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VareseFansBasketNews

  • simon89
    La giovane tifosa che guarda verso il parquet del PalaVerde con la sciarpa biancorossa al collo, le mani a sorreggere il viso e lo sguardo tra il perso e il deluso descrive bene la sensazione di chi – dal vivo o da casa – si è visto sfuggire dalle mani una vittoria davvero alla portata. Quella che la Openjobmetis lascia a Treviso (86-83) nell’ultimo turno di andata, perdendo il treno per le Final Eight di Torino – causa anche vittoria di Trieste – e vedendo riavvicinare le zone meno nobili della classifica.
    Un urlo di gioia strozzato, un viaggio di ritorno rovinato negli ultimissimi minuti di gioco, dopo che Varese era stata capace di risalire dal -14 e scattare avanti fino al 69-61 con meno di 7′ da giocare. Lì la luce si è spenta, non solo a livello di scelte – tiri forzati, sbagliati, pasticci – ma anche di tecnica con una serie di tiri liberi rimasti sul ferro, uno dopo l’altro, sino a scendere al pessimo dato del 52% con ben 11 errori in lunetta. Uno stillicidio cui, dalla parte opposta, Treviso ha risposto rialzandosi all’ultimo con le triple della rianimazione di Abdur Rahkman e i personali di Weber, tornato preciso al momento giusto.

    Un epilogo che assomiglia a un gesto di autolesionismo da parte dei biancorossi che prima di accendersi, nel terzo periodo, avevano letteralmente regalato metà partita ai padroni di casa che, probabilmente, sarebbero finiti sotto visto il clima di parziale contestazione (al club, più che ai giocatori) respirato al PalaVerde. Ma invece di dare subito una spallata, Varese ci ha messo 22′ a svegliarsi, stiracchiarsi e capire la situazione. Troppi, e l’alibi – bello grosso – dell’assenza di Tazé Moore non basta a spiegare la dormita. La guardia si è fermata nel pre-riscaldamento per un fastidio al polpaccio che andrà valutato e di certo la sua mancanza è stata decisiva in termini di intensità, di guizzi a rimbalzo, di blitz offensivi e via discorrendo.
    Kastritis si è trovato così con le rotazioni accorciate, ha riesumato Freeman (5 punti ma praticamente inutilizzato nella ripresa) ma ha pagato a caro prezzo l’assenza virtuale di due uomini chiave come Alviti e Renfro. Il primo ha disputato una gara imbarazzante (0 su 7 da 3), il secondo neppure quella visto che è rimasto in campo 17′, senza mai segnare, compromessi dai falli. E così La rimonta biancorossa è stata in gran parte opera di Carlos Stewart, imprendibile per diversi minuti e autore di 34 punti anche se, come i compagni, è arrivato alla fine con la lingua sotto le suole. Iroegbu e Nkamhoua (che ha dovuto fare anche la parte di Renfro) hanno provato a seguirlo nel bene (doppia cifra) e nel male (forzature ed errori) mentre la Nutribullet ha banchettato sotto i tabelloni (47 rimbalzi) e brindato alla sirena per un successo che la rimette in corsa per la salvezza. Una corsa da cui Varese è fuori, ora, ma con l’obbligo di dover comunque e sempre tenere alta la concentrazione perché Trapani sparirà e con essa i due punti guadagnati in Sicilia. E il fondo della graduatoria torna un po’ più vicino.
    PALLA A DUE
    La notizia peggiore per Varese arriva dopo il pre riscaldamento: Taze Moore esce con una smorfia, segnala un fastidio al polpaccio e Kastritis è costretto a toglierlo dal quintetto inserendo al suo posto Stewart. La guardia americana resterà seduto, a lungo con un asciugamano sulla testa. A pochi metri da lui però sono oltre 100 i tifosi biancorossi arrivati in anticipo e pronti a sostenere Librizzi e compagni mentre quelli di casa sono in aperta polemica con la società locale. Nicola (applaudito: prima in casa per lui) asciuga le rotazioni e dà spazio in ala al pericolante Olisevicius.
    LA PARTITA
    Q1 – I primi possessi sono da cattivi presagi: Treviso, appena più tonica, scatta sul 9-4 mentre Alviti inizia a colpire i ferri del canestro anche con tiri piedi per terra. Poi Varese ha un guizzo con Librizzi (passo e tiro) e Iroegbu che si butta in un varco, segna e sorpassa con il libero aggiuntivo (9-10). La fiammella si spegne subito, la Nutribullet torna avanti pur senza brillare, spinta da Weber e dai rimbalzi: al 10′ è 18-13.
    Q2 – L’accesione non funziona neppure nel secondo periodo quando Varese scivola ancora più in basso (-9 al 13′) prima di trovare un guizzo di Stewart – ne arriveranno altri – che per poco non ricuce il divario. Ma la continuità non esiste, come non esistono i canestri di Alviti mentre Freeman almeno dà segni di vita. Troppo poco perché a un certo punto la Nutribullet trova i canestri del +12 e un triplone da lontano di Olisevicius. Il solito Stewart fa in tempo a fissare il 40-31 della pausa lunga.
    Q3 – Il ritorno sul parquet è ancora peggiore: la OJM commette infrazione di campo sulla rimessa inziale, Pinkins segna da 3 e poco dopo per Treviso è massimo vantaggio, 45-31. A quel punto Varese si scuote davvero e a puntare la sveglia è Carlos Stewart che segna 6 punti in un amen cui si aggiunge un cesto di Iroegbu: torna a Nicola fermare il gioco ma intanto la gara è riaperta con i biancorossi che infine pareggiano con Ike e sorpassano con una tripla di Assui sul finire di un quarto terminato 57-60.
    IL FINALE
    E nei primi 3′ dell’ultimo quarto tutto lascia pensare che il colpo d’ala sia quello buono con le triple di Nkamhoua e Stewart, le palle gettate dalla Nutribullet e il quinto fallo (tecnico di Olisevicius). Sul 61-69 però i due protagonisti – Olli e Carlos – sprecano tre azioni mentre Abdur Rahkman infila due triple che rianimano i veneti e danno loro una grande iniezione di fiducia. E’ di nuovo lui a replicare a una nuova “bomba” varesina, poi gli uomini di Kastritis vanno in debito di ossigeno. Nei minuti finali contano anche i dettagli e il 2 su 8 biancorosso dalla lunetta è una condanna a morte mentre Weber non smette di realizzare i liberi. Gli ultimi sussulti arrivano da Iroegbu (-2) e Nkamhoua (-1 a 6” dalla fine) ma il play di casa è glaciale e il tiro disperato di Stewart – Varese non ha più timeout – non ha parabole miracolose. Varese si inchina 86-83 e spreca una grande occasione.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis sbatte contro il ferro del PalaVerde. Chiusa a quota 3 la striscia vincente della truppa di Kastritis, che cede in volata sul campo del fanalino di coda Nutribullet e dà l’addio al sogno Coppa Italia con la vittoria di Trieste contro Cantù a togliere aritmeticamente ogni velleità. Occasione sprecata per l’oggi ma anche per il domani in casa biancorossa, pagando una settimana complicata tra piccoli acciacchi ed influenze ma soprattutto una defezione esiziale. Pesa l’assenza di “Mr. Versatilità” Tazè Moore, indisponibile in extremis per un problema muscolare ad un polpaccio. Ma pesano anche gli 11 liberi lasciati sul ferro – 5 dei quali negli ultimi 4’- in una partita decisa da un possesso.
    Il 52% in lunetta contribuisce a ribaltare per l’ultima volta l’inerzia di una partita “sinusoidale”. Per i primi 20 minuti l’OJM è troppo brutta per essere vera, collezionando solo ferri dall’arco per lunghi tratti (2/14 da 3 a metà gara) contro la peggior difesa della serie A. Poi quando sale il ritmo si vede la vera Varese: una fiammata abbagliante di Carlos Stewart sveglia i biancorossi, che sorpassano nel finale del terzo quarto e allungano sul più 8 del 33’. Fallito però il contropiede del possibile più 10, le tre triple consecutive di Abdur-Rahman cancellano rapidamente il vantaggio OJM: parziale di 19-5 in 5’ con Treviso che allunga sull’80-74 del 37’ complici i liberi falliti dai biancorossi. Nel finale una tripla di Iroegbu vale il meno 1 a 14” dal termine, ma il 4/4 in lunetta di Weber condanna definitivamente una OJM troppo imprecisa al tiro. Una decina di minuti a tutto gas non bastano di fronte alla trentina con le ruote sgonfie. E la Coppa Italia resta una chimera...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La vittoria della forma. Forma fisica, senz’altro, perché la Openjobmetis che batte Napoli (84-80) è capace di tenere testa a un’avversaria che corre quanto lei, salta quanto lei ed è venuta a Masnago per sfidarla a viso aperto. Ma forma anche intesa come i contorni assunti dai biancorossi, sempre più plasmati come Kastritis comanda: se la difesa aveva già assunto i tratti aggressivi e intensi voluti dal coach greco, la partita con la Guerri (e quella di settimana scorsa a Trapani) raccontano anche di una Varese più fluida, incisiva e precisa – almeno nel modo di giocare – anche nella metà campo avversaria.
    La OJM capace di infilare il terzo successo consecutivo, e quindi di continuare a sperare nelle Final Eight di Coppa Italia, si specchia in due numeri: le 20 palle perse da Napoli (11 i recuperi biancorossi) che spiegano la potenza di fuoco della retroguardia e i 23 assist che raccontano di una Varese paziente, brava a cercare la soluzione migliore, capace di scegliere l’uomo giusto al momento giusto per riacciuffare un match dai cento sorpassi e dalle mille emozioni.
    Di più: Varese ha spiegato a tutti che non è neppure Iroegbu-dipendente. Nella serata in cui l’uomo della svolta si ferma a 4 punti e tanti pasticci, i biancorossi sanno fare leva sui compagni anche in attacco. Il “Mooragano Tazé” ne butta ben 24 nel canestro avversario, Nkamhoua ne infila 16 di gran classe (supportato dal lavoro pazzesco di Renfro) ma i due lasciano la scena finale a Carlos Stewart, glaciale nelle ultime azioni e in lunetta per confezionare la festa. Una festa tutt’altro che esclusiva visto che alla Itelyum Arena si sono dati appuntamento in più di 5mila a trascinare i biancorossi. A proposito di numeri notevoli.
    Certo, tutto quello che abbiamo raccontato non è valido per l’arco dei 40′ (per esempio: in un paio di occasioni l’attacco si è evidentemente inceppato) ma bisogna considerare un’avversaria tosta e determinata a guadagnarsi un posto per Torino: Napoli ci ha creduto con le folate dei singoli (da Mitrou a Bolton, da Simms a Flagg) mancando però il bersaglio perché, in fin dei conti, Varese ci ha creduto di più. E continua a credere di poter prenotare un posto per le finali di Coppa, nonostante quei due punti trapanesi che rischiano seriamente di sparire. Ma come si è già detto: questo non dipende dalla Openjobmetis, e allora tanto vale continuare a correre. E a strappare soddisfazioni.
    PALLA A DUE
    Pienone a Masnago dove si valica quota 5mila spettatori grazie anche alla disponibilità del settore ospiti riempito con bambini impegnati nel torneo “Giochiamo a Minibasket” sui campi circostanti. Nessuna novità rilevante all’ingresso in campo: squadre al completo e Kastritis che conferma il quintetto visto nelle due vittorie recenti. Ospiti con l’ex Caruso, applaudito e in quintetto, con Mitrou-Long a dettare ritmi rapidi. Minuto di silenzio (e striscione commemorativo in Curva Nord) per le vittime della disgrazia di Crans Montana.
    LA PARTITA
    Q1 – Dopo qualche minuto di testa a testa nelle battute iniziali, è Varese a mettere la testa avanti con Alviti incisivo al tiro e Nkamhoua tirato a lucido. Il finnico tra l’altro realizza una clamorosa “stoppata doppia” insieme a Renfro ai danni di Simms, ma per il lungo americano della OJM inizia un rapporto complicato con i falli. I biancorossi provano la fuga ma un paio di sbavature sul finire del quarto permettono alla Guerri di rientrare, 20-18 con Flagg.
    Q2 – Ancora Alviti e l’unico acuto di Iroegbu permettono di allungare il vantaggio varesino fino al 24′ quando si compie il sorpasso ospite grazie a Simms. Minuti difficili, con attacco troppo fermo e con Kastritis in ritardo nel fermare il gioco: ne esce un parziale ampio per Napoli con Varese incapace di ripartire anche dopo il timeout. La squadra di Magro strappa fino al +8 (32-40 con Faggian e Bolton) ma poi subisce il ritorno varesino firmato quasi per intero da Moore. Altra sbavatura però nei secondi finali e sirena sul 38-42.
    Q3 – Dopo la pausa lunga Varese prova a ripartire meglio – ancora con Moore – ma Napoli riprende subito il comando anche se di stretta misura mentre Renfro commette il quarto fallo. Il vantaggio ospite si annulla su un’idiozia di Croswell: rimbalzone di Assui, palla contesa e il lungo americano fa il verso al pubblico beccandosi il più logico dei falli tecnici che consente a Stewart di pareggiare a 50. Botta e risposta da 3 punti (Librizzi ed El Amin) ma gli ultimi possessi si tingono di biancorosso con i canestri di Carlitos e Elisee che valgono il 62-60.
    IL FINALE
    Tutto apertissimo, tutto che rischia di chiudersi a sfavore perché la ripartenza partenopea è potente. In un amen Varese subisce uno 0-9 di parziale che mette i brividi, ma dopo il timeout torna ad alzarsi il Mooragano Tazé: la guardia ricuce subito. Un piccolo passaggio a vuoto varesino però consente un nuovo, ultimo +6 di Napoli con meno di 5′ da giocare (67-73). Ancora Moore, anche da 3, per il sorpasso mentre il ferro beffa Stewart e Nkamhoua che avrebbero meritato fortuna dall’arco. Poco male: Carlos – con Iroegbu sempre in panchina – va a prendersi la buona sorte in entrata con canestro e fallo del +3 dopo una stroppata di Renfro (uomo ovunque) su Treier. Ancora tanta difesa e un pizzico di sfortuna per Varese che concede una rimessa dopo un’ottima chiusura sugli avversari. A 1.06 ultimo vantaggio esterno con due liberi di Simms che poi regala tre liberi a Tazè su tripla disperata. Moore fa 1 su 3 dalla lunetta ma il rimbalzo di Renfro vale la successiva schiacciata del 4 biancorosso. Stewart dalla lunetta sigla il +4, poi si ripete dopo l’ultimo flash di Bolton. E sul pasticcio di Mitrou Long suona la sirena dell’84-80.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Prima partita del 2026 e prima vittoria per Varese che, aggiunta alle precedenti 2, allunga la striscia vincente a 3 partite consecutive. I biancorossi si trovano di fronte una squadra ben allenata e ben strutturata che fino a questo punto del campionato ha ben impressionato. Incontro che rimane in equilibrio per tutti i 40 minuti e che viene decisa solo nel finale da uno Stewart che prende in mano le redini del gioco e che si guadagna diversi liberi realizzandoli tutti, dimostrando di avere il ghiaccio nelle vene. Non è il solo giocatore che risulterà determinante per il risultato finale, anzi da sottolineare una compattezza dei padroni di casa che si è evidenziata proprio nei momenti più complicati, segno evidente di una squadra che sta crescendo come consistenza e coscienza dei propri mezzi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Stewart 7,5: Carlos nonostante un glaciale 1 su 9 dalla lunga distanza e un primo tempo sostanzialmente anonimo, nella ripresa è fondamentale per riprendere in mano le sorti dell’incontro e si dimostra infallibile dalla lunetta e più lucido nel dettare i tempi sopratutto nell’ultimo periodo dove viene preferito a Iroegbu e la scelta di Kastritis alla fine risulta vincente. JOLLY
    Alviti 6: solita partenza con il gas spalancato per poi avere un calo almeno per quanto riguarda la sua efficacia offensiva. Certo con lui in campo la squadra tendenzialmente è più protetta a rimbalzo grazie alla sua fisicità e più equilibrata nelle scelte ma stasera non brilla particolarmente. SCOLARETTO    
    Moore 8: sempre più impattante, sempre più fondamentale negli equilibri della squadra varesina. Pur mantenendo i suoi lati più istrionici e non certo una mira eccelsa dalla lunga distanza, la sua intensità difensiva e il suo atletismo sono imprescindibili. CAVALLO PAZZO
    Villa S.V.
    Assui 6,5: grande dinamismo e impegno in particolare quando si tratta di sbattersi in difesa. Questa sera quando però si trova a marcare Simms, trova un avversario che per quanto riguarda la durezza non ha molti rivali nel campionato italico e infatti in più di una occasione lo soffre. Ma tutto va ad aumentare il suo bagaglio d’esperienza e quando c’è da lottare Elisee è sempre presente. SOLDATO
    Nkamhoua 7,5: presente e a tratti dominante nella prima parte della gara. Nella ripresa lascia il palcoscenico alla cavalleria leggera anche se sotto i tabelloni fa la voce grossa con 9 carambole catturate e in coppia con Renfro sta trovando sempre più feeling. COLONNA D’ERCOLE
    Iroegbu 5,5: lo statunitense da passaporto nigeriano non è in una grande serata e lo dimostra il fatto che per la prima volta da quando è sbarcato a Malpensa, passa i minuti decisivi dell’incontro a guardare i compagni giocarsela. Qualche pasticcio di troppo in regia e anche poca efficacia in fase realizzativa consigliano di lasciarlo a riposo per oggi. SPUNTATO
    Librizzi 6,5: il capitano chiude anche questa sera in doppia cifra di punti realizzati anche se è meno chirurgico rispetto alla prestazione altisonante di domenica scorsa a Trapani. In compenso pulisce qualche giocata attaccando il ferro limitando le palle perse e trovando concretezza e i 2 punti. FRESH & CLEAN
    Renfro 7: chi si è strappato i capelli, chi chiedeva a gran voce un altro tipo di centro, chi non lo riteneva a livello sufficiente per giocare in serie A. Nate sta facendo ricredere anche i più scettici, ora che sta bene, accetta qualsiasi cambio e spesso e volentieri difende con una efficacia inimmaginabile su qualsiasi tipo di avversario. Quando è in campo l’intensità difensiva si alza a dismisura. DIGA
    Ladurner N.E.
    Freeman S.V.
    Alabiso N.E.

  • simon89
    Trapani rinuncia alla trasferta di Bologna, e i due punti conquistati dall’OJM domenica 28 dicembre 2025 rischiano di svanire in fretta dalla classifica. Il settore agonistico della FIP ha annullato ufficialmente la gara fra Virtus e Shark in programma domani, domenica 4 gennaio, dopo aver ricevuto la comunicazione del club siciliano che non sarebbe partito per l’Emilia.
    Ieri, venerdì 3, Trapani aveva chiesto il rinvio avendo solo 7 uomini disponibili dopo la cessione di Jordan Ford al Bahcesehir e con Eboua e Petrucelli in partenza per Villeurbanne e Galatasaray. Istanza respinta da FIP e Lega Basket non sussistendo i motivi di forza maggiore necessari per il rinvio; da qui la conseguenza di non scendere in campo domani, la cui ricaduta disciplinare (20-0 a tavolino per la Virtus, un punto di penalizzazione e 50mila euro di multa) è meno gravosa rispetto alla multa di 100mila euro prevista in caso di disputa della partita con soli 10 contratti rispetto ai 12 minimi per regolamento.
    Ma è il segnale chiaro di una situazione agli sgoccioli: basterà una seconda rinuncia in qualsiasi momento della stagione – sabato 10 gennaio c’è in programma Trapani-Trento – per far scattare l’esclusione degli Shark dal campionato.
    La regola prevede l’annullamento di tutte le partite della prima fase (intesa come stagione regolare): ci perderebbero Tortona, Sassari e Varese, ossia le tre squadre che nelle 13 partite disputate sul campo avevano battuto la squadra siciliana. In tal caso l’OJM scenderebbe dagli attuali 10 ad 8 punti in classifica, a fianco della Dinamo e davanti a Cantù e Reggio Emilia a 6; la Coppa Italia resterebbe comunque a due punti con Napoli e Trieste seste e settime a 12 e il trio Udine-Cremona-Trento a 10.
    La fine dell’avventura di Trapani (che lunedì 5 salirà a 9 punti di penalizzazione rispetto ai 20 sul camp, e mercoledì 7 sarà oggetto della sentenza del Tribunale Federale relativa ai documenti presentati per l’iscrizione) pare ormai inevitabile; se gli Shark non scenderanno in campo sabato prossimo, la classifica muterà ufficialmente lunedì 12 gennaio su disposizione del giudice sportivo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’aria di mare fa bene alla Openjobmetis. Dopo aver sconfitto Sassari a domicilio all’esordio, Varese replica sull’altra isola infliggendo a Trapani la prima battuta d’arresto casalinga della stagione. E guadagnando per la prima volta una “doppietta” di successi consecutivi che spinge i ragazzi di Kastritis a quota 10 e li tiene – incredibilmente – in corsa per le Final Eight di Coppa Italia.
    Un trionfo meritato perché Librizzi e compagni comandano la partita dal primo all’ultimo minuto contro una squadra che, stavolta, è tutt’altro che smobilitata: ci sono tutti, i granata, con il solo rammarico di aver perso Notae a partita in corso. Ma se c’è una squadra cui va stretto il risultato, quella è proprio la Openjobmetis che – come lo scorso anno – deve battere la Shark ma anche un’altra avversaria temibile, la terna arbitrale. Tre uomini fuori per falli, 27 falli a 16, padroni di casa in bonus solo nell’ultimo quarto quando – però – i biancorossi lo raggiungono dopo 1’30”. Come l’anno scorso, ma con un verdetto diverso e sorridente verso la banda-Kastritis.
    Banda che si è costruita con pazienza e intelligenza le proprie fortune come mostrano le percentuali: 62,2% da 2, 43,8% da 3 punti e non certo per caso. Il dato degli assist è fantasmagorico, ben 27 (11 quelli di Iroegbu) a certificare una circolazione di palla, un’assistenza reciproca, un’attenzione a trovare il tiro migliore da far commuovere chi ha visto questa squadra impantanarsi più volte in passato. Un violino, questa volta, Varese in attacco e del resto per battere la Shark serviva una partita ottima su ambo i lati del campo. Perché anche in difesa i biancorossi si sono fatti notare, anche se la qualità dei rivali ha talvolta avuto la meglio. Però Trapani ha tirato peggio, ha perso tanti palloni (17) e non è riuscita a sovrastare i nostri a rimbalzo (35-33: pari, di fatto).
    Mettendo in fila tutto ciò, si capisce quanto Varese sia salita di livello sia come collettivo sia con diverse prestazioni individuali notevoli. Iroegbu chiude in doppia doppia (al di là di un suicidio nel finale che ha tenuto aperta la gara… ma le critiche non sono ammesse), Librizzi ritrova la mano santa dei giorni buoni e Renfro sorprende con 15 punti e il 100% dal campo, compresa una tripla. Però non è stata la vittoria di un trio: Alviti e Moore hanno chiuso in doppia cifra, Assui è stato gigante a rimbalzo e via discorrendo. Insomma, questa è tutta un’altra squadra rispetto alla prima versione stagionale: sognare è ancora prematuro – ci mancherebbe – ma ora almeno si respira a pieni polmoni. Anche perché – dicevamo all’inizio – l’aria del mare fa molto bene.
    PALLA A DUE
    Quattromila spettatori al PalaShark dove, però, non c’è quello più atteso: il presidente Antonini infatti lascia vuota la sua poltroncina. Sale invece in tribuna stampa coach Alex Latini che non può dirigere la Shark dalla panchina: Notae gioca (era dato per febbricitante) ma non in quintetto con Trapani che sceglie Eboua-Hurt sotto i tabelloni. Kastritis ha squadra al completo e inizia con gli stessi cinque visti con Trieste, quindi con Stewart dalla panchina.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio sontuoso per la Openjobmetis: 6 punti di Alviti (sottomano e tripla con fallo) valgono il 3-13 in uscita dalla contesa con anche un Renfro assai reattivo. Reattiva, però, è anche Trapani che risale subito con un parziale di 10-0 non appena Varese smette di segnare da 3. Kastritis ferma il gioco ma non ritrova la fluidità iniziale anche se 2 punti di Iroegbu e la prima tripla di Librizzi tengono avanti i biancorossi (19-21).
    Q2 – Sono ancora loro – Ike e Libro – a spingere a inizio secondo periodo, con Assui a dare il +9 dall’arco. Trapani è un po’ diesel ma non resta a guardare: tocca a Sanogo guidare i suoi, unico a farsi largo sotto canestro con facilità. Ma qui si ripete una situazione che sarà ricorrente, quella di una Openjobmetis riavvicinata ma sempre in grado di reagire e riallungare. Moore schiaccia, Renfro stoppa e solo in un caso (due liberi di Hurt) lo Squalo mette avanti il muso. Ma è un istante perché nel finale di periodo Iroegbu e un Librizzi clamoroso siglano il 45-47.
    Q3 – Come con Trieste il momento migliore arriva dopo l’intervallo: Varese rientra a tavoletta con Nkamhoua che stavolta è protagonista importante anche se i tre in grigio ne fermano l’impatto. Prima c’è uno 0-7 biancorosso, poi Renfro segna addirittura da 3 e poco dopo schiaccia. Un ultimo squillo del finlandese vale il +13 e da lì in avanti il vantaggio resterà sulla doppia cifra perché intanto anche Alviti ritrova la mano seguito da – indovina chi? – Librizzi: 64-74 alla mezz’ora.
    IL FINALE
    Si riparte con le mani tra i capelli per la direzione dei grigi: Varese è in bonus dopo 90” con tanto di eliminazione di Nkamhoua e quasi di Moore. Lo sbilanciamento è evidente ma la OJM non perde la testa: una tripla clamorosa di Iroegbu vale il nuovo +10 ma la partita rimane apertissima perché Arcidiacono fa affari in penetrazione, arrivando al ferro. Senza Olli, Kastritis vara anche il quintetto basso pagando però a rimbalzo con Trapani che converte qualche secondo tiro. Gli arbitri danno e tolgono 2 punti ad Alviti giudicando regolare una stoppata di Petrucelli ma è proprio Dado a segnare poco dopo da sotto su rimbalzo. La Shark però ora mette il fiato sul collo ai biancorossi: Stewart segna l’unico canestro con bella entrata ma non si ripete coi possessi seguenti e proprio Petrucelli suona la carica dall’arco. Il vantaggio di Varese è risicato: +3, addirittura +1 ma Iroegbu inventa la penetrazione vincente. Cappelletti fallisce il tiro del riaggancio ma questa volta Ike spreca tutto sbagliando in corsa al posto di tenere palla. Un libero fallito da Petrucelli e i due segnati da Alviti però risultano decisivi e negli ultimi secondi c’è solo da fissare il punteggio. Moore schiaccia, esulta, prende tecnico ma causa l’espulsione di Cappelletti che lo spinge via: si chiude in lunetta e Varese trionfa, 88-95.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L‘originale è meglio della copia, per quanto quest’ultima sia costata molto di più. Varese sculaccia la Trieste dei mille ex, destandosi nell’intervallo dopo un primo tempo in cui il copione sembrava ricalcare quello – inquietante – recitato con Udine. Invece, al té caldo, la squadra di Kastritis si risolleva aggiungendo alla difesa già buona anche un gioco d’attacco di livello ben più alto: basta palle perse evitabili, basta ferri dall’arco, basta azioni a testa bassa.
    Il tabellino della ripresa dice 52 a 32 per la Openjobmetis, capace di ritrovare tanta pericolosità nel tiro da 3 punti ma anche di alzare l’intensità in tutte le aree del campo. E a suonare la carica ci ha pensato Taze Moore, l’uomo che sette giorni prima si era guadagnato un “castigo” disciplinare e che questa volta ha l’enorme merito di aver caricato la sveglia e aver dato l’esempio ai compagni.
    Sull’onda di energia generata da Taze, in molto hanno trovato il ritmo giusto: se Iroegbu al solito è uscito alla distanza (17, ma soprattutto 9 assist e due triple), Nkhamoua si è rivitalizzato dopo minuti di grande difficoltà. Idem Librizzi che ha affinato la mira (a differenza di Alviti) e Assui, uomo ovunque in difesa. E poi Stewart che si è confermato giocatore solido, sveglio, utile e produttivo confinando in via definitiva Freeman in fondo alla panchina.
    Accanto ai meriti della Openjobmetis vanno ricordati anche i demeriti altrui: la squadra di Gonzalez (rischia?) ha chiuso con 22 palle perse mettendo sul piatto d’argento l’inerzia della partita ai padroni di casa (con il trio straniero Uthoff-Toscano-Ramsey quasi da sciopero bianco…). Cavoli loro, verrebbe da dire, ma è giusto dirlo perché Librizzi e compagni si devono ricordare che quell’avvio (13 punti nel primo quarto) probabilmente non sarebbe stato “perdonato” da avversarie più pronte e reattive.
    Ora c’è Natale, e per fortuna è dolce, anche se la classifica non è certo risolta aggiungendo due punti (nei bassifondi hanno vinto Udine, Reggio Emilia e Sassari): dopo il panettone ci sarà invece l’aereo per fare visita a Trapani contro una squadra che potrà essere ferro o potrà essere piuma a seconda di come evolverà la telenovela più nauseabonda della recente storia del basket italiano.
    PALLA A DUE
    Sfilata di grandi del passato a centrocampo, prima del match, quando alcuni miti biancorossi (meglio: gialloblu) ricevono in regalo la medaglia degli 80 anni dalle mani del ministro Giancarlo Giorgetti. In panchina nessuna novità rispetto al previsto: ospiti senza l’infortunato Sissoko e assetto più leggero con Ross e Brown a dettare i ritmi. Kastritis ha la squadra al completo e manda dentro il quintetto più logico in apertura, con Moore tra Iroegbu e Alviti e con i due lunghi.
    LA PARTITA
    Q1 – I 24 punti complessivi segnati in 10′ dalle due squadre danno la misura del disarmante basket mostrato nei primi 10′ di gara. Nell’orrore Varese fa un filo meglio ma – e qui torniamo al primo periodo con Udine – spreca l’impossibile per consolidare il vantaggio su un’avversaria che sembra fuori bolla. A un certo punto i biancorossi di casa perdono quattro palloni nell’arco di 5 azioni (e la quinta è un’entrata sbaglia di Renfro): ossigeno per una Trieste che non ne azzecca mezza. Di Librizzi l’unico canestro pesante, ma sbaglierà i due successivi.
    Q2 – Si riparte all’incirca nello stesso modo fino a quando la OJM ha un sussulto: due triple di Moore e Stewart danno il 19-13 e coach Gonzalez si rifugia in timeout. Ottima scelta perché da lì nasce un 3-14 di parziale ospite con Trieste che aggiusta la mira dall’arco con gli ex (Ruzzier, Brown e Ross). I 3 punti varesini sono tutti di Renfro che poco dopo esce toccandosi la coscia, aumentando i cattivi pensieri. Un paio di rasoiate di Stewart valgono applausi all’ultimo arrivato, la tripla di Alviti permette alla OJM di risalire a -1 ma Kastritis toglie l’ala che non la prende bene. E negli ultimi possessi Trieste allunga, 32-37.
    Q3 – Si riparte senza Renfro ma il pivot farà tirare un sospiro di sollievo poco dopo rientrando in gioco. Soprattutto si riparte con una OJM subito più pronta: dopo aver suturato il divario ecco il scatenarsi il “Mooragano”. Taze svetta in difesa, offre due assist a Nkamhoua, aggiusta la mira da 3 punti e spinge i suoi al 45-39, quando Gonzalez spende il timeout. Stavolta non funziona perché Trieste continua a regalare palloni convertiti dai vari Iroegbu (tripla), Stewart (canestro e fallo), Nkamhoua (tripla) e ancora da Carlos a segno dall’angolo. Serve una ciliegina sulla torta e tocca ancora a Taze: canestro da 3 sulla sirena del 30′ per il 60-48 nonostante un buon Moretti.
    IL FINALE
    Trieste prova a limare subito una parte di divario e dopo un paio di spallate che trovano la replica varesina, Toscano-Anderson centra l’unica tripla della serata riportando i suoi a -6. Brividi che Iroegbu allontana con un bel canestro, anche se Ike fallisce il terzo libero della sua serata. Ma i giuliani non ne approfittano e così 2 punti di Librizzi (interferenza di Brooks) e una gran tripla di Iroegbu spediscono di nuovo lontano gli ospiti. Non è finita perché in area Nkamhoua colpisce ancora – salvo poi sprecare la solita tripla forzata – e sarà proprio il finnico a mettere il punto esclamativo con una schiacciatissima sull’alzata di Iroegbu. A Masnago è festa per 4.400 persone, si chiude sull’84-69. E buon Natale a tutti!
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Varese dopo un primo tempo oggettivamente brutto, anche per la compartecipazione di Trieste, si ritrova nella ripresa dove scava un solco importate nel terzo quarto per poi gestire un vantaggio che alla fine sarà di 15 punti. Vittoria alla fine meritata anche perché i giuliani si sfaldano nella ripresa mostrando tutti i problemi dovuti alla mancanza di Sissoko e a qualche turbolenza di troppo all'interno dello spogliatoio. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:

    Stewart 6,5: non gioca a livello della sua partita di esordio ma anche stasera il suo impatto è decisivo. Molto bene col tiro dalla lunga distanza e dal punto di vista della intensità difensiva, meno bene per le 4 perse sicuramente rivedibili. FUCILIERE

    Alviti 6: serata dalle polveri bagnate in attacco ma sicuramente bilancia una serata no al tiro con buona attitudine difensiva tant'è che chiude con un plus/minus di +18. CAGNACCIO

    Moore 8: vero trascinatore di serata sui 2 lati del campo è l'adrenalina che coinvolge i suoi compagni e che accende i suoi tifosi. Efficace da fuori e in entrata, dietro difende anche quelli seduti in panca e quando stacca prende rimbalzi (ben 9) ad altezze importanti. MATTATORE

    Villa N.E.

    Assui 7,5: chiude sul tabellino dei punti fatti con un rotondo zero ma in difesa è una furia riuscendo ad avere un impatto decisivo contro chiunque si trova davanti. Lotta, sacrificio e abnegazione sono il suo marchio di fabbrica. LEONINO

    Nkamhoua 6,5: una prestazione strana quella del finlandese dove negli occhi rimangono più gli errori delle cose positive ma poi in realtà guardando il tabellino la sua risulta una partita solida e concreta. LOW PROFILE

    Iroegbu 7: prima parte di incontro in cui risulta poco convincente e sembra bloccato nelle sue iniziative poco lucide. Nel secondo tempo prende in mano la partita e diventa letale con le conclusioni e riesce anche a coinvolgere i suoi compagni con ben 9 assist. DIESEL 

    Librizzi 6,5: inizialmente sembra che non debba avere molto spazio, poi entra in partita a suon di triple e anche mettendo il corpo anche con avversari ben più stazzati di lui e alla fine la sua è una bella prestazione. ERCOLINO

    Renfro 6,5: solo 12 minuti di utilizzo per il centro varesino condizionato da un problema fisico che sembra essere meno grave della prima impressione. Nei minuti in cui resta in campo non fa male. FRAGILE

    Bergamin N.E.

    Ladurner S.V.

    Freeman S.V.

  • banksanity6
    Varese dopo un primo tempo oggettivamente brutto, anche per la compartecipazione di Trieste, si ritrova nella ripresa dove scava un solco importate nel terzo quarto per poi gestire un vantaggio che alla fine sarà di 15 punti. Vittoria alla fine meritata anche perché i giuliani si sfaldano nella ripresa mostrando tutti i problemi dovuti alla mancanza di Sissoko e a qualche turbolenza di troppo all'interno dello spogliatoio. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:

    Stewart 6,5: non gioca a livello della sua partita di esordio ma sicuramente anche stasera il suo impatto è decisivo. Molto bene col tiro dalla lunga distanza e dal punto di vista della intensità difensiva, meno bene per le 4 perse sicuramente rivedibili. FUCILIERE
    Alviti 6: serata dalle polveri bagnate in attacco ma sicuramente bilancia una serata no al tiro con buona attitudine difensiva tant'è che chiude con un plus/minus di +18. CAGNACCIO
    Moore 8: vero trascinatore di serata sui 2 lati del campo è l'adrenalina che trascina i suoi compagni e che accende i suoi tifosi. Efficace da fuori e in entrata in difesa difende anche i panchinari e quando stacca prende rimbalzi (ben 9) ad altezze importanti. MATTATORE
    Villa N.E.
    Assui 7,5: chiude sul tabellino dei punti fatti con un rotondo zero ma in difesa è una furia riuscendo ad avere un impatto decisivo contro chiunque si trova davanti. Lotta, sacrificio e abnegazione sono il suo marchio di fabbrica. LEONINO
    Nkamhoua 6,5: una prestazione strana quella del finlandese dove negli occhi rimangono più gli errori delle cose positive ma poi in realtà guardando il tabellino la sua risulta una partita solida e concreta. LOW PROFILE
    Iroegbu 7: prima parte di incontro in cui risulta poco convincente e sembra bloccato nelle sue iniziative poco lucide. Nel secondo tempo prende in mano la partita e diventa letale con le conclusioni e riesce anche a coinvolgere i suoi compagni con ben 9 assist. DIESEL 
    Librizzi 6,5: inizialmente sembra che non debba avere molto spazio, poi entra in partita a suon di triple e anche mettendo il corpo anche con avversari ben più stazzati di lui e alla fine la sua è una bella prestazione. ERCOLINO
    Renfro 6: solo 12 minuti di utilizzo per il centro varesino condizionato da un problema fisico che sembra essere meno grave della prima impressione. Nei minuti in cui resta in campo non fa male. FRAGILE
    Bergamin N.E.
    Ladurner S.V.
    Freeman S.V.

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