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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis 2019/20 ripartirà con ogni probabilità dallo stesso nucleo della stagione appena chiusa, tolto ovviamente Aleksa Avramovic. Tra contratti in essere, rinnovi e trattative, sono quattro i potenziali punti fermi della Varese che verrà. Lo zoccolo duro italiano, con Matteo Tambone vincolato fino al 2021 già al termine del precampionato scorso e il prolungamento fino al 2022 di capitan Ferrero - stessa durata temporale dell'estensione di Attilio Caja -, sarà la base di (ri)partenza. E con ogni probabilità dovrebbe aggiungersi anche Nicola Natali, decimo uomo di lusso disposto anche ad accettare di non giocare e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa dal coach pavese.
    Ma, al di là del supporting cast, il primo pilastro per il futuro è la conferma di Tyler Cain: le parti si annusano da qualche mese, ma il dialogo concreto degli ultimi giorni pare indirizzato ad una conclusione positiva. Il centro statunitense, che a giugno diventerà padre per la seconda volta, avrebbe espresso interessse per la possibilità di vestire per il terzo anno di fila la maglia dell'OJM. La negoziazione per togliere la clausola d'uscita dal contratto in cambio di un piccolo ritocco avverrà nei prossimi giorni, ma l'apprezzamento della famiglia per la destinazione Varese fa ben sperare il clan biancorosso di poter trattenere la pietra angolare del sistema difensivo di Artiglio, per questo motivo il più insostituibile di tutti.
    Anche più di Aleksa Avramovic, che pure sarà ovviamente il più rimpianto per la sua capacità di accendere i tifosi col suo adrenalinico stile di gioco. «E giusto che Avrà vada alla fine di un percorso molto stimolante, dovrà solo trovare la collocazione adatta a lui senza farsi soffocare dove non gli verranno dati minuti»: così Attilio Caja certifica la partenza a fine contratto della guardia serba, cui ha dispensato consigli nel corso della serata di ieri al Muccala. Lo show dei 30 punti a Bologna ha fatto pensare a un interesse della Virtus che per ora sogna serbi di altro spessore (offerta biennale da oltre 2 milioni alla superstar Teodosic); sembra difficile anche un interesse del suo mentore Claudio Coldebella a Kazan, mentre sul conto di Avra aveva chiesto informazioni Veljko Mrsic per il Cedevita Zagabria.
    Sostituire il bomber nello scacchiere tattico e la stella nel cuore dei tifosi non sarà facile, mentre tutto il resto del parco stranieri è in uscita. Tommy Scrubb vuole monetizzare la sua solidissima stagione provando a sfruttare in Spagna il suo passaporto britannico: Varese non può e non vuole svenarsi per trattenere un (pur ottimo) comprimario. Moore e Archie hanno fatto la loro parte per tenere l'OJM lontana dalla zona pericolo, ma hanno avuto un rendimento troppo alterno e si cercheranno profili più freschi; Salumu ha mostrato qualche spunto interessante ma la sua opzione per il 2019/20 prevede uno scatto salariale troppo alto per un giocatore della panchina. Con la conferma alle porte di Cain, è ai saluti anche Iannuzzi: al di là del rendimento inferiore alle aspettative, inutile investire risorse importanti su un elemento che può dare minuti solamente da cambio del pivot nel ruolo occupato da un giocatore da 30,9 minuti di media.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Andrea Conti fa il punto tra il presente di un nono posto beffardo per una Varese esclusa solo per quoziente canestri dai playoff e un futuro basato sulla continuità delle scelte tecniche come evidenziato dal rinnovo solo da annunciare con Attilio Caja. Il g.m. biancorosso fotografa così il verdetto di ieri sera al PalaDozza: «Accettiamo il risultato del campo, analogo rispetto a quello di 12 mesi fa che era valso il sesto posto. Stavolta 32 punti non sono bastati, con l'amarezza di una classifica avulsa nella quale avendo scontri diretti positivi con 4 concorrenti su 5 siamo stati penalizzati dallo 0-2 con Avellino. Però la squadra ha reso in maniera abbastanza costante per tutta la stagione senza accusare mai momenti di affanno evidente; dopo la Coppa Italia abbiamo fatto un marzo bellissimo a parte il secondo tempo di Avellino. Peccato per l'assenza di Archie a Torino in una sconfitta che ci ha girato un po' la stagione».
    Come giudica la stagione 2018/19 dell'Openjobmetis?
    «Dobbiamo essere orgogliosi di squadra e staff: un gruppo allenato in questo modo merita solo complimenti per la disponibilità e la dedizione. Per il secondo anno di fila abbiamo fatto meglio rispetto alle risorse economiche disponibili, cambiando meno di tutti con una sola sostituzione fisiologica. Al di là della frustrazione del momento dobbiamo essere contenti della stagione».
    Quali saranno i passi per programmare il futuro?
    «C'è tanto da fare non solo dal punto di vista sportivo ma anche societario. Il punto di partenza è quello di capire quali saranno le prospettive future. Le valutazioni sulla stagione e sulle strategie future da condividere con Caja a mente fredda non possono prescindere da un concetto: Varese non può permettersi elementi dal pedigree importante, dunque servono giocatori adatti ad un metodo ed un sistema. Il direttore d'orchestra è Attilio, ci vogliono gli interpreti giusti per lui».
    Si ripartirà con l'obiettivo minimo di tenersi lontano dai guai, anche alla luce del raddoppio delle retrocessioni in A2?
    «A prescindere da 18 o 16 squadre, con due retrocessioni non possiamo permetterci di peccare di presunzione. Non è questione di minimalismo e mancanza di ambizioni: veniamo da due anni nei quali una pallacanestro con un' identità basata sul lavoro e il sacrificio, molto calzanti alla mentalità di Caja, ci hanno portato a costruire una squadra con una identità molto forte, che in particolare in casa ha dato grandi soddisfazioni. Ripartiremo da quell'identità e quella mentalità, che i tifosi hanno dimostrato di apprezzare».
    Dunque l'equilibrio dei conti rimane la priorità assoluta per la continuità nel tempo?
    «La Pallacanestro Varese ha bisogno di darsi prospettive di durata a lungo termine: siamo un patrimonio della città e per questo è necessario poter garantire uno spettacolo per più anni ai tifosi, prestando massima attenzione ai conti e investendo in maniera oculata e intelligente. L'auspicio è che entrino risorse fresche, ma non possiamo prescindere dal principio di fare con quello che abbiamo; nel medio periodo potrebbe arrivare un aiuto dalle giovanili che alla luce dei regolamenti diventano un serbatoio importante per crescere giocatori in casa».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis non fa il miracolo al PalaDozza e resta fuori di un niente dai playoff. La sconfitta sul campo della Segafredo fa scivolare al nono posto la formazione di Attilio Caja, penalizzata dallo 0-2 contro Avellino nell'avulsa a quattro squadre che premia Trieste e Sidigas e condanna i biancorossi ad una eliminazione beffarda.
    A Varese non basta lo stesso bottino del 2017/18 per tagliare il traguardo, e le 27 giornate su 30 nelle prime 8 non sono sufficienti a contenere le rimonte di Trento ed Alma, partite dai 14 punti nel girone di andata. Lo stesso bottino totalizzato dall' OJM nel ritorno, dove sono fatali le ultime 5 sconfitte esterne consecutive, compresa quella decisiva ad Avellino dove i 24 punti dilapidati nel secondo tempo della gara di metà marzo, condanna due mesi dopo Ferrero e compagni.
    L'ultimo show biancorosso di Avramovic (eguagliato il record dei 30 punti all'esordio stagionale con Brescia) non è sufficiente a Varese per sovvertire la superiorità interna della Segafredo, che banchetta in area (69% da 2 contro il 45% biancorosso) e punisce una OJM prevedibile quando l'esterno serbo non trova più la via del canestro (19 punti a metà gara e 23 al 24'). Sufficienza piena solo per Salumu e Cain tra i biancorosi, che evidenziano una cifra tecnica troppo modesta per sbancare il campo di un'avversaria dal potenziale ben superiore al suo undicesimo posto.
    Varese non ha perso i playoff al PalaDozza, ma nella serie di sconfitte esterne del 2019 (unico hurrà a Trieste il 10 febbraio) quando l'attacco ha battuto in testa per limiti oggettivi di qualità. Ma la scelta di fondo dell'OJM 2018/19 era quella di costruire una squadra con un'identità forte in casa e in grado di soffrire il meno possibile. Per questo le scelte di Moore e Archie, ieri deludenti per impatto offensivo e personalità, non sono da bocciare tout court.
    Il campo ribadisce che la Varese 2017/18- quella del ritorno, con Larson e Vene - è più forte di quella che ha chiuso ieri la sua stagione pur senza mai venire coinvolta nella bagarre salvezza come 12 mesi fa. Un quarto di finale in Coppa Italia e una semifinale in FIBA Europe Cup valgono un playoff sfumato per differenza canestri? Artiglio fa prevalere nettamente l'orgoglio per i 9 mesi di solidità rispetto al rammarico perii traguardo sfumato in extremis.
    Nei fatti la continuità espressa dal sistema ha permesso a Ferrero e soci di viaggiare a lungo oltre il loro livello di qualità; le correzioni del mercato dei club più ricchi nel ritorno hanno riassestato i valori, e la partita di ieri ha detto che lo scandalo è Bologna fuori dai playoff, non certo una Varese grintosa ma modesta, Avramovic a parte. Ora in cantiere c'è un saluto alla squadra che si terrà mercoledì in piazza Monte Grappa, poi si ripartirà da Caja, gli italiani e (auspicabilmente) da Cain col primo compito di trovare un nuovo idolo per rimpiazzare l'Avra consacratosi star al PalaDozza.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis è padrona del proprio destino in vista del turno conclusivo della serie A. Nella volata per assegnare gli ultimi 3 posti nei playoff, la formazione dì Caja è in lizza con altre cinque squadre per bissare l'impresa della passata stagione. A differenza del 2017/18 però, i 32 punti ottenuti dai biancorossi potrebbero non bastare. Ecco tutte le possibilità a seconda dei risultati dell'ultima giornata: secondo i calcoli di Lega Basket, Varese si qualificherà ai playoff nel 75 per cento delle casistiche.
    COLPO AL PALADOZZA? PLAYOFF ARITMETICI - Ferrero e soci saranno certi dell'accesso alla post season in caso di vittoria esterna sul campo della Segafredo: il colpo a Bologna garantirebbe all'OJM di chiudere almeno sesta (in tal caso sfiderebbe Venezia, già aritmeticamente terza, nei quarti di finale). Il caso migliore per i biancorossi potrebbe portarli al quinto posto nell'ipotesi in cui Cantù vinca a Sassari con meno di 26 punti di scarto, in tal caso Varese se la vedrebbe nei quarti contro l'Happy Casa Brindisi di Frank Vitucci. Due posizioni che in ogni modo permetterebbero a Varese di avere chances di accesso alle coppe europee - nel dettaglio alla Champions League FIBA - come accaduto nel 2017/18, quando la società di piazza Monte Grappa declinò il diritto alla Champions iscrivendosi alla FIBA Europe Cup.
    SCONFITTA A BOLOGNA? FORZA PISTOIA - In forza dei risultati positivi dagli altri campi nel turno di domenica, l'OJM ha possibilità di qualificarsi anche in caso di ko al PalaDozza. Serviranno però combinazioni di risultati positivi: prima di tutto da Pistoia che ospiterà Avellino. Varese ha bisogno di evitare la parità - anche multipla - con la Sidigas visto lo 0-2 negli scontri diretti con gli irpini, che giocheranno sul campo di una OriOra con il match ball salvezza in mano dopo il meno 6 a carico di Torino. La sconfitta della Scandone in Toscana, e almeno un'altra sconfitta-di una della tre attuali compagne di viaggio di Varese - Trento gioca a Brindisi, Trieste a Milano e Cantù a Sassari - garantirebbe ali'OJM il ticket per la post season oscillando tra il sesto e l'ottavo posto. Se invece Avellino espugnerà il PalaCarrara, la truppa di Caja dovrà sperare che Cantù vinca in Sardegna in contemporanea con le sconfitte di Trento e Trieste: solo in questa parità a quattro i biancorossi si qualificherebbero all'ottavo posto sfidando dunque la testa di serie numero 1, Milano.
    IL CASO PEGGIORE - Le altre parità a quota 32 che comprendono Avellino penalizzerebbero l'OJM in qualsiasi classifica avulsa nonostante il 2-0 negli scontri diretti con Trieste; nel 25% delle casistiche i biancorossi chiuderebbero noni o decimi, ma ovviamente si tratta solo di un calcolo matematico che non contempla i valori del campo. Per espugnare Bologna e interrompere una serie negativa lontano dall'Enerxenia Arena che dura dal 10 febbraio, servirà comunque un'impresa a dispetto delle motivazioni di classifica azzerate di una Segafredo comunque decisa a celebrare davanti ai propri tifosi la freschissima vittoria della Champions League. Oppure bisognerà sperare nella voglia di salvezza di Pistoia, che però domenica a Masnago non ha esattamente incantato...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Vittoria schiacciante quella dell’ OJM contro la pericolante Pistoia (che spera ancora grazie alle grane incombenti sulla Auxiluim Torino) anche se il divario finale si sviluppa principalmente nella seconda parte della gara quando l’attacco dei padroni di casa si scioglie e la resistenza dei toscani diventa pressochè inesistente. Accoglienza tutt’altro calorosa quella riservata dal pubblico di Masnago all’ex coach Moretti anche grazie alle vicende legali che ancora sono vive tra la società di Piazza Montegrappa e l’allenatore aretino. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6,5 : partenza soft per Dominique che come il resto dei suoi compagni poi scalda i motori e aggiusta la mira.  Come sempre solido difensivamente si rende utile a rimbalzo e dispensa anche 3 assist. JET
    Avramovic 7 : come nell’incontro contro Pesaro fa salire i suoi colpi nel finale dopo un avvio molto rivedibile ma sospinto dal suo spirito battagliero e da tutto l’affetto del Lino Oldrini, si scrolla di dosso la polvere e chiude con una bella prestazione. Giro d’onore alla fine anche se tutti si augurano di poterlo vedere nuovamente in campo a Varese con i colori biancorossi. FIERO
    Gatto S.V.
    Iannuzzi 5,5 : poco più di 10 minuti in campo ma senza lasciare particolari ricordi se non un secondo fallo speso in maniera fin troppo banale anche perché regala 2 liberi agli avversari. INGENUO
    Natali 7 : Nicola entra in campo nel terzo quarto ed ha un impatto molto importante sull’incontro tanto da chiudere in doppia cifra e con percentuali ottime. Non manca nemmeno la solita abnegazione difensiva e solo il metro arbitrale particolarmente sbilanciato lo limitano facendolo uscire prima del tempo per raggiunto limite di falli. FATTORE
    Salumu 7 : Jean riesce a sopperire bene all’inizio difficoltoso di Avra anche se appena entrato in campo deve subire un duro colpo sul volto che lo costringe a rientrare in panchina. Ma una volta rientrato è se possibile ancora più aggressivo sugli avversari e la sua mano dalla lunga distanza è bollente. TIZZONE
    Scrubb 7,5 : come ogni tanto gli capita, il tiro dalla lunga non lo premia ma i suoi movimenti in avvicinamento e in svitamento con uso magistrale di piede perno è un inno alla gioia per chi ha la fortuna di poterlo ammirare. CAVATAPPI
    Verri N.E.
    Tambone 5,5 : continua il periodo poco felice per il play laziale che per lo meno questa volta almeno ritrova la via del canestro anche se in un momento in cui la partita era già ampiamente al sicuro. Un recupero e 2 assist valgono mezzo punto in più sperando sia il preludio di un recupero che in caso di prolungamento della stagione regolare sarà fondamentale. A.A.A.CERCASI PLAY
    Cain 7 : sbaglia 2 appoggi che definire elementari è poco ma in compenso si prende un piazzato dalla media sulla linea di fondo, mettendolo e addirittura converte in schiacciata un alley oop in contropiede; poi è la solita piovra a rimbalzo. Sfiorata soltanto la solita doppia doppia. ASPIRATOR
    Ferrero 5 : Ingresso un po’ in difficoltà per il capitano che come i suoi compagni viene eccessivamente penalizzato dai 3 fischietti (clamoroso il fallo fantasma fischiato sul tiro da 3 di Odum dove non c'è nessun contatto e la distanza tra lui e l’attaccante non scende mai sotto i 30 cm). Nelle altre occasioni molto evidente il fatto di voler intervenire fallosamente in modo preventivo con uso improprio degli arti superiori. MANESCO
    Moore 7,5 : Ronald dopo esattamente un girone, torna a giocare una partita pienamente convincente, forse aiutato dalle sempre valida legge dell’ex. Lui non si fa commuovere dalla situazione critica della sua ex società e realizza con continuità e con soluzioni differenti. VARIEGATO
     

  • banksanity6
    Partita importante per entrambe le squadre scese in campo sotto le volte di Masnago ma con in palio obbiettivi ben diversi; Pesaro si gioca la permanenza nella massima serie, Varese deve tenere accese le speranze di qualificarsi per la post season e forse proprio per questo ne esce un match abbastanza equilibrato e che vede le 2 squadre superarsi nel punteggio in diverse occasioni ma sicuramente lo spettacolo offerto non è certo di prim’ordine. Alla fine hanno la meglio i padroni di casa che allungano nel finale grazie soprattutto a 2 bombe di Avramovic e ora aspetta Pistoia settimana prossima anche qui con zero possibilità di sbagliare se vogliono qualificarsi per palyoff . Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6 : buon approccio per Dominique che però resta in campo solo 9 minuti lasciando col fiato sospeso tutti i suoi tifosi per un altro duro colpo ricevuto pressappoco nella stessa zona del precedente infortunio. Tutti sperano che si sia trattato di un riposo precauzionale. THRILLER
    Avramovic 7,5 : serata finita in crescendo quella del serbo che parte facendo intendere di non essere completamente in partita ma lentamente e inesorabilmente prende per mano i suoi compagni e trascurando le sue qualità di passatore decide di prediligere la sua indole di finalizzatore. BOMBER
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 6 : solo 4 minuti in campo per un Antonio che non aveva particolarmente demeritato ma coach Caja non gli da più fiducia e si affida per quasi la totalità dei 40 minuti a Cain. ISOLATO
    Natali 5 : Nik sembra entrato in un loop negativo da cui fatica a tirarsi fuori, vero è che non gli si danno nemmeno troppe occasioni per potersi redimere. INVOLUTO
    Salumu 5,5 : il belga non convince a pieno nemmeno questa sera anche se non è autore di una gara completamente negativa. Come sua consuetudine discreto impatto difensivo ma offensivamente forse non è quella pedina che serviva per dare la scossa dalla panchina nel momento del bisogno. SOFFICE
    Scrubb 6,5 : anche Tommy parte non certo con una intensità elettrizzante ma poi è sicuramente uno dei fautori della rimonta prima e della spallata decisiva poi. CERTEZZA
    Verri N.E.
    Tambone 4 : spiace dare un giudizio così severo nei confronti di Matteo ma questa sera si fatica veramente a trovare un aspetto della sua partita che si possa salvare. NAUFRAGO
    Cain 7 : non certo risparmiato restando in campo 36 minuti e lui risponde con una prestazione tutta sostanza condita da 13 punti 15 rimbalzi e 4 assist dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che sa fare anche il play occulto. STOCKTON
    Ferrero 7 : il capitano ancora una volta deve sopperire all’assenza forzata per infortunio di Archie e stasera non lo fa certo rimpiangere. Ottimo in difesa nonostante il mismatch e ficcante in attacco con la perla di un semigancio in entrata mix di tecnica volontà e anche una discreta dose di fortuna…che come dice il proverbio aiuta… AUDACE
    Moore 6,5 : parte insolitamente dalla panchina visto il permesso di 6 giorni ricevuto per andare a far visita al suo primogenito Cameron e a sua moglie. Diciamo che la mira da fuori è rimasta deficitaria ma nel complesso la sua prestazione alla fine è più che sufficiente e da il meglio in quella che è la sua qualità migliore facendo registrare ben 8 assist. PAPARINO

  • simon89
    Gianfranco Ponti racconta le ragioni delle sue dimissioni dal consiglio di amministrazione della Pallacanestro Varese, confermando però la disponibilità a rientrare nei ranghi alle sue condizioni. L'imprenditore di Angera, uscito da metà marzo dalla stanza dei bottoni, club di piazza Monte Grappa, motiva così la sua scelta: «Mi sono dimesso perché non ho condiviso alcune scelte legate a questioni di gestione societaria, compresa la mancata attuazione immediata di un piano di riorganizzazione realizzato da Andrea Conti e Giorgio Pellegatta dei quali ho massima stima e che avevo appoggiato attivamente: razionalizzando alcuni costi avrebbe portato risparmi per circa 150mila euro. Ma a me la Pallacanestro Varese sta sempre a cuore: il mio passo indietro non è irreversibile, domenica sarò all'Enerxenia Arena a sostenere la formazione di Caja, e a certe condizioni sono disposto a tornare nei ranghi per costruire una squadra e una società più forti».
    Quali sono le condizioni per far rientrare le dimissioni? «La porta non è assolutamente chiusa: attendo che a giugno si formi il nuovo CdA per valutare se ci saranno le condizioni per farne parte ed eventualmente esercitare la mia opzione di acquisto fino al 20 per cento delle quote. Quel che chiedo è che il futuro CdA, poco importa se uguale a quello attuale o con figure differenti, dovrà avere pieni poteri per i prossimi tre anni. La prima condizione, non negoziabile, è che del consiglio di amministrazione faccia ancora parte Toto Bulgheroni, unica figura per me imprescindibile per le sue competenze e la sua capacità di essere punto di riferimento per tutta la città».
    Il suo passo indietro è legato anche alle tempistiche della nomina del nuovo nuovo CdA? «L'attuale governance in scadenza al 30 giugno avrebbe dovuto rimanere in carica fino all'approvazione del bilancio 2018/19, cosa che avverrà nei primi mesi del 2020. Si è convenuto di farla decadere a giugno per programmare il futuro in funzione delle possibili novità nel capitale azionario. Lo scorso febbraio avevo proposto di dimetterci tutti per anticipare i tempi della costituzione del nuovo CdA. Dunque, nel desiderio di stimolare positivamente la situazione e non certo per un capriccio, ho anticipato il passo indietro».
    Quale sarebbe il modo per effettuare un vero salto di qualità in termini di budget e relative ambizioni? «Al di là del piano di riorganizzazione non si può soltanto operare sulla riduzione dei costi. Per crescere davvero serve aumentare i ricavi, soprattutto quelli da sponsorizzazione: il vero salto di qualità arriverebbe attraverso un abbinamento di alto livello, diciamo da un milione di euro, a supporto dei partner attuali partendo da Openjobmetis (qualora dovesse acquistare quote del club nell'operazione Orgoglio Varese, l'azienda di Gallarate potrebbe lasciare ad altri il ruolo di main sponsor se giungessero offerte più vantaggiose, ndr). Sono pronto a rientrare nell'ambito di un azionariato che condivida un progetto ambizioso, non in una società che si avvìi verso una politica di piccolo cabotaggio»
    Cosa accadrà qualora non si avverassero le condizioni richieste? «Mi occuperò sempre del settore giovanile, per il quale il mio impegno proseguirà a prescindere dagli sviluppi al vertice del club. Anche in questo ambito siamo in cerca di risorse da sponsorizzazione; la volontà è comunque quella di potenziare l'Academy investendo sul parco allenatori in cerca di professionisti a tempo pieno, e sul reclutamento italiano e straniero per migliorare ulteriormente i nostri gruppi. Che già quest'anno, con l'Interzona raggiunto da Under 18, 16 e 15 e il titolo regionale dell'Under 14, hanno dato risultati lusinghieri».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis finisce schiacciata dai cingoli di Cantù e si allontana ulteriormente dal sogno playoff. Prima sconfitta per Attilio Caja in un derby contro i brianzoli: dopo 4 vittorie in fila dei biancorossi, l'Acqua San Bernardo rompe un digiuno che durava dal 3 dicembre 2016 imponendo la sua soverchiarne supremazia fisica ad una Varese insolitamente travolta a rimbalzo. Decisivo d 47-29 con cui la formazione di Nicola Brienza evidenzia la sua fisicità nel pitturato, cavalcando un imprendibile Davon Jefferson (8/8 da 2 e 32 di valutazione) che vince nettamente il duello con TylerCain.
    All'OJM non basta una partenza a spron battuto (anche più 8 in avvio del secondo quarto) con Scrubb stellare nei primi 10' a sorreggere una manovra ficcante ed efficace. Alla distanza l'attacco ospite paga l'ormai abituale sterilità dall'arco, col 7/32 totale (di cui 3/17 nel secondo tempo) che fa a pugni con la crescita progressiva dei padroni di casa (10/26 dall'arco di cui 6/12 nella ripresa). Lo show individuale di Avramovic è insufficiente per ricucire lo strappo del terzo quarto, figlio della solita sterilità balistica abbinata agli inusitati affanni difensivi nel cuore dell'area a dispetto di un lavoro non disprezzabile fotografato dalle 17 perse di Cantù. Alla fine Varese salvaguarda quantomeno il più 18 dell'andata, ma la quinta sconfitta in fila tra campionato e coppa certifica il momento critico di un team nuovamente lasciato a piedi da Ronnie Moore, condizionante se non riesce a trovare un minimo di ritmo dal perimetro (2/8 totale con 0/5 da 3 per ti play statunitense).
    Il 38% da 3 delle prime 13 giornate era l'eccezione alla regola e il 18% delle 14 gare del 2019 la normalità? Il campo dice chiaramente che Varese è passato dal 9-4 delle prime 13 gare al 5-9 del nuovo anno solare, con un digiuno esterno che dura dal 10 febbraio a Trieste, quando la truppa di Caja pescò il jolly di una serata da 18/34 da 3. E che nella seconda metà della stagione i biancorossi abbiano evidenziato una chiara Avra-dipendenza quando ti mancino serbo non trova il canestro (Pistoia, secondo tempo di Avellino, Brindisi, Torino) o non trova adeguato supporto dal sistema. Non manca volontà, ma qualità. E se il tiro dall'arco non funziona, mancano alternative valide per dare sbocco all'attacco.
    Il derby del PalaDesio allontana ulteriormente Varese dall'obiettivo playoff alla luce delle contemporanee vittorie di Trento, Trieste, Avellino e Sassari; ora il margine di errore dell'OJM è azzerato: andrà capitalizzato il fattore campo delle prossime due gare contro Pesaro e Pistoia e poi la trasferta del 12 maggio a Bologna (contro una Segafredo ancora in corsa o tagliata fuori dai playoff?) sarà probabilmente decisiva. Ferrero e soci vogliono crederci ancora, però nel rush finale alla volontà andrà abbinata più qualità, almeno sul piano balistico...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis esce di scena senza acuto finale in Europa. La formazione di Attilio Caja cede anche al ritorno contro un Wurzburg che si conferma indigesto per qualità balistiche e atletiche per la truppa biancorossa. La formazione di Wucherer archivia la pratica con un perentorio 32-13 iniziale e ripropone per un tempo abbondante le chiavi decisive a Masnago tra percentuali dall'arco micidiali (11/24 da 3) e predominio fisico a rimbalzo (38-25 finale). Poi entra in partita anche Varese, penalizzata a lungo da medie polari da 3 (8/28 totale ma 1/17 nei primi 25'), sfiorando la clamorosa rimonta -da meno 19 a più 1 - con un secondo tempo da 54 punti.
    Fra 72 ore a Cantù servirà una maggiore continuità, seguendo l'esempio dato da un indomito Thomas Scrubb (10/11 da 2 e 9/9 ai liberi). E un apporto migliore del centrocampo, con Avramovic messo fuori causa sul primo possesso per un episodio discutibile (reazione ad una gomitata di Bowhn sul possesso iniziale, 2 falli a carico dopo soli 5 secondi e gara praticamente finita lì). La nota positiva arriva dal rientro di Dominique Archie: l'ala statunitense tiene il campo per 26 minuti, evidenziando una condizione migliore del previsto.
    L'episodio iniziale è il preludio di un primo quarto a senso unico, nel quale il copione è analogo all'andata: Wurzburg macina triple con Wells e Oliver, l'OJM spacca il ferro con tutti gli effettivi (5/10 contro 1/10 il computo dall' arco alla prima sirena). Il S.Oliver mette subito in chiaro l'idea di festeggiare davanti ai suoi tifosi (12-4 al 3', 21-7 al 6'') e travolge una Varese spaurita con un perentorio 30-11 iniziale. Poi la squadra di Caja inizia a macinare gioco, ma l'impasse perimetrale non si sblocca proprio mai (1/14 da 3 a metà gara) e anche il minimo tentativo di riavvicinamento (41-28 al 17') si spegne contro il ferro tedesco.
    L'OJM mostra spunti convincenti anche nel terzo quarto trovando risposte interne da Scrubb e perimetrali da Archie, ma lo show balistico di Wurzburg non si arresta mai e ricaccia più volte indietro Varese (55-45 al 25' ma 75-59 al 30') nonostante i 27 punti nella frazione. Nell'ultimo quarto l'incontenibile Scrubb e una difesa più aggressiva riportano in scia l'OJM (75-71 al 35'); due dardi di Moore valgono addirittura il sorpasso sull'82-83 del 36', ma due sanguinosi rimbalzi offensivi ridanno l'inerzia al S.Oliver, mentre i dardi finali di Archie e Salumu vanno fuori misura.
    Giuseppe Sciascia 

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