Lucaweb Posted November 5, 2011 Posted November 5, 2011 VARESE Viaggiare così, è bello. Viaggiare dopo una vittoria così, viaggiare permettendosi di non pensare a nulla almeno per un giorno, viaggiare consapevoli di aver fatto un bel lavoro. Il ritorno da Roma è leggero, al termine di un fine settimana perfetto: tre giorni con famiglia e un po' di consorziati nella città più bella del mondo, una partita di basket tutta da godere, una grande vittoria. Vescovi: felice perché...? Per i due punti, e per l'atteggiamento della squadra. Siamo andati a prenderci la vittoria con lo spirito, la voglia e la difesa. E questa è la cosa più importante: perché è quello che chiediamo e ripetiamo dall'inizio. All'inizio del supplementare nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria di Varese: lei? Io ci credevo, esattamente come ci credevano i giocatori. Loro, oltre a dirlo lo hanno dimostrato anche sul campo. Cosa le è piaciuto di più? La coralità: questa squadra sbaglia, gioca bene, perde, recupera, vince. Ma lo fa come un gruppo: tutti insieme. Come si spiega questa cosa? Innanzitutto significa che abbiamo lavorato bene perché i giocatori che sono arrivati hanno delle qualità umane oltre che tecniche. E poi il fatto di non avere un riferimento offensivo riconosciuto è un grande vantaggio. Spieghi. Se c'è il giocatore da trenta punti, quando arrivano i momenti di difficoltà la squadra si affida a lui sperando che risolva i problemi. Se questo giocatore non c'è, ecco che allora tutti si devono rimboccare le maniche e cercare di mettere le cose a posto. E poi, il fatto di non avere un leader definito mette in difficoltà anche i nostri avversari che non sanno mai chi aspettarsi. È la classica storiella del «tutti quanti portano i loro mattoncino»? Sarà banale, ma è così. Prendete la partita di Roma, guardate quello che ha fatto la nostra panchina: anche Reati, buttato nella mischia, ha giocato alla grande. Contro Varese, Montegranaro ha giocato male; Casale ha giocato male; Roma ha giocato male. Un caso? È sempre la solita storia: vinciamo perché gli altri hanno giocato male. Ma non vi viene il dubbio che potrebbe anche essere un po' merito nostro? Che forse siamo noi a farli giocare così? Può essere. E invece, l'erba del vicino è sempre quella più verde. E allora vi dico che nel giardino di Varese sta nascendo dell'erba meravigliosa, verdissima e fresca: sarà nostro compito curarla e farla crescere bene, coltivarla e accudirla. Ma intanto i primi segni di un lavoro ben fatto stanno germogliando. E ora? Ora mi aspetto che domenica prossima (contro la Pepsi Caserta, ndr) il palazzetto sia pieno: ce lo meritiamo. Per l'incasso? Ma no, quello è il meno: siamo primi in classifica e incontriamo un'altra capolista, chi vincerà resterà davanti, credo che aspettarsi una cornice degna e importante sia il minimo. Stipcevic sta diventando fortissimo: se va avanti così, come farete a trattenerlo? Speriamo continui a migliorare, così se andrà via ci pagheranno un po' di soldi. La nostra filosofia è che tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile: a partire da Cecco Vescovi. Vogliamo creare un sistema che sia più forte dei singoli: è la strada giusta. L'esempio lampante è quello di Siena, dove a vincere è proprio il sistema. Francesco Caielli
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