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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Ingus Jakovics ha conquistato l’Enerxenia Arena con i 19 punti depositati nel canestro della Fortitudo. Il mix di produttività offensiva ed aggressività difensiva profusa dall’esterno lettone ha dato la carica all’OJM, ed ha galvanizzato anche i tifosi che lo hanno eletto Mvp.
    C’è chi si è spinto a paragonare la guardia del 1993 al primo Avramovic; di sicuro a fine gara erano in tanti ad auspicare la sua conferma a tempo indeterminato (la società è già all’opera per accontentarli, ndr) modificando l’attuale situazione contrattuale che lo vede vincolato solo fino al 30 ottobre.
    «Al momento non ci penso, cerco solo di dare il massimo ogni volta che ho l’occasione di scendere in campo e guadagnarmi la fiducia del coach – così Jakovics racconta il suo stato d’animo sul suo posto di lavoro ancora precario - Solo Dio può sapere cosa cosa accadrà al 30 ottobre, la cosa importante per me è aiutare Varese a vincere il maggior numero possibile di partite. Di sicuro qui mi trovo molto bene e mi ha fatto molto piacere che i tifosi mi abbiano votato come Mvp del match contro la Fortitudo».
    Dallo 0/6 da 3 contro Sassari al 6/6 iniziale di domenica: un bel salto in avanti...
    «La prima partita era stata terribile, ma a Trieste avevo già fatto meglio; domenica è andata molto bene, un passo dopo l’altro sto cercando di abituarmi al livello del campionato italiano. Però la vittoria è stata frutto di una prova corale, io ho cercato soltanto di farmi trovare pronto ed entrare subito in partita quando sono entrato. Il risultato è stato positivo ma il merito del successo è della squadra».
    Triple a parte i tifosi l’hanno apprezzata molto per l’aggressività che mette sempre in campo in difesa...
    «È la prima cosa che l’allenatore mi chiede: tutto parte dalla difesa, cerca di essere aggressivo e mettere sempre energia in tutto quello che fai. Sull’importanza dell’aggressività il coach non perde occasione per ricordarcelo ogni volta che in spogliatoio prepariamo le partite con i video. Ritengo che domenica lo abbiamo accontentato in maniera ottimale, mettendo in campo un’intensità costante che è stata risolutiva nel piegare la resistenza degli avversari».
    Difesa di squadra e circolazione di palla, armi vincenti che fanno parte del bagaglio standard di coach Caja...
    «Abbiamo messo in campo una difesa molto intensa per 40 minuti: anche quando abbiamo commesso degli errori l’aggressività è stata sempre molto elevata, abbiamo cercato di pressare sempre la palla e negare ricezioni pulite per sporcargli ogni tiro e costringerli a prendere soluzioni complicate. Siamo stati bravi a mandare la Fortitudo fuori ritmo e questo ci ha facilitato molto il compito».
    Più 30 a Trieste e più 23 contro la Fortitudo: la vera OJM è quella delle ultime due gare?
    «Questa vittoria così netta che segue un altro scarto ampio a Trieste ci dà modo di ritrovare il feeling con i tifosi che all’esordio contro Sassari erano stati numerossimi. Ora col lavoro in palestra siamo cresciuti: la rotta è quella giusta, e vogliamo continuare a percorrerla».

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis imprime il marchio dell'Artiglio per travolgere la Fortitudo. La compagine di Caja festeggia il primo hurrà casalingo stagionale grazie all'identità consolidata basata su difesa e collettivo. I 4037 spettatori dell'Enerxenia Arena applaudono a scena aperta una Varese capace di tenere a stecchetto la Pompea (60 punti dopo gli 89 con i quali domenica scorsa aveva abbattuto i campioni in carica di Venezia) e di schiantarla a suon di triple (14/29 da 3) grazie ad una oliatissima manovra condotta con lucidità dal maestro di cerimonia Josh Mayo.
    Due le chiavi di volta del nettissimo successo con il quale Ferrero e soci riguadagnano completamente il credito dei tifosi dopo la falsa partenza contro Sassari (ma la classifica attuale attribuisce i giusti meriti alla Dinamo e stempera i demeriti biancorossi...). L'applicazione in retroguardia di tutti gli effettivi, con Simmons padrone dell' area in modalità Tyler Cain per il decisivo 44-30 a rimbalzo che permette all'OJM di imporre le sue cadenze sincopate. E la regia d'autore del suo playmaker, che capitalizza al meglio i possessi armando le mani torride degli uomini che vengono dal freddo.
    Vittoria griffata dalla coppia del Baltico Vene-Jakovics. terminali principi di Varese per capitalizzare la circolazione di palla che ha visto inedito protagonista offensiva l'ala estone. La marcia in più per i padroni di casa è arrivata dalla vitalità garantita dall'esterno lettone: sospensioni velenose ma anche assalti al ferro vincenti per il sostituto a tempo di Jason Clark. Che marchia a fuoco la partita sorreggendo Mayo e Vene nella quindicina di minuti a cavallo di secondo e terzo quarto durante i quali l'OJM è stata assoluta padrona del campo, toccando anche 29 lunghezze di margine. La scossa di energia pura garantita da Jakovics - bravissimo anche nel pressare la palla in alternativa con Mayo - è quella che coach Caja cercherebbe sempre dal suo sesto uomo; quella che al momento un Tepic strutturalmente più compassato e in chiara crisi di fiducia non riesce a garantire a Varese.
    Ora il turno di riposo imposto dal calendario consentirà ad Artiglio di inserire al meglio nei meccanismi Clark; ma sarà anche il momento di valutare se Jakovics potrà fare al caso dei biancorossi anche dopo il ritorno della guardia titolare, scalzando Tepic dal ruolo di sesto straniero. Nel frattempo però i 4 punti messi in cassaforte dall'OJM senza un giocatore cardine del progetto tecnico estivo sono un indicatore significativo della solidità dell'impianto di gioco della compagine di Caja. Ora il rodaggio delle prossime settimane con l'aggiunta di Clark servirà a Varese per prepararsi al meglio al ciclo di ferro Virtus Bologna, Brindisi, Milano, Brescia, Venezia e Reggio Emilia: sei partite durissime per capire a quale livello potrà competere la miglior difesa del campionato con un realizzatore in più...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Dopo tanti, troppi anni torna come avversaria di Varese a Masnago la Fortitudo Bologna che dopo diverse stagioni di purgatorio ritrova la massima serie presentandosi alla terza giornata ancora a puneteggio pieno, ma il rotorno sotto il Sacro Monte per la F è indigesto. Inizio abbastanza equilibrato tra le 2 squadre anche se Varese rimane sempre in vantaggio; vantaggio che diventa considerevole a metà incontro con un più 18 per i padroni di casa. Grazie al break del secondo quarto Ferrero e compagni riescono poi a controllare agevolmente l’andamento dell’incontro incrementando ulteriormente il divario non lasciando ai felsinei nessuna speranza di ricucire lo strappo che alla fine sarà di 23 punti. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 5,5 : del quintetto base è quello che ad ora sembra non ancora completamente inserito nei meccanismi; fatica su entrambi i lati del campo in particolare in difesa dove complice qualche ingenuità sui falli (i 4 a suo carico ne condizionano le rotazioni) e qualche amnesia in marcatura su Aradori (4 volte lasciato libero di prendere la mira con metri di spazio e lui collassato in area) sono un peccato che oggi non è stato pagato ma che in futuro potrebbe costare caro. SMEMORANDA
    Tepic 5,5 : l’impegno e la volontà non mancano e poi finalmente questa sera riesce a mettere a segno i primi punti del campionato segnando una bomba allo scadere dei 24, ma onestamente è ancora troppo poco. S…BLOCCATO
    De Vita N.E.
    Jakovics 8 : oggetto misterioso dai più battezzato come il solito rimpiazzo a basso costo ma inadeguato al livello delle serie A italiana questa sera sorprende tutti con una prestazione fantastica. Tenacia in difesa l’aveva già mostrata ma la sua aggressività mette fuori partita Stipcevic ma il suo capolavoro lo scolpisce in attacco con una prestazione balistica grandiosa con 4 su 6 da 3 e 3 su 6 da 2. Si vuole giocare le sue carte per allungare il suo contratto che sta per scadere. MICHELANGELO
    Natali 6 : mette a referto solo 2 punti ma su una azione molto spettacolare, poi il solito lavoro sporco atto a far inceppare i meccanismi offensivi avversari con buoni risultati. GUASTATORE
    Vene 7,5 : insieme al lettone risulta il miglior marcatore della partita con 19 punti tra i più silenziosi che si ricordino. Oltre ad aver trovato la via del canestro con continuità recupera 5 rimbazi e distribuisce 3 assist e difende in modo irreprensibile insomma un giocatore totale. ONNIVORO
    Simmons 7 : parte fortissimo con intensità e precisione; unica pecca della sua partita la precisione del tiro dalla lunetta dove chiude con un 1 su 5. Potrebbe registrare la sua seconda doppia doppia consecutiva ma per un punto non ci riesce; in compenso domina i lunghi avversari recuperando 13 carambole il tutto impreziosito da 4 assist che sanno di pennellate artistiche, statistica inconsueta per lui. PITTORE
    Seck N.E.
    Mayo 7 : non replica la prestazione monstre di una settimana fa ma dirige l’orchestra in maniera diligente e sapiente. Se i suoi compagni lo seguono lui lascia volentieri le luci della ribalta ad altri e gestisce ritmi e giochi da vero guru del parquet. RICCARDO MUTI
    Tambone 6 : nuovamente schierato nel quintetto base come guardia mostra i suoi lati migliori con la squadra che attacca mentre difensivamente spesso viene ripreso in maniera vivace da Caja. In attacco seleziona accuratamente le conclusioni e per questo le sue percentuali ne giovano. PRECISETTI
    Gandini 6 : impiegato solo 5 minuti ma nonostante ciò si rende utile recuperando 4 rimbalzi e facendo riposare Simmons. DUTTILE
    Ferrero 6 : vuoi per la ottima prestazione di Vene, vuoi per qualche conclusione pregevole ma sfortunata, il suo impiego è inferiore al solito ma comunque sufficiente. CENTELLINATO

  • simon89
    L'Openjobmetis spazza via Trieste e cancella gli spettri dell'esordio casalingo contro Sassari. La compagine di Attilio Caja passeggia all'Allianz Dome - dove sette mesi fa aveva banchettato a suon di triple - con una prestazione perfetta sui due lati del campo: trenta punti tondi tondi nel successo più ampio delle 91 partite dirette dal tecnico pavese sulla panchina biancorossa.
    Da un'OJM da dimenticare a un'OJM da osannare nel giro di tre giorni, quella di Trieste è una Varese da stropicciarsi gli occhi e spellarsi le mani per chi giovedì aveva temuto un'annata all'insegna della paura dopo la falsa partenza contro la Dinamo. Diametralmente opposto il fatturato offensivo, frutto di uno strepitoso Josh Mayo (44 di valutazione fra l'11/15 al tiro, 6/8 ai liberi, 6 rimbalzi, 5 recuperi e 7 assist) che prende per mano l'attacco OJM con un'altra prova da record. Nel collettivo di Artiglio mai un singolo era andato oltre quota 30 punti, i 32 del play ex Bonn sono un primato figlio di un primo quarto da strepitoso solista (20 punti alla prima sirena) e del resto della gara con la bacchetta del direttore d'orchestra a dirigere una sinfonia da applausi (67% da 2 e 43% da 3).
    Il regista fa reparto da solo con l'ausilio di un concreto Tambone, ma la vittoria biancorossa mai in discussione è figlia di una difesa determinante nel togliere ritmo all'azione di Trieste che, costretta a pensare a metà campo, spacca il ferro come e più della Varese di giovedì (5/27 da 3 di cui 1/14 a metà gara). A mutare radicalmente è l'atteggiamento con cui Ferrero e soci hanno tenuto il campo, mostrando lo spessore caratteriale di una squadra decisa a dimostrare coi fatti che il suo vero volto non è quello di giovedì.
    L'OJM mostra dunque il suo lato migliore sui due lati del campo di un primo tempo dominato con un'autorità clamorosa e mette sul tabellone 54 punti nei primi 20' dopo averne totalizzati 52 in 40' nel debutto contro Sassari. Ma, oltre al Mayo show, in attacco va elogiato anche l'apporto di Jeremy Sim-mons: l'asse ex Scafati è quello portante per i biancorossi, col pivot che unisce presenza a rimbalzo e intraprendenza offensiva (8/10 da 2 e 10 rimbalzi) per una doppia doppia sostanziosa. Ed è un dato utile anche per leggere la differenza solare fra la Varese di giovedì e quella di ieri al cambio del valore dell'avversario: l'ex Montegranaro ha ballato contro l'esperienza dei pari ruolo della Dinamo, ma ha dominato contro avversari più abbordabili.
    E altrettanto ha fatto la squadra di Caja, che macinando per 40' il suo basket in termini di applicazione difensiva e lucidità delle esecuzioni ha dimostrato di poter sviluppare un volume di gioco decisamente elevato. Merito anche del lavoro di tessitura e raccordo di Vene e Tambone e della scarica di adrenalina del primo tempo di Jakovics e Ferrero, mentre è piaciuta anche la sostanza di Peak. E ora si cerca continuità contro la Fortitudo Bologna per alzare poi il numero dei giri offensivi col recupero di Clark. 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis crolla malamente nell'esordio casalingo all'Enerxenia Arena. Il varesino onorario Gianmarco Pozzecco è profeta in patria in un debutto nel quale la truppa di Attilio Caja non tiene fede agli auspici espressi ieri su queste colonne da Rosario Rasizza. Una Varese piccola piccola, principalmente nel rendimento offensivo generato da una tremenda collezione di ferri dall'arco (35 errori su 42 tentativi da 3 rispetto ai 25 tiri da 2), ma anche in un atteggiamento troppo remissivo - fatta salva la verve di capitan Ferrero - e figlio della frustrazione per un attacco totalmente improduttivo.
    OJM troppo brutta per essere vera contro un'avversaria comunque solida nel punire con le sue triple in transizione e sui raddoppi in post basso gli errori dei padroni di casa. La realtà dei fatti dice che a Varese manca la guardia titolare: gli zero punti in due di Jakovics e Tepic sono un dato eloquente, al quale si aggiunge la serata no di Tambone. E senza un supporto efficace sul perimetro Josh Mayo stecca la prima con una prova balistica che ricorda il peggior Ronnie Moore: alla fine il centrocampo biancorosso produce un gelido 5/32 totale dal campo, ma il problema principale è la difficoltà di qualsiasi giocatore dell'organico - eccetto qualche sprazzo di Peak - a guadagnarsi un vantaggio nell'1 contro 1.
    Così il movimento di palla sul perimetro diventa prevedibile, esaurendosi sistematicamente in un forzoso tiro al bersaglio dall'arco con esiti desolanti anche quando i giocatori dell'OJM avevano ampio spazio a disposizione. Certamente aveva ragione Attilo Caja nell'ammonire l'ambiente sulle difficoltà di messa a punto di un roster rinnovato per 7 decimi; e alla prova del campo l'esordio è stato simile a quello di due anni fa, col meno 21 contro Venezia che aveva denotato limiti evidenti sul piano della messa a punto. Ma all'OJM è mancata anche l'aggressività per provare a reagire quando il clangore del ferro è diventata una colonna sonora sin troppo ripetuta; e questo è un aspetto che i 4.350 presenti per la prima a Masnago non vogliono rivedere in futuro.
    Presto per far scattare l'allarme pur con la necessità evidente di recuperare Clark (oggi la risonanza per il via libera nel tornare ad allenarsi, ma è un' incognita tecnica e in termini di condizione...) per sbloccare Mayo e aumentare il potenziale offensivo di una OJM parsa davvero povera di risorse pur contro una squadra di alto rango come la Dinamo. Ma domenica si gioca di nuovo a Trieste, sul campo di un'avversaria della stessa fascia di Varese che ieri ha rischiato il colpaccio sul campo dei campioni d'Italia di Venezia. Basteranno tre giorni per girare qualche vite nei meccanismi biancorossi? L'auspicio è che l'OJM fosse contratta per la tensione dell' esordio casalingo, anziché troppo preoccupata di eseguire lo spartito di Caja...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Esordio per la Openjobmetis 2019/20 a dir  poco deludente se non deprimente.
    L’avversaria non era certo tra le più abbordabili, stiamo parlando della fresca vincitrice della Super Coppa italiana, la Dinamo Sassari guidata dalla vecchia conoscenza Pozzecco per cui portare a casa i 2 punti non era certo scontato ma la prestazione dei padroni di casa è stata a dir poco sconfortante sotto tutti i punti di vista, tecnico, di atteggiamento e di combattività durata un quarto e poi ogni pezzo del sistema è drammaticamente andato alla deriva, cominciando da chi è il leader designato da inizio stagione per continuare con il resto della ciurma. A preoccupare in particolare è stata la faccia dei giocatori, che sono sembrati capitati a Masnago quasi per caso e anche l’atteggiamento del coach che ha insolitamente alzato bandiera bianca già a metà partita (il fatto che non si sia più “agitato” come sua consuetudine è stato un segno lampante per tutti) per poi concludere in bellezza nella conferenza stampa di fine gara, adducendo scusanti a dir poco vaneggianti dove si faceva presente che i suoi giocatori erano privi di esperienza…Quando tutta la campagna acquisti è stata incentrata proprio sulla scelta di atleti con esperienza nel campionato italiano. La speranza di tutti è che sia stata la serata no per antonomasia ma le preoccupazioni dei presenti non lasceranno dormire sogni tranquilli a nessuno. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 5 : l’unico minimamente ficcante in penetrazione grazie ai suoi muscoli anche se non è continuo e come i suoi compagni da fuori non la mette mai. FISICATO
    Tepic 4,5 : non è una campagna denigratoria nei suoi confronti ma dà la prova tangibile, se ancora ce ne fosse bisogno, che uno straniero con questo impatto Varese non se lo può proprio permettere. INADEGUATO
    De Vita N.E.
    Jakovics 4,5 : impiegato principalmente come play non riesce mai ad entrare in ritmo tant’è che scheggia il ferro su tutte le conclusioni che si prende ma forse la sua resa sarebbe potuta essere diversa se schierato nel suo ruolo naturale di guardia. Almeno si sbatte in difesa. SNATURATO
    Natali 5,5 : lasciato in campo 17 minuti è uno dei meno peggio per impegno e per impatto ma questo è uno dei tanti segnali che questa sera Varese è stata in grossa difficoltà. OPERAIO
    Vene 5 : atteggiamento quasi svogliato quello dell’estone che non riesce ad incidere in nessuno dei suoi punti di forza e che viene trascinato come tutti i suoi compagni nella centrifuga sarda. SBALLOTTATO
    Simmons 5 : riesce a tener botta difensivamente nel primo quarto poi viene ripetutamente superato dalla batteria di lunghi sassaresi che, anche grazie ad una maggior freschezza, vincono senza strafare la sfida. SCHIACCIATO
    Seck N.E.
    Mayo 4 : considerando che dovrebbe essere il leader, questa sera porta a casa il premio per il peggiore in campo. Mai decisivo nelle poche penetrazioni provate, non trova quasi mai il canestro con la conclusione da lontano ma soprattutto scompare quando i suoi compagni più avrebbero avuto bisogno della sua guida, altro che generale. SOLDATO SEMPLICE
    Tambone 5 : partenza in quintetto per il numero 15 nel ruolo di guardia dove sembra trovarsi a suo agio tant’è che riesce ad andare a segno con continuità per tutto il primo quarto poi si inceppa in attacco e il suo approccio difensivo è paragonabile ad un colabrodo. FUOCO DI PAGLIA
    Gandini 5,5 : gioca solo 5 minuti nei quali non riesce a dare grande impatto anche perché la sua velocità non lo aiuta per seguire i veloci lungagnoni avversari. PLANTIGRADO
    Ferrero 5,5 : il capitano è quello che almeno ci prova e nel finale riesce ad infilare qualche canestro non semplice anche se non basta per poter portare a casa una sufficienza perché oggi ha perso tutta la squadra. ULTIMO DEI MOHICANI

  • simon89
    L'Openjobmetis inaugura la nuova stagione contro il Banco Sardegna del caro ex Gianmarco Pozzecco. Stasera all'Enerxenia Arena (palla a due alle 20.30) la truppa di Attilio Caja alzerà il sipario provando a sorprendere la Dinamo fresca vincitrice della Supercoppa. Partita carica di significati non soltanto per l'esordio casalingo di Varese in un campionato che si annuncia più competitivo degli anni scorsi e più denso di incognite per i biancorossi reduci da un precampionato condizionato da numerosi travagli. Ma anche per la prima a Masnago sulla panchina avversaria del Poz, amatissimo da giocatore - con tanto di cittadinanza onoraria consegnatagli a gennaio 2018 - che non riuscì a ripagare l'affetto della gente di Varese nei suoi 7 mesi alla guida dell'Openjobmetis.
    Oggi il coach di Sassari va per la maggiore - due trofei vinti, una finale scudetto, tre anni di contratto e la nomina alla guida della Nazionale Under 23 - alla guida di una big, ma Attilio Caja vuole dimostrare con i fatti che quando proprio il Poz lo indicò a febbraio 2015 come suo sostituto ideale aveva ragione allora, ma anche oggi quando su queste colonne lo ha definito «Un maestro». Sulla carta non si parte ad armi pari, perchè la nuova OJM è tutta da scoprire al di là delle certezze Mayo e Vene, e in attesa di Clark - che tornerà solo fra 4 settimane - c'è bisogno di inventare un titolare fra lo sfrontato ma tenero Jakovics e l'esperto ma arrugginito Tepic.
    Sassari è squadra di alto livello, che pur avendo dovuto ricostruire quasi per intero il reparto lunghi della finale Scudetto ha pescato veterani di lungo corso come gli ex milanesi Jerrells e McLean come garanzie per la scommessa di affidare il ruolo da titolari sul perimetro agli italiani Spissu e Vitali. Il gap che Varese può pagare è soprattutto in termini di taglia fisica sotto canestro, dove la coppia esordiente Simmons-Gandini sarà chiamata agli straordinari per non pagare dazio contro una batteria interna di grande impatto. I biancorossi vogliono però giocare una partita gagliarda contando sulla spinta emotiva del pubblico, che si annuncia nutrito e caliente grazie alle coreografie messe a punto da società e Trust. «Dovremo cercare di usare tutta la nostra carica ed energia per riuscire ad entrare in simbiosi con il nostro pubblico che è capace di trasmetterci sempre grandi emozioni - così Attilio Caja suona la carica - Quello che possiamo promettere è di lavorare duramente e con serietà, come del resto abbiamo fatto fino ad ora, consapevoli del fatto che in campo daremo sempre tutti noi stessi».
    Se c'è da individuare una chiave tattica sarà sicuramente la capacità di Ferrerò e compagni di imporre la loro aggressività difensiva per non esaltare un'avversaria dal notevole talento offensivo come Sassari. Le squadre di Caja e Pozzecco rispecchiano la mentalità antitetica dei due condottieri in panchina, e se l'OJM vorrà provare a sorprendere la Dinamo dovrà puntare su controllo del ritmo - tra qualche alchimia tattica e un'applicazione corale a rimbalzo - e capacità di mandare fuori giri gli avversari, confidando che i due supplementari del weekend a Bari e i successivi festeggiamenti per il trionfo possano aver lasciato qualche scoria nella testa e nelle gambe dei sardi. Il risultato finale della stagione dell'OJM dipenderà da quanti scalpi nobili la brigata di Caja riuscirà a strappare nel suo fortino di Masnago: stasera potrà arrivare il primo, o Varese dovrà inchinarsi al suo cittadino onorario?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis chiude col sorriso il percorso delle amichevoli precampionato. La truppa di Attilio Caja diverte e si diverte nella prima uscita ufficiale a Masnago: l'appeal relativo della Sam Massagno produce un vernissage casalingo in versione pochi intimi (non più di 700 presenti). Ma Varese onora l'impegno mettendo in campo energia e voglia di mettere a punto i meccanismi a meno di una settimana dalla prima vera palla a due stagionale.
    Lo spessore relativo dello sparring partner dà valore parziale alle indicazioni dell'ultimo test di preparazione ma, alla prova del campo, il sistema offensivo funziona, con una circolazione di palla fluida e costante che arma le tante mani calde sul perimetro. Così prima Vene, poi Jakovics e infine Tambone alimentano a suon di triple la qualità della costruzione del gioco: la Sam prova a reagire al primo scossone (17-14 al 7' dopo il 14-4 del 4'), ma quando l'OJM accende il motore dal perimetro il gap si dilata in fretta (31-14 al 13' e 48-31 al 20' ).
    Poi nel secondo tempo Varese dilaga rapidamente (60-33 al 23') quando Peak accende il motore del contropiede e regala qualche spunto acrobatico importante insieme a Simmons. Negli ultimi 15' l'attacco biancorosso se la cava bene anche conno la zona 2-3 proposta dalla Sam, c'è gloria anche per i giovani con De Vita a referto per fissare il punteggio finale.
    Ma il livello di opposizione - fisica prima ancora che tecnica - messo in campo dagli svizzeri è fisiologicamente relativo: fra sei giorni, contro una big da seconda fascia come la Dinamo, Varese saprà replicare lo stesso rendimento offensivo? Di sicuro la squadra di Attilio Caja, in versione più fresca di gambe e di testa rispetto allo scorso weekend a Parma, ha beneficiato del rientro del suo leader Josh Mayo in regia, liberando al meglio le doti balistiche di Tambone e di uno Jakovics vivace e pungente.
    A tutt'oggi il lettone - tra tiro e pressione sulla palla - è più pimpante e di conseguenza performante rispetto a Tepic, che sa muoversi sul campo ma è penalizzato da una condizione non ottimale e sicuramente inferiore rispetto a quella dei compagni: quando tornerà Jason Clark si creerà un ballottaggio per lo slot del sesto straniero fra l'ex Ventspils e il serbo? Nel frattempo il campo ribadisce lo status da "mister utilità" di Vene, in versione mano calda dall'arco, mentre la palma di giocatore più adrenalinico è già saldamente nelle mani di L.J. Peak, erede anche in questo ruolo di Aleksa Avramovic (con l'auspicio che accorci i tempi di maturazione rispetto ai 3 anni dell'esterno serbo...).
    Alla fine un allenamento tonificante ma anche rinfrancante per una Varese già votata al basket di Caja per disponibilità a passarsi la palla e attitudine difensiva. Ora bisogna migliorare e cesellare i dettagli, che nel sistema OJM così attento ai particolari sono spesso quelli che fanno la differenza; giovedì prossimo contro Sassari e poi domenica a Trieste arriveranno risposte più probanti alle domande che ancora ruotano attorno alle prospettive della nuova stagione biancorossa.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis versione 2019/20 scatterà dalle retrovie nella griglia di partenza della stagione alle porte. I riscontri del precampionato - concluso con 2 vittorie e 3 sconfitte il ciclo degli antipasti della serie A - confermano le stime prudenziali di Attilio Caja nel valutare la nuova Varese in rapporto ad un gruppo di avversarie molto più agguerrite del passato.
    Quello del coach pavese non è maniavantismo, ma realismo: le 7 novità del roster allestito in estate - soprattutto con il restyling completo dei 6 stranieri - tolgono all'OJM il vantaggio della conoscenza reciproca che lo scorso anno fu la chiave della partenza sparata in modalità secondo posto dopo 13 giornate. La Varese di Parma e Pavia ha mostrato qualche luce ma anche qualche ombra, soprattutto sul fronte offensivo dove il volume del gioco macinato dal collettivo biancorosso è stato sufficiente solo quando - contro Cremona e Roma - le percentuali dall'arco l'hanno supportata.
    Il primo limite oggettivo riguarda la precocissima perdita di Jason Clark: la guardia titolare non è mai stata a disposizione di Attilio Caja e dovrà riuscire a tornare in corsa entro il 20 ottobre senza l'ausilio delle amichevoli di preparazione. Dietro il titolare poi ci sono due elementi in ritardo come Milenko Tepic (partito dopo gli altri e attualmente quello più fuori sintonia con il sistema Artiglio) ed Ingus Jakovics, il sostituto a termine di Clark. Al di là degli spunti positivi di Tambone - più da realizzatore che da costruttore - il potenziale offensivo del reparto esterni dell'OJM è al momento limitato, anche perchè L.J. Peak- l'unico del roster a possedere forza fisica ed atletica - viaggia ancora a fasi alterne nel trovare il feeling col sistema biancorosso.
    Insomma oggi le certezze di Caja sono i soliti noti Mayo e Vene più un Simmons superiore alle aspettative ma pur sempre bisognoso di ambientarsi in serie A e affinare la conoscenza dei meccanismi difensivi. Tempo, lavoro ed auspicabilmente salute aiuteranno l'OJM a crescere; al momento però lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere biancorosso è più simile alla partenza di due anni fa - quando i volti nuovi erano 8 e Varese chiuse ultima al giro di boa di metà stagione - rispetto a 12 mesi fa. Per questo Attilio Caja predica prudenza nell'inquadrare le ambizioni biancorosse e richiede pazienza per raggiungere la messa a punto ottimale della squadra.
    Le amichevoli di preparazione non hanno mostrato una OJM in grado di competere per i playoff; i margini sono da ricercare nel ritorno di Clark e nella progressiva crescita della panchina (e se quando rientrerà la guardia titolare Jakovics dovesse aver convinto più di Tepic?). Oggi come oggi però Varese dovrà prima di tutto guardarsi le spalle; e alla luce un calendario in salita nelle prime dieci giornate evitare aspettative eccessive, tenendo ben centrata la barra sull'obiettivo minimo della permanenza in serie A...
    Giuseppe Sciascia

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