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  • Occhio che vede cuore che duole ancora

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    Lucaweb
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    4 Aprile 2008
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    Scritto da La Prealpina
     

    Occhio non vede, cuor non duole. Ma qui ci tocca vedere e dolere ancora per un mesetto. Bisogna avere pazienza e chiss� che magari, per una volta, questa Cimberio imbrocchi una vittoria, che pure cambia poco, anzi nulla, restando i suoi primati tragici. Resta da chiedersi come i biancorossi, senza alcuna tensione, da posta in palio, fatichino maledettamente nel loro mestiere che � fare canestro, oltre che difendere. Certo, capiamo la loro mortificazione, mica tutti sono menefreghisti, nel trascinarsi pesantemente verso la fine d�una stagione, tutta lacrime e sangue, di cui sono per� gli autori, pur con colpe diverse. Ciascuno cerchi di far vedere in campo - l�unico sito utile - ci� che ancora possiede e, se ha punti nelle mani, li metta, altrimenti faccia la propria parte senza storcere il naso quando Holland si prende pi� iniziative. Non sappiamo quale aria tirer� a Masnago da qui alla fine, sicuramente, con un pubblico cos� grande, il clima non potr� che essere surreale.
    Magari sar� l�occasione di far giocare un pochino Marusic e qualche altro giovane, senn� mai se ne conosceranno le potenzialit�, dando pure motivo a questi ragazzi di sentirsi "vittime del sistema" e mai la societ� sapr� se, in casa, ha un possibile buon giocatore oppure uno dei tanti (scarsi) in circolazione. Capiamo anche Bianchini cui preme mantenere la squadra in linea di galleggiamento, almeno fin che pu�, visto che la Cimberio � gi� perdente nei suoi effettivi. Il club, invece, ha voltato pagina, lo ha fatto capire ieri, e chiaramente, su queste colonne, il presidente attraverso un�analisi dei misfatti propri e dei suoi uomini per preludere decisamente a buoni propositi di riscatto. La famiglia Castiglioni, che regger� ancora la gestione, garantendone la continuit�, s�affider� a uno staff dirigenziale che dovr� durare nel tempo, per far nascere e crescere i suoi progetti, mentre sin qui s�� affidata a pi� uomini, tutti, per varie ragioni, meteore, nel ricordare Dodo Rusconi, prima dirigente, poi allenatore, Cesare Fermi, Mario Ghiacci (che fece l�impiegato di Cadeo) e l�emotivo Gianni Chiapparo. Storie e mentalit� diverse, pure antitetiche, da un anno all�altro. I risultati si sono visti, l�ultimo ha poi chiuso sciaguratamente un�avventurosa e schizofrenica serie. Cecco Vescovi e Massimo Ferraiuolo avranno l�opportunit� di dimostrare competenza e realismo nel creare un gruppo come base, da arricchire con un paio d�assi e un tiratore. A questo punto ben venga la LegAdue, affinch� possa diventare un punto di partenza, d�un ciclo virtuale.
    Giancarlo Pigionatti
     
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