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  • Varese-Biella 73-65

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    Giulio
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    5 Novembre 2005

    Scritto da Giulio P.


    Sembrer� un paradosso, ma sono queste le partite che cambiano davvero gli scenari di una stagione: non Bologna, non Siena, dove anche l�effetto sorpresa � un fattore, ma questa Biella �rognosa� eppure �da battere�, che si fa inseguire e non ha paura di sporcarsi le mani, che domina a rimbalzo e allora non va lasciata correre (zero punti concessi al contropiede); Magnano vuole, Varese esegue, per essere pi� forte anche dei propri limiti, riequilibrando il gap nelle carambole con i recuperi e giocando ogni possesso come se fosse l�ultimo (e cos� si vince, anche con il 41% totale dal campo!).
    Niente di nuovo sotto le volte del PalaWhirlpool, dove Magnano presenta il quintetto d�abitudine (Collins, Garnett, Hafnar, Albano ed Howell) cui Biella risponde con i due potenziali assenti della vigilia, Smith e Johnson, in campo con Santarossa, Williams e Frosini.
    L�enigmatico Albano di questo scorcio di stagione prova a ripagare il suo coach per la fiducia concessagli e mette i suoi muscoli al servizio di un 4-0 d�avvio che � per� solo fuoco di paglia: Biella sceglie di lasciare a Varese molto perimetro, inducendo uno 0/4 da tre che favorisce la transizione e, con questa, l�immediato sorpasso ospite.
    E� Collins a trovare il primo centro dall�arco sulla soglia del minuto numero 5, ma la vera notizia � che Williams soffre Albano pi� del previsto, mentre il resto della difesa �spacca� i giochi a due dei biellesi con cambi ed aiuti quasi sempre tempestivi, dando fiducia ad un attacco non proprio fluido: si arriva cos� al massimo vantaggio casalingo (17-10, 2� alla fine del primo quarto) propiziato anche da un Howell davvero in palla contro i centimetri di Frosini.
    Con una �girandola� di cambi, l�Angelico propone quintetti atipici che sbalestrano le alchimie difensive dei biancorossi, costringendo fastidiosi mismatch (segnaliamo quello fra Hafnar e l�atletico Sofolosha) che a piccoli passi riportano la gara sui binari dell�equilibrio, con Magnano che ha gi� provato a correre ai ripari mettendo Allegretti e Fernandez, per poi chiamare anche la zona 3-2 (giusto in tempo per registrare il sorpasso biellese, 23-24, 7� alla fine del quarto).
    Dopo un paio di passaggi agli spettatori delle prime file, Allegretti torna ad accomodarsi in panchina, subito seguiti dal lungo argentino, �bersagliato� dagli arbitri; in un modo o nell�altro, l�attacco Whirlpool non trova fluidit�: la piovra Williams-Sofolosha soffoca gli istinti di Garnett ed il massimo delle iniziative offensive degli uomini di casa sono qualche penetra e scarica, oltre agli abituali tiri da tre fuori ritmo, che producono tanti errori ed altrettanti rimbalzi, buoni giusti per far correre Biella, che ringrazia e se ne va (26-33).
    E� proprio una tripla estemporanea dell�ex trevigiano a riportare la testa di Varese sul campo, mentre l�Angelico, uscito Sofolosha, perde vitalit� e ridona ad Hafnar e compagni la voglia di imporre un ritmo alla partita sin dalle scelte difensive: ancora Money G dai 6,25 fa - 1, poi si ripete poco dentro l�arco, costringendo una Biella tutta inesperienza (Ganeto e Cusin in campo) a ripensare gli aiuti sul perimetro quel tanto che basta per liberare Albano alla �bomba� che chiude (bene, per come s�era messa) il primo tempo (39-40).
    Dall�intervallo le squadre emergono con i quintetti titolari ed una �ricarica� di grinta che brilla negli occhi di tutti i giocatori: pochi fronzoli, percentuali che precipitano, ma tanta intensit� che regala al pubblico istantanee difensive da playoff e non pi� di quattro casuali segnature in cinque sudatissimi minuti (44-44).
    Varese � pi� presente a rimbalzo ma non per questo alza i ritmi, insistendo troppo su certi statici (e solitari) duelli di post basso che i due lunghi e mezzo di Biella (ora c�� anche Garri, con Williams e Frosini) trasformano in errori e palle perse: solo basket-spazzatura dai due attacchi, in una sorta di compostaggio cestistico dove davvero non si butta via niente, pur di ricavarne qualche punto.
    Non � un caso se in tanta �inguardabilit�� il volonteroso Collins finisca per sembrare troppo innamorato della palla, fino a meritarsi una panchina che sa di punitivo, con annessa mini-polemica nei confronti di Magnano: il quarto finisce 14-10 (53-50 per i totali) e le vere pregevolezze sono un paio di partenze in palleggio di Fernandez da oltre l�arco.
    Biella riparte aggredendo con i raddoppi e cercando ancora il duello Sofolosha-Hafnar, anche se le vere scintille volano fra �roccia� Fernandez e Damon Williams, il quale evidentemente non gradisce i tanti ostacoli che l�argentino ed i salti di Howell oppongono alla sua usuale volatilit�: � comunque Ramagli a doversi trincerare nel time out, dopo che Varese s�� gi� arrampicata a + 6, salvo beccarsi, appena dopo la pausa di riflessione, una super-schiacciata di Howell che far� primo, secondo e terzo sul podio degli �highlights� settimanali della Lega; sullo slancio, una difesa clamorosamente aggressiva sulla palla produce recuperi che lanciano Varese anche a + 10 (62-52), mentre Howell va a conquistarsi anche l�MVP difensivo marcando chiunque gli capiti a tiro.
    La tripla di un Troy Smith fin l� quasi invisibile � per� il segnale che la partita � tutt�altro che finita: torna il �vecchio� vizio varesino di non cercare il tiro migliore lavorando sui giochi, per prendere invece quel che la difesa lascia, cio� le triple al 24�; non � un caso che Magnano richiami Collins dall�esilio per dargli, di nuovo, la guida delle operazioni, con Biella che � l� a due tiri (63-57, ma poi anche 63-60 con Johnson letale da tre).
    E� proprio il playmaker dell�Ohio a fermare l�emorragia con l�arresto e tiro che muove finalmente il tabellino biancorosso, cambiando ancora l�inerzia del match: Magnano invita a non correre, Collins lo ascolta mangiando i secondi e facendo lavorare la difesa ospite sui tanti blocchi per un Garnett ancora capace di spingere a mille per liberarsi.
    E se la goccia scava la pietra, questo logorio porta a casa i tiri liberi dell�ultimo, decisivo break, che neppure la difesa allungata - un po� tardivamente - da Ramagli, riesce a trasformare in qualcosa di meglio del 73-65 finale, con il contorno del PalaWhirlpool in festa, caldo come i microonde del suo sponsor.

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