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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Violare nuovamente le leggi della matematica attraverso le formule della chimica tecnica ed umana. L'OJM versione 2019/20 è rinnovatissima negli uomini, ma non nella filosofia e nei metodi di lavoro: Attilio Caja l'ha plasmata ad immagine e somiglianza del suo basket fatto di sostanza e coralità. E siccome la gente di Varese ha imparato ad apprezzare il pragmatismo del coach pavese visti i risultati del campo degli ultimi due anni, il credito nei confronti della nuova squadra è elevatissimo - vedi il bagno di folla ed entusiasmo di ieri -anche senza più un frontman in grado di incendiare l'Enerxenia Arena come Aleksa Avramovic.
    Nelle idee dell'area tecnica, la nuova OJM sarà meno adrenalinica e più costante: il fil rouge dell'esperienza e della conoscenza del gioco uniscono tutti i nuovi acquisti, ed in paricolare Mayo e Vene sono elementi capaci di migliorare il livello di rendimento dei compagni al di là del loro impatto da singoli. Ma perchè 2 più 2 arrivino a totalizzare 5 e Varese possa sognare di strappare un posto ai playoff ad una delle 10 o più società che hanno speso più dei biancorossi, quali saranno le chiavi di volta?
    Sfruttare al meglio le tanti mani calde dall'arco (Mayo su tutti, ma anche Vene e Clark hanno tirato oltre il 40% da 3 nella stagione passata), confidare che Simmons non faccia rimpiangere il ministro della difesa Tyler Cain e Gandini garantisca 10 minuti di impatto difensivo, auspicare che Peak segua i suoi predecessori Okoye e Scrubb nel rendere più dell'annata precedente nel ruolo chiave di ala piccola e attraverso l'esterno ex Pistoia far quadrare i conti nella lotta sotto i tabelloni, dove sulla carta l'OJM non ha uno specialista della pulizia dei cristalli in nessun ruolo.
    Ovvio che al contrario, se la coppia di lunghi pescati in A2 faticherà ad adeguarsi alla nuova categoria, si soffrirà nella battaglia delle aree colorate contro avversarie più stazzate e l'assenza di un terminale offensivo designato pesasse più della capacità del collettivo di estrarre un protagonista diverso a rotazione, allora l'OJM dovrà guardarsi alle spalle anziché in alto, pur con la garanzia dell'esperienza dei suoi veterani per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre di una zona retrocessione raddoppiata col passaggio a due passi indietro in A2.
    Ma la stagione alle porte sarà decisiva per la partita ai vertici della società che Alberto Castelli sta giocando ormai da due anni e mezzo: il presidente di Varese nel Cuore dovrà affinare ulteriormente le sue doti da tessitore per condurre in porto le operazioni di entrata nel capitale azionario di Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti. Alla viglia dell'entrata in vigore delle nuove regole sul fair play finanziario di Lega Basket, si tratta di una partita chiave per delineare gli scenari futuri: solo una Varese più forte grazie ad una proprietà condivisa tra consorzio e forze nuove potrà alzare l'asticella guardando a playoff e coppe europee come obiettivi minimi anziché sogni da coronare facendo meglio di quel che si spende. Altrimenti ci sarà da tirare ancora (parecchio) la cinghia, spostando l'asticella verso l'obiettivo di conservare il posto in serie A... 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La carica dei 600 dà la spinta alla nuova Openjobmetis nel primo atto della nuova stagione. Bagno di folla iniziale per salutare la rinnovata formazione di Attilio Caja nel primo allenamento dell'annata 2019/20. Oltre seicento i tifosi accorsi all'Enerxenia Arena per vedere dal vivo i 7 volti nuovi della squadra biancorossa: un'accoglienza che ha subito trasmesso ai numerosi acquisti estivi il ruolo primario rivestito dalla Pallacanestro Varese nel panorama sportivo della provincia.
    Un entusiasmo genuino anche senza più un punto di riferimento di valore assoluto come Aleksa Avramovic che ha indotto coach Caja - di gran lunga il più applaudito dai supporters - a ringraziare i supporters per la calda accoglienza. «Il pubblico di Varese non tradisce mai: ringrazio tutti voi per la presenza, anche quest'anno avremo bisogno del vostro aiuto sotto forma di incitamento e partecipazione».
    Sin dal primo giorno l'OJM ha sudato agli ordini di Artiglio e del preparatore Silvio Barnaba: mezz'ora nel segreto dello spogliatoio per il discorso alla squadra da parte del coach e del g.m. Andrea Conti, poi tutti sul campo (salvo Mayo e Tepic che esauriranno in mattinata la pratica delle visite mediche) per la base iniziale di lavoro atletico e qualche esercizio di fondamentali con il pallone. Poi spazio ai tifosi per l'assalto ai giocatori a suon di selfie ed autografi: calore per i pochissimi confermati - in particolare per capitan Ferrero, che ha iniziato il quinto anno a Varese col contratto in tasca fino al 2022 - e tanta curiosità per i nuovi arrivati, anche se il più gettonato dei fans è stato il cavallo di ritorno Siim Sander Vene.
    Il mantra di Caja rimane sempre improntato sul lavoro: «Altre squadre hanno ingaggiato giocatori di nome, noi invece abbiamo puntato su elementi di sostanza: il lavoro quotidiano sarà la base per provare a fare meglio degli altri». Ma il supporto dei tifosi serve anche ad attutire il peso della fatica per seguire i dettami tecnico-tattici di Artiglio; tra i tanti tifosi presenti all'Enerxenia Arena, tra quali qualche Vip come il sindaco Davide Galimberti e Max Laudadio presente il main sponsor Rosario Rasizza, il cui rapporto con la Pallacanestro Varese vanta maggior longevità rispetto a quello di tutti componenti del roster e dello staff tecnico: «Davvero tantissima gente, un affetto e un seguito del genere rappresentano una bella cosa per la città» ha affermato l'a.d di Openjobmetis, ringraziato pubblicamente da un Attilio Caja in versione pubblicità progresso per richiamare ulteriori partner: «Grazie a chi anche quest'anno ci mette nelle migliori condizioni per operare, dunque il consorzio ed anche il cavalier Rasizza che insieme al presidente Vittorelli ci ha nuovamente dato fiducia. E spero che altri possano seguire il loro esempio, aumentando il numero di contributori che sostengano con i fatti la nostra squadra».
    Già, perchè i tifosi accorrono anche per un allenamento senza basket solo per vedere dal vivo i loro nuovi beniamini, ma alla voce sponsor servono novità per riempire qualche spazio rimasto vuoto sulle maglie. Per la prima uscita della nuova OJM serviranno ancora 20 giorni, e per la prima palla a due con due punti in palio ci vorranno 7 settimane. Ma gli oltre 600 tifosi presenti ieri a Masnago confermano che Varese possiede una insaziabile fame di basket a prescindere da chi veste la sua maglia. A patto ovviamente che dia il massimo per onorarla al meglio, ma sotto questo aspetto il credo di Attilio Caja è la miglior garanzia perchè chi arrivi all'Enerxenia Arena ne condivida l'etica del lavoro...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La nuova Pallacanestro Varese prepara l'inizio della stagione giocando d'anticipo sul primo allenamento dell'annata 2019/20. Attesi in città già oggi cinque dei sei nuovi stranieri bianco-rossi, in anticipo rispetto al raduno fissato ufficialmente per il pomeriggio di giovedì. Il club di piazza Monte Grappa ha organizzato i viaggi dei giocatori provenienti da fuori Italia per cercare di guadagnare tempo sulle formalità burocratiche relative a visite mediche e logistica.
    Gli uffici della società si sono mossi in anticipo sulla questione visti, anche grazie ai tempi anticipati del mercato se si eccettua Jason Clark (che comunque giungerà in città nei tempi previsti). Una sorta di prologo della nuova stagione alle porte che nasce dalla volontà di sfruttare al massimo il tempo della preparazione per creare il più rapidamente possibile l'identità tecnica e caratteriale della nuova Varese. Come già accaduto negli anni scorsi dunque l'anticipo dell'arrivo in città dei giocatori - e in particolare degli stranieri - sarà utile per dare la possibilità ad Attilio Caja ed al preparatore Silvio Barnaba di avere la massima concentrazione dagli atleti biancorossi a partire dal primo allenamento di dopodomani.
    Il calendario degli arrivi sarà inaugurato in mattinata da L.J. Peak e Jeremy Simmons con il volo transoceanico dalla costa Est degli Stati Uniti; in serata giungeranno Milenko Tepic da Belgrado e Siim Sander Vene da Tallinn, mentre l'ultimo a sbarcare a mezzanotte sarà Clark, l'ultimo acquisto che nella stagione passata militava in Germania ai Fraport Skyliners. In tal modo domani i nuovi arrivati in maglia biancorossa potranno effettuare tutte le tappe preliminari - dai test medici alla consegna di auto e alloggi - e smaltire il fuso orario per arrivare pronti all'appuntamento con il primo allenamento del pomeriggio di giovedì, Ma di fatto già domani faranno conoscenza con la città -non nuova per il solo Vene, già in maglia OJM nella seconda metà del 2017/18 - mentre l'unico straniero a sbarcare a Varese il giorno del raduno sarà Josh Mayo, atteso alla Malpensa nella mattinata del giorno del primo appuntamento con il pallone.
    Arrivo anticipato anche per gli italiani, dai confermati Ferrero, Tambone e Natali all'unica novità Gandini, più i giovani Seck, Naldini e Raskovic e Christian Cattaneo, la guardia di Marnate aggiunta in extremis per completare il parco italiani. L'unico assente giustificato, a meno di colpi di scena dell'ultimissima ora ad Udine, sarà Nicolò Virginio, che oggi dovrebbe ricevere dallo staff tecnico dell'Italia Under 16 la conferma dell'inserimento nell'elenco dei 12 convocati per gli Europei della sua categoria in programma dal 9 al 17 agosto in Friuli (l'ala del 2003 si aggregherà eventualmente più avanti in occasione del ritiro di Gressoney).
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Andrea Conti tira le somme del mercato estivo chiuso con la firma di Jason Clark(c’è quella del giocatore, manca quella del presidente Vittorelli ma è un dettaglio).
    Il g.m. dell’Openjobmetis sottolinea allestito un roster con un senso logico. I giocatori debbono essere funzionali alle richieste tecniche dell’allenatore; tutte le scelte sono state fatte all’interno di un budget sostenibile. Eccetto Peak abbiamo giocatori esperti, che possono sposare facilmente la filosofia del coach, e soprattutto duttili con la possibilità per molti di loro di giostrare in due ruoli».
    Mayo e Vene i colpi del mercato 2019 dopo che nel 2018 avevano detto no?
    «Si sono fatti corteggiare molto, ma il fatto che Vene sia tornato significa che è stato bene a Varese e con Attilio, e dopo le tre squadre cambiate lo scorso anno ha voluto fare una scelta di stabilità. Gli sforzi economici più importanti sono stati fatti perMayo e per Siim».
    Clark ultimo tassello sul perimetro, nome proposto da lei e approvato dal coach: come si è arrivati alla scelta?
    «Le opzioni nel ruolo sono state numerose, qualcuno lo abbiamo scartato noi, qualcun altro ha preferito le coppe o aspettare alternative. La scelta su Clark è stata quella di dare un supporto a Mayo: nelle ultime stagioni Josh è sempre stato abituato ad avere a fianco una spalla, per questo gli abbiamo affiancato un giocatore che ha punti nelle mani e buona predisposizione difensiva con leve molto lunghe. Comunque è stato mvp in Belgio e nelle ultime tre stagioni ha disputato le coppe».
    Sarà una OJM più pericolosa sul perimetro?
    «Tutti e tre possono costruire con la palla in mano, ed unisco anche Tepic tra coloro che possono giocare un pick&roll. Pur senza una prima punta avremo una maggior propensione offensiva rispetto allo scorso anno; Mayo, Clark e Peak sono tutti pericolosi, logico che Vene e Simmons dovranno fare il loro, ma rispetto alla stagione passata dovremmo avere qualche punto in più nelle mani sul perimetro».
    C’è il rischio di soffrire a rimbalzo?
    «Sulla carta siamo piccoli, ma andare a rimbalzo è un aspetto che va allenato e dunque il nostro sistema difensivo saprà farsi valere in questo ambito. Gli allenamenti ci diranno qualcosa, ma sono convinto che avremo una copertura sufficiente: tra Simmons che è più atletico di Cain, Peak che va istruito ad usare le sue lunghe leve e Vene che può darci una mano non credo che avremo carenze sotto i tabelloni».
    La scommessa Simmons saprà nascondere la perdita di Cain?
    «Avrà meno sapienza tattica rispetto a Tyler, ma certamente è un protettore del ferro migliore grazie alle sue doti atletiche. Possiamo avere un giocatore che sporca i tiri o è più intimidatore, inoltre ha quel tiretto da 3-4 metri che lo rende funzionale ai nostri 3 esterni creativi dal palleggio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Assalto a vuoto per l'Openjobmetis sulla pista James Blackmon. A sostanziale parità di offerta economica, l'esterno ex Pesaro sceglierà Trento grazie alla vetrina dell'Eurocup messa a disposizione dalla Dolomiti Energia. Una sorta di (parziale) replay dell'affaire Tyler Cain, che ha preferito Brescia a Varese per la vetrina internazionale garantita dalla Germani (wild card per l'Eurocup). D'altra parte il secondo marcatore della serie A era stato chiaro sin dall'inizio, cercando una collocazione con la possibilità di giocare in Europa, passerella vitale ai fini di mettersi in mostra. Dunque, nel momento in cui l'Aquila si è mossa, l'OJM ha dovuto arrendersi.
    Nel frattempo anche la pista Rayvonte Rice è definitivamente tramontata: l'esterno ex Ferrara ha firmato con i Phoenix Suns un contratto Exhi-bitW che permetterà alla franchigia dell'Arizona di parcheggiarlo nella squadra satellite di G-League con un salario non troppo inferiore alla proposta dell'Openjobmetis.
    Tutto da rifare in piazza Monte Grappa nella caccia alla guardia titolare? In realtà l'area tecnica biancorossa lavora su altri profili, principalmente non visti in Italia, visto che né Tekele Cotton né Demonte Harper sembrano corrispondere all'identikit del realizzatore necessario per la quadratura del cerchio.
    L'operazione Tepic per completare la panchina ha lasciato un gruzzoletto neppure trascurabile nelle mani della troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja: la guardia che manca all'appello dovrebbe avere il terzo salario del roster. Però occorre trovare il profilo adatto, scandagliando a tutto campo un mercato che propone ancora tanti elementi in cerca di collocazione.
    Ovvio che a questo punto il concetto di usato sicuro rischia di essere superato dagli eventi, ma d'altra parte - prima con Allerik Freeman e poi con Darius Thompson - gli operatori di mercato di Varese hanno già dimostrato apertura verso le scommesse provenienti dall'estero. Del resto i veterani Mayo, Vene e Tepic danno garanzie più che sufficienti all'allenatore Attilio Caja.
    A meno di colpi di scena Jason Rich resterà un sogno - ad oggi l'OJM ha a disposizione metà della somma che chiede l'ex avellinese - e il sostituto di Avramovic sarà... un altro Avramovic, ossia un giovane emergente al quale il club biancorosso darà la possibilità di mettersi in luce con un ruolo da prima punta nel contesto di un gruppo molto equilibrato. La ricerca è in pieno svolgimento, l'obiettivo è quello di stringere l'elenco dei profili per chiudere il mercato entro fine mese. L'importante è non farsi prendere dalla frenesia. Quel che è certo è che Attilio Caja vuole avere la squadra al completo in palestra l'8 agosto per il raduno già fissato da tempo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Nel gioco delle coppie dell'Openjobmetis cambiano i profili degli elementi al centro dell'attenzione dell'area tecnica biancorossa. Escono di scena sia Phil Goss che Darius Thompson nella lista degli obiettivi primari di Varese: il veterano visto in maglia Cimberio nel 2010/11 e nella fase finale del 2011/12 ha deciso di ritirarsi per intraprendere la carriera da allenatore (sarà assistente nella squadra di G-League dei Washington Wizards, nel cui staff tecnico sta disputando la Summer League di Las Vegas), mentre il capocannoniere della FIBA Europe Cup con Leiden, dopo una settimana di traccheggiamenti in attesa della decisione dei Toronto Raptors (giovedì notte partito in quintetto, chance per una chiamata al camp?), è stato scartato dalla troika biancorossa dopo un supplemento di scouting su partite dell'ultima stagione che avrebbero fatto emergere dubbi su una tenuta difensiva considerata non del tutto affidabile.
    Oggi, dunque, in cima alla lista dei desideri è balzato Rayvonte Rice: la potente guardiona (193 centimetri per 100 chili) che ha totalizzato 27,6 punti e 6,3 rimbalzi di media nelle ultime 6 gare della stagione passata a Jesi - senza però evitare la retrocessione in B dell' Aurora - darà risposta a Varese all'inizio della prossima settimana quando terminerà la Summer League di Las Vegas che sta disputando con la maglia dei Phoenix Suns. Il giocatore del 1992, che Attilio Caja aveva seguito già 12 mesi fa dopo il 2017/18 a Ravenna, ha doti fisiche importanti e capacità di attaccare il ferro oltre a garantire un volume solido a rimbalzo; nell'economia del quintetto biancorosso potrebbe giostrare anche da ala piccola sfruttando la duttilità di LJ. Peak, che con le sue capacità nel trattamento di palla potrebbe slittare nello spot di guardia.
    L'alternativa resta sempre Allerik Freeman, che però - al di là del problema legato ai costi - pone come pregiudiziale il desiderio di giocare principalmente da playmaker: un ruolo che nello scacchiere tattico dell'OJM è saldamente nelle mani di Josh Mayo. Lasciata cadere l'opzione del passaggio al 5+5 - con Marco Giuri cambio degli esterni - visto che il sogno proibito Jason Rich è destinato a rimanere tale con richieste superiori a 250mila dollari totalmente fuori portata per le casse di Varese, oggi Rice è l'opzione più calda tra quelle al vaglio per lo spot da titolare.
    E senza più Goss come sesto uomo, le alternative per completare il parco stranieri sono due. Il veterano multiruolo Milenko Tepic, 32enne ex nazionale serbo già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che giostra principalmente da ala piccola ma sa giocare anche con la palla in mano. E la 26enne guardia Tre Demps, che l'anno scorso a Cremona ha prodotto 10,4 punti in 19,5 minuti chiudendo la stagione in Grecia al Kolossos Rodi. Un esterno con buone qualità offensive (21 punti contro l'OJM nella gara d'andata) che nel gioco delle coppie con Rice sarebbe probabilmente meno duttile di Tepic, ma più funzionale a far quadrare il cerchio del roster biancorosso.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Varese sfoglia la margherita su tutte e tre le piste aperte per completare il parco esterni straniero. A Darius Thompson e Phil Goss si aggiunge anche Rayvonte Rice, 27enne guardia-ala veterano dell'A2 - Verona, Ravenna e Jesi le tappe italiane in carriera dell' esterno di 195 centimetri per 98 chili - che l'OJM aveva già considerato con attenzione lo scorso anno nel ruolo di cambio degli esterni.
    Ma andiamo con ordine: la vicenda Thompson è ancora nel pensatoio, la scorsa notte il g.m. Andrea Conti ha avuto una conversazione telefonica con l'atleta del 1995 impegnato a Las Vegas con i Toronto Raptors (4 punti con 2/5 dal campo in 20' nella terza partita della Summer League di martedì notte). Occasione utile per illustrare al giocatore il progetto tecnico di Varese e l'utilizzo che Attilio Caja vorrebbe farne sul parquet, affidandogli il ruolo di incursore e terminale offensivo di una squadra che ha bisogno di un realizzatore creativo e in grado di incidere in penetrazione.
    La situazione è monitorata costantemente dal club di piazza Monte Grappa, ma l'auspicata risposta non sta arrivando, anche se l'agenzia che lo rappresenta parla di tempi brevissimi per la decisione di Thompson. Sul quale però ci sarebbe movimento da altre nazioni (Germania su tutte) e dunque non è detto che la proposta dell'OJM possa andare a buon fine, anche se il sogno NBA del'ex capocannoniere della FIBA Europe Cup non dovesse avere esito positivo.
    Invece, per Goss bisognerà attendere la fine della Summer League di Las Vegas per capire se i Washington Wizards - nel cui staff tecnico ha lavorato per preparare l'appuntamento estivo - gli offriranno un ruolo da allenatore eventualmente anche nella squadra satellite di G-League. L'altro ostacolo da smussare sarebbe legato agli impegni personali del cestista del 1983 che gli impedirebbero di rispondere alla chiamata di Varese per il raduno dell'8 agosto, aspetto sul quale Attilio Caja non transige.
    E allora la pista Rice potrebbe prendere quota, visto che l'esterno del 1982 ha taglia fisica e qualità realizzative: nel 2017/18 a Ravenna aveva totalizzato 18,8 punti e 4,3 rimbalzi, nell'ultima stagione ha vissuto un percorso travagliato - prima in Iran, poi in Messico - prima di arrivare a Jesi, dove ha fatturato 27,6 punti e 6,7 rimbalzi nelle ultime 6 gare senza però evitare la retrocessione in B con l'Aurora.
    L'esterno del 1992, alternativo a Goss ma per certi versi considerabile anche alternativo allo stesso Thompson, aumenterebbe la fisicità della squadra a rimbalzo pur con caratteristiche relativamente simili a quelle di L.J. Peak. L'OJM ha formulato una proposta ufficiale, più bassa di quelle di altri club di A2 - Ferrara su tutte - ma comunque gradita all'atleta che vorrebbe provare a cimentarsi con la serie A. Intanto, però, Rice sta mostrando buoni spunti alla Summer League di Las Vegas con Phoenix (19 punti nella gara d'esordio) e potrebbe strappare una chiamata con i Suns al termine della kermesse del Nevada. Insomma per l'OJM c'è tanta carne al fuoco - non dimenticando l'opzione Allerik Freeman, che dopo il 18 luglio potrebbe essere esplorata di nuovo in mancanza di firme - ma nessuna trattativa in chiusura.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese mette gli occhi su Darius Thompson in attesa di riscontri dalla Summer League di Las Vegas. Il 24enne esterno statunitense, capocannoniere della FIBA Europe Cup 2018/19 a 22,1 punti di media, è un giocatore considerato con grande interesse dal club di piazza Monte Grappa. La guardia del 1995 ha giocato la sua stagione d’esordio in Europa nelle file degli olandesi dello ZZ Leiden, chiudendo la stagione come capocannoniere e MVP della lega dei Paesi Bassi.
    Potrebbe essere Thompson il sostituto di Aleksa Avramovic nello scacchiere tattico biancorosso: un esterno potente ed aggressivo, che ama attaccare il canestro con energia, ossia proprio l’attaccante utile a completare il puzzle di una Varese ricca di giocatori di squadra o dalla grande intelligenza cestistica come Mayo e Vene. Il giocatore laureato a Western Kentucky University gode del gradimento dell’area tecnica biancorossa, ma ci sono due condizioni da realizzare per concretizzare l’interesse di Varese.
    La prima è l’effettiva disponibilità dell’atleta, impegnato da questa notte alla Summer League di Las Vegas con la maglia dei Toronto Raptors. La società di piazza Monte Grappa ha formulato una proposta ufficiale, ma al momento Thompson è concentrato sulle prospettive NBA: se nelle prime gare della franchigia canadese appena laureatasi campione del Mondo il giocatore del 1995 non dovesse trovare spazio, allora la soluzione OJM avrebbe buone chances di diventare percorribile. Se invece l’esterno statunitense dovesse convincere Toronto nel corso della kérmesse del Nevada e strappare anche solo l’invito al camp prestagionale, allora Varese dovrà guardare altrove.
    L’altra condizione è quella di cercare un giocatore con trattamento di palla che parta dalla panchina: Thompson è un attaccante creativo che sa costruirsi il tiro dal palleggio, ma a differenza di Avramovic non è molto efficace nel pick&roll. Ed allora l’opzione di un veterano che possa dare una mano in regia e alla costruzione del gioco – in tal caso il 36enne Phil Goss, ancora competitivo lo scorso anno a Salonicco, sarebbe l’ipotesi più gradita per un ruolo da una ventina di minuti – sarebbe l’incastro ad hoc nel famoso gioco delle coppie dei due stranieri ancora da inserire nel puzzle. Intanto però l’ipotesi Allerik Freeman non pare del tutto tramontata, visto che a farsi risentire sono stati giocatore ed agente (chiedendo però tempo oltre la metà di luglio). Oggi come oggi l’idea Thompson, se affiancato da un espertone dietro le spalle, sembra però quella maggiormente gettonata alla luce del potenziale di crescita del 24enne bomber statunitense. Ma solo a metà della prossima settimana si capirà se la pista è percorribile o se la NBA lo strapperà a Varese.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja promuove a pieni voti l’accoppiata Mayo-Vene come doppio obiettivo primario raggiunto nel mercato dell’Openjobmetis. Il tecnico pavese racconta così il suo stato d’animo dopo l’ufficialità della firma dell’ala estone:
    «Sono molto contento di come siamo state condotte queste operazioni - racconta il coach di Varese -: Toto Bulgheroni per il suo input finale ed Andrea Conti per come le ha portate avanti meritano grandi complimenti. Vene volevamo confermarlo anche l’anno scorso, poi abbiamo fatto esperienze diverse ma ci siamo ritrovati con estremo piacere. L’ossatura della squadra è già ben consolidata: un mese fa ci mancavano 7 giocatori da inserire, ora ce ne mancano solo 3...».
    Il nuovo play e l’ala forte di ritorno all’OJM saranno i pezzi forti della nuova squadra?
    «Si tratta di due giocatori con le caratteristiche perfette per interpretare un certo tipo di pallacanestro. Con Vene ci conosciamo già, mentre Mayo è l’elemento adatto per essere il leader del gruppo. Entrambi hanno capacità individuali importanti che garantiranno anche qualità offensiva, inoltre il loro quoziente intellettivo cestistico è in grado di mettere i compagni nelle condizioni ottimali per rendere al meglio e dare un equilibrio alla squadra».
    Il ritorno di Vene sconfessa la vox populi che considera Caja come allenatore bravo ma duro in palestra col rischio fuga dei giocatori?
    «Non bado a queste cose, mi importa la crescita dei giocatori e il loro massimo impegno: Siim è tornato perché sa cosa troverà in termini di mentalità ed etica del lavoro, adesso speriamo di trovare altri Okoye ed Avramovic, ossia ragazzi che qui hanno dato il massimo e poi hanno strappato bei contratti a livello più alto. Con Mayo e Vene abbiamo l’ossatura di giocatori di talento ed esperienza per assistere la crescita di altri elementi».
    Il prossimo arrivo sarà il cambio del pivot italiano per completare il reparto lunghi?
    «L’idea è di non investire eccessive risorse in un ruolo importante ma comunque limitato nel minutaggio. Inutile sovradimensionare l’impegno in uno spot da cambio: la scelta di Iannuzzi è stato un mio errore, del quale mi assumo ogni responsabilità. Ma dagli errori bisogna imparare, dunque sceglieremo un elemento dal valore rapportato al minutaggio che dovrà avere ed in linea agli altri elementi della panchina sia sul piano dell’utilizzo che economico».
    Quali caratteristiche dovranno avere gli ultimi due stranieri sul perimetro?
    «Su guardia titolare e sesto uomo dietro guardia e play abbiamo idee chiare, in linea di principio vorremmo un elemento emergente e uno più rodato dietro Peak che è un semiesordiente. In ogni caso vogliamo gente entusiasta e motivata: per quelli che ci hanno pensato troppo il tempo è scaduto... All’interno del nostro budget ci siamo mossi molto bene; il mio compito sarà valorizzare quelli che ci sono e di dare chiarezza ai ruoli. Siamo già a buon punto, ora cercheremo di piazzare un altro colpetto per arrivare a quota 8 in un campionato che se davvero va verso le 16 squadre con 2 retrocessioni sarà ancora più impegnativo».
    Giuseppe Sciascia
     

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