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Tutti abili e arruolati, almeno per ora: c'è Hurtt (foto Blitz), aspettando Thomas. Si rischia di non capire ma è tutto chiaro in casa Cimberio dove svolazzano i bollettini medici per acciacchi d'uso e d'età che accusano alcuni stagionati biancorossi. Il vecchio e caro Thomas tornerà utile appena mostrerà confidenza in prove non amatoriali ma agonistiche e d'alta intensità, fermo com'è da una vita, risalendo la sua ultima gara allo scorso gennaio. Varese, dunque, gioca sul tempo, che è medico, per fare una scelta che sembra già decisa ma che ora, saggiamente, non può essere netta né tantomeno spaccata. I due americani, per un po', possono rendersi utili assieme, in alternativa e all'occorrenza, dipendendo dall'opportunità del momento.

Siena, Venezia e il turno di riposo, poi si vedrà. Recalcati, che oggi torna nella città che guidò al suo primo scudetto, quindi verso l'inizio di una storia che comincia a stancare (gli altri, ovviamente), deve rinunciare verosimilmente agli infortunati Fajardo e Rannikko, cioè a due marpioni in una gara segnata dalla spaventosa superiorità degli avversari. Non si nega a nessuno la speranza di un miracolo. Pure a una Cimberio rimaneggiata? Recalcati e i suoi uomini, per nulla rassegnati, anzi belli e liberi da pressioni, se la vogliono giocare. E fanno bene a pensare in grande proprio quando i pronostici li considerano piccoli di fronte a una squadra che freschissima non è (per sue fatiche europee), pur debordante nella propria forza.

Stipcevic e compagni sono persone per bene. Li abbiamo sempre elogiati per il loro credo professionale e per quell'applicazione che fa risaltare il gruppo, non può una sconfitta metterli in croce. Eppure qua e là, in pubblico e in privato, qualche dichiarazione-mugugno è scappata dalle bocche o dai pensieri della dirigenza, sponsor compreso, critici con la squadra e con qualcuno in particolare, colpevoli d'essersi arresi a Bologna dove, per la verità, in una brutta gara per tutti, felsinei compresi, ha fatto la differenza solo il talento di McIntyre, uno che, non per caso, guadagna come quattro, cinque biancorossi messi assieme.

Hurtt che non fa l'americano non è nemmeno una notizia dell'ultima ora, avendo già balbettato in precampionato, eppure il giovane Justin, comportandosi, in umiltà, come uomo della panchina, ha lasciato il segno contro Montegranaro e firmato il successo a Roma che cuba in classifica. Se Hurtt stecca, non è colpa sua (semmai di chi l'ha preso) e, in ogni caso, va aiutato e incoraggiato.

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