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  • Varese - Virtus Bologna 75-69

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    Giulio
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    28 Gennaio 2007

    Scritto da Giulio P.


    Portando a lezione anche Markovski dopo Repesa, Magnano si conferma allenatore da girone d�andata, chiudendo il primo round con un�altra vittoria bella e buona, che vale innanzitutto il viaggio di fine inverno alle Final Eight, ma soprattutto fonda le certezze di una squadra che pu� davvero giocarsela, e vincere, con chiunque, a cominciare dalla prima in classifica. 
    Ma veniamo alla cronaca: atmosfera da playoff in un PalaWhirlpool strapieno nonostante il mezzogiorno televisivo; e all�ora di pranzo Magnano apparecchia la tavola pi� atletica, con Keys, Carter, Holland, Galanda e Howell, muso a muso con i 5 di Markovski, che sono Best e Blizzard, Drejer e Davison, Lang in mezzo. La partita comincia con la difesa adeguatissima di Magnano, ancorata ad un Howell ubiquo, che dedica a Best attenzioni da pericolo pubblico numero uno: dall�altro lato Varese inizia, come al solito, facendo fatica a smuovere le acque, nonostante i tiri piedi a terra che un Virtus contratta nell�uscire sull�uomo le concede. Ne deriva un equilibrio, anche di atteggiamenti tecnici, che solo per la tripla di Keys alla soglie del quinto minuto non � anche un pareggio di punteggi (9-8): niente male davvero, considerati i molti secondi possessi Virtus, propiziati dalla voglia di andare su goni rimbalzo del pallone. Il secondo fallo di Best costringe comunque Markovski al primo cambio della partita, seguito da altri due in rapida serie, secondo le note rotazioni macedoni: nell�atipicit� degli accoppiamenti, Howell trova punti, rimbalzi (anche in attacco) e la solita solennit� difensiva; mille volte meglio di un Holland ancora a zero punti - e 0/6 dal campo - prigioniero dell�amore per la bellezza dei propri gesti, anche se dedicato alla difesa oltre ogni rosea aspettativa (18-15 al primo intervallino). Quando si ricomincia, la prima mossa del coach argentino � Capin per un Keys difensivamente disastroso, nonostante l�innegabile impegno: ci vorrebbe - in effetti - anche il tiro da tre dello sloveno, per allargare ulteriormente una difesa bolognese che appare propensa a sbilanciarsi sul lato debole, concedendo a Howell insperati spazi realizzativi: il primo canestro di Holland � comunque quello del massimo vantaggio casalingo, merito soprattutto di una difesa alchemica, cattiva ed intensa, che recupera palloni e li tramuta in oro (25-17, 7�41� sul cronometro, e Markovski, nervoso, in time out). Con la Virtus che ruota giocatori come si mangiano le noccioline, il problema � semmai conservarlo, il margine: Varese � costretta a giocare ogni possesso, di qua e di l�, come se fosse l�ultimo della partita, bruciando energie preziose, considerate anche le scarse riserve. Fernandez al 15� - in mis-match permanente con i mezzi lunghi ospiti - � il primo respiro del reparto lunghi, dando riposo a un Galanda in difficolt� atletica, mentre la Virtus rimonta (25-21): Ilievski � una spina nel fianco, Fernandez l�unica, disastrosa opzione offensiva (tre possessi tramutati in tre �virgola�), con la Virtus a meno uno (25-24) solo Holland � in solitaria invenzione � pu� sbloccare una Varese che non segna da 4 minuti. Dato il coraggioso esempio, Capin lo raccoglie al 24� scatenando le ire di Markovski, che porta a casa il tecnico: il controparziale � 8-0 sul siluro di Fernandez giocando dentro-fuori come gioca la Virtus. Anche se Varese prova a farsi fa male da s�, l�inerzia � troppo biancorossa per non andare all�intervallo ad un passo dalla doppia cifra di scarto, con Bologna sotto i 30 segnati e Best gi� a quota tre falli (37-28). Se era l�antipasto, complimenti al cuoco.
    Dopo l�intervallo, sono tornati Keys e Galanda, ma la vera sopresa � Holland, che mette l� due giocate difensive in aiuto da strappare lacrimoni anche a Magnano: � sempre la retroguardia il motore della Whirlpool casereccia, che andando poi a rimbalzo offensivo si procura un avvio di ripresa bello come la chiusura del primo tempo. Al secondo minuto � 41-28, mentre Markovski rovista con lo sguardo la panchina per cercare quel manca, forse un po� di transizione per non far schierare la diga varesina: intanto, va di doppio playmaker puro (Best+Ilievski). Ma Varese ha ancora un senso compiuto, ragionando ogni occasione di gioco al limite dei 24�, senza concedersi il lusso delle illusioni: Holland � perfetto nel mettere i punti quando servono, per tamponare ogni tentata rimonta (45-34, 4�26�). Quando manca l�attacco, poi, ci pensa la difesa a strozzare le soluzioni bolognesi, spingendole su piste davvero inesplorate, a cominciare dai piazzati di Davison: con Howell che va a rimbalzo come un polipo, met� del gioco � gi� fatta; l�altra met� � Gek Galanda in gran spolvero dalle sue mattonelle: 50-38 entrando negli ultimi due minuti del terzo quarto, anche se Vukcevic non ci sta e mette insieme praticamente da solo un parzialino che fa (quasi) solo morale (53-45 al 30�). Dopo il piccolo intervallo, si riposa Galanda per un Fernandez che ha anche qualche colpa da riscattare: sull�asse americano Howell-Keys-Holland viaggiano i palloni dell�ennesimo + 12, cui Blizzard risponde con una tripla comoda, merce davvero rara a casa Virtus, fin qui, e da qui non pi�, in questo mezzogiorno di passione. Giovannoni la bissa quasi subito, ma forse � fuoco fatuo, perch� Holland, oggi, � anche Mister assist, e la qualit� del gioco varesino ne guadagna, eccome: l�ennesima perla? Accendere Galanda in post basso, con la difesa che � strabica per guardarli tutti e due; canestro del massimo vantaggio anche sbagliando il libero aggiuntivo, qualcosa pi� di cinque minuti alla fine della tenzone (64-51). Ma come sulle salite del Tour de France, c�� sempre un�altra salita dopo l�ennesimo tornante: due rilassatezze difensive su situazioni davvero ovvie mettono il canestro nel mirino dei tiratori Virtus, che capottano le inerzie con la doppia tripla del 64-57. Galanda dimostra a Giovannoni che la partita ha ancora un padrone biancorosso, nonostante il brasiliano segnali ai suoi � con discutibile linguaggio del corpo � l�opportunit� di provare a buttarla in rissa: la bomba di un Best sin l� inerte, seguita da due perse assassine di Holland, cambia di nuovo il paesaggio della partita, riconducendo il punteggio a distanze d�un possesso e poco pi� (68-64, meno di 2� alla fine). Nel momento dei polsi che tremano, il trucco tattico serve forse meno dei nervi saldi, ma Magnano ha imparato la lezione e intanto non si gioca Howell sui possessi da fallo tattico: la lunetta � il regno di un Holland glaciale, mentre Ilievki fa disastri che valgano la fine di ogni speranza Virtus. Finisce tra applausi convinti e speranze innegabili, a cominciare da quella che non sia gloria effimera questa ennesima vittoria contro una presunta grande, uscita dal PalaWhirlpool con le ossa rotte (75-69).

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