Nella partita di andata infatti, Varese venne sconfitta in casa segnando la miseria di 59 punti (a 66) dopo 40′ di pallacanestro inguardabile. Ma non irripetibile visto che contro Reggio Emilia ci fu il bis in quelle che sono state le peggiori esibizioni dell’era Kastritis. Partite che debbono essere un monito per Librizzi e compagni in vista dell’impegno al palasport dedicato al leggendario Primo Carnera, tanto più che i due punti in palio sono molto pesanti.
In caso di vittoria, Varese aggancerebbe Udine a quota 16 (ai biancorossi mancano, purtroppo, i due punti centrati a Trapani) e soprattutto manterrebbe vive le speranze di inseguire i playoff. Altrimenti per la post season si farebbe durissima considerando lo 0-2 negli scontri diretti con altre formazioni della stessa zona di classifica come Trento e Reggio Emilia. Insomma: se non si vuole tornare a guardarsi solo le spalle, è necessario strappare il successo in casa della banda-Vertemati.
Il coach udinese è uno degli uomini da copertina di questo incontro, visto il suo breve e poco proficuo passaggio sulla panchina della Openjobmetis. Un’esperienza che ha scottato Vertemati (venne esonerato a favore di Roijakkers dopo 12 partite e 3 sole vittorie più quella “effimera” con Roma che si ritirò e non rientra nelle statistiche) al quale va dato atto di essere riuscito a ripartire dal basso con Udine, oggi una delle rivelazioni della LBA.
Una Old Wild West che appare diametralmente opposta per ritmi e ingombri rispetto a Varese che all’andata – va ricordato – era priva dell’influenzato Alviti e non aveva ancora aggiunto al roster un giocatore importante come Carlos Stewart. Udine invece ebbe un eccellente Hickey, poi fermato da un controllo antidoping: al suo posto il veterano Christon, uno che sa cosa fare per risolvere le partite.
Ma è sotto canestro che i friulani fanno una certa paura con l’ex di turno Skylar Spencer, il lituano Bendzius e il nigeriano Mekowulu che danno chili, centimetri, atletismo e qualità. E consento alla Old Wild West di capeggiare la classifica dei rimbalzi con oltre 40 a partita. All’andata fu decisivo anche Ikangi, francobollatore di Iroegbu: vedremo se con Stewart accanto questa volta l’asso biancorosso avrà più spazi. Infine grande attenzione al bomber Alibegovic e – perché no – ad Andrea Calzavara: il playmaker di Cavaria a 24 anni si è ritagliato un bello spazio nelle gerarchie dell’APU tanto da aver fatto suonare qualche sveglia di mercato più alto attorno al suo nome.
Damiano Franzetti
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