Jump to content

Recommended Posts

Posted

VARESE Una serata perfetta, quella di mercoledì a Desio. Il debutto in Eurolega, una cornice meravigliosa di 4500 tifosi, la vittoria contro il Nancy dopo una bellissima partita.

Una serata tutta canturina, che da queste parti è stata seguita con un bel po’ di sana invidia: l’ultima partecipazione di Varese a una competizione europea risale alla stagione 2004/2005 (Uleb Cup), mentre per ritrovare i biancorossi in Eurolega bisogna andare indietro fino al 1999/2000 dove i ragazzi di Cedro Galli con lo scudetto cucito sulle maglie non andarono oltre il primo girone.

E siccome pensiamo che una società seria (come Varese è tornata a essere) per guardare la propria grandezza non debba guardarsi indietro ma debba invece guardare in alto, ecco che proviamo a dar fiato ai sogni: cosa serve alla Pallacanestro Varese per tornare a calcare i palcoscenici che merita di calcare, e per spegnere quel fastidioso senso di invidia che ha preso un po’ tutti nel guardare Cantù?

<<GRUPPO E RADICI>>

Il primo a risponderci è Michele Lo Nero, presidente del Consorzio Varese nel Cuore e uomo nuovo della pallacanestro italiana. <<Innanzitutto - dice - faccio una premessa: a me Cantù non fa invidia, tutt’altro. E credo che siano loro a doverci invidiare. Detto questo, credo che l’obiettivo di una società come la nostra sia quello di tornare ad altissimi livelli. Cosa serve? Innanzitutto dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo: abbiamo tracciato una strada e abbiamo il dovere

di continuare a percorrerla. Oggi contiamo sessanta consorziati: per iniziare a pensare all’Eurolega, dobbiamo pensare di raddoppiarli nel giro di due anni>>.

Tutto qui? <<Non prendiamoci in giro: abbiamo il dovere di costruire una squadra forte e vincente, e quindi contare cinquecento abbonati in più rispetto a quelli attuali. Infine, non dovrà mancare il classico ''fattore C'': ovvero, un po’ di fortuna >>.

Lo Nero, a parlare di futuro e di Eurolega, si infervora mica da ridere e diventa un fiume in piena: <<Ieri il Consorzio ha organizzato un convegno nel quale si è parlato di valori. Il responsabile di Carlsberg Italia ha tenuto un discorso bellissimo e ha enumerato i cinque valori che si seguono nella sua azienda: voglia di vincere, massima attenzione alla soddisfazione del cliente, occhio attento alle tematiche sociali e al territorio, essere diversi dagli altri, lavorare insieme perché un gruppo è più forte di un singolo. Ecco: se in Pallacanestro Varese terremo presenti questi valori, presto anche l’Eurolega smetterà di essere un sogno>>.

<<SERIETÀ E GIOCATORI>>

A Lo Nero fa eco Flavio Vanetti, firma varesina delle pagine sportive del Corriere della Sera: <<Innanzitutto - dice - ci vuole una squadra forte: perché solo le squadre vincenti possono alimentare quel volano fondamentale che fa crescere l’interesse attorno alla società e al consorzio. Questo dev’essere il primo obiettivo, da ricercare senza tentennamenti e con un po’ di coraggio, nel rispetto dei vincoli economici>>.

Poi? <<Il prossimo anno l’Eurolega cambierà radicalmente: si allargherà, e creerà un vero e proprio spartiacque nel basket europeo. In sostanza verrà aumentato il numero delle squadre partecipanti, con una serie di gironi che andranno a scremare le formazioni fino ad arrivare a una fase finale con un sistema simile a quello della vecchia Coppa dei Campioni. ll punto è che chi resterà fuori dal giro, rischierà di trovarsi in una sorta di serie B continentale dalla quale sarà difficile venire fuori: è ora di puntare al salto di qualità. Infine la società dovrà continuare nell’opera di consolidamento interno che ha vissuto un momento fondamentale con l’arrivo di Simone Giofrè ad occuparsi di scouting: la Pallacanestro Varese cresca, nel numero e nella qualità delle sue persone. Le ultime mosse vanno benissimo, ma non si pensi di avere già fatto tutto>>.

Poi, Vanetti non rinuncia a tornare su un argomento al quale tiene moltissimo: <<Non dimentichiamo il palazzetto: personalmente sono felicissimo del fatto che il consorzio abbia deciso di mettere mano al vecchio Lino Oldrini, ma ora bisogna andare avanti. L’ampliamento della galleria va completato quanto prima, per arrivare a seimila posti e ai numeri richiesti dall’Eurolega e tornare a contare davvero nel panorama europeo>>.

Francesco Caielli

×
×
  • Create New...