Jump to content

VareseFansBasketNews


  • simon89

    Varese cerca nuove strade

    By simon89, in News,

    L'Openjobmetis inizia a studiare piani di battaglia alternativi alla soluzione Antonio lannuzzi. L'impasse perdurante sulla situazione contrattuale del centro irpino spinge Varese a valutare altre strade per completare il pacchetto italiani con un rinforzo di qualità dalla panchina. Il problema principale riguarda i tempi dell'operazione e la relativa incertezza legata ad una situazione a forte rischio stallo.Torino non ha alcuna fretta di risolvere il contratto valido per il 2018/19 (con opzione per l'annata successiva) con il lungo del 1991, aspettando che sia il giocatore a fare la prima mossa; nessun club interessato al centro ex Omegna - compresa ovviamente Varese - è però in grado di pareggiare l'attuale importo del legame con l'Auxilium.
    E se lannuzzi non farà un passo indietro, non c'è modo di sapere se e quando la matassa si sbroglierà; per questo la società di piazza Monte Grappa, non potendo correre il rischio di restare "incartata" su un unica ipotesi né di aspettare a tempo indeterminato con la possibilità che si inseriscano altri club in extremis, sta iniziando a valutare altre strade. Ma soprattutto altri incastri relativi ai passaporti: il centro del 1991 è infatti l'unico lungo di valore che Attilio Caja considera arruolabile nel reparto in temi, e se non dovesse essere disponibile allora l'Openjobmetis cambierà strategia, puntando su un rinforzo italiano sul perimetro e completando il reparto lunghi Archie, Ferrero e Cain con uno straniero da mettere alle spalle del centro statunitense.
    Anche perchè, se il mercato dei lunghi italiani non offre alternative, quello degli esterni è leggermente più ricco; però i tempi non sono eterni, perché gli italiani da serie A sono i primi ad accasarsi, e le spese folli dell'A2 con tre promozioni hanno già tolto di scena altri potenziali "papabili". Tra i candidati plausibili spicca David Cournooh, la 28enne guardia-playmaker in scadenza di contratto a Cantù (6.9 punti e 2.3 assist in 21.2 minuti) che difficilmente resterà in Brianza e non sembra vicinissimo a Reggio Emilia, al momento l'unico club di serie A che lo ha sondato. Un elemento rodato con 6 stagioni alle spalle nel massimo campionato (172 presenze e 5.5 punti di media tra Siena, Brindisi e Pistoia oltre al suo ultimo club) che però non può essere l'unico obiettivo al vaglio: Attilio Caja non ha paura di pescare nel "mare magnum" degli emergenti di A2, anche se probabilmente ormai è tardi per l'ipotesi Matteo Martini (la guardia ex Legnano sembra vicinissima a Pistoia).
    Ma l'ipotesi di scommettere su un altro elemento proveniente dalla categoria inferiore che possa ripetere la parabola di crescita di Matteo Tambone non spaventa l'area tecnica biancorossa. Che dalla prossima settimana, una volta acquisito il sempre più probabile sì di Aleksa Avramovic, si concentrerà anche sulla scelta degli ultimi due italiani locali da allenamento per i ruoli di undicesimo e dodicesimo giocatore.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89

    Varese, scatta la caccia al play

    By simon89, in News,

    Varese attende la scelta di Aleksa Avramovic prima di entrare nel vivo della questione playmaker. A soli quattro giorni dal termine ultimo entro il quale la guardia serba potrà esercitare l’ escape a pagamento per uscire dal suo terzo e ultimo anno di contratto, l’ Openjobmetis sonda a tutto campo il mercato dei playmaker con esperienza italiana per farsi trovare pronta ad ogni evenienza.
    La posizione di “Avra” sarà una prima e fondamentale discriminante per la scelta della tipologia di regista al quale Attilio Caja affiderà le chiavi della stagione 2018/19. La conferma - molto probabile ma ancora non certa al 100 per cento - dell’esterno mancino indirizzerebbe l’area tecnica varesina verso un uomo d’ordine, se invece il serbo - che nelle ultime 9 gare di stagione dopo l’infortunio di Cameron Wells ha viaggiato a 19.3 punti di media a partita, un ritmo da capocannoniere della serie A - dovesse lasciare a sorpresa le Prealpi servirebbe a quel punto un elemento in grado di garantire anche un fatturato offensivo importante.
    L’unico vincolo richiesto da “Artiglio” riguarda un livello elevato di affidabilità che solo una precedente esperienza italiana può garantire: l’esperienza con Wells non è stata positiva, alla luce dei troppi sbalzi di rendimento e dell’imperscrutabilità di un giocatore che era arrivato con la fama del leader e invece ha evidenziato personalità da comprimario.
    Dunque il playmaker titolare della Varese che verrà dovrà dare garanzie tecniche e umane già evidenziate in Italia; il raggio di azione è comunque ampio contando ovviamente anche i giocatori con trascorsi nel “Belpaese” che nel 2017/18 hanno militato all’estero come nel caso di Dominque Archie.
    Un giocatore che piaceva tantissimo al coach pavese era Josh Mayo, 31enne regista con trascorsi italiani a Montegranaro, Roma e Scafati che nelle ultime due stagioni ha giocato in Bundesliga a Bonn.
    Ma per convincere l’atleta del 1987 a esercitare l’ escape dal contratto con la formazione tedesca entro domenica scorsa serviva una cifra totalmente fuori portata (richiesta attorno ai 200mila dollari), e infatti Mayo resterà per il terzo anno consecutivo nella compagine che il prossimo anno disputerà la Champions League FIBA.
    Esclusa anche la pista Ryan Arcidiacono, che in Italia non ha mai giocato, ma conosce bene Attilio Caja per l’esperienza comune in Nazionale Sperimentale nel 2014: il 24enne regista americano (con evidenti ascendenze tricolori ma al momento senza doppio passaporto) ha costi importanti, ma soprattutto pone il vincolo di inserire una NBA escape a fine luglio con l’intento di disputare la Summer League e cercare un altro posto tra i professionisti.
    Ma l’area di ricerca resta ampia, soprattutto fino a quando non si scioglierà il nodo Avramovic: una volta definita la posizione della guardia serba, si capirà se il playmaker della Varese 2018/19 avrà attitudine da direttore d’orchestra o da primo violino.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese è pronta a giocare il jolly del ritorno in Europa. La società di piazza Monte Grappa ha optato per l’iscrizione alla FIBA Europe Cup, la quarta competizione internazionale nella quale sarà l’unica rappresentante italiana nel 2018/19.
    Per la quarta volta nelle ultime 6 stagioni il team biancorosso si dividerà tra campionato e coppa (nel 2013/14 Varese disputò l’Eurocup, nel 2015/16 la FIBA Europe Cup che allora era la terza coppa e nel 2016/17 la Champions League): è il consigliere Toto Bulgheroni a confermare la volontà del club di onorare il diritto acquisito sul campo con il sesto posto finale della stagione 2017/18. «Ci siamo orientati verso il sì all’Europa: l’iscrizione si farà anche senza la certezza dell’abbinamento che ci accompagni in questa avventura, restando comunque fiduciosi nella possibilità di trovare un partner interessato a legare il proprio marchio alla competizione internazionale» spiega il dirigente che ha il mandato sull’area tecnica e che insieme al coach Attilio Caja aveva subito visto con favore l’opportunità di riaffacciarsi in Europa (in 19 anni da proprietario iscrisse 12 volte Varese all’allora Coppa Korac più 2 partecipazioni alla Coppa dei Campioni).
    «Le ragioni per cui abbiamo optato per esercitare il diritto acquisito sul campo sono tre: il primo è relativo al prestigio della società legata alla tradizione, la casa di Varese è l’Europa – aggiunge Bulgheroni - Questo vale anche per il nostro pubblico, che riteniamo favorevole a questa iniziativa. Terza ragione è l’appeal che le coppe hanno nei confronti dei giocatori: crediamo che un impegno internazionale possa rappresentare una importante occasione di crescita tecnica. Dunque non soltanto per i giocatori attualmente già sicuri di far parte dell’organico come Archie, Cain e i tre italiani confermati, ma anche per altri che potranno restare o arrivare, la vetrina della FIBA Europe Cup ci potrà rendere più attrattivi».
    Evidente il riferimento a giocatori attualmente compresi nei “piani di battaglia” del club di piazza Monte Grappa come Aleksa Avramovic e Antonio Iannuzzi. Il giocatore serbo, entrato grazie ai progressi nelle file dell’Openjobmetis nel giro della sua Nazionale (decisivo all’esordio a febbraio contro l’Austria e ora di nuovo inserito nella lista dei 24 di Sasha Djordjevic), avrà una chance in più di verificarsi a livello internazionale nel suo eventuale (ma probabilissimo) terzo anno in maglia biancorossa.
    Il lungo irpino, che nel 2017/18 ha assaggiato il clima delle coppe a Torino in Eurocup ed era stato convocato da Meo Sacchetti per l’attività dell’Italbasket a novembre, ha perso il posto in azzurro nelle ultime due tornate di convocazioni ma sicuramente una finestra sull’Europa potrebbe aumentare l’attrattività della proposta di Varese.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis saluta positivamente l’ufficialità dello sbarco a Torino di Larry Brown. La nomina del nuovo coach dell’Auxilium dovrebbe sbloccare l’impasse sulla posizione di Antonio Iannuzzi: l’elemento più desiderato da Attilio Caja per aggiungere un italiano di qualità alle rotazioni, legato al club piemontese per la prossima stagione con opzione per il 2019/’20, non fa comunque più parte dei piani futuri della società del presidente Antonio Forni.
    Ma prima di poter intavolare concretamente una trattativa con il ventisettenne pivot avellinese, servirà che Torino e il giocatore trovino una intesa per la separazione consensuale alla luce del contratto a sei cifre abbondanti con scatti salariali a salire nell’estate 2017 dopo l’esplosione a Capo d’Orlando (8,7 punti e 4.2 rimbalzi all’esordio in serie A dopo tre stagioni consecutive a Omegna) che lo rende attualmente fuori portata per qualsiasi acquirente. Ossia a oggi Varese e Brindisi, al momento le uniche due “contendenti” per il centro entrato lo scorso anno nel giro azzurro di Meo Sacchetti (debutto in Nazionale nel novembre 2017 a Torino): all’Happy Casa il lungo cresciuto alla Mens Sana Siena ha disputato gli ultimi tre mesi del 2017/’18 (6,8 punti e 4.5 rimbalzi in 18 minuti medi) e Frank Vitucci vorrebbe affidargli il ruolo di cambio di due stranieri.
    L’Openjobmetis confida invece nell’appeal di Attilio Caja nei confronti del lungo del 1991, già allenato ai tempi della Nazionale Sperimentale, e nell’intesa tecnica già sperimentata due anni fa a Capo d’Orlando tra Dominique Archie e il centro irpino.
    Di certo Varese farà il possibile per assicurarsi le prestazioni di Iannuzzi, che ha l’età e il potenziale per rappresentare l’acquisto italiano di maggior spicco dai tempi di Achille Polonarae Andrea De Nicolao nel 2012. Anche perché le alternative scarseggiano: se si vuole puntare su un terzo lungo italiano in grado di dare 12-15 minuti di riposo a Cain e giocare anche qualche minuto con il centro del Minnesota (già a Capo d’Orlando infatti Iannuzzi aveva spazio anche in ala forte), il mercato non offre praticamente più nulla.
    Troppo interno Daniele Magro, comunque già promesso ad Avellino; esclusa l’idea Jakub Wojchiekowski che resterà in Polonia dopo aver vinto il titolo all’Anwil, improponile il ritorno di Luca Campani (che comunque ha svolto una pulizia di routine del ginocchio destro, quello non operato nel 2017), troppo perimetrale - e troppo caro - Raphael Gaspardo che è conteso tra Reggio Emilia e Torino. Dunque non esiste un piano B sui lunghi italiani, in caso di fumata nera, bisognerà rivolgersi al mercato straniero puntando su un esterno italiano dalla panchina.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Dieci giorni di attesa per capire se Aleksa Avramovic sarà ancora la guardia titolare dell'Openjobmetis versione 2018/19. La clausola rescissoria a favore dell'atleta serbo contenuta nel contratto triennale stipulato dal d.g. Claudio Coldebella - il primo in assoluto siglato nell'era del dirigente veneto nel giugno 2016 - andrà eventualmente esercitata entro il 25 giugno; dopo quella scadenza il contratto diventerà garantito e qualsiasi acquirente dovrà eventualmente intavolare una trattativa con il club di piazza Monte Grappa.
    Possibilità che qualche "amatore" internazionale investa i 50mila euro del buyout prefissato per liberare "Avra" avendo pronta per lui una proposta pluriennale? Al momento non molte, quantomeno dall'Italia: le nuove regole di eleggibilità che hanno tolto i vincoli di passaporti per gli stranieri (da 3 extra e 4 europei a 6 stranieri liberi) hanno ridotto il valore del suo status da Bosman B. Che invece ha ancora appeal in Spagna, dove sono ammessi 2 soli extracomunitari e 6 europei; ma le big di Eurolega ed Eurocup al momento sembrano pensare più in grande.
    A oggi il dialogo con l'esterno del 1994 è costante, e il messaggio che Attilio Caja ha lanciato su queste colonne al giocatore balcanico sembra avere buone possibilità di trovare condivisione da parte dell'atleta. Esclusa la chance di un ulteriore rinnovo contrattuale rispetto all'accordo in essere, "Avra" pare sensibile alla possibilità di essere il punto di riferimento offensivo dell'Openjobmetis 2018/19: il ruolo da guardia titolare con responsabilità da primo terminale sembrano calzare a pennello ai desideri del mancino di Cacak. Che a meno di proposte "indecenti" nei prossimi 10 giorni potrebbe sposare nuovamente la causa biancorossa con l'obiettivo di completare il suo percorso triennale a Varese: un anno da protagonista sotto le Prealpi, stabilizzando il suo rendimento su livelli elevati come richiestogli da "Artiglio" dopo i 12,6 punti e 2,2 assist del 2017/18 (ma 16,3 punti tra ritorno e playoff, chiusi a quota 20,0), potrebbe lanciarlo tra i pezzi pregiati del mercato internazionale nell'estate 2019, quando sarà libero di scegliere eventualmente la sua destinazione futura senza più vincoli con il club di piazza Monte Grappa.
    La discriminante della partecipazione ad una manifestazione internazionale non sembra così vincolante sulla scelta di "Avra", anche se ovviamente l'esterno del 1994 preferirebbe una vetrina europea per consolidare il suo status anche in ottica Nazionale (inserito dal et. Sasha Djordjevic nella lista dei 24 da consegnare alla FIBA per gli impegni di fine giugno e inizio luglio). La conferma di Avramovic darebbe una svolta importante al mercato mettendo un primo punto fermo nel reparto esterni, e spingendo Varese alla ricerca di un playmaker che garantisca leadership e personalità prima ancora che punti (specialità della casa del serbo). Di sicuro il club di piazza Monte Grappa eserciterà le opzioni di uscita dagli 1+1 con Cameron Wells, Taj Waller e Tyler Larson aprendo la caccia ad un giocatore che dia l'impronta tecnica e caratteriale alla versione 2018/19 della compagine di Attilio Caja.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja fa il punto della situazione sul mercato dell'Openjobmetis dopo l'ufficialità della firma di Dominique Archie. Il secondo straniero biancorosso, già inseguito 12 mesi fa dal club di piazza Monte Grappa, è elemento dal rendimento garantito (13.5 punti e 6.1 rimbalzi in 54 gare italiane con Capo d'Orlando) che "Artiglio" descrive così: «E un giocatore che seguivamo da tempo perché interpreta un basket votato al gioco di squadra e in campo può avere una dimensione sia interna sia esterna. È pericoloso da tre punti e allo stesso tempo ha un fisico che gli permette di attaccare il canestro. Ci piacciono la sua aggressività e la sua propensione a recuperare rimbalzi. Queste caratteristiche sono indicatori im- portanti del suo modo di essere uomo squadra e giocatore di carattere».
    Quindi metà Varese è già fatta, in particolare al reparto lunghi manca solo una pedina...
    «Vero, ma nel quintetto di partenza ci sono solo 2 giocatori; ancora da individuare sono 3 giocatori dello starting five e i due primi cambi, in pratica cinque dei primi 7. Di sicuro è il reparto lunghi ad essere più completo: con Archie, Cain e Ferrero ci sono tre dei 4 elementi della rotazione, anche se quello che manca darà una connotazione decisiva in termini di incastri dei passaporti al resto del roster».
    Questione Avramovic: come vede la situazione della guardia serba, che a breve dovrà decidere se restare onorando l'anno residuo di contratto?
    «Ad Aleksa ho ricordato che in 12 mesi è passato da giocatore che non entrava in campo a riserva, poi a riserva con spazio ed infine a elemento del quintetto a causa dell'infortunio di un compagno. Negli ultimi due mesi ha raggiunto spesso picchi da 8 e mezzo ma ha avuto anche passaggi da 4 e mezzo; ritengo che a lui farebbe bene un altro anno da noi, nel quale possa stabilizzare il suo rendimento tra il 6,5 e il 7,5 acquisendo quella continuità ad alto livello necessaria per un ulteriore salto di qualità».
    Quali saranno le prossime mosse in ordine cronologico?
    «La scelta dell'italiano per la panchina è fondamentale per definire se il sesto straniero sarà un lungo o un piccolo, e la decisione di Avramovic lo è per definire caratteristiche e impatto dell'ala piccola. In ordine di priorità l'italiano che manca all'appello, che sia un pivot o un esterno sarà il mercato a stabilirlo, e il playmaker straniero sul quale avremo più margine di manovra sono i due obiettivi sui quali potremo muoverci in maniera più rapida».
    Questione coppe: qual è la sua opinione in materia?
    «Giocare in Europa è un diritto che ci siamo conquistati sul campo e sarebbe bello onorare quello che ci siamo guadagnati con l'esaltante rimonta del 2017/18. Non essendo Venezia, Bologna o Avellino, la FIBA Europe Cup rappresenterebbe uno step iniziale adatto alle nostre attuali possibilità. Però le scelte saranno come sempre condivise con la società, che dovrà stabilire se ci sono le coperture necessarie per affrontare con le necessarie garanzie l'eventuale doppio impegno. Di sicuro non ne faccio una malattia: se si farà bene, altrimenti bene lo stesso».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis inaugura con Dominique Archie la casella delle entrate del mercato 2018/19. Accordo raggiunto tra il club di piazza Monte Grappa e la trentenne ala statunitense, che tornerà in Italia con la maglia biancorossa dopo l’esperienza poco felice in Israele al Bnei Herziliya.
    Trattativa perfezionata velocemente dalla società di piazza Monte Grappa, che subito dopo la fine della stagione 2017/18 aveva riaperto il canale già percorso dodici mesi fa; Varese aveva provato Siim Sander Vene a restare in coppia con Tyler Cain, ma l’ala estone ha detto no alla proposta economica del club del presidente Vittorelli, mentre Archie – sondato immediatamente come alternativa all’ex Reggio Emilia – ha accettato l’offerta della società “prealpina” con l’entusiasmo di chi conosce il nostro campionato e la realtà tecnica ed organizzativa della società che ha scelto per il 2018/19.
    Nelle due stagioni disputate a Capo d’Orlando, il nuovo straniero biancorosso – sul quale si era informata anche Cremona - ha fatturato 13.5 punti e 5.9 rimbalzi col 52% da 2 e il 40% da 3; non solo intelligenza cestistica e capacità di stare in un sistema, che ne fanno l’uomo perfetto per il basket di Attilio Caja, ma anche buone doti realizzative nello spot di ala forte a fianco di un giocatore sostanzioso come Cain. Nelle idee dell’area tecnica varesina, Archie dovrà garantire alla causa biancorossa sostanza ed anche punti, dando la possibilità di sopperire alla partenza di Stan Okoye in termini di impatto offensivo e sotto i tabelloni.
    Messi al sicuro i due punti fermi nei ruoli interni, ora l’Openjobmetis ragiona sugli altri quattro pezzi vacanti nel puzzle del roster 2018/19: da individuare playmaker ed ala piccola stranieri che completeranno il quintetto base insieme ad Archie, Cain ed auspicabilmente Aleksa Avramovic, che nelle idee di dirigenza e staff dovrà essere la prima punta della Varese futura. Sugli altri due elementi della panchina bisognerà far combaciare gli incastri sui passaporti, visto che uno dovrà forzatamente essere italiano.
    Si attendono sempre le evoluzioni relative alla panchina di Torino – che ha scelto Matteo Soragna come team manager ma non ha affondato il colpo su Gianmarco Pozzecco, e oggi in pole position è balzato Pino Sacripanti – per capire a quali condizioni sarà disponibile Antonio Iannuzzi, mentre restano aperte le altre ipotesi italiane nel ruolo di cambio degli esterni – da Stefano Gentile, sul quale però c’è Sassari, a Fabio Mian che è conteso da Trento e Torino – per avere alternative da vagliare in caso di nulla di fatto con il centro del 1991 nell’ultima parte del 2017/18 a Brindisi.
    Vista l’importanza di allungare le rotazioni con un giocatore rodato e affidabile, Varese vuole comunque investire buone risorse per il necessario upgrade della panchina emerso come priorità evidente nel corso della serie playoff contro Brescia. A meno di clamorosi colpi di scena, il secondo acquisto del mercato 2018/19 avrà la bandiera tricolore sul passaporto; difficile però che gli incastri tra le tempistiche del mercato e del budget da definire possano generare novità imminenti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis sposa la linea della continuità più assoluta per quanto riguarda la gestione dell’area tecnica.Messa in sicurezza in larghissimo anticipo la conferma di Attilio Caja, mossa lungimirante col senno di poi per mettere il coach pavese al riparo delle sirene di Avellino, è un dato di fatto anche quella di Claudio Coldebella, che con Toto Bulgheroni completa la “troika” alla quale spetta decidere le strategie del mercato biancorosso. Il direttore generale di Castelfranco Veneto - che sabato ha ricevuto un premio alla carriera dal comitato FIP di Treviso nel galà del basket della sua provincia d’origine - resterà per la terza stagione consecutiva in un ruolo che va ben al di là di quello di architetto della campagna acquisti.
    Coldebella aveva infatti siglato il club di piazza Monte Grappa un accordo 2+1 nella primavera del 2016, quando i vertici di “Varese nel Cuore” lo avevano individuato come figura ad hoc per guidare l’intera attività del club all’esterno del CdA. Considerato che nessuna delle due parti ha utilizzato la clausola d’uscita prevista dal contratto, è implicita la permanenza del d.g. biancorosso anche per la stagione 2018/19. Non è una sorpresa visto l’elevato gradimento che Coldebella ha saputo conquistarsi nei vertici di società e consorzio, ma rappresenta comunque una certezza importante per dare continuità all’elevato feeling con il coach per il quale il manager veneto aveva giocato a Milano e del quale era stato assistente sempre all’Olimpia prima di dedicarsi alla carriera dirigenziale. D’altra parte il fitto e costante dialogo tra “Artiglio”, Coldebella e Bulgheroni è alla base della gestione delle “risorse umane” a disposizione in palestra del tecnico e non solo delle strategie del mercato estivo. E dunque la continuità rispetto al 2018/19 è garantita anche dalla possibilità di fare nuovamente leva sui tre pezzi chiave dell’area tecnica, oltre all’intero staff che lavora quotidianamente con Caja (conferma in blocco anche per gli assistenti Matteo Jemoli, Raimondo Diamante e Massimo Bulleri). Toccherà a tutti loro, in un lavoro di brain-stormingquotidiano, scovare i 3 stranieri mancanti - fatta salva la permanenza di Aleksa Avramovic, al quale il coach ha parlato col cuore in mano - nei ruoli di playmaker, ala piccola e cambio (se degli esterni o dei lunghi dipenderà dalla scelta dell’italiano la panchina). Toccherà invece al nuovo CdA successivo al riassetto societario, con la conclusione dell’operazione Orgoglio Varese e con Gianfranco Ponti in attesa degli eventi per esercitare la sua opzione fino al 20 per cento delle quote del club, valutare poi per il futuro la posizione di Coldebella che lavora per programmare la stagione che verrà col contratto in scadenza al termine della prossima annata sportiva.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un italiano di valore per aggiungere qualità alle rotazioni e dare corpo ai sogni playoff. Il mercato "tricolore" è già terreno di caccia per tutte le big, e anche l'Openjobmetis sta muovendo le sue pedine per delineare le sue strategie in cerca di un rinforzo importante da aggiungere all'attuale trio Tambone, Ferrero e Natali. Per ora si tratta di idee e sondaggi, perchè comunque il budget ancora da mettere a fuoco impedisce mosse decise e definitive in un quadro generale comunque ancora molto ricco di incastri.
    Il piano A, non necessariamente il più fattibile, indirizza verso Antonio lannuzzi, preferito di Attilio Caja sin dalla primavera 2015 e già nel mirino di Varese ai tempi della partenza di Norvel Pelle verso Torino. Di mezzo c'è però un contrattone a sei cifre abbondanti che lega ancora il centro avellinese all'Auxilium: per questo, prima della scelta del nuovo coach torinese - difficilissimo Buscaglia, possibile Sacripanti o qualche sorpresa straniera - è escluso che la situazione possa sbloccarsi in un senso o nell'altro, escludendo comunque un rientro nei ranghi della Fiat del giocatore del 1991 alla luce degli interessamenti per Cusin o Crosariol del club piemontese. Le tempistiche non imminenti di Torino potrebbero aiutare una Varese che a sua volta ha bisogno di qualche settimana per calibrare in maniera precisa il budget; nel frattempo però lannuzzi piace anche ad altri (su tutte Brindisi che gli preferirebbe Zerini, troppo simile ad Archie e Ferrero per fare al caso di Varese, ma anche Brescia se salteranno i le prime scelte Cusin e Zerini).
    Per questo l'Openjobmetis considera con attenzione anche il piano B, che porta a cercare un esterno italiano utilizzan-do lo slot di sesto straniero per il cambio del pivot. In quest'ottica la pista più praticabile sembra quella che porta verso Stefano Gentile: la guardia-play del 1989, in scadenza con la Virtus Bologna, porterebbe in dote duttilità ed esperienza in un reparto guardie nel quale Varese confida di trattenere Avramovic (magari attraverso la vetrina internazionale in FIBA Cup, per la quale si cerca uno sponsor per l'Europa) e cerca un playmaker importante le cui caratteristiche saranno adeguabili a quelle di Tambone e dell'eventuale altro italiano. Al momento sull'atleta campano non ci sono piste calde (potrebbe essere un nome per Sassari che però è attiva su play e pivot straniero), restano però da capire i costi dell'operazione al cambio delle risorse disponibili per il club di piazza Monte Grappa.
    La variante sul tema esterni potrebbe essere quella di puntare su un giocatore meno perimetrale come Fabio Mian: la guardia-ala ex Pistoia, passata da Varese dal 2009 al 2011, avrebbe costi inferiori rispetto al maggiore dei figli di Nando, anche se per l'atleta del 1992 c'è una lunga lista di pretendenti (Torino, Sassari, Trento e la stessa Reggio Emilia) pur senza una proposta concreta. In questo contesto potrebbe aprirsi spazio salariale per una ulteriore scommessa dalla A2: il legnanese Matteo Martini, comunque concupito da Cremona e Brindisi, potrebbe essere una opzione, in caso contrario si provvederà con gli ultimi due contratti locali con Matteo Piccoli in cima alla lista delle preferenze se accetterà le condizioni economiche proposte da Varese rinunciando a qualcosa in più da Jesi per giocarsi la carta della serie A nella sua città.
    Giuseppe Sciascia 

  • Member Statistics

    1,364
    Total Members
    1,155
    Most Online
    Typhoon
    Newest Member
    Typhoon
    Joined
×