Lucaweb Posted November 1, 2011 Posted November 1, 2011 Il lato buono di ''Don Diego''. La parte nascosta di un giocatore, Diego Fajardo, che sul parquet è conosciuto per essere un duro, uno che non si tira indietro, né risparmia colpi. Ma che nei confronti dei compagni, specialmente quelli più giovani e inesperti, rappresenta una sorta di tutor, di "magister", di educatore. Il giocatore spagnolo ha, in questa stagione, anche questa funzione. La sente dentro di sé alla stregua di un impegno morale. >>A 35 anni suonati e dopo quasi venti di vita nel basket - dice il lungo della Pallacanestro Varese -, penso sia scoccato il mio turno, che sia arrivata la mia ora di aiutare i ragazzi e quelli che si accostano alla pallacanestro professionistica. Per sostenere e dare una mano ai "bimbi", ho scelto le stesse strade che, tanti anni fa, altri compagni più esperti usarono con me: dialogo, pazienza, tranquillità, serenità. Quella dei consigli sussurrati anziché urlati, di una pacca sulle spalle al posto di un occhiataccia, di un rinforzo sempre positivo. Certo, tutto ciò non è facile perchè, quando giochiamo, anche il mio cuore corre veloce e la tensione della gara è divorante per tutti. Mantenere calma e lucidità non è semplice, ma è un "qualcosa" che spetta esattamente ai giocatori più scafati come me. Così cerco solo di portare la mia esperienza e provo ad aiutare quelli che sono quasi al debutto in serie A, pensando che la proporzione ''quattro carote e un bastone'' sia più utile per innescare una bella reazione nei ragazzi e, in generale, nel gruppo>>. Reazione importante come, nel dopo Milano, quella vista contro Montegranaro. <<Contro la Fabi abbiamo disputato una partita positiva, con la squadra che si è espressa al meglio per 40 minuti in attacco trovando con facilità la via del canestro>>. Benissimo in attacco, ma il coach Recalcati nella sua analisi post-gara ha messo in evidenza soprattutto le amnesie difensive... <<Il nostro allenatore ha visto nel match contro i marchigiani le cose che non sono state fatte al meglio e quelle su cui dobbiamo migliorare. Certo - continua il giocatore originario di Tenerife - se avessimo difeso un po' meglio avremmo potuto chiudere con un margine di distacco più ampio, mettendo in cascina una differenza canestri di tutta sicurezza. Però, resta la soddisfazione per aver vinto all'esordio casalingo a Masnago e aver disputato una partita gradevole>>. Anche la sua è stata, silenziosamente, gradevolissima e molto, molto incisiva. <<Sono stato contento per la mia prestazione soprattutto perchè, dopo una settimana davvero difficile, nella quale avevo sofferto per una contrattura alla schiena, non speravo di poter offrire un contributo così sostanzioso>>. Sono in diversi quelli che vedono una Cimberio "deboluccia" sotto canestro. Lei che è parte in causa della questione che cosa pensa? <<Credo che, al di là degli squadroni, che possono permettersi qualità e quantità in tutti i ruoli, leggere in termini critici dentro le dinamiche di una squadra sia più un esercizio da cronisti che cercano... il pelo nell'uovo. Dopo tanti anni di carriera, ho imparato che è più facile dire che cosa manca, anziché sottolineare quello che c'è di buono. Poi, in definitiva, staff tecnico e società hanno costruito la formazione in questo modo, ci credono e, eventualmente, spetterà a loro apportare dei correttivi. Per quel che mi riguarda, dico che abbiamo una squadra più lunga, che ci stiamo allenando bene, con intensità e maggior continuità rispetto alla scorsa annata e che non ci sono ragioni per cambiare rotta. Quindi, restiamo sulla barra e pensiamo solamente ad un avversario durissimo come Casale Monferrato che domenica arriverà al palaWhirlpool. I piemontesi, dopo lo 0-2 in prestagione, si presenteranno a Masnago con tanta voglia di rifarsi. E le squadre di Crespi, io lo so bene perchè mi ha allenato a Siviglia, non muoiono mai>>. Massimo Turconi
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