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  • Varese-Cantù 71-106

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    Giulio
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    31 Ottobre 2004


    Scritto da Giulio P.
     


    Varese perde, non male ma malissimo, l'unica partita che i tifosi biancorossi vorrebbero vincere sempre, anche quando non conta nulla. Che l'amaro calice della sconfitta venga bevuto al mezzogiorno di una domenica tutto fuorch� da leoni, nella quale la squadra si adagia pigramente al proprio destino, � il segno che la svolta, tecnica pi� tattica, � diventata imprescindibile. A Mario Ghiacci ora, la palla, per la prima decisione "vera" da General Manager della Pallacanestro Varese.

    La sorpresa, all�avvio, � che Varese ha un �nuovo� sponsor: nuovo si fa per dire, visto che il Presidente Castiglioni, �in assenza di offerte adeguate alla sponsorizzazione della prima squadra� ha scelto di fare le cose in proprio e chiamare la squadra con il nome della Holding di famiglia, �Casti Group�.
    L�imperativo della curva � �Vincere�: dopo 3 sconfitte consecutive, dovrebbe essere anche quello della squadra.
    Allegretti comincia in quintetto per tamponare il mal di schiena del Menego, mentre Farabello fa le veci dell�assente Becirovic, spendendo subito un fallo su Kaukenas, che mette due liberi su tre per il primo vantaggio ospite.
    Digbeu tratta male la palla e parte con due perse, mentre dall�altro lato lascia a Kaukenas due punti facili che fanno da antipasto al canestro ravvicinato di Allegretti per il 2-4.
    Gli attacchi miscelano bene le soluzioni e fra un canestro da sotto ed una tripla, dopo quattro minuti � 9 pari, anche se Varese insiste nel buttare via il pallone in mille modi diversi, non sempre originali.
    Due canestri �di rapina� danno un minimo vantaggio a Cant�, che sfrutta la transizione per mettere in ritmo, ancora, Kaukenas: dall�angolo il lituano segna il 9-16 e Cadeo decide di pensarci sopra (4�42�: biancoblu sulla strada per farne 120�).
    Kaukenas esce per Jones: non li distingui, e lo stesso fa Allegretti che subiva l�uno e subisce pure l�altro. Quando anche Stonerook affonda a centroarea come un coltello caldo nel burro, il sospetto � che il buco da colmare sia proprio l� (11-20).
    Fortuna che dalle mani di Farabello, ben ispirato da Bolzonella, viene un 5-0 con cui Varese respira e ricuce, nonostante un mini-Rogers indiavolato (18-22).
    La mano di Stonerook purtroppo � sempre calda, Cant� allunga di nuovo e lo 0/2 di Callahan dalla lunetta lascia che gli ospiti siano avanti 27-20 alla prima sirena.

    Si ricomincia, ma la minestra non � cambiata, Cant� arriva sempre al capolinea (20-29 di Jones): Andrea suona la carica, per� giunge subito la solita persa che Kelecevic trasforma in altri tre punti.
    Ad occhio: abissi d�intensit� fra le due squadre, ed � quindi giusto che tornino Digbeu, e poi Nolan.
    Per gli uomini di casa, rotazioni difensive sempre un passo ed un palleggio pi� indietro: Jones ha metri di spazio e il + 9 Cant� sembra l�ombelico di questa partita in cui le difese, ma forse di pi� gli errori, cominciano a farsi sentire sul punteggio.
    Varese � a zona e Blizzard, che neppure doveva esserci, piazza subito tre punti: ennesima persa, altri due di Jone, 28-40, time out Cadeo. Per chi � stato a Biella e Jesi, fastidioso �dej� vu� che porta un po� di pressing e la seconda bomba di Blizzard, poi la terza (30-46).
    Brutta aria al Palaignis: la curva ci crede, la squadra di meno e il concorso �pi� bella palla persa del giorno� conta sempre nuovi iscritti (alla fine del primo tempo, saranno addirittura 13 "gettate").
    Sintomi di risveglio dell�accoppiata Bolzonella-Digbeu, il tabellino finalmente si muove, ne mette due anche l�Allegro che ormai ama pi� il post basso dei 6,25: ma Blizzard � un martello e mentre Varese fatica, Cant� alterna bene i giochi e resta a + 19 all�inizio dell�ultimo minuto, quando arrivano i �tre� di Allegretti. Novit� in vista? Macch�: Jones balla col ferro e zittisce il Palaignis, Nolan scava nel fango per un 39-56 che porta le squadre negli spogliatoi sotto molti fischi, i cui destinatari hanno probabilmente la maglia biancorossa.
    Dal tabellino: Cant� con il 56% da tre su 18 tiri, augurandosi che non duri. Delle perse si � gi� detto, il conto dei rimbalzi dice pari, la valutazione 64-42 per gli ospiti.

    Nell�intervallo in spogliatoio non sappiamo cos� sia successo: fatto sta che Cant� rientra com�era uscita e Varese invece �, se possibile, pi� molle. Tre falli in un minuto, 4-0 brianzolo e -21 prima che Nolan decida, almeno, di provarci, nonostante arrivi subito il bonus a zavorrare una difesa gi� spenta, cui Cant� regala per� due �passi� consecutivi e una persa ben sfruttate dai nostri beniamini.
    Meneghin si ricorda che si gioca sui due lati del campo ed Air France � fedele al suo soprannome con la schiacciata del 47-61 che ravviva pubblico e pressing.
    Ma le triple di De Pol e Digbeu non entrano, mentre ogni fallo � una gita in lunetta di quelli in bianc�azzurro, tanto peggio se i due liberi di Kaukenas sono la terza penalit� del Menego (47-65 al 5�30�).
    Fortuna che c�� Miralles a far disastri, altrimenti Varese sarebbe gi� affondata: quando anche Rogers perde la bussola e Allegretti d� segni di vita fino al -13, torna subito Blizzard a rimettere ordine, pure Michelori va a referto e visto che ormai � l�una passata ci troviamo in tavola un bel 5-0 dal sapore decisamente amaro.
    4 italiani veri in campo per Cadeo, uno solo per Sacripanti: ma dell�argento olimpico nemmeno l�odore, 52-70 alla terza sirena.

    Qualcuno si alza e se ne va, mentre le squadre si schierano per l�ultimo periodo: forse ha fatto bene chi � gi� uscito, perch� Blizzard mette l�ennesima tripla e fa 75-54; poi Kelecevic replica a Digbeu e i punti di differenza sono sempre 20 senza che ci sia qualcosa di veramente nuovo da annotare, se non che pure Michelori svetta a rimbalzo offensivo mentre Cadeo pare avere esaurito le idee, tanto quanto i suoi sembrano a corto di energie.
    Dopo meno di cinque minuti, con Cant� che, avanti di 28, maramaldeggia insieme ai suoi tifosi, finiscono le occasioni di scrivere qualcosa che riguardi solo il basket giocato: non solo � tutto "tempo spazzatura" ma, dalla curva cos� come dalla tribuna, monta la contestazione contro allenatore e squadra ed alcuni sforzi di Digbeu, forse poco abituato a certe cose, sembrano stonati anche quando meriterebbero l'applauso.
    E' - 31 al 7'30", poi - 34 con il palazzetto quasi vuoto e la gente che preferisce andare a mangiare. Fatichiamo sinceramente a darle torto: anche Nolan � un fantasma e il 71-106 finale � doloroso come una coltellata al cuore. Urgono rimedi, ma veri e seri.
     

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