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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L’Openjobmetis crolla sotto il peso delle sue inadeguatezze, regalando ad Attilio Caja un dolcissimo ritorno a Masnago. E nel dopopartita da “day after” anche lo choc delle dimissioni di Andrea Conti dalla carica di general manager, annunciate poco dopo la sirena finale. Toccherà alla società valutare la situazione, ma sicuramente il gesto dell’ex giocatore ha un peso importante.
    Quarto stop consecutivo per Varese, travolta dalle geometrie di una solida Unahotels (8 in doppia cifra e 27 assist), capace di impartire una severa lezione ad una squadra senza arte né parte. Una figuraccia inspiegabile per una serata da tregenda che fa suonare l’allarme rosso: l’OJM travolta da Reggio Emilia con un passivo da minime al Polo Nord (per la seconda volta in 5 gare dopo il meno 41 di Bologna) dà la sensazione di essere tecnicamente mal assortita e psicologicamente labile. Oggi Varese è di gran lunga la peggior squadra della serie A, e il pur modestissimo Wilson non è certo il problema principale di una squadra che oggi batte in testa nel suo asse portante, se il leader offensivo Gentile va fuori giri e quello difensivo Egbunu è un disvalore che pesa doppio considerando quanto è costato confermarlo.
    Un disastro totale del quale non si aveva memoria dai tempi dell’anno della retrocessione in LegAdue, o del meno 35 casalingo nel derby contro Cantù costato l’esonero a Giulio Cadeo. La squadra di Vertemati non è semplicemente esistita in ogni aspetto del gioco, a partire da una difesa nuovamente impresentabile come a Cremona. Varese ha concesso di tutto agli esterni ospiti (75% da 2 per l’Unahotels), e sui cambi difensivi ha subito di tutto da distanza ravvicinata. E in attacco, complice la serata no di un Gentile incaponitosi nella sfida contro il mondo, ha mostrato una disarmante pochezza che non può essere giustificabile solo con l’assenza di Anthony Beane (debilitato da una infezione che lo ha tenuto fermo per tutta la settimana). Una sconfitta pesantissima nelle proporzioni e nelle tempistiche, che riapre ovviamente il dialogo sulle scelte su Caja e sul post-Artiglio: la gente di Masnago – peraltro poca, non più di 2000 – fischia già all’intervallo e poi inneggia al coach pavese quando si precipita senza paracadute fino a meno 40. Per Varese è la notte più buia e le riflessioni devono essere profonde per scegliere indirizzi e modalità degli indispensabili correttivi.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Se questa doveva essere la partita giusta – dopo i due confronti impossibili con Virtus e Milano – per mostrare il vero volto della Openjobmetis, siamo fritti. A Cremona, come già al PalaDozza, la squadra di Vertemati esce con le ossa rotte e quel che è peggio non lascia neppure spazio a giudizi positivi. Dominata dal primo minuto, burrosa in difesa (il colabrodo è la madre di tutti i problemi), Varese è anche un minestrone insipido in attacco: organizzazione farraginosa, iniziative personali isolate (e forzate), percentuali orrende dall’arco dei 3 punti e via discorrendo.
    Tutte cose che poi, dicevamo, si riflettono anche in retroguardia perché le palle perse generano azioni rapide degli avversari, perché chi non tocca boccia in avanti non è invogliato a sbucciarsi le ginocchia a guardia del canestro, perché quando nulla funziona – questa è l’impressione – c’è poco da fare. Ne esce un disastroso 94-78, terza sconfitta consecutiva che spazza via pure le belle sensazioni che il popolo biancorosso aveva avvertito sette giorni fa, con la sconfitta in volata contro l’Olimpia. E lancia ombre sinistre sulla squadra, già sul fondo della classifica dopo appena quattro giornate, con all’orizzonte il fantasma di Attilio Caja che farà visita a Masnago tra una settimana.
    Al PalaRadi -dove tra l’altro non ha giocato Peppe Poeta, leader della Vanoli – non c’è davvero nulla da salvare: i bottini personali che leggete nel tabellino (Gentile 18, Jones 14) sono stati costruiti a partita persa, i lampi di classe mostrati da Kell con l’Armani restano stavolta impigliati tra palle perse e tiri sbilenchi ma, appunto, prima di giudicare l’impatto dei singoli ci preme sottolineare come questa Varese non abbia dato l’impressione di sapere giocare di squadra. E come a Cremona è mancato del tutto anche l’orgoglio: possibile che la OJM abbia preso 29 punti (ventinove!) sia nel primo sia nel terzo periodo? E se sbagliare l’approccio al 1′ può anche succedere, è imperdonabile che la stessa cosa accada a metà gara, dopo aver già preso sculacciate dagli avversari. Dopo una rumba del genere, fa quasi tenerezza doversi occupare di Wilson: la guardia ha combinato qualcosina, ma resta ampiamente inadeguata a questo livello, e lì si potrebbe agire per migliorare la squadra. Ma il Profeta Elijah rischia di essere una foglia di fico, visto il rendimento dei compagni e il non gioco messo in campo dall’allenatore. I campanelli d’allarme, risuonano molto forte.
    PALLA A DUE
    Adriano Vertemati prova a variare il quintetto base: c’è Kell dal 1′ dopo la bella prova con Milano e c’è pure Beane che scalza il deludente Wilson tra i titolari confermando poi il trio Gentile-Jones-Egbunu. Dalla parte opposta, Galbiati deve fare fronte alla pesante assenza di Poeta: la regia è affidata a Spagnolo che disputerà una partita maiuscola. Con rotazioni ridotte, il coach Vanoli schiera Harris e Cournooh tenendo di rincorsa Miller. Sotto i tabelloni c’è McNeace a sfidare Egbunu.
    LA PARTITA
    Q1 – Ale Gentile risponde da post basso ai primi punti cremonesi ma bastano 3-4 minuti alla Vanoli per scavare il primo solco. Ci pensa Harris a colpire, con la complicità di una difesa che salta per aria al primo blocco avversario. Vertemati ruota il quintetto, trova un briciolo di intensità da De Nicolao ma è poca roba anche perché dall’arco Varese non segna proprio mai (0/7) e in attacco è una forzatura unica. Quando la sirena suona, il tabellone dice 29-18 con il terribile presentimento che il copione sarà quello.
    Q2 – Nell’arco dei secondi 10′, la OJM rosicchia qualche punto e per un momento scende anche al di sotto della doppia cifra di svantaggio. Ma probabilmente ciò accade più per le forzature e gli errori di Miller che per meriti a tinte biancorosse. Tre liberi di Beane danno un minimo di speranza verso il finale del periodo che termina sul 43-33: dieci punti che paiono un buon viatico visto quel che Varese ha mostrato in campo.
    Q3 – Ma dopo l’intervallo, si rivede una Cremona al galoppo e una Varese zoppa. Il periodo è dominato da un 18enne di lusso, Matteo Spagnolo, che il Real Madrid ha prestato alla Vanoli. Il giovane talento pugliese le indovina tutte, abbinando spettacolo e concretezza. Cose che Varese non trova mai (degne di nota le prime due triple della serata, firmate Gentile, dopo il 25′) e così il divario torna ad allargarsi sino al 72-53 della terza sirena.
    IL FINALE
    Poco da scrivere nell’ultimo quarto: quand’anche Varese trova qualche guizzo con Beane, Jones e Gentile (che ingaggia battaglia con il pubblico dopo un tecnico per proteste), dall’altra parte Cremona restituisce colpo su colpo. Si va verso l’archiviazione senza sussulti, senza rimonte, senza neppure afflosciamenti dei padroni di casa che, anzi, gasati per l’andamento della partita non mollano mai, come è giusto che sia. Finisce 94-78: per Varese la notte è davvero nera.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    A tanto così dall’impresa. L’Openjobmetis uscita con le ossa rotte da Bologna sette giorni fa, arriva a un soffio dal sorprendere e battere una Milano che in Eurolega è partita con due vittorie roboanti. Il derby di Masnago finisce 79-82, con l’ultimo pallone arrivato fino al ferro con una tripla di Gentile, purtroppo non andata a bersaglio. Sarebbero stati supplementari tutti da scoprire, da giocare e chissà, da vincere. Non è andata così, e nell’aria del palazzetto aleggia pure un sentimento antico di beffa, per un arbitraggio – diciamolo subito e togliamoci il pensiero – che non è certo scandaloso definire “sbilanciato”. Con tante decisioni dubbie, scivolate a favore degli ospiti.
    Perdere il derby fa sempre male, e bene fa Vertemati a dirlo subito («Quando non si vince non si può essere soddisfatti») ma allo stesso tempo è giusto dare uno sguardo più ampio, dal quale emerge una Varese diametralmente opposta a quella in formato “agnello sacrificale” di Bologna. L’Openjobmetis che affronta l’Olimpia è un’altra cosa ma ha anche un uomo in più, Trey Kell: il play avrebbe dovuto giocare una decina di minuti e invece è rimasto in campo quasi mezz’ora mostrando ai suoi nuovi tifosi tante giocate da stropicciarsi gli occhi (e 11 punti con 4 assist). Se il buongiorno si vede dal mattino, con Kell possono cambiare gli orizzonti futuri, soprattutto poi se Gentile fa il Gentile (25 punti), se Egbunu vince le battaglie d’area (non tutte, però da lui arriva un’altra doppia-doppia) e via discorrendo.
    Per battere Milano, purtroppo, tutto ciò non è bastato ma l’AX Exchange ha dovuto davvero spremere minuti e sudore dai suoi uomini più importanti: Rodriguez ha diretto l’orchestra (7 assist) da cui gli assoli migliori sono arrivati da Melli (14), Hall (16) e da uno Shields impreciso ma decisivo nei momenti chiave. Contro tanta qualità però, Varese ha messo in mostra quell’impatto fisico tanto celebrato in sede di mercato (42-34 a rimbalzo) abbinandola a una grande attenzione a livello gestionale, con sole 8 palle perse. A Vertemati è mancato Wilson, per la terza volta su tre, e se giustamente il coach lascia scivolare la domanda in sala stampa sulla guardia americana, è evidente che lì Varese, in questo momento, ha un buco nero.
    Ora, per certificare il cambio di rotta, si profila all’orizzonte una partita da vincere a tutti i costi, la trasferta a Cremona su un campo troppo spesso ostico. Da martedì bisognerà progettare il sacco del PalaRadi: la Varese di stasera merita un bis. Se poi arrivasse in uno scontro importante come quello contro la Vanoli, tanto tanto meglio.
    PALLA A DUE
    Il fattore campo si sente poco prima della contesa. Gli applausi copiosi a Pozzecco ci stanno tutti, ma Milano è accolta dal pubblico quasi con indifferenza e pure la OJM non è che entri circondata dalla bolgia mentre l’impianto tronca a metà l’inno di Mameli, completato a voce dal pubblico. In tribuna anche Carlo Recalcati e l’oro olimpico varesino Federica Cesarini, accolta da un bell’applauso.
    In campo Vertemati parte con i cinque già visti con Brescia e Virtus ma la notizia più importante è la presenza a referto di Trey Kell, pronto per una manciata di minuti. Messina tiene a riposo Hines (fuori dai 12): il pivot è Tarczewski che affianca il duo azzurro Melli-Datome. Gli esterni del quintetto Olimpia sono Grant e Hall.
    LA PARTITA
    Q1 – Milano prova a ruggire nei primi minuti con Hall, ma quando Alessandro Gentile accende il turbo tocca alla OJM fare la partita. L’ex di turno è una furia e va a segno per un totale di 13 punti nei primi 10′. Milano resta comunque vicina con Hall e nel finale passa avanti nonostante un bell’impatto da parte di Kell: al 10′ è 19-21.
    Q2 – Il secondo bel momento della Openjobmetis è nella prima metà del secondo quarto quando anche Beane si apposta sull’arco e manda a segno una doppietta. Il divario ora è varesino e si allarga sino al 29-21, con il giallo di due punti non assegnati nonostante un’evidente stoppata irregolare su Sorokas. Melli e Ricci ricuciono presto il divario, però Varese non arretra: tripla di Amato e schiacciata di Egbunu su assist di Kell. Purtroppo nel finale è ancora l’Olimpia a segnare e l’intervallo arriva in parità perfetta, 40-40.
    Q3 – Negli spogliatoi l’AX capisce di dover cambiare marcia e con Rodriguez al volante ci riesce, almeno per un po’: parziale di 4-14 e partita che sembra indirizzata, però l’OJM reagisce e – senza lo spagnolo in campo – ci mette poco a recuperare. Il controsorpasso porta anche la firma di Caruso e Ferrero (3 e 5 punti), mosse che un po’ sorprendono una Milano che continua ad avere “spintarelle” dai fischietti: alla terza sirena Varese conduce a sorpresa 64-60.
    IL FINALE
    A questo punto val la pena provarci, anche se l’ingresso nell’ultimo quarto è difficile. Antisportivo (dubbio) a Gentile che si tuffa per recuperare una palla persa; poco dopo gli arbitri vanno al replay per un altro fallo dell’ala che in caso di antisportivo sarebbe espulso. Nulla di fatto e allora ecco il meraviglioso assist per la schiacciata di Egbunu in testa a Datome. Milano si affida a Ricci (tripla pesante) ma anche a Hall (canestro in entrata) e Shields, a lungo impreciso ma capace di aggiungere due punti molto utili: Varese non si arrende, entra nella volata finale con leggero svantaggio ma trova di nuovo Gentile. Canestro dalla media e poi, dopo una tripla sputata dal ferro, canestro da 3 a riaprire i giochi a una manciata di secondi dal termine (dopo guizzo precedente di Jones a ridurre ancora il divario). Ricci ha la palla per chiuderla ma Jones si allunga e lo stoppa, la OJM può imbastire un ultimo attacco nel quale Beane rifiuta la tripla e serve Gentile. L’ex ci prova e arriva a pochi centimetri dall’impresa, ma alla fine fa festa Milano. Alla squadra di Vertemati restano gli applausi dei 1.700 di Masnago, e pure un certo amaro in bocca.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Varese era chiamata a rispondere dopo il meno 41 subito domenica scorsa contro i campioni d’Italia e si trovava di fronte l’altra corazzata del campionato e cioè Milano. Dal punto di vista della reazione, i ragazzi guidati da Vertemati sono stati certamente inappuntabili, tanto che hanno fatto sperare i loro tifosi di riuscire nel compiere un’impresa che a bocce ferme sembrava un miracolo, ma in un finale convulso e contradittorio alla fine i 2 punti restano in tasca alla banda Bassotti (non tanto per rifarsi alle scarpette rosse degli anni ’80 guidati da Dan Peterson ma per degli episodi arbitrali molto dubbi e praticamente sempre volti a favorire la squadra in trasferta). Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Kell 7 : doveva solo riassaggiare il campo dopo più di un mese di inattività per presentarsi pronto nella prossima gara che i biancorossi giocheranno a Cremona. E’ così determinate che il coach gli concede ben 28 minuti e lui dimostra di essere miracolosamente risorto e se ancora ce ne fosse bisogno, che è fondamentale per le fortune sue e dei suoi compagni. Alla fine finisce un po’ la benzina e di conseguenza la sua efficacia ma è la notizia più bella di serata. LAZZARO
    Gentile 7,5 : è evidente che lui è il fulcro di questa squadra, a volte forse può sembrare addirittura deleteria questa dipendenza ma è uno dei fondamenti su cui la squadra è stata formata e in alcuni momenti è immarcabile. Se riuscisse a migliorare alcune letture e a scaricare palla quando viene raddoppiato sarebbe davvero come vincere un terno al lotto. 90 LA PAURA
    Amato 5,5 : buttato nella mischia per sopperire alla momentanea assenza di Kell, ma anche lui decisamente in difficoltà nel tenere i piccoli avversari. Lascia il campo realizzando una bella tripla ma di lui ci si ricorda solo per questo. PETARDO
    Beane 6,5 : è l’unico difensore che in qualche modo cerca di limitare Rodriguez in entrata o sul pick & roll centrale anche se pure lui fatica a stargli dietro. Bene dall’arco, un po’ meno da 2 ma è l’unica guardia di ruolo che al momento Varese può schierare e la sua imprevedibilità è una valida alternativa che può far saltare il banco da un momento all’altro. JACKPOT
    Sorokas 5,5 : buon impatto iniziale dove segna subito un bel canestro e riesce ad essere reattivo a rimbalzo. Alla lunga però si spegne forse soffocato dalla fisicità di avversari ben più stazzati di lui che lo intimoriscono facendogli fare errori banali. INTUBATO
    De Nicolao 6 : parte in quintetto ma con un piglio più incoraggiante rispetto a quello mostrato a Bologna una settimana fa. Ci mette sempre tanta aggressività ma chi si trova di fronte è oggettivamente più forte e più bravo di lui. Bene per la distribuzione di palla in attacco anche se non riesce a mettere a referto nemmeno un punto. INSEGUITORE
    Wilson 4 : prestazione deludente quella dell’americano che sembra aggirarsi per il campo senza sapere bene cosa deve fare. Un tiratore che non prende un tiro è utile come la trama di un film porno. CENSORED
    Egbunu 7,5 : considerando il calibro dei sui diretti avversari di stasera, è autore di un partidazo facendo registrare una doppia doppia da 14 punti e 14 rimbalzi. Clamorosa la schiacciata con cui posterizza Datome. Certo andasse a canestro sempre con tanta decisione chi vi scrive risparmierebbe molti punti paradiso. Da registrare i tiri dalla lunetta che, come in questo caso, in un finale punto a punto, risultano sempre determinanti. CARONTE
    Virginio N.E.
    Ferrero 7 : si rivede la mano calda del capitano che in soli 5 minuti, chiamato in causa non delude il suo pubblico mettendo dall’angolo prima un tiro dalla media e poi una tripla che regala il momentaneo più 3 all’OJM. BOLLENTE
    Jones 6,5 : JJ parte bene con voglia e intensità ma a fine partita saranno solo 20 i minuti del suo impiego perché lo staff ritiene che, in particolar modo in difesa, fatichi a dare un buon contributo (il -10 di plus-minus è abbastanza indicativo). Nel finale viene rispolverato dal fondo della panchina e dimostra di essere giocatore di carattere realizzando in tap in un canestro fondamentale e stoppando poco dopo il tiro di Ricci regalando così l’ultimo possesso ai suoi, che poteva valere il supplementare. CAZZIMMA
    Caruso 6,5 : pochi minuti per il giovane centro partenopeo che però fa intravedere buoni sprazzi con un semigancio nel primo tempo che esce per poco e per un canestro più libero aggiuntivo poi convertito nella ripresa in una situazione abbastanza intricata nell’area avversaria. UPGRADE

  • simon89
    Quarantuno punti sul groppone, 97-56. Prima di ogni analisi tecnica, considerazione tattica o comunque prima di qualsiasi lettura “normale” di una partita, è necessario leggere il risultato finale di Virtus Bologna – Varese e dire, chiaro e tondo, che un verdetto del genere è indigeribile e non giustificabile.
    La Openjobmetis perde la partita ma anche un po’ la faccia, travolta da una Segafredo che prima ancora di essere su un altro pianeta dal punto di vista del talento, è spinta da un’energia, da un ardore, da una voglia di fare che dovrebbe essere appannaggio di chi ha meno qualità. E che invece è sbattuta dalle Vu Nere sul volto di una Varese molle, sfiduciata, triste anche nel linguaggio del corpo, quasi demotivata. «Andremo a Bologna per essere competitivi» ordinava coach Vertemati in settimana, ma evidentemente il suo appello è caduto nel vuoto.
    I biancorossi escono triturati dal PalaDozza fin dall’approccio al match (11-0 il parziale nei primi 2′ per la Virtus), non leggono le trappole seminate da Scariolo sulla strada di Gentile ed Egbunu, non colpiscono dall’arco (alla fine il dato sarà lo sconfortante 16%) e gettano al vento, alle ortiche, alla spazzatura camionate di palloni. Alla fine saranno 19 le palle perse da Gentile e compagni contro le 4 recuperate mentre pure a rimbalzo – dove con Brescia i biancorossi avevano dominato – la Segafredo fa a fette gli ospiti (55-36) sprizzando energia e fame da tutti i pori. Ok che lo sponsor è un caffé, ma Varese a questo punto meriterebbe di essere abbinata a un farmaco per la catalessi.
    E’ chiaro a tutti che per vincere al PalaDozza questa OJM avrebbe avuto bisogno di una impresa d’altri tempi e tutto sommato non era neppure questa la “richiesta”. Però ci si aspettava di vedere una squadra coraggiosa, volenterosa, determinata almeno a rendere la vita difficile a una Virtus che ha sì tanti campioni ed è in forma eccellente, ma ha anche pagato dazio alla sfortuna con tre infortuni pesantissimi. E invece sono Teodosic e Pajola ad accendere la partita, senza che in casa biancorossa ci fosse uno spartito da seguire. A parte una prima reazione (0-10 di parziale) vanificata da medie amatoriali ai tiri liberi, Varese non ha prodotto nulla, accendendo anche un campanello d’allarme alla voce leadership.
    Senza Kell, né Gentile né Jones (né Ferrero, che però ha minutaggio limitato) né altri hanno preso in mano le redini della squadra. E Wilson, anche stavolta, è stata zavorra pesante. Così, davvero, non va.
    PALLA A DUE
    Serata di festa in casa Bologna: è la prima di campionato casalinga e la Virtus deve festeggiare con i propri tifosi sia l’eccezionale scudetto della scorsa primavera, sia la Supercoppa che ha permesso ai bianconeri di superare anche Milano nel ranking di inizio stagione. Varese, ospite di turno, si presenta con Kell in borghese come previsto, e con l’ex Gentile con la caviglia fuori posto. L’ala è comunque in un quintetto diretto da De Nicolao. Scariolo fa esordire Alexander nell’attesa di schierare Simpson e (pare) il francese Cordinier. A gestire la palla, Teodosic e Pajola.
    LA PARTITA
    Q1 – Difficile fare peggio della OJM in avvio di gara: tre bombe a segno della Virtus con tre giocatori diversi (e con gli esterni che stanno a guardar), 13-1 di parziale e due falli per De Nicolao e Gentile. Vertemati mescola gli uomini e trova in Sorokas il fattore chiave: l’alona lituana scuote i suoi e Varese costruisce un controbreak di 0-10 che la rimette in partita. Poi però i liberi sono una lamentazione e la Virtus può chiudere avanti 21-16.
    Q2 – Tutto sommato, anche il secondo periodo è accettabile: la OJM non recupera, però trova qualche lampo qua e là che la tengono in scia a una Virtus nella quale Hervey è implacabile, Pajola un fattore in difesa e Teodosic il solito direttore d’orchestra. Si accende Egbunu, addirittura c’è una bomba di Wilson che rimarrà isolata in un deserto di errori: il divario cresce ma solo di qualche lunghezza sino al 44-35.
    Q3 – La Virtus decide di dare un’altra spallata a inizio ripresa e trova una resistenza di cartavelina da parte dei biancorossi: comincia così un calvario che nei secondi 20′ parlerà di un parziale di 53-21. Il break di inizio ripresa è di 13-2 con Sorokas autore degli unici punticini lombardi, Gentile infila un canestro di rabbia ma Varese viene infilata da lanci lunghi, contropiedi e canestri di ogni foggia. Alla mezz’ora il match è già in archivio, 72-50, perché anche un minibreak di 0-5 è immediatamente ribaltato.
    IL FINALE
    Passano 2′ del quarto periodo e già i tifosi varesini guardano nervosamente il cronometro nella speranza di vederlo correre a zero. Perché dal -20 si passa rapidi al “trentello” con la chiara impressione che lo sprofondo non abbia fine. Ed è così: la Virtus resta vigile in difesa, Varese non fa mai-mai-mai canestro, perde l’impalpabile Jones per falli e si fa infilare anche da un ragazzino – Barbieri – messo in campo da Scariolo per l’esordio in Serie A. Alla fine, anche la fatidica quota 40 viene sbriciolata, in tribuna si fa festa, in casa OJM resterebbe solo da chiedere scusa.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    In Legabasket lo hanno capito: mettere Varese-Brescia alla prima di campionato è garanzia di emozioni e di partite punto a punto. Il bello è che per la terza volta su tre, in pochi anni, a festeggiare in casa è la Openjobmetis seppure con scarto minimo, 75-72: la squadra di Vertemati compie così un primo passo bello lungo nel cammino del campionato, una vittoria importante in vista di due scontri ai limiti dell’impossibile con Virtus (a Bologna) e Milano (a Masnago).
    Un match che Varese si prende meritatamente, ma solo allo scadere dei 40′: Ferrero e compagni hanno condotto per quasi tutto l’incontro, partendo a razzo e poi facendosi rimontare senza però mai andare sotto (se non per un paio di punti in un paio di occasioni). Insomma, contro un’avversaria con esperienza, talento e… tanto budget, la Openjobmetis ha risposto colpo su colpo, si è riportata avanti e sul rettilineo finale ha retto nonostante qualche episodio nefasto, un po’ autoinflitto (la palla persa di Beane), un po’ indotto dagli arbitri (l’incredibile fallo non fischiato su Sorokas a 1” dalla fine).
    La gara di Masnago – con 1.600 tifosi – ha messo contro due squadre ancora lontane dall’avere meccanismi ben rodati, ma sicuramente volenterose e desiderose di strappare un successo. Varese lo ha dimostrato anche nella lotta in area, con 44 rimbalzi (a 31) conquistati di cui 14 in attacco. E poi lo ha messo in luce almeno nella difesa sull’uomo, con Brescia che sperava di correre il campo e invece ha avuto percentuali basse con i suoi esterni braccati dai difensori diretti. Detto questo, in retroguardia si sono aperte anche alcune voragini su cui Vertemati e lo staff dovranno lavorare sodo, ma per intanto i biancorossi hanno mosso la classifica.
    Merito anche delle prove da trascinatori di Jones e Gentile (16 e 18 punti) e di quella da variabile impazzita di Beane che nel terzo periodo ha tenuto in piedi da solo Varese. Male il suo alter-ego in guardia, Wilson, e del resto si sapeva che potesse essere un anello debole. E poi la regia: De Nicolao e Amato non hanno incantato ma vista la situazione d’emergenza hanno portato il loro contributo: meglio Denik, specie nel contenere le folate del temuto Mitrou. Anche qui, è chiaro che Varese paghi caro l’assenza di Kell, però è stato trovato un compromesso che ha “tenuto”, permettendo di festeggiare a fine gara. E di pensare a Bologna con la mente sgombra.
    PALLA A DUE
    Varese si presenta “crociata” all’appuntamento con la Serie A, con la nuova maglia che ricorda quella del calcio nell’anno di Pavoletti e che ha in sottofondo il disegno dei Giardini Estensi. Circa 1.600 persone a Masnago, poche rispetto a una volta, ma è un piacere ritrovare gente, colori, calore e tutto ciò che è contorno al match. Senza Kell, la Openjobmetis schiera il quintetto con De Nicolao; Magro invece tiene di rincorsa il fischiatissimo Moss e lancia tra i cinque Della Valle.
    LA PARTITA
    Q1 – Alessandro Gentile ci tiene a farsi applaudire dai suoi nuovi tifosi: il suo avvio ruggente – 5 punti contro Petrucelli – trascina i compagni e per 8′ è un piacere vedere Varese volare. Jones attacca bene il canestro, De Nicolao esplode la prima tripla per il 13-4 del 4′. Magro chiama un timeout, poi replica pochi minuti dopo perchè nel frattempo la OJM tocca il massimo vantaggio, 27-8 con tripla anche di Amato. Negli ultimi 2′ però arriva un calo che è, preludio al cattivo secondo periodo; la sirena è generosa, 27-12.
    Q2 – Le crepe intraviste sul finire del primo quarto vengono fuori alla ripartenza: il parziale per Brescia è di 1-12 e l’impressione è che Varese non abbia troppe idee dopo quella partenza razzo. I biancorossi balbettano in lunetta, anche, e così la Germani dopo metà periodo è già negli specchietti. Il tempo di un assist memorabile di Gentile a Egbunu (passaggio rimbalzato dietro schiena per la schiacciata del pivot) e poi c’è ancora da soffrire anche perché Vertemati spende un solo timeout e quando usa il secondo (a 16” dalla fine) Beane riesce a farsi rubare palla e subire il 2+1 da Moss: all’intervallo è 38-37. Tutto da rifare.
    Q3 – Brescia fiuta di poter forzare ancora per prendere il comando e in avvio ci prova e arriva prima al pareggio e poi al sorpasso ma non ha fatto i conti con Beane. La guardia, dopo un primo tempo disastroso, infila 11 punti in una manciata di minuti, addomestica la Leonessa e riporta entusiasmo tra la gente di Masnago. Nel mezzo anche sprazzi di ottimo Jones ma non basta: dopo il +8 i biancorossi subiscono una tripla di Gabriel, un’entrata di Mitrou e il -1 di Petrucelli: 59-58.
    IL FINALE
    Si decide tutto all’ultimo dei quattro giri con Varese che tiene la testa della corsa con Jones e Gentile, ma è questione di una manciatina di punti perché dall’altra parte Cobbins è sveglio e gli esterni producono. Passata indenne la metà del quarto, la OJM prova l’allungo su un’altra prodezza al tiro di Beane che però vale due punti (69-62): Brescia allora si riorganizza e risale di nuovo a -2 salvo sprecare poi la palla del pareggio. Varese respira con Gentile e Beane ma De Nicolao (sui 24”) non riesce a dare il colpo decisivo e poco dopo esce per 5 falli. Della Valle accorcia dalla lunetta, poi Beane impazzisce di colpo, proponendo un passaggio folle per Egbunu al posto di tenere la palla. Gabriel ringrazia e imbuca la bomba del -1, Varese fa ancora peggio con un’infrazione di 5” sulla rimessa. Ci prova – mancano 16” – Della Valle in entrata ma Gentile regge in difesa e l’azzurro sbaglia: rimbalzo di Sorokas e fallo antisportivo. Il lituano segna i liberi e sul possesso successivo viene spintonato fuori da Burns. Gli arbitri, incredibilmente, ingoiano il fischietto e danno “rimessa blu” aggiungendo pure mezzo secondo. Ma subire un canestro a quel punto sarebbe troppo beffardo: Brescia sbaglia, la Openjobmetis festeggia.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Esordio casalingo per la OJM targata Adriano Vertemati contro la Leonessa Brescia. Partita che nel primo quarto vede una Varese arrembante che raggiunge anche i 19 punti di vantaggio ma che vengono dilapidati nel secondo quarto e si va al riposo sul più 1 Varese. Ripresa più equilibrata con un paio di tentativi dei padroni di casa di dare lo strappo decisivo ma che Della Valle e soci riescono sempre a ricucire. Finale ricco di colpi di scena con i biancorossi che sembrano ormai aver chiuso i giochi ma una giocata folle di Beane e un non fischio clamoroso per un fallo su Sorokas permettono a Brescia ti tirare per agguantare il supplementare ma le speranze dei bresciani si infrangono sul ferro. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     Gentile 7 : è il leader di questo gruppo, e lo sarà anche(forse in coabitazione) quando rientrerà Kell. A tratti dominante, in alcune letture sorprendente anche se delle perse risultano banali e sanguinose ma alla fine è determinante. CAPO DELLA BANDA
    Amato 5 : ingaggiato per sopperire all’assenza di Kell, parte bene segnando una tripla ma poi vengono fuori tutti i suoi limiti e spesso è una tassa salata da pagare. SALASSO
    Beane 7,5 : primo tempo brutto, concluso con una palla persa banale. Nel secondo tempo decide di salire di livello e attraversa momenti di vera onnipotenza. Peccato per quel pallone a pochi secondi dalla fine gettato in aria o meglio alle ortiche che poteva costare i 2 punti ma se questa sera Varese ha vinto è in buona parte merito suo. SAIYAN
    Sorokas 6,5 : spesso preferito difensivamente a Egbunu per una maggior mobilità perimetrale è autore di una buona prestazione difensiva mentre, dall’altro lato del campo non lascia il segno se non con una infrazione di passi sotto canestro in un momento decisivo. Poi ha la freddezza di segnare 2 liberi che alla fine saranno decisivi per la vittoria. Sull’ultimo possesso Burns lo investe come fosse un tir ma la terna non ravvisa un contatto che sarebbe stato illegale anche nel wrestling. THE ULTIMATE WARRIOR
    De Nicolao 6,5 : parte in quintetto vista l’assenza del play titolare e nel primo quarto rasenta la perfezione. Poi deve uscire per aver commesso il secondo fallo e la sua aggressività manca come l’aria. Nel secondo tempo non sempre riesce a dare la sua impronta e finisce per essere escluso dal match per 5 falli. TARANTOLATO
    Wilson 5 : non ha certo avuto l’impatto che sarebbe servito da quella che sulla carta è la guardia titolare. In palese difficoltà a crearsi la conclusione palla in mano, a dire il vero viene anche poco cercato dai suoi compagni per poter tirare sugli scarichi anche quando è libero. GHETTIZZATO
    Librizzi N.E.
    Egbunu 6,5 : partita da doppia doppia anche se in qualche occasione si dimostra “molle” quando invece di inchiodare a 2 mani sale morbido e appoggia maldestramente. A rimbalzo fa la voce grossa ma spesso paga la sua poca mobilità per cui Vertemati gli preferisce Sorokas. BELLA STATUINA
    Virginio N.E.
    Ferrero 5 : nove minuti in campo in cui non riesce a lasciare il segno. SCARICO
    Jones 7 : un inizio straripante dove la sua potenza fisica non riesce ad essere contenuta da nessuno dei suoi marcatori. Col passare dei minuti però cala la sua tenuta atletica e così anche il suo rendimento ma è fondamentale per far girare la squadra tant’è che gioca 34 minuti, più di tutti. INCONTENIBILE
    Caruso N.E.

  • simon89
    Non passa l’esame esterno di sardo la Openjobmetis, buona per mezza partita ma in difficoltà nella seconda metà di gara sul campo di Sassari, contro una Dinamo che al contrario resta imbattuta (77-61 il risultato) e se ne va in carrozza alle Final Eight di Coppa Italia a Bologna con un record immacolato di 4 vittorie e 0 sconfitte. Chi si aspettava una Varese pronta alla riscossa è rimasto piuttosto deluso: molti biancorossi hanno navigato al di sotto della sufficienza e la squadra di Vertemati è apparsa meno incisiva proprio dove – in attacco – fino a ora aveva dato buona prova di sé.
    Al PalaSerradimigni invece la ripresa è stata una discreta via crucis: 9 punti segnati nel terzo periodo (quello in cui il Banco Sardegna ha preso il largo), un solo uomo in doppia cifra e cioè Wilson (18, mezzo bottino a partita ormai segnata) e una valanga di palle perse, ben 17, a vanificare percentuali buone al tiro. Ma anche l’energia è sembrata ridotta e il dato dei tiri liberi guadagnati ampiamente favorevole a Sassari (31-11) mostra con quanta veemenza gli uni abbiano attaccato l’area e gli altri siano andati leggeri. Tanto più in presenza di un arbitraggio che è parso ampiamente sufficiente.
    Insomma, la chiusura della Supercoppa lascia più di un dubbio sulla caratura di una Openjobmetis che, va ricordato, ha affrontato l’impegno senza il proprio playmaker titolare, Trey Kell. Che non sarà il Magic Johnson dello Showtime ma che certamente darà equilibrio all’intero complesso oltre ad aumentare il volume di gioco sui due lati del campo. Sperando che la sua presenza futura faccia da catalizzatore anche al resto di un gruppo nel quale hanno steccato, contemporaneamente, gli altri big: Gentile, Egbunu, Jones, Beane questa volta sono stati evanescenti. Da salvare, almeno, l’impatto delle seconde linee compreso un Caruso ispirato in attacco e la prova di Wilson che, seppure con larghe pause, ha mostrato le qualità dall’arco.
    Ora, con dieci giorni ancora da utilizzare per prepararsi al meglio, Vertemati dovrà affrettare i tempi e sperare di riavere un Kell già in buona forma: l’esordio con Brescia sarà importante per non partire ad handicap visto che poi Varese dovrà sfidare Virtus e Milano. Intanto per tre giorni riapre la campagna abbonamenti: prestazioni come questa non fanno cassetta, ma il popolo biancorosso sa quanto conti stare accanto alla squadra, specie in un momento storico simile.
    PALLA A DUE
    Giò De Nicolao in quintetto e Gentile ala: confermato per Vertemati lo schieramento iniziale già visto con Cremona. Sotto canestro derby (poi deludente) tra Egbunu e Mekowulu con Cavina che conferma il quintetto dell’andata con Stefano Gentile in campo e Logan-Battle pronti al subentro dalla panchina.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio molto complicato della Openjobmetis, che dopo pochi minuti di gioco si trova sotto 12-2 e paga a caro prezzo forzature, palle perse e difesa così così. Vertemati taglia e cuce finché trova il quintetto buono in cui Wilson centra il canestro da fuori, De Nicolao mette pressione e Sorokas aggiunge energia. Nel frattempo Sassari rallenta e viene infilzata a fil di sirena da Beane con la tripla del sorpasso, 17-18.
    Q2 – David Logan tiene un clinic su come si può essere decisivi in meno di 3′ del secondo periodo: il veterano piazza 11 punti in un amen e rilancia l’azione sassarese. Varese però, paziente e piuttosto attenta tiene botta: Caruso si presenta bene in attacco, Gentile infila la tripla-jolly da 10 metri, Wilson ne esplode un’altra e così alla pausa lunga i giochi sono aperti nonostante il +5 interno (triple di Chessa), 40-35.
    Q3 – Dopo l’intervallo però, la OJM si presenta in campo dando una preoccupante idea di mollezza: Egbunu trova il -3 in un momento in cui nessuno segna, poi Varese non ne azzecca una mentre Burnell e Bendzius spingono Sassari più in là. Gli uomini di Cavina valicano la doppia cifra di vantaggio e consolidano subito il distacco trovando punti un po’ da tutta la squadra. Il terzo gong ha il sapore della sentenza, 60-44.
    IL FINALE
    Per mezzo periodo non cambia nulla salvo che i biancorossi trovano qualche punto senza tuttavia impensierire una Dinamo arrivata anche a +20. Poi Wilson torna a scaldare la mano e bruciare la retina: una sua doppietta dall’arco vale una risalita improvvisa sino al -12, però Devecchi risponde alla stessa maniera e spegne subito le speranze. Finale senza sussulti con Sassari che manda a referto anche il lungo Borra, chiudendo con 12 uomini a segno. Dalla parte opposta, invece fioccano le palle perse e non mancano le preoccupazioni.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il primo commento in sala stampa di Adriano Vertemati è sincero e condivisibile: «Con questa partita ci siamo “tolti la scimmia” della prima vittoria». Il resto è ancora in buona parte da costruire, in casa Openjobmetis, dove si festeggia il primo “referto rosa” della stagione grazie all’86-78 contro Cremona ma dove è evidente che la squadra abbia ancora tanti passi avanti da compiere da qui all’avvio del campionato.
    Una partita trabocchetto, quella di Masnago, contro una Vanoli senza nulla da perdere e per questo imbottita di giovani e giovanissimi, con Galbiati che negli ultimi minuti ha varato un quintetto di 2002 e 2003 che però non è crollato, anzi, ha limitato i danni contro una Varese ancora alla ricerca del gioco e della forma migliori. Intendiamoci: analizzando la singola partita dei giocatori dell’Openjobmetis si trovano diversi spunti positivi (e questo è un dato piacevole), però l’impressione ricavata a fine serata è quella già sottolineata, di un cantiere aperto.
    L’assenza di Kell (uno degli architravi della OJM per ruolo, leadership e contributo fisico) e il telaio particolarissimo della Vanoli odierna (l’unico pivot a referto, il 2003 Agbabmu, ha avuto presto problemi di falli) hanno costretto Varese a una serie di adattamenti sia in attacco sia in difesa; a protezione del proprio canestro si sono visti ancora “buchi”, errori di valutazione e meccanismi da rivedere, motivo per cui la squadra di Vertemati non è mai riuscita a proteggere i break generati in attacco. Da dove comunque arrivano buone notizie: in primis l’impatto di Jones che pian piano aggiunge forma fisica e che nel frattempo chiude da top scorer a 19 (con tripla quasi decisiva nel finale). E poi Wilson che specie nella prima metà trova i ritmi giusti per fare canestro dalla media e dalla lunga, nella prima recita di buon livello in biancorosso. Altro protagonista è Ferrero, 4/5 dal campo nel momento del bisogno mentre Gentile ha lavorato tanto per innescare i compagni (8 assist) dopo la scorpacciata di punti con Sassari.
    Insomma, le cose si muovono e lo fanno nella giusta direzione tanto da rendere curiosa la trasferta sassarese di martedì (ore 19), inutile ai fini della classifica ma interessante per il percorso di crescita della Openjobmetis. «Andiamo là per provare a vincere, altrimenti non avrebbe senso giocarla» lascia intendere Vertemati, e anche qui non gli si può dare torto.
    PALLA A DUE
    In assenza di Kell, questa volta tocca a Giovanni De Nicolao prendere la cabina di regia, lasciando Gentile nel più consono ruolo di ala piccola. Wilson resta in quintetto così come i due lunghi, Jones ed Egbunu, con il nigeriano che si trova davanti il giovane – e interessante – Agbamu. Galbiati conferma l’utilizzo di Poeta dalla panchina mandando subito Spagnolo sul parquet; rispetto all’andata c’è Miller ma manca Sanogo (oltre a McNeace ed Harris).
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio interessante dei biancorossi, con Gentile più attento a passare la palla e Jones che attacca l’area fin da subito. Poco dopo anche Wilson si mette in mostra guadagnandosi i primi applausi di Masnago, ma appena superata la metà del periodo la Openjobmetis comincia a concedere rimbalzi in attacco a Cremona. I gialloazzurri rientrano e sorpassano, ma Beane ridà il vantaggio a Varese prima della pausa (24-19).
    Q2 – Le pause biancorosse sui due lati del campo consentono a Pecchia (5 punti in fila) e al giovane Gallo (tripla) di operare il controsorpasso cremonese. Gentile allora rompe il ghiaccio affiancato da Jones che centra la tripla, presto riequilibrata da Tinkle. Qualche fischio fa storcere il naso al pubblico di casa, poi la OJM sembra prendere la strada giusta nel finale di periodo ma ancora una volta fallisce il tentativo di break e va al riposo sul +3, 45-42.
    Q3 – L’Ale Gentile in versione “attiraraddoppi” si mostra a inizio ripresa, quando dal post basso distribuisce palloni invitanti per Beane e Wilson, appostati sul perimetro e autori delle triple del nuovo minibreak. A complicare le cose per Galbiati arriva, poco dopo la metà del tempo, il quinto fallo di Agbamu che costringe la Vanoli a quintetti naniformi ma anche Varese ad adattarsi. Egbunu vive sopra al ferro e schiaccia di prepotenza ma gli ospiti non si spaventano e tengono botta con Spagnolo (64-59).
    IL FINALE
    Varese non perde mai il comando delle operazioni, però allo stesso tempo non va oltre la doppia cifra di vantaggio e così la gara resta più o meno equilibrata fino al termine. Il protagonista diventa Ferrero, 8 punti in 6′ nell’ultimo periodo: i suoi canestri danno l’ennesima spinta in avanti di una Varese che negli ultimi minuti potrebbe dilagare e che invece fatica a far canestro contro la banda di ragazzini terribili schierata da Galbiati, alcuni dei quali si tolgono la soddisfazione di muovere il punteggio. Una tripla di Jones e un balzo di Sorokas, comunque, tengono lontani gli ospiti per l’86-78 finale: per questa sera va bene così.
    Damiano Franzetti

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