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  • Recalcati non capisce ma si adegua

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    6 Giugno 2012
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    Scritto da La Prealpina
     
    Addio alla Cimberio con tanta amarezza

    Stato d'animo ancora combattuto tra rammarico e soddisfazione per Carlo Recalcati: l'ormai ex tecnico della Cimberio racconta cos� i suoi sentimenti qualche giorno dopo la decisione della societ� di lasciar scadere il contratto senza esplorare la possibilit� di un rinnovo. �La scelta sulla mancata prosecuzione del rapporto � stata unilaterale: mi sarebbe piaciuto almeno avere uno scambio di idee, ma non mi � stata neppure chiesta una relazione sulla stagione conclusa o un confronto sui programmi della societ�. Al di l� di questo per� ho avuto conferma diretta dell'apprezzamento del mio lavoro sia per quanto riguarda i risultati che per l'apporto dato sia alla squadra che alla societ� e al Consorzio. Sia io che il mio staff tecnico abbiamo fatto il nostro dovere fino all'ultimo e siamo in pace con noi stessi per il lavoro svolto�.

    E se l'intento della societ� � stato quello di cambiare filosofia di impostazione e costruzione della squadra cercando un allenatore giudicato pi� adatto alla nuova strategia, Recalcati sottolinea che proprio la flessibilit� � stata la caratteristica vincente della sua carriera: �A me non � stata data una motivazione ben precisa, dunque ragiono su quel che sento dire. Ma se c'� una qualit� che mi riconosco � quella di aver dimostrato pi� volte di non avere un clich� definito. Ho allenato squadre con obiettivi di ogni genere, con organici da 10 o 12 giocatori o altri con 6 o 7, e in fondo con i Roosters della Stella giocavamo in 7 e mezzo. Ma soprattutto in ogni situazione ho sempre avuto la flessibilit� di capire cosa serve ad ogni gruppo, dalla gestione con Myers e Fucka alla Fortitudo a squadre pi� allenate come la Siena del primo scudetto. Dunque se � vero che si vuole cambiare strategia, ritengo poco comprensibile questa scelta perch� mi sentivo in grado di perseguire qualsiasi progetto�.

    E a chi a dispetto dei risultati ha storto il naso nei confronti della Cimberio 2011/2012 perch� considerata troppo "operaia" e poco stimolante per la platea varesina Recalcati spiega cos� le sue scelte: �In realt� il primo giocatore che avevo chiesto era stato James White, ma era irraggiungibile per motivi economici, e quando si � voluto cercare una guardia pi� fisicata avevo suggerito Taquan Dean, bocciato perch� troppo accentratore. La squadra � stata figlia di quel che era necessario fare in base agli obiettivi e alle disponibilit�; ora si cerca un'evoluzione distribuendo il budget in maniera diversa, ma sia chiaro che fino a quando il settore giovanile non sar� in grado di supportare la prima squadra ci sar� sempre bisogno di 12 giocatori per allenarsi al massimo. La squadra di quest'anno non era spettacolare? Divertimento e basket frizzante piacciono a tutti, ma bisogna avere la capacit� di capire cosa � funzionale al risultato. Sarei stato il primo ad essere felice di vincere divertendo come ai tempi dei Roosters, ma non credo che pi� divertimento e meno risultati sarebbero andati bene lo stesso�.

    Ora al posto di Recalcati arriver� Frank Vitucci, tecnico assai stimato dal coach ex Roosters che nel suo biennio a Varese ha svolto un lavoro importante per garantire basi solide al progetto biancorosso: �Di Frank ho stima a tal punto che gi� nell'estate del 2000 lo consigliai a Gianni Chiapparo come giovane allenatore emergente quando poi Varese scelse Federico Danna, e quando ne ho avuto l'opportunit� ho voluto lavorare con lui in Nazionale. Se sar� il mio successore non posso che augurargli il meglio possibile, sia per lui ma soprattutto perch� sono e sar� sempre legato a questa citt�. E sarei la persona pi� felice del mondo se uno dei prossimi allenatori di Varese potr� ringraziare me come feci io con Isaac e Rusconi dopo la conquista della Stella. Il bilancio di questo biennio non � positivo solo per i due playoff raggiunti e la vittoria contro Siena, ma soprattutto per aver contribuito a dare alla societ� e al Consorzio la possibilit� di consolidarsi ponendo solide fondamenta�.
    Giuseppe Sciascia
     
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