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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese inizia a valutare il mercato italiano in cerca di possibili innesti per far fronte alle partenze dei big. Per Davide Moretti sembra ormai questione di giorni, se non ci saranno intoppi sul suo trasferimento a Venezia: il club biancorosso ha - legittimamente - respinto nelle scorse settimane la richiesta del cestista del 1998 di ritoccare al rialzo lo stipendio togliendo la clausola d’uscita per le coppe. E l’ex Pesaro ha - altrettanto legittimamente - esplorato il mercato in cerca di alternative. Se sarà Umana, con accordo pluriennale, stipendio più elevato e prospettive di giocare in Eurocup pur con meno spazi, si tratterà di un altro giocatore rilanciato dall’OJM verso una destinazione più ambiziosa (e remunerativa).
    E Nico Mannion? Mentre il Red Mamba si allena con gli azzurri a Trento, l’agenzia esplora il mercato europeo: oggi come oggi non ci sono proposte concrete, ma i club di Eurolega hanno terminato le rispettive finali in questi giorni e le prossime due settimane saranno decisive. Anche per capire se arriveranno alternative allettanti per il giocatore, magari club di vertice in Eurocup, con i quali poi Luis Scola dovrà sedersi per trattare un buyout non prefissato nel contratto in essere.
    Ma Varese deve farsi trovare pronta per ogni evenienza: attualmente ha un italiano da quintetto come Mannion (anzi: l’MVP italiano della serie A 2023/24) e un giocatore tra quintetto e sesto uomo come Moretti. Dovesse perderne uno, o entrambi, servirà integrare il parco italiani attualmente composto da un play (Librizzi), un’ala piccola (Assui) e un pivot (Okeke). In linea di principio, dunque, la sua ricerca nel comparto tricolore si muoverà nei settori vacanti, ossia guardie (o play-guardie) e ali forti. Ruolo naturale di Jeff Brooks, il 35enne veterano ex compagno di Luis Scola nell’Olimpia versione 2019/20: elemento gradito per affidabilità, esperienza e capacità di leadership anche con americani giovani. Ma tutto ruota attorno all’aspetto economico: lo stipendio di Venezia (che eserciterà l’escapedal suo contratto entro il 25 giugno) è più vicino a quello di Mannion che a quello di Moretti. Sarà strada praticabile soltanto se la volontà di giocare vicino a Milano, per impegni professionali della moglie, sarà compatibile con le disponibilità economiche dell’OJM (rispetto all’eventuale concorrenza di Cantù?).
    Ma ci sono altri profili che Varese ha iniziato ad attenzionare in attesa di sviluppi sulle sue possibili uscite. Nel comparto ali forti c’è Ethan Esposito, 25enne italo-americano “azzurrabile” (ha vestito la maglia della Sperimentale nel 2022 con Okeke) e reduce da tre stagioni in A2, l’ultima delle quali a Verona chiusa a 10,8 punti e 5,1 rimbalzi di media. Si tratta di un lungo dinamico, di scuola americana, rientrante nel pacchetto dei minuti Under 26, pur non specialista nel tiro da 3 (solo 1,8 tentativi, ma 37% nell’ultima stagione). Il cestista ha uscita entro il 10 luglio dal contratto con la Tezenis e tanto mercato in A2 (Brindisi su tutte): sarebbe una scommessa ma a costi non bassissimi.
    Sul perimetro, Varese si è informata su Bruno Mascolo, 28enne play-guardia napoletano cresciuto alla PMS Torino: l’ex Tortona e Brindisi è un incursore che salta l’uomo, ma non un tiratore brillante dall’arco. Reduce da una stagione con pochi spazi alla Virtus Bologna (2,0 punti in 6,8 minuti), ha in mano una proposta di rinnovo al ribasso dalla Segafredo. Esclusa invece l’opzione Giordano Bortolani, che guarda a Reggio Emilia (o a Trapani). Per ora sono soltanto richieste di informazioni, sarà il mercato in uscita a stabilire se ci sarà bisogno di approfondirle.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Nuovi soci sono pronti a entrare nella compagine di Pallacanestro Varese. C’è grande riserbo per il momento sui nomi, ma la notizia è confermata: la compagine proprietaria biancorossa è pronta ad allargarsi.
    E se è vero che l’identità di coloro che acquisiranno le quote del club che il prossimo anno festeggerà gli 80 anni di storia non è ancora nota, sembra invece altrettanto confermato che si tratti di investitori locali.
    Le nuove entrate cambieranno la geografia dei “padroni” del sodalizio, acquisendo partecipazioni sia da Luis Scola (ora al 45%) che da Varese Sport&Entertainment (pure al 45%), coinvolgendo probabilmente anche Varese nel Cuore (sceso al 8,9%). Chiara la logica dell’operazione: distribuire il peso economico della gestione su ulteriori realtà, sgravando soprattutto le spalle del General, ora come ora protagonista sia in prima persona che con la maggioranza di VSE.
    Tempistiche? 10-15 giorni per l’ufficialità, una volta portati a termine tutti i passaggi prescritti dalla legge: i soci attuali si sono già attivati, Consorzio compreso.
    Sul fronte sponsor, invece, in piazzale Gramsci sono giorni di attesa, perché la priorità assoluta rimane quella di capire a quali sviluppi porterà il canale aperto con Groupe Crit, il gruppo francese che ha acquisito lo storico sponsor Openjobmetis. Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis, è dato in missione in Francia, per presentare numeri e prospettive: novità, in un senso o nell’altro, sono attese in tempi non lunghi. In  merito a questo contesto in Pallacanestro Varese si convive tra ottimismo, fiducia (nelle capacità persuasive e nei poteri ancora in mano allo stesso Rasizza e a Marco Vittorelli) e realismo, consapevoli quindi anche della possibilità di una fumata nera nel caso in cui Groupe Crit consideri inutile - in ragione del proprio business plan - l’investimento di centinaia di migliaia di euro in una sponsorizzazione territoriale.
    In tale evenienza e e solo in tale evenienza, esiste già una rosa di piani B. Tutti, però, ancora da mettere a terra.
     Fabio Gandini

  • simon89
    Una OJM Mannion-centrica, con le chiavi consegnate nelle mani fatate del Red Mamba in modalità Varese 2.0 e 3.0 già viste nel 2023/24, ed economie di scala negli altri ruoli. Oppure un’OJM a trazione posteriore, con un play americano dalle doti realizzative importanti, che reinvesta su tutti i ruoli vacanti dopo le scadenze del 30 giugno l’eventuale realizzo generato dall’addio dell’azzurro. Il mercato biancorosso è legato a filo doppio alla situazione della sua stella, che vincola scelte tecniche e anche economiche in funzione della sua conferma o della sua partenza.
    FIDUCIA NELLA CONFERMA
    Ad oggi il club biancorosso esprime fiducia - anche oltre il 50% - sulla possibilità che Nico sia il frontman della stagione 2024/25. Fino al 30 giugno, con la “coda” NBA fino al 30 luglio (anche se i contratti per i free agent non vanno abitualmente oltre i primi dieci giorni del prossimo mese), la permanenza dell’MVP italiano in carica della serie A resterà in sospeso. E a meno di occasioni irrinunciabili nel comparto pivot low cost, si procrastinerà qualsiasi mossa dopo aver sbrogliato la matassa Mannion. Che con i 400mila euro netti del suo ingaggio pesa ovviamente in maniera rilevante sulle disponibilità di mercato negli altri ruoli.
    DIALOGHI APERTI
    Ciò non significa che Varese non stia operando, vedi il dialogo con McDermott per provare a ritoccare al rialzo l’accordo col capitano e i sondaggi con Jeff Brooks per capire disponibilità e costi dell’ex compagno di Luis Scola all’Olimpia Milano quando si libererà dalla Reyer Venezia dopo il 25 giugno. Entrambe le operazioni paiono complesse, ma sulla posizione dell’ala dell’Indiana si registra un pizzico di ottimismo in più rispetto alle scorse settimane. E legata alla posizione del tiratore bianco c’è quella di Gabe Brown, desideroso di cimentarsi nella lotteria della Summer League: se resterà il capitano, improbabile che rifaccia coppia col tiratore mancino, “confermando” invece se McDermott andrà altrove.
    IL BUDGET
    Ma se restasse Mannion, è evidente che la versione 2024/25 della Nic-OJM dovrà effettuare economie di scala in altri ruoli per far quadrare i conti di un budget auspicabilmente al rialzo grazie a qualche sponsor in più (se non ci saranno sorprese sul marchio di maglia…). E se Nico trovasse collocazione secondo le sue ambizioni, in Eurolega oppure in NBA? Intanto Varese si è tutelata con buyout decisamente pingui - si parla di 200mila euro per il vertice d’Europa e 500mila dollari per gli Stati Uniti, solamente in caso di contratto garantito - che addolcirebbero la pillola amara dell’eventuale partenza dell’idolo dell’Itelyum Arena.
    LE POSSIBILI PROPOSTE
    E se arrivasse una proposta extra escape, da big di Eurocup o BCL capaci di convincere Nico? Dovranno convincere anche Varese, secondo lo schema già usato con Hanlan: nessuno resta controvoglia, ma solo al prezzo fissato da Luis Scola. In soldoni: o Mannion resta come frontman di una OJM con qualche scommessa in più in altri ruoli per potersi permettere una “fuoriserie” come l’azzurro in regia. Oppure Nico va e il club prealpino guadagnerà dalla sua cessione, potendo riallocare su tutti i ruoli (e non solo sul playmaker straniero che ne prenderà il posto) le risorse liberate dalla sua eventuale partenza. Per questo il mercato biancorosso è in attesa degli eventi: non solo per Mannion, viste le scadenze al 30 giugno delle uscite di Moretti, McDermott e Brown. Ma visto il peso del contratto dell’azzurro nel totale del budget biancorosso, è logico che la posizione del play sia quella più dirimente per la composizione del puzzle.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Se il mercato dei giocatori non si muove, quello degli sponsor è in pieno fermento. "La battaglia del grano" per costruire il budget della stagione 2024/2025 è nella fase calda, a partire dalla situazione in divenire del main sponsor. È la situazione più delicata, sia pur vissuta con fiducia da tutti gli attori protagonisti. Se non ci saranno sorprese in tal senso, la previsione più cauta della raccolta risorse ipotizza un segno più per un importo di almeno 300mila euro.
    LA SITUAZIONE MAIN SPONSOR
    Nodo gordiano di grande importanza legato alla decisione del Groupe Crit, la nuova proprietaria di Openjobmetis. Rosario Rasizza, confermato a.d. per i prossimi tre anni più opzione per altri tre, aveva rassicurato tutti in occasione dell'evento Orgoglio Varese dello scorso 18 aprile. L'imprenditore varesino dal cuore biancorosso caldeggerà all'azienda francese la conferma sulle maglie della squadra della sua città, a maggior ragione se - come già accaduto in occasioni di acquisizioni in altre nazioni - Crit darà il proprio nome all'azienda. Quindi il veicolo del basket, sport nel quale la squadra prende il nome del main sponsor, sarebbe perfetto per farsi conoscere in Italia.
    Varese potrebbe chiamarsi Crit e non Openjobmetis? È una possibilità concreta qualora dovesse arrivare la fumata bianca dalla Francia, ma ovviamente per il club biancorosso non cambierebbe nulla. La decisione dovrebbe arrivare entro il 30 giugno, il caso peggiore porterebbe a verificare eventuali "piani B" che al momento rimangono chiusi in un cassetto.
    GLI ALTRI SPONSOR DI MAGLIA
    Itelyum, Prevcom e Pelligra, gli altri marchi che vanno sulle canotte biancorosse oltre al main sponsor, sono vincolati da contratti pluriennali fino al 2026 stipulati lo scorso anno, pertanto sono certezze assolute. Al secondo anno (al rialzo) di contratto, il title sponsor del palasport di Masnago ha mantenuto anche l'opzione Europa nell'ipotesi più che probabile di un ritorno in FIBA Europe Cup. Si lavorà però per aggiungere uno o forse due nuovi partner che possano riempire altri spazi su maglie e pantaloncini. A queste trattative in evoluzione, che dovrebbero chiudersi al più tardi prima dell'inizio del campionato 2024/25, è legata la parte principale dell'aumento dei ricavi da sponsorizzazione che comunque sono in crescita da qualche anno.
    RINNOVI E NOVITÀ
    Il comparto Marketing biancorosso sta lavorando sui rinnovi degli accordi in scadenza - discussioni in corso con TCI, uno dei sette Top Sponsor biancorossi - oltre alle novità: in arrivo un paio di new-entries nel comparto Gold Sponsor. Ma ci sono altre trattative in corso, a partire da quella con Roberto Cimberio - tornato dopo oltre 10 anni a Masnago per la finale della Varese School Cup - che ha apprezzato la svolta gestionale di Luis Scola e guarda con interesse (se il club prealpino organizzerà un adeguato evento per ricordare la figura dell'indimenticabile papà Renzo) a un ritorno nella famiglia biancorossa.
    Poi c'è l'opzione del gruppo Damilano, il cui frontman Paolo è stato ospite a sorpresa del saluto dei tifosi all'OJM 2023/24 al caffè Broletto: l'azienda investe principalmente sul tennis col marchio Valmora, ma potrebbe esserci spazio anche per il basket biancorosso. Infine c'è la novità degli skybox, i nuovi spazi che nasceranno col restyling dell'Itelyum Arena; confidando che la tabella di marcia dei lavori li renda disponibili già a settembre per l'inizio della stagione 2024/25, sono già praticamente tutti prenotati. E sono altre risorse extra che entreranno nelle casse del club.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tanti anni fa, quando la Pallacanestro Varese targata Ignis dominava l’Europa dei canestri, c’era a Comerio una “casa dello sport” voluta da Giovanni Borghi dove ospitare, coccolare, fare crescere e migliorare i tanti talenti ingaggiati dal “Cumenda” per fare grande il suo marchio e le sue squadre di varie discipline. Una struttura leggendaria – soprattutto per chi l’ha solo sentita nominare – ma che in qualche modo, oggi, torna a vivere.
    Ai “Giardini Sospesi” di Masnago, il complesso edilizio che sorge – guardacaso – in via Giovanni Borghi è stata inaugurata la nuova Foresteria della Pallacanestro Varese: un luogo fortemente voluto da Luis Scola e dall’attuale dirigenza biancorossa, nel quale viene “sublimata” la filosofia del club. Quella cioè di formare in casa i talenti del futuro, che possano arrivare sino alla Serie A, cresciuti in casa pure con una linea tecnica comune anno dopo anno.
    DI COSA SI TRATTA – La foresteria occupa un intero piano dei Giardini Sospesi: di fatto si tratta di sei appartamenti “fusi” tra loro in modo da offrire 14 stanze singole (con un totale di posti letto che può arrivare a circa 20) dedicate ai giocatori reclutati per giocare nel settore giovanile. Una struttura che prevede una cucina comune con un cuoco professionista a disposizione per diverse ore al giorno.
    Ci sono due aree verdi all’esterno, spazi in condivisione per i ragazzi ma anche un miniappartamento per il tutor che sarà, in pratica, la figura di riferimento per la foresteria e che avrà anche a disposizione una zona riunioni per accogliere le persone. Uno sforzo notevole, non quantificato dai dirigenti: l’intera proprietà è stata infatti acquistata da Luis Scola e messa a disposizione della società.
    LA CASA DEI RAGAZZI – «Abbiamo appena finito i lavori, oggi procediamo con l’inaugurazione e con l’avvio della nuova stagione sportiva questa diventerà ufficialmente la casa dei nostri ragazzi» spiega Federico Bellotto, assistente di Scola incaricato a illustrare la foresteria.
    «Siamo vicinissimi al palazzetto e al Campus che è il centro dei nostri allenamenti – prosegue Bellotto – una collocazione ideale che si unisce a tutti i comfort di cui potranno godere i giocatori. E’ pensato per i giovani inseriti nelle squadre del vivaio ed eventualmente per coloro che, magari già formati, vogliono trascorrere un periodo di lavoro qui, per scopire la nostra filosofia di gioco. Attualmente comunque ci limiteremo ai giocatori che fanno parte del progetto».
    Il primo “stress test” ci sarà tra una decina di giorni quando la foresteria ospiterà la nazionale argentina under 17 (quella in cui gioca il pivot biancorosso Ivan Prato). Un primo appuntamento in attesa che i Giardini Sospesi vengano popolati dalle giovani speranze biancorosse, un po’ come avveniva in quegli anni ruggenti di Comerio.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Varese saluta anche Scott Ulaneo riducendo al poker d’assi Mannion - Moretti - McDermott - Brown l’elenco dei contratti con uscita da definire entro il 30 giugno. Il centro anglo-romano che in maglia Openjobmetis aveva totalizzato 3,9 punti e 3,5 rimbalzi nella stagione 2023/24 tornerà a Masnago da avversario: la sua destinazione futura è la Givova Scafati, dove si è accordato per un nuovo contratto 1+1.
    Il club biancorosso aveva opzione d’uscita a suo favore dall’accordo stipulato nell’estate 2023, quando lo aveva “scovato” in serie A2 a Cento. Ma al giocatore del 1998 non poteva offrire più di un posto da terzo pivot, con spazi decisamente ridotti rispetto agli 11,9 minuti totalizzati nella stagione passata, vista la volontà dell’OJM di scommettere sulla crescita di Leonardo Okeke a fianco di un pivot americano (da scovare comunque in versione low-cost nel sottobosco di leghe minori americane o G-League).
    Pertanto Ulaneo, che a Varese ha dimostrato di essere giocatore da serie A, ha chiesto ed ottenuto di essere lasciato libero per accasarsi altrove. Accettando la proposta di Scafati, dove sarà il secondo pivot alle spalle di un centro americano come accaduto nel 2023/24 in maglia biancorossa.
    Trova così soluzione il quarto rebus legato ai contratti “sospesi” - viste le clausole d’uscita - dei membri dell’organico varesino della stagione passata. Ulaneo e Besson hanno lasciato, mentre l’OJM è uscita da Shahid e Gilmore; tra chi è senza contratto intanto si parla di sirene dall’A2 per Tomas Woldetensae, prima scelta di Pino Sacripanti per il nuovo corso di Pesaro (accordo ufficiale in arrivo entro 48 ore col coach canturino).
    Oggi come oggi il parco giocatori dell’OJM conta sulle certezze Librizzi, Assui ed Okeke, che faranno certamente parte del roster come cambi di playmaker, ala piccola e pivot. Contratto garantito anche per Nicolò Virginio, in cerca di collocazione mediante nuovo prestito in A2 (con transazione dell’anno residuo di contratto, oppure con un nuovo accordo più lungo e la possibilità di rientrare nei ranghi?). 
    Nei ruoli di play, ala piccola ed ala forte titolari, e di combo-guard dalla panchina (o forse no) i nomi di Mannion, McDermott, Brown e Moretti resteranno affiancati dal punto interrogativo fino a che escape lo permetterà. Le caselle sicuramente vuote sono quelle della guardia che rimpiazzera Besson - ma si attende di capire se ci saranno Mannion e Moretti - e del pivot che rimpiazzerà Spencer ed affiancherà Okeke. Ed è l’unico spot straniero nel quale è attiva la ricerca, con paletti tecnici ed economici già ben circoscritti. Il profilo del lungo americano è un simil Owens o Spencer, dunque un “atletone” che protegga l’area colorata a suon di stoppate e rimbalzi, e costi il giusto (contratto a 5 cifre). La scelta è chiara: nel Moreyball i lunghi devono fare legna, mentre il pallino del gioco lo hanno in mano i piccoli, per i quali si spenderà la parte cospicua del budget.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Openjobmetis, fuori tre. La società biancorossa ha esercitato l'opzione d'uscita dal contratto con Micheal Gilmore. Dopo l'escape per chiudere il rapporto con Vinnie Shahid e la volontà di utilizzare l'uscita da parte di Hugo Besson, si tratta del terzo vincolo "sospeso" concluso nella fase iniziale del mercato biancorosso. Ma a differenza degli altri due, la porta per Gilmore non è chiusa. Vediamo perchè.
    USCITA OGGI, MA DOMANI...
    Varese ha inviato al giocatore la comunicazione che conclude il rapporto con un giorno d'anticipo rispetto al termine in scadenza oggi. Ma le parti si sono riservate la possibilità di riaprire il dialogo alle stesse condizioni già pattuite al momento della stipula del precedente 1+1 interrotto ieri. Perchè uscire ora e rientrare poi? La questione è legata agli incastri sui passaporti nella composizione del roster col format 5+5.
    PIACE, MA...
    Il giocatore del 1995 ha avuto poco spazio (5,8 punti in 12,7 minuti) ma gode di molta stima tra dirigenza e staff, che lo considerano elemento ideale per rivestire il ruolo di cambio dell'ala forte alle spalle di Gabe Brown (o di un giocatore dalle caratteristiche analoghe). Ma i punti interrogativi legati alle permanenze di Nico Mannion e Davide Moretti, le cui uscite scadono più avanti (30 giugno o 30 luglio per il Red Mamba; 30 giugno per l'ex Pesaro), obbligano l'OJM a tenersi le mani libere.
    LA QUESTIONE ITALIANI
    Varese non può vincolarsi oggi con uno straniero dalla panchina, senza avere certezza di poter contare su un italiano da quintetto. Per questo la scelta su Gilmore va posticipata: in regia ci sarà il play azzurro o un americano, non potendo trovare un altro "tricolore" del valore dell'MVP italiano della serie A 2023/2024. Nel caso di addio di Moretti (intanto De Nicolao si riavvicina a Venezia, o ha sirene da Frank Vitucci a Treviso) si proverà a cercare un altro esterno italiano che possa avere spazi importanti.  Ma visto che il mercato dei giocatori "nostrani" che rispondano alle esigenze dell'OJM (futuribile e Under26 come priorità) è abbastanza povero di profili, impegnarsi oggi con l'ala forte di passaporto belga avrebbe ristretto le strade da percorrere.
    TORNA, NEL CASO MIGLIORE
    Nonostante l'escape esercitata da Varese, Gilmore resta comunque un "confermando". Ovviamente nel caso migliore, ossia quello che prevede la permanenza dei due big italiani con uscita alla fine del mese prossimo. In tal caso, verosimilmente dall'1 luglio, si riattiverà il contratto cancellato ieri senza versare il mini-buyout prefissato (attorno a 10mila dollari). Per questo, a differenza dei casi Shahid e Besson, quello di Gilmore non è un addio, e l'ex Paok Salonicco potrebbe tornare nei piani biancorossi fra un mese. Intanto il mercato è in stallo su tutte le posizioni con escape "pendente" (play, guardia, ala piccola ed ala forte). L'unico ruolo sul quale c'è attività è quello di centro, cercando un simil-Tariq Owens dell'estate 2022 dal sottobosco dell'Europa o dalla G-League.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    A poche ore da un post su Instagram che sembrava preannunciare un addio, Marco Legovich è stato confermato dalla Pallacanestro Varese sino al 2027 come parte fondamentale dello staff tecnico biancorosso.
    Il giovane tecnico triestino quindi, non lascia ma raddoppia: dopo aver ricoperto il ruolo di primo assistente di Tom Bialaszewski nella scorsa stagione, siederà di nuovo sulla panchina della Openjobmetis questa volta accanto a Herman Mandole, il coach argentino “designato” da Luis Scola come nuovo capo allenatore.
    Una situazione certamente particolare ma comprensibile a chi conosce le dinamiche interne alla società di piazzale Gramsci: Mandole è da due stagioni a Varese, “maneggia” da più tempo le dinamiche di gioco volute da Scola (di cui è un pretoriano) e quindi non deve stupire che sia stato scelto al posto di Bialaszewski. Legovich invece manterrà il proprio incarico dopo essere stato apprezzato dal club, dai giocatori e dal pubblico.
    «Sono molto felice ed orgoglioso di continuare il percorso all’interno di Pallacanestro Varese, un club che, insieme ai suoi tifosi, mi ha accolto facendomi sentire parte di una famiglia e che mi ha dato l’opportunità di crescere umanamente e professionalmente» le parole rilasciate per il comunicato del rinnovo.
    «Uno dei motivi che più mi ha spinto a rimanere a Varese è stato la voglia di rivalsa dopo una stagione al di sotto delle aspettative iniziali. Ringrazio le persone con cui ho avuto modo di lavorare lo scorso anno, a cominciare da Tom, e tutti i giocatori che ho avuto il piacere di allenare ogni giorno. Ringrazio anche e soprattutto dirigenza e staff per avermi rinnovato la fiducia con un contratto pluriennale a testimonianza non solo della bontà del progetto ma anche della stima che nutrono nei miei confronti».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Bella notizia in casa Pallacanestro Varese. La società biancorossa ha annunciato, in parte a sopresa, di aver messo sotto contratto per ben cinque anni Elisée Assui, l’ala cresciuta nel vivaio che nell’ultimo anno è letteralmente esploso a livello giovanile. Una firma non scontata perché le prestazioni recenti di Assui avevano acceso i riflettori sul giocatore di classe 2006 per il quale sembrava viva la possibilità di andare a giocare in un college americano.
    Invece il club del presidente Bulgheroni ha “inchiostrato” l’ala con il primo contratto professionistico della carriera: un accordo a lungo termine che porterà Assui a diventare un membro permanente della prima squadra della Openjobmetis con cui ha già esordito sia in Serie A sia in Fiba Europe Cup.
    «Negli ultimi due anni Elisée è migliorato in modo esponenziale grazie al lavoro di tutti e si è guadagnato sul campo questa possibilità» spiega Matteo Jemoli, che è sia l’assistente GM biancorosso ma anche uno degli uomini che curano i rapporti tra la prima squadra e il team di sviluppo del Campus e le attività di Varese Basketball. «Siamo convinti che abbia un percorso brillante davanti a sé e contenti che lo possa fare con la maglia della squadra della sua città, diventando un simbolo del nostro programma». Quello cioè che prevede di portare i migliori prospetti cresciuti nelle giovanili sino in prima squadra.
    Quest’anno Assui – alto 1,91 ma con ancora qualche possibilità di crescere – ha avuto modo di giocare con i “grandi” in Fiba Europe Cup, scendendo in campo per 47′ e segnando un totale di 15 punti con 5 rimbalzi. L’impatto con la squadra di Serie B e con l’under 19 gli hanno anche permesso di ottenere la prima convocazione con la Nazionale giovanile: al celebre torneo Albert Schweitzer di Mannheim ha messo a referto 11 punti e quasi 6 rimbalzi di media mentre alle finali nazionali U19 (Varese è arrivata quarta) ha chiuso con 23,3 punti e 7 rimbalzi. A livello internazionale ha anche giocato la tappa della Next Gen di Eurolega disputata a Dubai con la maglia del team internazionale a conferma delle attenzioni che si erano mosse sul suo nome.
    Ora però la conferma da parte della Pallacanestro Varese che, verosimilmente, lo impiegherà in campionato dalla stagione 2024-25 con l’intento di fargli guadagnare minuti in un ruolo, quello di ala piccola, dove difficilmente rimarrà Tomas Woldetensae, che ha occupato una casella “italiana” negli ultimi due anni e mezzo.
    Damiano Franzetti

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