Lucaweb Posted November 17, 2011 Posted November 17, 2011 Grande e grosso com'è, non si può non notarlo. Se poi è uno super, bisogna ammettere che un centro come si deve, e pure abbastanza ''economico'', esiste. Basta prenderlo. Kevin Fletcher, omone di Denver, 31 anni a giorni, domenica ha spiattellato alla platea di Masnago il suo bel campionario. La sua dimostrazione di repertorio (27 punti, 10/12 nel tiro da due, 1/2 in quello da tre e 8 rimbalzi) fa capire di che razza è fatto un pivottone. Basterebbe immaginarselo qui, tra i biancorossi, per supporli lanciati verso posizioni di nobiltà duratura. Manca, è vero, una controprova e dirà qualcuno che la Cimberio, così com'è, in alto già sta per quella serie di mirabili prerogative che le appartengono grazie alla superlativa comprimarietà dei suoi uomini. Tutto vero e non strano per effetto d'un marchio di fabbrica esclusivo, anche se una certa somiglianza di filosofia con la Cantù vecchia di due stagioni trova qualche fondamento. Certo è che in gare del genere, di fronte all'agitarsi di palettoni rossi sotto i tabelloni, il pur stimabile Talts fa quel che può, mentre ancora una volta Hurtt, da tesserato Usa, indugia e balbetta. Contro Ciorciari basterebbe un deciso affondo per mangiarselo in insalata, invece no e a tal punto da... mobilitare l'ufficio giovani talenti smarriti. Riflessioni in libertà dopo un'esibizione che Varese ha saputo incendiare d'entusiasmo sino a regalare sussulti nei minuti finali, com'è accaduto per un rimbalzo d'attacco su una palla vagante e velenosa che, se fosse finita in mani campane, si sarebbe rischiato grosso nell'ultimo minuto. Morale, il successone su Caserta trova il suo ideale risalto nella compattezza di squadra che trae risorse da una panchina profonda, nonostante l'assenza del chirurgico Fajardo, la cui mancanza non ha comunque incrinato il rendimento del collettivo a Roma e contro i temutissimi campani, il che dimostra un sacco di cose. La più evidente ci sembra la ''guida sicura'' garantita da quel signore che sta in panca e che, a volte, fa la differenza per uno stretto rapporto coi suoi uomini. Al di là del tiro dalla lunga distanza, com'è nelle corde biancorosse (visto il 9/12 dall'arco in un tempo) ma non senza effetti collaterali in caso di scarsa vena, stavolta Varese ha saputo modulare ritmi e soluzioni in assalti mirati, pilotati dall'imprendibile Stipcevic (foto Blitz), non un leader preteso come il suo omologo Collins ma esemplare in rendimento e finalizzazione. Ecco l'altra ''guida sicura'' di Varese ai settimi cieli d'una classifica che accarezza i meriti biancorossi, persino sopra una grande ''odiata'' come Cantù.
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