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  • Varese-Udine 73-90

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    Giulio
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    20 Novembre 2005

    Scritto da Giulio P.


    Prima o poi doveva succedere: che sia poi Udine, e non qualche �testa coronata�, la prima squadra a sbancare il PalaWhirlpool nella stagione 2005/2006 � un particolare che s�inserisce nelle difficolt� tardo autunnali (e non solo difensive) della squadra di Magnano, tornata come un tempo a soffrire gli esterni altrui e priva per lunghi tratti di una qualsiasi opzione interna, con Howell che mette insieme percentuali davvero indegne di un professionista.
    Schieramenti sostanzialmente omologhi per le due squadre, con la coppia di esterni di passaporto statunitense (Collins-Garnett ed Allen-Hill), ali europee e possibilmente atipiche (Hafnar-Albano e Antonutti-Sekunda) e centri ancora made in Usa, anche se lo stanziale e tecnico Jaacks � la cosa che meno assomiglia al saltatore Howell
    Inizio apparentemente schizofrenico dei biancorossi, che cercano soluzioni perimetrali fuori dal coro, esponendosi al mordi e fuggi ospite, che in un giro d�orologio della lancetta lunga piazza un 5-0 secco, dal quale Varese non tenta nemmeno di difendersi. Howell sbaglia l�indicibile e deve aspettare d�essere solo contro il canestro per muovere il suo tabellino, ben spalleggiato da un decisissimo Albano, che restituisce al punteggio dimensioni da Palaignis (9-5 al quinto minuto).
    Duelli all�ultimo sangue fra l�ex Di Giuliomaria ed un Fernandez in partita molto prima del previsto per ovviare alle amnesie di Rolando: ma i lunghi non fanno solo legna e dopo un paio di gemme di Garnett, Gaby l�argentino prende esempio scaldando il cotone dall�arco per il massimo vantaggio casalingo (18-10, 2� al termine del quarto).
    Varese con il doppio playmaker (Collins-Farabello) sembra avere le chiavi del gioco ed allora il coach udinese Pancotto prova a copiare la mossa mettendo il greco Vetoulas con Allen: � proprio quest�ultimo ad approfittare di accoppiamenti difensivi favorevoli (ma � dall�inizio che chi �cambia� spesso paga) e di un Howell che non intimidisce come ad inizio stagione, per assemblare un 6-2 che, con i punti ravvicinati di �DiGiulio�, rimette in partita la Snaidero (29-25, 3 minuti all�interno del secondo quarto).
    Garnett va in panchina in doppia cifra abbondante (11 punti sui 32 della squadra) per restituire a Bolzonella la gioia del parquet dopo la lunga sosta-infortunio: la versione autoctona di Varese non sempre esegue bene i giochi (anche per merito della difesa altrui, va detto) ed i biancorossi faticano a trovare punti dall�uno contro uno, mentre lo stesso non succede agli ospiti, che restano in gara con le invenzioni dal palleggio di Allen ed Hill.
    Quando anche il baby Antonutti mette qualche punto sul suo score, puntuale arriva il sorpasso arancione (34-35, due minuti da giocare nel primo tempo) cui Varese risponde con una reazione pi� nervosa che tecnico-tattica, utile per� a chiudere avanti comunque, con le triple di Farabello ed Hafnar, la prima frazione (40-38).
    Si riparte dopo un po� di riposo, che sembra aver fatto bene soprattutto a Varese: questo, almeno finch� Udine, che per un attimo prova pure le due torri Jaacks-Cantarello, non riconsegna i propri destini nelle mani di un Allen sempre ispirato, che � braccio e mente dell�attacco arancione; in 4 minuti esibisce tutto l�arsenale (prima la tripla, poi l�assist, infine i liberi) per un 7-0 che fa + 1 per i suoi.
    Nonostante una schiacciata da urlo di Howell ed il passaggio a zona con cui Magnano prova ad arginare la piena, per Varese la temperatura del gioco rimane ampiamente sotto lo zero assoluto: le triple di Allen e Vetoulas dilatano un parziale che, in 5 minuti di terzo quarto, suona 17-8, per un totale 48-55 che non lascia spazio alle illusioni.
    E se la chiave � sempre in retroguardia, dove nessuno si salva da colpe per i 19 di Allen, anche le percentuali di tiro della Whirpool, soprattutto nei pressi dell�anello, continuano a gridare vendetta: prova Collins a dare la scossa, facendo quasi tutto lui - nel bene e nel male - ma mettendo anche in ritmo i compagni per conclusioni comode, mentre un Hafnar leonino segnala che � l�ora di tirare fuori gli artigli.
    Basta buttarla sul fisico, e stringere le maglie di un pressing fin l� molto �ombra�, per produrre punti dal sudore, ribaltando in un amen il 50-58 arancione con l�11-3 che fa parit� alla penultima sirena, ma soprattutto rialza un morale finito pi� gi� della Fossa delle Marianne.
    Se per� l�area � piena, questa Varese operaia fa una fatica del diavolo a mettere punti, anche se poi davanti al canestro difensivo la Whrilpol ha ricostruito il muro dei giorni migliori, intrappolando gli estri (cadenti) della premiata ditta Allen-Hill: si vive davvero di frattaglie cestistiche in questa macelleria di fine partita dove anche un tiro libero pu� fare la differenza (66-63, 7� alla fine e si segna quasi solo dalla lunetta).
    Gli arbitri perdono qualche colpo, gli ospiti non altrettanto: ne viene fuori un dolorosissimo 8-0 udinese in cui eccelle, non solo per la tecnica, l�ex biellese Kyle Hill, improvvisamente ridesto dopo un pausa evidentemente salutare (66-71, 5�35� da giocare e Magnano in time out a parlare, probabilmente, dell�attacco asfittico). O forse della difesa su Hill, che mette un�altra tripla e poi due liberi ad inchiodare al muro le evoluzioni fuori controllo di un Fernandez apparentemente spento di nervi dopo la lunga panchina: meno 10 ed una puzza di bruciante sconfitta che arriva fin su al Campo dei Fiori, nonostante Jaacks, e quindi Di Giuliomaria, abbiano finito la scorta di falli.
    Appaiato dai fischietti al letargico Cantarello, proprio Fernandez prova a dare la scossa con la tripla del 72-78, ma Howell ai liberi � un vero disastro e Pancotto lo manda in lunetta a bell�apposta: ancora Vetoulas, dall�arco e piedi per terra, scrive le ultime righe del racconto di una giornata storta e nervosa, che accende qualche spia d�allarme sul cruscotto Whirlpool, ma non inibisce lo slancio della curva, gi� proiettata al derby di Cant�. Per chi non c�era, e per i tanti usciti prima del quarantesimo, finisce 73-90 (e lascia l�amaro in bocca).
     

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