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  • Varese-Siena 82-77

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    Giulio
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    30 Ottobre 2005

    Scritto da Giulio P.


    Niente da fare, quella del PalaWhirlpool � tutta un�altra Varese: sar� l�aria del Sacro Monte che rinfresca le menti, saranno i canestri di tutti i giorni che raddrizzano le mani (52% da tre!), ma in casa i biancorossi proprio non perdonano, neppure le �grandi� o presunte tali, cos� che, dopo la scudettata BolognaF, anche la Mens Sana capolista �lascia le penne� sotto le Prealpi, nonostante il dominio a rimbalzo e la sostanziale evanescenza offensiva dell�asse Collins-Howell.
    Per Varese, avvio a uomo con il quintetto ormai classico Collins, Garnett, Hafnar, Albano, Howell contrapposto �faccia a faccia� ai biancoverdi primi in classifica, che cominciano con Pecile, Hamilton, Kaukenas, Stonerook ed Eze
    Pi� che buona la circolazione di palla varesina contro la uomo senese, anche se Varese non spreme tutto quel che dovrebbe dai possessi figli di una solida difesa: il primo mini allungo � comunque casalingo (8-4, con Garnett sicuro dall�arco) anche se i biancorossi concedono troppi rimbalzi offensivi, sempre ben capitalizzati dagli avversari.
    Collins sente ancora la pressione, non si sa se della gara o degli esterni avversari: Magnano lo �panchina� gi� al quinto minuto, quando Siena ormai � di nuovo l� (8-8), preferendogli un Farabello che ha per� i ritmi giusti soltanto in attacco.
    Anche Recalcati comincia a scavare nelle sue profondissime rotazioni, tenendo sempre alta la pressione difensiva dei suoi, invero con l�aiuto di Garnett, che ha deciso di darsi al lavoro autonomo, non sempre con molto costrutto: Varese � in �pausa canestro�, neanche fossero le undici del mattino, mentre gli ospiti dominano l�area sui due lati - e, quando possono, corrono - costruendo sopra un 6-0 di appoggi al ferro il + 3 del primo quarto (15-18).
    Siena semina moltissimo ma non raccoglie quasi niente: Recalcati si mette a zona contro una Whirlpool con i due playmakers (o presunti tali) che per� sembra non abbiano mai visto una difesa statica; dopo la tripla d�avvio di Hafnar, l�attacco torna ad essere impagliato come una testa di cervo di quelle appese alle pareti nelle case dei cacciatori e solo la difesa tiene in partita la squadra di casa, con Siena che d� l�idea del �potrei ma non voglio� (18-22).
    E Varese, che forse non potrebbe, ma certo vuole, trova le robuste risorse dei suoi guerrieri d�area De Pol-Fernandez: come con la Fortitudo, sono loro a buttare benzina agonistica sul fuoco dell�agonismo varesino, rimettendo le cose a posto con un 12-2 non scevro di classe, che gasa anche il resto della truppa e dilata il vantaggio casalingo fino al + 6 (30-24).
    Ma basta una pausa, pi� in attacco che in difesa, e Siena � che in regia � un po� da film horror - rimette l� la testa, arrivando anche ad un�incollatura, prima di farsi apparentemente decapitare dalle triple di De Pol e Fernandez che la sbattono al massimo svantaggio (36-28): ci pensa Woodward dall�arco a ricordare a tutti che c�� ancora tutto un tempo da giocare. 
    Si riparte e le scene sanno di gi� visto: Varese � come Umberto Nobile, alla ricerca di un polo � offensivo - mentre Siena sa che deve tornare da Eze, devastante all�avvio e poi dimenticato dai (troppi?) esterni mensanini.
    Il moro di passaporto italiano - che Howell proprio non tiene - segna 5 punti decisamente facili e contesta tutti i rimbalzi riportando Siena avanti in meno di tre minuti, nonostante gli sprazzi di Hafnar e Albano, mentre anche Hamilton, fin l� eclissato da Garnett, fa vedere che cosa sa fare: colpo su colpo, Varese si stacca un po� e Siena la recupera fino al 44-44 del sesto minuti, che vede (finalmente?) la coppia Howell-Fernandez sotto il canestro varesino. 
    Ma � roba solo di 30� o gi� di l�, prima che torni anche De Pol a dare all�argentino, e poi a Garnett, gli assist dei contro-sorpassi dalla linea dei 6,25: Eze per� domina sull�altro lato del campo e, non ci fosse il tiro da 3, potrebbe anche fare tutt�altra differenza. 
    Farabello chiude invece dall�arco un 4/4 che tiene i biancorossi avanti con il minimo scarto alla penultima pausa ed ancora la guardia argentina apre poi il quarto quarto mettendo a referto anche il + 3, per scodellare infine a Fernandez il passaggio di un 60-55 molto �argentino�.
    Tra attacchi confusi e liberi sbagliati, tutti �made in Siena�, ti pare che sia Varese a provare a scappare: ma gli ospiti sono squadra collosa, in difesa non danno mai niente per scontato e l�attacco, se pu� partire in contropiede, fa male, anche perch� i rimbalzi sono spesso biancoverdi. 
    All�alba del settimo minuto la Mens Sana � sempre a -4: Garnett spreme - ed era ora! - 5 punti da un fallo antisportivo per fare 68-59, ma Woodward risponde con la tripla e lancia un contro-break spezzato dal tap in (!?) di Collins.
    Il tabellone delle penalit� va illuminandosi di minuto in minuto, nonostante il Natale sia lontano; del resto, Siena non tiene certo le mani al posto, provando a far valere, se non la maggior classe, almeno la legge del pi� cattivo, senza pensare forse al fatto che la Varese di quest�anno - se qualcosa non rifiuta - sono proprio i contatti duri: nel clima guerresco nessuno risparmia colpi, neppure il baby Datome che, con Kaukenas, tiene Siena in partita, proprio quando la difesa ospite inizia a mostrare pi� di una crepa fra aiuti e rotazioni.
    Il quinto fallo di Fernandez pu� essere una bruttissima notizia, anche se per attaccare il pressing senese non servono i lunghi: un paio di perse sanguinose rimettono in gara la Montepaschi, che � l� a - 3 (76-73), quando manca 1�20� ed il caos tattico porta anche Howell su Woodward.
    Garnett gela la palla e poi si butta dentro, dove l�americano ex-Roseto lo �mannaia� a braccia unite per un fallo che la terna in grigio (davvero �grigia� stasera) misteriosamente non vede, salvo pescare lo �schiaffetto� di Howell, che s�accomoda in panca per raggiunto limite, lasciando in campo la �banda bassotti�, con De Pol centro (76-74, 27� alla fine).
    Sul fallo sistematico di Siena, Hafnar non sbaglia, tenendo la Mens Sana a due tiri: Woodward non fa altrettanto e si mangia il �libero� che suona come una sentenza di condanna alla sconfitta; la firma, ma � solo per la forma, la mette ancora un micidiale Hafnar (82-77).

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