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L’Ignis ritorna a Varese ma stavolta è solo ospite


stevie
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L’Ignis ritorna a Varese ma stavolta è solo ospite

16/09/2005 09:47

- Il Giorno -

Ignis, il marchio più vincente dello sport italiano, continua a ottenere successi nel basket. La notizia non può che far piacere ai tifosi con i capelli imbiancati, peccato che il glorioso nome sia finito, senza offesa, sulle maglie... sbagliate.

La storia è vecchia, accade prima dell'estate quando Castelletto Ticino, matricola di LegaDue, rende noto l'accordo commerciale con Whirlpool Europe, che oggi detiene ancora il marchio di prodotto Ignis per i propri frigoriferi.

Sponsor principale per due stagioni (questione di rapporti personali, altro che marketing, bravissimi i dirigenti ma non andiamo oltre nei dettagli...) ma a Varese ci restano male per due motivi: avevano presentato una proposta di main sponsor ai dirigenti Whirlpool e a tutt'oggi non c'è ancora il nome di un'azienda da legare alla società, che nel 2005 festeggia i 60 anni di attività. La multinazione ha una sede anche a Comerio, nel Varesotto, e in realtà da qualche anno è partner della Pallacanestro Varese.

Non a caso il Palasport "Lino Oldrini" si chiama PalaIgnis in cambio di un sostanzioso contributo (più o meno la stessa cifra data a Castelletto Ticino...).

Tuttavia vedere quel nome su altre canotte a molti non è piaciuto, proprio perché hanno pensato a quanto entusiasmo avrebbe generato (insieme a un sacco di pubblicità indotta su giornali e tv...) il ritorno del leggendario nome sulle magliette che furono di Ossola, Rusconi, Meneghin e tutti gli altri uomini della valanga gialloblù.

In fondo sarebbe bastato poco a far rivivere il mito, ma l'Ignis di ieri era di Giovanni Borghi, il "cumenda" varesino, oggi è tutta un'altra storia perché Ignis è un marchio di prodotto, non un'azienda, e a decidere è stato probabilmente un uomo del marketing, che non è tenuto a sapere la storia.

Il problema, però, è diventato un altro, quando settimana scorsa una Varese imballata e incompleta, appena scesa dal ritiro di Merano, ha perso di due punti proprio contro la Ignis Castelletto Ticino. Vergogna, tremenda vergogna.

Il "caso" è stato amplificato, qualcuno ha parlato addirittura di lesa maestà ma in fondo non è che sia successo granché, perchè di ininfluente precampionato si è trattato.

Piuttosto un nuovo problema è all'orizzonte dei nostalgici, a cui consigliamo di prendersi la domenica libera per il 2 ottobre: in quella data la Ignis tornerà al Palazzetto dello Sport di Masnago. Ironia della sorte, o della sfiga, il nuovo impianto di Castelletto Ticino non è ancora pronto, dunque la formazione piemontese ha chiesto e ottenuto ospitalità nel tempio del basket varesino.

Inciso più che doveroso e un’esortazione: la "violazione", per cortesia, sia almeno mitigata da una bella vittoria.

Per tornare alle cose concrete Varese, a pochi giorni dal campionato di A1, è ancora senza sponsor. Trattative, anche con nomi prestigiosi, sono in corso ma i tempi non sono ancora maturi per dare l'anuncio.

Ecco, se accadesse prima del 2 ottobre sarebbe meglio per tutti, compresi i Castiglioni, da un lustro proprietari del club, che vorrebbero iniziare la stagione con quella serenità che l'anno scorso era mancata dal principio. E non sarebbe cosa da poco.

Roberto Pacchetti

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Il problema, però, è diventato un altro, quando settimana scorsa una Varese imballata e incompleta, appena scesa dal ritiro di Merano, ha perso di due punti proprio contro la Ignis Castelletto Ticino. Vergogna, tremenda vergogna.

Il "caso" è stato amplificato, qualcuno ha parlato addirittura di lesa maestà ma in fondo non è che sia successo granché, perchè di ininfluente precampionato si è trattato.

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Visto che alberto si è dimenticato, lo posto io...

CONTRO L'IGNIS NON SI VINCE!

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io continuo a non vederci granchè di male (a parte ovvie ragioni affettive e sentimentali, che poco hanno a che vedere con una sponsorizzazione).

se la whirlpool avesse deciso di investire il doppio del budget per sponsorizzare Varese (nello stesso anno dell'annuncio di diversi tagli nel personale..)non sarebbe sorto un "problema etico" altrettanto grande??

più che altro non so come mai, a parte qualche mio sospetto,tutti fuggano dai Castiglioni...

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io continuo a non vederci granchè di male (a parte ovvie ragioni affettive e sentimentali, che poco hanno a che vedere con una sponsorizzazione).

se la whirlpool avesse deciso di investire il doppio del budget per sponsorizzare Varese (nello stesso anno dell'annuncio di diversi tagli nel personale..)non sarebbe sorto un "problema etico" altrettanto grande??

più che altro non so come mai, a parte qualche mio sospetto,tutti fuggano dai Castiglioni...

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QUOTO TUTTO! :lol:

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