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  • GREGOR HAFNAR, OVVERO LA STORIA DI FUCKA, GORENC E TURIAF

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    7seven_2013
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    23 Luglio 2005

    Scritto da Luca Bianchin

    Come varesino in esilio a Siena mi sento in dovere di condividere quello che ho visto in 11 partite (7 vittorie � 4 sconfitte) di Hafnar biancoverde.


    Gli indizi erano chiarissimi. La pagina sportiva di un giornale locale con il suo titolo: �Viene da Kranj la nuova ala di Varese�. Il numero di maglia dell�ala di cui sopra, gi� a referto in mezza Italia con il 7 sulla schiena. Infine l�elemento decisivo, il nome del neo acquisto: Gregor�
    ��Oh mamma, abbiamo preso Fucka!�

    Errore. Gregor � Gregor Hafnar, e la notizia � che nel rapporto qualit�/prezzo Varese potrebbe persino averci guadagnato. Robusto pur essendo sottodimensionato per il ruolo, aggressivo e coraggioso, Hafnar � quel tipo di giocatore che il giornalista medio definirebbe �tosto�. Questo scriveva di lui Fabio Fineschi, firma di Superbasket per la Mens Sana (sicuramente meglio del giornalista medio di cui sopra), su un mensile locale pochi giorni dopo la firma dello strano trio Hafnar - Petrovic - Jackson: �Hafnar � di fatto il giocatore che si � mostrato maggiormente pronto alle nuove responsabilit�. E� un difensore di prima levatura, l�unico in grado di sostituire Zukauskas, prendendosi in cura ogni volta l�esterno avversario maggiormente pericoloso. Non ha paura di prendersi tiri decisivi, malgrado sia uno degli ultimi arrivati; tutto questo fa di Gregor il pi� �vecchio� dei nuovi, l�uomo su cui Recalcati pu� fare maggiore affidamento�. 
    Il giudizio, a dirla proprio tutta, era inevitabilmente influenzato dall�allora recente vittoria della Mens Sana sul campo della Milano dei soldi, la Milano dei favori arbitrali e della pubblicit� gratuita sui quotidiani. E, si sa, nella Siena delle contrade c�� sempre posto per un nemico cui giurare vendetta. Nonostante questo, se i commenti su Petrovic (�A me Vlado sta antipatico dalla prima volta che l�ho visto�; �Non ci d� abbastanza�; �Ma quanto se li unge quei capelli?�) e Jackson (�Non conterrebbe neanche un giocatore di B1�; �Sa solo tirare�; �Ma quando lo prender� un jump equilibrato?�) hanno trasformato la sala stampa in un coro di perplessit� e disapprovazione, per Hafnar il discorso � sempre stato differente. Giustificato dal pubblico anche al di l� dei propri meriti, come peraltro accade a tutti i giocatori intensi, Hafnar ha sempre dato la sensazione di essere uno di quei soldatini che un allenatore preferisce avere dalla propria parte piuttosto che tra i nemici. Eppure, a riprova del fatto che ogni regola ha la sua eccezione e che Dante con la regola del contrappasso ci aveva visto piuttosto lungo, � legato proprio a Gregor il momento pi� basso della stagione mensanina. Gara uno dei quarti contro Roma: Siena insegue per tutto il quarto quarto e viene riportata dall�ingenuit� della banda Pesic in una partita che non era mai stata sua. Hafnar, al solito, lotta e con Galanda segna i sei punti dell�aggancio definitivo. Con il punteggio in parit� e meno di 30 secondi sul cronometro lo sloveno si trova, un po� per sbaglio un po� per scelta, il pallone decisivo tra le mani. E, clamorosamente, riesce a fare peggio dei compagni che in tutta la stagione non avevano segnato praticamente mai in situazioni simili (punteggio in equilibrio, palla in mano a pochi secondi dalla sirena). Il passaggio sciagurato di Hafnar, infantile nel consegnare l�ultimo pallone nelle mani di Sconochini, i liberi dell�1-0 di Hawkins e l�eliminazione della Mens Sana dai playoff vengono a tutt�oggi considerati tre episodi che, se non simultanei, sono quantomeno fortemente collegati. 
    Fine di gara uno, fine della stagione, inizio dei tentativi di capire quanto Hafnar possa dare a Varese. A proposito: se vi chiedete con chi sia possibile paragonarlo provate con �lo Zar� Boris Gorenc (stesso fisico, stessi capelli, stessi limiti nel tiro da fuori, stessa moto con cui penetrare), se cercate l�ennesimo terminale offensivo da doppia cifra costante guardate altrove. Per questo, avere una mezza milionata da regalare a un quattro di impatto potrebbe essere la vera chiave della stagione biancorossa. Nessuno conosce il prozio greco di Wolkowyski o un cardiologo capace di curare Turiaf?

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