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  • Varese-Reggio Emilia 80-78

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    Giulio
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    24 Aprile 2005


    Scritto da Giulio P.
     


    La bella prova romana d� a Bolzonella un�altra chance di quintetto a fianco di Farabello,Digbeu, Ffriend e Nolan, mentre Reggio Emilia schiera i primi 5 usuali, con Gigli e Lacey in vernice e McPherson teorico 3 in un backcourt completato da Garris e Mordente, nell�attesa che Sam Hines provi a cambiare la partita venendo dalla panchina.
    Gli allenatori hanno scelto per i lunghi marcature spaiate e mentre sotto la curva sud Nolan difende su Gigli e Ffriend su Lacey, dall�altro lato le coppie s�invertono: non � proprio un caso se la palla � quasi sempre in mano ai mori varesini, che mettono insieme il 5-0 d�inizio partita, consumando subito due falli nel personale bonus di Ken Lacey. Sempre da sotto segna Varese, mentre Reggio insiste con le triple e si trova sotto anche di 8 (11-3, poco prima del 5� minuto) spaventata a centroarea dall�intimidazione di SuperFFriend.
    Magnano prova anche la zona 2-3, con Digbeu che aspetta il taglio di Gigli prima di schierarsi nell�angolo: sui ritmi lenti della difesa statica, Reggio Fatica a trovare tiri puliti; Guarasci, poi, neppure vede i voli di Ffriend, che segna anche il +10 (18-8), dando il l� ad un po� di sano spettacolo in cui tutti cercano la schiacciata, compreso chi, come Farabello, al ferro c�arriva a fatica (e infatti la sbaglia!). Su qualche eccessivo narcisismo casalingo, Garris e Mordente guidano per�, soprattutto dall�arco, un parziale di 9-4, che fa sembrare Varese cicala e Reggio formichina: dopo tanto fumo, l�arrosto al 10� � solo 22-17.
    Controllando le plance e difendendo aggressivo i biancorossi si regalano molte chances di tiro, che non sfruttano per� a dovere: solo 2 punti in tre minuti e la marcatura �spaiata�(dai cambi difensivi) Hines-Nolan riporta Reggio ad un solo tiro (26-24 dopo 3�30�).
    Anche accoppiato a Guarasci, the storm senbra fare una grande fatica, ma Magnano mette prima a riposo Kimani, abbassando il quintetto con De Pol per il giamaicano: � sempre Hines a fare il bello ed il cattivo tempo, mentre Becirovic (da tempo in campo per Digbeu, panchinato dai falli) mette finalmente due punti a referto (31-28).
    Ancora la zona fa la parte della sabbia nell�orologio reggiano, che l�attacca senza grandi idee, cadendo di trappola in trappola sull�ulteriore risveglio di Saniboy, pure incoraggiato dal pubblico: time out di Frates, Varese ne esce con la uomo, Reggio con il solito micidiale schema, �palla ad Hines� (35-28, 2� dal termine del primo tempo).
    Nolan non ha rifiatato un secondo, eppure guida il contropiede, dopo aver aiutato in difesa: solo i primi punti di Gigli � su clamorosa ingenuit� di Allegretti - tengono gli ospiti in partita nonostante un Becirovic mente e braccio come non capitava da dicembre (41-34 all�intervallo).
    Quintetti quasi speculari a quelli dell�avvio per un secondo tempo che Varese inizia con Becirovic ancora in campo al posto di Digbeu, nella versione �tre piccoli� che s�interstardisce in qualche uno contro uno di troppo, sfrutta il talento dello sloveno per replicare alle fiammate � anche difensive - di Garris ma fa molta fatica contro l�atipicit� reggiana del duo Gigli-McPherson, per non dire delle rinnovate difficolt� a marcare gli esterni che penetrano: dopo 5� minuti di sostanziale �colpo su colpo� il 4-0 di Mordente e Lacey riporta gli ospiti a � 1, ma quando torna Digbeu, per Bolzonella, Varese � di nuovo a + 6, grazie anche ad un grintosissimo De Pol (53-47).
    Le difese intense si attaccano con decisione, sfruttando i mis-match e punendo i raddoppi: due squadre cos� organizzate lo sanno e sul campo si vede, il punteggio magari non lievita e tuttavia le soluzioni non sono mai banali; si segnalano un Nolan sempre in grande spolvero (10 punti nel terzo quarto), cercato e trovato nelle sue zone preferite, ma anche un Mordente deciso nel penetrare ed abile passatore (60-59 al 30�)
    Frates resta con il quintetto basso (Hines e McPherson finti 4 a turno) e Magnano si adegua: arriva il primo vantaggio Bipop (60-61) ma anche il quarto fallo di un Lacey che finalmente aveva preso le misure a Nolan. Digbeu sembra sciogliersi, ma contro McPherson fatica a trovare le giuste contromosse, mentre la mannaia arbitrale sbatte in panchina anche Garris (sostituito dal �capellone� Attruia, non proprio la stessa merce) alimentando tensioni nella panchina reggiana.
    Chi di atipico ferisce, di atipico rischia di perire: De Pol spinge in panchina anche Guarasci e Reggio s�adatta mandando Gigli in centro e cambiando comunque con i lunghi, al punto di farci vedere McPherson su Nolan; proprio Sandro e Norm mettono 4 punti fra le due squadre (69-65) poco prima della met� del quarto, mentre Farabello difende come non gli capita tanto spesso, nonostante i 35 minuti nelle gambe.
    Con tante marcature che non reggono il primo passo, bisogna raddoppiare: sullo scarico, tuttavia, qualcosa succede sempre, anche per Varese, che per� non sfrutta i liberi e, sull�improvvisa fiammata di Hines, si trova ancora Reggio Emilia un punto dietro (74-73, tre minuti dal termine dell�incontro) prima che Lacey faccia pari e poi si butti via, con un quinto fallo di pura inutilit�.
    Torna, e speriamo che non sia troppo tardi, anche un Ffriend ormai �desaparecido�, che per� non tappa il buco in mezzo all�area: Garris riporta avanti Reggio 76-75, De Pol segna il contro-sorpasso al 24�, ma ancora Garris arriva al capolinea, proprio sull�orlo dell�ultimo minuto, per fare ancora + 1 Bipop.
    Su una difesa reggiana solidissima, Varese gioca come non deve il penultimo pallone: sembra quasi finita, mentre Reggio gestisce il vantaggio ed i secondi. Ma siccome il basket � sport d�inenarrabili emozioni, arrivano d�un fiato il recupero di Farabello, la palla in angolo a Digbeu, che come il tiratore che non � mai stato, riceve e finta secondo il manuale, palleggia, mette i piedi dritti al canestro oltre l�arco e� segna! Mancano 5� secondi e poco pi�, la tripla di Garris vede il ferro con il binocolo, Varese vince (80-78), festeggia, poi per�, guardandosi allo specchio, non capisce che parentela ci sia, tra la squadra di stasera e quella, molliccia, di tante altre apparizioni stagionali.

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