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  • Varese-Teramo 81-75

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    Giulio
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    12 Novembre 2006
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    Scritto da Giulio P.
     

    Tutto � bene quel che finisce bene: come Cappuccetto Rosso con il lupo cattivo, Varese si fa ingannare da una Teramo travestita da nonnina, partita molle e poi uscita forte sulle amnesie Whirlpool; Galanda � il cacciatore della favola, Keys il suo fucile, Hafnar la pallottola: e cos� sono quattro di fila, con il record che torna in positivo dopo la partenza-disastro.
    Due squadre in cerca di conferme, Varese e Teramo, schierate in un PalaWhirlpool che non nasconde aspettative di vittoria: per trovare altri due punti, Magnano s�affida al quintetto Capin, Carter, Holland, Galanda, Fernandez, cui Teramo risponde con quasi tutto il meglio dei suoi �giocolieri� (Woodward, Grundy, Santarossa, Hurd, Nolan). Gli ospiti fan subito vedere che il cronometro dei 24�, per loro, � solo uno optional: pi� o meno come la difesa del duo Nolan-Hurd, che lascia ampio respiro � mal sfruttato - ai rispettivi dirimpettai. Ma troppa libert� pu� fare anche brutti scherzi: sbagliando di qua e di l�, al terzo minuto � 6-4, e nessuno oltre va i due punti a tabellino personale. Nella festa del �prendi e tira (e sbaglia)� non si sa bene cosa raccontare: forse che Varese difende abbastanza bene il centro dell�area e in attacco pu� prendersi tiri sempre buoni - e se c�� Holland pure belli! - mettendo qualche effimero punto fra le due squadre, quando � appena passata la met� del primo quarto (13-8). Ma in un clima di tanta mollezza agonistica, a rischiare � sempre il (teorico) pi� forte: in difesa le gambe varesine non sono pi� cos� basse, le teste sembrano distratte, Hurd e Santarossa fanno 0-7 e sorpasso Teramo; non � un caso che Magnano pensi subito al marine Hafnar, che ci mette pi� d�una pezza, consentendo a Varese di chiudere avanti la frazione con un mini break che mette ancora a nudo le pochezza difensiva degli uomini di Dal Monte (20-15, con la brutta notizia dei due falli di Malanda, poi a sedere per tutto il secondo quarto).
    Con il piccolo Poeta al posto del nevrotico Woodward, Teramo esegue finalmente qualche schema, cavandone dei tiri decenti: di l� gli ospiti piazzano una zona 3-2 (e poi 2-3) �vintage�, che fa molto antiquariato ma contribuisce a produrre qualche recupero, che Teramo trasforma in un altro 0-7 con il quale ribalta di nuovo gli equilibri (22-24, 3�). Il coach argentino prova a vedere se Keys pu� dargli qualche minuto fatto bene, nonostante i guai fisici: di certo Fernandez non fa mancare il contributo offensivo, mantenendo Varese in linea di galleggiamento anche quando gli ospiti sembrano pronti ad un�altra spallata, profittando dello�spadellamento� casalingo. L�aria fredda che entra dall�ingresso parterre del Palawhirlpool sembra raggelare anche gli istinti cestistici di una Varese che non riesce da azzannare la partita, ma ci si lascia trascinare inerte, con la faccia di chi � l� un po� per caso, come dimostrano i 6 rimbalzi - e un (1!) recupero - in 10 minuti: e cos�, quasi senza volerlo e sbagliando comunque non poco, Teramo sta avanti anche oltre il singolo possesso (33-37, 2�27� alla fine del primo tempo). Non bastano gli sprazzi di una difesa varesina che prova ad essere all�altezza del contesto, per sostenere il timido tentativo di rimonta: quando serve, Teramo mette sempre qualche punto, fosse anche di fortuna, chiudendo avanti, e nemmeno di pochissimo, il primo tempo (36-42 � 34-53 di valutazione - e 16-27 nel quarto, a dire che non vanno n� l�attacco, n� la retroguardia). 
    Quintetto tutto bianco e largamente europeo, con l�inteso Hafnar al posto di Holland, per coach Magnano, all�inizio di un secondo tempo nel quale si capisce che subito che Varese non ha pi� intenzione di scherzare, anche se il problema � poi trasformare lo sforzo in risultati: molta casualit� nei rispetti attacchi, e canestri pi� da �roulette� che per scelta, ma almeno il tabellino biancorosso si riempie, e Varese � a - 1 dando la palla dentro (46-47 al 3�30�). Per�, siamo ancora ai fuochi di paglia, perch� Teramo, se non � squadra, sicuramente sa far canestro: Grundy approfitta un paio di volte di Carter, Santarossa dall�arco inchioda un altro + 6 ospite che potrebbe far malissimo. Ci pensa allora, ancora, la premiata ditta Galanda-Fernandez a sfruttare i nervi scoperti del post basso teramano: e quando Nolan non segue Gaby sui tre punti, arrivano anche il pareggio e il precipitoso time out di Dal Monte (54-54, 7�34� giocati nel terzo quarto). Ma ormai l�emorragia, nervosa e tecnica, � travolgente: con il sangue agli occhi, Varese butta cattiveria su ogni palla e se sceglie male in attacco poi rimedia con il cuore; rimbalzi e recuperi, punti dalla lunetta, e il parziale totale � 16-2 per il 62-54, 2� alla penultima sirena. Ma davvero non � mai finita: uscito Fernandez, c�� spazio nell�area varesina e Woodward va via in carrozza al povero, sprovveduto Capin, prendendosi uno 0-8 quasi tutto suo che rimette la partita in perfetto equilibrio proprio quando il cronometro segna il doppio zero del terzo quarto (62-62). 
    C�� allora Keys - dopo troppi disastri sloveni - alla ripresa delle operazioni, e lo vedi subito dall�intelligenza di tenere caldo un Galanda da sfruttare per il primo canestro del quarto: poi Magnano si gioca anche la carta Holland, forse solo per capire se pu� dare qualcosa, dopo troppo sonnecchiare e altrettanta panchina. Ma a far riflettere � soprattutto la voragine difensiva di Carter, fulminato due volte su due dal triplista Janicenoks e, infatti, cambiato da Hafnar in men che non si dica: alzi la testa al tabellone ed � di nuovo - 4 (66-70, neanche tre minuti giocati nell�ultima frazione). Polveri di nuovo bagnatissime, sbagliando tiri che l�avversario segna: Teramo avanti fino al + 7, con il solo Hafnar che suona in solitudine qualche nota di riscossa. Ora che Teramo controlla i ritmi, bisogna ragionare nonostante il cronometro che ti corre contro: quattro punti da riprendere in meno di quattro minuti, ma Galanda li fa diventare solo uno con la tripla costruita da Holland (72-73). Il numero 8 Whirlpool da playmaker � il colpo di genio di Magnano che scombina la difesa ospite per il sospirato sorpasso, poi la difesa (e la zona di Teramo, chiamata forse quando non si doveva) riportano Keys alla ribalta: tripla del moro e addirittura due tiri fra le squadre (77-73, 1�14� alla sirena). Nel finale al cardiopalma, Holland fa di tutto per buttarla via tirando quando non deve: ancora Keys il Saggio, con lo zio Gek a svettare a rimbalzo, gli salvano la pelle, regalandogli anche la schiacciata da poster che chiude i giochi (81-75).
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