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  • A Pesaro Hanno Mottola

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    4 Gennaio 2005
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    Scritto da Andrea Manetta
     

    Mottola - foto Luca Toni da victorialibertas.itBeati loro. 2 metri e 11, 112 chilogrammi a specchiare l�altezza e una duttilit� tattica che lo porta a esser buono anche da 3. Non un fenomeno ma uno che ci sa fare. Quest�estate sotto gli ombrelloni intanto che si accasavano sotto il Sacro Monte stelle del firmamento cestistico come Sani Becirovic, Varese era alla continua ricerca di un 5 duttile, manco fosse la pietra filosofale; e puntualmente siamo rimasti come chi ha speso anni e anni a cercare l�aurifera pietra, rincorrere puffi tra la salsapariglia o a mescere chiss� quali intrugli per trovare l�elisir di lunga vita� a bocca asciutta.
    Gi� perch� alla fine non abbiamo ne un centro duttile ne un centro statico. E chi c�� non � che sia di grande utilit� o meglio non appare di chiss� quale rango. Certo un Mottola sarebbe stato impensabile per il budget biancorosso ma che tristezza vedere Albertone Miralles fare faville in Brianza, in fondo lo scorso anno ramazzava sotto i tabelloni all�ombra di Nolan e di Wesson (202 cm ma vero centro). E noi sul fondo ad annaspare, a cercare un appiglio per la coppa Italia e a perdere proprio perch� gli avversari ci fanno marameo a rimbalzo. Nolan e De Pol fanno fatica a contenere i pivot nemici come se una panda facesse gara di sportellate con i trasporti eccezionali e cos� subiscono a rimbalzo e soffrono in difesa. Crocevia per la coppa Italia sar� la prossima partita contro Pesaro, proprio contro Hanno Mottola e i suoi colleghi lunghi. Pesaro � in difficolt�, grande difficolt�, ma, Varese, come risaputo � specialista nel resciuscitare chiunque. Partita che pu� essere vista come un Davide contro Golia per vari motivi, i talentuosi piccoli varesini contro gli spilungoni pesaresi, il modesto budget insubrico contro il mastodontico tesoro adriatico. Vedremo se saremo in grado di ripercorrere le piccole bibliche orme. Sar� una partita da dentro o fuori, sperando che Roma non pensi a Danimarca-Svezia nella sfida contro Reggio Emilia; una squadra, quella emiliana che meriterebbe senza dubbio (per qualit� di gioco espresso, per la valorizzazione dei giovani italiani e per il grande carattere messo in campo) di andare a Forl� al posto della stessa Roma gi� qualificata o di Udine e Napoli che proprio con Varese sgomitano per gli ultimi due pass per la Romagna. Gli scontri diretti ci sono sfavorevoli ma il calendario � stato benevolo lasciando alle dirette concorrenti avversari sulla carta ben pi� ostici della Scavolini. Corsi e ricorsi storici; Scavolini che tempo addietro proprio sullo storico parquet di Masnago festeggiava lo scudetto e Scavolini che lo scorso anno ruppe l�incantesimo delle 9 vittorie di fila facendoci piombare nella mediocrit�. Un�occasione in pi� per prendersi una decisa rivincita con la semplice arma della vittoria, quella che porterebbe alla coppa Italia e tutta la grande risonanza mediatica-economica-commerciale che questo evento comporta e e perch� no, potrebbe segnare l�inizio di un miglioramento progressivo grazie alla cura Magnano. Sempre in attesa di un lungo di un certo spessore. Sperem e buon anno a tutti.

    Andrea Manetta
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