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VareseFansBasketNews

  • simon89
    “Prima gli italiani” non è solo uno slogan politico. Nel mondo del basket, tra maggio e giugno, è una necessità: chiudere le caselle tricolori nel modo più competitivo possibile prima di procedere con rinnovi o ingaggi dei giocatori stranieri. Uno scenario logico: il mercato local è decisamente più ridotto di quello internazionale e le regole attuali danno un vantaggio competitivo a chi incastra azzurri di valore nel roster.
    La Openjobmetis, in questo senso, resta alla finestra come un po’ tutte le altre realtà di LBA: l’acquisto di Iris Ikangi è chiaramente orientato a sostituire per ruolo e compiti il partente Elisee Assui. Per il resto è necessario fare due cose: avere la pazienza di attendere e intanto muoversi tra atleti e procuratori così da avere il più ampio quadro possibile per intervenire al momento giusto.
    L’impressione attuale e che si attendano i primi movimenti rilevanti: quando si aprirà il mercato dei “big” (il livello superiore rispetto a Ikangi o a Bucarelli, preso da Udine) nascerà una sorta di onda che a cascata interesserà tutte le società del massimo campionato. In quel momento si vedrà chi ha preparato meglio le mosse: per questo anche Varese ha preso informazioni su tantissimi giocatori, anche quelli fuori portata economica, per capire se potranno aprirsi strade a oggi impreviste. Per questo circolano anche nomi altisonanti (come quello di Mannion per cui è in pole position Napoli): conoscere le esigenze e le richieste di tutti è un modo per intavolare il futuro, ma ciò non significa che siano state formulato offerte.
    ALVITI, PROPOSTA BIENNALE
    Detto questo, la mossa principale effettuata dai dirigenti biancorossi è quella “casalinga”, ovvero l’offerta per Davide Alviti. L’ala laziale ha sul tavolo una proposta di rinnovo per due anni a cifre decisamente superiori rispetto al suo stipendio attuale (si parla di 250 mila euro a stagione: ovviamente la società si tappa la bocca a riguardo). Tanti soldi uniti all’apprezzamento di allenatore e società, alla certezza di minutaggi alti e alla possibilità di tornare a giocare una coppa.
    Le alternative per Alviti sono (al momento) meno attraenti: Venezia è in pieno playoff e di offerte reali non ne ha fatte, la pista romana è tutt’ora nebuolosa (la Roma-Cremona o la Roma di Matiasic? E nel caso, quali saranno le loro collocazioni?), quella estera idem. Detto questo, non si può escludere che Dado possa ricevere presto qualche alternativa, ma la sensazione che la Openjobmetis stia facendo la sua parte.
    LIBRIZZI SI ALLENA
    L’altro punto di domanda – che potrebbe sbloccarsi nel giro di pochi giorni – riguarda Matteo Librizzi. Il capitano si sta allenando regolarmente a Varese e al momento non sembra avere offerte NCAA da cogliere al volo. Insomma, rispetto a quanto detto – da lui stesso – nella sera del “rompete le righe” non ci sono novità: senza la possibilità di una forte esperienza di vita e di basket in America, Libro non si muoverà da Varese. Al momento le quotazioni per rivederlo a Masnago restano abbastanza alte: in quel caso perderebbero quota gli altri nomi italiani in posizione di playmaker in uscita dalla panchina.
    STRANIERI: TUTTO TACE, ANCHE LE SUGGESTIONI
    Come spiegato in avvio, il capitolo stranieri resta ancor più in attesa rispetto a quello tricolore. I nomi più vicini paiono essere quelli di Stewart e Renfro: Carlos aveva ricevuto proposte a stagione in corso, ma giocatore, procuratore e società le avevano respinte. Varese è contenta di lui come del pivot, considerato giocatore in grado di garantire forte intensità in difesa. Renfro però andrà “protetto” e affiancato da un altro lungo: dipendesse da noi, faremmo una telefonata a Milano per capire le intenzioni di un signore che proprio oggi – 28 maggio – compie 40 anni. Si chiama Bryant Dunston ma, a quanto ci risulta, non è nell’elenco degli osservati speciali.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il primo giocatore accostato – da alcune settimane – alla prossima Openjobmetis si è rivelato anche il primo ad avere effettivamente firmato per la società biancorossa. Iris Ikangi giocherà il prossimo campionato con la maglia della Pallacanestro Varese per quella che sarà la sua quarta esperienza in Serie A dopo quelle di Brindisi, Scafati e Udine.
    L’ala di origini congolesi nata a Voghera, 32 anni, arriva proprio dalla formazione friulana dove ha giocato agli ordini di coach Adriano Vertemati. Non porta in dote cifre abbaglianti (5,4 punti, 2,7 rimbalzi, il 43,9% da 2 punti, il 30,3% da 3 e un cattivo 59,1% ai liberi) ma è stato scelto per le sue qualità difensive. Piedi rapidi, braccia lunghe, corpo da spendere, Ikangi ha le caratteristiche giuste per sostituire Elisee Assui nello scacchiere biancorosso e per applicare i dettami di Ioannis Kastritis.
    Varese lo ha capito sulla propria pelle quando – era lo scorso 23 novembre a Masnago – Ikangi imbrigliò Ike Iroegbu (12 punti con 3/9 al tiro), marcato stretto nonostante le differenze di ruolo e di statura, contribuendo in maniera pesante al successo ottenuto a Masnago dalla Old Wild West. Anche per questo motivo la società biancorossa – da tempo certa dell’addio di Assui – si era mossa in anticipo e dopo qualche rallentamento della trattativa è arrivata al dunque.
    Ikangi, che è alto 2 metri per circa 88 chili di peso, ha firmato un contratto biennale (quindi sino al 30 giugno 2028) di cui, come da prassi, non sono state comunicate le cifre. L’acquisto dell’ala pavese è importante anche per via della sua eleggibilità da italiano: con le tante partenze verso la NCAA, accaparrarsi giocatori “sicuri” e con passaporto tricolore è una mossa importante, in attesa di capire quale sarà il futuro di Matteo Librizzi e Davide Alviti.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L'OJM entra nel vivo per i primi due obiettivi del mercato italiano. La risposta definitiva di Iris Ikangi slitta ancora verso il weekend, ma la mossa importante del club biancorosso riguarda Davide Alviti, al quale è stata formulata una proposta pluriennale. E poi si registra attivismo su giocatori di alta fascia che conferma la fiducia del club biancorosso riguardo un possibile upgrade del budget in corso d'opera. Anche le tempistiche potrebbero non coinvolgere le operazioni italiane; ma Sogolow e Horowtitz hanno fatto i "compiti a casa" chiedendo prezzi e disponibilità per ogni evenienza.
    RESTA LA FIDUCIA SU IRIS - Entro fine settimana Ikangi (foto in alto a sinistra) scioglierà la riserva sulla proposta biennale recapitatagli da Varese. Il giocatore del 1994 avrebbe un'alterna tiva in serie A2, dove la tassazione più bassa e l'importanza degli italiani gli consentirebbe di guadagnare un salario più elevato (gli indizi portano all'ambiziosa Livorno che aveva provato l'as salto al play Cappelletti prima del rinnovo a Treviso). L'OJM resta in pole position per assicurarsi le prestazioni dell'ala nativa di Voghera, sostituto naturale di Elisèe Assui nello scacchiere tattico di Ioannis Kastritis, che ha spinto fortemente per un profilo da specialista difensivo e uomo-squadra come il 32enne italo-congolese. Al momento non ci sono piste alternative, confermando la fiducia che l'accordo possa andare in porto. E nella serata di ieri ci sarebbe stato un ulteriore passo avanti.
    LA MOSSA SU DADO - Varese ha fatto una mossa importante per convincere Davide Alviti a legarsi a lungo termine al club biancorosso. La società ha formalizzato al giocatore di Alatri una proposta pluriennale (2+1?) per convincerlo a togliersi dal mercato senza aspettare evoluzioni della situazione di Roma. Dove l'unica operazione avviata dal nuovo corso, in attesa di definire manager italiano e allenatore straniero, riguarda Nico Mannion con maxi-offerta triennale da "uo mo-franchigia". L'OJM ritiene di aver fatto il massimo per convincere Dado a sposare la causa di Varese ancora a lungo: anche qui entra in gioco il feeling elevato con Kastritis e la prospettiva di essere un giocatore importante qualunque saranno le ambizioni biancorosse già nel 2026/27. Non è detto che la proposta colpirà nel segno, ma il clan varesino è convinta che ci siano buone possibilità.
    I SONDAGGI E L'ALTERNATIVA - L'attivismo OJM sul fronte mercato ha coinvolto italiani di ogni fascia di prezzo: dagli impossibili (Mannion e Tonut) ai promessi altrove (Calzavara e Cappelletti), fino a elementi di profilo medio-alto che potrebbero invece rientrare nel radar biancorosso. Nel caso in cui la fumata con Alviti fosse nera, oppure come upgrade rispetto alla stagione 2025/26 se i segnali positivi sul fronte budget dovessero materializzarsi prima di fine giugno. Tra le ipotesi sondate quella più plausibile, per costi e incastri di mercato, sarebbe quella di Stefan Nikolic (foto in alto a destra), 29enne ala serba ma di formazione italiana tra Stella Azzurra Roma e Virtus Bologna. Il giocatore del 1997 è un'ala decisamente più interna rispetto ad Alviti, un "4/3"molto meno tiratore ma più stazzato e fisicato. Il suo utilizzo ridotto nei playoff con Venezia indica la possibilità che cerchi collocazione altrove sfruttando una escape dal contratto 1+1 firmato la scorsa estate. Per ora c'è interesse ma non proposta economica: le priorità sono Ikangi e Alviti, a seconda degli sviluppi di queste situazioni, e di eventuali iniezioni di risorse in tempi rapidi, se l'ex Cantù e Cremona potrà entrare tra gli obiettivi dell'OJM.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Terminati i colloqui di fine stagione con giocatori e staff, è stata la volta dei giornalisti che seguono la squadra e – di riflesso – dei lettori e dei tifosi. Max Horowitz e Zach Sogolow, i general manager della Pallacanestro Varese, e coach Ioannis Kastritis, hanno tracciato il proprio bilancio di fine stagione provando anche a disegnare l’estate e accennando alla squadra che verrà.
    Un’estate che inizierà presto – prima di Ferragosto – perché quel brutto avvio di campionato non è stato dimenticato, e perché la partecipazione a una coppa europea (vedremo quale sarà) dovrà essere preparata al meglio, con l’obiettivo di fare bene anche a livello internazionale. Per questo ci sarà la necessità di migliorare una Openjobmetis 2025-26 considerata già positiva («Siamo orgogliosi dei passi avanti e lo abbiamo detto a giocatori e staff») anche se con un esito che non era quello sperato.
    Una Openjobmetis che dovrebbe partire fin da subito con la formula del 6+6 e che – parola di GM – lavorerà per ritoccare quegli aspetti che non hanno funzionato. I rimbalzi, certo («anche se le squadre di Kastritis hanno sempre guardato di più a recuperi e stoppate che non a questo aspetto») ma anche l’assenza di un playmaker puro, in grado di passare e muovere meglio la palla.
    ITALIAN FIRST
    Le decisioni sul blocco italiano sono una priorità immediata, con la necessità e l’obiettivo di avere quattro giocatori pronti a dare un contributo reale. In attesa di capire quale sarà la direzione presa da Librizzi (non ci sono novità: dovesse andare in NCAA si lavora per il ritorno tra un anno), si prosegue a lavorare per provare a tenere Alviti: «Rimaniamo positivi su Davide, ha talento, è cresciuto molto qui – spiega Horowitz – ha giocato bene in questi due anni e ci sono passi avanti che vogliamo fare». Tra le ali prende sempre più corpo l’ipotesi dell’udinese Iris Ikangi ma i gm restano abbottonati a riguardo. Chi potrebbe essere confermato è Max Ladurner, specie con una partecipazione alla coppa che garantisce maggiori minuti di gioco a tutti. «Se qualche giocatore ha già giocato a Varese – spiegano i gm  – non c’è problema a riprenderlo perché chi conosce già il nostro ambiente ci può aiutare anche per iniziare bene la stagione, come non è avvenuto quest’anno. Vale per gli italiani e vale per gli stranieri».
    RENFRO, IL ROSTER E L’EUROPA
    Uno degli stranieri più vicini alla permanenza è probabilmente Nate Renfro che ha espresso la sua volontà di restare (la palla è in mano al club). «Su Renfro ci pendiamo il nostro tempo, abbiamo già parlato con lui – dice Sogolow – e siamo contenti del suo lavoro ma vogliamo che lui metta in campo la stessa aggressività senza preoccuparsi dei falli commessi. Questo dipende anche dal roster che gli metteremo eventualmente attorno e il fatto che parteciperemo alle coppe è senza dubbio un vantaggio perché è la prima cosa che giocatori e agenti ci chiedono».
    Paradossalmente, partecipare alla Champions (più difficile) può essere una soluzione migliore per Varese rispetto alla Fiba Europe Cup (più facile) proprio per la raccolta di fondi e la qualità degli ingaggi. «E comunque – sottolinea Horowitz – la nostra volontà è di prendere parte alla Coppa non solo per partecipare ma anche per provare a fare strada. Lo diciamo fin da subito anche ai tifosi: Varese in Europa vuole recitare una parte seria e dare importanza al torneo cui sarà ammessa».
    LA ROTTA DI KASTRITIS
    A livello tecnico comunque, più di tutto comanderanno le scelte di Ioannis Kastritis: «Il nostro allenatore ha sempre lavorato per creare una squadra che difenda forte – dice Sogolow – Abbiamo fiducia nel suo sistema e ci confrontiamo per il tipo di giocatori che vuole prendere. La priorità restano le sue scelte: quello che è importante per lui, è importante per noi». Dal canto suo il tecnico greco respinge la domanda sulla “inutilità” di Freeman: «Non credo che Allerik sia stato “un giocatore in meno” e sapevamo bene che veniva da un infortunio. Però non è questo il modo che abbiamo noi di fare le cose. Io non guardo a stranieri o italiani, il gruppo è unico, è un “essere vivente” e ogni giorni migliora, peggiora, cambia. Allerik ha fatto parte delle rotazioni, ha lavorato tanto in allenamento e anche questo è servito per fare sì che avvenissero risultati buoni».
    LA PROMESSA DI IOANNIS
    «Il nostro – conclude Kastritis – è un processo a lungo termine: non importa quali saranno le risorse a disposizione, quel che conta sono cultura, organizzazione e strutture e ciò è molto più importante. Vi garantiamo che i miglioramenti saranno fatti e voi ne sarete orgogliosi. Vogliamo giocare un basket che sia il più completo possibile».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Finisce nell’afa di un pomeriggio bolognese la stagione della Openjobmetis. Finisce come in tanti – in casa Varese – avevano temuto: contro una Virtus che non fa sconti nell’ultima di regular season davanti ai suoi (pochi) tifosi, mentre 230 chilometri più a Nord a sorridere è Trento, che supera una Milano mansueta e va a prendersi l’ultimo posto valido per i playoff.
    Beffa nella beffa: in caso di vittoria Varese sarebbe stata addirittura settima, vista la frenata interna di Trieste, e invece si ritrova al nono posto. Un piazzamento che per certi versi è buono viste le salvezze “acrobatiche” ottenute negli ultimi anni, ma che lascia allo stesso tempo un sapore amarissimo in bocca, accentuato da questo campionato monco che ha tolto a Librizzi e compagni due punti “buoni” (quelli di Trapani) e la possibilità di giocare la scorsa settimana. Cose che purtroppo non si possono controllare, ma che hanno inciso su quel che stiamo scrivendo adesso, dopo aver riposto parole dolci e frasi a effetto che, a un certo punto, sembravano poter accompagnare la fine della regular season.
    «Non voglio trasformare questa conferenza stampa in un funerale» dice Ioannis Kastritis in sala stampa, prodigo di (giusti) ringraziamenti a tutti, da chi ha giocato a chi ha lavorato, a chi ha tifato. E ha ragione, pensando a dov’era Varese nei pronostici estivi e pure dopo le prime sette partite. Però da otto anni la società fallisce l’approdo ai playoff e questo è un altro dato di fatto. E averli sfiorati significa che con un passettino in più (magari sostituendo Freeman, ma queste sono analisi da fare più avanti) stavolta ce la si poteva fare. Vedremo se, almeno, questa rincorsa varrà l’iscrizione a una coppa europea: non sarà una consolazione ma almeno rappresenterà un traguardo tagliato.

    Sulla partita, Varese non si è mai arresa ma allo stesso tempo neppure è rimasta in corsa: l’impressione è che la Openjobmetis non abbia mai avuto quel guizzo necessario ad aumentare la pressione per costringere la Virtus ad affannarsi. Pesa, senza dubbio, la quasi assenza di Moore: la guardia ha sofferto di un malessere (stomaco) e Kastritis sottolinea che, comunque, Tazé ci abbia provato nonostante fosse davvero in difficoltà fisica. Fatto sta che senza di lui Varese ha perso in atletismo e imprevedibilità, i – soliti – due falli rapidi di Renfro hanno nuovamente inciso in negativo e quindi i biancorossi hanno sempre inseguito.
    Quando i bomber hanno acceso il fuoco (Nkamhhoua eccellente in attacco con 30 punti) è arrivata una piccola speranza, ma il tremendo dato dei rimbalzi (54-24…) l‘ha subito spenta. E qui, Varese si deve battere il petto: se pareggiare lo strapotere fisico bolognese era quasi impossibile, almeno sarebbe stato bello vedere un po’ più di lotta. Un tagliafuori fatto bene. Pure qualche spintone nel caso. E invece niente: lì sotto l’Olidata ha banchettato costruendo la vittoria. E costringendo i nostri alla ritirata.
    PALLA A DUE
    Piuttosto desolante il panorama interno alla Virtus Arena ricavata in fiera: larghissimi spazi vuoti senza nemmeno i tifosi ospiti (trasferta vietata ai residenti in provincia di Varese: presenti alcuni impiegati e collaboratori del club biancorosso) a dare un po’ di colore. In campo tutto più o meno come previsto: lo speaker annuncia Librizzi in quintetto ma è un errore (c’è Iroegbu), Jakovljevic tiene fuori Smailagic oltre a Morgan ma il reparto lunghi non ne risentirà. Moore è in campo ma poco dopo si capirà che non sarà davvero della partita: la società parla di malessere gastrointestinale.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio non promette nulla di buono per Varese, che trova qualcosa da Nkamhoua in attacco ma paga la precisione di Vildoza e concede una schiacciata solitaria a Niang, con Kastritis che toglie subito Moore. L’argentino è un fattore ma sono soprattutto i continui rimbalzi d’attacco bianconeri a tenere lontana nel punteggio una Openjobmetis che ha poche idee in attacco. Renfro – due falli in un amen – non aiuta e il primo parziale è già fonte di preoccupazione, 27-17.
    Q2 – Pajola dall’arco risponde subito a Librizzi in apertura di quarto, poi Alston un colpo per volta porta la Virtus con il vantaggio in doppia cifra, in uno di quei momenti in cui Varese non trova soluzioni per fare canestro. Kastritis rimanda, al solito il timeout e a metà periodo sembra quasi che i giochi siano fatti. Non è così però, perché con due azioni (tripla Alviti, gioco da 4 di Librizzi) la OJM torna a -7 e pare poter chiudere a ridosso. Poi però un raddoppio improvvido di Libro lascia libero Edwards a 3” dalla fine: tripla e +11 al cambiocampo, 49-38.
    Q3 – Dopo la pausa è Olli Nkamhoua a prendere per mano la squadra: il finlandese segna 5 punti immediati e ben 16 nel periodo, contribuendo alla ripartenza biancorossa. C’è anche Iroegbu dopo un primo tempo difficile e Varese vive il momento migliore rientrando sino al -5. Poi però Stewart si fa stoppare il tiro del riavvicinamento ulteriore e in poche mosse la Virtus torna ad allungare col vecchio Hackett: 78-69.
    IL FINALE
    Da Trento intanto arrivano notizie poco incoraggianti, e mentre l’Aquila allunga su Milano, la Virtus lo fa su Varese tornando a dominare l’area e a guadagnare secondi tiri con i rimbalzi offensivi. Librizzi è l’ultimo ad arrendersi, ma Nkamhoua finisce la benzina, Renfro finisce i falli, Alston trova qualche bel canestro e Kastritis capisce che è fatta. L’ultimo minuto serve a far mettere piede in campo a Bergamin e Villa: un modo per ringraziare tutti, ma i playoff non ci sono: 104-85.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    La stagione dell’Openjobmetis si chiude a Bologna. La striscia di stagioni senza playoff si allunga ulteriormente: niente impresa biancorossa sul campo della prima della classe, e la contemporanea vittoria di Trento contro un’Olimpia senza stimoli di classifica fa scivolare la squadra di Kastritis al nono posto. Fatale lo 0-2 negli scontri diretti con la Dolomiti Energia per una Varese costretta a restare a guardare per l’ottavo anno di fila la volata Scudetto.
    MOORE VA K.O.
    Pesa ovviamente la virtuale assenza di Tazè Moore, in campo solo 6 minuti a tre cilindri per un improvviso attacco di dissenteria che lo induce a dare forfait (primo cambio dopo 1’30”, poi un paio di tentativi a vuoto e la defezione finale sull’ultima richiesta di Kastritis in avvio del quarto periodo).
    TROPPA VIRTUS, POCO VARESE
    Senza il suo miglior difensore e il più imprescindibile nello scacchiere tattico (ma tanto insostituibile tecnicamente quanto “meteoropatico” sul piano umorale…) le chances biancorosse sono azzerate in partenza contro una Virtus a pieno regime psicofisico in vista dei playoff. Soliti limiti atavici per la squadra di Kastritis, prima di tutto a rimbalzo dove il 24-54 finale (solo 16 difensivi contro i 18 offensivi dell’Olidata) è il primo segnale di difficoltà con Renfro tagliato fuori quasi subito dai falli. Il solo Nkamhoua, che fa show contro una squadra di Eurolega facendo le prove tecniche in vista del suo futuro, non basta a una Varese che deve inseguire sin dall’avvio pagando errori e sbavature contro un’avversaria nettamente superiore. L’orgoglio di Librizzi e una fiammata di Iroegbu valgono un sussulto dal meno 15 del 15’ al meno 4 del 24’; ma sono troppo pochi i biancorossi in palla, ed è troppa la qualità di una Virtus che vince 64-19 la battaglia della produzione della panchina.
    QUALCOSA DA RECRIMINARE
    E così una OJM piccola piccola deve rassegnarsi al nono posto in virtù della sconfitta di Milano a Trento; il playoff raggiunto avrebbe onorato al meglio un’annata comunque non disprezzabile visti i passi avanti dal quattordicesimo posto di due anni fa e dal dodicesimo dell’anno scorso. Che porterà con sé il ritorno in Europa, sia pure con ogni probabilità dalla porta di servizio della Fiba Europe Cup. Però i playoff non si sono certo persi alla Virtus Arena: le sciagurate scelte estive di Moody e Freeman hanno portato una partenza a handicap (2-7 nel primo scorcio) che i correttivi hanno migliorato (10-9 la restante parte del cammino) ma non a sufficienza. Ma sia pur con l’attenuante della defezione di Moore (da garantisti doveroso il beneficio del dubbio, ma sarebbe la seconda in una partita chiave dopo quella della Coppa Italia mancata a Treviso…), la Varese della Virtus Arena ha mostrato una distanza siderale dal livello di competitività necessaria per essere “da playoff”. E pur avendo battuto 4 delle 8 protagoniste della post-season (Brescia, Tortona e Trieste a Masnago; Milano in casa sua), seguirà la volata Scudetto soltanto in TV. Ora si ripartirà da coach Kastritis e dalla sua filosofia, senza più l’anima varesina Assui-Librizzi in partenza per la NCAA. Confidando di trovare da subito gli uomini giusti per il sistema del tecnico greco, senza l’handicap iniziale dei primi tre mesi del 2025/26.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La prima maglia di Matteo Librizzi lontano dalla sua Varese sarà quella di una università americana. Società e giocatore hanno avuto a inizio settimana un franco colloquio, nel quale il play del 2002 ha comunicato la sua volontà di cimentarsi col basket NCAA al termine della stagione in corso, fermo restando il massimo impegno del capitano per cercare di raggiungere il primo playoff della sua carriera in serie A. Ma nel 2026/27 il varesino “doc” vuole mettersi alla prova nel college basket americano, anche se per soli 12 mesi, sfruttando l’anno di eleggibilità universitaria extra garantita dalla sua militanza in Nazionale Under 20.
    L’ASPETTO ECONOMICO
    Dodici mesi fa lasciò cadere gli 800mila dollari proposti da Ole Miss; quest’anno le sirene sono tornate ancora più forti, pur senza avere ancora una collocazione definitiva. Però il richiamo economico è irresistibile: l’ingaggio proposto nel 2025, al netto di tasse e commissioni e con il cambio attuale, potrebbe ammontare attorno a 400mila euro, oltre quattro volte quello attuale a Varese. E poi c’è la voglia di essere protagonista con un ruolo da titolare, in quanto “espertone” per un campionato con vincoli anagrafici come la NCAA.
    E IL CLUB?
    Nessun desiderio di tarpare le ali a “Libro” nonostante i due anni residui senza uscite di nessun genere del contratto triennale stipulato con il suo capitano a maggio 2025. Al momento si lavora a un’intesa che possa “congelare” l’accordo in essere e riattivarlo nel 2027/28. I dettagli sono ancora da concordare, ma l’intento del club biancorosso sarebbe quello di proseguire il cammino insieme a Librizzi, auspicando che possa sfruttare l’esperienza NCAA per affinare le doti da regista. L’intesa tra le parti è fondamentale anche per indirizzare la scelta del sostituto del capitano nel parco italiani: il buyout da 300mila dollari previsto nel contratto di Elisèe Assui esaurirà il rapporto con l’azzurrino Under 20, e le operazioni avanzate con Liam Udom e Iris Ikangi vanno nel solco di una sostituzione “tout court”.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Solito copione solita Varese. Fortunatamente i 2 punti, preziosissimi by per puntare a qualcosa che possa prolungare la stagione regolare, arrivano ma sempre con momenti di up e subito dopo seguiti da down quasi incomprensibili. Prendiamo quello che di buono è arrivato e cioè la vittoria contro una Vanoli non certo irresistibile ma che ha provato ad impensierire i padroni di casa. Alla fine la OJM si congeda da Masnago con la speranza di rivedersi presto ma il suo destino dipenderà sia dalla sfida molto provante con la Virtus Bologna tra 2 settimane e, in caso di sconfitta, dai risultati delle inseguitrici. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Stewart 8: Carlos vede Cremona come il pescecane sente il sangue. Alza tutte le antenne ricettive e azzanna la preda anche se nel finale perde incisività e viene fatto sedere. SQUALO
    Alviti 7,5: stasera dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che è il vero leader di questa squadra. Fa la faccia cattiva e la voce grossa a rimbalzo mantenendo un livello alto per tutti i minuti in cui resta in campo. CAPO DELLA BANDA
    Moore 5: prova a viaggiare con la sua solita intensità ma cade troppo spesso in errori banali che poi lo trascinano in atteggiamenti a cui non ci ha abituato. Nel finale qualche piccolo segnale di ripresa ma Varese ha bisogno come dell' aria del vero Tazè. CO2
    Villa N.E.
    Assui 5,5: minutaggio ridotto anche perché, dopo un promettente avvio, Elisee fatica a esprimere la sua consueta intensità. DISTANTE
    Nkamhoua 7: meno impattante delle ultime prestazioni perché si incaponisce a cercare la conclusione dalla lunga distanza con risultati poco convincenti. Certo il lavoro a rimbalzo e l'impatto difensivo ne giustificano una prestazione offensiva altalenante. ONDIVAGO
    Iroegbu 7: contrariamente alle caratteristiche personali di Ike questa sera vengono premiate le conclusioni da 3 punti rispetto alle incursioni al ferro. Risulta anche meno coinvolgente ma il suo apporto è sempre determinare come la sua difesa su Durham. SOLISTA
    Librizzi 6,5: quello che le cifre non dicono. Anche oggi sicuramente non ha rubato gli occhi ai più ma come a Cantù viene scelto nel quintetto che chiuderà la partita ma questa volta non uscendo per falli e così anche i 2 punti cambiano destinatario. UNDERDOG
    Renfro 7: il lungo ex Sassari, quando riesce a gestire i falli, risulta sempre determinante tant'è che infatti stasera la sua Varese porta a casa il bottino pieno. Pochi punti ma tante intangebles che alla fine contano tanto quello che finisce sul tabellino. SILENZIOSO
    Bergamin N.E.
    Ladurner N.E.
    Freeman 5: cerca di guadagnarsi i minuti con personalità e coraggio ma pur prendendo buoni tiri la fortuna non gli arride ed è costretto a guardare i suoi compagni dalla panca. SFIDUCIATO

  • simon89
    L’Openjobmetis sfrutta il match ball playoff. La truppa di Ioannis Kastritis festeggia il quinto hurrà consecutivo a Masnago, domando la combattiva Cremona davanti al record stagionale da 5.030 paganti. Varese conquista due punti pesantissimi nella sua corsa verso l’ottavo posto: a due turni dal termine sale a più 4 sul pacchetto a quota 20 composto da Cremona e Udine (che non possono più sorpassarla) ma anche Napoli e Trento (che sono in vantaggio negli scontri diretti). Ora l’OJM si prepara ad osservare il turno di riposo previsto dal calendario per domenica 3 maggio: saranno playoff aritmetici se Trento perderà a Udine e Napoli a Reggio Emilia, altrimenti tutto rimandato all’ultimo turno, quando i biancorossi saranno ospiti della Virtus Bologna, mentre i campani riceveranno Udine e l’Aquila ospiterà Milano.
    Scatto e frenata
    Vittoria tutt’altro che semplice dopo un primo tempo che sembrava preludio ad una cavalcata trionfale biancorossa a suon di giocate in velocità fino al 45-31 del 20’. Però l’attacco OJM ha girato a vuoto per lunghi tratti del secondo tempo, rifugiandosi in uno sterile martellamento dall’arco contro i quintetti senza pivot scelti da Cremona. Che ha rimontato con le triple in transizione di Willis, arrivando più volte in scia ad una OJM capace di collezionare soluzioni offensive dalla sintassi cestistica totalmente rivedibile. Eppure reggendo stabilmente l’urto in difesa (vedi il 41% da 2 e le 22 palle perse forzate) ha mantenuto un piccolo vantaggio e pescato qualche jolly individuale (vedi la tripletta dall’arco Stewart-Iroegbu-Nkamhoua che ha rilanciato la fuga sul 69-60 del 36').
    Finale palpitante
    Finale ancora palpitante con errori esiziali nella costruzione del gioco, ma con la “doppia-doppia” di Alviti (record personale a rimbalzo) la squadra di Kastritis ha retto l’urto. E messo il punto esclamativo con i liberi di Stewart ed Iroegbu. Non un Picasso, ma il valore della posta in palio era altissimo. E Varese ha messo in campo la mentalità giusta, vincendola prima di tutto in difesa come piace al coach greco. Ora l’ultimo pit stop in attesa dei risultati degli altri campi che domenica potrebbero qualificare l’OJM ai playoff evitando l’ordalia finale contro la capolista Bologna.
    Giuseppe Sciascia

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