Lucaweb Posted December 24, 2011 Posted December 24, 2011 Un collettivo solido guidato da due playmaker efficaci in grado di togliersi belle soddisfazioni e cercare di fare più strada nei playoff rispetto alla ''comparsata'' dello scorso anno. Così inquadra la Cimberio versione 2011/2012 Maurizio Gualco, ex giocatore di buon livello (12 stagioni in serie A tra Varese, Genova, Roma e Fortitudo Bologna) rimasto legato al mondo del basket (per anni è stato allenatore nelle ''minors'' e nelle giovanili varesine) e tuttora assiduo frequentatore del palasport di Masnago dividendosi tra la passione per i biancorossi e le esigenze di lavoro, visto che la società ''G2'' fondata dal padre Giancarlo - storico g.m. della grande Ignis - si occupa del funzionamento dei led pubblicitari a bordocampo. «Quest'anno il livello del campionato non mi pare eccelso: certo il grande equilibrio stimola l'interesse ma c'è meno distanza tra le ''big'' e le altre, visto che Milano fatica a trovare la giusta chimica, Siena è condizionata dagli infortuni e Cantù deve abituarsi a gestire il doppio impegno. Così le insegutrici si sono avvicinate e una squadra che ha una chimica ben sviluppata come Varese può inserirsi a immediato ridosso delle grandi: certo non siamo da scudetto, ma credo che ci siano le possibilità di fare meglio della stagione passata. Se gli anni scorsi l'obiettivo primario era la salvezza, ora puntare ai playoff mi sembra un traguardo possibile...». Nel contesto dell'equilibrio generalizzato Gualco sottolinea però la necessità di mantenere l'elevata continuità di rendimento della prima metà del girone di andata: «Finora la squadra ha saputo difendere efficacemente il fattore campo e ha centrato un colpo importante in trasferta a Roma; ma il cammino è ancora molto lungo e certi discorsi andrebbero rinviati a fine girone d'andata quando le gerarchie saranno più chiare; ma sperare in un piazzamento di rilievo dal quarto al sesto posto non pare impossibile. Certo bisogna mantenere il rendimento delle prime otto giornate e stare sempre all'erta perché non ci sono squadre materasso e in un campionato dai valori così raccolti basta una mini striscia negativa per perdere posizioni. Basti pensare che se Varese avesse fatto il colpaccio a Siena ora sarebbe addirittura prima in classifica, ma perdendo una delle partite in casa vinte sul filo di lana sarebbe fuori dai playoff...». E Gualco apprezza il basket corale e ben organizzato praticato dalla Cimberio, con una predilezione particolare per il lavoro di ''tessitura'' della coppia Stipcevic-Rannikko: «L'identità di Varese è fortemente legata al collettivo: bravo Recalcati a dare quel quid in più facendo del gruppo la forza della squadra. Quest'anno poi in difesa siamo più solidi; forse siamo troppo legati al tiro da 3 punti perché quando non entrano le soluzioni dall'arco fatichiamo a trovare fluidità offensiva, però l'organico è talmente ricco di tiratori che se anche un elemento non è in giornata ci sono alternative di valore. Il giocatore che preferisco? Per quel che si è visto finora, direi che Stipcevic e Rannikko sono gli elementi chiave: sicuramente sono giocatori bravi a far giocare gli altri ma quando c'è bisogno sono in grado di segnare canestri importanti». E nel contesto di un basket in cui atletismo e fisicità fanno la differenza il gioco della Cimberio, basato su fluidità della manovra e buone esecuzioni di squadra, sta dando riscontri positivi: «Rispetto ai miei tempi è cambiato completamente il modo di giocare, sia a livello di schemi che di fisicità: ora il basket è molto più muscolare e veloce perché i 24 secondi lo hanno mutato profondamente, così come le regole che hanno tolto importanza al fattore italiano. Ma Varese ha fatto una scelta interessante con gli europei: la Cimberio è un gruppo di giocatori che stanno bene insieme, con un giovane dotato di buone potenzialità come Hurtt, al quale bisogna dare tempo per maturare». Giuseppe Sciascia
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