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VARESE Il dato più interessante è che Varese si trova sul podio in quattro classifiche relative alle statistiche di squadra, tra cui quella dei punti segnati in media ogni 40 minuti, ma non ha nessun giocatore nella top ten dei cannonieri del campionato. Qui il primo biancorosso, con 16 punti tondi e una media del 50% da due e un buon 44% da tre, è Diawara. Il suo nome però ci appare solo dopo aver scorso questa classifica individuale fino a raggiungere il dodicesimo posto.

Sono anche questi segnali di una squadra, che come hanno ampiamente dimostrato le prime giornate del torneo 2011/12, ha fatto dell'equilibrio e della capacità di distribuire palloni e responsabilità di tiro il proprio marchio di fabbrica.

Un'ulteriore prova? Basta dar un occhio alla categoria assist: qui la Cimberio contende il primissimo posto all'altra formazione che sta meravigliando per le sue qualità: è la Sidigas Avellino, che viaggiando a 16,2 passaggi smarcanti ogni partita precede di un pelo i Recalcati boys, peraltro ottimi con 15,8 assist. Se poi volgiamo lo sguardo verso la classifica individuale nella stessa specialità, spicca l'ottimo Stipcevic, leader solitario con 5,8 assist davanti, guarda caso, proprio all'avellinese Green, fermo a 5,4. Un regista di razza, insomma, capace di imprimere il ritmo giusto all'attacco, ma anche di prendersi le sue responsabilità: nell'elenco dei marcatori è il secondo biancorosso con 12,8 punti di media.

Facile e quasi ovvia conseguenza è il primato di squadra nel tiro da tre punti (42,5%). le percentuali da oltre l'arco dei 6,75 quest'anno sono state spesso entusiasmanti: basti pensare al 9/12 del primo tempo di domenica al cospetto di Caserta o al 63% complessivo della seconda giornata con il netto successo interno contro Montegranaro. E anche nei punti di squadra il podio è garantito, questa volta sul secondo gradino, con 81,8 di media mentre primatista è la solita contendente: Avellino con 84,4.

Una versione del quintetto varesino senza sbavature, insomma? Beh, qualcosa da migliorare c'è. Stanti le premesse, per esempio, non ci saremmo aspettati di vedere Varese nella parte alta della classifica delle palle perse: 17 a partita, proprio come Milano e i casertani della Pepsi. Più comprensibile qui il primo posto, in una graduatoria a testa in giù, di una Roma che sta già faticando ad esprimersi bene.

Ritornando a un passato che può fungere sempre come termine di paragone, non è facile confrontare questa Cimberio con altre versioni della formazione biancorossa.

Ci sono però almeno due esempi cui guardare con ammirazione e che avevano trovato riscontri simili dalle statistiche: sono la Divarese di Isaac e un'altra edizione della Varese di Recalcati. Sì, certo quella dello scudetto '99, dove la palla viaggiava fluida e le responsabilità erano condivise. Sono modelli irraggiungibili e il percorso per avvicinarsi a quei due gruppi memorabili ancora lunghissimo. Per adesso, possiamo limitarci a guardare soddisfatti queste statistiche.

Antonio Franzi

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