Lucaweb Posted December 7, 2011 Posted December 7, 2011 Non siamo abituati a quei vuoti in giro per il palazzetto, e francamente non ci vogliamo nemmeno abituare: semplicemente, continueremo a rimanerci male. Era una prova, un test importante, un termometro del lavoro fatto fin qui dalla società: e la prova ha detto che c'è ancora molta strada da fare, e che evidentemente sono stati commessi degli errori. Non si spiegherebbero altrimenti le duemila persone (scarse) che ieri hanno deciso di venire nonostante ci fosse da pagare un biglietto (scontatissimo, con una prevendita lunga quindici giorni, con cinque botteghini a disposizione prima della partita) perché la sfida con Venezia era ''fuori abbonamento'' dopo il ripescaggio in A dei lagunari. Evidentemente la società ha sbagliato. Ha sbagliato a credere che fosse sufficiente prendere una Pallacanestro Varese sull'orlo del baratro e riconsegnarla alla città, per conquistare la fiducia della gente. Ha sbagliato a pensare che tagliando drasticamente sugli abbonamenti omaggio e aprendo il palazzetto solo a quelli che pagano avrebbe guadagnato punti sul piano della coerenza e della credibilità. Ha sbagliato a credere che alla gente bastasse una squadra di ragazzi generosi e pronti a giocarsela sempre e ovunque. Palla al centro, si ricomincia. Anche se comprendiamo l'arrabbiatura di chi, in società, se potesse manderebbe tutti al diavolo consegnando le chiavi della baracca al sindaco: arrangiatevi. Un solo appunto. La società, anziché la sfida di sabato alle 16 e in diretta tv con Venezia, avrebbe dovuto mettere a pagamento una partita di cartello: il derby con Milano, o quello con Cantù. In un mondo di opportunisti, la coerenza e la chiarezza sono virtù che pagano poco.
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