varese prende canestro ogni volta che Reggio tira, poi riesce a darsi una raddrizzata e a sorpassare grazie a qualche tripla. Nel finale però, i biancorossi balbettano in lunetta, Cinciarini regala assist a tutti e Reggio conduce 19-25.
    Q2 – Un divario che va subito in doppia cifra a causa di Crawford ma anche di palle perse in modo imbarazzante dai giocatori di casa, che regalano la sfera anche sulle rimesse ai dirimpettai. Lo stesso Crawford è una furia, mette in croce De Nicolao e conduce i suoi sino al 30-49 di metà gara.
    Q3 – «Almeno stavolta, in casa, vedremo una reazione» ci si racconta nell’intervallo e invece le speranze vanno immediatamente in fumo. Il tempo di un canestro di Gentile, poi la UnaHotels prende di nuovo il sopravvento con estrema facilità bucando a ripetizione la difesa. Strautins si “gasa”, segna 11 punti nel periodo ed è il protagonista dell’ennesimo strappo che porta a +26 i suoi (50-76).
    IL FINALE
    Gli argini sono ormai rotti. Jones prova almeno a fare bottino per sé (non lo consideriamo un complimento…) ma è l’unico con Egbunu a dare segnali di vita. Reggio invece non si ferma e fa proseliti perché i tifosi varesini, stufi di fischiare i proprio giocatori, si mettono ad applaudire gli avversari con convinzione. Olisevicius e festeggiato al raggiungimento di “quota 100”, poi tocca a Caja prendersi cori e applausi sempre più forti. Suona la sirena, 67-106, Vertemati esce a spron battuto dal campo nonostante Egbunu lo richiami per il saluto finale. Non funziona nulla. E il dopo gara riserverà una ulteriore sorpresa.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Forse la più brutta partita disputata da Varese in casa insieme a quella del 2015 persa contro Caserta nell'era Moretti. Mai stati in partita e con un linguaggio del corpo da parte di tutti i componenti della squadra che non hanno fanno intravedere nulla di buono nemmeno per il prossimo futuro. Perché sbagliare una partita, seppur fondamentale, ci sta ma sbragare sotto tutti gli aspetti come è successo ieri contro Reggio Emilia ha dello sconcertante. E come se non bastasse, a fine partita arrivano anche le dimissioni del Direttore Generale Andrea Conti che evidenziano ancora di più, se ce ne fosse bisogno, che i problemi sono dentro, fuori e intorno alla squadra. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:

    Kell 5 : preso il suo tabellino la sua prestazione non sembrerebbe nemmeno tremenda. In realtà vive sulle sue individualità e non riesce mai a coinvolgere né tantomeno ad attivare i suoi compagni. Non il play che dovrebbe essere. SOLISTA

    Gentile 4,5 : non riesce a ripetere le ottime prestazioni delle partite precedenti anzi si intestardisce nel voler risultare il salvatore della patria ma fa la fine di Napoleone a Waterloo. CAPORETTO

    Amato 4 : buttato nella mischia nella speranza di trovare una scintilla ma fatta eccezione per una bomba della sua prestazione rimangono solo tanti sdeng sul ferro e una incapacità costante di tenere il suo uomo.  SPENTO

    Beane N.E.

    Sorokas 4 : chiamato presto a dare il suo contributo per l’inizio partita di Jones totalmente negativo non sembra nemmeno lui riuscire a dare un contributo sufficiente perdendo consistenza col passare dei minuti. SOVRASTATO

    De Nicolao 4,5 : fatto a fette da Crowford in tutti i modi e nonostante una serata che lo vede perfetto al tiro è costretto a uscire per 5 falli. Non riesce a dare il giusto contributo in regia. AFFETTATO

    Wilson 4 : ennesima prova fallita dalla guardia americana che illude segnando il primo tiro ma poi torna nel suo status di oggetto misterioso. Non è solo lui a non aver funzionato ieri ma il suo atteggiamento certo non aiuta né lui né i compagni. PULCINO

    Librizzi N.E. :

    Egbunu 4 : long John sta vivendo il momento più difficile da quando è sbarcato in Italia. Forse gli si stanno chiedendo cose che non appartengono propriamente al suo bagaglio tecnico e la sua reazione “esplosiva” ad un richiamo in panchina di Vertemati non fa altro che confermare questa tesi. Certo anche lui, sembra spesso spaesato e in difficoltà su quello che deve fare. PETARDO

    Ferrero 4 : questa volta il capitano non riesce a dare un contributo utile alla causa; sparacchia e male in attacco e non riesce, se non commettendo fallo, a fermare nessuno. PALO DELLA LUCE

    Jones 4,5 : inizio da incubo in cui ogni sua iniziativa si trasforma in una palla persa. Solo nel finale, quando le maglie della difesa di Reggio si allargano, riesce a segnare ma come già successo a Cremona con i giochi abbondantemente fatti. La potenza è nulla senza controllo cit. PIRELLI

    Caruso S.V.


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