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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Termina forse prima di cominciare il tentativo di “assalto alla vetta” della Openjobmetis in un palasport di Masnago pieno come un uovo. La Virtus Bologna vince e rimane capolista imbattuta al termine di una serata dai punteggi d’altri tempi, 100-108, caratterizzata da una Varese combattiva e mai doma che esce, giustamente, a testa altissima tra gli applausi. Se però la sconfitta non preoccupa, la squadra di Brase è costretta a incassare un infortunio al ginocchio per Justin Reyes avvenuto durante la prima parte del riscaldamento: con un uomo in meno la OJM ci ha provato ma si è dovuta arrendere.
    Le prime notizie parlano della rottura del menisco anche se lunedì saranno le analisi più approfondite a dare un responso certo. Se così fosse, Varese dovrà fare a meno di O’Rey per un mesetto: è questa la notizia peggiore che rimbalza da Masnago dove, sul campo, si è visto tanto spettacolo. Più forte la Segafredo, senza dubbio: la squadra di Scariolo è stata la prima a controbattere i biancorossi sui loro ritmi, non disdegnando di correre e – in fin dei conti – tirando meglio dei padroni di casa grazie anche a una circolazione di palla resa sopraffina dalla presenza di Teodosic (14 assist del serbo, 32 di squadra).
    Varese però ci ha provato fino al 40′ minuto: la banda-Brase, finita anche a -21 a un certo punto, ha avuto la grinta, la voglia e il coraggio di tornare fino al -5 palla in mano con una manciata di minuti da giocare. Non è bastato, ma chi pensava che questa squadra fosse solo brillantini e corsa dovrà ricredersi: Ferrero e compagni hanno fondamenta solide e contro qualsiasi avversaria giocheranno tutte le proprie carte prima di arrendersi.
    Peccato, soprattutto, per le percentuali dall’arco: Varese ha tirato male (9/31, il 29%) e nel contempo ha aperto il fianco agli esterni bianconeri (46%). Tra essi anche Belinelli, decisivo con i 13 punti nell’ultimo periodo che hanno ricacciato indietro ogni tentativo di rimonta lombarda. Per Brase, favolosa la prestazione di Brown che ha sentito aria d’Eurolega e ne ha messi 27 con 38 di valutazione: una partita sensazionale di quello che, probabilmente, è l’uomo più totale a disposizione di Varese. Buone anche le prove di Woldetensae (pur con qualche tripla sbagliata) e tutto sommato di Ross e Johnson mentre i lunghi non hanno convinto del tutto, specie Owens. Ma contro la batteria di Scariolo era obiettivamente complicato svettare. Ora i biancorossi sono attesi da un’altra prova tostissima, la trasferta sul campo di una Pesaro che – come Varese – sta riscoprendo l’antica nobiltà. In riva all’Adriatico sarà una sfida di quelle tutte da gustare.
    PALLA A DUE
    Riscaldamento velenosissimo per Varese: Justin Reyes sta facendo ginnastica quando gli si blocca un ginocchio che lo costringe a dare forfait. Doccia ghiacciata per i 4800 di Masnago che speravano in un confronto alla pari contro la corazzata Virtus: Scariolo manda subito in quintetto Teodosic in posizione di guardia (su di lui Brown) con Mannion accanto. Bako è lo straniero sacrificato da Bologna, quintetto solito per Brase. In tribuna oltre al pienone anche volti noti come Martina Colombari e Billy Costacurta e Max Cavallari.
    LA PARTITA
    Q1 – Teodosic vuole lasciare subito il segno e nei primi due possessi regala un assist a Cordinier e un canestro in entrata. L’avvio di Varese è durissimo: un solo canestro a fronte di una Virtus già in doppia cifra (2-11) perché dall’arco i biancorossi non ne prendono una. Quando la OJM lo capisce, inizia a risalire con ottimi spunti di Woldetensae e scorribande di Johnson mentre Ross è subito alle prese con i falli. Si vede anche Caruso ma la Virtus non concede rimonte e al 10′ comanda 20-28.
    Q2 – La squadra di Scariolo sfida addirittura Varese sul suo terreno, specie con Weems che segna due volte in pochi secondi replicando a canestro subito. I biancorossi, con alcune folate di Brown, restano in scia senza tuttavia mai riuscire a pareggiare o sorpassare perché Teodosic manda a canestro pure il massaggiatore. Cordinier è implacabile, gli arbitri lasciano talvolta perplessi e la OJM rischia di chiudere metà gara a -10. Non lo fa perché De Nicolao pesca il canestro al volo di Johnson del 47-56.
    Q3 – Il rientro dagli spogliatoi però è tremendo: 10-0 di parziale bianconero e Bologna che sembra, addirittura, chiudere la pratica. Non è così perché dopo un timeout di Brase Varese riaccende i motori per merito di Ross – orgoglioso – e Brown a tratti irreale. Il controbreak ridà vigore alla partita tanto che alla terza pausa sono ancora 10 le lunghezze di differenza (69-79) grazie ai lampi di Caruso (stoppata e canestro con fallo) e Librizzi (tripla).
    IL FINALE
    Il massimo sforzo Varese lo mette a inizio ultimo quarto di nuovo con Brown, tripla morbidissima, e Ross ormai acceso con il volume al massimo. A meno di 7′ dalla fine il tabellone segna +5 Virtus ma Owens perde un pallone vitale e Belinelli punisce dall’arco. L’ex azzurro inizia così uno show da 13 punti nel periodo e si merita il premio di MVP della partita, cercato con costanza dall’altra “mammasantissima” virtussina, Milos Teodosic. Non basta alla Segafredo per vincere in anticipo: Brown non si ferma più e Varese torna a -8 in più occasioni ma non riesce ad andare oltre. De Nicolao avrebbe ancora la palla del -5 ma il ferro dice no e su Masnago si chiude il sipario.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Masnago gremita in ogni ordine di posto è la giusta cornice per il big match della nona giornata di campionato. Partita che in realtà è sempre stata saldamente nelle mani di una Virtus strabordante di fisicità e talento con Teodosic ad incantare la platea con giocate da extraterrestre (ben 14 assist) e Belinelli a finalizzare cinicamente, respingendo ogni volta i tentativi dei padroni di casa di riaprire le sorti dell’incontro. Una Varese mai doma, che dopo il massimo svantaggio di 21 punti riesce nell’ultimo quarto a portarsi sul meno 5 e palla in mano. Azione che poteva girare in modo definitivo l’inerzia e che invece è stata buttata alle ortiche sancendo un finale in controllo per le V nere. Va sottolineato che Varese ha dovuto fare a meno, ancora una volta, di Justin Reyes infortunatosi nel riscaldamento, assenza pesantissima per i padroni di casa per tutto quello che il giocatore portoricano riesce a dare dentro e fuori dal campo. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Ross 7 : parte con le marce basse soffrendo l’intraprendenza di Mannion dovendo spendere dei falli che ne limitano l’utilizzo. Nella ripresa gioca con un altro piglio sia mettendosi in proprio, sia mettendo in ritmo i suoi. Partite di questo livello sono un bel banco di prova per far crescere e maturare la sua esperienza. UPGRADE
    Woldetensae 6,5 : partita solida della guardia bolognese, che, forse stimolato dal suo derby personale, ingaggia una sfida con Teodosic a suon di crossover, dimostrando sicuramente di aver migliorato il suo ball handling ma che forse non ne deve abusare. Peccato non abbia azzeccato la serata al tiro dalla lunga distanza, sarebbe servito per mettere ancora più pressione alla capolista. GIOCOLIERE
    De Nicolao 6 : utilizzato esclusivamente come specialista difensivo sembra aver perso un po’ di fiducia in attacco. Prende una tripla con metri di spazio e piedi a terra che avrebbe regalato le poche ultime speranze a Varese ma che si infrange sul ferro. SDENG
    Librizzi 6 : apprezzabile per volontà e sfacciataggine ma quelle 2 penetrazioni a canestro troppo scolastiche vengono rispedite al mittente con perdite. Poi si spende e bene difensivamente su giocatori dal calibro spaziale e mette una tripla non semplice. ACCADEMICO
    Virginio N.E.
    Ferrero 5 : partita in cui il capitano litiga col canestro. Prende 2 triple delle sue ma le manda sul ferro e quando riesce a lucrare 2 tiri liberi per un fallo subito a rimbalzo, li sbaglia in modo inusuale. In difesa cerca di arrangiarsi col mestiere ma prima Belinelli e poi un mobilissimo Mickey lo fanno penare. STONATO
    Brown 9 : incredibile come questo giocatore, ogni volta che scende in campo, riesce a stupire per intelligenza cestistica, efficacia e leadership. Il vero fuoriclasse di Varese è lui. ALIENO
    Caruso 6,5 : non sfigura al cospetto di centri dal fisico imponente con Jaiteh e Camara facendo a sportellate anche se non sempre ne esce vincitore. Lotta a rimbalzo e ne cattura 5, qualche minuto in più se lo sarebbe meritato. SPINGITORE DI TOTEM
    Owen 6 : piace per l’approccio iniziale dove sembra più deciso e cattivo del solito. Alla lunga però cala di intensità e concentrazione e alcuni possessi fondamentali per restare a contatto li gestisce pasticciando. INCOMPIUTO
     
    Johnson 7 : nel primo tempo la difesa felsinea fatica a contenerlo. Poi riescono a prendergli le misure e fatica a trovare la via del canestro, arrivando a forzare qualche conclusione anche se non è certo tutelato dalla terna arbitrale. Peccato non abbia trovato il canestro dalla lunga distanza, cosa che gli avrebbe forse concesso più spazio per attaccare il ferro. Però quanta energia quando inchioda. ESALTANTE
     

  • simon89
    Pallacanestro Varese e Pelligra Group si avvicinano all’intesa per l’ingresso nel capitale azionario del club biancorosso da parte del gruppo immobiliare australiano. Oggi, martedì 29 novembre, lungo colloquio tra le parti al palasport di Masnago per definire i dettagli della trattativa. Nelle ultime settimane gli investitori australiani hanno effettuato la due diligence dei conti della società biancorossa, ora siamo alla definizione dei dettagli contrattuali a partire dall’aspetto chiave dell’importo dell’operazione.
    L’INCONTRO DI OGGI
    All’incontro odierno, oltre ai professionisti delle due parti, in rappresentanza della Pall.Varese c’erano il socio di maggioranza Luis Scola, il presidente Marco Vittorelli, il consigliere Toto Bulgheroni e il presidente di “Varese nel Cuore” Alberto Castelli (che con l’ingresso del Pelligra Group ridurrà ulteriormente la quota di proprietà dall’attuale 44% al 5%). A rappresentare gli investitori australiani c’era invece John Caniglia, il braccio destro in Italia di Ross Pelligra, che dovrebbe entrare nel nuovo CdA ad operazione compiuta.
    L’OSTACOLO SUPERATO
    Il principale ostacolo burocratico è stato superato con la costituzione di Pelligra Italia, società ad hoc attraverso la quale l’imprenditore australiano acquisterà il 45% delle quote della Pall.Varese. L’investimento sul territorio sarà propedeutico per concretizzare il progetto della Cittadella dello Sport, investimento stimato 300 milioni di euro che riqualificherà il quartiere di Masnago attorno all’area dello stadio “Franco Ossola”. Una volta terminata l’opera, il Pelligra Group destinerà annualmente alla Pallacanestro Varese una percentuale dei ricavi generati dal complesso immobiliare (che oltre all’impianto sportivo prevede albergo, cinema multisala e centro commerciale).
    AL LAVORO SULLE CIFRE
    Nei 5 anni stimati per la costruzione della struttura invece si sta lavorando per definire le cifre dell’apporto da parte del nuovo socio (lo scorso giugno, quando fu presentato l’accordo a Palazzo Estense, si era ipotizzata una base di un milione di euro all’anno, ma la cifra potrebbe salire). Evidente la delicatezza di questa fase finale della trattativa su dettagli fondamentali da concordare prima delle firme sui contratti, che non dovrebbero comunque tardare. L’auspicio del club biancorosso è che Ross Pelligra possa essere presente dopo la ratifica dell’accordo per la partita di domenica 18 dicembre contro Trieste, dopodichè nei prossimi mesi verranno definiti i passaggi tecnici a livello di diritto societario per l’ingresso in società del gruppo australiano e la formazione del nuovo CdA con Luis Scola sempre al comando quale amminstratore delegato.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Prima la Virtus imbattuta, poi Milano a ruota e quindi Varese, con Tortona. La Openjobmetis non si ferma, resta terza in classifica, manda sette uomini in doppia cifra, fa un altro passo avanti verso le Final Eight di Coppa Italia e lancia un incredibile guanto di sfida alla Segafredo che arriverà domenica a Masnago e si troverà di fronte un ambiente più entusiasta che mai. La squadra di Brase passa anche a Verona 98-91, contro una Tezenis mai doma e capace di portare agli ultimi secondi una sfida che a un certo punto pareva decisa.
    +14 a 9′ dalla fine, ancora +9 dopo le prodezze di Johnson e Brown, ma a quel punto, col cronometro sempre più vicino allo zero, l’attacco di Varese è andato in tilt. Merito di una Verona sempre più convinta di rientrare, demerito di un paio di fischi assassini, fatto sta che anche questa volta il cuore dei tifosi varesini – tanti all’AGSM Forum – è rimbalzato in gola. Quando poi proprio i due americani hanno balbettato dalla lunetta, lo spettro della beffa in extremis si è fatto concreto ma a quel punto Verona non ha avuto la forza dell’ultimo scatto e Brown, con due liberi, ha davvero chiuso la partita.
    Una gara che la OJM a tratti ha dominato e in altri è scivolata: i biancorossi hanno cavalcato mani caldissime soprattutto nel primo tempo chiuso a quota 59 e hanno tenuto percentuali ottime dall’arco (42% alla fine), un’arma che nelle ultime uscite era un po’ spuntata. Tanto merito ce l’ha Tomas Woldetensae, MVP a mani basse (19 punti e 5/8 da 3 in appena 23′), anche se poi Brase l’ha tenuto a sedere nel finale. L’azzurro è stata una variabile non controllabile dalla Tezenis che, dal canto suo, ha messo in mostra uno scintillante duo formato da Cappelletti e Anderson. Il play italiano ha stravinto il duello con Ross, poi fuori per cinque falli (sul quinto, citofonare Paternicò…) ma non è bastato perché Varese a lungo andare ha trovato risorse un po’ da tutti i suoi uomini.
    Anche Owens, svagato a lungo, alla fine si è fatto trovare pronto (11 punti), nonostante un Caruso sempre più concreto e protagonista in mezzo all’area. La OJM ha dato l’impressione di poter sempre creare dei parziali pesanti (quello di fine secondo quarto su tutti) e in questo modo ha preso tra le mani l’inerzia della partita sostenuta da un gran tifo della curva e dei varesini sparsi per le tribune. Poi però, come già detto, questa squadra sa essere imprevedibile per gli altri e anche per sé: il bilancio comunque è di nuovo positivo e la classifica scintillante è lì a dimostrarlo. Ah, si è perso ancora a rimbalzo ma come dice Brase, “non diventeremo più alti” in futuro. E comunque, quando ogni possesso si è fatto pesante, dalle parti del ferro i biancorossi si sono fatti rispettare. Brase ha detto anche che non capiterà spesso di vincere con largo margine ma di questo, caro coach, ce n’eravamo già accorti noi e l’ordine dei cardiologi della provincia di Varese. Però almeno si soffre per una giusta causa e, a quanto pare, alla fine si vince pure. Ora la Virtus, a Masnago, domenica prossima: cosa si inventeranno i biancorossi per allungare un sogno?
    PALLA A DUE
    Torna dopo vent’anni il match tra Scaligera e Varese in un palasport non molto pieno ma con parecchi tifosi arrivati da Varese, in gruppo o alla spicciolata. In tribuna anche lo sponsor Rosario Rasizza di Openjobmetis.
    Sul campo coach Matt Brase conferma il quintetto classico con Reyes a partire dalla panchina; Ramagli fa esordire il tiratore Bortolani e affida al regia all’italiano Cappelletti. Holman, in dubbio alla vigilia, è a referto e sarà regolarmente in campo.
    LA PARTITA
    Q1 – Primo quarto da mani bollenti e possessi rapidi. La prima a scappare è la Tezenis che tocca il +4 (bene Cappelletti), poi però Varese si scatena dall’arco: 4 triple con 4 uomini diversi e la successiva schiacciata di Reyes vale il 15-20. Verona risale ma c’è nuovo break ospite con 9/9 dalla lunetta e prima della pausa, dopo nuovo rientro gialloblu, è Woldetensae a confezionare il 30-34.
    Q2 – I ritmi non rallentano alla ripresa del gioco, anzi… Varese tiene la testa avanti (solita tripla di Ferrero in risposta a Holman) ma in difesa concede troppo spazio e così Cappelletti e un bel taglio di X. Johnson ridanno il vantaggio alla Tezenis. La OJM a questo punto capisce l’antifona: Jaron Johnson diventa protagonista a partire dalla retroguardia e dà una spinta anche per l’attacco: negli ultimi minuti i biancorossi accendono il turbo e arrivano al +10 della pausa lunga con – anche – una tripla di Owens e l’ultima serpentina vincente di “Nino”: 49-59.
    Q3 – Botta e risposta continuo a inizio ripresa e a Varese va bene così perché il divario resta piuttosto consistente. Ross però non è in serata, si carica di falli e soffre Cappelletti che, implacabile riavvicina i suoi con punti e assist. Proprio Colbey però si aggrappa all’orgoglio, guadagna qualche fallo e muove il punteggio dalla lunetta, e pure Reyes aggiunge liberi che tengono la OJM con la testa davanti nonostante i tentativi veneti, quasi un presagio di quanto accadrà più avanti. Alla mezz’ora è 70-78.
     IL FINALE
    Varese entra nel quarto periodo alla grandissima: tripla di Wolde e canestro di Ross per il +13. Timeout di Ramagli che da lì a poco ne dovrà chiamare un altro perché anche Ferrero spara e colpisce dall’angolo con la OJM che per un istante tocca pure il massimo vantaggio (74-88). Verona si riorganizza, sfrutta qualche palla persa biancorossa e colpisce con Anderson. Ross lascia il campo per un quinto fallo che appare inventato (cade lui, gli danno sfondamento) e a questo punto Varese tentenna sotto i colpi di Smith. Sul +4 però Johnson (da 3) e Brown dal palleggio compiono due capolavori e questa volta la pratica sembra chiusa. Mai previsione è più sbagliata: la OJM non segna più e subisce Cappelletti e Anderson che, poco dopo, grazia Varese con una palla persa. Quando i biancorossi finalmente si presentano in lunetta è psicodramma: 1 su 2 di Brown, 0 su 2 di Johnson che litiga col pubblico. Quando però Verona spreca un altro attacco, Brown non sbaglia i personali e chiude la serata sul 91-98.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Il derby delle agenzie interinali va a Varese dopo una partita combattuta e con qualche scintilla di troppo ma alla fine decisa al foto finish in favore dei padroni di casa. Quarta vittoria in fila per i ragazzi allenati da coach Brase che beneficiano del rientro di Reyes come di un oasi in mezzo al deserto. La Reyer è una corazzata costruita con un roster profondo per competere al vertice sia nel campionato italiano che in Europa ma l’intensità, la freschezza e l’entusiasmo di questa Varese è riuscita a prevalere contro i favori del pronostico e per una notte squadra e tifosi si possono godere un momentaneo quanto meritatissimo secondo posto in classifica. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Ross 7,5 : la miglior prestazione fino a questo punto del play americano che sul primo passo è immarcabile. Ad un certo punto esce dopo uno scontro sotto canestro e i cuori pulsanti di 4500 varesini si fermano. Fortunatamente lo rimettono in piedi e nell’ultimo quarto è fondamentale per portarla a casa. DEFIBRILLATORE
    Woldetensae 6,5 : Tomas si dedica alla specialità della casa e oggi, anche se qualche volta sembra forzare eccessivamente questa scelta, tira da 3 col 50% su 8 conclusioni totali. Di sicuro il ragazzo non è timido. SFRONTATO
    De Nicolao 6,5 :  oggi pochi minuti in campo per Giovanni anche perché con un Ross così…Ma pochi minuti fatti di voglia e abnegazione e la solita gran difesa. MURO
    Reyes 8,5 : ma quanto è mancata l’energia di Justin nelle 2 gare in cui è rimasto fermo ai box?! Canestri pazzeschi contro dei totem, rimbalzi presi in mezzo a 3 se non 4 giganti provenienti dalla laguna (6 su 10 offensivi), 2 bombe importantissime e quella che avrebbe chiuso la partita che gira sul ferro ed esce. In una parola devastante. NUCLEARE
    Librizzi S.V.
    Virginio N.E.
    Ferrero 6,5 : il capitano si ritaglia pochi minuti ma nel computo totale il suo mattoncino, con la bomba dall’angolo, c’è anche questa volta, e considerato che alla fine si vince di 3… DECISIVO
    Brown 7 : penalizzato oltre modo da qualche fischio per lo meno dubbio, in particolare su 1 stoppata parsa regolare. Non preciso nel concludere ma poi nelle retrovie è padrone incontrastato. LEADER
    Caruso 7,5 : Willy torna dall’esperienza in nazionale (anche se non ha potuto scendere in campo) sapendo che sta crescendo e che per le sorti della sua squadra è determinante. Non riesce a matare Venezia col tiro dalla lunga come fatto con Scafati, la vince col gioco interno e dalla lunetta, ma soprattutto con la consapevolezza di poter competere con qualunque avversario si trovi di fronte. TITANO
    Owens 6 : partenza complicata sia per lui che Caruso, che nei primissimi minuti della partita si ritrovano entrambi con 2 falli a testa. Cosa già capitata, per quanto riguarda Tariq e che sarebbe meglio evitare. Non riesce a primeggiare sopra il ferro quindi il suo apporto offensivo è limitato. Mostra delle ottime doti da passatore scartando 2 cioccolatini notevoli per i tagli dei piccoli. Sull’ultimo possesso dell’Umana sporca la rimessa facendo esplodere Masnago di gioia. PASTICCERE
    Johnson 7 : serata in cui JJ non riesce a fare le onde anche perché, evidentemente Venezia prepara una difesa arcigna su di lui. Johnson dal canto suo è bravo a non forzare eccessivamente le conclusioni e quando attacca il ferro, attirando su di se le attenzioni dei veneziani, libera spazio per i rimbalzi offensivi dei suoi compagni. Comunque segna 8 punti fondamentali e in difesa non arretra mai di 1 millimetro. MISURATO

  • simon89
    In una cornice da playoff, la Openjobmetis vince (93-90) una partita da playoff contro un’avversaria da playoff. Varese stronca anche la Reyer Venezia, una delle mammasantissime del campionato di Serie A e per una notte sogna insieme al suo poolo. Varese, per qualche ora, è seconda dietro alla Virtus e accanto a Milano e Tortona e in cinquemila fanno festa con lei a Masnago.
    Roba memorabile, roba poco pronosticabile ma che ancora una volta è vera, tangibile, reale. La squadra di Brase che ci aveva abituato a finali in volata, ora fa ancora meglio: i testa a testa rimangono tali però sono conditi da vittorie. Quattro i successi consecutivi, e alzando il livello dell’avversaria il risultato non cambia. Merito di una squadra capace di reagire al rientro di Venezia (OJM anche a +12 per il massimo vantaggio) e soprattutto di ricucire il +5 lagunare nel momento più complicato della serata. Timeout, palla a Ross e vantaggio ospite evaporato in un amen.
    In tutto questo, i biancorossi ne infilano ancora 93 a un’avversaria che fa del gran tonnellaggio e del controllo dei ritmi i suoi punti di forza. Ci ha provato, De Raffaele, a viaggiare a regimi più bassi ma l’onda d’urto varesina è stata più forte e ha sfidato l’Umana su punteggi elevati nonostante un’altra serata non così liscia al tiro da 3 punti. Alla fine dall’arco Varese chiude con il 35%, buono ma non decisivo, e dimostra di non vivere di sole triple.
    Ci sono i blitz interni di Ross, i guizzi di Reyes, le conversioni di Caruso, i tagli di Johnson. Insomma, questa squadra si conferma tutt’altro che monodimensionale e per gli avversari non è facile trovare le contromisure al gioco di Brase. Non basta neppure controllare i rimbalzi, anzi dominare in quel fondamentale: 45-33. Ma la OJM recupera palloni su palloni, tira meglio, fa svanire anche quel vantaggio facendo il più possibile muro in difesa: Venezia non sbaglia tantissimo ma alcuni di quegli errori, alla fine, pesano come piombo.
    In tutto questo, risulta difficile (ma è bellissimo avere di questi problemi) dare la palma del migliore in campo per la quale rimandiamo alle pagelle. Però cominciamo con il dire che Ross ha avuto sprazzi di capo assoluto e che Reyes risulta sempre meno prevedibile quando ruota a qualche metro dal canestro. Lo stesso Reyes che accetta di fare il pivot in un quintetto bassissimo, e pazienza se si trova a marcare un califfo come Watt. Infine ci sono Woldetensae, a volte folle nel male, a volte nel bene, e i due pivot: Caruso sempre più garanzia e Owens, che fino a 2” dalla fine era sotto la sufficienza, capace di fare la cosa più bella e importante sull’ultima rimessa veneziana. Palla rubata, partita finita, festa per cinquemila sugli spalti. Se non è un miracolo questo.
    PALLA A DUE
    Non c’è Michael Bramos sulla lista presentata da coach De Raffaele agli ufficiali di campo: senza il proprio veterano (problema al collo) la Umana rimette in formazione Parks, subito in quintetto e schiera Spissu accanto a quattro marcantoni: Reyer fisicamente superiore e subito a zona match-up. Nessuna novità rilevante in casa OJM: rientra come previsto Justin Reyes, sempre utilizzato dalla panchina da Brase che propone il consueto quintetto base con Ross e Owens ai due estremi e Woldetensae in quota azzurra nel mezzo. Palazzetto vestito a festa come non accadeva dai playoff 2018: alla fine sono 4.767 i paganti, chiamiamolo pure “tutto esaurito”.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio illude chi spera di vedere una partita a ritmo controllato: 4-4 dopo parecchi minuti, errori e difese che reggono l’urto (tre stoppate di Varese). La prima variabile fuori dagli schemi è Reyes che entra e inizia a colpire dando il primo break alla OJM, poi segnano Spissu e Moraschini ma la loro partita finisce lì. La prima tripla, Wolde, e un altro blitz di Reyes firmano il 20-16.
    Q2 – Sono ancora loro due, Tomas e Justin, a spingere per la prima volta Varese alla doppia cifra di vantaggio; non basta perché la Reyer reagisce ma per lungo tempo il divario rimane su quei binari grazie anche a un Ross sempre più in palla. C’è anche un cesto di Johnson, fino a lì a secco, e così il +8 di metà gara appare pienamente meritato, 47-39.
    Q3 – Ci mette pochi minuti, Venezia, a ricucire il divario entrando forte nel terzo periodo grazie all’ottimo impatto di Freeman. Quando il sorpasso è nell’aria, una tripla di Brown rilancia la Openjobmetis che a quel punto riallunga sfruttando anche il terzo e quarto fallo di Watt. Il suo sostituto però, Tessitori, dà la marcia in più all’attacco di De Raffaele e così, alla lunga, la Reyer sorpassa. Botta e risposta tra le due squadre, sirena sul 73-69.
    IL FINALE
    Tutto da scrivere nell’ultimo periodo: subito break lagunare di 0-5 e nuovo sorpasso, poi Varese deve restare per tre volte aggrappata al minimo divario perché gli ospiti fanno sul serio. Si entra negli ultimi 5′ e gli ospiti toccano il +5, massimo vantaggio: Brase stavolta il timeout lo chiama e affida le chiavi del gioco a Ross. Il play risponde presente e segna subito due volte in entrata facendo tentennare le certezze orogranata; segnano Watt e Johnson (liberi) poi è ancora Reyes a piazzare la tripla del sorpasso (86-85). Caruso ne aggiunge 2, Brown sbaglia – piedi per terra – la tripla della quasi sicurezza e Venezia è ancora a -1. Ross non fallisce in lunetta ma un rimbalzone di Brooks propizia la tripla, facile, di Granger per il 90 pari. Caruso segna due liberi poi Granger (mattonata) non si ripete, però il ferro tradisce un bel tiro da 3 di Reyes. Assalto al ferro di Parks fallito, Caruso fa 1 su 2 e Varese è a +3 con 2” e spiccioli da giocare. Rimessa Reyer in attacco ma Owens fa la magata: mano che devia il passaggio, palla nelle mani di Johnson e Varese chiude 93-90.
     Damiano Franzetti

  • simon89
    Rosario Rasizza si iscrive all’elenco dei tifosi entusiasti per il nuovo corso della Pallacanestro Varese. L’a.d. del main sponsor Openjobmetis, sulle maglie biancorosse del 2014, nonché ispiratore del progetto “Orgoglio Varese” che dal 2019 sostiene ulteriormente la società, osserva con soddisfazione i primi passi di un progetto indirizzato nel verso giusto per riportare in alto la squadra.
    «All’inaugurazione del nuovo Palaghiaccio alcuni tifosi si sono complimentati con me per la squadra e il suo stile di gioco coinvolgente: a loro ho risposto di rivolgere i complimenti a Luis Scola ed alla sua organizzazione, partendo dall’allenatore e tutto il suo staff. Ma non nego che questo episodio mi abbia fatto piacere».
    Sono passati i tempi nei quali si sentiva un bancomat, alla luce dei risultati positivi di questo inizio stagione?
    «Sicuramente sì, e ne sono molto contento. Soprattutto vado orgoglioso di non aver mollato nel periodo peggiore: quando si vince è tutto più facile, nel momento in cui le cose non vanno bene serve ancora più attaccamento. Abbiamo vinto qualche partita che ha fatto bene al morale, ma ancora non abbiamo conquistato nulla: attendiamo fiduciosi di vincere qualcosa di importante sotto la nostra sponsorizzazione, o almeno raggiungere la fase finale di manifestazioni di spicco. Le Final Eight di Coppa Italia? Sarebbe bello».
    Al di là dei risultati del campo intravede un progetto compiuto per andare lontano?
    «Luis Scola me lo aveva detto in tempi non sospetti a maggio 2021 prima di partire per le Olimpiadi: la cosa importante non è vincere subito, ma costruire una struttura che permetta di crescere un passo alla volta. Questo percorso lo individuo chiaramente nel suo operato: Luis è una persona che ha competenze e idee chiare, sa bene come fare e i risultati sono conseguenza di quello che sta cercando di allestire».
    Da grande giocatore a grande manager: quando nell’estate 2020 scelse l’Openjobmetis, anche grazie allo sforzo extra di Orgoglio Varese, nessuno pensava che potesse essere il futuro del club...
    «Lo avevamo capito sin dai primi incontri, in particolare il presidente Vittorelli aveva riscontrato un talento manageriale nascosto: noi facciamo gli imprenditori e certe cose si percepiscono. Poi ci sono state tante concomitanze, dagli amici argentini tra Milano e il lago di Como all’attrazione di Varese che lo ha accolto bene, alla scuola europea per i figli».
    Com’è il suo rapporto col General?
    «Luis è un uomo intelligente che sa mettersi in discussione: a differenza di molti che pensano di sapere tutto, preferisce documentarsi e capire. Più di una volta è venuto a chiedermi come si fa l’amministratore delegato: gli ho spiegato che per questo ruolo bisogna dare l’esempio, essere coerenti e mantenere quello che si promette, altrimenti meglio tacere. Poi comunque accanto a lui c’è un bel team: su tutti capitan Ferrero, ragazzo intelligente e laureato. Qualche giorno fa scherzando gli ho chiesto “Quando verrai a lavorare da me”? Quando smetterà di segnare da 3, lo aspettiamo».
    Come procederà il progetto Orgoglio Varese, ora che l’Openjobmetis ha trovato risorse nuove?
    «In tre anni siamo arrivati quasi a 30 aziende; il progetto era nato per supportare il basket ma anche lo sport di base del territorio, ora che la serie A ha trovato altre risorse sposterà la sua attenzione anche verso società minori che vivono di passione. Fra dieci giorni è in programma un’altra tranche di stanziamenti, la pressione per la Pall.Varese sarà meno spasmodica e potremo dedicarci ad altre iniziative».
    Come state vivendo questo momento di evoluzione societaria con Luis Scola socio forte e il Pelligra Group in fase di ingresso?
    «Siamo seduti sull’ultimo vagone del treno, godendoci il momento positivo: se c’è bisogno del nostro apporto ci siamo, come ci siamo stati in momenti molto più critici, in particolare dopo il Covid dove sarebbe stato semplice tirarci indietro. Siamo serviti per superare il momento peggiore e forse senza il nostro aiuto non saremmo qui oggi».
    L’entertainment oltre alla partita è uno stimolo in più, in attesa del via dei lavori per il resyling di Masnago?
    «Uno spettacolo nello spettacolo per vivere l’evento anche prima e dopo la partita e offrire un salotto buono per la città. Il progetto per il restyling del palasport, quando termineremo la nostra sponsorizzazione - anche se non a breve - sarà il regalo che lasceremo alla città. I tempi del via per i lavori sono ancora incerti ma per la prima tranche ormai è questione di mesi».
    Sabato si giocherà la sfida contro Venezia, che lei sente particolarmente...
    «Il derby del lavoro interinale con l’Umana è sicuramente sentito, ma Luigi Brugnaro è un amico prima che un collega e dunque questa rivalità è scherzosa. Alla squadra chiedo anche questa volta di giocare una partita... disUmana come quelle della stagione passata, e battere Venezia per avvicinarci alle Final Eight di Coppa Italia».
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Una vittoria di carattere. Lo abbiamo messo nel titolo e lo riscriviamo qui, perché non ci viene in mente parola più adatta per descrivere il terzo successo consecutivo della Openjobmetis, questa volta ai danni di una Givova Scafati (93-101) che ha venduto la pelle a carissimo prezzo. E per poco, la pelle, non l’ha fatta ai biancorossi risalendo da -13 (massimo vantaggio) al -1 nell’ultimo periodo. Carattere, appunto: nel momento più difficile, con la squadra falcidiata dai falli e senza più il pivot titolare, la squadra di Brase ha respinto ogni assalto gialloblu chiudendo poi il discorso con due triple decisive di Caruso e Ross a meno di 4′ dalla fine.
    Nel titolo abbiamo messo anche un dato notevole: 101 punti segnati in trasferta, perché anche in questo numero sta la portata dell’impresa biancorossa. Ferrero e compagni hanno esportato, di nuovo, la loro frizzantezza offensiva rischiando qualcosa – quando le percentuali dall’arco sono crollate nella ripresa – ma trovando sempre e comunque risorse da dentro l’area. Un po’ il bis del successo su Treviso perché da 2 punti la OJM ha segnato con uno stratosferico 76% mandando in tilt la difesa dei padroni di casa.
    Insomma, questa Varese sta dimostrando di essere davvero cresciuta e ha sfruttato al meglio due turni sulla carta un filo meno duri dei precedenti. Pur in assenza di Reyes – tornerà contro Venezia sabato 19, ora il campionato si ferma per la nazionale – i biancorossi hanno messo fieno in cascina salendo a quota 8 punti in classifica, appena dietro alle due corazzate Virtus e Milano e alla sorpresa (relativa, e comunque ricca) Tortona.
    Niente male per una squadra che era per tutti una incognita alla vigilia del campionato, ricca di atletismo e leggerezza ma con anche diverse incertezze. Il gioco di Brase – e di Scola e Arcieri – sta pagando anche grazie alla crescita pazzesca di Guglielmo Caruso, 23 punti nel derby personale (lui napoletano) contro i salernitani. Ma se le prodezze del giovane pivot sono evidenti anche a un cieco, quelle di un altrettanto importante Markel Brown vanno ricercate tra le pieghe del gioco. Fantastico, l’americano, in retroguardia e nel ruolo di collante e pazienza se il tabellino non è scintillante. Difficile comunque trovare lati negativi questa sera, al di fuori di un Tariq Owens fatto fuori dai falli e dalle proteste con un quarto e mezzo da giocare. Certo, la direzione dei grigi ha lasciato numerose perplessità (ben 53 falli fischiati in tutto!) ma il pivot americano ci ha messo tanto del suo. Ma per fortuna, il finale non ne ha risentito e ora Varese annusa aria d’alta quota.
    PALLA A DUE
    Riapre i battenti il PalaMangano di Scafati ma l’impatto è meno temibile del previsto: diversi spazi vuoti sugli spalti, cinque tifosi presenti da Varese per l’occasione. Brase non tocca il quintetto base, sempre uguale, e non ha Justin Reyes rimasto a casa per curare il guaio muscolare al polpaccio. Il giovane coach campano Rossi recupera Myke Henry e lo mette subito in quintetto; regia iniziale a Monaldi per preservare Logan. Twin Towers – ovvero Pinkins e Thompson – sotto canestro contro Owens.
    LA PARTITA
    Q1 – Subito grattacapo per Brase che deve togliere Owens con due falli. Scafati parte bene e scappa 6-0 ma appena Ross, Johnson e i lunghi (prima lo stesso Owens e poi Caruso) accendo i motori, Varese passa a condurre. Punteggi e percentuali altissime con tanti sorpassi e controsorpassi: la Givova trova tantissimo da Lamb e alla sirena del 10′ è avanti di un soffio, 33-31.
    Q2 – Il secondo periodo vive anche sulle prodezze di due “piccoli” italiani, De Nicolao e Rossato con quest’ultimo che si conferma grande sorpresa di questo inizio di stagione. Il punteggio continua a crescere ma a spiccare tra i 10 in campo è soprattutto Markel Brown che fa della difesa il suo punto di forza. L’americano sfianca Logan, stoppa anche il pivot Thompson, strappa due palloni dalle mani avversarie e consente ai compagni di allungare a suon di punti. Johnson colpisce e nel finale di periodo si vede anche Woldetensae che sulla sirena firma il 48-59.
    Q3 – La Givova però accorcia subito: parziale di 6-0 appena tornati in campo ma Varese pronta a riallungare perché Brown colpisce da lontano e Caruso continua a farsi trovare pronto in area. C’è anche Owens a segno sopra al ferro ma quando il treno biancorosso sembra lanciatissimo (+13 di massimo vantaggio) è proprio il pivot a farlo deragliare. Fallo in attacco seguito da un tecnico per proteste, quarta e quinta penalità che fanno anche scattare l’espulsione (non comporterà squalifica) perché in avvio Tariq aveva commesso anche un antisportivo. Nel finale di quarto Brase è costretto a disegnare quintetti inediti – dentro anche Virginio – per preservare l’unica torre rimasta, Caruso. Varese sbanda ma gira la boa della mezz’ora avanti 68-76 anche grazie a tre liberi di Jaron.
    IL FINALE
    Il pubblico di casa spinge ancora di più Logan e soci che aprono ancora bene il periodo e si portano sino al -1 con Stone e Lamb. Capitan Ferrero, fino a lì poco utilizzato, centra la tripla e poi guadagna uno sfondamento: Varese respira e riprende margine nonostante i punti di Rossato e Logan che però fallisce il tiro del sorpasso. Si entra nel quart’ultimo minuto e per Varese è il momento cruciale: prima Caruso segna da tre dal lato, liberato da un assist di Ross, poi è lo stesso Colbey a centrare una fiondata dall’arco. Due sberloni che ridanno il +8 a Varese e che di fatto decidono il match: la OJM spreca anche un pallone su un lancio lungo ma i gialloblu rendono il favore sbagliando una rimessa. E Johnson negli ultimi possessi fissa il 93-101 conclusivo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    La Openjobmetis si scrolla di dosso la “bestia nera” Treviso, vincente nelle ultime due partite a Masnago con un successo sulla Nutribullet arrivato al termine dell’ennesima partita da infarto. Altro che brividi di Halloween, prima della sirena che ha certificato l’87-85 finale gli oltre 4mila di Masnago hanno sudato freddo a più riprese in una partita che ha riservato – tabellino alla mano – 15 sorpassi e controsorpassi e che ha tenuto tutti con il fiato sospeso sino all’ultimissimo secondo, quando Sokolowski da centro area ha sbagliato il tiro che avrebbe mandato il match al supplementare.
    Per la prima volta in cinque gare, quindi, la Openjobmetis non è riuscita a imporre il proprio gioco dalla palla a due, riuscendo però a impattare nel punteggio (20-20) l’ultimo parziale del match, quello più importante. Merito di Treviso, che ha tirato in modo sontuoso dall’arco (50% al 30′, 41 alla fine) a differenza di una Varese che da lontano non ha trovato le consuete certezze. Quello che i biancorossi non hanno incassato dall’arco però, è arrivato attaccando il ferro: 73% abbondante da 2 con un Jaron Johnson fantastico nel trovare varchi e tagliare in due la difesa ospite.
    L’ala americana, con una caviglia non al 100% è stato il trascinatore della squadra non solo con i punti (28) ma anche risultando il migliore per rimbalzi e assist: mica male per un mezzo zoppo. La sua prestazione, ma anche l’applicazione dei compagni, ha permesso a Brase di superare indenne l’assenza di Reyes fermato da un problema al polpaccio che, probabilmente, lo terrà fuori anche dalla partita di Scafati. Anche per questo, mettere due punti in tasca oggi era importante e alla fine Varese ci è riuscita.
    Detto di Johnson, che ha avuto il solo torto di fallire la tripla del +4 a mezzo minuto dalla fine (avrebbe forse chiuso i conti), vanno sottolineate altre situazioni: De Nicolao non farà canestro ma è stato determinante in difesa nel gestire la squadra anche per via dei cinque falli di Ross. Bravo ancora l’americanino ma per la seconda volta la sua partita finisce troppo presto. Chi non tradisce è Brown mentre Owens e Caruso continuano a darsi il cambio e a “spremere” giocate positive, l’uno volando e l’altro danzando sul perno. Devono migliorare a rimbalzo, come tutti (anche Treviso vince questo duello), ma c’è da dire che la OJM è sempre abile a prendersi altrove quel che lascia sotto i tabelloni: appena 8 le palle perse (tanto per fare un esempio), indice di grande attenzione e concentrazione collettiva.
    Con il secondo successo consecutivo (dopo il blitz di Reggio Emilia) per Varese c’è quindi la prima mini-striscia positiva di questo campionato. Ci voleva dopo le beffe delle scorse settimane, in un torneo dove a ogni giornata salta fuori qualche sorpresa: attenzione però a pensare che si possa vincere facilmente a Scafati dove la Givova dell’eterno Logan giocherà per la prima volta nel palasport di casa (le prime uscite erano avvenute a Napoli). Insomma, per la Banda Brase gli esami non finiscono mai.
    PALLA A DUE
    Justin Reyes non indossa neppure la divisa: il problema muscolare al polpaccio è più serio di quanto si sperasse e Matt Brase deve fare a meno del suo jolly dalla panchina. Il quintetto è ovviamente il solito mentre Marcelo Nicola (solita bordata di fischi per lui) tiene a sedere all’inizio i due acclamatissimi ex Banks e Sorokas. Tutto straniero lo starting five dei veneti, con Cooke opposto a Owens sotto canestro. Atmosfera di nuovo calda a Masnago dove si festeggiano Halloween (parecchi bambini travestiti) ma anche le 200 presenze in A con Varese di Giancarlo Ferrero.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio contratto di Varese: Owens è subito pronto ma le mani degli esterni sono fredde e Treviso breakka subito sino al 2-9 ma poi trova la reazione dei padroni di casa che ci mettono ben poco a pareggiare con Ross e Johnson. Qui si inizia a correre affiancati: la OJM prova un “allunghino” con Caruso e Jaron ma il primo parziale si chiude 24-23.
    Q2 – Varese ci riprova in avvio di secondo periodo toccando per un attimo il +6, ma Banks e Iroegbu hanno altri programmi e ricuciono subito. Capita l’antifona, è la Nutribullet a provare l’allungo nel finale della frazione con i punti di Jantunen e Cooke: bravo Librizzi (tripla appena entrato) a contenere i danni ma la sirena suona sul 41-46 ospite.
    Q3 – Ross comincia con brio la terza frazione ma Treviso riesce per qualche minuto a tenere i biancorossi a distanza, almeno fino a quando Jaron Johnson decide di accendere i razzi. L’ala segna 12 punti nel quarto trovando a più riprese il corridoio giusto per battere la difesa e depositare a canestro. Sulla sua spinta Varese ritrova il vantaggio e potrebbe allungare nel finale ma Denik sbaglia l’entrata del +6 a 5” dalla fine mentre Iroegbu segna sul ribaltamento con l’aiuto del ferro: 67-65.
    IL FINALE
    Si gioca un “supplementare di 10’” per assegnare la vittoria: colpiscono Sorokas e Ross, poi anche Brown da 3 punti ma Banks non ha perso l’antico talento e replica un paio di volte. Caruso continua a farsi notare in attacco ma non basta, con Brase che deve incassare il quinto fallo di Ross ed è costretto a riproporre un Woldetensae in serata piuttosto buia. Da Brown (tripla) e Johnson arrivano i punti del pareggio e sorpasso cui risponde subito Sorokas dall’arco. Owens, 2/2 ai liberi, crea un piccolissimo solco che si rivelerà decisivo, 86-85, poi Johnson ha il tiro della staffa ma prende il ferro. La Nutri ha però finito i Bullets: due errori di fila e fallo su De Nicolao a 24” dalla fine. Girandola di timeout, 1 su 2 del playmaker (sorvoliamo sul fallo ciclopico su Johnson a rimbalzo, non fischiato) e ultimo pallone per i veneti. Ci prova Zanelli, lo chiudono in tre (decisivo Wolde, qui): rimessa con 2”2. Palla sotto a Sokolowski, la difesa si chiude a morsa con Wolde protagonista e il tiretto del polacco è impreciso. Owens vola a rimbalzo: a Varese il dolcetto, a Treviso lo scherzetto, 87-85.
    Damiano Franzetti

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