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  • A.A.A. Acquistasi diritto sportivo a prezzo (non necessariamente) modico

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    Giulio
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    16 Giugno 2004
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    Scritto da Giulio P.
     

    Da Basketnet.it.: "La Pepsi Caserta acquista il titolo di Legadue di Castelleto (cos� nella fonte) Ticino.

    15 Giugno 2004 ore 20:22 La dirigenza bianconera ha appena concluso l'operazione d'acquisto del titolo di Legadue della neopromossa Castelleto (idem) Ticino�"

    Ebbene (lo so che Vi parr� sconvolgente ma) i diritti sportivi, che pi� correttamente si dicono appunto "titolo sportivo", non sono cedibili.

    Accenneremo ora, in estrema sintesi, ad alcuni dei principi fondamentali della materia.

    Ai sensi dell'art. 128 del Nuovo regolamento Organico della Federazione Italiana Pallacanestro, con l'espressione titolo sportivo si individua "il riconoscimento da parte della FIP delle condizioni tecniche e sportive che consentono la partecipazione di una Societ� ad un determinato campionato".
    Ed infatti, l'art. 2 comma 2.1 del Regolamento Esecutivo della Lega indica quale prerequisito per l'ammissione alla Lega medesima il "possesso del titolo sportivo idoneo a partecipare al campionato italiano professionistico di pallacanestro di serie A"
    Il comma 2 dell'art. 128 N.R.O. della FIP dispone quanto segue: "Il titolo sportivo non pu� essere in nessun caso oggetto di cessione o di valutazione economica".


    La distinzione fra "cessione" e "valutazione economica" pu� apparire inutile: in realt�, la cessione del titolo non presuppone necessariamente la quantificazione del corrispondente valore monetario; si pensi a quei casi nei quali il proprietario di una societ� sportiva la ponga a disposizione della Municipalit� "a costo zero", dopo averla liberata dai debiti.
    D'altro canto, il divieto d'una valutazione economica del titolo pu� rilevare, indipendentemente dalla cessione del titolo stesso, quando questo venga trasferito in un'alienazione "all inclusive" che riguardi la Societ�, intesa come persona giuridica, cui lo stesso afferisce.
    Il Regolamento Organico lascia dunque intendere (in forma per certi versi ipocrita) che chi acquisisce una societ� cestistica, cos� come colui che, vendendogliela, "fa il prezzo", dovrebbero fingere che la squadra non abbia alcun diritto di partecipare al campionato al quale � iscritta: un po' come dire che chi compra un'autovettura non si debba interessare a che il mezzo abbia o meno un motore!
    Cos� facendo vengono salvaguardati, nella forma se non nel contenuto, i principi "decoubertiniani" dello sport, sottraendo i diritti ottenuti su un campo da gioco al "bieco" sfruttamento economico.
    Poich� tuttavia, secondo il detto, fatta la legge, si trova subito il corrispondente inganno, ecco che il Regolamento Organico offre, a chi voglia acquisire un diritto sportivo, la (pi� o meno comoda) scappatoia della "fusione".
    L'art. 135 del citato regolamento consente infatti "la fusione tra due Societ� che siano affiliate alla FIP da almeno un anno sportivo".


    La fusione, che � ammessa anche tra Societ� partecipanti a campionati diversi, produrr� una sola Societ�, avente sede in una delle due citt� (a scelta) nelle quali avevano rispettivamente sede le Societ� che hanno dato vita alla fusione.
    Sebbene la fusione, secondo la definizione codicistica (art. 2051 c.c.), possa avvenire anche mediante la costituzione di una nuova societ�, nei casi che ci occupano prevarranno le fusioni per incorporazione, nelle quali vi saranno, lasciando da parte la terminologia giuridica, una Societ� "fondente", che prosegue l'attivit� in un'altra Serie, ed una Societ� "fusa", che di fatto scompare.
    L'unica Societ� rimasta "eredita" tutti i rapporti (obbligatori e sportivi) che facevano capo ad entrambe le Societ� che si sono fuse, ivi compresi i diritti sportivi di quella fra le due "che ha titolo a partecipare al campionato pi� elevato".
    L'altro titolo sportivo verr� attribuito "alla Societ� che ne abbia diritto secondo le norme relative all'ordinamento sportivo di ciascun campionato".


    Se per� la fusione ha ad oggetto due Societ� partecipanti ai campionati delle Serie professionistiche, secondo il sesto comma dell'articolo in esame "non si dar� luogo al reintegro del posto resosi vacante per effetto della fusione".
    Il Legislatore sportivo ha inteso evitare abusi legati agli interessi economici che ruotano intorno ad un campionato "pro": le Societ� sanno che un'eventuale fusione non avr� l'effetto automatico di liberare un posto all'interno di quella specifica Lega, bens� di "azzoppare" il campionato, senza apportare alcun beneficio a terzi.
    Un'alternativa alla fusione � costituita dall'acquisto della propriet� di una Societ� gi� iscritta alla Lega, con il successivo trasferimento ad altra sede, trasferimento che la Lega di serie A autorizza senza vincoli (ma nei campionati federali, cio� dilettantistici o semidilettantistici, non � cos�), previo assenso della Societ� che sia gi� attiva nella citt� di destinazione; dunque, se la Pallacanestro Varese, per fare un esempio, volesse trasferire l'attivit� a Milano, necessiterebbe dell'autorizzazione dell'Olimpia.
    E' ovvio per� che, cos� facendo, l'acquirente giocherebbe nella nuova sede con la vecchia denominazione, il palmar�s di quest'ultima, ecc�. Avremmo dunque, tornando all'esempio, una Pallacanestro Varese S.p.a. che si esibisce al Palalido con la stella sulla maglia e le cinque Coppe dei Campioni in bacheca (assurdo, non � vero?).
    Qualcuno obietter�, con piena ragione, che negare in linea di principio la cedibilit� dei diritti sportivi e poi consentire che questi vengano comunque trasferiti, utilizzando istituti di legge destinati ad altro scopo, non sia moralmente corretto (giuridicamente, il sistema "non fa una grinza"): lo sport professionistico � per� legato a meccanismi, in primo luogo economici, che prescindono dai valori che lo sport dovrebbe trasmettere, soprattutto ai ragazzi che lo praticano e lo seguono.
    E' giusto chiedersi, tuttavia, quale insegnamento possano trarre, i giovani tifosi di Castelletto (ma anche quelli di Caserta) da quello che � accaduto alle loro squadre del cuore: le promozioni, nello sport come nella vita, si ottengono con il sudore della fronte, oppure "staccando", molto pi� semplicemente, un assegno?

    Giulio P.
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