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VareseFansBasketNews

  • banksanity6
    Varese a metà marzo si toglie il primo pensiero della stagione vincendo con Treviso e riuscendo a ribaltare anche la differenza canestri dell’andata. La Nutribullet, nonostante una situazione che volge verso il disperato o quasi, anche questa sera a Masnago vende cara la pelle e fa sudare le proverbiali 7 camice ai padroni di casa che, pur comandando per buona parte dell’incontro, nel finale reagiscono ad un parziale dei trevigiani e continuano la striscia vincente che sale a 3 gare consecutive. Ora i biancorossi potranno giocare con la mente libera per potersi togliere qualche soddisfazione che manca da Varese ormai da troppo tempo. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Stewart 6,5: Carlos è un ragazzo che non è certo timido nel suo affrontare le gare ma sa aspettare il suo momento ed attendere che sia la partita ad andare da lui. E sa anche come si affrontano i finali e come si vincono. È lui a cui si affida Kastritis per guidare i suoi verso lo striscione del traguardo e la scelta è vincente. FINISSEUR
    Alviti 7: prende tanti tiri, diversi aperti e con percentuali normali ma il suo canestro più emblematico e importante è una schiacciata in un momento fondamentale della partita. La giocata che fa spellare le mani ai suoi supporters è però un assist al volo per Renfro che con qualche patema realizza. TUTTOFARE
    Moore 7: è il motore di Varese e nel primo tempo è devastante in attacco dove si appende al ferro schiacciando con estrema disinvoltura. Poi lascia che in attacco ci pensino altri, lui difende, ruba palloni e alimenta la corsa dei suoi compagni oltre alla passione dei suoi tifosi. ADRENALINICO
    Villa N.E.
    Assui 6,5: ormai abbiamo imparato a conoscere Elisee, non è il giocatore da cui aspettarsi una miriade di punti ma stai sicuro che lo troverai a terra a contendere palloni vaganti, in area a strappare rimbalzi e a mettere il corpo per difendere duro su chiunque. PITBULL
    Nkamhoua 7: continua da dove aveva lasciato e cioè con 3 bombe su 4. Fa specie che alla voce rimbalzi la casella indichi uno zero ma conta maggiormente tutto l'altro lavoro che riesce a mettere al servizio della OJM. BOMBAROLO
    Iroegbu 6: non una grande serata al tiro per la point guard di origini nigeriane che sparacchia parecchio. Qualche buona intuizione a livello di assistenza ai suoi compagni ma nel finale non è lui a guidare i suoi. SPUNTATO
    Librizzi 5: il capitano di Varese mostra ancora una forma deficitaria e infatti il suo utilizzo è centellinato. Non avendo le migliori condizioni fisiche questa volta si limita ad incitare i suoi compagni. COMPRIMARIO
    Renfro 8: migliore in campo dei suoi per distacco. Oltre ai 18 punti messi a referto mostruoso lavoro difensivo su piccoli e lunghi avversari. Quando Nate è in serata la vittoria è quasi scontata. AGO DELLA BILANCIA
     
    Bergamin N.E.
    Ladurner 5: buttato nella mischia per un paio di minuti non trova ritmo e si risiede. TRASLUCIDO
    Freeman 7: finalmente sprazzi di un giocatore sulla via del risveglio dopo tante prestazioni poco convincenti. Trova fiducia con il tiro da fuori e nel finale viene cavalcato dal coach e lui risponde presente anche in difesa. REDIVIVO

  • simon89
    L’Openjobmetis cala il tris contro Treviso e apparecchia la tavola per un finale di stagione con vista sui playoff. Vittoria tanto sofferta quanto importante per i biancorossi, che respingono negli ultimi 3’ l’assalto di una Nutribullet tutt’altro che rassegnata all’ultimo posto in classifica. Si fatica a lungo contro un’avversaria fisicata ma anche razzente, che cancella il più 10 biancorosso di inizio terzo quarto con una serie di micidiali triple in transizione. Varese vede le streghe sul 73-78 del 35’, ma trascinata dai 4.800 spettatori di Masnago gioca un finale lucidissimo per trovare il guizzo vincente grazie al collettivo.
    L’inedita versione da top scorer di Nate Renfro, autore degli ultimi due canestri decisivi su scarichi di Alviti e Moore, è figlia di una circolazione di palla da 25 assist che trova canali decisivi nel pitturato trevigiano dopo lo show balistico da 10/19 da 3 del primo tempo. Ioannis Kastritis spreme cose utili a rotazione da tutti gli effettivi, compreso un redivivo Allerik Freeman, alla sua miglior prestazione stagionale a Masnago fra la scarica iniziale di triple e una solida difesa negli ultimi 2’ sul bomber ospite Macura. I dati salienti sono i 25 assist e i 6 uomini in doppia cifra, con Stewart importante nel finale per sbloccare l’impasse dopo il meno 5 del 36’, e giocate importanti di Alviti (rimbalzo offensivo convertito per l’84-83) e Moore (rubata sul più 1 e assist di tocco per il più 4 di Renfro a 30” dal termine).
    Non è stata la miglior OJM della stagione, ma quando serviva stringere ha saputo fare le cose giuste davanti e dietro affidandosi alla coralità. Così il più 5 finale, che ribalta il meno 3 dell’andata, archivia virtualmente la pratica salvezza a otto turni dal termine. E ora Varese può davvero correre per Europa e playoff: domenica 22 marzo a Napoli, contro una Guerri in crisi (e con un nuovo coach?) si andrà in cerca del poker per il definitivo salto di qualità.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Dopo avere imboccato più di una volta la direzione sbagliata nelle precedenti partite-bivio in questa stagione, la Openjobmetis coglie la strada giusta sul parquet di Udine, la percorre con sicurezza e al termine del viaggio raccoglie una vittoria che vale oro. La squadra di Kastritis sbanca il PalaCarnera 81-92 ribaltando il -7 dell’andata e cancellando anche il ricordo di quella partita infausta a Masnago.
    Ripensando a quella serata disastrosa, vien da dire che Varese ha imparato – eccome – dai propri errori: i biancorossi mettono grande precisione al tiro (38.5% da 3 ma a lungo intorno al 50%), evitano di gettare via palloni (appena 7, un paio nel finale) e soprattutto forzano ben 14 perse ai padroni di casa annullando così lo strapotere friulano a rimbalzo.
    Da queste mosse esce una partita in cui la OJM comanda nel punteggio praticamente da cima a fondo (solo un effimero +1 Old Wild West nel secondo quarto) meritando – come ha detto Kastritis a fine gara – la vittoria al 100%. Un successo nato dalla grinta e dalla voglia di fare fatica ma reso possibile anche dalla qualità dell’attacco di Kastritis: Varese valica quota 90 punti grazie soprattutto a gente dalle mani morbide come Nkamhoua (23 con 9/12 dal campo), Iroegbu (20 con 6 assist e 6 rimbalzi), Alviti (16 con il 40% dall’arco) e Moore (15+6 e 3 rubate).
    Mani buone e calde al servizio di un piano partita di Kastritis stavolta senza sbavature. Il coach greco (senza Librizzi; out Bendzius e Calzavara per la OWW) spariglia un po’ le carte, spendendo in avvio Nkamhoua sugli esterni (poi i falli di Renfro cambiano i piani) e chiamando qualche giro di zona ma soprattutto chiedendo circolazione di palla rapida e precisa ai suoi uomini. Che concedono qualcosa di troppo a Mekowulu in termini di punti e rimbalzi ma che colpiscono a ripetizione gli adeguamenti di Vertemati, il quale a sua volta ha fatto ricorso all’odiata difesa di squadra («la zona mi fa schifo» fu una delle frasi più celebri nel suo periodo varesino) senza però mai fermare davvero l’impatto biancorosso.
    A questo punto, vale la pena guardare la classifica: Varese sale a quota 16 dove si sono fermate sia Udine sia Cremona; Reggio è alla stessa altezza ma sta risalendo di prepotenza, Trento (KO con Sassari) è due punti avanti. La corsa playoff resta – obiettivamente – molto complicata ma senza dubbio, in questo momento, ha una iscritta in più. La sua maglia è biancorossa, gli scalpi alla sua cintura si fanno più numerosi.
    PALLA A DUE
    Si torna in campo dopo la lunga pausa con qualche assenza nei roster: Librizzi è a referto ma Kastritis non lo mette in campo per la caviglia malconcia, panchina senza giocare anche per Calzavara, varesino in forza a Udine. I friulani sono anche senza Bendzius (schiena) e quindi Vertemati vara un quintetto con due soli stranieri: Christon e Mekowulu. La OJM (seguita da una quarantina di tifosi) invece manda sul parquet in avvio i soliti cinque, con Moore ad affiancare Iroegbu in regia.
    LA PARTITA
    Q1 – La mano calda di Alviti apre le danze anche se presto Varese – che pure parte bene – capisce di avere un problema bello grosso, Christian Mekowulu. Il centrone udinese domina la scena (14 punti nel primo quarto) e tiene da solo in scacco la difesa biancorossa che perde subito Renfro per falli. Buon per Kastritis che, però, l’attacco giri molto bene: Moore ruba e segna in contropiede, Nkamhoua colpisce dall’arco, Assui dall’angolo e sulla prima sirena la OJM comanda 21-28.
    Q2 – Poco da eccepire anche nel secondo quarto, quando anche Stewart e Iroegbu salgono di tono e pure Freeman mette 3 punti a referto. Varese dopo un’unico sorpasso friulano in avvio riprende le redini del match e dà un paio di spallate potenti, con il solito Moore che alterna spettacolo e concretezza e con Ike che trova Nkamhoua da solo in area. Tutto bene a parte l’ultimo minuto: tripla di Da Ros, forzatura di Olli da 3, mancato fallo e trepunti di Alibegovic che riporta i suoi da -10 a -4 (42-46).
    Q3 – In avvio di terzo quarto arriva anche il -2 di Christon ma l’elastico premia di nuovo Varese a segno con Alviti e Nkamhoua. La ditta finnico-laziale viaggia che è un piacere e la OJM tocca di nuovo il +12 prima che il solito Mekowulu torni a marcare punti per i bianconeri locali. Varese tocca anche i 14 di vantaggio ma, di nuovo, perde colpi nel finale di quarto quando Zoriks e Ikangi dimezzano il distacco. Stavolta però Iroegbu non spreca l’ultimo possesso: tripla sulla sirena e 57-67.
    IL FINALE
    La sensazione è che Udine sia sulle ginocchia, con rotazioni ridotte e con il temutissimo Alibegovic impreciso dall’arco (2/13). Al contrario, Varese crede nel colpaccio e trova punti di gran classe da Nkamhoua e Iroegbu ora davvero in gas. Con loro anche Alviti e Moore mentre Renfro chiude definitivamente la sua partita con l’ennesimo fallo evitabile. Poco male perché il lavoro collettivo riduce le difficoltà a rimbalzo e l’attacco sempre vivo tiene la OJM lontana dai guai. L’ultimo ad arrendersi per la OWW è Ikangi che poi deve uscire per un problema fisico (a pasta già buttata dalla mamma). Varese pare mettere al sicuro la differenza canestri, poi si inceppa negli ultimi 2′ e perde un po’ di terreno mantenendo però un +11 di gran lusso, 81-92. Mai in campionato Udine aveva perso con un divario in doppia cifra e anche questo dà il peso del successo biancorosso.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Si torna in campo. E lo si fa subito con una prova che potrebbe indirizzare il destino di questa stagione in casa Pallacanestro Varese. I biancorossi viaggeranno verso Est per affrontare (domenica 8 marzo, ore 17,30) la Old Wild West Udine, avversaria cui sono legati ricordi recenti un po’ imbarazzanti.
    Nella partita di andata infatti, Varese venne sconfitta in casa segnando la miseria di 59 punti (a 66) dopo 40′ di pallacanestro inguardabile. Ma non irripetibile visto che contro Reggio Emilia ci fu il bis in quelle che sono state le peggiori esibizioni dell’era Kastritis. Partite che debbono essere un monito per Librizzi e compagni in vista dell’impegno al palasport dedicato al leggendario Primo Carnera, tanto più che i due punti in palio sono molto pesanti.
    In caso di vittoria, Varese aggancerebbe Udine a quota 16 (ai biancorossi mancano, purtroppo, i due punti centrati a Trapani) e soprattutto manterrebbe vive le speranze di inseguire i playoff. Altrimenti per la post season si farebbe durissima considerando lo 0-2 negli scontri diretti con altre formazioni della stessa zona di classifica come Trento e Reggio Emilia. Insomma: se non si vuole tornare a guardarsi solo le spalle, è necessario strappare il successo in casa della banda-Vertemati.
    Il coach udinese è uno degli uomini da copertina di questo incontro, visto il suo breve e poco proficuo passaggio sulla panchina della Openjobmetis. Un’esperienza che ha scottato Vertemati (venne esonerato a favore di Roijakkers dopo 12 partite e 3 sole vittorie più quella “effimera” con Roma che si ritirò e non rientra nelle statistiche) al quale va dato atto di essere riuscito a ripartire dal basso con Udine, oggi una delle rivelazioni della LBA.
    Una Old Wild West che appare diametralmente opposta per ritmi e ingombri rispetto a Varese che all’andata – va ricordato – era priva dell’influenzato Alviti e non aveva ancora aggiunto al roster un giocatore importante come Carlos Stewart. Udine invece ebbe un eccellente Hickey, poi fermato da un controllo antidoping: al suo posto il veterano Christon, uno che sa cosa fare per risolvere le partite.
    Ma è sotto canestro che i friulani fanno una certa paura con l’ex di turno Skylar Spencer, il lituano Bendzius e il nigeriano Mekowulu che danno chili, centimetri, atletismo e qualità. E consento alla Old Wild West di capeggiare la classifica dei rimbalzi con oltre 40 a partita. All’andata fu decisivo anche Ikangi, francobollatore di Iroegbu: vedremo se con Stewart accanto questa volta l’asso biancorosso avrà più spazi. Infine grande attenzione al bomber Alibegovic e – perché no – ad Andrea Calzavara: il playmaker di Cavaria a 24 anni si è ritagliato un bello spazio nelle gerarchie dell’APU tanto da aver fatto suonare qualche sveglia di mercato più alto attorno al suo nome.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’America sfiorata l’anno scorso, diventerà realtà a partire dall’estate 2026 per Elisee Assui, l’ala della Openjobmetis (e campione d’Europa under 20 con l’Italia), prossimo allo sbarco nel campionato universitario statunitense, la NCAA.
    Notizia da tempo nell’aria – anche per gli abboccamenti di alcuni mesi fa – e ora resa ufficiale dalla Pallacanestro Varese che manterrà in organico Assui sino al termine di questo campionato per poi salutarlo: “Big Eli” giocherà per la George Washington University, prestigioso college della capitale USA che fa parte della conference Atlantic 10.
    Il volo intercontinentale di Assui porterà anche benefici diretti alle casse della Pallacanestro Varese. L’ala e il club sono (erano) legati da un contratto di cinque anni che prevedeva una serie di “uscite” predefinite, compresa quella verso la NCAA. Si parla di circa 300mila euro, cifra che il g.m. Maksim Horowitz preferisce non confermare ammettendo però che l’ordine di grandezza è piuttosto rilevante.
    Ed è proprio Horowitz a esprimere a VareseNews la soddisfazione per l’operazione. «Siamo contenti di questo passaggio sia perché significa che il lavoro impostato dalla società per far crescere i giocatori sta dando frutti, sia soprattutto per Elisee inteso come persona. La NCAA gli offrirà un’esperienza incredibile, al termine della quale avrà aperte altre strade nel mondo del basket: dalla NBA alla G-League a tutti i canali europei. E si merita tutto questo: è un ragazzo che ha tanta voglia di lavorare, che torna in palestra dopo ogni partita con l’obiettivo di fare sempre meglio. Questo lo ha portato in prima squadra l’anno scorso con Mandole e poi stabilmente in campo con Kastritis che gli ha dato fiducia fin da subito».
    GWU non è stata l’unica università a muoversi in direzione di Assui. «Non sappiamo esattamente quante lo hanno tenuto d’occhio ma di certo con la società si sono fatti vivi 5 o 6 college. Alcuni hanno inviato a Varese un osservatore, altri hanno preso informazioni a distanza. Per quanto mi riguarda io credo che George Washington sia stata una scelta adatta e ponderata perché Elisee ha rassicurazioni anche sul suo impiego. Non dico che avrà minuti garantiti perché non è così, però potrà ritagliarsi uno spazio in squadra. Altri college magari pagano di più ma poi non offrono grandi possibilità di crescita sportiva».
    Il passaggio di Assui a GWU è avvenuto, con queste modalità, a causa del NIL, il sistema (“Name, Image, Likeness) che ha reso possibile offrire contratti a pagamento ai giocatori NCAA, cosa vietatissima fino a qualche anno fa quando erano puniti persino doni e regali. Con NIL si sono scatenati investimenti faraonici da parte delle ricche università americane che hanno fondi superiori anche ai grandi club europei. Non a caso lo stesso Assui riceverà un compenso superiore di una decina di volte a quello percepito a Varese.
    «Credo – spiega Horowitz – che le nostre società debbano ormai tenere conto della presenza del NIL e regolarsi di conseguenza. Per noi, ripeto, è un bene che un ragazzo cresciuto all’interno di Pallacanestro Varese possa effettuare un passaggio simile».
    A questo punto però la società dovrà pensare a rimpiazzare un italiano con minuti importanti quale è in questo momento Assui. Nei giorni scorsi si era parlato di un sondaggio per Alvise Sarto, ala veneziana oggi alla Fortitudo Bologna. «Non voglio fare nomi – conclude Horowitz – ma confermo che stiamo prendendo informazioni su diversi profili italiani che ci interessano, anche per valutare costi e ruoli. Assui ha mostrato come un giocatore con le sue caratteristiche sia adatto al gioco di Kastritis, quindi una ricerca sarà in quella direzione ma non sarà l’unica. Di certo non abbiamo preclusioni verso giocatori di A2 se li riterremo adatti, come avvenne con Tomas Woldetensae prima del mio arrivo. Lui venne alla Openjobmetis e mostrò di valere a pieno titolo la Serie A».
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    La Varese che scende in campo a San Valentino a Masnago decide di fare un regalo tanto inaspettato quanto gradito ai suoi innamorati tifosi. Riesce a risalire una china che sembrava irrimediabilmente persa, dopo un brutto primo tempo, e nel finale tiene botta e risponde colpo su colpo al tentativo di rientro della capolista Brescia, andando a canestro sul fil di sirena con Iroegbu che finalmente torna determinante come lo fu al suo arrivo sotto le Prealpi. Sono 2 punti che regalano tranquillità e possibilità di lavorare serenamente in palestra prima delle 2 settimane di sosta per la Coppa Italia e la nazionale, e che gli errori commessi nel recente passato possano servire di lezione per un finale di campionato con qualche soddisfazione e perché no, qualche ambizione in più di una sudatissima salvezza. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Stewart 5: l'ultimo arrivato del roster varesino sembra aver intrapreso quella fase in cui fatica ad avere un rendimento positivo. Forse la pausa forzata che si appresta ad affrontare Varese arriva nel momento giusto per ricaricare le pile. ESAUSTO
    Alviti 6,5: primo tempo che di pari passo con la squadra è a dir poco rivedibile. Nel secondo tempo si sblocca dopo aver realizzato 3 liberi per un fallo subito su un tiro dalla lunga distanza e con questi diventa l'Alviti indispensabile per la sua Varese. IMPRESCINDIBILE
    Moore 7: a sorpresa riesce a punire la fisicità di Brescia più con le conclusioni dall'arco che con gli attacchi al ferro. Sempre pregevoli alcuni assist per i lunghi. Dovrebbe prestare maggiore attenzione ad alcune palle perse banali che in una partita punto a punto come questa spesso sono decisive. SPIAZZANTE
    Villa N.E.
    Assui 6,5: sempre molto, troppo ondivago quando prova le conclusioni ma difensivamente mette sempre il corpaccione e anche gli avversari più scafati, di fronte a Big Eli, hanno la vita più complicata. FRANGIFLUTTI 
    Nkamhoua 7,5: Olivier torna in tutta la sua concretezza a far vedere le sue qualità che ad inizio stagione lo hanno eletto come il colpaccio del mercato biancorosso. Concentrato e volitivo in difesa e un fattore in attacco dove nel finale mette una bomba fondamentale. NAPO ORSO CAPO
    Iroegbu 9: se c'è un protagonista di questa roboante vittoria è proprio Ike che, se è uno dei pochi a non mollare in un primo tempo avaro di soddisfazioni, nella seconda frazione si carica sulle spalle la squadra e si prende la responsabilità dell' ultima conclusione mandando in paradiso tutta Masnago. ATLANTE
    Librizzi 4,5: il capitano questa sera disputa forse la peggior partita stagionale mostrando troppo nervosismo e spendendo male i 5 falli anche se sembra sempre poco tutelato dai direttori di gara. AUTOESCLUSO
    Renfro 7,5: sempre più fondamentale per le fortune della OJM, l'americano più sottovalutato della serie A sia per utilità che per rendimento compie il consueto egregio lavoro difensivo con aggressività su tutti i cambi recuperando ben 4 palloni e in attacco mostra le sue doti atletiche andando a schiacciare non appena ne ha la possibilità. Quella in reverse è la giocata del mese. SHOW TIME
    Ladurner N.E.
    Freeman 6,5: buone notizie dal fondo della panchina di coach Kastritis. Viene utilizzato qualche minuto in più del solito (non che ci volesse molto) e Allerik risponde con una prestazione convincente mettendo fisico e voglia nel contenere i diretti avversari e facendo anche buone scelte e conseguenti buoni risultati in attacco. Che sia di buon auspicio per il prossimo futuro. RITROVATO
    Tornese N.E.

  • simon89
    Chi ama la Pallacanestro Varese non poteva chiedere di più a San Valentino. Dopo mezza partita arrancando dietro a Brescia, i biancorossi si trasformano nella ripresa e chiudono con un punto esclamativo meraviglioso: al suono della sirena, il pallone gestito da Ike Iroegbu in penetrazione destra si infila morbido nel canestro decretando un finale favoloso. Varese 98, Brescia 96: capolista detronizzata e tabù rotto in un palazzetto rovente, come poche altre volte.
    Una vittoria da “ammazzagrandi” per la squadra di Kastritis che usa la stessa arma di Milano per strappare i due punti alla Leonessa: l’aggressività e l’energia difensiva. Un marchio di fabbrica che, quando ha iniziato a funzionare con costanza, ha messo in difficoltà una Germani che per 20′ aveva pasteggiato da vicino e da lontano, grazie a geometrie perfette, a percentuali alte e al talento dei suoi singoli.
    Le partite però durano 40′ e nella seconda parte si è vista un’altra Openjobmetis che, forse, ha fiutato il fatto che Brescia non aveva poi tutte queste energie per arrivare in fondo. Priva del cervello Ivanovic, la squadra di Cotelli (che ha parlato di diversi acciacchi tra settimana e prepartita) ha smesso di trovare assist semplici e canestri gratuiti, si è aggrappata sul talento dei singoli (Della Valle su tutti) e ha beneficiato – giusto dirlo – di una direzione arbitrale che ha lasciato tanti dubbi ma che, allo stesso tempo, ha acceso un palazzetto che temeva la solita litania avversaria.
    Nel fuoco di Masnago si sono esaltati in tanti: Iroegbu non è stato solo l’autore della giocata del giorno ma è tornato decisivo in attacco (26 punti), Nkamhoua e Moore hanno lampeggiato classe, Renfro ha distribuito energia. E poi Kastritis ha riallungato la squadra – bene, contro una Brescia corta – dando parecchia fiducia ad Assui e Freeman che lo hanno ripagato prima di tutto con tanta attenzione a guardia del canestro. Decisiva anche la gestione dell’attacco: dopo il disastro di Trento i pochi palloni persi hanno contribuito a tenere vivace la OJM che – al solito – ha forzato diversi errori avversari. Poi, però, contro i 15 punti dalla lunetta di Brescia su 18 nell’ultimo quarto, serviva il classico coniglio cavato dal cilindro. Lo ha trovato Iroegbu con una scelta di tempo memorabile, come memorabile resterà questo successo in un’annata che – finora – di soddisfazioni ne ha regalate pochine.
    PALLA A DUE – Il pomeriggio varesino si apre con due omaggi, a Giancarlo Ferrero – acclamatissimo – e a Ottorino Flaborea, leggenda della Ignis e premiato con la medaglia degli 80 anni. Sulle panchine poco da registrare: la notizia rilevante è l’assenza di Ivanovic, ai box con una spalla malconcia: al suo posto parte Massinburg che si farà notare nel bene. Openjobmetis come sempre: Iroegbu-Moore in guardia con Stewart in uscita dalla panca nel settore piccoli. Colpo d’occhio discreto, ma a Masnago si vedono alcuni seggiolini vuoti: non un gran segnale al netto dell’orario.
    LA PARTITA
    Q1 – Varese punge in avvio (4–0) ma il vantaggio dura pochi istanti, perché le mani bresciane sono subito belle calde con Della Valle affiancato da Mobio e Rivers e con il conto dei punti che sale vertiginosamente sino al 22-34 della prima sirena, nonostante un Iroegbu subito prsesente in attacco (10 punti).
    Q2 – Il copione non cambia granché al secondo giro: Varese mostra qualche sprazzo di difesa in avvio, recupera un paio di palloni ma paga qualche fallo e si ferma lì, con Massinburg in gas e con l’area biancorossa attraversata dai tagli di Burnell e Ndour. Che segnano oppure mandano in “gol” Bilan perché i continui cambi biancorossi finiscono per sbilanciare gli equilibri e per concedere mis-match. L’unica buona notizia è il finale varesino: Moore si accende, Freeman si rende utile e prima della sirena arriva qualche punto di… sutura, anche se Brescia comanda di 14 (41-55).
    Q3 – Alla ripresa però è un’altra Varese che si presenta in campo con un parziale di 8-0 rotto solo da due liberi di Della Valle e che prosegue con Alviti che si accende con tre liberi e replica al bresciano con una tripla. In pochi minuti la OJM prende la targa avversaria ma un passaggio a vuoto di Moore (passaggio che apre il contropiede bresciano, forzatura successiva) fa di nuovo precipitare i padroni di casa all’indietro. Ma questa squadra – con un palazzetto che si scalda via via, soprattutto dopo le storie tese tra Librizzi e Massinburg – ha scelto di immolarsi fino alla fine e negli ultimi possessi del quarto risale sino al -6 (72-78) con l’unico squillo di Stewart e i liberi di Iroegbu.
    IL FINALE
    Serve però un ulteriore strappo e Varese lo trova dopo qualche minuto con una schiacciata di Renfro e con Tazé Moore che prima pareggia e poi segna la tripla del vantaggio (83-82). Varese però è in bonus dopo appena 1’20” – altro motivo di arrabbiatura dei tifosi – e Brescia inizia lo stillicidio di liberi. Sui 18 punti dell’ultimo quarto, la Leonessa ne segna 15 dalla lunetta. La OJM è invece molto più creativa e lo dimostra anche con Nkamhoua, decisivo nel realizzare il 5-0 che finalmente spariglia il punteggio a favore di Varese (94-89). Un argine da tenere a tutti i costi che, però, Brescia erode con i soliti liberi a nastro. Una infrazione di passi a Moore nell’ultimo minuto rimette tanto in gioco e Della Valle a -15” ha il tiro del sorpasso ma lo sbaglia. Incredibilmente il pallone toccato da Iroegbu e quasi preda di Varese si incastra sul tabellone e il possesso alternato premia la Germani. Cotelli esce dal timeout dando palla ad ADV, Nkamhoua gli chiude (correttamente) la strada ma gli arbitri concedono un altro fallo alla difesa. Nella bolgia l’azzurro pareggia a 96 ma Kastritis ha un altro timeout, toglie Renfro, chiede tagli e blocchi più per confondere le acque che per altro. La decisione è chiara: Iroegbu a cercare la stoccata decisiva. E così va: attacco sulla destra nel traffico e canestro a zero secondi dalla fine. Pandemonio a Masnago, con Ike sollevato in aria dai tifosi al grido di MVP-MVP. What else?
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Ancora una sconfitta, ancora la sensazione di qualcosa che era tra le mani e che è volato via. Per bravura degli altri, certo, ma anche per le solite, maledette, incancellabili sbavature che stanno caratterizzando la stagione della Openjobmetis. A Trento è un altro testa a testa, come a Treviso, e come a Treviso quando i biancorossi sembrano aver finalmente risolto il rebus si fanno infilare dai padroni di casa. Allora fu un +7 non difeso a 4′ dalla fine, stavolta il margine è più esiguo (68-70, 71-72) ma proprio in quel momento una squadra ha fatto tutte le scelte giuste: non Varese.
    Le sbavature, i dettagli, le virgole: la formazione di Kastritis è lì che si impiglia. Sul passaggio loffio tra Nkamhoua e Stewart, sul tuffo di Forray che a 40 anni è il più rapido a capire tutto e buttarsi a terra, sul “non aiuto” di Iroegbu che lascia a Jakimovski lo spazio della tripla, sull’ennesimo taglio sulla linea di fondo che manda all’aria i piani di riscossa varesini.
    Alla vigilia un po’ tutti avevano sottolineato tre mosse cruciali per espugnare la BTS Arena: rimbalzi, palle perse, percentuale da 3. I biancorossi hanno lavorato bene (a tratti molto bene) sotto i tabelloni ma pagato un deficit enorme nelle altre due statistiche. 17 perse, alcune delle quali tragicomiche, alcune in momenti in cui – proprio – la palla non era da pardere; 9 su 33 dall’arco (ovvero il 26,3%), al di sotto anche della soglia psicologica del 30%. E se la Dolomiti ha fatto altrettanto male nei palloni sprecati, si è riscattata al tiro pesante creando lì le condizioni per vincere.
    Rispetto alle ultime uscite va segnalato un cambio di rotta gestionale di Kastritis, tornato a dare fiducia a Ladurner e Freeman da cui ha ricavato buone cose (specie con il pivot) ma ancora una volta in troppi hanno giocato a fasi alterne. Di Iroegbu abbiamo già accennato (alle amnesie difensive si aggiunge una partita poco incisiva in attacco) ma accanto a lui, tra i discontinui, ci vanno anche Alviti, Stewart e Librizzi (più male che bene per tutti) e ciò si è riflesso – trattandosi di quasi tutto il reparto guardia – in una gestione troppo imprecisa. Per sbancare un campo in trasferta servirebbero invece continuità e precisione da parte di tutti. Cose buone si sono viste dai lunghi con Renfro forse migliore in campo, insieme al solito Moore che talvolta fa confusione ma che allo stesso tempo mette sempre intensità e fantasia al servizio della squadra. Ma, appunto, è troppo poco.
    Quella di Trento, però, è la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, tre delle quali sfuggite dalle mani tremule dei biancorossi (Treviso e Venezia le altre) : un ruolino di marcia che la Openjobmetis non si può proprio permettere. Anche perché all’orizzonte (sabato 14) c’è Brescia e perché, oramai, c’è solo da guardarsi le spalle, anche questa volta. Anche quest’anno. Con il solito copione fatto di paura e di speranze andate a farsi benedire.
    PALLA A DUE
    Un buon numero di tifosi biancorossi inizia a incitare la Openjobmetis ancora prima della contesa: Kastritis manda in campo il quintetto delle ultime uscite con Iroegbu e Moore a dettare i ritmi insieme all’ex Alviti. Cancellieri non ha il forte play Jones, come previsto, ma recupera in extremis Niang; quintetto con il giovane Hassan play e i muscoli di Mawugbe sotto i tabelloni.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio di gara pare lo stesso di domenica scorsa: Trento scatta 7-0 senza problemi e allunga anche dopo la tripla di Nkamhoua trovando punti un po’ da tutti. Ma più che la difesa è l’attacco varesino a mettere i brividi con 4 perse in 4′ a vanificare il buon lavoro a rimbalzo di Renfro. Toccato il -11 (Alviti e Iroegbu fantasmi), la OJM inizia finalmente a colpire: Moore dà la spinta con un paio di recupero e contropiede, poi Kastritis si ricorda di Ladurner e Freeman che nei minuti finali portano punti. La Dolomiti, in lunetta, tiene il vantaggio che però è dimezzato: 23-18.
    Q2 – La OJM è brava a chiudere subito il divario ma manca – vecchio difetto – quando serve concretizzare, ovvero sorpassare o comunque mettere più autorità sulla partita. Il primo pareggio arriva al 12′ con Moore, il secondo a metà periodo con quella che resterà la sola tripla di Alviti (29-29) che poco dopo produce una inconsueta schiacciata di potenza. Ma, come detto, il sorpasso non arriva e – anzi – i due timeout spesi da Kastritis negli ultimi scampoli non portano alcun risultato positivo, così l’Aquila chiude avanti 38-35.
    Q3 – Anche a inizio ripresa arriva il solito spreco con Iroegbu che serve un pallone troppo lungo a Nkamhoua vedendo sfumare il sorpasso. Poco dopo però è la volta buona con una schiacciata di Alviti e una tripla di Iroegbu ma l’inerzia si ferma lì per gli errori successivi e la tripla di Battle che rimette avanti i bianconeri. Nkamhoua – canestro e fallo – ci riprova ma nel finale di periodo arriva il solito blackout: 13-2 di parziale con Varese che quando sbaglia (due triple nella stessa azione di Stewart) si ferma e concede azioni veloci alla Dolomiti. Due liberi di Librizzi non possono fermare la valanga e tantomeno un timeout fuori tempo di Kastritis: 62-53 al 30′.
    IL FINALE
    La partita sembra aver preso una piega netta ma la Openjobmetis stavolta si scuote: Cancellieri deve fermare il gioco dopo lo 0-5 firmato da Renfro – perfetto in lunetta – e dalla tripla di Iroegbu (66-60). Varese inizia a crederci e sorpassa con un nuovo parziale di 2-10 grazie a Renfro, Moore e alla tripla di Nkamhoua (i tre migliori, guarda caso). L’ultimo vantaggio è ancora di Moore in penetrazione a 2.33 dalla fine ma lì Varese smette di fare le cose giuste e sbaglia tutto in fase di gestione: palla persa tra Stewart e Nkamhoua, tuffo di Forray a prendere la sfera, tripla di Jakimovski e rimessa dubbia che il replay assegna a Trento. Serve lo sforzo massimo invece arriva un taglio del macedone a punire l’aiuto di Nkamhoua e la dormita di Iroegbu: Moore segna tre volte con rapidità ma i palloni che contano sono quelli di un’Aquila in vantaggio. E gli uomini di Cancellieri non sbagliano più: 84-78.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il problema chiaro già da novembre non è stato risolto L'Openjobmetis ha smesso di crescere nel primo scorcio del 2026. Si è esaurita la parabola ascendente generata dalle riparazioni Iroegbu e Stewart, che aveva portato i biancorossi dalla zona salvezza della 9ª giornata al sesto posto del 14° turno con un ciclo di 4 vittorie in 5 gare (Trapani compresa). Un solo successo, pur eclatante, nelle ultime 4 partite è lo specchio di una Varese che viaggia in leggero riflusso perché ha corretto solo una parte dei suoi limiti iniziali. In aiuto vengono le statistiche di squadra: innegabili i progressi della difesa, che da un mese guida le graduatorie di palle recuperate, palle perse forzate agli avversari e percentuali concesse nel tiro da 3 punti. Ma i problemi dell'attacco, che alla pausa di novembre era ultimo per punti segnati, palle perse e percentuali dall'arco, sono rimasti irrisolti alla luce delle medesime posizioni nei medesimi dati statistici. E nel ritorno all'ulti mo posto nella classifica dei rimbalzi, dopo il trend di crescita del mese di dicembre che aveva fatto risalire l'OJM fino al 10° posto.

    RITMO, RITMO, RITMO - Per questo motivo Varese non può prescindere dall'aggressività difensiva e dal ritmo sempre elevato: giocare in velocità è il modo per evitare di collezionare ferri in serie dall'arco e "regali" agli avversari sotto forma di palle perse. La trojka Iroegbu, Stewart e Moore, che sa esaltarsi quando può correre, fa terribilmente fatica nel dare certezze a difesa schierata. La coppia Mitrou Long-Hands della prima OJM di Kastritis risultava più "performante"rispetto all'attuale pacchetto esterni: di fatto mancano sia un un costruttore di gioco affidabile a metà campo, che un attaccante capace di mettersi in proprio quando la manovra non crea vantaggi. Affidarsi alle gambe prima che alla testa è una scelta di campo dalla quale indietro non si torna, almeno per quest'anno; se ne dovrà tenere conto per il futuro se le opzioni contrattuali sul trio Iroegbu, Stewart e Moore varranno ancora chiudendo in zona Europa dal decimo posto in su.

    MORIRE DI FREDDO - Però diventa difficile uscire dall'impasse attuale affidandosi "solo"ad approccio mentale e volontà. L'unico upgrade per modificare un trend "stagnante", se non ribassista, può arrivare dalla sostituzione di Freeman, sempre che nella pausa si opti per questa soluzione. Ma la priorità andrà indirizzata verso mani più calde nel settore ali per aumentare la pericolosità balistica, o maggiore vigore a rimbalzo nel reparto lunghi per aiutare la spinta in velocità? La coperta resterà comunque corta, ma almeno non si rischierà di morire di freddo... 
    Giuseppe Sciascia

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