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VareseFansBasketNews


  • banksanity6
    Partita tanto tosta quanto importante quella che mette di fronte la campionessa d'Italia in carica Venezia contro una Varese alla ricerca spasmodica di una vittoria che manca da 2 turni. Partita in cui i padroni di casa comandano la partita tranne un piccolo frangente nel quarto quarto dove sembra che l’inerzia sia tutta per i lagunari ma prima un suntuoso Simmons e poi un indiavolato Mayo decidono che i 2 punti devono restare sotto il Sacro Monte per una Openjobmatis da favola. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 5,5 : buon primo tempo soprattutto difensivamente dove è attento e reattivo ma dove non trova mai ritmo ed efficacia in attacco, cosa che si ripete anche nella ripresa ma dove non riesce ad essere così determinante nelle retrovie. STOPPER
    Clark 6,5 : nei primi due quarti fa finalmente vedere il perché in estate era stato scelto per il ruolo di guardia titolare. Nella ripresa forse anche per la condizione non ancora al top cala vistosamente ma mette un canestro dalla media fondamentale. Nel complesso buona prestazione sperando che il suo sia un crescendo. Notevole il suo +14 sul plus/minus che spicca su tutti gli altri. DOLCE RISVEGLIO
    De Vita N.E.
    Jakovics 6 : meno ordinato e chirurgico del solito e per questo coach Caja gli concede solo 12 minuti anche se nel poco spazio concessogli riesce comunque ad andare in doppia cifra. Fatica stranamente in difesa forse pagando il gap fisico con gli avversari ma l’intensità non gli manca mai. POLLICINO
    Natali S.V.
    Vene 7 : il suo marchio di fabbrica in attacco ormai è il suo ricciolo e il tiro preso all’altezza della lunetta. Stasera da quella posizione è una sentenza e non abusa del tiro da 3 capendo che forse non è il caso di esagerare con quel fondamentale. Sempre lucido e utilissimo in tutte le situazioni di gioco anche perché deve marcare l’avversario con più talento in assoluto che è Daye limitandolo a solo 13 punti. DETERMINANTE
    Simmons 9 : nei quaranta minuti regolamentare assolutamente il migliore in campo per distacco. Lotta, segna, salta, stoppa tutto quello che passa nel suo raggio d’azione e se Varese se la può giocare nei supplementari deve ringraziare il suo lungo che è autore di una prestazione da esporre al Louvre. MONNA LISA
    Seck N.E.
    Mayo 9 : partita regolamentare che forse definire normale è ingeneroso; supplementare che definire strepitoso (fatta eccezione per i 2 liberi sbagliati e che avrebbero chiuso i giochi) è limitante. Il generale riesce sempre a elevarsi ad un livello di gioco superiore agli altri e a mettersi nelle condizioni di fare sempre la differenza. MARZIANO
    Tambone 7 : perde il quintetto base e inizialmente non sembra avere gli stimoli giusti per far pensare al suo allenatore di aver sbagliato. Nel finale quando la contesa si fa molto tesa e difficile per Varese che fatica a trovare buone soluzioni offensive anche per mancanza di leadership dimostra di avere 2 attributi grossi come 2 cocomeri e prima guadagna 3 liberi segnandoli e poi mette una bomba che ricaccia i veneti indietro sul loro tentativo di rimonta. CAZZUTO
    Gandini S.V.
    Ferrero 6 : partita senza particolari acuti anche se il suo gancetto in entrata sta diventando una bella abitudine. Il suo minutaggio cresce anche per sopperire nel momento in cui Vene viene pescato col quarto fallo e onestamente il suo contributo difensivo è del tutto apprezzabile. In attacco un po’ appannato anche se dalla lunga a volte la fortuna non lo premia. CALIMERO

  • simon89
    Si avvicina il momento decisivo per l'operazione Riccardo Cervi. Il lungo di Reggio Emilia ha superato ieri mattina il test effettuato col preparatore Silvio Barnaba relativo alle sue condizioni di forma dopo i primi 10 giorni di lavoro differenziato in qualità di ospite dell'OJM. Ora il centro del 1991 potrà intensificare i carichi di lavoro degli allenamenti individuali per completare il percorso necessario prima di tornare in campo.
    Al momento si prevede che nella settimana successiva alla trasferta di Reggio Emilia il giocatore ex Grissin Bon possa svolgere i primi allenamenti con la squadra; nella migliore delle ipotesi comunque Cervi non sarà pronto a scendere in campo fino all'inizio del mese prossimo, fissando tra il derby dell'8 dicembre a Cantù e l'impegno casalingo del 15 contro Pesaro la data dell'eventuale debutto.
    Eventuale perché il momento di decidere se affondare il colpo formalizzando una proposta contrattuale al centro reggiano si sta avvicinando. Evidente come i 214 centimetri di Cervi potrebbero far comodo ad una Openjobmetis che gradirebbe un'iniezione di centimetri dentro l'area per poter dare maggiore profondità alla manovra offensiva ed essere meno dipendente dalla costruzione e dall'esito delle sue soluzioni dal perimetro.
    Anche se poi inserire un lungo con caratteristiche atletiche particolari come l'ex Avellino - dotato di statura ma non di particolare stazza e relativamente mobile sugli aiuti sul perimetro che fanno parte del bagaglio base del sistema difensivo di Attilio Caja - renderebbe indispensabile qualche adeguamento tattico per sfruttare al meglio le sue qualità a protezione dell'area colorata. Ma il problema non è certo di natura tecnico-tattica: l'operazione Cervi richiederebbe un extrabudget per il quale servono certezze in termini di coperture economiche, che in tempi di approvazione del bilancio 2018/19 e CdA in scadenza in vista dell'insediamento della nuova governance non sono così scontate.
    Vero è che rispetto ai costi estivi dell'ex azzurro sarebbe un'occasione decisamente ghiotta per rinforzarsi in un ruolo nel quale c'è un'oggettiva carenza di risorse. Altrettanto vero è che la salute dei conti della Pallacanestro Varese è decisamente migliorata nell'arco degli ultimi 24 mesi, ma la situazione finanziaria necessita un costante controllo per evitare sforamenti a carico dei soliti noti. Mentre Cervi lavora in palestra, dirigenti e proprietà lavorano sulle coperture auspicando di trovare la quadra.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Leonessa sbrana Varese facendo valere la legge dei muscoli. Secondo viaggio consecutivo a vuoto per la truppa di Attilio Caja, stritolata dall'esperienza della Germani: copione simile a quello del derby di Assago per Ferrero e compagni, spianati dalla fisicità dei padroni di casa in una gara segnata dai precoci problemi di falli di L.J. Peak (solo 16' per l'ala statunitense). Ossia l'unico giocatore biancorosso capace di procurarsi dei vantaggi fisici ed atletici negli 1 contro 1 contro la potente batteria degli esterni di Esposito.
    E dunque è diventato facile per la difesa di Brescia concentrarsi sull'obiettivo di fermare la mente biancorossa Mayo (solo 1 assist e una serie di errori nel traffico nel secondo quarto) anche alla luce del pessimo impatto di Clark (meno 8 di valutazione in 10'), ossia l'unica alternativa in grado di saltare l'uomo nell'organico di Varese. Che ha ribadito la sua totale dipendenza offensiva dall'esito del tiro dall'arco (36 tentativi da 3 contro soli 28 da 2), soprattutto contro una Germani che come Milano e Sassari non è punibile sui cambi difensivi perchè le sue guardie sono agevolmente in grado di contenere spalle a canestro la cavalleria leggera dei lunghi OJM.
    Ma più che in attacco, ripresosi dopo 10' di blackout a cavallo tra secondo e terzo quarto, il problema della squadra di Caja è stata la difesa. Troppo passiva nell'aggredire le linee di passaggio, troppo spesso battuta negli 1 contro 1 sul lato debole e troppo fragile a rimbalzo: in definitiva troppo remissiva per annullare il gap in termini di stazza fisica ed esperienza contro un'avversaria di rango come la Germani.
    Eloquente l'oceanico differenziale di valutazione statìstica complessiva (133-50 per i padroni di casa) con la truppa di Esposito che ha vinto il duello in tutte le voci principali (51% contro 37% al tiro, 39-30 a rimbalzo e 20-10 negli assist). E come già accaduto a Milano, va considerato l'aspetto del differente impatto delle due panchine: la spinta di Abass e Zerini ha dato una marcia in più ai padroni di casa, mentre Caja ha preferito rischiare un Peak con tre falli a carico - che non ha saputo gestirsi commettendo il quarto dopo neppure 3' - per mancanza di alternative in grado di dare supporto atletico all'azione dell'OJM.
    Così il promettente avvio biancorosso facendo l'andatura nei primi 15' con una buona gestione dei tempi del gioco è stato vanificato in un amen appena Attilio Caja ha dovuto cercare alternative nel secondo quintetto. Più dei 41 punti di scarto subiti nei due derby di Milano e Brescia, preoccupano i 184 punti concessi: ci sono limiti strutturali di fisicità figli di chiare scelte strategiche di costruzione del roster, per nascondere i quali c'è bisogno di un livello elevatissimo di energia che per ora solo il fattore Enerxenia Arena riesce a far sprigionare. Domenica si torna nella tana biancorossa: per battere i campioni in carica di Venezia sarà necessaria la voglia di cancellare le ultime due trasferte povere di adrenalina.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis sbatte contro i muscoli d'acciaio della corazzata Milano. La truppa di Attilio Caja non regge l'urto col roster infinito dell'Ax Exchange, che impone la legge della sua fisicità e della sua coralità ad una Varese tradita dal tiro da fuori.
    La prima chiave di lettura per un derby numero 179 a senso unico è la differenza nelle percentuali dall'arco: i cambi difensivi dell'OUmpia spengono la luce di Josh Mayo (2/11 dal campo con un solo tiro dentro l'arco), e costringono l'attacco biancorosso all'uso delle soluzioni da 3 punti in assenza di elementi in grado di punire i mis-match o prendere vantaggi nell'1 contro 1 (fatti salvi Clark e Peak, ma solo in corso d'opera).
    Così l'8/37 da 3 suona come una condanna per Varese al pari del 13/27 della compagine di Messina, che con una circolazione di palla sinfonica ha invece punito una OJM votata alla protezione dell'area per non far pesare gli immediati problemi di falli di Simmons e il gap fisico praticamente in ogni ruolo.
    L'altro dato saliente riguarda la capacità di Milano di spremere risorse dagli effettivi rimasti a riposo venerdì in Eurolega: il coach dell'Olimpia amministra con sicurezza le forze dei veterani Rodriguez, Micov e Scola alla luce dell'eccellente impatto degli italiani Moraschini (MVP con 5/7 al tiro in 31') e Biligha (4/4 in 21'). Così a dare la spinta ai padroni di casa sono proprio i sei giocatori con passaporto tricolore, che fatturano un bottino totale di 59 punti sui 93 messi a referto; al contrario gli italiani di Varese si fermano a quota 5, e la panchina ne fattura in totale 23 contro i 48 delle rotazioni dell'Olimpia.
    Contro una Milano così solida, profonda, organizzata e ben orchestrata da un allenatore di caratura europea l'OJM non aveva semplicemente le risorse fisiche e tecniche per battersi alla pari; certo una miglior serata dall'arco avrebbe ridotto il gap, e il match del Forum conferma l'interdipendenza dell'attacco biancorosso dalle soluzioni dall'arco (3 vittorie nette oltre il 40% da 3, una sconfitta onorevole a Bologna col 37% dall'arco e due stop ampi col 19% anti Sassari e il 22% di ieri).
    Rispetto allo choccante esordio casalingo contro la Dinamo c'è l'analogia della difficoltà di Varese ad approcciarsi ad avversarie molto fisiche dentro l'area; la differenza rispetto ai 52 punti dell'esordio l'hanno fatta la verve dell'intraprendente Clark e l'energia di un Peak pasticcione ma volitivo. A fine gara nessuno del clan biancorosso - a partire da Attilio Caja - ha condannato la prova dell'OJM, esaltando piuttosto una Milano in modalità schiacciasassi capace di completare il percorso netto di 5 vittorie in 9 giorni.
    Domenica di nuovo in trasferta a Brescia, contro una squadra ruvida e con l'ex Cain a presidiare il pitturato: compito difficile per l'OJM che però può provare a giocarsi le sue chances, cosa apparsa oggettivamente fuori portata al Forum contro un'avversaria che nella versione di ieri - ben diversa da quella di soli 15 giorni fa senza Nedovic, Gudaitis e Brooks - è parsa "ingiocabile"...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis dà spettacolo all'Enerxenia Arena e ferma la corsa della seconda forza Brindisi. La compagine di Attilio Caja schianta l'Happy Casa con l'abituale mix di energia difensiva e coralità (cinque in doppia cifra), intascando la terza vittoria ben oltre i 20 punti di scarto. Un monologo varesino in una partita nella quale i biancorossi lustrano il cannone (14/32 da 3 e 53% totale dal campo), abbinando eccellenti letture offensive alla solita intensità ferina che concede le briciole al miglior attacco della serie A (78 punti col 23% da 3 per i pugliesi che si erano presentati a Masnago con 87,8 punti e il 43% dall'arco).
    Quaranta minuti di dominio tecnico e agonistico, vincendo nettamente il duello a rimbalzo contro la cavalleria leggera dell'Happy Casa e scegliendo un ritmo più sostenuto del solito ad esaltare la forza atletica di L. J. Peak, per la prima volta protagonista offensivo (8/12 al tiro con 4/6 da 3). Brava la squadra di Caja ad aggredire la partita con un approccio graffiante, cercando prima il gioco interno sull'asse Simmons-Vene e poi bucando la retroguardia avversaria con l'abituale circolazione di palla (21 assist totali). Tolti gli spazi interni a John Brown e le soluzioni di forza a Martin e Stone, la difesa biancorossa ha protetto egregiamente l'area pur a costo di spendere falli sull'applauditissimo Banks (che a fine gara ha fatto il giro di campo per i saluti al suo ex pubblico). In attacco poi la guida sicura di Mayo e Vene (7 assist) ha trovato soluzioni per tutti, compreso un capitan Ferrero dalla mano rovente (4/4 dal campo in 15').
    E il capocannoniere della serie A ha consolidato la sua leadership della classifica marcatori, spaccando la partita nel secondo quarto con una magica serie di tre giocate da 9 punti in 70 secondi. La necessità di dover talvolta togliere le castagne dal fuoco nei secondi finali dell'azione gli ha sporcato le medie (5/15 dal campo) ma il volume complessivo prodotto - 12/12 ai liberi più 8 rimbalzi e 6 assist -ne ha ribadito lo status di frontman dell' OJM.
    La versione 2019/20 di Varese è la squadra di Mayo così come nel 2018/19 era quella di A vr amo vie. Il tutto in attesa che Jason Clark si tolga di dosso la ruggine accumulata in due mesi d'inattività forzata, anche se nella rotazione a tre teste con Tambone e Jakovics gli equilibri attuali danno sostanza in difesa e le responsabilità extra non sembrano pesare troppo sulle spalle del play ex Bonn.
    Così Varese si gode una serata esaltante che strappa applausi a scena aperta ai 4.232 paganti e fa il pieno di fiducia in vista del novembre terribile - Milano e Brescia fuori, Venezia in casa, Reggio Emilia fuori - che aspetta i biancorossi. Nella bagarere di una classifica cortissima l'OJM è ancora fra color che sono sospesi; i prossimi test daranno risposte più compiute, il primo passato ieri a pieni voti conferma però che anche quest'anno all'Enerxenia Arena si coniugano vittorie e bel gioco...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Questa sera a Masnago si trovavano di fronte la seconda miglior difesa del campionato (quella di Varese) e il miglior attacco dello stesso (Brindisi), in pratica una sfida agli antipodi. Il risultato ha poi dimostrato che i padroni di casa non sanno solo aggredire difensivamente gli avversari ma, grazie ad un gioco corale ben rodato e qualche acuto dei singoli, sanno crearsi le condizioni per prendere conclusioni ad alta percentuale facendo segnare al termine della gara ben 102 punti. Partita sempre saldamente in mano ai biancorossi mentre per i pugliesi da segnalare una prestazione produttiva e generosa dell’amatissimo ex Adrian Banks che però non è stato supportato in maniera sufficiente dai suoi compagni. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 8 : uno se non il giocatore più chiacchierato dell’ultimo periodo per un rendimento giudicato dai molti al di sotto delle aspettative. L.J. risponde con una grande partita dove realizza si 24 punti con ottime percentuali ma il capolavoro lo fa difensivamente dove è un muro invalicabile quasi per chiunque. GRANITICO
    Clark 5,5 : è evidentemente ancora l’elemento che fatica maggiormente ad entrare in ritmo tant’è che anche stasera i suoi punti li realizza nel finale. Sicuramente meglio il suo approccio in retroguardia anche se si carica presto di falli che ne condizionano in parte l’intensità. Comunque ci si aspetta molto di più da lui. INCOMPIUTO
    De Vita N.E.
    Jakovics 6,5 : una serata non eccelsa al tiro con diversi errori di mira ma con sempre tanto dinamismo e accelerazioni in grado di bruciare il diretto avversario. FIAMMELLA
    Natali 6 : solo 5 minuti in campo per Nicola e 2 punti realizzati; apparizione ma senza dubbio positiva. COMPARSA
    Vene 7,5 : aveva sulla coscienza i tanti tiri aperti presi a Bologna che si erano mestamente infranti sul ferro, quindi decide di farsi perdonare dai suoi tifosi andando a riempire tutte le caselle dello scout dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che è il play occulto della OJM registrando 7 assist e un sacco di giocate di una intelligenza cestistica imbarazzante. EINSTEIN
    Simmons 7,5 : anche oggi con un punteggio non certo a rischio rimane in campo per ben 36 minuti sfiorando nuovamente la doppia doppia. Dimostra di saper essere bidimensionale realizzando entrambi i tiri presi dalla media e riuscendo così ad aprire la difesa brindisina che non lo può battezzare lontano da canestro. Buoni anche i fondamentali da pivot puro nel pitturato. I lunghi brindisini non sanno come limitarlo. ENIGMA
    Seck N.E.
    Mayo 8 : altra partita da leader vero che quando viene fatto sedere per il meritato riposo si fa notare per la sua assenza. Fatica sicuramente in avvicinamento al ferro sbagliando qualche conclusione di troppo ma dalla lunga è pericolosissimo e dalla linea della carità è una macchina realizzando 12 tiri su 12. Trascina i suoi quando serve e quando si mette in proprio sa essere devastante. TERMINETOR
    Tambone 5 : parte nel quintetto iniziale e lo fa col piglio giusto mettendo subito una tripla. Poi qualche errore soprattutto sulle rotazioni difensive che inducono Caja a sostituirlo e per questo i 2 non se le mandano a dire. Rimane seduto tutto il primo tempo e ributtato nella mischia non riesce ad essere incisivo e alla fine non ne esce una prestazione confortante. FUMINO
    Gandini N.E.
    Ferrero 6,5 : il capitano mette a referto 10 punti frutto di 4 tiri che trovano tutti il fondo della retina uscendo dal campo con il 100% di realizzazione. Anche l’approccio difensivo non lascia a desiderare insomma si può tranquillamente parlare di prestazione confortante. GARANZIA

  • simon89
    L'Openjobmetis valuta il secondo upgrade sul telaio dell'organico costruito in estate. Sondaggi in corso sul mercato dei lunghi italiani per affiancare Jeremy Simmons in maniera più competitiva, ed allungare le rotazioni con quel giocatore in più che Attilio Caja aveva ventilato in caso di necessità nel corso della pausa.
    Le valutazioni riguardano principalmente Riccardo Cervi, 28enne pivot di 214 centimetri per 115 chili attualmente inattivo dopo aver esaurito un ciclo triennale a Reggio Emilia. L'ex azzurro, attualmente ai box per un piccolo infortunio riportato mentre si teneva in forma in attesa di chiamata, è Wfree agent italiano di maggior spicco tra quelli disponibili sul mercato. Ma anche se ancora non è pronto per scendere in campo - giovedì avrà un consulto per il via libera alla ripresa degli allenamenti, per il completo recupero dovrebbero servire tre settimane - Varese non è l'unica interessata.
    Sul centro del 1991 c'è infatti anche Brescia, che lo aveva invitato ad unirsi agli allenamenti di Enzo Esposito come ospite, ma con la prospettiva di un contratto per rinforzare la squadra in vista degli impegni in Eurocup della Leonessa. L'OJM aveva già preso informazioni la scorsa settimana, ma il giocatore si era orientato verso la Germani; ora il nuovo sondaggio con la prospettiva di aggregarsi al gruppo di Caja e seguire il percorso di recupero con Silvio Barnaba, preparatore che lo conosce già dai tempi della comune militanza ad Avellino.
    L'atleta sarebbe allettato da entrambe le proposte e non ha ancora sciolto la riserva su quale dei due inviti accettare; comunque l'eventuale inizio a Brescia oppure a Varese non sarebbe indice di una scelta definitiva per l'uno o l'altro club. Di sicuro l'OJM è interessata ad un giocatore italiano in grado di garantire 15-20 minuti di sostanza nel pitturato come Cervi (8,6 punti, 5,1 rimbalzi e 1,6 stoppate di media lo scorso anno a Reggio Emilia; 6,8 punti e 4,1 rimbalzi di media in 7 stagioni tra i professionisti).
    Chiaramente un profilo di spessore molto superiore a quello di Luca Gandini, che pur con grande volontà ed abnegazione sta faticando a prendere il ritmo della serie A: le cifre delle prime 4 gaie si limitano a zero punti e 5 rimbalzi in 20 minuti. La scommessa intrigante di puntare su un centro di riserva con tanta disponibilità e stipendio relativo, liberando risorse da investire sugli elementi cardine - su tutti Mayo e Vene, che 12 mesi fa avevano detto no a salari più bassi - del quintetto base, si è rivelata vincente sul piano economico, ma meno performante su quello tecnico.
    Oggi Jeremy Simmons viaggia a 33,8 minuti di media a partita, di gran lunga il più utizzato da Caja: da qui l'idea di aggiungere qualità alle spalle del titolare per alzaie il livello della competitività della squadra. E se Cervi preferisse Brescia? A meno di cercare un' altra scommessa in A2, il mercato offre poche alternative pronte all'uso. Il 29enne polacco con formazione italiana Jakub Wojchiekowski (6,9 punti e 3,8 rimbalzi lo scorso anno a Brindisi) sta recuperando da un intervento alla schiena effettuato ad agosto e a sua volta non sarà pronto per qualche settimana.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis combatte fino al termine sul campo dell'imbattuta Segafredo. La truppa di Attilio Caja torna senza punti in classifica ma con tanta fiducia dal primo esame contro una big come la capolista di Sasha Djordjevic.
    Uno stellare Josh Mayo (9/14 al tiro e 4 assist) trascina Varese a duellare fino agli ultimi 90 secondi contro una Virtus sorretta dal suo predominio fisico (42-34 a rimbalzo) e dalle magie di un Teodosic distillato (4/11 al tiro, 9/11 ai liberi e 5 assist in 23' da sesto uomo) per vestire i panni del protagonista nel finale. I biancorossi pagano la serata no al tiro dall'arco di Vene (1/7 a dispetto dell'ampio spazio a disposizione) e un paio di errori banali nel rush finale, giocato però con grande personalità a dispetto della perdita precoce di Mayo (uscito per falli a 2'52” dal termine tra gli applausi di tutto il pubblico) grazie al finale da protagonisti di Jakovics e Clark.
    La guardia, al debutto, fatica a trovare il ritmo partita nel primo tempo, ma i suoi 8 punti nel quarto conclusivo fanno ben sperare sui suoi margini di crescita da cui passano le prospettive di miglioramento ulteriore dell'OJM. Che pur con qualche sbavatura e qualche errore di misura dal perimetro ha lottato alla pari sul campo di una pretendente per lo Scudetto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89

    Simmons totem OJM

    By simon89, in News,

    Varese, istruzioni per l’uso dopo le prime tre gare di campionato. Ecco il borsino di casa OJM al cambio delle aspettative iniziali per ogni singolo.
    CHI SALE
    Lo scettro di miglior rimbalzista della serie A dopo 4 turni è significativo dell’impatto positivo con la massima serie di Jeremy Simmons. Doppia... doppia media per il centro ex Montegranaro (10,0 punti e 10,3 rimbalzi) che sfrutta gli spazi aperti dai compagni - Mayo in primis ma pure Vene - per raccogliere dentro l’area col 66% da 2; migliorabile il 28% in lunetta ma, dopo l’esordio sofferto contro Sassari, le due prove dominanti della difesa OJM portano la firma del suo pivot titolare.
    Freccia in su al di là del partitone contro la Fortitudo Bologna per Ingus Jakovics, adrenalinico sesto uomo (8,3 punti in 14,3 minuti) capace di strappare il posto a Milenko Tepic con la sua capacità di aggredire la partita sui due lati del campo. Superiore alle aspettative anche l’impatto di Nicola Natali: l’ala di Montecatini era partito da sesto esterno, nel cambio Jakovics-Tepic guadagnerà spazio. Da lui non ci si aspettano punti (2,7 in 14,3 minuti) ma difesa e sostanza, il più 8,3 di plus/minus è indicativo della sua efficacia.
    STAZIONARI
    Josh Mayo e Siim Sander Vene erano i pezzi pregiati della campagna acquisti estiva ed i fulcri tecnici e caratteriali del gruppo costruito dalla società biancorossa. Le risposte del campo hanno confermato il loro valore: il play ex Bonn è il punto di riferimento dell’attacco (18,7 punti e 4,3 assist) ma soprattutto ha già in mano le chiavi della squadra nella gestione dei ritmi e delle scelte di gioco.
    L’ala estone è il leader silenzioso della difesa e il regista occulto dell’attacco già apprezzato due anni fa; rispetto ai mesi finali del 2017/18 ha aumentato l’impatto offensivo (12,0 punti col 63% da 2 e il 41% da 3). Il rendimento dei due pilastri è all’altezza delle aspettative, così come quello di Matteo Tambone e Giancarlo Ferrero: l’esterno romano ha nascosto alla meglio l’assenza di Clark con una presenza sostanziosa al di là delle cifre (8,7 punti in 28 minuti col 30% da 2 e il 29% da 3), il capitano finora ha prodotto poco in attacco (5,3 punti col 41% da 2 e il 33% da 3) ma ha dato sempre concretezza in retroguardia.
    CHI SCENDE
    Adeguamento al sistema Caja ancora in corso per L.J. Peak: passare dalla deregulation con solisti del mitra come Dominique Johnson e Tony Mitchell della stagione passata a Pistoia alle rigide esecuzioni OJM non è facile, però l’ala ex Georgetown dev’essere più aggressivo in attacco (8,7 punti con soli 7,3 tiri a partita) e più lucido in difesa evitando di caricarsi di falli in poco tempo. Impatto difficile con la A anche per Luca Gandini: il 34enne esordiente nel massimo campionato non lesina impegno e sacrificio difensivo (1,7 punti in 5,3 minuti) ma in attacco non è un fattore (0 punti in 3 gare) e al momento Simmons è imprescindibile con i suoi 33 minuti di media. E poi c’è l’incognita Jason Clark: nello scrimmage contro Bergamo l’ex Francoforte ha mostrato tiro frontale, trattamento di palla e aggressività difensiva, caratteristiche che lo accomunano a quelle della maggior parte dei componenti del reparto esterni OJM. L’auspicio è che la guardia del 1990 possa aggiungere alla manovra la capacità di saltare l’uomo in penetrazione e ridurre la dipendenza dell’attacco biancorosso dalle percentuali dall’arco.
    Giuseppe Sciascia

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